Karl Schroeder

Sole Pirata

Ed. Zona 42 2016

 

 

 

"La luce e la foschia del mattino ammorbidivano ogni cosa avvolgendola in delicate tonalità pastello. In lontananza le enormi ruote cittadine giravano a gruppi di quattro con gli stendardi che si increspavano al vento. Sullo sfondo c’erano lunghe stelle filanti di nubi dorate. In basso, l’asteroide di Rush era per metà coperto dalla foschia, una foresta ripiegata su se stessa. Sopra l’asteroide gli innumerevoli lontani edifici dei quartieri senza peso della città brillavano nell’aria limpida come scintille immobilizzate a metà del proprio volo."
L’ammiraglio Chaison Fanning è sopravvissuto alla battaglia contro la Formazione Falcon. Rinchiuso in carcere e torturato, spera in un’opportunità per tornare a casa. A Slipstream la situazione si è fatta però molto più complessa di come la ricordava. Venera è pronta per la sua rivoluzione, ma non è l’unica a voler sfruttare la situazione a proprio vantaggio: da un lato i ribelli di Aerie, che aspettano l’occasione per rivendicare la loro indipendenza; dall’altro lo scontro intestino tra il Pilota e le forze navali di Slipstream, bloccato in uno stallo logorante.
Nel frattempo qualcosa di alieno si nasconde nei cieli di Virga e forze misteriose, scatenate dall’interruzione, concentrano la loro attenzione sul destino dell’ammiraglio.
Sole pirata racconta il viaggio verso casa di Chaison Fanning, tra oscure minacce, scontri epocali, vecchi amici e nuove, ambigue alleanze. Sullo sfondo di una delle più originali e meravigliose ambientazioni della fantascienza moderna, Karl Schroeder regala al lettore la più picaresca delle avventure, degna conclusione dell’avvincente trilogia di Virga.

Terzo episodio della serie di Virga, e conclusivo per quanto riguarda le avventure dell'ammiraglio Chaison Fanning e di sua moglie Venera, ma anche il romanzo in cui si cerca di spiegare davvero qualcosa di Virga.
Dico subito che questo terzo volume, pur essendo una lettura gradevole, è quello che dei tre mi è piaciuto meno, e questa è una delle ragioni per cui lo presento in questa rubrica. L'altra, forse più importante, è che così questo commento appare subito, altrimenti dovrebbe essere in codo di mesi.
Diverse le ragioni di questo mio scarso gradimento. Intanto questa volta mi ha dato davvero fastidio il continuo cambio di Punto di Vista (PoV) all'interno di un capitolo. È vero che nella maggior parte dei casi lo stacco è fatto bene, con interruzione grafica e inizio del nuovo pezzo che rende subito chiaro dentro la testa di chi si sta ora, ma "maggior parte dei casi" significa non tutti, e qualche volta mi è successo il classico annaspare nel vuoto per non capire più niente, tornare indietro a rileggere, accorgersi del cambio di PoV, e ripartire con la lettura, dopo qualche imprecazione silenziosa. Non mi era successo nei volumi precedenti, ma non ho tempo per cercare di capire se non me ne ero accorto io o Schroeder è diventato più trascurato. Questo del salto di PoV non ben evidenziato e identificabile con totale certezza fin dalle prime parole è uno dei difetti che mi irrita di più, per cui mi sembra difficile non me ne sia accorto, ma tutto può essere.
A parte questo aspetto, ci sono altre ragioni per la mia perplessità di giudizio. Il romanzo è centrato sulle peripezie di Chaison Fanning nel suo tentativo di ritorno a Slipstream dopo la fuga dalle prigioni della Formazione Falcon, ignorando che la sua liberazione è dovuta ad un'incursione guidata dalla moglie Venera, e fino alla fine non saprà niente del destino della moglie stessa. Il romanzo però, anche per rendere più facile la connessione col volume precedente e il raccordo degli avvenimenti, dedica una piccola prima parte alle azioni di Venera, fino al tentativo di liberazione. Scelta senza dubbio corretta che aiuta il lettore a riprendere confidenza con l'ambiente e i vari personaggi. Solo che da quel momento in poi di Venera non se ne sa più niente, seguendo Chaison e i suoi compagni di avventura, e quando si arriva alla fine si è, sempre come Chaison, del tutto ignoranti dello sviluppo del movimento che Venera aveva messo in moto a Slipstream, e onestamente se ne riesce a capire ben poco dei dettagli. Teoricamente la cosa è corretta, perché stiamo seguendo un PoV ben preciso, ma quando quel PoV non riesce a capire bene quello che gli succede intorno, ma la stessa cosa è vera per il lettore, si rimane con qualche dubbio.
Ultimo problema, ma non minore come peso, è la presentazione della realtà di Virga nell'ambito della civiltà esterna, in effetti le ragioni dell'esistenza di Virga così com'è e delle tensioni che si sono create per la sua esistenza. Informazioni essenziali per i lettori di questa serie, ma fornite in modo decisamente insoddisfacente, completamente "raccontate", e anche in modo confuso e poco chiaro, probabilmente per non voler affogare il lettore in un infodump gigantesco, ma con il risultato di non far capire bene quello che senza dubbio Scheoder aveva chiaro in testa, ma non è stato capace di rendere chiaro al lettore. Almeno ad un lettore normale come credo di essere io, perché magari qualcuno avrà anche capito cosa succederà nel prossimo romanzo... :)
In conclusione, se ci si limita alla storia come è, Schreoder dimostra la solita capacità di raccontare una vicenda picaresca divertente e inserita in un'ambientazione davvero unica e sempre merevigliosa. Non dimostra altrettanta capacità a gestire l'aspetto fantascientifico, ma devo onestamente dire che mi era già chiaro dai precedenti romanzi.
Quindi una lettura piacevole, specialmente per quei lettori (e sono tanti) che non sono sensibili agli errori di struttura narrativa e non gli fumano le narici se devono tornare indietro di un paio di righe per capire perché stavano nella testa di uno e si sono trovati nella testa di un altro (anche se due pagine di racconto sconclusionato sulle origini di Virga dovrebbero innervosire molti)...
Quattro stelline su Anobii e Goodreads, ma davvero non proprio meritate... (chissà i seguiti...)

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