Ken Macload

Human Front

In un mondo alternativo dove è stata combattuta le Terza Guerra Mondiale, John, un giovane scozzese si trasferisce con il padre in un paese delle Highlands, dove entra in contatto con uno strano movimento, che ha come simboli anche la falce e il martello, propagandato da un singolare vecchietto, che propugna la libertà dell'individuo contro ogni oppressione imposta dai guerrafondai. Il movimento si definisce Human Front. Ma quella che per lui diventerà una fede, sarà destinata a infrangersi contro incredibili verità che l'uomo non aveva mai conosciuto.
Un romanzo di fantascienza divertente, brioso, dotato di quel senso di fascinazione di stile classico che manca a molte opere contemporanee e che miscela in modo intelligente e ben dosato un po' di tutto quanto fa tendenza. Dalla storia alternativa alla fantascienza anni d'Oro per finire con il viaggio nel tempo. È anche un romanzo di guerra, di ribellione, giovanilista e anarchico, ma anche il suo contrario. Mc Leod ci mette un po' di tutto, in perfetto stile "Lost, e il lettore deve soltanto lasciarsi andare al viaggio organizzato dallo scrittore ed entrare nella sua fantasia. Se lo fa, si diverte fino alla fine, quando sente l'impulso di ricominciare dalla prima pagina.

Un racconto (racconto lungo o romanzo breve?) che scorre, che si legge con piacere, ma la scorrevolezza non può nascondere la fondamentale stupidità del tema centrale. Basare un racconto sull'ideologia, o ancora peggio sulla politica ancora attuale non è mai una scelta che porti a risultati positivi. Tutto sommato non c'è riuscito nemmeno China Mieville nel Il Treno degli Dei, nonostante l'enorme volume di fantasia, di allegoria e di utopia riversati a supporto. La parte più politica del romanzo è la sua parte più debole.
Nel caso di
Human Front manca completamente la fantasia, e ci sono anche troppi punti deboli per poter almeno salvare il racconto. La descrizione di una società degradata socialmente, con uno sviluppo tardo-industriale asfittico, è ben fatta, ma del tutto ingiustificata, perchè non si riesce a capire come sia venuto meno lo sviluppo scientifico che è sempre conseguenza di quello militare, quando la guerra non è più uno scontro che assorbe totalmente le risorse, che quindi si rivolgono al mercato del consumo civile. Una guerra strisciante, più contro sacche di "resistenza" che scontro di eserciti avrebbe dovuto naturalmente sviluppare al massimo l'innovazione tecnologica, specialmente se "aiutata" da interventi esterni.
Macload si fa conquistare dal gusto dell'atmosfera preferita dimenticando la coerenza socioeconomica. Anche gli "alieni" sono a ben guardare abbastanza incredibili, maschere messe lì per dare una spiegazione, che è però molto carente. Pensare che la seconda guerra mondiale e lo scontro tra occidente e "paesi comunisti" risulti l'unico momento cruciale di tutta la storia umana, passata e futura, in cui le possibili diramazioni abbiano effetti così drastici da richiedere l'intervento dal lontano futuro (e poi perchè da due futuri così diversi, e perchè solo loro?) è abbastanza semplicistico e quasi puerile, in mancanza di alcuna ulteriore spiegazione.
Tutto sommato un primo impatto con questo autore tanto esaltato che non mi ha soddisfatto per niente. Cercherò altro di suo, perchè questo racconto mi sembra poca cosa.

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