Cagliari - S.M.Leuca
diario '98
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di Carlo Erminio.
"Appunti di viaggio"
Cagliari - S.M.Leuca Galatea '98.
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Introduzione di Maurizio La storia inizia un mattino di Luglio a Cagliari, al "molo dei canottieri" dove è ormeggiata Galatea. Mauro, lo skipper, mi invita a non perdere l'occasione per vivere una bellissima navigazione; attraversare il mediterraneo da Cagliari a S.M.Leuca. L'invito era esteso anche a Carlo. Non abbiamo impiegato molto a decidere io e mio fratello, essendo tutti e due in ferie, l'indomani accettiamo ed avvisiamo lo skipper... " tieni in caldo due posti". Il pomeriggio del sabato 11/7/98 dopo aver fatto una buona cambusa salpiamo...
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GALATEA - Molo Canottieri CAGLIARI 11 Luglio 98 - ore 16.05 MAR TIRRENO MERIDIONALE settore W Molliamo gli ormeggi senza ansie o fretta. Lunica persona venuta a salutare è Ornella, piuttosto euforica. A bordo di GALATEA siamo in cinque: Mariella, Sergio, Maurizio, io e lo skipper Mauro. La rotta della prima tappa è verso EST, VILLASIMIUS, e il vento è un fresco Maestrale di circa 20, 25 nodi. Spento il motore allaltezza di SANTELIA ci facciamo trascinare dal genoa, veleggiamo con unonda solo a momenti fastidiosa per i timonieri che si alternano alla ruota, con una velocità tra i 5 e 6 nodi. Cominciamo a disintossicarci dalla città. Si parla di AMAZZONIA con Sergio, esperto in trekking, mentre una barca a vela con su randa e genoa ci supera dandoci solo una decina di lunghezze poco prima dellISOLA dei CAVOLI. Al timone conduco attraverso il Canale che separa lIsola da CAPO CARBONARA, andiamo leggermente allorza e puntiamo su PUNTA IS MOLENTIS dove diamo ancora su un fondo di sabbia di 4, 5 metri. Abbiamo percorso le prime 23 mg. Il sole è tramontato dietro le colline ma lacqua è calda perciò qualcuno ne approfitta per fare un bagno. Mauro è di turno ai fornelli intanto che lequipaggio discute di varie cucine internazionali: la tedesca, le francesi e italiane per i loro formaggi . ma sentiamo il profumo intenso del sugo con salsiccia sarda che condiranno is malloreddus Buoni, abbondanti e piccanti . Io verifico per ben quattro volte. Sparecchiato il tavolo del quadrato stendiamo una carta nautica generale del centro e sud dItalia. Tracciamo la rotta tra PUNTA IS MOLENTIS e MARETTIMO, la più a W dellarcipelago delle EGADI, 150 miglia, rotta 120. Commetto qualche errore di carteggio che è immediatamente corretto dal maestro, che minaccia il ritiro della mia patente. Sarà bene ripassare tutta questa materia e questo viaggio di 2 settimane mi permetterà di farlo. Unocchiata al cielo stellato, alla Luna ed alla cala illuminata poi ognuno si butta in cuccetta.. La barca ondeggia appena e la luna appare e scompare attraverso il tambuccio aperto. Intorno alle 4 mi sveglio, forse per il russare di Maurizio, e vado in coperta a dare unocchiata. La Luna è ora molto alta nel cielo della notte e tutto intorno appare ben visibile. I miei problemi mi riappaiono perciò non riesco a riprendere sonno .e mi riaddormento solo intorno alle 6 del mattino.
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12 Luglio TIRRENO MERIDIONALE settore W - PUNTA IS MOLENTIS Cuffia, occhialini e stringinaso per una nuotata di 20 minuti che mi sveglia per bene e mi porta vicino alla sabbia e agli scogli. A momenti sono circondato da nugoli di avannotti che non si spaventano più di tanto. Risalgo in barca intanto che gli altri stanno già facendo colazione e mi unisco a loro voracemente. Dobbiamo partire, infatti. Questa sarà la mia prima navigazione daltura con una barca a vela. Il vento leggero da W non permette di tenere a riva randa e genoa e ammainiamo la prima. Siamo spinti anche dal motore. Navighiamo verso E a 5 nodi. Il bollettino delle 9.30 sul canale 16 della radio VHF di bordo prevede sul TIRRENO MERIDIONALE un vento da W con 4 di forza. Siamo disturbati da unonda lunga da N che ci fa rollare abbondantemente. Inizio a scrivere questo diario, un po' di bordo e un po' mio, delicatamente sballottato. Ci vogliono molte ora per abbandonare la vista della Sardegna. Finalmente in mare aperto con lorizzonte libero per 360°. La velocità è intorno ai 6 nodi ed il pilota automatico lavora per noi; la navigazione è totalmente assistita dallelettronica, infatti, il GPS ci dà tutti i dati di cui abbiamo bisogno: velocità, latitudine e longitudine e distanza da percorrere per arrivare alla nostra meta. Questi dati vanno trasferiti sulla carta perciò possiamo controllare la rotta ora per ora. Il timone automatico fa il resto manovrando la ruota del timone per tenersi costantemente in rotta. Tramonto sul mare ed appetito formidabile che soddisfiamo con abbondanti penne al tonno cucinati da Sergio. Lo skipper decide la sequenza dei turni che si alterneranno di guardia in pozzetto per la notte. Fino alle 2 del mattino saranno Sergio e Mariella, seguiti da Maurizio e me sino alle 6. Mauro dormirà con un occhio solo in pozzetto riparato da una coperta. La navigazione rallenta e procediamo a motore perché il vento è calato a 4, 5 nodi di velocità. Ripassiamo un po le costellazioni osservabili con la Luna.
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13 luglio MAR TIRRENO MERIDIONALE, settore W . MARETTIMO appare ad alba già avvenuta intorno alle 7. Lisola, alta poco meno di 700 metri, è totalmente immersa nella foschia e saranno necessarie parecchie ore per avvicinarla decisamente ed osservarne le forme. Il versante occidentale è quello che costeggiamo. Lisola è calcarea con tratti vulcanici ed altri costituiti da antiche argille che appaiono fortemente piegate ed inclinate. Sostiamo nella CALA SPALMATORE dove faccio una nuotata fino a terra. Lasciamo lisola di MARETTIMO e dirigiamo a SE verso un profilo appena percepibile a causa della foschia: è lisola di FAVIGNANA, la più grande delle EGADI. Navighiamo a motore perché il vento è poco. Poco prima di entrare nella caratteristica CALA ROTONDA, intorno alle 12, Mauro mi sveglia freneticamente perché cè uno spettacolo molto interessante: un delfino ci accompagna nuotando intorno alla nostra prua. Tutto lequipaggio si accalca sul pulpito di prua per godere questo spettacolo emozionante. Il delfino, un tursiope lungo circa 1,70 metri, compie una serie di passaggi accanto alla prua nuotando parallelamente, tuffando, incrociando la nostra rotta, accelerando repentinamente, piegandosi su di un lato per osservare noi che siamo appollaiati a prua e fotografiamo. E semplicemente meraviglioso. Abbiamo il tempo di fissare queste immagini perché il delfino resta con noi per più di 5 minuti. Peccato che siamo in movimento e a motore perché avrei voluto tuffarmi e nuotare con il delfino. Ma ! Che eleganza e che velocità !! Incredibile nelle silenziose accelerazioni. Diamo ancora allinterno della CALA ROTONDA nellIsola di FAVIGNANA. Loperazione di ancoraggio è molto importante e Mauro la esegue con estrema attenzione. Sceglie un fondale preferibilmente sabbioso e dopo aver calata lancora e filata catena per 20 metri circa fa agguantare la stessa con un colpo di marcia indietro, i fila catena e aspetta a prua per osservare la barca disporsi correttamente sul letto del vento, e traguardando a terra dei punti cospicui per verificare che la catena non ari. Il segnale che tutto è in ordine è "bagno libero" . E Mauro è sempre più veloce nel tuffarsi da Galatea. La cala è calcarea, con un fondale di sabbia e un diametro di cento metri circa tanti pesci che alimentiamo con le briciole del nostro pranzo. Nel primo pomeriggio seguiamo la costa fino a FAVIGNANA città, e nella rada del porto diamo fondo. Dopo cena lequipaggio si imbarca nel tender per raggiungere il molo e scendere a terra: raggiungiamo il centro abitato, animatissimo di villeggianti, cartoline e gelati in piazza. Il porto è base di partenza per importanti tonnare, infatti, vediamo grandi barche in legno, reti stese ad asciugare grandi ancore allineate a terra.
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14 Luglio TIRRENO MERIDIONALE settore tre W ed E - FAVIGNANA Lasciata lIsola di FAVIGNANA raggiungiamo la terza delle isole EGADI, LEVANZO, la più piccola, 270 metri la sua massima quota. Molto interessante il piccolo villaggio con edifici bianchi, di forma prismatica e omogenei fra di loro. Raggiungiamo la CALA CARCARA sulla costa rivolta a E. Dopo numerosi bagni e osservazioni dei fondali siamo attratti dalla costa e decidiamo di visitarne le cime vicine. In costume da bagno e scarpette ci inoltriamo, tra rocce e macchie, fino ad un punto elevato da dove osserviamo la vicina FAVIGNANA e la costa siciliana. Armato il tendalino blu facciamo sosta per il pranzo con gli immancabili bagni fra una portata e laltra. Nel primo pomeriggio ripartiamo perché il vento varia continuamente la sua direzione non concedendo allo skipper di fare il pisolino tranquillamente. A non più di un mg dalla partenza verso la nostra prossima tappa, SAN VITO LO CAPO a E di TRAPANI, un delfino, tursiope come quello del giorno prima, compare in prossimità della prua di Galatea. Benché lo spettacolo sia simile a quello goduto il giorno prima, voliamo a prua e ci appollaiamo sul pulpito senza dimenticare fin dal primo momento le diverse macchine fotografiche. Il delfino gioca appena sotto la prua allontanandosi di qualche decina di metri e riavvicinandosi. Appare evidente il fatto che voglia interagire con noi e sembra quasi rispondere con i suoi movimenti ai nostri ripetuti richiami entusiastici. Ad un certo punto ci mostra le sue spettacolari capacità spiccando dei sorprendenti salti fuori dallacqua, alti anche 2 metri. Ne contiamo 6, uno di seguito allaltro, ritmati dai nostri "olè". Ne fa degli altri a qualche metro dalla nostra prua con anche una rotazione che ci mostra il ventre chiaro. Lo spettacolo dura non meno di una mezzora. Siamo ammirati dalla bellezza di questo grande animale. Abbiamo imposto il nome di "Flipper" a questo tursiope che cercheremo ancora di avvistare per lungo tempo assegnandoci delle aree di osservazione a dritta e sinistra. Veleggiamo verso SAN VITO LO CAPO, la nostra prima tappa nella terra ferma siciliana, dove faremo cambusa e acqua in banchina. A turno lequipaggio condurrà la barca al timone senza lausilio del timone automatico. Facciamo numerosi bordi di bolina che ci permetteranno di sentire la barca a vela sotto i nostri piedi. Mauro si impegna nella sua funzione di istruttore con continui "orza", "puggia", "stingi bene il vento", "stai puggiando troppo" Quanta differenza col piccolo LASER. Approdiamo solo dopo il tramonto.
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15 Luglio TIRRENO MERIDIONALE settore E - SAN VITO LO CAPO Dopo le spese e le telefonate ad amici e parenti partiamo da SAN VITO con tempo piuttosto grigio e vento da NE forza5. Il bollettino ci aveva già annunziato una perturbazione da W e avremo voluto sfruttare il Maestrale per raggiungere lisola di USTICA. Invece il vento è da NE, Grecale, perciò Mauro rinuncia a arrivare a USTICA perché la navigazione sarebbe lunga e faticosa. Decide di attraversare lampio GOLFO DI CASTELLAMARE, ma dobbiamo comunque bolinare. Mauro mi affida il timone dicendomi di stringere sempre il vento e così faccio. Sicuramente meglio del giorno prima. Che sia più facile portare la barca con vento fresco che con venti leggeri? Il giorno precedente la mia prova al timone è stata, infatti, mediocre. Oggi sono finalmente gratificato forse anche perché il timone rimane a lungo nelle mie mani. Il cielo è coperto ed al largo si vedono continui lampi e saette cadere in mare. Il vento rinfresca ulteriormente, issiamo un fiocco e prendiamo una mano di terzaroli. Allaltezza di PUNTA RAISI il comandante decide di puggiare verso TERRASINI, sottovento alla costa. Un tavolato di antiche argille alto poco meno di 10 metri. Diamo ancora su un fondale sabbioso, intanto che intorno a noi numerosi serfisti sfrecciano veloci su tavole da salto. Mangeremo in dinette perché piove. La pista di atterraggio dellaeroporto di Palermo, PUNTA RAISI appunto, inizia sulle nostre teste e per tutto il pomeriggio seguiremo da vicino gli aerei in fase di atterraggio. Dopo pranzo entra in azione la squadra addetta alle manutenzioni su Galatea. Mauro si applica intorno ad un cavo elettrico per una lampada elettrica molto potente; Maurizio cambia qualche garroccio della infieritura della randa, Mariella ricuce le cannette sbrindellate del cesto porta scarpe; Sergio ed io risistemiamo il plexiglas dellosteriggio della seconda cabina. Trascorriamo la notte nella stessa rada che abbiamo nuovamente raggiunto dopo aver "tirato" dei bordi di bolina al largo per provare un fiocco nuovo da armare sullo strallo di trinchetta. Il fiocco appare subito anche ai profani pessimamente tagliato. E il mio turno in cucina.
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16 Luglio TIRRENO MERIDIONALE settore E - TERRASINI Si parte presto e preparo la colazione con la barca già in movimento. Il mare lungo da NW e il poco vento ci fanno rollare parecchio. Procediamo a motore verso CAPO GALLO e CAPO ZAFFERANO oltre PALERMO verso E. Il cielo è ormai sereno. Decidiamo giungere a CEFALÙ. Il suo centro storico ci appare da molte mg sotto unerta rocca di roccia rossa.. La sua Cattedrale con i due campanili emerge sulle case in modo splendido. Allarrivo intorno alle ore 18.30 andiamo in banchina accanto ad una grossa barca tedesca, a metà tra un piccolo galeone e un moderno motorsailor. Stasera si cenerà a terra in un qualche locale dove offrano dei piatti a base di pesce. Questo per lequipaggio, per il comandante solo carne giacché non ama tanto il pesce. Il Duomo di CEFALÙ è indubbiamente un monumento interessante, oltre che storicamente anche artisticamente, purtroppo è chiuso e possiamo ammirarlo solo esternamente. Il centro storico è animato da numerosi turisti sia italiani sia stranieri. Le belle straniere sono oggetto di conversazione al tavolo del ristorante che si apre su di un vicolo.
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17 Luglio TIRRENO MERIDIONALE settore E - CEFALÙ Di prima mattina riprendiamo la navigazione verso il largo. La rotta è verso NE e lentamente CEFALÙ scompare tra la foschia. Dopo qualche ora appare la prima delle ISOLE EOLIE, ALICUDI. Uno scoglio vulcanico con la forma di una piramide di basalto. La vediamo lentamente filare alla nostra sinistra. La nostra meta è FILICUDI dove un solo promontorio permette un qualche ridosso, Purtroppo i fondali sono dappertutto molto profondi per trovare un ancoraggio sicuro, perciò la costeggiamo per un buon tratto alla ricerca di un buon fondale per fermarsi. Finalmente un bagno. Di fronte a noi del buon basalto nella giusta dimensione per costruire i nuraghi. Lasciamo FILICUDI e aiutati da un leggero venticello procediamo di bolina larga verso la terza isola dellArcipelago delle EOLIE: SALINA. Nel fare il punto scambio una casa per un faro per questo la riconoscibilità dellisola sulla carta nautica mi appare strana. Continuo a tracciare delle rette sulla carta traendo gli angoli con la bussola da rilevamento, a controllare il GPS, ma i dubbi permangono. Fortunatamente la visibilità è ottima quindi ci affidiamo ai nostri occhi e al buon senso. Questo mi insegna a non fidarmi troppo della prima deduzione ma occorre confrontare costantemente la carta e la realtà. Finalmente capisco che quello che vediamo non è un faro ed allora tutto si mette in ordine. La costa a N di SALINA e molto alta e perpendicolare costituita da basalti e trachiti; poco è lo spazio lasciato a brevi e strettissime spiagge. Molte sono le case sparse e vigneti sui fianchi di antichi vulcani comunque ricchi di verde. Arrivati a SALINA diamo ancora perpendicolarmente ad una banchina con unonda lunga che non permette un comodo accosto. E già sera quando andiamo in paese dopo la cena a bordo. Cè la festa della patrona di SALINA, Santa Marina. Tra le bancarelle piene delle solite cianfrusaglie, animate dai villeggianti, osserviamo questa piccola cittadina molto carina, con semplici case arricchite di patii fioriti e qualche villa nobiliare del secolo scorso. La festa di Santa Marina tocca il culmine con uno spettacolo pirotecnico allinterno del porto; i fuochi sono sparati a non più di 150 metri da Galatea e siamo scossi da detonazioni fortissime ma anche ammirati per gli splendidi disegni di fuoco di tutti i colori proprio sopra le nostre teste. Finale meraviglioso e palpitante.
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18 Luglio TIRRENO MERIDIONALE settore E - SALINA Il mattino ci spostiamo in rada per fare colazione prima di ripartire. Partiamo subito dopo per LIPARI, poco a SE. Facciamo sosta di fronte ad imponenti cave di pietra pomice chiarissima. Gettiamo lancora a NE in un mare color turchese chiarissimo. Raggiungo la riva a nuoto e con mia grande sorpresa trovo oltre alla pomice anche blocchi di ossidiana e altre rocce vulcaniche con colori molto accentuati che vanno dai rossi al nero. Mauro decide di arrivare a PANAREA e, dopo 11 mg, diamo ancora nella CALA di GIUNCO, presso la quale sorge un villaggio dellepoca del bronzo. Dalla nostra posizione il villaggio non è raggiungibile a causa di pareti a strapiombo e dirupi non facilmente superabili; occorrerebbe fare un ampio giro a nuoto o in canotto perciò rinuncio. Dopo pranzo riprendiamo la navigazione costeggiando il lato E di PANAREA, una fra le più esclusive isole delle EOLIE. Rientriamo a LIPARI per fare un po di cambusa sul tardi. Diamo ancora in rada poco a N di SOTTOMONASTERO ed in canotto tre di noi scendono a terra.. Anche a LIPARI è festa con molta animazione di turisti, bancarelle, barche di pescatori e luminarie. Le bancarelle vendono le stesse cianfrusaglie viste a SALINA. La sera, dopo la cena a bordo, ci dona lennesima sorpresa di questo viaggio: nel buio della notte, e con la cornice di luci del paese che si riflettono sul mare, siamo circondati da centinaia di lumini accesi e galleggianti che derivano lentamente spinti da un leggero venticello. Questi lumini sono in realtà dei bicchieri di plastica trasparente con della cera sul fondo nella quantità sufficiente per lasciare accesa una fiammella poco meno di un quarto dora. Si avvicina a Galatea una piccola barca a remi condotta da due ragazzi che sono impegnati a controllare che nessuno di questi lumi si blocchi sopravvento a qualche barca e possa così arrecare loro danno, perciò si danno un gran da fare a spingerli in mare aperto o a spegnerli rovesciando loro addosso dellacqua con i remi. La festa non è ancora finita perché proprio di fronte a noi sulla spiaggia cè il palco allestito per lo spettacolo notturno, al quale partecipano dei giovani cantanti che a detta dei giovani del nostro gruppo sono piuttosto scarsi. Per più di unora ci allieterà le orecchie un cantante che non solo imita ma si cala totalmente nella parte di Celentano. La mattina seguente troveremo dei manifesti con leffigie di questo individuo: esattamente la peggiore faccia di Celentano. Ad un certo punto comunque andiamo a dormire intanto che questo continua ad urlare le sue canzoni.
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19 Luglio TIRRENO MERIDIONALE settore E - LIPARI Salpiamo da LIPARI dopo aver fatto un po di spesa e gasolio e ci dirigiamo a S costeggiando lisola e raggiungiamo un tratto di costa veramente spettacolare per le alte pareti di basalto, gli scogli isolati in acque profonde, gli archi naturali e le grotte. Il colore dellacqua anche per noi sardi è sorprendentemente limpida e profonda. Faccio una breve nuotata circondato da molte barche che vengono a godersi questo spettacolo naturale. Da quella posizione è possibile godere la vista di un altro Vulcano fumante: VULCANO. Attraversato il canale BOCCHE DI VULCANO raggiungiamo lisola di VULCANO appunto. A W del promontorio VULCANELLO diamo ancora in unampia e alta cala di basalto detta PORTO DI PONENTE. Siamo circondati da barche depoca e grossi yacht battenti bandiera inglese. Questo viaggio continua a sorprenderci. Esattamente di fronte alla rada dove trascorreremo la notte cè proprio il vulcano di nome VULCANO, di oltre 300 metri di altezza, sulla riva si alternano fanghi e acque calde e sulfuree. La folla si bagna con religiosa attenzione, quasi fosse la fonte di LOURDES, e fa i suffumigi di gruppo. Sergio ed io abbiamo però deciso di raggiungere la cima di VULCANO e, scarpette e borraccia, ci facciamo dare un passaggio in tender sino alla spiaggia, quindi ci incamminiamo sulla strada che verosimilmente porta allattacco del sentiero che condurrà in cima. Questo sale con discreta inclinazione ma il nostro passo è veloce (Sergio è un maratoneta) ed io seguo il suo ritmo imposto senza problemi. Superiamo tutti i turisti che capitano sulla nostra strada; giovani e meno giovani. Via via che saliamo di quota la vista si apre su splendidi panorami che mostrano le vare baie dellisola di VULCANO e della vicina LIPARI. Comincio a fotografare tutto questo ma arrivati in cima al cratere linteresse si sposta decisamente su ciò che abbiamo sotto i nostri piedi. La cima è ricca di concrezioni con intensi colori giallo e arancio dello zolfo, fumi sulfurei ci avvolgono con lintenso odore caratteristico. Percorriamo tutta la circonferenza del cratere di circa 500 metri seguendo un sentiero poco trafficato non più ampio di 2 metri e che scende ripido sia sul lato esterno sia quello interno. Sul fondo del cratere, cento metri sotto di noi, cè uno spiazzo circolare piatto, sicuramente di fango, dove qualcuno ha allineato delle pietre componendo delle parole che non riusciamo a decifrare a causa delle esalazioni fumose. Abbiamo raggiunto la cima in circa 20 minuti e siamo ridiscesi, dopo la sosta in cima, ancora più velocemente e di corsa fino alla spiaggia di fronte a Galatea. Il maratoneta Sergio è duro da seguire. Correre in discesa è particolarmente stressante per i muscoli anteriori delle cosce, in passato ebbi simili esperienze, ma in questa occasione ho seguito Sergio seppure meno velocemente, perciò sentirò per parecchi giorni lacido lattico alle gambe. Notte tranquilla in rada in mezzo a tante altre barche a vela straniere.
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20 Luglio TIRRENO MERIDIONALE settore E - VULCANO Alle 8 si parte da VULCANO a motore, verso lo stretto di MESSINA ROTTA 102° - La navigazione attraverso lo STRETTO è resa complicata dalle correnti montanti e scendenti, dalle controcorrenti e dalle stanche. Tutte queste fasi sono perfettamente calcolate e pubblicate in tabelle che devono essere studiate attentamente dai comandanti che vogliano attraversare lo STRETTO. La velocità delle correnti raggiunge anche i 6 o 7 nodi, per cui una barca a vela che procede a motore e che non supera i 5 nodi di velocità dovrà sfruttare assolutamente la corrente favorevole se non vorrà stare fermo in mezzo allo STRETTO. Oltre a tutto ciò si formano degli ampi gorghi anche 15 metri di ampiezza, che possono scombussolare una piccola barca.. Il passaggio è complicato ulteriormente dallattraversamento di numerosissimi traghetti che collegano MESSINA e VILLA SAN GIOVANNI. Ne abbiamo contati anche 6 contemporaneamente, oltre ad altre numerose navi. Il timoniere, Mauro ha preso direttamente in mano la situazione, ha un bel daffare per accostare o rallentare, conscio che navi e traghetti non cedono volentieri il passo. Arriviamo in serata a REGGIO CALABRIA. Scomodissimo lormeggio con una banchina alta più di un metro sul ponte di Galatea. La sera il porto è affollato di centinaia di reggini che pescano con la canna portandosi la famiglia. E un po fastidioso il via vai di passanti e curiosi sulle nostre teste. Dovrò essere più discreto nelle mie passeggiate nel porto di Cagliari dove anchio vado a curiosare le barche che fanno navigazione daltura e transitano a Cagliari.
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21Luglio STRETTO DI MESSINA IONIO MERIDIONALE -REGGIO CALABRIA Si parte prestissimo perché oggi dobbiamo fare non meno di 60 mg per giungere a ROCCELLA IONICA. Questo è, infatti, lunico porticciolo in grado di ospitare barche da diporto in transito, e forse offrire un po dacqua. Abbiamo quasi esaurito le nostre riserve. La costa calabrese da REGGIO verso CAPO SPARTIVENTO fino poi a ROCCELLA è un lunghissimo arenile (60 mg circa) senza cale o interruzioni di sorta. Le colline e le montagne prospicienti il mare sono macchiate continuamente da incendi recenti, recentissimi ed in corso. Un Canader vola sopra le nostre teste, durante la nostra sosta per il pranzo, per spegnere i molti incendi che dal mare si osservano perfettamente.
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22 Luglio IONIO SETTENTRIONALE - ROCCELLA IONICA Partiamo da ROCCELLA molto presto poiché anche la tappa di oggi sarà molto lunga. Non abbiamo trovato lacqua in banchina per cui Mauro decide che faremo la doccia con lo shampoo e lacqua di mare. Cè un vento da N da diverse ore che permette a parte dellequipaggio di tenere il timone a turno. Siamo partiti contemporaneamente ad una barca di olandesi, una coppia, che procede alla nostra dritta con la stessa nostra velocità di nodi. Galatea guadagna meglio al vento di bolina dellElan olandese e dopo circa 2 o 3 ore siamo molto sopravvento. Superato PUNTA STILO attraversiamo il GOLFO DI SQUILLACE verso CAPO RIZZUTO che avvistiamo nel pomeriggio. Il caldo è notevole e oltre alle vele issiamo anche un piccolo tendalino che difende il pozzetto dal sole. Ogni tanto siamo costretti ad andare nel balconcino dello specchio di poppa per tirarci addosso secchiate dacqua di mare. Superato CAPO COLONNE entriamo a CROTONE intorno alle 18.
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23 Luglio IONIO SETTENTRIONALE - CROTONE Lultimo tratto della nostra crociera inizia prima dellalba, intorno alle 5.30. La rotta è 035° per SANTA MARIA DI LEUCA in Puglia per un totale di 70 mg circa. Soffia un vento di intensità di 15 nodi da N NW per alcune ore, che ha permesso al motore di riposare e a parte dellequipaggio di timonare. Il resto per più di 10 ore di navigazione lha fatto il motore Volvo Penta di GALATEA, che non ha mai dato il minimo problema per tutta la crociera, e che lha visto operativo per circa il 70% del percorso. Le vele, genoa e randa, sono state usate moltissimo per stabilizzare il rollio e per procedere aiutando il motore. Larrivo a SANTA MARIA DI LEUCA alle ore 18.30, dopo una breve sosta per un bagno, in un porto discretamente attrezzato. La cittadina è molto turistica con edifici che riprendono vari stili; dallarabescante alle ville floridiane o riferite ad un gusto eclettico medioevaleggiante. Molto vivace la passeggiata a mare. E interessante notare che la costa non ha calette o spiagge di sorta, i bagnanti li abbiamo visti appollaiati su aguzzi scogli. Benché la costa complessivamente sia molto diversa dalle nostre sarde, i pugliesi sono riusciti a qualificare turisticamente questa zona. Queste considerazioni sono fatte da un punto di vista particolare: con i piedi su di una barca e senza un approfondita conoscenza del territorio. Intorno alle 22.00, dopo il rientro dalla pizzeria compare il vento, inizialmente una brezza di terra calda e asciutta, via via sempre più intensa (legge di MURPHY confermata). Quel NW 3 o 4 tanto atteso è arrivato troppo tardi. lo skipper annota che qui il regime delle termiche è molto scarso e lassenza del vento è frequente e prolungata al confronto con la Sardegna, dove il vento non è mai assente, anche con il bel tempo.
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La distanza percorsa è stata maggiore di 600 miglia nautiche da CAGLIARI a SANTA MARIA DI LEUCA. |
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maurizio erminio - diario della crociera - www.maurizioerminio.it