Mike Resnick

Astronave Ammiraglia

Ed. Mondadori Urania 2016

 

 

La Repubblica è una vasta federazione interstellare di cui fa parte anche la razza umana, pur non essendo in posizione dominante. Il pianeta-chiave della Repubblica è Deluros VIII, sede della più complessa macchina politica e militare mai vista nella storia della galassia. Il comandante Wilson Cole, ingiustamente accusato di ammutinamento e ribelle di fatto, dirige la prua della sua ammiraglia su Deluros VIII per motivi che è facile capire. Se la Repubblica si sta trasformando in un'opprimente dittatura, Deluros è il mondo da raggiungere per rovesciare la situazione. Ma a questi tipici elementi da space opera Mike Resnick ne aggiunge altri da par suo: personaggi come la Valchiria, David Copperfield, Sharon Blacksmith e tutto l'equipaggio dell'astronave Teddy R. formano un gruppo di eroi che i lettori non dimenticheranno neppure fra tremila anni, quando la minaccia dei Teroni e altre insidie si addenseranno sui mondi dell'uomo, puntualmente descritte in questa cronaca immaginifica del 1970 E.G.

Quinto e conclusivo episodio di questa serie di romanzi di Mike Resnick, che è un autore piuttosto rispettato ma che a me non ha mai convinto del tutto, e qualche volta anche ampiamente deluso, come con questa serie. Come ero stato facile profeta nel commentare il quarto episodio di questa serie, la mia opinione a riguardo non è stata minimamente modificata dalla lettura di questo ultimo. A merito di Resnick devo però dire che non è nemmeno peggiorata, anche se non c'erano molti margini per questa possibilità. La vicenda si conclude più o meno come si era sviluppata: banalmente. Wilson Cole non è più il geniale stratega dalle intuizioni folgoranti e inspiegabili dei primi episodi, ma nemmeno l'imbranato che va a cacciarsi sistematicamente in problemi da cui solo il Fato, e molti avvenimenti casuali e fortunati, riescono a tirarlo fuori più o meno sano e salvo. Qui siamo in una via di mezzo, in cui le brillanti strategie di Cole sono sistematicamente avversate da un Fato questa volta contrario, ma il solito alleato occasionale trovato per caso lì per lì, o il voltagabbana opportunista dell'ultimo momento risolvono sempre la vicenda a suo favore. Anche i personaggi di contorno, che nel passato avevano rappresentato degli ottimi comprimari, sono questa volta un po' nell'ombra, dominati dalla continua iniziativa di Cole. La potentissima Repubblica con milioni di navi da guerra superpotenti viene messa sotto scacco prima da Cole, e poi dai soliti avversari sconosciuti e mai visti prima che ne fanno inizialmente polpette, salvo poi essere liquidati in modo semplice e diretto dall'iniziativa di Cole stesso.
La conclusione è poi la cosa più banale che si potesse leggere in un romanzo di fantascienza, e nemmeno scritto negli anni 40 del secolo scorso...
Non è poi che oggi sia difficile scrivere dell'ottima Space Opera, senza arrivare ai volumoni di Reynolds, basti pensare alla serie The Expanse di James R.A. Corey o alla serie Old Man's War di Scalzi. Se poi si vuole rimanere su un tono e stile di narrazione classico, anche la serie di Coyote di Steele, che Urania stessa sta pubblicando e di cui parlerò nel mese di Dicembre, a confronto con questi romanzi di Resnick fa la sua notevole figura.

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