Milena Debenedetti

Il Dominio della Regola

Una creatura informe si trascina fuori dalla Piana dell'Inesistenza: non ha nome né volto, come tutte le presenze inumane che abitano quella cupa pianura. Eppure, unica fra tutte, cerca di sfuggire al suo destino, mostrando un barlume di coscienza. Tutti ne hanno orrore e vorrebbero ucciderla; solo Arenio, il vecchio studioso di corte, intuisce che in essa c'è qualcosa di misterioso e decide di prendersela con sé per studiarla.
Ma questo non piace alla Regola, l'ordine religioso che un tempo sconfisse la magia relegandola nelle terre dell'Ovest, e che da quel momento ha esteso il suo potere sui Regni di Alterria, perseguitando gli eretici e sacrificando coloro che ritiene pericolosi perché dotati del dono della Visione. E la creatura, Alimar, rivelatasi una Vedente, sarà costretta a fuggire.
Nella sua ricerca della verità si troverà ad affrontare forze sempre più potenti, oscure e minacciose, di cui mai si era visto l'uguale in Alterria. Tuttavia, ogni lotta ha un prezzo, e le drammatiche conseguenze della battaglia che si scatenerà, cambieranno per sempre gli equilibri dei Regni.

Un romanzo fantasy di una scrittrice italiana, gia' nota per alcuni racconti, ma al suo esordio, almeno credo, su una storia a lungo respiro.
Un libro tutto sommato leggibile, anche se appartiene ad un filone di Fantasy che a me non piace molto, quello dove la magia impazza e domina ogni cosa. L'inesperienza della scrittrice e' molto evidente in diversi aspetti: gli avvenimenti si susseguono troppo rapidamente, perche' manca la capacita' tecnica di "reggere" le parti descrittive, che ci sono, ma riescono ad essere solo brevi incisi, e non riescono a mantenere adeguato il ritmo della narrazione. Il fatto che la magia, la cui natura rimane indefinita, domini il racconto comporta ovviamente che si faccia molto uso di aggettivi che tentano di rendere le sensazioni che la magia, quasi sempre opprimente e "cattiva", anche nelle sue buone intenzioni, suscita nelle persone. Ma qui di aggettivi del genere ce ne e' un certo abuso, dovuto al fatto che l'aspetto magico non e' ben inserito nella vicenda, non ne fa parte integrante, non e' intrinsecamente legato ai personaggi, un po' stereotipati, che lo gestiscono o lo subiscono.
La parte di azione e' indubbiamente la meglio descritta, anche se pecca di notevole ingenuita' e si abbandona fin troppo spesso a frasi fatte e a situazioni standard del genere. La storia nel suo complesso regge bene, e presenta anche qualche aspetto originale che e' da apprezzare. Il finale, che non conclude molto, lascia intendere che ci sara' un seguito, speriamo un po' piu' maturo.

Un appunto all'editore, la DelosBooks, fa pero' fatto: vendere un volume in brossura, praticamente un tascabile non troppo voluminoso, anche se molto ben fatto, al prezzo di un volume rilegato non mi sembra il modo di conquistare molti lettori, specialmente se si vogliono lanciare nuovi scrittori ancora immaturi, cosa di per se' abbastanza encomiabile.

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