Philip J. Farmer

Gli Amanti di Siddo

Urania Collezzione 063 (2008)

Sulla Terrra, l'eros è soffocato dal regime sessuofobico del Precursore, su Ozagen è libero. Anche se non tutti gli abitanti di Ozagen sono umani. Sulla Terra Hal Yarrow era un giovane destinato all'oscurità scientifica, su Ozagen partecipa a un'importante missione esplorativa. Ma il suo destino cambia il giorno in cui incontra Jeannette, forse una discendente dei coloni terrestri. O forse qualcosa di mortalmente diverso. Quella donna gli è entrata nel sangue, solo che Hal ignora un particolare, che si rivela a poco a poco in tutta la sua maestosa, travolgente intensità. Quel che segue è una storia al tempo stesso mostruosa e sublime.

Una rilettura a distanza di 20 anni dalla prima e a quasi 40 anni dalla prima edizione americana del romanzo, estensione di un racconto del 1952 che ha vinto il Premio Hugo. Stiamo quindi parlando di storia della fantascienza, e anche di come certi temi, certi argomenti, siano in grado di sopravvivere all'evoluzione della nostra società e dei nostri costumi. Da questo punto di vista si tratta di un romanzo esemplare. Di dimensioni ridotte, come era d'obbligo al tempo della sua apparizione, non può permettere analisi particolarmente accurate della psicologia dei personaggi, perchè non ne può seguire in dettaglio i comportamenti, nè può sviluppare intrecci particolarmente complessi, perchè non ha il tempo e lo spazio per poterlo fare. Ai nostri occhi ormai abituati a volumi di molte centinaia di pagine, e quasi sempre a storie che si sviluppano in un numero sempre crescente di volumi del genere, questo romanzo appare un poco asfittico, quasi un film proiettato a velocità superiore a quella di registrazione, con la vicenda che procede in modo accelerato, ma a scatti. Questo perchè ovviamente molte scene sono descritte a "velocità normale", e sono anche molto ben descritte, tanto che la lettura di questo classico non è affatto spiacevole, una volta che se ne comprendono i limiti. E i limiti principali derivano sostanzialmente dalla sua brevità, dalla mancanza di dettagli, dal dover far concludere la vicenda con un massiccio infodump, una specie di riassunto delle ragioni biologiche degli avvenimenti descritti prima e arrivati ad un climax emotivo che avrebbe meritato decisamente uno sviluppo migliore.
I vari personaggi sono descritti in modo abbastanza approssimativo, a parte il protagonista
Hal Yarrow, che è tutto sommato caratterizzato in modo completo e soddisfacente.
Questa seconda lettura, in cui ormai l'effetto dello "scandalo sessuale" è del tutto assente, e per me era stato già molto poco effettivo anche nella prima lettura, perchè per fortuna l'Europa e la sua educazione è ben diversa dall'America bigotta che ha contribuito molto fortemente al successo di questo libro, mi ha lasciato un'impressione forse più positiva, pur nella consapevolezza che lo avevo forse troppo sopravvalutato. Anche perchè dopo tanti anni dalla sua scrittura sono ora in grado di capire meglio le ragioni dei limiti evidenti del romanzo, e posso forse apprezzare di più gli aspetti innovativi, le denunce sociali, le provocazioni nei riguardi di una società estremamente conservatrice come era l'America degli anni '50.
Lo stile di scrittura di
Farmer è in questo caso, come in tutti i suoi romanzi, anche i più riusciti, piuttosto carente e con errori anche molto elementari, di cui mi rendo conto molto meglio oggi, dopo aver imparato qualcosa sulla narrativa di genere e di come si possa renderla al meglio. D'altra parte Farmer non è mai stato famoso per il suo stile, ma sempre e solo per le sue idee e per la capacità di costruire mondi immaginari estremamente fantasiosi e gradevoli. Ha sempre avuto la tendenza a non finire mai le storie che incominciava, anche perchè era economicamente costretto a cercare di vendere quanti più romanzi possibili e quindi a non concludere mai uno schema di successo. In questo caso, però, la storia si conclude completamente e anche troppo drasticamente.
Tutto sommato una rilettura che non mi ha deluso ma che mi ha anche fatto capire meglio questo scrittore, che tanto mi era piaciuto tanti anni fa.

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