Django Wexler

Il Trono Ombra

Ed. Fanucci 2014

 

Tutti possono ordire un colpo di stato o scagliare un proiettile mortale. Ma nel mondo dei moschetti e della magia, ci vuole ben altro per impadronirsi del trono. Il re di Vordan giace in fin di vita sul suo letto. Alla sua morte, la figlia Raesinia Orboan diventerà una regina... e una preda invitante per uomini ambiziosi. Il più pericoloso tra loro è il duca Orlanko, uno degli uomini più temuti del regno. Ma Raesinia è determinata a non cedere alle sue minacce. Suo alleato è il colonnello ed eroe di guerra Janus bet Vhalnich con i leali secondi, il capitano maggiore Marcus d'Ivoire e il luogotenente Winter Ihernglass, e sono determinati a impiegare tutte le loro facoltà, terrene o meno, in questa battaglia.

Secondo capitolo della Saga The Shadow Campaigns, seguito dell'acclamato I Mille Nomi. Apparentemente paga il solito pegno del secondo volume di una trilogia, quando ormai l'ambientazione è chiarita e la vicenda non è ancora al suo culmine, ma non è proprio così, perché l'ambientazione è molto diversa da quella del primo capitolo, e l'aspetto magico, quasi solo accennato in precedenza, diventa ora molto importante e incominciano a chiarirsi i suoi aspetti. Però rimane l'impressione di un passo indietro nella capacità di attrarre interesse, come se ci fosse una certa stanchezza nella narrazione. I personaggi preminenti de I Mille Nomi, il Colonnello Janus bet Vhalnich, il Maggiore Marcus d'Ivoire e il Luogotetente Winter Ihernglass ci sono ancora e continuano ad occupare la scena, ma non sono più i soli e forse nemmeno i principali, con la nuova Regina Raesina Orboan a fare la parte principale. Probabilmente è proprio il personaggio di Raesina che mi è sembrato troppo forzato, troppo costruito a tavolino per portare la vicenda in una direzione voluta, che mi ha lasciato una certa delusione globale, nonostante l'azione non manchi, l'aspetto magico diventi più chiaro, anche se non del tutto comprensibile, e la descrizione della città di Vordan, dove si svolge praticamente tutta la vicenda, sia soddisfacente. O forse è proprio il limitare la vicenda entro le mura della città che gli ha tolto respiro narrativo. Il doppio gioco di Raesina è troppo smaccato per essere credibile, accompagnato inoltre da un gran numero di colpi di fortuna, e alla fin fine il cattivissimo Duca Orlanko sembra poi non avere tutto questo gran potere.
È un romanzo che si legge con piacere, spesso l'azione è mozzafiato, ma rimane il fatto che se la "Campagna d'Egitto" de I Mille Nomi mi aveva catturato completamente, la "Presa della Bastiglia" di questo Il Trono Ombra mi ha lasciato con un poco di delusione.

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