Passione
10 marzo 1998
“Caro diario,
e ancora qui mi trovo a scrivere quello che Andrea ha portato nella mia
vita e che durerà per sempre. Certo cosa può saperne una ragazzina di quindici
anni dell’Amore,penserai. Ma poi,tu puoi pensare? Che sciocca sono. O forse
sono solo innamorata. Si,direi di si.”
26 novembre 2000
“E’ finita. No,non può essere,non cosi,no..”
Chiuse freneticamente quella pagina profumata di mughetto,e lanciò il
diario nel cassetto. Solo cinque anni passati da quel primo amore. Ma il modo
in cui gettò quel diario mostrò la sua inquietudine.
Guardò l’orologio,le nove meno dieci.
Sentì freddo. Era nuda.
Si sedette sul letto.
Aprì il cassettone dell’armadio e scelse quel completo. Nero,come
piaceva a lei. Infilò il perizoma che scivolava dolcemente sulla pelle
ammorbidita dal bagnoschiuma. Lo stesso fece con il reggiseno che le coprì il
seno ancora infreddolito. Un paio di nere collant coprirono le sue gambe
toniche e non troppo lunghe, che a loro volta vennero coperte da un pezzo di
stoffa molto corto,di un viola cupo e deciso. Piccoli graffi di nero su quella
gonna,le piaceva molto vedersela addosso. Una maglia aderente nera e un paio di
stivali sopra al ginocchio per finire il tutto. Mise in borsa le chiavi e il
portafoglio di fretta quando sentì un doppio suono di clacson.
Un sorriso,un bacio e di corsa al locale con lui. Lui non era Andrea.
Era Luca.
Arrivarono un po’ in ritardo e si sedettero al tavolo con gli amici.
Ordinarono una birra e brindarono tutti assieme alla felice serata.
Erano ormai le tre,ed erano tutti stanchi. Lei si alzò,sussurrò qualche
parola al suo uomo e si diresse alla toilette. Camminando con passo lento
attraversò la pista da ballo e le parve di vederlo, lui, Andrea. Scosse la
testa,forse erano le birre..
Entrò nell’anticamera del bagno la quale presentava una sola porta.
Posò la mano sulla maniglia di questa per potersi liberare delle birre
in eccesso, quando sentì la sua voce. Si voltò e lui era li.Andrea,con quegli
occhi penetranti che lei mai aveva scordato. Le si avvicinò ed entrò con lei in
quel piccolo spazio. Lui chiuse la porta a chiave e quando si girò verso di lei
vide quello sguardo di chi non capisce ma non può e non riesce a ribellarsi.
“Ancora tu..”
“Fa silenzio”sussurrò dolcemente al suo orecchio e facendo un giro la
spinse delicatamente sulla porta.
“Cosa vuoi?Luca mi aspetta,è di la,ormai sono cinque anni che non
parliamo io e te..”
Ancora non aveva finito di pronunciare queste parole che le loro bocche
si toccarono e i loro sguardi si incrociarono. Il gusto amaro di una birra
rossa e quello più dolce di una bionda divennero una cosa sola. Il calore dei
respiri che si spegneva in quei secondi fugaci. La mano di Andrea scivolò sulla
sua coscia che stringeva sempre più. Lei lo allontanò e lo ritirasse a sé come
qualcuno che finge di non sapere ciò che vuole. Le calze scesero lungo le gambe
di lei come sotto ad un ordine,la cintura di lui si allentò ogni secondo di
più. Bastarono pochi secondi, e già si amarono in quel piccolo spazio,chiusi
fra quelle quattro mura cosi vicine tra loro. Minuti intensi, minuti di baci
appassionati,rubati, di sguardi sensuali,di gesti e gridolini lascivi.Lei
ansimò,lui le chiuse la bocca con la sua. Giunsero assieme al piacere. Un
ultimo sguardo,per capire. Lei sentì un brivido. Pensò a Luca. Ma ciò che vide,
furono solo mille e mille notti ancora di amore tra le braccia di chi, con
quello sguardo profondo l’aveva stupita. Di amore. E di passione.