Jack McDevitt

Seeker

Due astronavi, la Seeker e la Breverhaven, lasciano la Terra per fondare una libera colonia nello spazio e… scompaiono nel nulla. Con il passare degli anni il mito di Margolia, la colonia perduta, acquista un fascino sempre più potente, finché l’antiquario Alex Benedict ritiene di aver trovato un indizio più che sufficiente della sua reale esistenza.
A mettersi alla ricerca di Margolia e dei suoi enigmi è la più fidata collaboratrice di Benedict: Chase Kolpaht, pilota dello spazio dotata di più che un sesto senso. E una caccia lunga novemila anni si avvicina alla fine.

In un periodo in cui la SF viene sempre più ignorata dall'editoria italiana, mi sembra accettabile anche rivolgermi nella direzione di Urania, collana che non ho mai amato, alla disperata ricerca di qualche romanzo accettabile.
La mia idiosincrasia per Urania ha diverse ragioni, ed affonda nei decenni passati. Una volta o l'altra dovrò cercare di razionalizzare questa mia repulsione, e cercare di spiegarla meglio, a me prima di tutto.
Molte delle ragioni le ho chiare, ma non sempre sono applicabili all'Urania di oggi, che però credo abbia aggiunto ragioni diverse.
In ogni caso, mi era già successo di trovare romanzi accettabili, anche buoni, in questa vecchia pubblicazione sempre in bilico tra l'essere una collana di romanzi o una rivista (e qui c'è già molto delle mie ragioni per rifuggirla), con una politica editoriale un poco schizofrenica, e una distribuzione che peggiore non potrebbe essere, dato che evita le librerie ma trovarla in edicola
è una caccia al tesoro.
Questa volta però in edicola ho trovato questo romanzo, e devo riconoscere che si tratta di un romanzo di livello più che buono.
Apparentemente fa parte di una serie di cui non è il primo, ma i precedenti non sono mai stati pubblicati in Italia, e credo che difficilmente lo saranno (e questo è un altro elemento a sfavore non solo di Urania, ma della politica generale di Mondadori, sui cui delitti ho detto altre volte).
Questo
Seeker è non solo leggibilissimo, ben scritto e logicamente molto ben costruito, ma ha alle spalle la costruzione di una società del lontano futuro molto ben pensata. Il tema centrale di tutta la serie è l'archeologia spaziale, che permette all'autore di intervenire su fatti molto più vicini a noi, e dare la sua visione di come e di perchè la società umana ha fatto tutti gli errori che ha fatto
La struttura del romanzo è quella di un thriller, ma se anche questo è l'aspetto che lega la lettura fino al capitolo finale, quello che a me è piaciuto di più sono state le escursioni storiche sui millenni passati, che sono invece il nostro prossimo futuro.
Niente di sconvolgentemente nuovo, ma molta fantasia e molto buon senso. Chissà se i romanzi precedenti, o successivi, riescono a mantenere alta la freschezza del racconto, o non sono stato io semplicemente tradito dalla novità, che può poi divenire banale ripetizione.
Nel frattempo ho apprezzato il racconto.

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