La dark room

 

Sono appena entrata nella stanza. Mi guardo intorno ma non riesco a vedere nessuno. È buio. Ma so che ci sono delle persone, anche se non riesco a vederle. Non so bene come comportarmi, è tutto così strano. E nuovo. Forse dovrei farmi notare ma sento che mi stanno studiando. Forse mi faranno un cenno loro. Aspetto.

 

“Ciao, chi sei?” Sorrido, anche se non so a chi.

“Mi chiamo Lilith.”

“Sei nuova, non ti abbiamo mai vista prima.”

 

Mi parlano tutti insieme. Faccio fatica a seguire tutti. Non so da che parte vengano le voci. Non riesco ad abituarmi all’oscurità. E non vedo nessuno. Ma li sento intorno a me. Sono curiosi. Si avvicinano e mi sfiorano appena. È tutto così strano. E intrigante. Loro si muovono sicuri intorno a me, si avvicinano e mi studiano. Attentamente. Io invece non riesco ad abituarmi. Non riesco a vedere i loro volti, non so chi siano. Poi tra tutte una voce. La tua. Ti accorgi che non mi sento a mio agio, e sei gentile con me. Ti avvicini piano e io sento che mi stai sorridendo. Un sorriso dolce. Mi prendi per mano e ci allontaniamo un po’, per stare più tranquilli e poter parlare, per conoscerci meglio, dici. Le ragazze nella stanza protestano indispettite. Io sono lusingata, non posso farne a meno. Ho capito che tu sei quello che tutte corteggiano. E tu invece ti sei avvicinato a me. Ora forse dovrei fare un po’ la sostenuta, dovrei forse giocare con te, dire e non dire, stuzzicarti. Ma in realtà non ho voglia di schermaglie. E sorrido al tuo sorriso e piano piano mi rilasso e mi lascio guidare da te. E poi ora il buio mi protegge. Caldo e avvolgente. Continui a tenermi per mano, non mi lasci mai mentre parliamo. Hai il bisogno di rassicurarmi, di farmi sentire che non mi farai del male. Ma io questo già lo so. Adesso sei tu quello che sembra a disagio. Non riesci bene a capire. No, non sei a disagio, io ti intrigo, lo sento, sei molto sorpreso, ecco. Ogni mia risposta alle tue domande sembra stupirti. E più tu sei disorientato, più ti avvicini a me incuriosito, mentre io gioco a lasciarmi indovinare da te. A un certo punto mi dici che sembro un antro oscuro, da esplorare con cautela. Io sorrido e penso che in realtà tu sei affascinato da tutto il contesto, dalla novità e che normalmente, nella vita di tutti i giorni, non mi noteresti nemmeno. Te lo dico anche, mentre sono sempre più consapevole della mia mano tra le tue, della tua mano che ora lascia la mia per accarezzarmi il viso. Siamo così vicini. Riesco a vederti finalmente. Mi guardi come se fossi bellissima. E scopri che ho gli occhi grandi, da bambina dici. E i capelli lunghi. E io non posso fare a meno di sorriderti, perché davvero sono bella come tu mi vedi. Mi acciambello vicino a te, sono tra le tue braccia. Non parliamo più. Mi tieni vicino a te, mentre accarezzo il tuo viso e ti guardo. E desidero le tue mani su di me, dappertutto. Tu invece hai voglia di scoprirmi, non hai fretta. E a ogni carezza c’è un mio sospiro. Ci guardiamo e ridiamo piano, complici e felici di quanto di bello ci sta succedendo, e la tensione va via. Guido le tue mani sotto la mia maglietta. Sono calde sul mio seno. Finalmente conosco l’odore della tua pelle, sai così di buono, mentre tu impari le curve del mio corpo accarezzandomi. Ora anche tu hai fretta di me. Oh amore si, così, non smettere...

Ancora abbracciati, apri gli occhi e mi guardi, mi accarezzi il viso, come per sincerarti che io sia vera e mi sorridi, mentre felice mi dici che hai fatto l’amore con me. Io chiudo gli occhi mentre mi stringo a te e respiro il tuo profumo, felice di averti trovato.