La Stampa

Copertina del disco in uscita il prossimo 24 Aprile di cui si parla negli articoli, segue una rassegna stampa degli anni passati.

Il Mattino

Canzoni segrete: si apre l'archivio di Mia Martini. Esce un album di inediti e rarità

Minuetto in francese, piccolo uomo in tedesco, brani scartati o con testi diversi. Tra le sorprese c'è Ruba di Venditti

Il titolo annuncia: "Mia Martini - Canzoni segrete" e subito i fans della piccola grande donna controllano la notizia sul sito della Bmg e di Chez Mimì per darsi appuntamento nei negozi il 24 aprile. Poi, però, si interrogano: ma quelle canzoni segrete meriteranno di uscire dal baule delle melodie mancate? A dare un'occhiata alla "title track" ovvero alla scaletta dei brani. Non si annunciano capolavori, anche se le curiosità sono molte.
C'è, ad esempio, il fronte delle versioni straniere, dei tentativi-fallimenti di conquistare il mercato straniero Auf der welt è "Piccolo uomo" in tedesco, mentre alla Francia erano destinate Libre comme une f emme "Libera" e Tu t'en vas quand tu veux ovvero "Minuetto" secondo Yline Buggy, approdato sino al Midem di Cannes e poi rimasta lettera morta.
C'è la cover beatlesiana di We can work it out e c'è la serie di brani noti, ma con testi diversi, Salvami, ovvero "Minuetto" con versi di Luigi Albertelli al posto di quelli di Franco Califano, Mondo nuovo un testo in più con liriche di Sergio Bardotti, Processione, "Donna sola" secondo Albertelli.
Inedito a tutti gli effetti è Cosa c'è di strano, di Lorena Berrnini e Piero Pintucci, autore di "Padre davvero" incisa nel 1971 per la Rca e poi abbandonata col trasferimento in Ricordi. A poco a poco è rimasta fuori da "Nel mondo, una cosa" '7 2, alle sedute di registrazione di "E' proprio come vivere" appartengono Eppure stiamo insieme, Altissimo verissimo, di Pino Donaggio e Maurizio Piccioli, Domani e soprattutto Ruba di Antonello Venditti, che andò oltre il debutto radiofonico a "Supersonic". A quelle del '75 album "Un altro giorno con me" Aiutami, inciso poi da Loredana Bertè in "Normale o super", Ancora e Dire no, per sola voce e chitarra, praticamente un provino. A quelle del '77 "Per Amarti", i riferimenti mistici di Io andrò e le tantazioni dance di Stavolta è proprio no. Chiude i 19 brani Almeno tu nell'universo che inedita non è, anzi fu il brano che rilanciò la straordinaria vocalità di Mimì al Sanremo '89, nono posto "riabilitato" dal Premiodella critica ed è tornata di stretta attualità grazie alla cover di Elisa per la colonna sonora del film di Muccino. I martinimaniaci parlano di strepitose versioni per piano e voce, ma bisognerà attendere l'arrivo del cd per verificare se si tratta di queste o di altre sorprese. Sulla carta, insomma, è un'operazione per appassionati, che coincide appunto con il nuovo successo di Almeno tu nell'universo ma anche con una nuova attenzione al catalogo della dolcissima e tostissima Mimì; non a caso la Bmg a metà maggio pubblicherà anche una sua antologia per la serie "I numeri uno", mentre nello stesso giorno delle "Canzoni segrete" arriverà nei negozi la ristampa su cd di "Il giorno dopo" del '73, che si aggiunge alle altre preziose chicche della collana "Gli indimenticabili" (5,65 euro): "Oltre la collina" del 1971 e "Quante volte...ho contato le stelle" del 1982. Corre il rischio, invece, di diventare purtroppo una canzone segreta Mufida in cui Loredana Bertè racconta la sua infanzia con la sorella. - Quando l'ho ascoltata sono rimasto fulminato, - racconta Ron, - era delicatissima, parlava di una Mimì che ancora non aveva incontrato le persone che le hanno sconvolto la vita fino a massacrarla. Ho provato a proporla all'ultimo festival di Sanremo ma mi hanno caldamente consigliato di non presentare Loredana. Non Baudo, ma la commissione artistica. Pippo capisce di musica ed era contento dell'eventuale partecipazione di Loredana. Io ci ho provato lo stesso e siamo stati bocciati. Di fronte ai veri talenti, è il caso della Bertè, penso occorra anche accettare eventuali problemi o lungaggini nelle prove. Pensare che Loredana sia stata buttata fuori per far entrare quelle mediocrità che tutti abbiamo sentito è una cosa che mi fa male.- di Federico Vacalebre

Il Mattino sabato 5 aprile 2003

>

Il Tempo

Brani incisi tra il '71 e il '77 ed esclusi dagli album dell'artista

Esce il 24 aprile "Canzoni segrete", raccolta di inediti di Mia Martini a base di provini di canzoni note ma scritte con altri testi, brani incisi tra il '71 e il '77 ed esclusi dagli album dell'artista, e versioni in lingua straniera di "Minuetto", "Libera" e "Piccolo uomo". L'impresa si deve a Menico Caroli che alla Martini ha dedicato la biografia "Mia Martini. Il mio canto universale", edita qualche anno fa. Da allora Caroli è riuscito a ricostruire ogni particolare dei 19 brani contenuti nel disco. Questi brani giacevano senza catalogazione da oltre trent'anni nei magazzini dell'ex Rca. Scatoloni accatastati in un angolo con una scritta dalla grafia incerta: "Mimì". Nella scaletta del cd compaiono brani firmati da Maurizio Fabrizio, dalla coppia Riccardi-Albertelli, da Napolitano, Colonnello, Baldan Bembo, Pintucci e persino Pino Donaggio. La sorpresa è "Ruba", l'inedito di Venditti, il primo brano scritto interamente, testo e musica, dal cantautore romano, ma mai inciso né depositato. Venditti avrebbe dovuto inserire "Ruba" nel suo album "Le cose della vita" del 1973, ma le due versioni provinate del brano durante le sessions di registrazione vennero escluse dalla track list del disco all'ultimo momento. Anche la versione della Martini subì la stessa sorte. Il motivo attiene alla problematica fase censoria che l'azienda radiotelevisiva attraversava in quegli anni. Il brano allude al "bloody sunday" irlandese e utilizza un'espressione forte e, alle orecchie bacchettone dell'epoca, provocatoria: "se il fucile ti verrà a cercare, amalo, tu lo vedrai abbassare". Al genere della "fronda" (canzoni in cui i censori vedevano scomode allusioni ai temi sociali e politici) appartengono altre canzoni del disco, come "Io andrò", troppo tollerante nei confronti delle altre religioni, "Eppure stiamo insieme" del 1974 che narra di una "convivenza strana che fa male a te e a me", proprio durante il referendum di abrogazione della legge sul divorzio. Ed ancora "A poco a poco", o la versione inedita di "Un mondo nuovo", entrambe dedicate al tema imbarazzante della "prima volta", quella in cui il suo lui scopre in lei un "mondo nuovo", appunto. Erano i tempi delle gare d'appalto e appena era pronta una nuova musica la casa discografica bandiva il concorso: "ognuno scriva il pezzo e il più bello verrà inciso". Per "Minuetto" arrivarono almeno cinque testi, ma nessuno in grado di competere con quello di Califano, tra cui "Salvami" di Albertelli. Bocciata la sua "Auf der welt" ("Piccolo uomo") per la pessima pronuncia in tedesco, la Martini si cimenta nientemeno che con "We can work it out" dei Beatles con l'accompagnamento del gruppo La Macchina (ex Posteri, band che in Italia aveva fatto da supporter ai Procol Harum). Ed ancora "Aiutami" brano che all'ultimo momento le fu sottratto da Loredana Bertè, cosa che avvenne anche con "Sei bellissima". In scaletta anche una inedita Martini in versione disco-dance nel brano "Ancora", e una versione più lunga di "Domani". di Timisoara Pinto

Il Tempo giovedì 10 aprile 2003 (in fondo alla pagina il pezzo originale intero senza tagli)

MusicaItaliana.com

In un album le "Canzoni segrete" di Mia Martini

Esce il 24 aprile "Canzoni segrete" (BMG Ricordi), l'album di inediti di Mia Martini. Frutto di una lunga e attenta ricerca ad opera dell'esperto Menico Caroli e di Maria Brindisi, il lavoro porta alla luce ben diciotto brani mai pubblicati, tra cui Ruba, scritto da Antonello Venditti nel 1974."Abbiamo inziato questa ricerca nel '98 - spiega Caroli a MusicaItaliana.com - e per realizzare questo lavoro abbiamo utlizzato solo metà del repertorio trovato. Restano segrete, dunque, diverse canzoni inedite di Mimì, di grande bellezza, di cui purtroppo non conosciamo ancora gli autori". A chiudere l'album è Almeno tu nell'universo (19ª traccia), tra i più celebri brani di Mia Martini, composto nell'89 da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio e proposto ora in versione live. Tra gli altri autori e compositori presenti troviamo anche Dario Baldan Bembo, Pino Donaggio e Sergio Bardotti.

Questa la tracklist completa:

· "Aiutami" (L. Albertelli - E. Riccardi) - 1975
· "Ruba" (A. Venditti) - 1974
· "Io andrò…" (M. Fabrizio - A. Surdi - M. Fabrizio) - 1977
· "Stavolta è proprio no" (M. Fabrizio) - 1977
· "Eppure stiamo insieme" (L. Albertelli - E. Riccardi) - 1974
· "Salvami" (D. Baldan Bembo - L. Albertelli) - 1973
· "Domani" (G. Colonnello - L. Albertelli) - 1974
· "Ancora" (L. Albertelli - E. Riccardi) - 1975
· "Cosa c'è di strano" (L. Bernini - P. Pintucci) - 1971
· "A poco a poco" (D. Baldan Bembo) - 1972
· "Altissimo verissimo" (M. Piccoli - P. Donaggio) - 1974
· "Mondo nuovo" (D. Baldan Bembo - S. Bardotti) - 1972
· "Dire no" (U. Napolitano - A. Salerno) - 1975
· "Processione" (D. Baldan Bembo - S. Fabrizio - L. Albertelli) - 1972
· "We can work it out" (J. Lennon - P. McCartney) - 1971
· "Libre comme une femme" (S. Fabrizio - L. Albertelli) - 1977
· "Auf der Welt" (D. Baldan Bembo - B. Lauzi - A. La Bionda - L. Ricchi) - 1973
· "Tu t'en vas quand tu veux" (D. Baldan Bembo - Y. Buggy) - 1974
· "Almeno tu nell'universo" (M. Fabrizio - B. Lauzi) - 1993

Musicaitaliana.com lunedì 14 aprile 2003


La Repubblica

Esce "Canzoni segrete" Mia Martini il disco delle rarità

L'inizio del disco mette i brividi: " e così sono qui, son tornata, senza te cosa mai sono stata, proprio io quella che ti disse addio quel giorno". A cantare queste parole è la voce di Mia Martini. Il pezzo Aiutami, è la prima delle 19 tracce che compongono Canzoni segrete, una originale raccolta di inediti, rarità, versioni alternative, che sarà nei negozi a partire dal 24 aprile. Le ascoltiamo una dopo l'altra, emozionanti e preziose, tra toni zingareschi e ombrati di blues, slanci poderosi e levigate melodie, mentre si compone questo eccezionale ritratto di quella che è stata una delle più belle voci della canzone Italiana. E' bene ricordarlo, anche con questo disco che rende omaggio all'enorme talento della cantante scomparsa il 12 maggio 1995. C'è molto da scoprire. In Domani, arrangiamento lieve e voce delicata, Mia Martini rende omaggio a Tenco. C'è Salvami, una versione sconosciuta della classica Minuetto con un altro testo firmato da Liugi Albertelli, al posto di quello più noto firmato da Franco Califano. (Un brano pacifista scritto da Venditti).Poi c'è Ruba, poco conosciuto brano pacifista ispirato ai fatti irlandesi della Blody Sunday, scritto per lei nel1974 da Antonello Venditti. Altrove possiamo ascoltarla cantare in inglese nella cover beatlesiana di We can work it out, rivista in chiave soul, o in francese in Libre come une femme, e perfino in tedesco, un pezzo che si intitola Aut der welt, ma che altro non è se non Piccolo uomo, ovvero il più famoso successo di Mia Martini nella prima parte della sua carriera. C'è tra le tante curiosità, un brano intitolato Eppure stiamo insieme, vecchissimo pezzo sulla crisi della coppia, censurato in tempi in cui era difficile parlare di divorzio, e Processione, prima versione di quella che poi diventò Donna sola. E dulcis in fundo, una versione dal vivo del 1989 di Almeno tu nell'universo, uno dei suoi capolavori, un pezzo scritto da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio che l'aveva rilanciata dopo anni di oscurità, mettendo nell'interpretazione tutta l'angoscia e la frustrazione accumulata quando la sua carriera era stata violentamente cancellata per una crudele e inistinguibile serie di maldicenze. Lei aveva sempre reagito, testarda, risorgendo più volte, come e quando qualcuno le concedeva un poco dello spazio che avrebbe meritato. La canzone, tra l'altro, è tornata in auge grazie alla cover di Elisa, un'ottima versione, opportunamente distante dal tono con cui la cantava la Martini. Ma ovviamente l'originale rimane esemplare, irripetibile. di Gino Castaldo

La Repubblica lunedì 14 aprile 2003

La Gazzetta del sud

"Canzoni segrete" di Mia Martini

Album con inediti dell'indimenticata artista calabrese

A Otto anni dalla sua scomparsa, Mia Martini, artista controversa ma molto amata, continua a "vivere" non solo con i suoi pezzi più belli, ma anche con alcune pubblicazioni di brani rari e non conosciuti che offrono sempre nuove immagini della grande artista calabrese. Il 24 aprile uscirà "Canzoni segrete", un album con inediti e versioni di suoi successi finora mai pubblicati in Italia, come ad esempio Tu t'en vas quand tu veux, versione francese di Minuetto e Aut der welt trasposizione in tedesco di Piccolo uomo. "Canzoni segrete" contiene fra le altre Cosa c'è di strano registrato nel '71 quando era ancora legata alla casa discografica Rca; We can work it out un provino rimasto nel cassetto di una canzone dei Beatles che lei cantava quando ancora si faceva chiamare Mimì Bertè; Ruba scritta per lei da Antonello Venditti e Aiutami incisa nel '75 da Loredana Bertè. L'ultimo brano è una versione molto particolare di Almeno tu nell'universo si ritiene voce e pianoforte. Com'è noto, questa canzone è stata recentemente reinterpretata da Elisa e inserita nella colonna sonora del film "Ricordati di me" di Gabriele Muccino. Anche in questa versione Almeno tu nell'universo ha conquistato le vette delle classifiche. Un nuovo omaggio, a distanza di oltre quattordici anni dal Sanremo '89, a uno dei suoi brani più belli di sempre. Queste notizie si trovano sui siti internet della Bmg Ricordi, la casa discografica della cantante e su web.tiscalinet.it/chezmimimiamartini il sito realizzato dal fan club nazionale dell'interprete e diretto dal messinese Pippo Augliera, che il 10 marzo a "Cominciamo bene" su Raitre, ha ricordato la figura della cantante e ha illustrato le attività del club, che conta fan di Mimì in ogni parte d'Italia. Ma "Canzoni segrete" non è l'unica pubblicazione in programma. Domani per la serie gli indimenticabili sarà ristampato il Cd "Il giorno dopo" e successivamente è in programma la ristampa di "La casa del serpente" scritto da Ivano Fossati. Qui Mia Martini duetta con Fossati in Anna di primavera e partecipa ai cori. E non è finita, il 15 maggio uscirà un'altra raccolta dedicata a Mia Martini della serie "Numeri Uno". La track list comprende fra gli altri Piccolo uomo, Inno, Al mondo, Donna con te, Donna sola, Libera, Ancora canto e Non finisce mica il cielo e molte altre. Infine, il fan club definisce bellissima Mufida, una canzone che Loredana Bertè, aveva scritto in ricordo di Mimì ma la commissione esaminatrice dell'ultimo festival di Sanremo l'ha scartata. Il mito di Mia Martini è sempre vivo. E forse i tempi sono maturi per un disco tributo che l'artista meriterebbe come omaggio dai grandi della musica italiana. di Patrizia Casale

La Gazzetta del sud lunedì 14 aprile 2003

Il Corriere della sera

Le «Canzoni segrete» di Mia Martini

Una raccolta di rarità e inediti con molti retroscena

I dischi postumi non sempre rendono un buon servizio alla memoria dell' artista. Questo «Canzoni segrete» di Mia Martini, invece, sì. Molte emozioni procurano i 19 brani, con retroscena interessanti. Curiosa ad esempio l' evoluzione di «Minuetto», proposta sia nella stesura originaria di Luigi Albertelli (si chiamava «Salvami») sia in quella francese, assai pregevole. C' è poi una versione lenta e drammatizzata di «We Can Work It out», provino che portò al primo contratto con Rca. In tedesco, con ottima pronuncia, «Piccolo uomo» di Lauzi diventata «Auf der Welt». Mitiche la rilettura di «Ruba» di Venditti, «Aiutami» che suona come un testamento spirituale e «Almeno tu nell' universo» con orchestra e pizzicati di violini che sembrano lacrime. di Mario Luzzatto Fegiz

Il Corriere della sera mercoledì 16 aprile 2003

Italia sera

Il canto? Una comunicazione col cielo

Non si può negare a Mia Martini il fatto che nella sua breve e tormentata vita sia stata una tra le interpreti italiane di massimo talento. A distanza di qualche anno dalla sua scomparsa prematura, la Rca, sua prima casa discografica, immette sul mercato una prima compilazione di brani inediti conservati presso il suo archivio. Cura della scelta dei brani e di preparazione del compact è di Maria Brindisi, che ha preferito e saputo cogliere con sensibilità estrema quelle canzoni "finite" (ossia, non solo provinate per poi essere completate in altro momento) che danno alla cantante una immagine decisamente europea. Di qui l'esigenza di inserire "Minuetto" e "Libera" in versione francese, "Piccolo uomo" incisa per il mercato tedesco o lo standard dei Beatles "We can work it out". Ma "Canzoni segrete" (questo il titolo della raccolta ufficiale degli inediti di Mia Martini è anche la somma di altre emozioni sconosciute, quale "Ruba", vera perla scritta e composta per Mia Martini nel 1974 da Antonello Venditti, pezzo di una attualità incredibile. E poi "Aiutami" (portata al successo dalla sorella Loredana ed inclusa nell'album di quest'ultima "Normale o Super"), "Io andrò", "Stavolta è proprio no", "Eppure stiamo insieme", "Salvami" (versione originale di "Minuetto" prima dell'intervento di Franco Califano che ne scrisse il testo definitivo), "Domani" (una versione diversa del disco "E' proprio come vivere"), "Ancora", "Cosa c'è di strano", "A poco a poco", "Altissimo verissimo", "Mondo nuovo", "Dire no" e "Processione", per una antologia che ha come bonus track, in versione live già licenziate nel 1998 dalla Sony, il brano "Almeno tu nell'universo" ora proposto in una versione assai deludente da Elisa ed inserita nella colonna sonora del film "Ricordati di me". Tutto ciò che è in "Canzoni segrete" è stato remissato da Franco Patrignani e Fulvio Mancini presso lo "Studio Music Village" di Roma. Un lavoro che ha permesso un miglioramento delle canzoni a cui sono state mantenute inalterate le sonorità delle esecuzioni originali proprio per restituire le atmosfere tipiche di quegli anni, motivo che non ha permesso al curatore di non aggiungere nessun tipo di strumento o parte vocale". di Maurizio Gregorini

Italia sera 25 aprile 2003

Il Giornale

In "Canzoni segrete" rivive il talento di Mia Martini

Il nuovo album d'una cantante scomparsa anni fa? Ebbene sì. Mia Martini vive ormai solo nel ricordo dei suoi fan, ma questo "Canzoni segrete" è davvero un disco di inediti, registrati dal '71 al '77, con in più una versione dal vivo di "Almeno tu nell'universo", e mai pubblicati per neghittosità dei discografici (come la splendida "Ruba", di Venditti, troppo antibellicista per quei tempi) o per altri motivi. Il disco è prezioso perché ci mostra la migliore Mimì: capace di chiaroscuri, incline alle sfumature dell'interiorità, non ancora approdata all'urlante bellurie degli ultimi tempi, in cui una sorta di roco rovello prevaleva su uno stile di canto nato per dar voce alla poesia. E poi che bella voce, calda e luminosa, quella della prima Mimì. C'è "Aiutami", poi recuperata dalla sorella Loredana, ci sono pagine di Lauzi, Baldan Bembo, Maurizio Fabrizio, Donaggio, Piccoli, Bardotti, c'è un omaggio ai Beatles con "We can work it out", c'è la prima versione di "Minuetto", c'è "Piccolo uomo" tradotta in tedesco. Ma soprattutto c'è il talento di un'artista ancora giovane ma già nel vivo delle sue possibilità, già conscia di come la musica, per avere una ragione d'essere, possa e debba rispecchiare la vita. di Cesare G. Romana

Il Giornale 25 aprile 2003

La Sicilia

Le Canzoni di Mia Martini di Leonardo Lodato

La Bmg italiana ha di recente pubblicato un cd imperdibile. "Canzoni segrete" raccoglie, infatti, 18 brani (più una "bonus track") cantati da Mia Martini. Niente di tutto ciò che fino ad oggi è stato possibile ascoltare sia su vinile che su cd. Potremmo maliziosamente pensare che l'operazione sia stata ispirata dal successo della versione di "Almeno tu nell'universo" cantata da Elisa e inserita nella colonna sonora dell'ultimo film di Gabriele Muccino "Ricordati di me". Ma non vogliamo pensarlo. Ci piace credere solamente che l'avere affidato alla voce di Elisa quel piccolo capolavoro firmato da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio, sia servito a rispolverare il ricordo di una tra le più belle voci della scena musicale italiana. I misteri di questo cd sono gemme che vibrano di emozioni forti, che passano con estrema delicatezza dalla "We can work it out" di Lennon e McCartney a "Ruba" di Antonello Venditti, per poi lasciarsi andare ad una carrellata di brani nati dalla penna di un altro genio delle italiche sette note: Dario Baldan Bembo, che firma, tra le altre, "Salvami", "A poco a poco", "Mondo nuovo", "Auf der Welt" e, con Franco Califano e Yline Buggy, "Tu t'en vas quand tu veux". Il disco si chiude con la "bonus track", che vuol dire che si tratta di un brano che il pubblico non si aspetta e che i discografici, per rispetto degli acquirenti, mettono lì "senza alcun costo aggiuntivo". Il brano in questione è "Almeno tu nell'universo". Un altro mistero della vita (e della morte) della grande Mimì. Il mistero di una voce inimitabile. Lo stesso mistero, pensiamo, che ha spinto Caterina Caselli ad affidare alla voce bella senz'altro, ma non della stessa caratura di quella di Mia Martini, della giovane Elisa. Misteri irrisolvibili. A volte, l'importante, è che la musica sia buona. In questo caso è ottima. di Leonardo Lodato

La Sicilia 30 aprile 2003

Il Gazzettino


Un album di "canzoni segrete" per Mia Martini

È nei negozi l'album di inediti di Mia Martini. "Canzoni segrete" (bmg) raccoglie versioni inedite, alternative, in lingue diverse, di canzoni ritrovate in nastri dimenticati dove protagonista è la voce della scomparsa cantante calabrese.
Sono 19 brani registrati tra il 1971 e il 1977 che si aprono con una inquietante "Aiutami" in cui tutta la disperazione di Mimì traspare da versi e interpretazione. Ci sono canzoni antiche e dimenticate. Molte sono "prime versioni" di canzoni famose come come "Processione" che è la prima stesura di "Donna sola" con cui vinse la "Mostra internazionale di Musica leggera" nel '72, "Mondo nuovo" che nel'72 diventerà "Un uomo in più", "Salvami" che diventerà "Minuetto", e in francese "Tu t'en vas quand tu veux", o "Auf der Welt", versione tedesca di "Piccolo Uomo". Rilegge i Beatles di "We can work it out" e regala piccole chicche come "Domani", "Eppure stiamo insieme" e la filoabortista "Libre comme une femme" scritta per l'Eurofestival del 1977, la pacifista "Ruba" di Venditti, "Altissimo verissimo" dei veneziani Maurizio Piccoli e Pino Donaggio, fino alla recente versione dal vivo di "Almeno tu nell'universo" lasciata ai posteri poco tempo prima di morire.
Disco-documento, piacevole ma datato, nulla aggiunge al ricordo e alla storia di una grande cantante bistrattata, ma ne completa il quadro, con curiosità e con l'affetto dei fan e di quanti le sono stati collaboratori e amici.
I nastri delle prove di studio di Mia e delle incisioni rimaste nel cassetto contengono altre chicche e curiosità di cui non sono stati trovati autori e aventi diritto. È probabile quindi che a questo lavoro possano seguirne altri. di (G. Al)

Il Gazzettino 30 aprile 2003

L'articolo scritto da Timisoara Pinto senza tagli

Esce il 24 aprile "Canzoni segrete", raccolta di inediti di Mia Martini a base di provini di canzoni note ma scritte con altri testi, brani incisi tra il '71 e il '77 ed esclusi dagli album dell'artista, e versioni in lingua straniera di "Minuetto", "Libera" e "Piccolo uomo". La notizia è clamorosa, di quelle da far impallidire i collezionisti più spregiudicati e senza scrupoli, nonché gli scambisti di file mp3 in cerca del pezzo trafugato e, alla faccia del copyright, capaci di far circolare in Rete l'impossibile. Questa volta l'impresa si deve ad un archeologo della canzone quale Menico Caroli che alla Martini ha dedicato l'approfondita biografia "Mia Martini. Il mio canto universale", edita qualche anno fa. Da allora Caroli non ha smesso un attimo di indagare la vicenda artistica della maggiore delle due sorelle d'arte Bertè, e mettendosi sulle tracce dei suoi autori, dei suoi collaboratori e di quanti hanno avuto modo di conoscerla, è riuscito a ricostruire ogni particolare dei 19 brani contenuti nel disco. Senza il suo lavoro certosino e la collaborazione di Maria Brindisi, altra storica della Bmg, questi brani non avrebbero mai visto la luce, dato che giacevano senza catalogazione da oltre trent'anni nei magazzini dell'ex Rca. Scatoloni di cartone accatastati in un angolo con una sola scritta dalla grafia incerta: "Mimì".
Nella scaletta del cd compaiono brani firmati da collaboratori storici di Domenica Bertè (divenuta Mia Martini in omaggio ad un'attrice internazionale del calibro di Mia Farrow e all'aperitivo italiano più conosciuto al mondo), da Maurizio Fabrizio, alla coppia Riccardi-Albertelli, a Umberto Napolitano, Giancarlo Colonnello, Dario Baldan Bembo, Piero Pintucci e persino Pino Donaggio. Ma la vera sorpresa è senz'altro "Ruba", l'inedito di Antonello Venditti, il primo brano in assoluto scritto interamente, testo e musica, dal cantautore romano, ma mai inciso e prima di questo ritrovamento, mai depositato. Venditti avrebbe dovuto inserire "Ruba" nel suo album "Le cose della vita" del 1973, ma le due versioni provinate del brano durante le sessions di registrazione vennero escluse dalla track list del disco all'ultimo momento. Anche la versione della Martini, che compare per la prima volta in "Canzoni segrete", subì la stessa sorte. Il motivo attiene alla problematica fase censoria che l'azienda radiotelevisiva attraversava in quegli anni. Il brano allude al "bloody sunday" irlandese e utilizza un'espressione forte e, alle orecchie bacchettone dell'epoca, provocatoria: "se il fucile ti verrà a cercare, amalo, tu lo vedrai abbassare". Altri archivisti della canzone quali i redattori di Radioscrigno Rai ne conoscono il testo grazie all'unica interpretazione che la Martini ne fece nel 1974 in una puntata della trasmissione radiofonica "Supersonic". Al genere della "fronda", come venivano in altri tempi ben più lontani, definite le canzoni in cui i censori vedevano scomode allusioni ai temi sociali e politici, appartengono altre canzoni del disco, come "Io andrò", troppo tollerante nei confronti delle altre religioni, "Eppure stiamo insieme" del 1974 che narra di una "convivenza strana che fa male a te e a me", oltremodo sconveniente parlare di relazioni extraconiugali proprio durante il referendum di abrogazione della legge sul divorzio. Così la casa discografica preferì tagliarla fuori dall'album che l'artista stava incidendo. Tanto più che in radio non sarebbe mai passata. Ed ancora "A poco a poco", o la versione inedita di "Un mondo nuovo", entrambe dedicate al tema imbarazzante della "prima volta", quella in cui il suo lui scopre in lei un "mondo nuovo", appunto. Al filone dei "provini puri" (canzoni scartate, incise con un testo diverso da quello ufficiale), appartengono "Processione" al cui testo di Albertelli la Martini preferì quello di Lauzi, tanto che il brano diverrà noto come "Donna sola". Ma l'ispirazione arrivò proprio grazie alla prima stesura: "Del testo di Albertelli - confida Lauzi - mantenni unicamente l'aggettivo 'sola'. Ebbi l'impressione che l'autore lo aveva inserito nel punto esatto in cui andava messo, così non lo modificai e, in nome di questa sua intuizione, gli riconobbi metà del testo". Erano i tempi delle gare d'appalto e appena era pronta una nuova musica la casa discografica bandiva il concorso: "ognuno scriva il pezzo e il più bello verrà inciso". Per "Minuetto" arrivarono almeno cinque testi, ma nessuno in grado di competere con quello di Califano, tra cui "Salvami" di Albertelli. Bocciata la sua "Auf der welt" ("Piccolo uomo") per la pessima pronuncia in tedesco, la Martini si cimenta nientemeno che con "We can work it out" dei Beatles con l'accompagnamento del gruppo La Macchina (ex Posteri, band che in Italia aveva fatto da supporter ai Procol Harum). Ed ancora "Aiutami" brano che all'ultimo momento le fu sottratto da Loredana Bertè, cosa che, per amor del vero, avvenne anche con "Sei bellissima". Ma il rapporto tra le due, si sa, è costellato di simili aneddoti. In scaletta anche una inedita Martini in versione disco-dance nel brano "Ancora", e una versione più lunga di "Domani", uno dei brani più amati dalla stessa interprete "una poesia - così amava definirla l'indimenticata e dolce Mimì - che pare uscita dalla penna di Luigi Tenco: una sorta di 'Vedrai vedrai' dei nostri giorni". Capace di far impallidire con la giusta saggia dose di orgoglio e soggezione un grande cantore come Roberto Murolo e di far brillare un autore altrimenti sottovalutato come Gragnaniello, etichettata brutalmente, sfrontata con se stessa e se stessa, ironica e romantica, di fronte alla sfrontatezza altrui, Mia Martini torna nella fantasia di quanti l'hanno amata, rivelando ancora una volta la sua grande anima poetica. Altro che roba segreta.

Timisoara Pinto

La Stampa 2

Scrissero di Lei negli anni passati

un ringraziamento speciale per questa sezione ad Andrea Fredolini da Londra

di GUIDO HARARI - ROCKSTAR n° 03/1984
Nella italietta del rock`n pop al femminile si era data quasi per dispersa, tacciata ormai di ingovernabilità da parte di ottusi discografari, confinata in un misterioso esilio volontario, lontana insomma dalla musica che gira intorno. Eppure Mimì non ha mai mollato...
Ha saputo maturare scelte precise, oculate, reclutando collaboratori qualificati, autori intelligenti e laureandosi infine autentica cantautrice...
Oggi trentaseienne, Mia cominciò a studiare pianoforte e lirica a cinque anni, finendo a cantare in seguito in chiesa, ai matrimoni, vera Mahalia Jackson "in bianco". Poi le serate con attempati musicisti sulle note dei successi del momento; la sbornia rock, un trio jazz, l'euforia del Titan e del Piper. Nel 70, quando la RCA dette alle stampe la discussa "Padre Davvero" cantava già da quindici anni con un bagaglio d'esperienza invidiabile per una artista italiana.
Reginetta della canzone e soffocata da fama, gioielli, pellicce ed una mondanità che mal le si addicono, rifiuterà tutto dando un calcio al successo....
Non perde d'occhio nuovi talenti (Ruggeri è la sua scommessa per il futuro) e si ritrova cantautrice smaniosa di tornare a scrivere in prima persona. "E' pericolosissimo avere le idee chiare finalmente ed amare tanto la musica - dichiara senza illusioni - "dovrai litigare con tutti, farteli nemici, mentre cercano di stritolarti continuamente".
Ma è il giusto prezzo da pagare per una Nuova Musica, forte soltanto di un amore che "spezza le vene delle mani e mescola il sangue col sudore". Ben ritrovata, Mimì.


di GIANFRANCO MANFREDI - da LA STAMPA del 3 dicembre 1983

Miei compagni di Viaggio è lo sforzo fatto da una cantante di ridisegnare una mappa del prorpio percorso
musicale, con l'autorevolezza di chi ormai può fare veramente suo, dentro una matura consapevole scelta stilistica, un repertorio che è di tutti.
Mia Martini ed i suoi eccellenti produttori Carlo Siliotto e Shel Shapiro hanno formato una troupe di acrobati del rock d'avanguardia italiano: da Capiozzo a Tavolazzi (ex Area) a Claudio Pascoli e Mark Harris (che da sempre spingono il pop rock nostrano oltre le soglie del già sentito con un orecchio al jazz ed un altro alle attese del pubblico da concerto), fino agli ospiti di qualità Fossati e Riccardo Zappa.
L'album raggiunge maggiore incisività quando il repertorio e, meno abituale e la creatività dei musicisti più contenuta nei toni della canzone.
Altrove non si vede la necessità della riproposta oppure si avverte (come in Alice e Suzanne) qualche indulgenza di troppo verso il vezzo tipico di molti musicisti rock-jazz di volere cambiare a tutti i costi armonie e scansioni sino a fare diventare la canzone di origine tutt'altra cosa (ed allora perché la si è scelta?) Questi limiti sono più compensati dall'entusiasmo e dalla "birra" che animano Mia nel suo notevolissimo lavoro di cantante, esempio quasi unico di felicità espressiva nello stanco panorama attuale della musica italiana.


di PAOLO DE BERNARDIN - Recensione di "Quante volte.. ho contato le stelle"

Due albums italiani. Due donne a confronto. Due voci che, pur lontane, possiedono tuttavia analogie e raffinatezze. Mina offre come al solito il suo saggio di fine anno, un doppio album arrangiato per la metà da Celso Valli e per il resto dal figlio Massimiliano.
E' il solito lavoro di Mina, una cosa da professionisti, scontata, ma assolutamente priva di calore. La maggior parte delle canzoni sono scialbe, come dire inutili. E' triste doverlo ammettere ma al di fuori di "Già visto" o degli omaggi brasiliani a Chico Buarque con "Que Sera", splendido tema di "Dona Flor ed i suoi due mariti", ed a Caetano Veloso con "Marrakesh", non andiamo oltre ad una dimensione scontata e piatta. Quasi un disco fatto senza amore, esattamente l'opposto di "Quante volte... ho contato le stelle" il nuovo lavoro di Mia Martini.
Mimì questa volta ha fatto centro, sulla scia di "Traslocando" di Loredana Bertè.
Certamente una famiglia d'oro. Siamo in un campo diverso dal pop rock della Bertè, siamo nel regno incontrastato della canzone italiana. Il vestito indossato da questo album è un abito da sera, fatto di nero e di bianco, di emozioni intense e parole vere. Dietro il vetro c'è Shel Shapiro, saggio produttore ed autore intelligente nonché bravissimo arrangiatore di alcune tra le canzoni più belle mai fatte a casa nostra. La sorpresa di questo album è però la stessa Mia Martini. Sono sue le canzoni più autentiche ed i momenti appassionati. Canzoni come brandelli della propria carne, vissute e sofferte.
Autenticamente vere. E la sua voce è mirabile, calibrata, da vera e propria interprete intelligente e brava. Come era fare Mina, una volta. Erano altri tempi però... "Quante volte... ho contato le stelle" è un disco imperdibile.

 

Menù