China Mieville

La Citta' delle Navi

Il seguito dell'acclamato Perdido Street Station, vincitore del premio Arthur Clarke e del British Fantasy nel 2001.

In fuga da New Crobuzon, Bellis Coldwine si imbarca per una colonia di frontiera, Nova Esperium, ma la sua nave viene assalita da misteriosi pirati, che porteranno lei e i superstiti dell'equipaggio in un'ancor più misteriosa città fatta di navi e abitata da fantastiche e inquietanti creature.

Torna China Miéville, astro nascente della fantascienza inglese. La città delle navi è un romanzo poderoso e persuasivo, un affresco di avventura e fantasia, magia e scienza.

Consigliando la lettura di Perdido Street Station, avevo detto che lo sforzo di invenzione, la ricchezza di particolari appena accennati, la quantita' di cose ancora nascoste che quel romanzo presentava, facevano auspicare almeno un seguito.

Il seguito e' arrivato, ed e' in qualche modo una sorpresa, perche' non e' veramente un seguito.

I personaggi sono completamente diversi (il personaggio principale, Belis Coldwine, era stata citata per tre righe nel romanzo precedente), e mentre Perdido Street Station si svolgeva completamente all'interno della complessa, incredibile, pericolosa, puzzolente New Crobuzon, citta' dalle mille risorse e dei piu' strani abitanti, questo nuovo romanzo si svolge completamente (almeno fino a dove sono arrivato io) al di fuori di New Crobuzon, anche se molti riferimenti alla grande citta' vengono fatti continuamente. Pero' anche la nuova ambientazione e' altrettanto immaginifica, allucinata, impossibile, e piena, se cio' e' ancora possibile, di personaggi e razze vieppiu' strani e straordinari.

La trama del racconto, anche questa volta, sembra ben congegnato e solido, non un semplice espediente per presentare la fantasmagoria di personaggi, di situazioni "apparentemente" normali, ma che normali non sono mai. E ancora viene precisata l'esistenza di una "scienza" che e' nello stesso tempo scienza e taumaturgia, delle cui reali implicazioni si fa faticosa conoscenza pagina dopo pagina.

Un romanzo altrettanto allucinogeno del precedente, che paga solo il pegno di non essere piu' una novita', per cui, se l'entrare nel clima del romanzo e' stato molto piu' facile, e' ovviamente mancato l'elemento della sorpresa, della scoperta di un mondo impossibile e purtuttavia reso reale dalla capacita' di scrittura dell'autore. Lo sto comunque leggendo con altrettanto piacere, perche' questa volta e' piu' facile porre attenzione a particolari che nella lettura del romanzo precedente tendevano a sfuggire, travolti dal fiume in piena delle novita'.

Spero solo che anche la storia si dimostri, anche questa volta, all'altezza del bellissimo contenitore, ma le premesse sono ottime.

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