Chris Wooding

I Pirati del Cielo

Ed. Fanucci 2014

 

 

In un remoto futuro, Frey è il capitano della Ketty Jay e il capo di una piccola, sgangherata ciurma di perdigiorno. Inveterato spaccone e simpatica canaglia, Frey si guadagna da vivere insieme alla sua banda frequentando il lato sbagliato della legge, tra furti e contrabbando, sfuggendo ogni volta per un pelo alle aeronavi corazzate della Coalizione della Marina. Così quando gli arriva una soffiata su un cargo carico di preziosi, Frey la vede subito come un’occasione di guadagno facile. Ma il colpo va storto, il cargo esplode e improvvisamente Frey diventa il nemico pubblico numero uno del governo, con la flotta della Coalizione alle calcagna. Ma lui sa qualcosa che loro non sanno: il cargo era programmato per esplodere e Frey è stato solo incastrato. Se vuole provarlo, deve mettere in campo tutto il suo talento criminale per dimostrare che… non è lui il criminale che cercano!
Dalla penna di un giovane, geniale autore, un romanzo che trasporta i lettori in un futuro rivisitato, o meglio, preso all’arrembaggio dallo spirito dei bucanieri, tra cospirazioni, battaglie e inseguimenti in cielo aperto.

Ho comperato la versione elettronica di questo romanzo in una offerta estiva molto invitante. Poi l'ho lasciato lì per mesi, perché avevo la sensazione fosse una cosa che non mi sarebbe piaciuta, una specie di Mike Resnick con qualcosa di picaresco in più. Poi però ho trovato il tempo di leggerlo e mi sono accorto che non avrei potuto sbagliarmi di più.
Prima di tutto è difficilmente definibile come fantascienza, perché le aereonavi di cui si parla sono vere e proprie aereonavi che volano nell'aria, anche se grazie a una tecnologia, a noi sconosciuta, che permette di vincere la forza di gravità. Il mondo in cui il tutto si svolge non è affatto detto sia il nostro futuro, è semplicemente molto diverso dal mondo che conosciamo, e oltre alle strane tecnologie che permettono alle aereonavi di volare esiste anche la capacità di assoggettare "demoni" al proprio volere, e anche vincolarli in specifici oggetti. Diciamo che è di fatto un buon romanzo fantasy, e come tale deve essere valutato.
Inizialmente i personaggi principali sembrano quasi delle macchiette, delle maschere di una rappresentazione di basso livello, ma poi rivelano di essere davvero dei casi umani tragici, ma assemblati quasi volutamente, selezionati dal loro comandante come conseguenza della sua stessa inadeguatezza psicologica. E cambiando lui, cambiano anche gli altri, ovvero cambiano i rapporti reciproci, e diventano dei personaggi adatti alla commedia della narrazione. La storia è sufficientemente complessa, mai banale e con diversi colpi di scena, e non mi ha mai lasciato con la sensazione di qualcosa di scontato, anche se gli stereotipi sono tanti.
L'ambientazione è però l'aspetto più innovativo, un mondo di cui si sa poco, ancora selvaggio e in cui le distanze contano davvero, tanto da rendere possibile l'esistenza di comunità isolate e quasi segrete. Un tocco di steampunk non guasta, anche se molte delle tecnologie usate sono più futuriste, se non di pura fantasia, che ottocentesche. L'aspetto romantico e insieme drammatico della pirateria con navi volanti ha indubbiamente un grande fascino.
Tutto sommato mi è piaciuto abbastanza, ed è stata una vera sorpresa, come ho detto prima, tanto che probabilmente cercherò di leggere anche i seguiti, magari in originale se non verranno più pubblicati in italiano, come sta succedendo sempre più spesso.

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