F. V. Ottavian

Epopea della Colonizzazione - Fase Uno

Ed. FVO Edizioni 2013

Le compagnie di colonizzazione rappresentano una grande risorsa per un impero nella sua fase discendente. La promessa di una nuova vita e di un futuro migliore attecchisce sulla plebe stanca e affamata dei mondi-fabbrica e l'impero incanala questo desiderio con l'occupazione di nuovi mondi a lui sottomessi. Ventimila coloni sbarcano allora su un pianeta vergine, e saranno abbandonati al loro destino.
FASE UNO è il primo libro del ciclo EPOPEA DELLA COLONIZZAZIONE e descrive un gruppo di coloni che tenta di sopravvivere in un mondo ostile, dove l'uomo non è l'animale dominante

Ammetto di avere dei preconcetti sugli autori italiani del fantastico. In realtà ho letto dei buoni romanzi di fantascienza anni fa, e anche di recente ho trovato delle opere degne di attenzione, come ad esempio New Babel di Laura Schirru, o Il Duca Oltre il Portale di Mario Sandri. Ovviamente si tratta di opere accettabili, ben lontane però da un ottimo romanzo, e questo deve essere ben chiaro.
Con l'attuale sviluppo dell'editoria digitale sta prendendo sempre più piede il fenomeno degli autopubblicati, autori che gestiscono in proprio tutte le fasi della preparazione del testo e lo mettono in vendita in forma elettronica nelle varie fonti di tali testi, compresi colossi come Amazon. Il discorso su questo nuovo fenomeno è troppo complesso per essere affrontato in una presentazione di un romanzo, e spero di trattarlo tra breve in modo completo sul mio blog, ma qui voglio dire che tra gli autopubblicati ci può essere veramente di tutto.
Ci può essere un autore come Alessandro Girola, che riesce a mantenere un livello di leggibilità sempre più che sufficiente, con storie che a volte raggiungono livelli davvero interessanti. Ma ci possono anche essere prodotti di livello veramente basso, come il presente
Epopea della Colonizzazione - Fase Uno. Una specie di romanzo breve di 90 pagine, cui dovrebbero seguire un certo numero di altri romanzi equivalenti, e non si capisce perché non raccoglierli insieme in un volume di lunghezza decente. Ma il problema non è questo, è l'assoluta incapacità dell'autore di scrivere decentemente. In questa sua opera, i dialoghi occupano una frazione molto importanti dell'intero testo, ma sono scritti con uno stile scolastico, senza alcuna capacità di rendere viva la discussione. I dialoghi sono poi così importanti quantitativamente perché l'autore si dimostra totalmente incapace di mantenere una decente qualità nelle descrizioni, sempre estremamente brevi e succinte. Anche la sua capacità narrativa è decisamente insufficiente. Il risultato è appunto queste poche pagine in cui gli avvenimenti si accavallano senza una ragione chiara, senza alcuna significativa costruzione psicologica dei personaggi, senza una visione completa dell'ambiente, che è invece alla base del racconto.
L'ho letto perché è stato per qualche tempo in distribuzione gratuita, ma pensare che l'autore intenda normalmente farsi pagare per questo, a differenza invece della maggior parte delle opere di
Girola, è davvero irritante. In altri termini: non sono io che non amo gli autori italiani, sono loro che non sanno scrivere.

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