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Gli Ariocarpus sono un genere di cactaceae provenienti da vaste aree del Messico centro-
ambientale in quanto la variazione delle precipitazioni nevose ed i lunghi periodi di siccità stanno duramente compromettendo le riserve idriche di un'area soggetta ad agricoltura e pascolo eccessivi tanto che il principale fiume, il Rio Grande, stenta a raggiungere il mare. (A lato due immagini degli areali tipici di A. di Amante Darmanin riprese rispettivamente nei pressi di Marte nello stato messicano di Coahuila e nei pressi di Las Tablas nello stato di San Luis Potosi.
Gli Ariocarpus sono piante di bassa statura caratterizzate però da una grossa radice a fittone che contiene, in piccole quantità, diversi alcaloidi (ordenina e N-
Le popolazioni indigene usano la pianta sia per provocare allucinazioni sia come fitoterapici per attacchi febbrili e di malaria.
La coltivazione degli Ariocarpus è considerata difficile, tuttavia se si seguono alcune semplici indicazioni può essere di grande soddisfazione anche perché queste piante ci regalano una fioritura da settembre fino a tutto novembre quando ormai gli altri cactus hanno interrotto la produzione di fiori.
Il terriccio sul quale coltivare gli Ariocarpus deve essere molto povero di humus e con Ph preferibilmente neutro. E' consigliabile utilizzare un miscuglio di terreno argilloso mettendo Akadama (un'argilla di origine vulcanica raccolta alla profondità di 3 metri dal sottosuolo di foreste di Cryptomerie in Giappone) terriccio torboso fine in modesta quantità e pomice di granulometria fine in abbondanza. Occorre fare attenzione a che la pomice siano privi di spigoli vivi che potrebbero ferire la radice fittonante della pianta e portarla alla morte ed è per questa ragione che taluni sconsigliano di usare lapillo vulcanico. Ora stiamo sperimentando un nuovo terriccio di semina in linea con le indicazioni di Andrea Cattabriga elaborate dopo la visita dei terreni di origine degli Ariocarpus in Messico. Le piante infatti nascono in zone, di origine geologica recente, in cui il terreno presenta forti depositi carbonatici, ossia di calcare. Le rocce superficiali sono frammentate dalle degradazioni meteoriche e sono ridotte ad ammassi ghiaiosi grossolani che però non si degradano molto oltre tale fase. I terreni sono assai ciottolosi e presentano infiltrazioni di argille sabbiose.
Nelle aree in cui vi sono foreste invece, il terreno è più ricco di sostanza organica, è più argilloso mentre diminuisce la componente di ciottoli. Inoltre i terreni in cui si trovavano foreste sono stati oggetto di una fortissima erosione. La pioggia torrenziale non penetra profondamente in questi terreni, per cui asporta i minerali e li deposita sostanze umifere in uno strato a pochi centimetri dalla superficie del suolo. In questi terreni si formano delle vere e proprie lastre calcaree molto dure. Quel materiale è stato poi individuato, al ritorno in Italia, da Cattabriga anche su affioramenti appenninici del quaternario, rocce friabili calcaree della stessa identica natura di quelle messicane. Il materiale è la marna scagliosa, un “antico fango marino” (argilla) consolidato da percentuali variabili di calcare. La marna, una roccia friabile di colore grigio altamente intaccata dall'erosione, si trova in forte stato di frantumazione in svariate zone di tutta la dorsale appenninica. Nelle foto piccole in basso a destra potete vedere un esempio di marna del nostro appennino in cui è evidente il forte livello di frantumazione ed a fianco una pianta di Ariocarpus nell'abitat di origine in Messico.
Per quanto riguarda l'esposizione gli Ariocarpus necessitano di sole pieno e, quando le temperature sono sufficientemente alte devono essere abbondantemente annaffiati preferibilmente per immersione avendo cura di farle, se bagnate, asciugare completamente in una giornata e, almeno un paio di volte all'anno annaffiare con un buon fungicida per evitare marciumi. Ricordiamo che tanto più frequentemente si innaffierà, tanto maggiore sarà la crescita, ma di conseguenza aumenteremo i pericoli per la pianta. In inverno le piante poi dovranno rimanere completamente asciutte e ad una temperatura di 5-
Un'altra accortezza che usiamo è quella di porre, nella parte vicina al colletto, del materiale inerte quale ad esempio un mix di pomice e lapillo di granulometria 3 mm. oppure ghiaino quarzifero. Tale accorgimento consente di evitare il ristagno a livello del colletto che nelle succulente è sempre una zona particolarmente sensibile.
Particolare attenzione deve poi essere posta sul rinvaso. Come abbiamo detto nell'apposita sezione, la terracotta evita maggiormente il ristagno consentendo un'asciugatura più rapida del substrato di cultura, dall'altro lato tuttavia, a causa del richiamo laterale di acqua, le radici sottili delle piante tenderanno a concentrarsi sulla parete del vaso portando alla conseguenza che la terra del vaso sarà mal utilizzata provocando anche un maggior stress idrico alla pianta. Inoltre le pareti estrene vedranno una maggior concentrazione di sali mineralki che tendono ad accumularsi in tali punti e ciò può far soffrire la pianta. E' per queste ragioni che noi preferiamo, per coltivare Ariocarpus, optare per i vasi in plastica che dovranno essere molto profondi per favorire lo sviluppo della radice napiforme e di una misura tale da permettere alla pianta di rimanervi per molti anni senza ricorrere a frequenti rinvasi che non sono particolarmente apprezzati da questo genere di piante.



Nel rinvaso è inoltre importante evitare di lesionare il fittone centrale lasciando la pianta una volta tolta dal pane di terra asciugare bene anche per un paio di settimane in posizione di ombra luminosa. Una volta trapiantata occorreà attendere almeno 10 giorni prima di effettuare una annaffiatura cui suggeriamo di aggiungere nell'acqua un buon fungicida.
Una delle modalità utilizzate per accelerare e propagare il più rapidamente possibile piante rare è quella di ricorrere all'innesto su Pereskiopsis . Le Pereskiopsis devono essere coltivate con un terriccio ricco di materia organica, con abbondanti annaffiature e concimazioni e temperature elevate. Una temperatura minima di 10 °C è preferibile in inverno. Come per tutti gli innesti è estremamente importante che al momento del tentativo la pianta sia al massimo vigore vegetativo. La Pereskiopsis può essere tagliata ad una altezza di circa 10-
La moltiplicazione degli Ariocarpus può avvenire facilmente ricorrendo alla semina. Buoni risultati possono essere ottenuti seminando, in vasi profondi, in modo da favorire un adeguato sviluppo del fittone prima del trapianto. La semina può avvenire in un terriccio composto di lava, pomice e una piccola parte di terriccio torboso fine. La superficie della semina andrà ricoperta con uno strato di un paio di millimesti di materiale inerte quale lapillo fine o graniglia del tipo da acquari ed i semi andranno cosparsi sulla superficie senza interrare.
Famiglia: Cactaceae
Genere: Ariocarpus
Specie:
Ariocarpus agavoides (Castañeda) E. F. Anderson
Ariocarpus fissuratus (Engelm.) K. Schum
Ariocarpus fissuratus ssp. bravoanus (H. M. Hernandez & E. F. Anderson) J. Lüthy
Ariocarpus fissuratus ssp. hintonii (W. Stuppy & N. P. Taylor) Halda
Ariocarpus retusus Scheidweiler
Ariocarpus retusus var. furfuraceus (Wats.) G. Frank
Ariocarpus retusus ssp. trigonus (F. A. C. Weber) E. F. Anderson & W. A. Fitz
Ariocarpus scaphirostris Bödeker
Tutte le specie di Ariocarpus sono incluse nell'Appendice I di Cites
