Mike Resnick

Gli Ammutinati dell'Astronave

Urania 1579 (2012)

La Teddy R - o Theodore Roosevelt, astronave da combattimento con il compito di proteggere l'ammasso della Fenice - ha un comandante che si chiama Makeo Fujiama e un primo ufficiale che risponde a nome di Podok ed è (incidentalmente) una femmina Polonoi. Ma la figura chiave, a bordo della sferragliante nave da guerra, è un'altra: il secondo ufficiale Wilsor Cole. Wilson ha ottenuto risultati strepitosi nel conflitto che oppone la Repubblica alla Federazione nemica, ma la disciplina non è il suo forte. Ecco perché si trova sulla Teddy R ed ecco perché, all'inizio del romanzo, già scalpita per cambiare rotta e dirigersi verso tutta un'altra parte della galassia ...

Il primo romanzo di una serie che ha avuto un discreto successo, ma che di per se stesso mi ha molto deluso. Come esordio di una nuova serie è decisamente debole, e come romanzo singolo l'avrei stroncato del tutto. Lo salvo per ora parzialmente nella speranza che gli episodi successivi correggano i tanti difetti di questo primo capitolo. Mi hanno invece stupito i tanti giudizi più che positivi letti in rete, specialmente su aNobii, che sembrano dovuti più che altro al fatto che si tratta di fantascienza militare, sottogenere del tutto trascurato nelle edizioni italiane. Da qui il piacere della scoperta.
A parte che la mancanza di un'edizione italiana non dovrebbe impedire di leggere l'edizione originale, è vero che per chi legge solo in italiano l'esistenza della serie di
Honor Harrington di Weber può essere sconosciuta del tutto, dato che il paio di "apparizioni occasionali" che ci sono state sono difficilmente collegabili ad una serie di circa quindici romanzi. Ed è altrettanto vero che risultano sconosciuti almeno in grandissima parte le opere di Drake, di Ringo e anche molte di Sterling. Ma il mio giudizio tutto sommato negativo su questo romanzo di Resnick non è solo basato sul confronto con romanzi non pubblicati in Italia, ma anche fondamentalmente sul confronto con Miles Vorkosigan e la Saga dei Vor di Lois McMaste Bujold a cui Resnick sembra esplicitamente ispirarsi.
Solo che la
Saga dei Vor è scritto meglio, con personaggi estremamente più credibili e realistici, ed è anche più divertente. Mi viene quindi da pensare che il parere positivo al romanzo di Resnick provenga sostanzialmente da chi non ha letto la Saga dei Vor, cosa possibile per neofiti della fantascienza, dato che a parte un volume appena udcito su Urania Collezione, è da anni che le storie di Miles non vengono ripubblicate.
Ma a parte i confronti, che sono sempre negativi per resnick, esistono anche delle ragioni oggettive nel romanzo per non poterlo considerare molto. Il personaggio di
Wilson Cole dovrebbe essere "simpatico", dato che apparentemente è il catalizzatore di tutta la vicenda, ma appare invece come un insopportabile "ho ragione io", dato che non si riesce mai a capire quale sia il filo di ragionamento che lo porta ad intuire lo schema giusto nelle intricate vicende in cui si trova. Semplicemente Cole si concentra un poco ed ecco che ha chiaro lo schema corretto. E' del tutto incredibile ed irrealistico, quasi una riedizione dei vecchi eroi spaziali dell'età dell'oro, quando da un giorno all'altro, magari in un campo gravitazionale di un buco nero, inventavano le armi definitive che portavano alla vittoria partendo da una situazione del tutto indifendibile.
Anche lo stile di scrittura è abbastanza carente, con scene fondamentali che sembrano passate all'acceleratore di immagini, quasi non ci fosse il tempo per pensare e valutare la situazione. I personaggi comprimari, a parte un paio che evidentemente saranno fissi nei romanzi seguenti, sono delle semplici apparizioni, e l'ambiente militare è descritto in modo talmente ridicolo che c'è da chiedersi se quella che si sta combattendo è veramente una guerra o è solo uno scherzo.
Come ho già detto, spero che
Resnick abbia pensato di usare questo primo romanzo semplicemente come presentazione dei personaggi principali della sua storia e dello scenario generale. Lo ha fatto molto male, ma magari il seguito sarà meglio.

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