Neal Stephenson

Confusione

1689: ad Algeri, Jack Shaftoe, noto anche come il Re dei Vagabondi, sfugge alla schiavitù e si getta alla ricerca del favoloso tesoro di un pirata spagnolo, in una sarabanda di battaglie, duelli, bravate, inseguimenti, fughe per il rotto della cuffia dalle grinfie dell'Inquisizione. In Europa, Eliza de la Zeur, già vergine di un harem turco, confidente di re nemici, spia e signora di speculazioni finanziarie, cerca di raggiungere l'Inghilterra ma viene intrappolata in una rete di intrighi a Versailles, alla corte del Re Sole. Intanto, Leibniz e Newton, entrambi corrispondenti di Eliza, continuano la loro disputa (e scoprono, equazione dopo equazione, i fondamenti della scienza moderna), gli alchimisti non si rassegnano a cedere il campo agli scienziati, padri e figli si incontrano in terre lontane, il mondo conosce l'alba di una rivoluzione economica, e Daniel Waterhouse raggiunge la colonia del Massachussets, nella speranza di trovare la pace che la sua patria ha perduto. Travolgente romanzo storico, geniale affresco della globalizzazione colta ai suoi albori, catalogo di storie, geografie, scienze e arti provenienti da ogni angolo della terra, questo secondo volume del Ciclo Barocco prosegue la saga degli Shaftoe e dei Waterhouse avviata in Argento vivo (e in Cryptonomicon, ambientato tre secoli dopo) ed è una fantastica immersione nei labirinti del passato, in cui i lettori avventurosi potranno perdersi e ritrovarsi. Ancora una volta, Neal Stephenson dimostra efficacemente, in un'ambiziosa costruzione narrativa capace di mantenere tutte le sue promesse, che il metodo migliore per capire il futuro è gettare uno sguardo del tutto nuovo sulla nostra storia.

E' il secondo volume de Il Ciclo Barocco, il cui terzo volume, Il Sistema del Mondo, e' gia' uscito negli USA. Del primo, Argento Vivo, avevo gia' parlato, e mi aveva entusiasmato. Anche questa seconda parte mi sembra all'altezza della prima, pur avendo perso il sapore della sorpresa, dello scoprire un modo nuovo di intendere la fantasy.
Questa volta le storie di Waterhouse (e di Eliza) e quella di Shaftoe sono completamente separate, anche se tendono a confluire, in un confuso insieme di avvenimenti che giustifica l'ambiguo significato del titolo, che viene spesso richiamato nel corso della narrazione.
Attraverso gli occhi di Waterhouse, ma ancora piu' di quelli di Eliza e dei suoi scambi epistolari, e' possibile assistere allo sviluppo degli stati mercantili, capire perche' e' stato cosi' disuguale da luogo a luogo, vedere la nascita della scienza moderna, anche se ancora intrisa di motivazioni universalistiche e mistiche, cogliere le ragioni del futuro sviluppo industriale. E' l'Europa nel suo passaggio travagliato dal Medioevo al Capitalismo, con il completamento della monarchia assolutistica in Francia, l'impotente dibattersi in particolarismi feudali del mondo germanico, la potenza mercantile dell'Olanda, e l'Inghilterra che si appresta a raggiungerla e superarla. Un mondo pieno di contraddizioni, dove il nuovo ha gia' vinto, ma ancora non ne e' consapevole e cerca una sua legittimazione da parte del vecchio che sta morendo.
L'avventuroso giro del mondo di Shaftoe e' invece l'occasione per verificare quanto l'espansionismo europeo, portoghese e spagnolo in primis, ma anche olandese, francese ed inglese, stesse ormai incominciando l'unificazione dell'intera Terra il cui compimento si sta attuando ai giorni nostri. E' anche il modo di cogliere almeno qualcuna delle ragioni che hanno permesso a pochi rozzi europei di avere il sopravvento su imperi ben piu' ricchi e ben piu' colti.
L'aspetto che ovviamente rende affascinante la narrazione e' che si tratta di un romanzo, non di un trattato di storia, e quindi gli avvenimenti sono visti con gli occhi di chi li vive, senza sapere completamente le loro implicazioni immediate e future. Una storia viva, dunque, in cui sia i fatti che i personaggi storici sono sostanzialmente quello che la storia ci dice siano stati, ma calati in quello che e' in fin dei conti un racconto di Fantasy, con le sue invenzioni e i suoi misteri. A parte l'ebreo errante Enoch Root che, apparentemente immortale, attraversa la storia apparendo nei momenti piu' topici, ed il cui ruolo e' al momento ancora sconosciuto, e' divertente ed istruttivo cercare di capire cosa e' storia e cosa fantasia, perche' si possono avere molte sorprese.
Se un appunto puo' essere fatto, a questo splendido scenario, e' che non si capisce, almeno fino a questo punto della narrazione, perche' la Spagna, la nazione europea probabilmente piu' ricca, con i piu' grossi territori oltremare da cui deriva il flusso continuo di metalli preziosi e altre ricchezze che permettono, in ultima istanza, l'intera crescita del commercio del continente, sia sostanzialmente ai margini dello sviluppo. Incapace di far sfruttare queste enormi ricchezze, si appresta a perdere ogni peso internazionale, al di la' della potenza del momento. Nel racconto di Stephenson la Spagna entra al momento molto poco.
Anche le ragioni dell'incapacita' del potentissimo impero cinese di espandersi al suo esterno rimangono ignote. Ma ancora una volta bisogna ricordare che non si sta leggendo un trattato di storia, ma un romanzo che segue le sue linee di narrazione, anche se a volte e' difficile accorgersi della differenza, e questo e' uno dei maggiori meriti di Stephenson.
C'e' sicuramente da aspettarsi molto altro divertimento dal terzo e conclusivo volume.
Un'osservazione va fatta: e' la narrazione di un mondo vero, e per questo violento. La violenza non e' mascherata nella narrazione. Anche la sessualita' e' descritta nel modo naturale che merita. Non e' quindi un libro per ragazzi.

Una notazione di merito alla Rizzoli che ha pubblicato due volumi di circa mille pagine l'uno, di grande formato e ben stampate, ad un prezzo ragionevole, senza seguire la "moda" di suddividere l'opera in molti volumi di dimensioni ridotte, e costo aumentato di molto.

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