Robert Reed

La Verità

Un misterioso individuo è prigioniero da dodici anni in una struttura sotterranea governativa, studiato e osservato in ogni dettaglio, isolato da tutto e da tutti.
L'uomo è stato trovato su una strada ghiacciata del Montana, nel marzo del 2002, privo di sensi in una macchina incidentata contenente cinque chili di Uranio 235. Visti i documenti falsi e le impronte digitali sconosciute, non si ha nessuna certezza di chi sia o per chi lavori. In dodici anni nessuno è mai riuscito a svelare i suoi segreti, neanche sotto tortura.
Finché improvvisamente il prigioniero chiede ai carcerieri carta e penna e riempie numerose pagine di una sequenza di date e posizioni astronomiche, basate sul calendario islamico. A quel punto la CIA cambia metodo e affida il prigioniero alle cure di un nuovo agente, che pian piano ricostruisce una storia incredibile.

Un racconto che è stato finalista del premio Hugo del 2009. Un racconto solo apparentemente semplice, ma che in realtà contiene una serie quasi continua di domande che si pongono domande. E' un racconto di un viaggio dal futuro ai giorni nostri, forse per modificare il futuro stesso, o magari semplicemente per distruggerlo. E forse sono solo i problemi che l'umanità non sa risolvere oggi che causeranno la distruzione del futuro.
C'è un finale che potrebbe essere positivo, ma per ritenerlo tale bisogna avere un'infinita speranza nella razionalità dell'umanità, ipotesi che il racconto stesso tenderebbe a ritenere improbabile.
Una lettura estremamente interessante. Ma è un racconto, con i limiti di sviluppo della storia, le ambiguità e le cose non dette tipiche dei racconti.
Niente di male, ma presentarlo come un romanzo, e farlo pagare per tale, non è etico.

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