Anne McCaffrey

Il Volo del Drago

Il primo romanzo dei «Dragonieri di Pern», un ciclo che ha reinventato la mitologia
con le risorse immaginative della fantascienza.

Il terzo pianeta di Rubkat, una stella simile al Sole nel settore del Sagittario, era un luogo splendidamente adatto alla vita. E, non appena l'uomo lo aveva scoperto, si era affrettato a colonizzarlo. La prima spedizione che si era insediata sul pianeta gli aveva dato il nome di Pern, senza tuttavia badare allo strano corpo celeste che descriveva un'orbita irregolare nel sistema di Rubkat. Anzi, nel giro di poche generazioni, i coloni ne avevano dimenticato persino l'esistenza. E, invece, ogni duecento anni, quel mondo vagante sfiora il pianeta Pern, propagando spore minacciose attraverso lo spazio, sottili fili d'argento che invadono l'atmosfera e distruggono tutto ciò con cui vengono in contatto. Soltanto i Draghi di Pern possono sventare tale spaventosa minaccia; ma, per addestrare un Drago, occorrono individui in possesso di qualità uniche…

E' un romanzo molto vecchio, pubblicato nel 1968, anche se la sua apparizione italiana e' di molto posteriore, e la prima edizione della Nord e' del 1997. Sia questo romanzo che l'intera serie hanno avuto un grande successo internazionale, e la McCaffrey e' diventata famosa come la prima scrittrice di successo nel mondo della fantasy. Non l'avevo letto al tempo della sua prima uscita, perche' le storie di draghi mi sembravano troppo banali. Probabilmente avevo a quel tempo anche di meglio da leggere, non ricordo, ho poi letto il terzo volume della serie, e non mi era dispiaciuto. Non avevo pero' cercato i precedenti ne' letto i seguenti. Della McCaffrey avevo letto, negli anni seguenti, dei buoni romanzi di fantascienza avventurosa scritti in collaborazione con altre scrittrici (e qui non si sa mai quanto il nome famoso ha contribuito alla scrittura o e' solo stato un traino commerciale) molto leggibili, con anche qualche buono spunto. Quando ho trovato in libreria questa ristampa de Il Volo del Drago, alla fine ho deciso di comperarla. Riconosco che non mi posso pentire della decisione. E' un romanzo di fantasy ben strutturato, che pone le basi per una serie, vista la cura dei particolari nella descrizione di un mondo speciale, ma che e' attento anche alla storia che narra.

Sia chiaro pero' che non e' niente di speciale, solo la sua collocazione temporale spiega il successo che ha avuto, perche' poi le idee presenti nel romanzo sono diventate tanto ricorrenti da essere ormai banali. Ma si legge ancora bene, specialmente per passare il tempo del trasferimento giornaliero in treno al posto di lavoro, e ritorno. Poche decine di minuti per volta che possono essere ben riempiti dalla lettura di un romanzo scorrevole, senza complicazioni intellettuali, dove le cose avvengono come devono avvenire, e la vicenda ha anche una fine, se pure temporanea, pronta a ricominciare nel romanzo successivo.

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