Elizabeth Lynn

I Guerrieri Danzanti

Per tutta la vita Kerris aveva invidiato la forza fisica del fratello Kel. Ma un giorno scoprì di possedere un dono molto più grande.
Da diciassette anni Kerris era costretto a una limitata attività fisica, a causa di una menomazione riportata durante un attacco nemico. E invidiava suo fratello Kel, che era diventato un campione dei guerrieri danzanti Ceari.
Kerris aveva lavorato nella Rocca di Tornor come assistente del Saggio Jonsen, depositario del sapere e della storia della Rocca. Però Kerris aveva anche un altro problema: ogni tanto cadeva in uno stato di incoscienza durante il quale si ritrovava in luoghi sconosciuti, e vedeva muoversi persone come se fosse dentro di loro o si trovasse tra di loro.
Poi un giorno Kel arrivò a prenderlo per portarlo a Elath, nella magica regione dei ceari dove Kerris sarebbe stato addestrato a sfruttare i doni mentali che senza saperlo possedeva. E quando i Ceari vennero attaccati dai nomadi Asech, Kerris capì quanto il suo dono fosse ben più importante della semplice forza fisica.

Il secondo capitolo di questa triologia, dopo la Rocca di Tornor, non smentisce le considerazioni che avevo fatto a suo tempo. Composta di tre capitoli indipendenti che si svolgono nel medesimo ambiente ed in tempi contigui, questi romanzi hanno decretato il successo della loro autrice. Le presentazioni italiane sono molto asettiche e non lasciano intravedere le polemiche che erano sorte all'epoca della loro pubblicazione negli USA per un supposto contenuto esplicitamente favorevole all'omosessualita'. Se, come avevo evidenziato nel mio commento alla Rocca di Tornor, il quel primo romanzo una certa accettazione, molto implicita, della possibilita' di rapporti omosessuali era sicuramente presente, ma piu' che altro come aspetto secondario di una piu' generale aspirazione ad una liberta' individuale il piu' estesa possibile, questo aspetto e' quasi inavvertibile in questo secondo capitolo, dove predomina invece la sensazione di appartenenza, dell'individualita' basata sulla completezza dei ricordi. La trama si fa piu' complessa, pur nella linearita' di un mondo tutto sommato semplice e basato su pochi aspetti fondamentali, anche se l'essenza dei "ceari", la loro filosofia di base, incomincia a svilupparsi senza essere ancora completamente chiara e comprensibile.
Tutto sommato un buon romanzo che merita di essere letto, anche se non rappresenta certo un elemento di transizione nel mondo del Fantasy, come invece molte critiche bigotte americane potevano far ritenere.

Ho successivamente presentato anche l'ultimo volume della triologia: La Magia di Arun

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