Un sogno con ..............

 

La stanchezza  un bello scherzo mi giocò

Una così gozzovigliata cena più non farò

L'abbraccio di morfeo,      m'addormentò

Errante nel buio un lampo         m'accecò

Quel sogno d'agitata notte,        ricorderò

In un bosco fiorito, una Lei....m'incontrò

Il sorriso furbetto di "Moana"  m'incantò

E in un morbido abbraccio         mi serrò

Con abile mossa di Judo            m'atterrò

Sul morbido tappeto verde        m'adagiò

Da maestose labbra un bacio     schioccò

Con morbida sgrinfia mi         s'appoggiò

E la ZIPP con decisione               strappò

Nella rigonfia conchiglia        s'intrufolò

Di ardite e lascive coccole mi      deliziò

S'erse veloce il Turgido,               Lievitò

Con andamento lento Lei         lo sgrollò

Qualche ribelle ricciolo            si strappò

Le oblunghe ricolme sferiche,          agitò

Un fulgido fremito in mè          si scatenò

Le cateratte dell'inconscio              liberò

Bianca lava in eruzione  eruzione sgorgò

Il nerbuto essere, poi  lento      s'accasciò

Con lesta mossa, la  "foglia "Lei  abbassò

Na mia lumata in  Cine/Scope,     esplorò

I serici  riccioli contornanti        un "oblò"

Il pistillo di quel caldo "fiore"  mi sfiorò

Il roseo e turgido labello              s'allargò

Al cùi tatto"l'ornitologico implume" s'alzò

A cavalcioni rapida,           abile mi cavalcò

Precipitevolissimevolmente,    "lui"scivolò

Come piombo nell'acqua,    plop s'affondò

Con le piccole-grandi labbra,      lo ingoiò

Con sfrigolìo marcato alquanto   s'umettò

Il ritmo battente e frenetico        aumentò

Con cento battute al minuto       m'incalzò

L'ormeggio del Wonderbrà Lei    sganciò

La centrale del latte al petto le      spuntò

Le mia mano ad  esplorare,    l'accarezzò

La  consistenza,    al tatto           assaggiò

A  portata  del mio labbro,        s'abbassò

Con ingordigia infinita lui           succhiò

Il settimo cielo , all'apice               arrivò

Con vivace gridolino Lei         sottolineò

Giacendo   poi  spossata ,         s'appisolò

Ghermir così "la ricamata foglia" si chinò

A novanta gradi,  così  le  reni Lei   arcuò

Un bel "nido"   alla mia vista si     delineò

Imput all'hardwer sgommando s'impennò

S'alzo il "volatile",    per il "nido" decollò

Al chè ?!?    molto sorpresa,      trasecolò

Ma  l'andamento  lento,     poi assecondò

Sopito l'ardore infinito,      tutto si calmò

  Ma un orologio furente, dispettoso trillò

Il sogno nel baratro buio, puff, Precipitò

Perchè la via "dell'umida"         non trovò

Ma solo un morbido cuscino       si disfò

Chissà se a qualcuno lo          racconterò.