Ruth Nestvold

Il Linguaggio Segreto

La lingua parlata dai mejani è comune per tutti, tuttavia esiste un secondo linguaggio che non si esprime a parole, e neppure per scritto, che è riservato alle donne e inaccessibile agli uomini. Al Team della spedizione terrestre, specializzata in "primi contatti" con civiltà extraterrestri, questo fatto fa subito pensare che sul pianeta esista una forma di segregazione nei confronti della popolazione femminile, ma alla dottoressa Toni, che riesce a entrare nelle simpatie delle famiglie locali e registra numerose conversazioni con le quali cominciare i suoi studi, appare subito evidente che sul pianeta tutte le informazioni che si riescono a raccogliere non sveleranno mai il vero segreto che protegge il popolo Mejano.

La mancanza di riviste di fantascienza in Italia, a parte il tentativo encomiabile di resuscitare la gloriosa Robot, sempre da parte della Delos Books, impedisce di poter leggere quella larga parte della produzione statunitense che va sotto il nome di racconti lunghi o romanzi brevi, la cui differenza e' spesso molto labile, che trovano il loro naturale spazio proprio sulle riviste. E' quindi un'ottima iniziativa quella di questa collana in cui, in volumetti di buon livello grafico ed editoriale, anche se molto cari, vengono presentati i migliori racconti e/o romanzi brevi degli ultimi anni, insieme a romanzi classici, quando le dimensioni erano ancora quelle di un volumetto, sfuggiti ad una traduzione italiana al loro tempo. Si tratta spesso di perle pluripremiate negli Hugo o Nebula, di cui spesso si sapeva solo il titolo, tratto dall'elenco delle opere premiate.
In questo caso si tratta invece di un'opera di una scrittrice tedesca premiata solo per l'aspetto femminista, in un premio di cui, onestamente, non ne sapevo nulla. Alla luce di questo racconto, forse non ha nemmeno molta ragione di esistere.
Non che
Il Linguaggio Segreto sia un brutto racconto, anzi, si legge con piacere, scorre senza troppi problemi. Ma il nocciolo della vicenda, il segreto su cui alla fin fine si basa tutta la storia, e' fin troppo evidente, ed in questa edizione e' smascherato fin dalla presentazione. Eliminato lo (scarso) effetto sorpresa, il tutto assume un significato molto piu' modesto. Quello di un buon racconto, ben scritto, che si legge volentieri, ma non lascia troppe tracce di se' nei ricordi del lettore.
Alcuni aspetti relazionali tra i personaggi principali sono esagerati, ovviamente allo scopo di illustrare una realta' di rapporti personali che deve essere definita e giustificata in un numero ridotto di pagine. E' stato sempre il problema dei racconti, e anche qui se ne sente il peso, e non solo per questo aspetto.
Quando si cerca di illustrare aspetti sociali, relazioni tra generi sviluppatesi in modo particolare, le dimensioni del racconto sono troppo strette, e si finisce per lasciare tutto inspiegato, giocando magari esclusivamente con una singola trovata, come in questo caso, che pero' non sempre riesce a reggere l'intero senso della narrazione.

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