Joe Abercrombie

Il Sapore della Vendetta

Ed. Gargoyle 2014

 

 

Primavera in Styria. E vuol dire guerra. C'erano stati diciannove anni di sangue. Lo spietato Granduca Orso è in lotta con l'Alleanza degli Otto, e insieme hanno macchiato di rosso la terra bianca. Mentre gli eserciti avanzano, le teste rotolano e le città sono in fiamme, dietro le quinte bancari, preti e forze antiche e oscure giocano una partita mortale per scegliere chi sarà fatto re. La guerra potrebbe essere un inferno, ma per Monza Murcatto, la Serpe di Talins, la mercenaria più celebre e temuta alle dipendenze del Duca Orso, è un modo dannatamente buono per fare soldi. Le sue vittorie, però, l'hanno resa troppo famosa, per i gusti del suo committente. Tradita, buttata giù da una montagna e lasciata a morire, la ricompensa di Murcatto è un mucchio di ossa rotte e una fame ardente di vendetta. A qualunque costo, sette uomini dovranno morire. Tra i suoi alleati: l'ubriacone meno affidabile della Styria, il prigioniero più pericoloso, un assassino ossessionato dai numeri e un barbaro che vuole solo fare la cosa giusta. Il numero dei suoi nemici è almeno la metà della nazione. E tutto questo prima che l'uomo più pericoloso del mondo venga mandato a cercarla e a finire il lavoro che il Duca Orso ha iniziato… Primavera in Styria. E vuol dire vendetta.

Questo è il quarto romanzo di Joe Abercrombie che leggo, e il primo in traduzione italiana, dato che la trilogia de The First Law l'ho letta prima che venisse pubblicata l'edizione nella nostra lingua. Quando ho incominciato questo Il Sapore della Vendetta, dopo un paio di pagine mi sono fermato perplesso, perché non mi sembrava di leggere Joe Abercrombie. Certo, l'ambientazione era la stessa della prima trilogia, sapevo anche che nel proseguio avrei incontrato qualche personaggio noto, ma inizialmente mi sembrava di leggere qualcosa scritto da un altro autore. Sono allora andato a prendere la versione originale di Best Served Cold e ho letto l'inizio. Quello che ho potuto verificare è stato che il traduttore aveva fatto un buon lavoro, non aveva cambiato niente del testo originale e tradotto fedelmente. Magari io avrei fatto qualche scelta leggermente diversa di vocaboli, per rendere meglio il "tono" che io coglievo nell'originale di Abercrombie, ma questa è una scelta individuale, basata sulle sensazioni specifiche che uno prova leggendo un testo. Non essendo poi io particolarmente esperto della lingua inglese, non è nemmeno detto che la mia "lettura" fosse poi del tutto corretta. Quindi, a parte la dimostrazione che in una traduzione anche fedele la sensibilità del traduttore può leggermente modificare il tono della narrazione, rimane il fatto che Best Served Cold è cosa diversa da The First Law, e non per colpa della traduzione italiana. L'inizio di questo romanzo sembra scritto di malavoglia, quasi obbligatoriamente, con un eccesso di aspetti che erano risultati naturali, e quindi estremamente gradevoli, nella trilogia iniziale. L'ironia è forzata, imposta anche quando non ce ne sarebbe bisogno, le battute dei vari personaggi quasi sempre esagerate, o fuori luogo. Per almeno 200 pagine sembra tutta una parodia di The First Law. Poi un poco inizia a cambiare, la vicenda sembra prendere il sopravvento sulla battuta facile, e qualche personaggio riacquista un poco di spessore e di personalità. Però il respiro di sollievo di ritrovare una narrazione accettabile non è sufficiente a far considerare questo romanzo almeno vicino al livello de The First Law. Anche nel proseguo della narrazione ci sono decise discontinuità di stile, come se il tutto fosse stato scritto senza troppo entusiasmo, con qualche parte tirata via velocemente sfruttando qualche battuta o forzando dei propri stereotipi. Alcuni, pochi, personaggi sono all'altezza della fama di Abercrombie come cesellatore di personalità, sopra a tutti una vecchia conoscenza dei lettori de The First Law come Nicomo Cosca. Il personaggio principale, Monza Murcatto, è invece piuttosto discutibile. Dovrebbe essere l'esempio principale del cinismo generale che domina la narrazione, ed in parte lo è sicuramente, ed è anche ampiamente sgradevole in molte delle sue manifestazioni. Ma come personaggio principale deve raccogliere anche qualche simpatia, e nella seconda parte del romanzo le sue contraddizioni, i suoi dubbi morali, emergono in contrapposizione alle sue azioni sempre dominate dalla volontà di vendetta. Un personaggio sicuramente complesso ma tutto sommato non ben riuscito. I comprimari sono invece descritti chi bene e chi male, con personalità che presentano diversi punti deboli, in quello che invece era stata la qualità principale nella The First Law.
In conclusione, un romanzo leggibile, anche piacevole ma forse troppo lungo, con sprazzi di narrazione al livello della trilogia precedente, e globalmente non al suo livello.

Torna a: elenco mesi - SF&Fantasy - Home Page