La Casa delle Grasse 2012

Vai ai contenuti

Menu principale:

Il genere Ariocarpus

Schede generi A - D


Gli Ariocarpus sono un genere di cactaceae  provenienti da vaste aree del Messico centro-settentrionale e degli Stati Uniti (New Mexico e Texas). L'ambiente di vita degli Ariocarpus può essere rappresentato sinteticamente da aree predesertiche caratterizzate da una vegetazione costituita da bassi cespugli xerofili (deserto di Chihuahua). Il deserto di Chihuahua è il più esteso deserto dell'America settentrionale, tra Messico ed USA, ed è il più ricco di biodiversità con oltre 3.500 specie di piante di cui circa un migliaio endemiche. E' un territorio a rischio
ambientale in quanto la variazione delle precipitazioni nevose ed i lunghi periodi di siccità stanno duramente compromettendo le riserve idriche di un'area soggetta ad agricoltura e pascolo eccessivi tanto che il principale fiume, il Rio Grande, stenta a raggiungere il mare. (A lato due immagini degli areali tipici di A. di Amante Darmanin riprese rispettivamente nei pressi di Marte nello stato messicano di Coahuila e nei pressi di Las Tablas nello stato di San Luis Potosi.
Gli Ariocarpus sono piante di bassa statura caratterizzate però da una grossa radice a fittone che contiene, in piccole quantità, diversi alcaloidi (ordenina e N-metiltirammina). La presenza degli alcaloidi nella mucillagine di cui è piena la radice napiforme è da ricondurre probabilmente alla necessità di difesa della pianta dagli erbivori, in assenza di spine, in quanto tali sostanze sono amare e tossiche.

Le popolazioni indigene usano la pianta sia per provocare allucinazioni sia come fitoterapici per attacchi febbrili e di malaria.
La coltivazione degli Ariocarpus è considerata difficile, tuttavia se si seguono alcune semplici indicazioni può essere di grande soddisfazione anche perché queste piante ci regalano una fioritura da settembre fino a tutto novembre quando ormai gli altri cactus hanno interrotto la produzione di fiori.
Il terriccio sul quale coltivare gli Ariocarpus deve essere molto povero di humus e con  Ph preferibilmente neutro. E' consigliabile utilizzare un miscuglio di terreno argilloso mettendo Akadama (un'argilla di origine vulcanica raccolta alla profondità di 3 metri dal sottosuolo di foreste di Cryptomerie in Giappone) terriccio torboso fine in modesta quantità e pomice di granulometria fine in abbondanza. Occorre fare attenzione a che la pomice siano privi di spigoli vivi che potrebbero ferire la radice fittonante della pianta e portarla alla morte ed è per questa ragione che taluni sconsigliano di usare lapillo vulcanico.
Ora stiamo sperimentando un nuovo terriccio di semina in linea con le indicazioni di Andrea Cattabriga elaborate dopo la visita dei terreni di origine degli  Ariocarpus in Messico. Le piante infatti nascono in zone, di origine geologica recente, in cui  il terreno presenta forti depositi carbonatici, ossia di calcare. Le rocce superficiali sono frammentate dalle degradazioni meteoriche e sono ridotte ad ammassi  ghiaiosi grossolani che però non si degradano molto oltre tale fase. I terreni sono assai  ciottolosi e presentano infiltrazioni di argille sabbiose.
Nelle aree in cui vi sono foreste invece, il terreno è più ricco di sostanza organica, è  più argilloso mentre diminuisce la componente di ciottoli. Inoltre i terreni in cui si trovavano  foreste sono stati oggetto di una fortissima erosione. La pioggia torrenziale non penetra profondamente in questi terreni, per cui asporta i minerali  e li deposita sostanze umifere in uno strato a pochi centimetri dalla superficie del suolo. In questi  terreni si formano delle vere e proprie lastre calcaree molto dure. Quel materiale è stato poi individuato, al ritorno in Italia, da Cattabriga anche su affioramenti appenninici del quaternario, rocce friabili calcaree della stessa identica natura di quelle messicane. Il materiale è la marna scagliosa, un “antico fango marino” (argilla) consolidato da percentuali variabili di calcare. La marna, una roccia friabile di colore grigio altamente intaccata dall'erosione, si trova in forte stato di frantumazione in svariate zone di tutta la dorsale appenninica. Nelle   foto piccole in basso a destra potete vedere un esempio di marna del nostro appennino in cui è evidente il forte livello di frantumazione ed a fianco una pianta di Ariocarpus nell'abitat di origine in Messico.
Per quanto riguarda l'esposizione gli Ariocarpus necessitano di sole pieno e, quando le temperature sono sufficientemente alte devono essere abbondantemente annaffiati preferibilmente per immersione avendo cura di farle, se bagnate, asciugare completamente in una giornata e, almeno un paio di volte all'anno annaffiare con un buon fungicida per evitare marciumi. Ricordiamo che tanto più frequentemente si innaffierà, tanto maggiore sarà la crescita, ma di conseguenza aumenteremo i pericoli per la pianta. In inverno le piante poi dovranno rimanere completamente asciutte e ad una temperatura di 5-10 °C, mentre in primavera inizieremo ad annaffiare quando avremo notato che le piante iniziano la ripresa vegetativa, con quantità di acqua via via crescenti con l'avanzare della bella stagione.
Un'altra accortezza che usiamo è quella di porre, nella parte vicina al colletto, del materiale inerte quale ad esempio un mix di pomice e lapillo di granulometria 3 mm. oppure ghiaino quarzifero. Tale accorgimento consente di evitare il ristagno a livello del colletto che nelle succulente è sempre una zona particolarmente sensibile.
Particolare attenzione deve poi essere posta sul rinvaso. Come abbiamo detto nell'apposita sezione, la terracotta evita maggiormente il ristagno consentendo un'asciugatura più rapida del substrato di cultura, dall'altro lato tuttavia, a causa del richiamo laterale di acqua, le radici sottili delle piante  tenderanno a concentrarsi sulla parete del vaso portando alla conseguenza che la terra del vaso sarà mal utilizzata provocando anche un maggior stress idrico alla pianta. Inoltre le pareti estrene vedranno una maggior concentrazione di sali mineralki che tendono ad accumularsi in tali punti e ciò può far soffrire la pianta. E' per queste ragioni che noi preferiamo, per coltivare Ariocarpus, optare per i vasi in plastica che dovranno essere molto profondi per favorire lo sviluppo della radice napiforme e di una misura tale da permettere alla pianta di rimanervi per molti anni senza ricorrere a frequenti rinvasi che non sono particolarmente apprezzati da questo genere di piante.

Charles Lemaire: Anhalonium prismaticum. In: L'Horticulteur Universel Band 1, 1839
Aroiocarpus trigonus a San Jose De Salamanca, Tamaulipas, Messico - Immagine di Amante Darmanin
Ariocarpus retusus Scheidweiler a Huizache Junction, San Luis Potosi, Messico - Immagine di Amante Darmanin
Ariocarpus kotschoubeyanus a Estacion Marte, Cuahuila, Messico - Immagine di Amante Darmanin

Nel rinvaso è inoltre importante evitare di lesionare il fittone centrale lasciando la pianta una volta tolta dal pane di terra asciugare bene anche per un paio di settimane in posizione di ombra luminosa. Una volta trapiantata occorreà attendere almeno 10 giorni prima di effettuare una annaffiatura cui suggeriamo di aggiungere nell'acqua un buon fungicida.
Una delle modalità utilizzate per accelerare e propagare il più rapidamente possibile piante rare è quella di ricorrere all'innesto su Pereskiopsis . Le Pereskiopsis devono essere coltivate con un terriccio ricco di materia organica, con abbondanti annaffiature e concimazioni e temperature elevate. Una  temperatura minima di 10 °C è preferibile in inverno. Come per tutti gli innesti  è estremamente importante che al momento del tentativo la pianta sia al massimo vigore vegetativo. La Pereskiopsis  può essere tagliata ad una altezza di circa 10-15 cm con un taglio orizzontale effettuato con una lama ben pulita e disinfettata.  Per evitare che il taglio asciughi occorrerà tagliare un secondo disco di Pereskiopsis dello spessore di un paio di  millimetri che si lascierà appoggiato al fusto per evitare che il taglio asciughi. A questo punto si può prendere un semenzale  di Ariocarpus dell'età di alcuni mesi e si procede con un taglio netto nel punto in cui la piccola pianta è più  spessa. A questo punto si rimuove la fetta dalla Pereskiopsis  e si posiziona delicatamente la marza sul portainnesto  senza comprimere troppo. A questo punto occorrerà posizionate la nostra pianta in un luogo ombreggiato e non troppo caldo coprendo  con un sacchetto per un paio di settimane. In questo modo avremo una pianta di Ariocarpus che crescerà abbastanza  rapidamente e che potrà essere lasciata sul portainnestro fino a che questo è in grado di alimentare adeguatamente la pianta. Successivamente la marza potrà essere staccata dal portainnesto e, dopo aver pulito lo stesso da tutti i residui di  Pereskiopsis, lasciato asciugare per almeno due settimane, si potrà tentare l'affrancamento ponendolo su un susbstrato molto minerale ed in posizione di ombra molto luminosa posto a radicare. Prograssivamente la pianta assumerà un'aspetto più  "normale" e meno rigonfio rispetto alla coltivazione della pianta innestata.

La moltiplicazione degli Ariocarpus può avvenire facilmente ricorrendo alla semina. Buoni risultati possono essere ottenuti seminando, in vasi profondi, in modo da favorire un adeguato sviluppo del fittone prima del trapianto. La semina può  avvenire in un terriccio composto di lava, pomice e una piccola parte di terriccio torboso  fine. La superficie della semina andrà ricoperta con uno strato di un paio di millimesti di materiale inerte quale lapillo fine o graniglia del tipo da acquari  ed i semi andranno cosparsi sulla superficie senza interrare.



Famiglia: Cactaceae

Genere: Ariocarpus


Specie:


Ariocarpus agavoides
(Castañeda) E. F. Anderson

Ariocarpus fissuratus
(Engelm.) K. Schum

Ariocarpus fissuratus ssp. bravoanus
(H. M. Hernandez & E. F. Anderson) J. Lüthy

Ariocarpus fissuratus ssp. hintonii
(W. Stuppy & N. P. Taylor) Halda

Ariocarpus retusus
Scheidweiler

Ariocarpus retusus var. furfuraceus
(Wats.) G. Frank

Ariocarpus retusus ssp. trigonus
(F. A. C. Weber) E. F. Anderson & W. A. Fitz

Ariocarpus scaphirostris
Bödeker

Tutte le specie di Ariocarpus sono incluse nell'Appendice I di Cites

Ariocarpus kotschoubeyanus (Lemaire ex K. Schumann) K. Schumann in habitat
Ariocarpus scapharostrus a Rayones, Nuevo Leon, Messico - Immagine di Amante Darmanin
eXTReMe Tracker
Cerca
Fioriweb.it fiori online tramite la rete Fioriweb.it spedizioni floreali
Support WWF
Torna ai contenuti | Torna al menu