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E' una specie originaria degli altopiani (anche fino a 2000 mt. di altitudine) degli stati del Messico nordorientali e centrali, solitaria, di forma globosa, più raramente cilindrica. Ha in genere 4-
Si conoscono alcune varietà: Astrophytum myriostigma f. nudum
In coltivazione è una pianta abbastanza diffusa che predilige terreni molto ben drenati, prevalentemente minerali e poveri di humus. Le radici fibrose e sottili soffrono se l'umidità ristagna e, quindi, le annaffiature vanno effettuate solo quando il terriccio è ben asciutto. Essendo una specie che vive in alta quota durante l'inverno, se ben asciutta, può sopportare temperature prossime allo zero, a condizione però che l'umidità ambientale sia bassa.
Le piante vanno coltivate in luogo soleggiato, o semiombreggiato, riparandole piante le ore più calde del giorno nelle zone con estati molto calde. Il substrato di cultura sarà quallo tipo per le cactaceae , ben drenato e minerale. Se ciò è unito ad una buona ventilazione dovrebbe essere scongiurato l'attacco di afidi, acari e cocciniglia, cui le piante possono andare soggette. Per prevenire gli attacchi di cocciniglia è preferibile diluire nell'acqua dell'ultima annaffiatura un buon insetticida sistemico. Le annaffiature durante il periodo vegetativo (da marzo ad ottobre, a seconda della stagione) devono essere abbondanti, bagnando bene il substrato di cultura, ma lasciando asciugare completamente tra una annaffiatura e l'altra.
La moltiplicazione avviene agevolmente da seme, che sono abbastanza grandi, dalla caratteristica forma di elemtto e di colore brunonerastro. I semi vanno posti a germinare, in assenza di germinatoio, in primavera ad una temperatura di ca. 20-
Sinonimi: Astrophytum coahuilense, Astrophytum columnare, Astrophytum myriostigma var. columnaris, Astrophytum myriostigma var. multicostatus, Astrophytum myriostigma var. potosinum, Astrophytum myriostigma var. viescaensis, Astrophytum nuda, Astrophytum prismaticum, Astrophytum tulense, Echinocactus myriostigma
Nome comune: Berretta del vescovo
Nome comune anglosassone: Bishop's Miter, Bishop's Cap
Specie inclusa nell'Appendice II di Cites.
