Tom Godwin

I Reietti dello Spazio

Dopo tre anni di guerra, la nuova razza di umani, uomini e donne modificati, nati sull'infernale pianeta Ragnarok, sono riusciti a sconfiggere il potente Impero Gern e a liberare la Terra e il pianeta Athena dalla schiavitù aliena. Ma i terrestri tollerano a stento e guardano con sospetto la presenza di questi uomini dotati di potenza sovrumana e di una velocità che può possedere solo chi è nato su un pianeta con una gravità superiore a quella della Terra. Così, quando si profila una nuova minaccia proveniente da oltre la galassia conosciuta, e che si abbatte su Ragnarok, non la considerano un pericolo per la Terra e abbandonano quelli di Ragnarok al loro destino. Nel suo classico Gli esiliati di Ragnarok, Tom Godwin ha narrato la memorabile storia dell'insediamento forzato di coloni umani sul terribile pianeta e della nuova razza che questo ha generato. Ora con questo nuovo romanzo porta quella razza incontro all'inimmaginabile destino che l'attende al confine più lontano della galassia, raccontandoci una storia piena di azione e di sconvolgenti colpi di scena.

Seguito, inedito in Italia, del ben piu' famoso Gli Esiliati di Ragnarok, di cui avevo gia' parlato in occasione della sua ultima ristampa nella stessa collana che pubblica ora questa continuazione, scritta 6 anni dopo il primo, nel 1964.
Si tratta di una classica space opera, apparsa in un periodo in cui il genere stava subendo una forte evoluzione. Onestamente mi sembra molto inferiore al precedente, come se fosse scritto per obbligo, per non lasciar cadere un'idea che si era rivelata vincente, ma senza la freschezza e l'intensita' emotiva che aveva reso la mia lettura de
I Superstiti di Ragnarok, che era il titolo della prima edizione, cosi' piacevole da farmela ricordare per tanti anni. Anche quando ho riletto la ristampa, pochi mesi fa, qualcosa dell'antica emozione e' rimasta, anche se io sono indubbiamente cambiato molto, e non sono piu' il giovane con la vita davanti, con il futuro tutto da scoprire e conquistare, che ero allora.
Anche tenendo conto di questo, in ogni caso, il secondo episodio manca di tensione, e agli occhi di un lettore di oggi la trama sembra di una banalita' estrema, prevedibile in ogni suo passo. Anche gli aspetti particolari che nel romanzo precedente erano serviti per dare forza e credibilita' alla vicenda, come l'abitudine alle alte gravita', la straordinaria comunione con i Predatori, e l'uso intelligente dei piccoli Mimi, hanno qui un ruolo del tutto secondario, quasi dimenticati, mentre l'intera vicenda e' basata su una alquanto inverosimile storia di un "grande inganno"
Benvenuta questa tardiva edizione italiana, perche' almeno non ci rimarra' il dubbio di esserci perso qualcosa di molto bello per l'insipienza editoriale di tanti anni fa, ma sicuramente non si tratta di un capolavoro, ne' di un romanzo di vertice.
Come testimonianza storica ha la sua importanza, e, nel panorama dell'epoca, non e' agli ultimi posti, ma la fantascienza ha fatto molta strada da allora, e non e' questo romanzo di Godwin che l'ha aperta.

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