La Casa delle Grasse 2012

Vai ai contenuti

Menu principale:

Il genere Astrophytum

Schede generi A - D


Astrophytum
etimologicamente, dal greco, significa pianta (phytòn) a forma di stella (astèr) è un genere di cactaceae, per l'aspetto che queste piante hanno se guardate dall'alto, provenienti dalle montagne calcaree e dalle colline della Sierra Madre Orientale, catena montuosa che attraversa il Messico orientale da nord a sud.
Gli Astrophytum hanno un fusto globuloso formato da quattro ad otto sezioni divise tra di loro da solchi più o meno evidenti. L'elemento che maggiormente caratterizza gli Astrophytum rispetto agli altri cactus è la presenza di numerosi puntini bianchi in rilievo, sparsi in misura più o meno rilevante, sul fusto di tutte le specie appartenenti a questo genere. Non è ben noto quale sia la funzione di questi puntini, anche se sembra che la funzione principale sia di tipo mimetico, per rendere più difficoltosa l'individuazione dei cactus negli ambienti rocciosi. Fra le altre funzioni ipotizzate vi è quella di proteggere la pianta dagli intensi raggi solari unitamente alla capacità di trattenere meglio l'umidità ambientale.
I fiori sono  gialli o giallo-rossi e si sviluppano dalle areole presenti alla sommità del fusto sviluppandosi in abbondanza per tutta la stagione di crescita vegetativa. I fiori sono ermafroditi, cioè presentano sia i caratteri maschili sia quelli femminili, ma sono autosterili e pertanto, per ottenere la produzione di semi, occorrono due piante non cloni fra loro.
Per quanto riguarda la coltivazione gli Astrophytum necessitano di un terriccio molto poroso. Va benissimo il terriccio normale da cactus da noi indicato composto inparti uguali da buon terriccio torboso, lapillo e pomice, con eventualmente una piccola aggiunta di calce agricola per rendere il terreno meno acido e più simile a quello delle motagne calcaree dei luoghi d'origine. Tuttavia, se per le annaffiature si utilizza la normale acqua potabile, in breve il terriccio avrà acquisito il giusto Ph senza ricorrere all'uso di calce.
Le annaffiature dovranno essere regolari avendo molta cura che non si formino residui di acqua, la terra dovrà essere ben asciutta tra una annaffiatura e l'altra perché questo genere di piante, e soprattutto gli Astrophytum asterias sono molto sensibili al marciume.
L'esposizione degli Astrophytum deve essere quella di pieno sole con la sola eccezione, anche in questo caso, di Astrophytum asterias che richiede un'ombra leggera.
Durante il periodo di riposo invernale le annaffiature dovranno essere sospese del tutto e la pianta non dovrà essere esposta a una temperatura inferiore ai 5°C.
I rinvasi, considerata la lentezza della crescita, possono essere eseguiti anche ogni tre o quattro anni, mentre la riproduzione che avviene prevalentemente per seme è abbastanza facile. I semi sono grossi e germinano in breve tempo (3-5 giorni) se mantenuti ad elevatissima umidità ad una temperatura superiore ai 20° C. Occorre evidenziare che anche se il seme è grosso dovrà essere semplicemente adagiato, senza pressarlo, sul letto di semina di materiale inerte avendo cura di non ricoprirlo con il terriccio. Una precauzione  per evitare marciumi può essere quella di togliere, una volta che la piccola pianta è nata i resti del seme dal terriccio. Durante il periodo di riposo invernale per i semenzali di un anno sarà opportuno, per evitare un eccessivo avvizzimento, annaffiare anche una sola volta, avendo cura che la temperatura sia però intorno ai 10° C.
Un'altra modalità di riproduzione degli Astrophytum, soprattutto per le numerose cultivar ed ibridi, è quella dell'innesto che ne accelera la crescita e, già dopo due anni, le piante possono essere rimosse dal portainnesto e fatte radicare agevolmente. Altra interessante caratteristica del genere è quella della facilità con cui si attengono ibridi che presentano forme assolutamente interessanti ed accattivanti. In particolare, thailandesi e giapponesi, si sono applicati nell'ibridazione ottenendo varietà particolarmente attraenti.


Famiglia: Cactaceae

Genere:   Astrophytum



Specie:

Astrophytum asterias (Zucc.) Lem.


Astrophytum capricorne (A. Dietrich) Britton & Rose

Astrophytum myriostigma Lem.


Astrophytum ornatum (De Candolle) Weber ex Britt. Rose


Astrophytum caput-medusae (Velazco & Nevárez) D. Hunt

(non da tutti ricosciuto come parte del genere)

Astrophytum ibrido
Astrophytum asterias kikko
Astrophytum asterias ibrido
Astrophytum myriostigma Lem.
Astrophytum ibrido
Astrophytum caput-medusae (Velazco & Nevárez) D. Hunt - fiore
Astrophytum myriostigma Lem.
Astrophytum ornatum (DC.) Weber
Astrophytum myriostigma Lem.
Astrophytum ibrido
Astrophytum asterias cv. red


Ora tentiamo di dare una breve indicazione su alcuni dei numerosi ibridi ottenuti da produttori giapponesi, thailandesi e cinesi. Innanzitutto chiariamo che, in questo caso, il significato di ibrido si riferisce ad incroci tra cultivar o varietà botaniche all'interno di una medesima specie. Gli ibridi sono quindi comunemente prodotti e selezionati artificialmente perché hanno caratteristiche desiderabili e non presenti o limitatamente presenti nella piante d'origine.
Fare una classificazione degli ibridi è molto difficile per le difficoltà con le lingue degli ibridatori, per l'assenza di testi specifici e per la rapidità con la quale compaiono nuove cultivar.
Sul mercato inoltre troviamo in vendita piante dai nomi sbagliati ed e_bay, dove i prezzi raggiungono quotazioni interessanti, non fa certamente eccezione. Tentiamo, senza alcuna pretesa di completezza e di verità assoluta, di fare una sintesi per chi entra per la prima volta nel mondo degli ibridi di Astrophytum. Sono graditi commenti e critiche.

Super Kabuto - La nascita di questa varietà è avvolta nel mistero. La versione più accreditata sembra essere quella raccontata da Tony Sato. Si racconta che Masaomi Takeo trovò questa varietà in pessime condizioni in un vivaio statunitense nel lontano 1981.  La pianta che era caratterizzata da grossi punti bianchi insoliti in un asterias sembra quindi essere una mutazione naturale di un seme. Nel sito di Neko Ya possiamo vedere la foto di quello che dovrebbe essere il primo Super Kabuto che letteralmente significa "Super Asterias". Questa cultivar è quindi l'incrocio tra questa prima pianta ed il comune asterias. E' per questo che assistiamo una grande variabilità di carattestiche. E' una cultivar che dà buoni risultati se riprodotta per seme anche se solamente un terzo avranno le caratteristiche tipiche del Super Kabuto mentre la parte restante avrà caratteristiche intermedie.

All'interno di questa tipologia troviamo anche:

  • V-type (V-pattern) dal caratteristico disegno a forma di V dei punti bianchi che sono anche più grossi e pelosi di quelli che normalmente troviamo sulla superficie dell'asterias e che sono allineati a livello delle areole,

  • Snow type è una cultivar caratterizzata dall'epidermide della pianta quasi completamente ricoperta dai punti bianchi tanto che è difficile vedere dei tratti verdi scoperti. La pianta è simile ad una palla di neve;

  • Star type è una cultivar simile al Super Kabuto, ma caratterizzata dalla forma a stella della pianta;

  • Zebra type è una cultivar simile al V-pattern. L'allineamento dei punti bianchi è meno simile a quello di una V, ma più simile a quello di strisce. I thailandesi danno a questa cultivar il nome di Tyger.


Sakata Kabuto - E' una cultivar di asterias caratterizzata da 6 coste in luogo delle otto che normalmente ha l'asterias. Per quanto riguarda l'aspetto il livello di puntinatura bianca è intermedio tra la specie tipo ed il Super Kabuto. Il nome deriva da quello di una famiglia giapponese.

Mirakuru Kabutu - anche questa cultivar ha origine misteriose. Sembra scoperta nel 1980 in un vivaio degli Stati Uniti da Masaomi Takeo. Tuttavia non si comprendono molto bene le differenze con Super Kabuto e per la difficoltà di riproduzione la pianta sembra scomparsa. La foto originale la possiamo trovare sul sito di Neko Ya.

Hanazono - è una cultivar caratterizzata da una puntinatura ancora più rilevante rispetto a Super Kabuto e con un maggior numero di areole pelose. I fiori hanno la caratteristica di spuntare fra queste areole supplementari. Il nome significa "campo di fiori", ma è anche il nome di una famiglia giapponese.

Kikkô - traslitterazione del termine giapponese "kitsukow" che letteralmente significa "come il guscio di tartaruga". Queste cultivar che possono essere molto diverse fra loro sono caratterizzate da disegni più o meno esagonali visti dall'alto. Sono sul mercato cultivar kikko sia di Astrophytum asterias sia di Astrophytum myryostigma. E' una cultivar che dà buoni risultati se riprodotta per seme.

Koh-yo (koo-yo oppure kôyo) - è una parola giapponese che significa corpo della pianta giallo o rosso in autunno. I colori della pianta variano e sono presenti sfumature che vanno dal rosso scruro quasi marroni fino al giallo dovute all'assenza di clorofilla. Questa cultivar non deve essere confusa con le cultivar variegate in quanto il cambiamento di colorazione è maggiormente visibile nei periodi di riposo vegetativo mentre per le varietà variegate la colorazione non cambia con il mutare delle stagioni.

Fukuryû - Si tratta di varie cultivar che prendono il nome dai termini giapponesi "fukû" che significa "fortuna" e "ryu" che significa "drago" e quindi letteralmente "drago che porta fortuna". Sono piante caratterizzate da coste irregolari e supplementari che però si sviluppano dal lato delle costole stesse.E ' una varietà che possiamo incontrare sia nelle fome nude sia con molti o pochi pintini bianchi.

Hakuun - Si tratta di una cultivar di A. myriostigma che significa dallle macchie bianche ed il cui significato deriva dal termine giapponese "haku" che significa "bianco".

Hakujo - Si tratta di una cultivar di A. myriostigma il cui nome deriva dalle parole giapponesi "haku" che significa "bianca" e "jo" che significa "striscia".

Onzuka - Questo è il nome di una famiglia giapponese in quanto sembra che Tsutomu Onzuka ottene questo ibrido da una lunga serie di incroci di myriostigma. Nel sito di Neko Ya possiamo vedere la foto originale. E' una cultivar che dà buoni risultati se riprodotta per seme.

Capas - Si tratta di un incrocio tra A. asterias e A. capricornis.

Ooibo - Si tratta di varie cultivar che prendono il mume dai termini giapponesi "oo" che significa "larga" e "ibo" che significa "areola". Sono cultivar dall'aspetto molto simile all'Astrophytum asterias v. nudum, ma che presentano dalle areole molto più grosse e lanose. Talvolta se la pianta è completamente priva dei punti bianchi può essere indicata come Ooibo Ruri Kabuto.

Showa oppure Syowa - Questa cultivar è caratterizzata dal fiore con petali dai lembi frastagliati.

Akabana - Cultivar di A. asterias a fiori rossi. Infatti il nome deriva dai termini giapponesi "akai" che significa "rosso" e "bana" che significa fiore.

Lotusland - Si tratta di una cultivar di myriostigma dalla forma mostruosa con ogni areola che si trova alla fine di una protuberanza. Le costole sono difficili da distinguere. Nonostante le fioriture rare, l'impianto rimane sterile, la propagazione vegetativa è necessaria.

Ruri Kabuto - Si tratta di un asterias nudo.

Huboki - Si tratta di una forma di myriostigma particolarmente prolifica che tende cioè a proliferare con un gran numero di teste di colore verde con puntini bianchi raggruppati o allineati orizzontalmente. Da non confondersi con Hakuun.

eXTReMe Tracker
Cerca
Fioriweb.it fiori online tramite la rete Fioriweb.it spedizioni floreali
Support WWF
Torna ai contenuti | Torna al menu