Andrzej Saprowski

Il Battesimo del Fuoco

Ed. Nord (2014)

 

«Andrzej Sapkowski è la gemma più splendente della letteratura fantastica europea.» Babelia Geralt di Rivia ha fallito. Durante la rivolta scoppiata sull'isola di Thanedd, non è riuscito a portare in salvo Ciri, l'ultima erede al trono di Cintra, e ora la principessa è scomparsa. La sua unica speranza di ritrovarla è affidarsi a Milva, la più abile spia delle driadi. E Milva non lo delude: scopre che Ciri è prigioniera dell’imperatore Emhyr var Emreis e si offre di guidare lo strigo fino alla capitale di Nilfgaard. Benché sia ancora debole a causa delle ferite riportate, Geralt lascia la sicurezza dei boschi di Brokilon e si mette in viaggio con Milva, ma bastano pochi giorni di cammino per rendersi conto che raggiungere il palazzo imperiale è un'impresa quasi impossibile: ovunque infuriano violente battaglie tra le truppe di Nilfgaard e gli eserciti dei liberi regni; le strade sono pattugliate giorno e notte da ronde di soldati, mentre i villaggi sono lasciati alla mercé dei gruppi di elfi ribelli. Lo strigo e la driade sono quindi costretti a tagliare per la foresta, senza sapere che così facendo cadranno nella trappola preparata da una creatura che da tempo li segue nell'ombra, pronto a tutto pur di evitare che Geralt arrivi vivo a Nilfgaard...

Quinto volume apparso in Italia della saga de The Witcher, anche se è solo il terzo della storia vera e propria, dato che i primi due, Il Guardiano degli Innocenti e La Spada del Destino erano solo raccolte di racconti, che hanno rappresentato un'introduzione all'ambiente e ai personaggi, ma non fanno parte della storia vera e propria, anche se sono forse più godibili, come vedremo poi.
La storia inizia con Il Sangue degli Elfi e prosegue con Il Tempo della Guerra. Chi ha letto quello che avevo scritto a proposito di questi romanzi sa che non ne penso molto bene, e questo Il Battesimo del Fuoco non fa che inserirsi nello stesso filone.

Tutti i difetti che avevo evidenziato in precedenza sono sempre presenti, ed in più in questo romanzo si ha un eccesso di autocommiserazione da parte di Geralt veramente difficile da sopportare. Lo svolgersi della guerra e il cammino del gruppo di Geralt nella zona dei combattimenti, in assenza di mappe di ogni genere, non è altro che un caotico sovrapporsi di nomi di difficile memorizzazione, sia di persone che di luoghi, senza alcuna possibilità di comprensione.
La ormai evidente incapacità di Saprowski di rappresentare in modo accettabile qualunque forma di scontro armato raggiunge qui livelli ancora maggiori, dato che il racconto è questa volta pieno di scontri armati.
Per buona parte del romanzo la natura di Geralt, l'essere uno strigo, sembra scomparire del tutto, limitata ad una sua superiorità fisica, ma nemmeno particolarmente evidente. Nel finale ritornano richiami al suo potere di affrontare i mostri che ancora frequentano il mondo, anche se ormai sembrano mostri più civilizzati. Viene così a perdere significato uno dei pochi elementi che nei racconti introduttivi rappresentavano una novità: l'ambientazione molto dark in un mondo popolato da tutti i mostri del nostro immaginario.
Lo sviluppo della trama è anche questa volta molto limitato. In un intero romanzo succede veramente molto poco, la storia avanza a fatica e tutto sommato non sembra particolarmente ricca.
Onestamente mi chiedo perché questi romanzi siano diventati famosi... o non è magari che lo sia stato solo il gioco derivato dagli stessi?

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