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Il mostruoso ha suscitato nel corso dei secoli tantissima attenzione, ma anche scritti, discussioni, e ancor più, forse, ansie e timori. Eppure, ancora oggi continua ad attirare l'attenzione degli uomini negli ambiti più diversi. Ma perchè tanta attenzione?
Probabilmente perchè il mostro, per la sua stessa natura, è destinato a confonderci, a mettere in scena le differenze, ad evidenziare la devianza da ciò che è "norma", da ciò che non è "secondo natura". Il mostro si allontana da ciò che è socialmente e storicamente stabilito e ricoosciuto come "normale".
L'Oxford English Dictionary definisce il "mostro" come un animale oppure una pianta deforme, abnorme; una persona o una cosa di misura, forma o qualità straordinarie; e nelle storie, come una creatura immaginaria ed ibrida, per esempio metà uomo e metà animale; una persona che si caratterizza per qualità cattive e maligne.
Ma per comprenderne appieno il significato occorre risalire al significato etimologico di "mostro". Il termine deriva dal verbo latino monstrare, intendendo pertanto colui o ciò che si mostra. E storicamente i mostri si sono sempre esibiti in spazi pubblici, sono sempre stati caratterizzati da due significati di fondo: spettacolarità e misteriosità. Basti pensare anche al mondo della letteratura o del cinema dal racconto di Italo Calvino "Il museo dei mostri di cera" ai film "Freaks" di Tod Browning e "The Elephant Man" di David Lynch oppure a "Edward mani di forbice" di Edward Scissorhands fino ai mutanti di Alien o Dune oppure per arrivare al mondo vegetale a "La piccola bottega degli orrori" di Frank Oz.
Ma "mostro" ha assunto anche significato di evento miracoloso, di prodigio perché dimostra (monstrat) la volontà divina, ma "mostro" è anche segno o avvertimento (dal latino "moneo/monere" "mettere in guardia" "ammonire", ma anche "ammaestrare", "fornire un insegnamento". Ed è proprio per decodificare questo evidente messaggio di alterità, di difformità e per esorcizzarne la carica terrificante e trasgressiva di monito occulto che si è sempre cercato di analizzare, o per lo meno, di dare una spiegazione logica e razionale a questi fenomeni fuori dalla norma, a questi "errori" della natura.
Per tornare dopo questa premessa generale alla botanica possiamo dire che i "mostri" (le varianti mostruosa, crestata e variegata di un genere di piante) nella coltivazione delle succulente contano un gran numero di appassionati e di estimatori. Sono le forme particolari, sempre diverse le una dalle altre, ma sono anche le variegature ed i colori a destare grande interesse nei collezionisti. I collezionisti veri e propri sono sempre alla ricerca di nuovi esemplari che hanno subito una qualche mutazione e che diventano esemplari rari anche se, dobbiamo riconoscere, che le "mutazioni" non sono un fenomeno unico e raro e molti sono i fattori che possono portare ad esse.Talvolta si capita di vedere che una pianta crestata alcune parti crescano e siano "normali" e cioè che che nella stessa pianta convivano parti "diverse" con piante che "normali" che hanno cioè tutte le caratteristiche proprie della specie. Talvolta vediamo che piante variegate divengono con il passar del termpo "normali" oppure che i polloni laterali dalla pianta prodotti siano completamente "normali".
La teratologia comunque é la scienza che studia i casi di anomalie che si verificano nel mondo sia vegetale sia animale. Le piante, nel nostro caso, o meglio gli individui all’interno di una specie presentano aspetti morfologici più o meno "diversi" dalla forma consueta di quella specie. Nel mondo vegetale le cause di tali deformazioni risultano le più varie e per citarne alcune possiamo considerare le ragioni genetiche, i traumi fi sici subiti, gli attacchi di virus, gli attacchi di batteri, gli effetti delle micosi e le infestazioni degli afidi. A prescindere delle cause che hanno provocato la "mostruosità" il risultato dell’alterazione consiste sempre nella formazione di tessuti vegetali le cui cellule di costruzione, come in una forma tumorale, perdono, per qualcuna delle ragioni che abbiamo detto, le regole che ne guidano lo sviluppo usuale e cominciano a comporre una nuova struttura su base anomala e che poco ha a che vedere con talune caratteristiche che sono presenti nelle varie popolazioni della specie, o meglio, ha uno sviluppo diversificato rispetto al modello che possiamo definire “normale” cioè quello che segue strettamente le regole di accrescimento e sviluppo controllate dal DNA della pianta. Si tratta insomma di patologie vegetali, di solito non sono devastanti per la pianta, ma che al nostro occhio appaiono bizzarre e a volte perfino piacevoli per i colori e le forme inusuali per quel tipo di specie e che come abbiamo detto attirano un sempre maggior numero di appassionati.
Dei numerosi tipi di mutazioni o di crescita teratologica che troviamo nelle piante i più rilevanti per noi sono la fasciazione, la variegatura e la mostruosità.
Per quanto riguarda la fasciazione è un fenomeno "abbastanza ben definito e trasforma un fusto normalmente cilindrico in un cuneo, ventaglio o cresta, che può in seguito dar luogo a una massa di convoluzioni simili a quelle di un cervello. Il processo implica un cambiamento di simmetria, da radiale a bilaterale: il fusto non cresce più in lunghezza, bensì lateralmente su un unico piano" (Gordon Rowley, Teratopia, Cactus & Co.). Questa tipologia di piante viene definita come crestata.
Il secondo tipo di mutazioni è la variegatura che è causata dall'assenza totale o parziale di clorofilla. Le parti in cui la clorofilla è assente risulteranno gialle o bianche, oppure, se sono presenti altri pigmenti, nelle colorazioni che vanno dall'arancione, passando per il rosso fino al violaceo. "La variegatura è un fenomeno fondamentalmente diverso dalla fasciazione, che implica lo sviluppo parallelo di due diverse linee cellulari, una che produce normale clorofilla verde, l'altra che non la produce" (Gordon Rowley, Teratopia, Cactus & Co.).
Le piante composte da cellule geneticamente distinte e provenienti da due zigoti distinti vengono chiamate chimere, prendendo il nome dall'animale della mitologia greca con parti del corpo di animali diversi.
Le piante mostruose infine sono molto simili alle crestate, "ma presentano una perdita di simmetria ancora maggiore, e sono prive di un singolo apice lineare dominante" (G.R., op. cit.). Fra le mostruosità possiamo poi affiancare la torsione a spirale, quando le coste della pianta, normalmente diritte, si avvolgono a spirale; l'assenza o la significativa riduzione di spine; le escrescenze foliari; i fiori doppi; ecc..