Fabrizio Casa

Le Metamorfosi di Ghinta

La Nazione è un impero nel pieno del suo fulgore. Il Comandante Ghinta, rampollo dei Donis, la casta dominante, deve vegliare sull'elezione del nuovo Configuratore, il massimo rappresentante della Nazione. Ghinta è un Artefice, cioè uno dei pochi iniziati al misterioso potere dei Simboli Parlanti, su cui si regge tutta la supremazia della Nazione. Attraverso intrighi e colpi di mano, il gruppo di cui fa parte riesce a conquistare il potere nel Concilio di Nova, la capitale dell'impero, ma Ghinta cade in disgrazia e viene esiliato nella lontana Aqualonga. Distante dalla sua Nova, Ghinta attraversa una crisi personale e politica che lo muta profondamente e lo porta a battersi contro quel potere che lui stesso ha rappresentato al massimo livello. Il suo cambiamento va di pari passo con quello del mondo, scosso dal Progetto, una nuova forza che emerge con un disegno destabilizzante messo in atto da un traditore del Concilio. Ghinta sceglierà di abbattere i fondamenti della Nazione, minandone la fonte dell'iniquo potere: i Simboli Parlanti. Isolato e incompreso, il Comandante troverà un insperato alleato per compiere la sua ultima, impossibile missione.

Un autore italiano, non uno scrittore professionista, anche se e' autore di trasmissioni RAI e scrive su quotidiani e riviste. Un appassionato di giochi di ruolo, e creatore di giochi egli stesso. Questa storia ha avuto origine da un gioco, e si vede. Mentre la trama e' abbastanza ben congegnata, la narrazione appare fin troppo semplice, con i personaggi che appaiono ognuno caratterizzato dalle sue prerogative e capacita', ma come dei pupazzi senza spessore emotivo, senza un passato alle loro spalle. Inoltre la narrazione e' meccanica, fin troppo essenziale e mancano quei dettagli che rendono possibile, nella lettura di una storia, il sentirsi presenti agli avvenimenti narrati. Quasi un manuale di istruzione per un gioco, o poco piu'. Sostanzialmente una grossa delusione.

Lo finiro' perche', come ho detto, la trama e' ben congegnata, ma siamo molto lontani da un romanzo appena decente.

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