Robin Hobb

La Nave della Magia

La Nave in Fuga

Non lontano dai Sei Ducati sorge la città di Borgomago, grande centro di scambi commerciali e patria di una nobiltà mercantile famosa per le navi viventi, rari vascelli ricavati da un legno magico, in grado di sviluppare una forma di autoconsapevolezza. Gli antichi mercanti di Borgomago, le cui ricchezze sono state consumate dalle guerre combattute al Nord e dagli assalti dei pirati al Sud, sono ora sotto la minaccia di una nuova classe di mercanti, arroganti e senza scrupoli. L’unica speranza della famiglia dei Vestrit per tornare alla prosperità è la Vivacia, una nave vivente che allevano da tre generazioni. Dopo la morte del vecchio capitano Vestrit, la Vivacia rappresenta per Althea Vestrit la legittima eredità che ingiustamente le verrà negata e che cercherà di rivendicare a qualunque costo; per Wintrow, il giovane nipote del capitano Vestrit, strappato ai suoi studi religiosi e costretto a servire a bordo della nave, è invece una condanna. Per Kyle Haven, il padre di Wintrow, non è altro che uno strumento per risollevare le sorti della sua famiglia e dimostrare il proprio potere.
Intanto, nelle Isole dei Pirati, lo spietato capitano Kennit medita di impadronirsi di una nave vivente e piegarla ai suoi voleri…

A Borgomago, nei pressi delle misteriose e letali Giungle della Pioggia, il destino della famiglia Vestrit e della Vivacia, il loro veliero vivente appena risvegliato, è ancora incerto. Le strade di Althea, Wintrow e Kyle Haven si separano: la giovane Vestrit si imbarcherà sulla Ophelia, ma non smetterà di inseguire il suo sogno di riprendere il controllo della nave cui è legata da un vincolo di successione e sincero affetto; Wintrow finirà per accettare la propria eredità, mettendo in dubbio perfino la vocazione religiosa cui era stato strappato con la forza e finendo per dover affrontare una terribile rottura con suo padre, Kyle Haven. Ben presto, inoltre, il giovane si troverà coinvolto nei piani dello spietato capitano Kennit, per il quale potrebbe giocare un ruolo fondamentale nelle sue mire sulla Vivacia e che, con tenacia e astuzia, continua a inseguire il suo sogno di conquista…

Ancora una volta si tratta di un unico romanzo diviso in due. Il titolo originario e' "Ship of Magic", un libro di 700 pagine a 27 $ nell'edizione rilegata, mentre Fanucci vende i due volumi a 37 €, che corrispondono a piu' di 47 $. Spero che la valutazione editoriale abbia considerato la possibilita' di caratteri piu' piccoli, margini meno ampi, cose sicuramente che vanno contro all'estetica del libro, ma che avrebbero permesso un unico volume ed un prezzo piu' decente. Mi piacerebbe sapere le ragioni della scelta fatta, che impone un pedaggio economico che io ritengo eccessivo. Ma sono sicuro che non avro' risposta.

Tornando al romanzo, e' il primo di una triologia, gia' completamente pubblicata negli USA. Normalmente non parlo mai di una triologia mentre sto leggendo il primo volume. Aspetto sempre di arrivare almeno al secondo. Ma in questo caso l'eccezione e' dovuta al fatto che avevo gia' parlato di questa scrittrice in occasione della sua opera precedente: la Triologia dei Lungavista. A momento di quel commento, stavo leggendo il secondo volume, ed il mio giudizio era stato buono, ma non piu' di tanto. La ragione derivava da una certa prevedibilita' della narrazione, che risultava abbastanza pedissequa. Poi invece il terzo volume ha cambiato completamente le cose, dimostrando una profondita' di analisi dell'animo umano e dei suoi problemi che non era facilmente prevedibile all'inizio, ed una ricchezza di racconto, originalita' di situazioni affrontate, del tutto inaspettate. Le dimensioni del terzo volume erano molto maggiori di quelle dei primi due, per cui la maturazione dello stile sembrava accompagnarsi ad una maggiore propensione alla descrizione dei dettagli, ad una piu' ricca esposizione.
La stessa situazione sembra pero' presentarsi in questa seconda opera, che parte gia' con un volume di dimensioni considerevoli (a parte l'operazione di suddivisione di Fanucci). L'inizio sembra scontato, ogni situazione presentata appare con un'evoluzione banale, quasi ovvia, anche se il racconto vorrebbe mantenere un minimo di indeterminazione e far dipendere l'evolversi della situazione dai fatti che avvengono, mentre al lettore e' abbastanza chiaro fin dall'inizio dove si andra' a parare.
Pero' gia' nel corso del primo volume la situazione migliora. Gli eventi non sono piu' tanto prevedibili, certi aspetti nascosti dietro a fatti banali acquistano spessore, e specialmente i rapporti umani diventano piu' ricchi. Sembra ripetersi la stessa evoluzione dell'opera precedente. Apparentemente la Hobb non riesce a dare un'inizio convincente alle sue storie, banalizzandole oltre i limiti di sopposrtazione, ma ha invece ben chiaro il loro sviluppo successivo, che e' ricco di novita' e di intrecci non banali.
Tenendo conto anche della buona qualita' di scrittura, se anche questa volta l'evoluzione qualitativa sara' la stessa, potremo goderci una storia di alto livello. A parte il costo che saremo costretti a pagare, e che mi spinge sempre piu' a considerare l'idea di ordinare le edizioni americane. I costi di spedizione sarebbero ampiamente compensati.
Fanucci, se leggi, dacci una pensata....

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