Il nuvolo
innamorato
(favola bastarda)
C'era una volta un nuvolo, che volava solitario nel cielo senza mai una nuvola
accanto, perchè era un nuvolo dai gusti molto difficili. Un giorno però vide
passare sotto di sè una bellissima donna vestita di bianco, e vide i suoi
lunghi capelli sciolti, che ondeggiavano liberi nel vento. Avevano il colore
dorato dei raggi del sole. Il nuvolo se ne innamorò subito, così quando la vide
entrare in un grande edificio, subito si fermò lì fuori ad aspettarla.
Aspettò per molte e molte ore, sospeso nel cielo, ma non vide mai la donna
uscire. Verso sera però la vide rientrare. E vide che insieme a lei c'era un
uomo. Come aveva potuto perderla di vista così? Eppure era rimasto lì senza mai
muoversi, sfidando i venti che volevano trascinarlo via, e non si era mai fatto
distrarre da nulla! Non dal turbinio delle foglie nel vento, non dal volo
veloce degli uccelli, non dalle altre nuvole che lo chiamavano per chiedergli
di unirsi a loro. Eppure non l'aveva vista uscire. Così, rassegnato, si preparò
ad una lunga notte di attesa.
La notte passò, e infine il sole tornò a splendere sul nuvolo. La sua costanza
fu premiata. La sua amata, vestita di bianco, uscì dal portone dell'albergo con
passo leggero, accompagnata dall'uomo. Erano appena usciti, quando l'uomo alzò
la testa e guardò dritto verso di lui. Poi si avvicinò a lei con un grande
cappello circolare fatto di paglia giallastra, e glielo mise sulla testa. I due
si presero per mano e si allontanarono veloci dall'albergo.
Il nuvolo capì perchè, la volta precedente, non l'aveva vista uscire. Quel
brutto cappello, infatti, la nascondeva alla sua vista, e ora solo l'uomo
poteva vedere i suoi lunghi capelli biondi. Lo immaginò mentre scorreva la sue
dita tra quei fili d'oro caldi come il sole, e capì che lui l'aveva fatto apposta.
Allora prese a seguirli.
E mentre li seguiva, sospeso nel cielo, cercava inutilmente di sbirciare sotto
il grande cappello, ma non vedeva che qualche ciocca svolazzante, e solo per
pochi attimi. Nelle piccole pozzanghere a terra cercava di scorgere il riflesso
dei suoi capelli, ma non vi riusciva mai. Pensò che se le pozzanghere fossero
state più grosse, forse avrebbe potuto vederli di nuovo.
Il nuvolo, allora, cominciò a radunare la sua massa, continuando a seguire i
due mentre camminavano per le vie del paese. Condensò la sua massa e infine
piovve. Piovve su di loro. Per un pò pensò che avrebbe raggiunto il suo scopo,
poi vide l'uomo che, tirando per la mano la donna, la portava dentro un alto
edificio dove lui non avrebbe mai potuto vederla. Un attimo prima di passare
all'interno, l'uomo le tolse beffardamente il cappello dal capo, e lanciò un
ultimo sguardo di sfida verso il cielo... proprio verso di lui!
Il nuvolo giurò che non gliel'avrebbe data mai vinta. Aspettò fuori
dall'edificio finchè non li vide nuovamente. Ormai riconosceva benissimo quel
brutto cappello, che stavolta lui, sadicamente, le aveva fatto indossare ancora
prima di uscire. E riconobbe subito la testa dell'uomo, i suoi brutti capelli
marroni come il fango. Di nuovo seguì i due e subito piovve nuovamente su di
loro, per creare le pozzanghere che gli servivano, ma di nuovo l'uomo trascinò
velocemente lei in un altro edificio.
Il nuvolo li attese a molto lungo e quando poi uscirono li seguì, aspettando
che fossero lontani da qualunque edificio e poi piovve su di loro più forte che
potè. Di nuovo l'uomo prese lei per mano e la trascinò sotto un piccolo riparo
quadrato dove entrambi si fermarono. Grandi pozzanghere della sua preziosa
acqua presero ben presto a circondarli. Il nuvolo si guardò riflesso in esse e
continuò a piovere soddisfatto, aspettando che uscissero, ma all'improvviso il
volto dell'uomo si sporse fuori dal riparo guardandolo con aria di sfida. Cosa
aveva in mente?
Poco dopo il nuvolo vide un automobile bianca raggiungere i due. L'uomo uscì
dal riparo, aprì lo sportello del veicolo alla donna e la fece salire per
prima, per poter essere l'ultimo a vederlo. E infatti prima di salire alzò lo
sguardo dritto verso di lui e lo guardò con odio. Il nuvolo piovve ancora più forte,
con rabbia impotente, quando li vide allontanarsi a grande velocità. Era così
debole da non poterli seguire, ma non aveva importanza. Sapeva dove stavano
andando.
La mattina dopo quando i due uscirono nuovamente dall'albergo, lui era lì. Gli
splendidi capelli d'oro della sua amata erano coperti come al solito dal brutto
cappello. L'uomo guardò subito in su, cercandolo, ma lui era salito in alto nel
cielo, fino a sembrare solo un puntino lontano, lontano.
Il nuvolo li seguì per molti giorni ancora, in attesa del momento giusto, senza
farsi mai vedere. E infine li vide dirigersi in un luogo dove non c'era nessun
edificio ma solo qualche albero. Allora si abbassò di quota, condensò la sua
massa e piovve su di loro. Subito l'uomo prese la donna per mano e cercò
malvagiamente di trascinarla sotto un albero, che stava sulla cima della
collina, ma lei si liberò coraggiosamente della sua stretta e non volle
seguirlo.
Allora il nuvolo condensò ancora la sua massa, ma stavolta più velocemente. E
sfregò le sue gocce del suo corpo finche non sentì il potere crescere in lui. Infine
prese bene la mira, scorgendo la brutta faccia dell'uomo tra le fronde
dell'albero, e poi... COLPI'!!!
E subito vide la donna liberarsi di quel brutto cappello di paglia, che cadde a
terra dimenticato. Vide finalmente i suoi splendidi capelli d'oro che
ondeggiavano liberi nel vento, mentre lei correva veloce in cima alla collina
verso l'albero in fiamme, di certo per avvicinarsi il più possibile a lui.
E capì che non si sarebbero mai più lasciati, perchè lui l'avrebbe seguita
ovunque.
E avrebbe colpito chiunque avesse posato la mano sui suoi splendidi capelli
d'oro.
E vissero per sempre felici e contenti!
LA MORALE:
Il nuvolo fraintende completamente il comportamento galante dell'uomo, e persino
l'angosciosa corsa finale della donna. Vede nel primo solo un crudele rivale, e
nell'altra una principessa da liberare, perchè guarda le cose solo dal suo
punto di vista, troppo alto e distante. Così ridisegna la realtà e scrive una
favola dove ci sono solo un uomo e una donna che cercano di sfuggire dalla
pioggia. Il finale è amaro, adatto forse solo ad un pubblico adulto, che sappia
scorgerene la sottile crudeltà: La donna sarà perseguitata a vita da una nuvola
assassina, che ucciderà per amore qualunque uomo che vedrà avvicinarsi alla sua
amata... O se preferite, beh... diciamo che la morale è: mai ripararsi sotto un
albero, durante un temporale. Proprio una favola bastarda, eh? ;)