Milena Debenedetti

I Maghi degli Elementi

Le Ferite, conseguenze della lotta contro il Posseduto, sono ancora evidenti nei Regni. La Regola, dopo un interregno seguito al trattato imposto da Alimar e alla perdita dell'Interrogatore, si è ripresa ed è tornata a dominare. Il rappresentante supremo ora si chiama Voce, a indicare che non ha compiti inquisitori ma solo di tramite fra la Regola e il mondo. E' in questo scenario che un gruppetto di avventurieri si troverà coinvolto suo malgrado nelle trame della Regola, e inviato a cercare indizi delle profezie nelle terre lontane. Ma per farlo quegli uomini dovranno affrontare il fantasma di un misterioso mago che percorre i Regni e sfugge alla Regola.
Intanto, in terre ancora più lontane, una ragazza che ha in sé i poteri dell'Acqua è chiamata da un destino che non riesce a dominare, a recarsi presso i suoi nemici Yaotan, dominatori dell'Aria in una regione dove sta per giungere l'influsso della profezia e l'eco di antiche lotte che sconvolsero un tempo i Regni.

Questo è il secondo volume di quella che è stata ora intitolata La Saga della Regola, dopo il primo volume dal titolo Il Dominio della Regola che aveva inaugurato questa collana Odissea Fantasy della DelosBooks.
Nel mio commento a quel primo libro avevo sottolineato l'immaturità stilistica, la difficoltà a gestire la narrazione, pur in presenza di una struttura di racconto apprezzabile, di una fantasia ed inventiva del tutto soddisfacente, e mi auguravo una evoluzione positiva per il seguito che davo per scontato.
In presenza di questo seguito, devo riconoscere qualche passo positivo, ma sempre sopratutto nella struttura del racconto, che diventa più complesso e ben controllato nel suo svolgimento, senza grosse innovazioni rispetto alle basi poste nel romanzo precedente, ma anche senza incongruenze.
Lo stile rimane però quello precedente, e quindi la narrazione non "scorre" sciolta, le descrizioni stentano ad acquisire sostanza. Mi sembra solo di cogliere una cura maggiore a ridurre proprio le parti che risultano più difficili da affrontare.
I personaggi rimangono sempre molto lineari, quasi unidimensionali, nonostante il tentativo esplicito, ed il notevole sforzo profuso, di dotarne almeno qualcuno di una personalità più variegata, di renderli sfacettati, problematici.
Non è un brutto romanzo, ma alla pari con il suo predecessore si legge senza molto entusiasmo, perchè molto della vicenda appare scontato, e perchè la tensione della vicenda non riesce a trasmettersi molto bene al lettore.
Abbastanza efficace la contrapposizione continua degli avvenimenti nei diversi scenari in cui la storia si svolge, anche se ho l'impressione non sia ben gestito l'aspetto cronologico, o forse io mi sono perso qualcosa.
Un romanzo senza infamia e senza lode, probabilmente migliore della gran quantità di fantasy ripetitiva che invade le librerie.

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