Elisabeth Lynn

La Rocca di Tornor

Le Rocche erano state erette a guardia delle pianure per difendere la regione dell'antico nemico, il Regno di Anhard, che calando dal nord, al di là delle montagne, in passato aveva sempre aggredito i villaggi depredando raccolti e bestiame e lasciando le genti prive di ogni sostentamento ad affrontare il gelido inverno.
Ogni Rocca era retta da un Signore che possedeva un suo esercito pronto a intervenire in caso di pericolo. E grazie alle Rocche i villaggi delle pianure avevano finalmente conosciuto un periodo di pace e prosperità.
Nessuno avrebbe immaginato che una nuova invasione sarebbe giunta da sud: le orde di guerrieri meridionali comandate dallo spietato ex fabbro Con Istor si stavano impossessando una dopo l'altra di tutte le Rocche superando inesorabilmente il valore e l'eroismo delle guarnigioni.
E ora, prima dell'arrivo dell'inverno che fermava ogni attività bellica, era venuto il momento della mitica Rocca di Tornor...
Con questo splendido romanzo di fantasy, vincitore del World Fantasy Award, Elizabeth Lynn ha creato un mondo memorabile e dettagliato e una vicenda ricca di avventura, colpi di scena che tengono il lettore incollato alla pagina.

Un romanzo del 1979, mai apparso in Italia, e nemmeno i suoi due seguiti, che compongono la trilogia di Tornor. Abbastanza apprezzati in America, tanto da essere ristampati piuttosto spesso. Questo primo romanzo ha anche vinto il World Fantasy Award nel 1980.
Leggendo i commenti dei lettori su Amazon, si puo' vedere che i giudizi si dividono nettamente in due: da una parte gli entusiasti e dall'altra i denigratori totali. L'aspetto che causa questa frattura di giudizi e' la presenza nel romanzo di una forte caratterizzazione omosessuale. Per alcuni questo e' un aspetto positivo, una rottura del perbenismo e della rigidita' sessuale che ha sempre caratterizzato la letteratura Fantasy, mentre per altri l'insistenza sui rapporti omosessuali e' eccessiva e domina una storia che non ha molto altro da dire.
Ho percio' iniziato a leggere questo libro con un po' di pregiudizio, temendo di trovarmi di fronte ad un racconto in cui la volonta' di stupire, di proporre situazioni provocatorie, predominasse sulla qualita' della narrazione, sull'interesse della storia, tenendo anche conto del periodo in cui era stata scritta, periodo in cui sia il femminismo militante, che una forte spinta ad una maggiore liberta' sessuale per tutti portavano spesso a posizioni estremamente radicali e, nella letteratura, anche inutilmente provocatorie. Nemmeno la fantascienza era stata immune da questa tendenza, anche se gli aspetti positivi erano stati molto superiori a quelli negativi. In ogni caso ero un po' prevenuto, ed invece ho trovato un racconto leggibilissimo, tutto sommato equilibrato, e con una storia non banale. Indubbiamente l'omosessualita' e' presente, sia riconosciuta ed esplicita, come tra Sorren e Norres, sia latente, unilaterale e senza futuro, come tra Ryke ed il suo Signore Errel, ma la sua presenza e' solo una parte di una piu' grande aspirazione alla liberta' individuale, alla possibilita' di scelte libere di cui quella sessuale e' solo un esempio. E questo e' sicuramente un aspetto piu' vicino agli ideali di quel periodo, chiamato il '68, che hanno formato molte delle persone che hanno poi scritto negli anni successivi.
La storia e' apparentemente semplice, anche se non del tutto prevedibile, e nasconde molte incognite sul mondo e sulla societa' rappresentata che probabilmente verranno sviluppate, ma temo solo in parte, nei due ulteriori episodi che non sono dei seguiti dell'attuale vicenda, ma storie separate con la stessa ambientazione.
Un racconto di lettura piacevole, anche se si nota una traccia non piccolissima di ingenuita' e la narrazione mostra piu' di un segno dell'inesperienza dell'autrice, all'inizio della sua carriera.

Ho successivamente presentato anche gli altri due romanzi della triologia: I Guerrieri Danzanti e La Magia di Arun

Torna a: SF, Home page