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Photo Rocchi (rielaborazione grafica by Ferretti Tiziana)
News del 11.03.2009
La vera storia di "Padre davvero"?
Ho letto ultimamente un articolo su Che'z Mimì in cui si fa riferimento ad un libro di Antonello De Sanctis in cui l'autore scrive come gli venne l'idea di "padre davvero" e del suo rapporto artistico con Mia Martini, sotto quello che è riportato sul sito.
Come nasce una canzone
Antonello De Sanctis racconta come è nata “Padre davvero”: Mi tornò in mente il conflitto con mio padre e le parole mi travolsero. Riempii di getto il bianco di un foglio di quaderno con una grafia di condanna e scrissi “Padre davvero”, uno dei miei testi più feroci. L’indomani andai in RCA e, quando sottoposi il mio lavoro agli editori, nessuno disse che delle parole da sole non servono a niente, si lasciarono prendere dalle vibrazioni che la storia trasmetteva e coinvolsero molti compositori affinché provassero a mettere le note adatte sui miei versi. Fu scelta la musica di Piero Pintucci perché meglio sottolineava il pathos delle frasi e la canzone venne affidata a Mia Martini che stava realizzando il suo primo album con l’etichetta romana. Nell’ambiente cominciò a girare la voce di un qualcosa di nuovo che avrebbe dato un grande colpo nello stomaco alla musica leggera tradizionale. Il brano sbriciolava in modo aggressivo l’immagine della famiglia, contestando la facciata di perbenismo che nascondeva i conflitti, le rissosità, le ribellioni soffocate delle mogli e dei figli nei confronti dei soprusi di un pater familias spesso aggressivo e violento. Mimì trasfuse alle parole il valore aggiunto di una devastante forza interpretativa. “Padre davvero” era un brano atipico in quanto, pur seguendo un suo percorso “politico”, fu affidato a un’interprete pura. Incontrai Mia Martini in un ufficio della RCA e fui colpito, oltre che dall’estro nel vestire, dalla sua comunicativa, dalle movenze felpate, dal darsi profondo degli occhi. Sapevo poco di lei e mi resi conto che, malgrado avesse neanche ventiquattro anni, possedeva tutta la maturità anticipata delle donne del sud e un”intensità palpabile consegnatele anche dall’esistenza complicata che si era appena messa dietro le spalle. “Hai descritto il rapporto con mio padre in modo ancora più vero di come l’ho vissuto io” sorrise con la sua fila di denti forti. “Coincidenze” risposi al suo abbraccio. “O forse solo ricorrenze”. La realizzazione dell’album “Oltre la collina” – curata dalla ditta Baglioni-Coggio – stava volgendo al termine e Padre davvero doveva essere solo masterizzato. “Ti va di sentire come è venuto?” chiese Mimì. Raggiungemmo lo “Studio B”, il fonico mandò il nastro e la commozione mi prese per mano. Fui catturato dal suono di quel timbro ruvido, dalla rabbia, dal dolore e dall’ironia amara che la voce trasmetteva anche quando la isolavo dalle cose che avevo scritto. Mi ritrovai nel pulsare delle work songs, quando i neri d’America sottolineavano i loro canti con il ritmico alternarsi delle mazze sulle traversine e, senza andare troppo oltre, nell’abbattersi inutile di uno schiaffo sulla guancia di un bambino ribelle che si portava stampate le cinque dita per un pò. Le note, nel dissolversi, lasciarono lo studio saturo di vibrazioni intense. “Non dici niente?” chiese Mimì strappandomi dal viaggio. “I commenti impoveriscono e emozioni” risposi e avevo ancora la pelle d’oca. “Si può parlare più agevolmente delle cose mediocri”. Scendemmo le scale abbracciati, ci trattenemmo a parlare nel piazzale e condividemmo da subito un’istintiva empatia. “Ti va di vederci per comporre qualcosa insieme?” propose. E’ difficile per me scrivere a quattro mani, così le dissi di si pensando di no e fu come chiudere stoltamente gli occhi davanti a un tramonto carminio. Persi, infatti, l’occasione di approfondire la conoscenza di una persona rara, quella volta. Con “Padre davvero”, accompagnata dal gruppo “La macchina”, Mimì vinse il primo Festival della Musica d’Avanguardia e Nuove Tendenze di Viareggio e partecipò al Cantagiro destabilizzando pubblico e critica. Il giorno dopo la sua esibizione, le testate dei quotidiani parlavano, alcune in prima pagina, di un’artista straordinaria, ma, soprattutto si soffermavano sulla crudezza del testo. Lo svisceravano evocando articolati risvolti sociologici o ragionando sul modo di essere delle nuove generazioni e ognuno lo faceva alla luce del proprio credo politico, ovviamente.
Nell’album “Oltre la collina”, furono inclusi altri tre pezzi firmati da me: “Tesoro ma è vero”, “Ossessioni” e “La vergine e il mare”. Trascrivo di seguito “Ossessioni”, la mia versione italiana di un brano ansimante di Nina Hart inizialmente intitolato “Taking off”. Non so di cosa parlasse l”originale, ma, nel comporre i versi, entrai in un trip trafelato mescolando tematiche come l’emarginazione, la droga, il razzismo, il misticismo dei ‘70, il viaggio, il sogno, la voglia e i tagli d’amore. Quando le feci leggere il testo, Mimì si avvicinò a Coggio sventolando in aria il foglio. “Senti che ha scritto questo pazzo” gli disse entusiasta e poi, destreggiandosi in quel mare affollato di frasi, ne fornì una versione magistrale. Ascoltandola, dovetti ammettere: “Cavolo, questa canta sul serio!” Ed era facile affermarlo.Testo tratto dal libro di Antonello De Sanctis “Non ho mai scritto per Celentano”
Che strana cosa, alcuni anni or sono in radio disse tutt'altro, (vedi trascrizione sotto) per fortuna esistono le registrazioni!
Come Mia Martini prepara e studia gli arrangiamenti di una canzone
Le prove dei concerti
La vera storia di "Padre davvero"
Questa intervista ad Antonello De Sanctis è tratta dalla trasmissione W la domenica "E la vita racconta" dedicata a Mia Martini Radio Radio del 17 febbraio 2002 in studio Loretta Antonucci
(...) L.A.- Antonello allora questo "padre davvero" è nato perché conoscevate questa situazione (la separazione dei genitori e il carcere subito da Mia Martini nel 69 N.D.R.) di Mia Martini, di Mimì, oppure è stata una coincidenza?
A.de. S. - E' stata una coincidenza...
L.A. - Ma è veramente fatale!
A.de. S. - Veramente fatale. Guarda ti spiego in due parole, intanto il brano è un brano scritto in modo atipico, nel senso che è stato scritto prima il testo e poi è stato musicato, questa è la prima cosa, la seconda cosa, io lessi in quel periodo, credo fosse il '71 se non ricordo male, io lessi la storia di un ragazzo di un paese dove ero solito andare d'estate, che era un ladruncolo, insomma, era andato a rubare dentro una casa e scappando via si era infilzato sulle lance della cancellata, e pensai, conoscendo bene, la morale, anzi il moralismo di questi luoghi un po' marginali diciamo, immaginai che i genitori, oltre al dolore, suppongo, insomma per questa perdita del figlio, soprattutto provassero vergogna per quello che era accaduto di fronte a tutti quanti gi altri compaesani, diciamo, e scrissi questa storia qui. Poi in RCA, l'allora RCA insomma, dove faceva il suo primo album Mimì con Coggio, mi pare si chiamava "Oltre la collina" e in RCA questo brano, insomma piacque molto perché calvalcava un po', era post '68, ma, insomma, cavalcava un po' quel modo di pensare di allora e in molti provarono a musicarlo e Pintucci ci mise probabilmente la musica migliore. Ora però, naturalmente venne il problema "chi la canta?" qualcuno ebbe, forse Melis l'allora grande capo della RCA, ebbe l'idea di farla provare a questa ragazza e l'ha messa in mano, la canzone, l'ha messa in mano ad una Ferrari insomma...
L.A. - Ma indubbiamente, anche perché io mi chiedo chi avrebbe potuto, chi altro avrebbe potuto cantare questa canzone.
A.de. S. - assolutamente nessuno. (...)
"E la vita racconta" - "Col tempo imparerò"
coincidenze strane, autori "estranei", errori in tipografia o complotti?
A proposito di "E la vita racconta" Mia Martini dichiarò in una intervista rilasciata a Mariella Venegoni dopo l'esclusione del pezzo al festival di Sanremo (...) << Non mi importa per me, mi dispiace per la Polygram, con la quale ho appena firmato un contratto. Loro ci tenevano, la canzone che avevo proposto s'intitola "La vita racconta" (senza la "E" iniziale n.d.r.) ed è una storia d'amore, ho messo le mani anch'io nella musica di Di Toma (oggi conosciuto con lo pseudonimo di Vince Thoma - n.d.r.) e le parole sono di Mimmo Cavallo e di Berlincioni >> . A credere alle sue parole si dovrebbe intuire che il pezzo doveva essere firmato da "Miamartini-Di Toma - M. Cavallo-Berlincioni" ed invece quando il pezzo uscì per la prima volta su cd a cura della Sony Music portava le firme di "F. Zanotti-V. Thoma-Galante", errore tipografico, (se ne contano molti in questo ultimo periodo tra le compilation in uscita, e se ne contano molti anche nei vecchi vinili ristampati in cd), errore della casa discografica, altro testo e musica "il più probabile" (come nel caso dei ripescaggi dei brani noti con altri testi ignoti fino ad oggi di "canzoni segrete" uscito nell'aprile scorso) o complotto dei discografici disonesti ai danni di Mia Martini? Altro dubbio ne ho su un altro brano inedito, uscito per conto della stessa casa discografica, "col tempo imparerò" che all'inizio si doveva intitolare soltanto "Col tempo" (come la più nota canzone portata al successo da Dalida), qui come autori vengono citati A. De Sanctis (quello di "Padre davvero") e A.Cheli, e la canzone viene datata 1989, (epoca Fonit) ma, l'ascoltatore attento che conosce bene le varie "epoche" vocali di Mia Martini, si accorge già, dal primo ascolto della sua voce, che questa canzone è più recente, intorno al 1993 ed è troppo autobiografica per essere attribuita ad un "estraneo" - la storia di una donna che guardandosi allo specchio parla con se stessa e rimurgina sul suo passato.....- A riprova di questo nel testo è inserita una frase che una sua amica le scrisse in una lettera "...Adesso che il momento si fa brutto perché tempo non ce n'è..." (anche se la frase esatta fu "Adesso che il momento si fa brutto perché tempo non ne ho più..." ) proprio nell'estate del 1993 quando si incontrarono per l'ultima volta, lettera che soltanto Mimì poteva leggere..... Coincidenza anche questa, come nel caso di "padre davvero", Fatalità?
In anteprima un pezzo di uno dei testi inediti de "La vita Racconta"
La mia vita racconta la nostra ordinaria follia, gli sbagli che bruciano sono esperienze che cambiano.... C'è chi ha vinto insieme a me, c'è chi ha perso insieme a me, ma non serve a niente ripensarci su quello che è successo non ritorna più (...)