Glen Cook

The Black Company

Ed. Tor Books 1984

Some feel the Lady, newly risen from centuries in thrall, stands between humankind and evil. Some feel she is evil itself. The hardbitten men of the Black Company take their pay and do what they must, burying their doubts with their dead.
Until the prophesy: The White Rose has been reborn, somewhere, to embody good once more.
There must be a way for theBlack Company to find her...

Primo capitolo di una serie che è arrivata, nel corso di più di 25 anni, a 10 volumi, con almeno altri due in preparazione, con diverse ristampe singole e in collezione. Una serie di più che discreto successo, un esempio tra i migliori del sottogenere della Dark Fantasy, dove stregonerie, ammazzamenti e mostri vari la fanno da padrone. In questo caso l'accento è posto anche sull'aspetto militare, tanto che alcuni lo hanno definito il primo caso di Fantasy Militare. Non è mai stato tradotto in italiano, e forse l'averlo dovuto leggere in lingua originale influenza in parte, ma credo solo leggermente, il mio giudizio che per questo romanzo non è molto positivo.
Si incomincia dal linguaggio, abbastanza pesante e ricco di arcaismi, che cerca di evocare ambienti cupi e vicende tenebrose, senza riuscirci molto efficacemente. Anche la storia pone dei problemi: complessa ed intricata nei suoi richiami a fatti successi in un passato che rimane sconosciuto ma che determina l'essenza dei vari personaggi ed i loro rapporti di forza. I personaggi stessi sono mal caratterizzati, puntando più su alcuni aspetti quasi esasperati, che li fanno sembrare a volte delle macchiette, che ad una buona descrizione della persona nei suoi vari aspetti. In parte dipende anche dalla scelta narrativa di usare la prima persona dell'unico Punto di Vista scelto, che è il medico ed archivista della Compagnia, spesso più interessato ai propri problemi che ad osservare le azioni degli altri e le loro ragioni.
Pur essendo una serie diventata famosa per il suo aspetto militare, in questo romanzo si vede molto poco di tattica e strategia, e gli scontri da cui la Compagnia ricava la propria fama sono per lo più raccontati a posteriori, e molto poco vissuti direttamente.
Detto questo, devo però aggiungere che, con tutte le difficoltà elencate prima, l'ambientazione cupa e tenebrosa è in ogni caso ottenuta, mostri e magie di vario genere sono ampiamente presenti, anche se dell'origine e della natura della magia in questo mondo non se ne farà mai cenno. Le scene di azione sono ben descritte, anche se non con la proprietà che ci si aspetterebbe da un esperto militare. Il finale è ovviamente aperto perchè è solo l'inizio della saga.
Tutto sommato un romanzo non disprezzabile, ma di cui faccio fatica a capire le ragioni del successo. Devo ovviamente leggere il seguito.

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