L’Assassino
Al buio
del suo studio, seduto sulla sua amata
poltrona in pelle Louis guarda la città attraverso l’enorme vetrata che lo separa dal mondo…
Ha appena finito di lavorare
e non ha voglia di tornare a
casa da sua moglie, un peso, un’enorme peso grava sulla sua coscienza…
La porta si apre, e una voce
rompe il silenzio quasi
spettrale, in cui era immersa la stanza, “Oh buonasera Signore… Non pensavo
fosse qui” la voce calda e sensuosa della segretaria lo fa sobbalzare e
ritornare alla realtà “Ah è lei Marta, mi ha spaventato”.
Marta lo guarda con occhi languidi e gli sorride “Mi dia del tu Louis”
portandosi così alle spalle di lui “Volevo solo assicurarmi che non ci fosse
nessuno, stavo per andare via”
posandogli le mani sulle spalle
inizia a massaggiarlo “Sei molto teso”
dice con voce calda… “Si ma non
preoccuparti per me, ora vado via”…
Marta china il capo all’altezza della sua nuca e bisbigliandogli ad un orecchio
con voce calma e suadente “Conosco il
rimedio per far sciogliere tutta la tua tensione”passa ora dinnanzi a lui
accarezzandogli la mano destra sulle sue
spalle, gli si siede in braccio e
gli allenta la cravatta “Marta io… io… sono sposato”; Lei non ascoltando
le parole del suo capo gli sbottona la
camicia e si china a baciargli il petto
poi si alza e portandosi di fronte a
lui e divaricando le gambe alza la sua già piccola gonna nera, facendo notare
a Louis la mancanza di intimo.
Lui, non resistendole posa lentamente le mani sui glutei della donna e con
un ghigno che gli deturpa per un attimo
il volto si avvicina con le labbra a
quel candido ventre, ed inizia a baciarla mentre le mani scendono verso il
pube, poi iniziando a desiderarla
sempre più, scosta una mano dal
corpo della donna, la porta sui suoi pantaloni e velocemente li
sbottona, alzandosi fa forza con la mano sinistra dietro la schiena della
donna spingendola verso di se, con la
destra si abbassa l’intimo nero e poi
con un movimento di bacino
l’avvicina sempre più alla scrivania… le divarica le gambe, poggia una mano sulla sua nuca e la penetra in un sol colpo. Lei inizia a muoversi sotto le carezze non più dolci
dell’uomo… Louis poggia la ragazza sulla scrivania…. I suoi movimenti, ora più veloci, fanno gemere la donna “Sei fantastico
Louis” con voce rotta…
Marta è quasi all’apice del piacere quando qualcosa le provoca un immenso
dolore all’addome, guarda Louis ridere e chinando poi il capo verso il basso
nota un fiotto di sangue sgorgar dal suo addome… cerca di gridare, ma l’uomo
ancor più eccitato dalla vista del sangue, le taglia la gola con lo stesso
coltello per farla tacere…
Ora è sporco di sangue anche lui, la sua fronte imperlata dal sudore riflette
le piccole luci della città “Sono quelle come te che mi hanno mandato in
rovina!” dice con voce roca.
Stende il cadavere sulla scrivania e lo penetra con violenza ancora una volta,
le accarezza il seno sporco di sangue e le lecca i capezzoli.
Louis emette rantoli di piacere e le accarezza il volto, i suoi movimenti
frenetici fanno tremare i piccoli oggetti sulla scrivania; raggiunto l’apice del piacere, si stacca da
quel corpo senza vita e lo guarda soddisfatto…
Marta non sapeva che Louis era l’assassino di
prostitute che terrorizzava la città da mesi.