Yoon Ha Lee

Ninefox Gambit

Ed. Solaris 2016

 

When Captain Kel Cheris of the hexarchate is disgraced for her unconventional tactics, Kel Command gives her a chance to redeem herself, by retaking the Fortress of Scattered Needles from the heretics. Cheris's career isn't the only thing at stake: if the fortress falls, the hexarchate itself might be next.Cheris's best hope is to ally with the undead tactician Shuos Jedao. The good news is that Jedao has never lost a battle, and he may be the only one who can figure out how to successfully besiege the fortress. The bad news is that Jedao went mad in his first life and massacred two armies, one of them his own.
As the siege wears on, Cheris must decide how far she can trust Jedao—because she might be his next victim.

Non inserisco questo romanzo tra i miei Consigli di Lettura mensili non certo perché non mi sia piaciuto, perché alla fine mi è piaciuto non poco, ma perché è davvero difficile da leggere. Questo romanzo ha vinto il Premio Locus per Best First Novel (2017), ed è stato nominato per l'Hugo (2016) e per il Nebula (2017), ma su Goodreads moltissimi lettori di madrelingua inglese confessano la loro difficoltà nel capire il romanzo. Perché non è una difficoltà linguistica, anche se pure questa è presente per chi non ha una totale padronanza della lingua, ma è una difficoltà di capire proprio il significato operativo, nell'ambito del romanzo, di termini che hanno un significato linguistico ben preciso che non sembra aver nulla a che fare con quello che dovrebbe avere nella realtà descritta dal romanzo. Cos'è un calendario, e perché rappresenta una specie di fede necessaria, con diverse eresie basate su calendari diversi? E perché ogni calendario permette l'uso di armi esotiche che non funzionano con altri calendari? Questi sono solo alcuni degli esempi della difficoltà di comprensione che un lettore si trova davanti, dopo aver capito che calendar significa davvero e solo calendario, non è un significato subdolo della parola inglese che un ignorante italiano non conosce. Nella prima parte del romanzo queste ambiguità e incomprensioni di termini sono abbondantissime, e rendono la lettura davvero difficile perché l'autore non dà alcuna spiegazione, anzi sembra voler solo complicare la comprensione. Poi lentamente si riesce a capire che i calendari, che rimangono un concetto sfuggente, sono basati su formule matematiche estremamente complesse, ma che si fondano anche su un consenso condiviso, che permette di modificare la realtà e le sue leggi. Una specie di struttura delle leggi di natura aggiustabile in base a una complicata teoria matematica e consolidata dal consenso generale. Ma anche dopo aver letto recensioni varie, commenti dei lettori e completato il romanzo, non si arriva ancora ad avere una visione completa e logica di questo mondo. Bisogna accettarlo così come viene, con le sue contraddizioni, i suoi rituali incomprensibili, i suoi personaggi a volte ben comprensibili e a volte del tutto nebulosi, con una grande confusione di generi rispetto alla quale i problemi sorti con la trilogia di Ann Leckie appaiono del tutto banali. D'altra parte Yoon Ha Lee è un transgender, ed era inevitabile una qualche conseguenza sul romanzo, che devo ammettere è al momento davvero leggera, a parte l'eccesso di personaggi femminili che però non è detto lo siano davvero, e l'indifferenza di genere nei rapporti sessuali che traspare qua e là.
Qualcuno ha paragonato la difficoltà di lettura di questo romanzo con quella de I Giardini della Luna, di Steven Erikson, primo volume della saga fantasy Il Libro Malazan dei Caduti. Condivido in parte questo paragone, ma in minima parte, perché ne I Giardini della Luna la difficoltà di comprensione era l'ambientazione, il mondo in cui la vicenda si svolgeva, le razze umane e non umane che vi agivano, gli dei, gli ascendenti e tutto il panteon di esseri trascendenti che facevano quello che volevano o che erano costretti a fare, ma le parole usate avevano il significato che è scritto in tutti i dizionari. Qui no, qui le parole, alcune parole, hanno significati diversi, che non è dato conoscere ma che hanno un'enorme importanza per capire quello che succede nelle azioni descritte. Poi magari si riesce anche a capire che alla base del tutto esistono strutture matematiche di supporto alla concezione di realtà che si vuole sostenere, alla calendarietà che determina a quali leggi la natura deve ubbidire, a parte quelle "invarianti" che rimangono tali per ogni candelarietà, ma rimangono parole senza un riscontro, perché di questa matematica non ci sono esempi concreti che permettano di capire davvero. Come l'autore stesso ha detto in una intervista, si tratta di scienza estrema che scivola nella magia, e come tale deve essere accettata nella lettura del romanzo.
In conclusione vorrei osservare che alla fine il romanzo mi è piaciuto, tanto che cercherò di leggere alcuni racconti scritti in precedenza che in qualche modo preparano a questo mondo, e poi il seguito già pubblicato. Ma il mio giudizio finale deve anche tener conto del fatto che, al di là degli aspetti pirotecnici della guerra calendaria, con la loro difficoltà di comprensione, la storia che viene narrata è sostanzialmente molto semplice, con davvero pochi aspetti interessanti. Tutte le novità sono nel world bilding, che, e mi ripeto, è davvero difficile da capire.

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