George R.R. Martin
Gardner R. Dozois
Daniel Abraham

Fuga Impossibile

Come molti altri, Ramon Espejo è fuggito dalla povertà e dalla devastazione della Terra per inseguire la promessa di una vita migliore, sul pianeta di São Paulo. Forte, imprevedibile e pieno di rabbia, Ramon riesce a placarsi solo quando si ritrova in mezzo alla natura, lontano dal rumore dell’umanità che ha ormai imparato a detestare. Poi una notte la sua collera e l’alcol lo portano all’ennesima rissa in un locale, ma questa volta il suo avversario – proveniente da Europa – non è un disperato come lui: Ramon si macchia dell’omicidio di un importante diplomatico, ed è costretto a fuggire per rifugiarsi nelle regioni più inesplorate del pianeta. Ben presto però si imbatte in qualcosa di inaspettato: una razza di alieni che vivono nascosti, fuggitivi come lui in quel mondo che non gli appartiene. La sua unica speranza è abbandonare il pianeta ostile e imprevedibile sul quale è approdato, alla ricerca della verità su un delitto che lui stesso sa di aver commesso.

Dopo aver letto questo romanzo, mi è difficile capire perchè tre persone, e non tre persone qualunque, si siano messe insieme per scriverlo. Non che il romanzo sia cattivo, illeggibile o scritto male, ma semplicemente perchè è fin troppo "normale", con una storia semplice, senza un finale vero, e anche, secondo me, piuttosto debole nel porre in evidenza i problemi che suppongo vorrebbe porre.
Il personaggio principale è decisamente antipatico, e questa è forse la vera originalità del romanzo, ma molto velocemente si trasla al punto di vista di una "copia" del suddetto, che prima di acquisire la totalità dei ricordi e del carattere del suo originale, tramite il contatto emotivo con un alieno diventa sostanzialmente una persona diversa, che si chi sia realmente e perchè, nella sua individualità precedente, abbia compiuto le azioni che ha compiuto.
Tutto qui, perchè risposte vere non ne verranno, dato che sono problemi che l'uomo si è posto da quando ha sviluppato l'autocoscienza.
Però l'ambientazione è di prim'ordine, con uno sfondo di rapporti razziali intergalattici degno di sviluppi molto più consistenti, con idee degne di maggior evoluzione lasciate cadere qui e lì..... forse un gioco, un divertimento tra tre amici che hanno messo insieme un ambiente e una storia senza intenzione di portarla più avanti. O forse un progetto che vedrà altri sviluppi in futuro.
Nel frattempo rimane un romanzo leggibile, ben scritto, ma con poco "succo" totale, in cui l'azione prevale sulle idee, anche se lo spazio dedicato a queste ultime è molto ampio, ma si tratta per lo più di un ripetersi ed un riavvolgersi su se stesso.
Un romanzo senza infamia, ma anche senza lode.

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