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diario parzialmente completo. Alcune pagine del diario sono rimaste nella barca Yomaz,
con tanti nomi di località e "buku" visitati.
Crociera in Turchia
Appunti di viaggio di Maurizio (incompleto)
Crociera Da Marmaris a Fethiye nella
costa Licia. dal 12 al 27 agosto 2005
Nome barca – Yomaz , battente
bandiera di Porto Louis dell’isola Maurizio – Sun Odyssey 43 D –
Beneteau.
Equipaggio: Cinzia, Mariella P.,
Nemesi, Liliana, Viviana, Giovanna, Carlo F., Guglielmo, Maurizio.
Skipper: Mauro di Sardegnacharter.
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13/8/05 sabato
– Quando arrivo a Marmaris prendo un taxi per raggiungere la marina
"Albatros": il taxista è certamente un emulo di Schiumi, con
un unico sorpasso compie i circa tre chilometri del percorso. Questo è
il primo impatto in terra turca. Senza perder tempo mi dirigo
direttamente alla barca, Yomaz battente bandiera di Port Louis dell’isola
Maurizio, per il momento vuota perché l’equipaggio rimasto è andato
a fare cambusa. Impiego un pò per decidermi a salire a bordo, non mi
sento sicuro dell’equilibrio per attraversare la passerella. (Sig!).
Il gruppo arriva pieno di vivande, dopo i saluti a Giò, Viviana,
Nemesi, Carlo e Mauro carichiamo accuratamente la cambusa.
Nel pomeriggio andiamo a fare una
passeggiata nel centro di Marmaris per una visita veloce e per la cena a
base di "Kebab".
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14/8/05 domenica
– Con l’arrivo nella mattinata di Cinzia, Mariella, Liliana e
Guglielmo l’equipaggio è al completo.
Dalla marina di Marmaris ci muoviamo
dopo aver completato gli ultimi adempimenti per l’acqua e per la
prenotazione dei biglietti per il ritorno a Rodi, con l’incarico
lasciato a "Massud" uno dei responsabili della marina.
Le previsioni del tempo sono stabili
su bello e caldo, con poco vento. Navighiamo verso Sud Sud-Est, le cale
(buku) sono molto frequenti e alberate fino a riva, generalmente
tranquille. Lungo la costa si trovano angoli, isolotti, ma non sempre è
possibile fermarsi all’ancora perché il fondale è molto alto. In
questo tratto di costa si incrociano decine di caicchi, anche nelle cale
se ne trovano tanti, sempre all’ancora con una cima a terra, il motivo
è comprensibile: in questo modo si occupa meno spazio, e i bagnanti
sono sempre alla stessa distanza dalla riva. Durante il pranzo si fanno
le considerazioni sul cibo locale che non è quella specialità tanto
decantata dalle guide turistiche.
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15/8/05 lunedì
– Risveglio con un pescatore sulla sua barca che ritira le reti
calate, a ridosso della costa, la sera prima. Il risultato è un secchio
di pesce per frittura.
Altre spiaggiole e costa rocciosa con
tanti alberi fino a riva. Arriviamo in una baia con due spiagge
affiancate, una è di ciottoli chiari, l’altra di sabbia. Ci fermiamo
in questa baia anche per la notte.
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16/8/05 martedì –
Visitiamo altre baie con spiagge, in alcune di queste ci sono dei
cassonetti in metallo per la raccolta dei rifiuti delle barche. La sera
sosta nella "Baia Profonda" con gli ulivi nella spiaggia. Il
posto è molto bello, siamo da soli in rada, ma è pieno di vespe che ci
fanno dannare, oltre alla puntura a Nemesi in una mano, che si gonfia
nonostante i farmaci applicati prontamente.
La notte, prima di dormire, vediamo
una tartaruga che passa vicinissima alla barca, il suo respiro ha fatto
da richiamo per Mauro che attrezzato di torcia elettrica l’ha scoperta
mentre riemergeva per respirare. Che spettacolo!
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17/8/05 mercoledì
– Il mattino presto sono invaso dalle vespe che mi costringono ad
alzarmi. Decido allora di fare un escursione nella baia con il tender.
Vado a terra ad esplorare e a scattare alcune foto. Riprendo il canotto
e mi spingo, sempre a remi, quasi fuori della baia. Il tempo è
splendido, l’acqua è tiepida, quando ci si immerge si percepisce
appena la differenza con l’esterno. Scatto altre foto che mi
serviranno per raccontare questa crociera e i posti visitati.
Partiamo verso le 8,30 , ci fermiamo
all’uscita della baia in mezzo al mare per fare colazione senza vespe.
Siamo diretti verso il golfo di Fethiye. Durante il tragitto vediamo
un'altra "Caretta Caretta".
Arriviamo a Fethiye, la marina è ben
attrezzata e ne approfittiamo tutti per fare una doccia ristoratrice
prima della visita in città. Il centro è pieno di negozi che espongono
all’esterno la loro merce di vario tipo. Cerchiamo un ristorante, ne
troviamo uno caratteristico che espone i propri piatti in una vetrina
ben fornita. Terminata la cena allunghiamo il percorso per il rientro
per vedere qualche parte della vecchia città.
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18/8/05 giovedì
– Gita in pulmino verso Kalkan, Kas e Kekova per un itinerario di
circa 120Km.
Prima tappa a Xantos, antica capitale
della Lycia. Visitiamo un anfiteatro romano, dove al suo interno si
trovano anche reperti importanti della storia locale Lycia: "Tomba
della colonna" , "l’obelisco di Xanthian" , "tomba
di Harpy", una chiesa bizantina, e dei bei pavimenti in mosaico.
Nella stessa zona si percorre una strada romana che ci porta verso la
necropoli sulla collina. Successivamente andiamo verso il mare e lo
costeggiamo per un lungo tratto, siamo diretti alla visita della città
sommersa di Kekova nell’omonima isola. Arrivati ad un piccolo
villaggio (nome?) prendiamo un battello che ci porta lungo la costa
sulla punta del litorale per la visita dall’esterno delle città
antiche di Aperlae – Teimiussa – Simena. Arrivati all’isola ( in
questo tratto non ci si può immergere) si vedono i ruderi delle case
costiere e parte dei pavimenti sommersi. Il battellino si ferma in una
zona accessibile alla visita in immersione, possiamo cosi vedere alcune
parti della città.
Facciamo anche qualche acquisto di
pareo dai bei colori direttamente dalla barca.
Terminata la visita consumiamo un
pranzetto di verdure nel ristorante del porticciolo. Lasciamo il paesino
composto di poche case, e proseguiamo con la visita della città di Kas.
Una sosta per fare una breve visita ed ancora qualche acquisto. "L’occhio
scaccia malocchio" è dappertutto, ne acquisto alcuni anch’io…
non si sa mai!
Si riparte verso il grande "Saklikent
Canyon" tra le montagne. L’ambiente è particolare, passerelle di
legno ci portano all’interno di questo grande canalone dove ci sono
dei soppalchi direttamente sopra e lungo il fiume. Questi sono
attrezzati di tappeti e cuscini e formano delle salette in questo grande
punto di ristoro. Un gruppo si inoltra anche nelle rapide dove si può
fare un escursione più profonda del "canyon". Io mi fermo in
un soppalco con tavolino e cuscini a prendere un the in compagnia di
Nemesi, Mariella e Cinzia oltre che dall’autista. Il rientro è
interessante perché percorriamo una zona vicino al fiume e, soprattutto
interna, dove il turismo non è presente. Sono poche le case
caratteristiche. A parte i punti di ristoro e le trattorie il resto
delle costruzioni è abbastanza anonimo. Dopo una doccia alla marina ci
rechiamo in cerca di un altro ristorante, ma dopo vari tentativi
ritorniamo a quello del giorno prima. Anche questa volta la cena è di
buona qualità ( per i parametri locali).
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19/8/05 venerdì
– cambusa e partenza in tutta calma, oggi giornata di tutto mare e
bagni alla scoperta di baie e spiagge. Andiamo a sud di Fethiye.
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20/8/05 sabato – altra giornata di mare, navigazioni
tranquille, poco vento e cielo limpido, mare caldo, nuotate con maschera
e pinne come al solito.
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21/8/05
domenica - navighiamo verso ovest
. Trascorriamo la sera in una baia molto stretta che si allarga al suo
interno. Si vede un ristorante in riva al mare circondato dal verde
degli alberi, con un bellissimo melograno carico di frutti portafortuna.
Prima dell’imbrunire arriva un bello yacht a vela piuttosto grande che
chiude per metà l’ingresso del fiordo.
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22/8/05 lunedì
– ancora verso nord, questa volta ci fermiamo in una baia con
bellissimi alberi che arrivano sulla spiaggia, superata la prima parte
di vegetazione trovo per la prima volta delle rigogliose piante di
mirto. Dall’altro lato della spiaggia c’è un pontile di legno dove
alcune barche attraccano per fare il pieno di acqua dolce che esce da un
grosso tubo che arriva dalla montagna. Altre navigazioni tranquille tra
isolotti. La sera ci fermiamo a (…) nella marina "Skopea
Marina". Nella banchina ci sono anche grossi yacht. Per usare le
docce bisogna attraversare il locale ristorante passando davanti alla
vetrina con l’esposizione dei pesci. La sera andiamo a cenare in un
ristorante lungo la via centrale molto turistica, piena di negozi e
ristoranti.
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23/8/05 martedì
– bella navigazione verso ovest, mare un po’ mosso con vento sui 15
nodi. Ci fermiamo in una larga baia per la notte. Prima dell’imbrunire
vengono a contattarci, direttamente in barca , dei marinai responsabili
della compagnia delle barche che portano i turisti a visitare il lago di
Koycegiz e Caunos. Prendiamo l’accordo per l’indomani mattina con
uno scambio simpatico di battute tra il marinaio e Carlo alla vista del
pesce pescato che è dentro il nostro secchio: lo apostrofa dicendo
"better than nothin" (meglio di niente). Ci scherziamo sopra,
ma il sugo per la pasta insaporito con quei pesci sarà gustosissimo.
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24/8/05 mercoledì
– la mattina siamo in attesa della barca che ci porterà alla gita per
Dalyan, Koycegiz, Caunos. Siamo in cinque, Cinzia, Mariella, Liliana
Guglielmo ed io, gli altri hanno già visitato il posto precedentemente.
Navighiamo lungo la costa guidati da un giovane marinaio che porta il
battello con molta disinvoltura. Passiamo vicino ad un arco con grotta
marina poco profonda. Arriviamo in località Iztuzu, zona protetta per
le tartarughe (Caretta Caretta) che vi depongono le uova lungo la
spiaggia, all’ingresso del delta del canale che arriva dal lago
Koycegiz. Interessante navigazione tra il canneto che si addentra sempre
più. A Caunos visitiamo il teatro e le terme romane con la chiesa
bizantina, con una bella vista dall’alto delle gradinate si può
ammirare il delta del fiume con il suo fitto canneto. Continuiamo a
salire con il battello per vedere la collina dell’acropoli con, nella
parete rocciosa, le tipiche tombe lycian ornate con la facciata di un
tempio scavato nella roccia. Proseguiamo e lasciamo alla nostra destra
la cittadina di Dalyan che visiteremo al ritorno. Questa volta ci
fermiamo per fare i bagni di fango e acqua sulfurea nella prima zona
libera a Koycegiz. Questo luogo è senza strutture, lasciato al
naturale.Un secondo luogo, sempre a Koycegiz è ben strutturato e molto
conosciuto e frequentato, c’è un ampia piscina con l’acqua sulfurea
ed un'altra con fango, tantissime docce e un ampio punto di ristoro. Il
trio Cinzia, Liliana e Guglielmo si immergono nel fango fino a
ricoprirsi del tutto, io faccio il bagno solo nell’acqua sulfurea,
Mariella rinuncia del tutto. Ci fermiamo al fresco a fare colazione con
una buona focaccia calda con formaggio e pomodoro. Riprendendo il
viaggio, prima andiamo a vedere il lago, poi riprendiamo il fiume verso
la cittadina di Dalyan. Altra sosta con breve visita alla città molto
turistica. Qualche acquisto e riprendiamo la strada per il rientro.
Usciti dal canale ci arrivano le prime onde del mare mosso. Il marinaio
si dimostra ben pratico del posto ed affronta le onde con molta perizia
senza farci sobbalzare oltre il dovuto. In questo momento vedo una
grossa tartaruga che nuota tra le onde che la espongono completamente.
Il posto è molto frequentato dalle tartarughe. Rientriamo al marina di
?(…) dove ci attende Yomaz. Anche il gruppo che è rimasto in barca è
arrivato alla marina da poco. Questo porticciolo è ancora in fase di
completamento, per fare le docce ci dobbiamo arrampicare lungo la
stradina che porta al ristorante. La sera, per cena, siamo seduti nel
salone del ristorante con vista sul golfo. Scegliamo direttamente dal
carrello gli antipasti. I successivi piatti ci vengono illustrati con un
carrello di pesce. Questi vengono serviti sempre con patate, pomodori,
melanzane e peperoncini verdi piccanti. Il servizio è
"pomposo", i camerieri ti "rubano" la bottiglia di
mano per servirti direttamente loro, sia l’acqua che il vino, ma i
piatti non rimarranno a lungo nella mia memoria.
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25/8/05 giovedì –
navighiamo ad ovest verso il golfo di Marmaris. Altre baie e "buku"
in quantità e l’annuncio di "Ice cream", urlato da un
locale in un barchino che scorrazza imperterrito nelle baie.
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26/8/05 venerdì –
ultima tappa di avvicinamento a Marmaris. Navighiamo verso l’ingresso
del golfo con un traffico di barche, caicchi e barchine che portano i
turisti per le escursioni giornaliere. Troviamo un buon posto dove
trascorriamo le ultime ore prima di rientrare definitivamente a Marmaris.
Attracchiamo al pontile verso le 17. Alla consegna, assistiamo al
controllo della barca da parte degli addetti del marina. La sera usciamo
per andare a visitare Marmaris, la parte vecchia che non abbiamo ancora
visto. Ultimi acquisti e tutti a cena nel locale già visitato il primo
giorno. Piatti a base di kebab e verdure cotte.
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27/8/05 sabato
– Siamo in partenza, durante la notte è arrivato un temporale che ha
rovesciato tanta acqua: è la prima! Tutti pronti prendiamo i taxi per
il porto. Lasciamo Marmaris diretti a Rodi in traghetto. A Rodi perdiamo
di vista Nemesi che saluteremo via telefono dall’ultimo taxi
disponibile. Lei non ha fretta, il suo aereo parte nel pomeriggio. All’aeroporto
di Atene il gruppo si divide ulteriormente, sono tutti diretti a Roma,
io a Milano. Dovrei partire prima di tutti, ma il mio volo partirà con
sei ore di ritardo.
Un saluto all’equipaggio
e al comandante Mauro
Buon Ice Cream a
tutti.
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P.S.
Ho completato il diario a casa, perché ne ho dimenticato tre
pagine dentro il "portolano della Turchia" in dotazione della
barca Yomaz. Mancano i nomi di vari "buku" visitati negli
ultimi giorni.
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Frasi celebri: Ice cream - Facite
Ammuina - better than nothin (meglio di niente)
Non esti a s’indi scirai kizzi, esti a intzertai s’ora! |