William Gibson

L'Accademia dei Sogni

Cayce Pollard è una giovane americana pagata profumatamente per lavorare come consulente sfruttando la sua sensibilità nei confronti dei marchi. È a Londra per valutare il restyling del logo di un'importante azienda quando si vede offrire un incarico molto diverso: scovare il misterioso creatore dei brani video tanto enigmatici quanto ipnotici che vengono immessi anonimamente sulla Rete e che stanno creando un immane cyberbrusio che il suo nuovo datore di lavoro considera come qualcosa dal potenziale incalcolabile.
Cayce capisce che la vicenda è molto più grossa quando il suo appartamento viene svaligiato, la sua posta elettronica hackerata e la sua cartella medica rubata. E in più si ritrova di nuovo in mezzo al mistero della sparizione di suo padre, guru della security durante la Guerra Fredda, e dato per disperso la mattina dell'11 settembre 2001 a Manhattan.
Tra il fantasma paterno e i mondi paralleli del marketing, della globalizzazione e del terrore, Cayce andrà alla ricerca di un punto di convergenza da Londra a Tokio, per approdare a Mosca.
Non mi piace molto Gibson.

Non mi e' piaciuto Neuromante, il romanzo che lo ha reso famoso e che ha segnato l'inizio "ufficiale" del cyberpunk, e non sono nemmeno riuscito a finire Monnalisa Cyberpunk. Poi non ho letto altro. E' lo stile di scrittura che non "sintonizza" con il mio modo di leggere, e anche le trame sono quasi dei noir tecnologici, che non mi soddisfano molto, con un'improbabile Yakuza a tessere le fila del mondo. Nel genere preferisco di gran lunga Sterling.

Ho voluto riprovare con questo suo ultimo romanzo. La trama sembra piu' realistica (per quello che puo' esserlo un romanzo di fantascienza) e la narrazione per ora scorre bene. Risaltano quelle che sono sempre state le qualita' di questo scrittore: di saper capire le piccole cose di oggi che potrebbero diventare importanti domani, quasi un anticipatore della professione della sua protagonista. La sua visione del mondo rimane pero' sempre la stessa, fatta di poteri globali e nascosti, presenti ovunque ci sia da guadagnare ed accrescere il proprio potere, quasi la visione del mondo capitalistico che avrebbe un paleo-marxista-leninista.

Molte realta' che racconta le stiamo gia' vivendo, dato lo sviluppo enorme della rete e delle sue conseguenze, ma molte sue osservazioni di tendenza sono estremamente interessanti.

Credo che di questo romanzo arrivero' alla fine. Che poi mi piacera' fino in fondo... e' un altro discorso.

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