Croazia diario 2004
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Quasi Diario di bordo – di Maurizio Crociera nelle Incoronate – Croazia. – dal 7 al 21 agosto 2004 Nome barca – Sea Sorceress – Mod. Sun Odyssey 42.2 – Beneteau. Equipaggio: Alessandra, Carlo F., Dino, Giovanna, Mariella Z., Mariella P., Serena Maurizio. Skipper: Mauro di Sardegnacharter. |
Partiti in auto alle sei del mattino da Gazzaniga, Serena ed io, percorriamo un tratto di strada tranquillamente fino a Padova, ignari di quello che ci capiterà di lì a poco…entriamo inconsciamente in un girone dantesco dell’inferno. Le code di due ore fermi, si susseguiranno a code di tre ore fermi più altre che non contiamo più. Il bollettino della viabilità ci fa sapere che da Venezia a Trieste ci sono code di decine di Km, che passaggi di frontiera sono chiusi dal mattino alle tre. Veniamo dirottati a Gorizia per la frontiera con la Slovenia. Questo in Italia. Poi ci sono ancora le code della frontiera tra la Slovenia e la Croazia, poi ancora code…Arriviamo a Sukosan dopo ventidue ore di strada, alle quattro del mattino, svegliando Mauro che ci indica la cabina. (Sic!). |
Siamo nella marina dello Yacht Club di Sukosan, a sud di Zadar (Zara), un grande porto turistico attrezzatissimo. Scaricata velocemente l’auto con il pieno per la cambusa si parte il mattino verso NW. Superato il Capo di Ugljan (isola davanti a Sukosan) gettiamo l’ancora tra questa e Rivanj Il cielo è parzialmente coperto, durante la giornata piove, si alterna col sole. Ci ha sfiorato un groppo affianco all’isola di Rivanj. Pranziamo dopo aver fatto il bagno. Mariella Z. e Dino hanno pescato una capiente busta di ricci e bocconi. Nel pomeriggio navighiamo verso Dugi Otok, l’isola grande e lunga esterna. Passiamo nel canale tra questa e Zverina (isola a NE), giriamo a N ed entriamo nella baia Solistica poi dentro baia Pantera dove passeremo la notte. Oltre al resto, assaggiamo i bocconi in una salsa rossa, preparata da Carlo. Dopo l’ancoraggio in rada, per la notte. Osservo il cielo sempre più scuro, le nuvole sono veloci. Le previsioni sono di temporali e vento forte da NW. Riconosco una sottile tromba d’aria, che rimane quasi ferma in una porzione di orizzonte. Successivamente ne riconosco un'altra in formazione. Questa tromba d’aria è molto più grossa, con fulmini e tuoni, la fotografo in sequenza, per fortuna è lontana, dall’altra parte della ampia baia. Come il solito, la calma dopo la tempesta ci riserva la notte stellata. Ho visto una stella cadente da 10 e lode con scia colorata in azzurro/blu. La barca è comoda, ma ha un timone centrale di dimensioni esagerate che ostruisce parzialmente il passaggio nel pozzetto. |
Dalla baia di Pantera a Dugi Otok
viaggiamo verso NW a Tramerca un isolotto affianco a Molat.
Lungo il percorso visitiamo un relitto di nave affiorante, appoggiato in
una secca. Sosta in mezzo alle due isolette con fondo limpido e chiaro. Preso altri
ricci e puliti nel pomeriggio per la spaghettata della sera. Proseguiamo
sempre verso NW, circumnavighiamo l’isola di Ist in senso
orario e cerchiamo un gavitello tra le isole Ist e Molat,
ma non ci soddisfa e quindi scendiamo nella zona a S di Molat
dove c’è una grande insenatura. Appena scapoliamo un grosso pesce
viene incocciato nella traina della canna da pesca di Carlo. Mauro e
Carlo lo lavorano per circa 10 minuti, quando è ormai sotto la barca e
se ne stima la dimensione questo si stacca e ci lascia attoniti con un
palmo di naso. Notte tranquillissima. |
Si parte verso S per l’isola di Iz.
Sosta vicino ad un allevamento di pesci. Durante il primo bagno
peschiamo con le mani e con semplicità una quindicina di granseole, ed
una quantità notevole di bocconi (pescati quasi esclusivamente da Dino)
Continuiamo a scendere verso S-SE, passando tra le isole di Iz e Rava
e la lunga Dugi Otok. Arrivati nell’isola di Sit
verifichiamo che la baia scelta sulla carta si rivela poca cosa ed
allora proseguiamo per l’isola di Pasman in una baia a Sud
chiamata Landin.
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Partiamo più tardi perché nella stessa baia
Mauro e Carlo vengono raggiunti da Giorgio un loro vecchio amico che è
ancorato poco distante con la sua barca. Si parlava di lui solo due
giorni prima a proposito di chi ha fatto conoscere Carlo a Mauro. (Il
mondo è piccolo – in Croazia ci sono migliaia di isole, di
conseguenza ci sono decine di migliaia di baie). |
Risveglio tranquillo nella baia Vanisca
dell’isola Kaprije. Si parte per un percorso tortuoso tra le
isole. Passiamo a N l’isola di Kaprije. Ci dirigiamo a vela
verso Tijat e Prvic verso S., poi verso W tra l’isola di
Lupac e Zlarin, dopo di che si entra nel fiume Krka e
si risale lasciando sulla destra la città di Sibenik, sempre
più all’interno lasciamo sulla sinistra la cittadina di Zaton
passando sotto dei ponti che sembra si abbassino sempre di più mentre
ci avviciniamo. Entriamo nel lago Prokljansko Jezero. |
Mi risveglio con un ginocchio molto dolorante
(conseguenza della corsa di ieri). Non posso andare con il gruppo che va
a fare cambusa. Sono assistito prima da Giò che mi dà una pomata
antidolorifica, poi da Carlo che mi dà una bustina di Aulin. Partiamo
subito dopo aver sistemato la cambusa, e l’assistenza medica viene
completata dalle due dottoresse con una prognosi di Mariella Z. (Bimba)
e da Mariella P che mi fa una puntura di cortisone. Insomma se fossi
stato a casa l’assistenza medica non sarebbe stata migliore. La
navigazione ci porta prima all’uscita del fiume Krka. |
Partiamo presto per accompagnare parte dell’equipaggio
a Sibenik. Faranno una gita in pulman per visitare Trogir
(vicino Spalato). Si riesce a fare un bel bordo di bolina. Lasciamo
Dino, Mariella P, Mariella Z, Alessandra e Serena su un molo del porto e
ripartiamo per l’isola di Zmajan, rotta 230 dall’uscita dal
fiume. Ci fermiamo in una baia stupenda a SW dell’isola raggiunta con
le vele in andatura gran lasco. |
Sono di corvè. Al mattino presto col tender
vado a scattare delle foto alla barca, trovo una bella pietra pomice, e
nella spiaggiola di sassi appena sceso vedo un martin pescatore ma non
faccio in tempo a fotografarlo. |
Risveglio calmo. Ci dirigiamo a Kaprije
nel porto per comprare il pane, frutta e verdura. Risaliamo verso NW.
tra le due isole di Kaprije e Kakan anche a vela. Superata
l’isola ci dirigiamo con rotta 280 per il parco nazionale delle Kornati
– Incoronate.
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Mattina per escursione a terra. Con Mauro, al
mattino presto mi incammino lungo il sentiero che sale sulla collina
dell’isola. Fotografiamo da vari punti lungo la salita. |
Partiamo presto durante la colazione per
visitare tutto il fiordo che è molto profondo, e per evitare di pagare
il biglietto del secondo parco. Tempo buono con venti leggeri. Usciamo
da est da Dugi Otok in un passaggio molto stretto. |
Si parte presto rabboccando l’acqua, e
facendo gasolio. Altre isole più a N ci aspettano. Ci fermiamo a Vrgada
poi Murvenjak, Dino e Mariella Z continuano a rifornirci di ricci
e cozze. I ricci vengono consumati a volontà crudi, ed un piatto è
confezionato per pranzo con pepata di cozze, patate lesse e
pomodori. |
Ultimo giorno di crociera, stasera rientriamo
in porto a Sukosan per consegnare la barca. Grazie all’equipaggio, grazie a Mauro. Buon vento a tutti. Alla Prossima! Quando è stato possibile Mauro lo skipper ci ha sempre fatto navigare a vela, la discriminante è il pochissimo vento per velocità sotto i tre nodi. Il motore ha funzionato per circa 55 ml, (Mauro ci ricorda che serve per ricaricare le batterie). * frasi celebri: la giornata è corta (Bimba) – vuoi il "pompadour ?" (Giò) – cosa ci facevi nella 131? (Mariella P) – vai vai vai Paolinooo (frase celebre) *vini consumati: Prosecco Valdobbiadene, Valpolicella, Malbec Argentina, terre Franciacorta Rosso, Pinot Nero Trentino, Cabernet Sauvignon, Nobile Montepulciano riserva, Chianti classico, Barbera Oltrepò Pavese, Cabernet Franc Friuli, Grave Cabernet Friuli, Grave Chardonnay Friuli, Nebbiolo d’Alba, Cannonau riserva 2000 Jerzu. |
Partiamo alla tre del mattino con l'auto, siamo in cinque, preoccupati dalle code del rientro, alle otto e trenta siamo già in Italia. Accompagniamo Mauro all’aeroporto di Venezia poi Carlo e Giò a Verona. Abbiamo guidato a turno con Mauro Carlo ed io. Viaggio che concludiamo in dodici ore, cosa ben diversa dall’andata quando ce ne sono volute ventidue. |
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maurizio erminio - diario croazia -