LE
INDAGINI TECNICHE NON HANNO DUNQUE PORTATO A CONCLUSIONI
UNIVOCHE SULLE CAUSE DEL DISASTRO. E' DUNQUE NECESSARIO
VERIFICARE SE DA ELEMENTI DIVERSI DA QUELLI TECNICI E'
POSSIBILE DEDURRE ARGOMENTI CHE CONSENTANO DI INTEGRARE QUELLE
INFORMAZIONI E DI GIUNGERE COSI' A UNA RISPOSTA
DEFINITIVA.
GLI
ACCERTAMENTI SUL CONTESTO IN CUI SI VERIFICO' L'EVENTO DEL
27.06.80 SONO STATI PARTICOLARMENTE COMPLESSI.
PROPRIO
LA POSSIBILITA' DI IPOTESI DIFFERENTI SULLE CAUSE DELLA
TRAGEDIA HA IMPOSTO L'APPROFONDIMENTO DI INNUMEREVOLI
CIRCOSTANZE, ALCUNE ANCHE NON DIRETTAMENTE RICOLLEGABILI
ALL'EVENTO, AL FINE DI INDIVIDUARE UN FILO CONDUTTORE E
COMUNQUE DI PREDISPORRE QUEL QUADRO DI RIFERIMENTO CHE
CONSENTISSE DI INSERIRE IN MANIERA COMPRENSIBILE E RAGIONEVOLE
LE DIVERSE POSSIBILI IPOTESI.
UNA
PARTE NON SECONDARIA DI QUESTO SFORZO E' STATA DETERMINATA
DALL'INSERIMENTO DI SUGGESTIONI ESTERNE, CHE NON SEMPRE SONO
RISULTATE DISINTERESSATE.
ALCUNE
DI QUESTE HANNO PORTATO ALL'ESERCIZIO DELL'AZIONE PENALE IN
PROCEDIMENTI SEPARATI, PER DELITTI DI CALUNNIA E
ALTRO.
ALTRE
SONO OGGETTO DI SPECIFICHE IMPUTAZIONI NEL PRESENTE
PROCEDIMENTO E SE NE TRATTA NELLE PARTI DELLA REQUISITORIA AD
ESSE DEDICATE.
MOLTE
ALTRE NON SEMBRANO ESSER STATE ORIGINATE DA MOTIVAZIONI
ILLECITE E QUINDI NON SE NE TRATTERA', NONOSTANTE CHE ESSE
ABBIANO SPESSO DETERMINATO UN GRAVOSO LAVORO DI VERIFICA
PERCHE' SI POTESSE ESCLUDERLE DAL NOVERO DELLE ATTENDIBILI.
PROBABILMENTE L'ANSIA DI RICERCARE LA VERITA' HA COMPORTATO
UN'ATTENZIONE MAGGIORE ANCHE A VICENDE CHE APPARIVANO PRIMA
FASCE NON FRUTTUOSE, NELLA SPERANZA CHE CIO' POTESSE PORTARE
ALMENO AD ESCLUDERE RADICALMENTE ALCUNE IPOTESI.
DI
DIVERSO FONDAMENTO SONO INVECE LE INDAGINI, ANCHE QUESTE DI
ESTREMA DIFFICOLTA', FINALIZZATE A RICOSTRUIRE I MOVIMENTI DI
AEREI MILITARI IL 27 GIUGNO, ANCHE IN PAESI STRANIERI, AL FINE
DI INDIVIDUARE POSSIBILI INDIZI DELLA PRESENZA NON PALESE DI
TRASFERIMENTI DI VELIVOLI, DI ESERCITAZIONI O ANCHE DI AZIONI
MILITARI, CHE IN QUALCHE MODO POTESSERO RICOLLEGARSI
DIRETTAMENTE ALLA CADUTA DEL DC9 O, INDIRETTAMENTE, A UN
CONTESTO DI TENSIONE.
SI
SONO QUINDI SVILUPPATE LE INDICAZIONI PROVENIENTI DA DOCUMENTI
O DA FONTI TESTIMONIALI, CIRCA AEREI DA COMBATTIMENTO O DA
SORVEGLIANZA E CONTROMISURE ELETTRONICHE IN VOLO QUEL 27
GIUGNO O CHE RISULTAVANO IN SITUAZIONE DI EMERGENZA. MOLTO
SPESSO QUESTE INDAGINI HANNO PORTATO A RICHIESTE DI
COLLABORAZIONE
DA PARTE DI PAESI STRANIERI; SI E' AVUTA IN GENERE UN'AMPIA
COOPERAZIONE.
UN
ALTRO FILONE ULTERIORE DI INDAGINI HA COMPORTATO LA VERIFICA
DI INDICAZIONI PROVENIENTI - ANCHE QUESTE - SIA DA FONTI
TESTIMONIALI CHE DOCUMENTALI DELLA POSSIBILITA' CHE - AL DI
LA' DEI RAPPORTI PALESI - PILOTI E MEZZI DI PAESI NON ALLEATI
(E IN PARTICOLARE DELLA LIBIA) POTESSERO ESSER IMPIEGATI IN
AZIONI MILITARI (E VICEVERSA).
QUESTO
FILONE INVESTIGATIVO SI E' STRETTAMENTE INTRECCIATO CON QUELLO
- MOLTO VASTAMENTE ESPLORATO - DEI RAPPORTI TRA ITALIA E
LIBIA.
MANO
A MANO CHE IL LAVORO PROGREDIVA, ALCUNE IPOTESI INVESTIGATIVE
SONO STATE SMENTITE O NON CONFORTATE.
COSI',
DEL TUTTO PRIVE DI RISCONTRI SONO RISULTATE LE IPOTESI DI
TRASPORTO DI URANIO DA PARTE DEL DC9 O DI ALTRI AEREI CHE
POTESSERO CON QUESTO ESSER SCAMBIATI.
NESSUN
SERIO ELEMENTO DI VERIFICA E' VENUTO NEMMENO SULLE IPOTESI CHE
IL MIG23 RECUPERATO A CASTELSILANO FOSSE STATO NELLA
DISPONIBILITA' DI PAESI DIVERSI DALLA LIBIA. A QUESTO
PROPOSITO SI E' SVOLTA UN'INTENSA ATTIVITA' ISTRUTTORIA PER
RICOSTRUIRE LE VICENDE DI AEREI SIMILARI, PER QUALUNQUE
RAGIONE CADUTI IN MANO DI PAESI OCCIDENTALI.
UN
DIVERSO SETTORE DI INDAGINE E' STATO QUELLO CONCERNENTE LA
PRESENZA DI PILOTI ITALIANI IN LIBIA, CON LA FUNZIONE
UFFICIOSA DI ISTRUTTORI DI VOLO MA CHE INVECE FURONO
SOSPETTATI ANCHE DI ATTIVITA' BELLICHE VERE E PROPRIE E IN
QUALCHE CASO DI FORNIRE INFORMAZIONI CIRCA LE NOSTRE
DIFESE.
IL
PUNTO E' DI NOTEVOLE RILIEVO, SIA PERCHE' ESSO FU OGGETTO DI
COSTANTE ATTENZIONE DA PARTE DEI NOSTRI SERVIZI (SEBBENE
NESSUNA INIZIATIVA VENISSE PRESA PER CONTRASTARE O
DISCIPLINARE O UTILIZZARE QUESTE ATTIVITA') SIA PERCHE' ESSO
SI RICOLLEGA DIRETTAMENTE ALLA VICENDA DEL MIG23 RITROVATO A
CASTELSILANO.
INDIPENDENTEMENTE
DUNQUE DALLE FANTASIOSE PROSPETTAZIONI DI COINVOLGIMENTO DI
PILOTI ITALIANI CON MEZZI LIBICI IN UN ATTACCO AL DC9, E'
CERTO CHE LA QUESTIONE AVEVA PARTICOLARE RILIEVO PER VALUTARE
SE L'AVVICINAMENTO DEL MIG23 ALLE COSTE ITALIANE FOSSE
AVVENUTO SULA BASE DI INFORMAZIONI OTTENUTE TRAMITE I PILOTI
ITALIANI (TUTTI PROVENIENTI DA ESPERIENZE NELLA NOSTRA
AVIAZIONE MILITARE).
SI
TRATTA DI UNA POSSIBILITA' REALE (ANCORCHE' NON PROVATA) CHE
ACQUISTEREBBE ANCOR PIU' FORZA QUALORA SI PROVASSE
DEFINITIVAMENTE CHE IL MIG23 E' CADUTO NON IL 18 LUGLIO (PER
IL QUALE VI SAREBBE UNA TRACCIA, SIA PURE FORTEMENTE
CONTESTATA, RICONDUCIBILE A TALE AEREO) MA IN UN GIORNO
PRECEDENTE, QUANDO E' CERTO CHE NON VI FU ALCUN AVVISTAMENTO
DA PARTE DEI RADAR DELLA DIFESA.
PIU'
IN GENERALE, SI E' CERCATO DI RICOSTRUIRE I MOVIMENTI DI AEREI
MILITARI CHE AVESSERO SORVOLATO IL NOSTRO TERRITORIO IL 27
GIUGNO, SIA PER L'IPOTESI CHE POTESSERO ESSERVI STATA
UN'INTERFERENZA DIRETTA CON IL VOLO DEL DC9, SIA PER
SUPPORTARE GLI INDIZI DI UN'ATTIVITA' MILITARE PARTICOLARMENTE
INTENSA CAUSATA DA UNA SITUAZIONE DI TENSIONE CON PAESI ARABI;
IN QUESTO CONTESTO, L'ATTENZIONE E' STATA RICHIAMATA DAL
TRASFERIMENTO DI AEREI VERSO L'EGITTO, IN COINCIDENZA CON
L'AGGRAVARSI DELLA TENSIONE TRA QUEL PAESE E LA LIBIA (SUL
PUNTO SI VEDA OLTRE).
UN
ALTRO FILONE ATTENTAMENTE SVILUPPATO E' STATO QUELLO DEGLI
AEREI ATTERRATI IN QUEI GIORNI SU AEROPORTI ITALIANI E CHE IN
QUALCHE MANIERA POTESSERO ESSERE STATI COINVOLTI NEI FATTI
OGGETTO DEL PROCEDIMENTO (AD ESEMPIO PERCHE' SEGNALANTI
UN'EMERGENZA, COME L'F111 RICOVERATO A GROSSETO PER
UN'AVARIA).
SONO
STATE PERCORSE TUTTE LE POSSIBILI STRADE DI VERIFICA
DELL'IPOTESI CHE A PRODURRE I PLOTS NON RICONDUCIBILI NE' AL
DC9 NE' A RELITTI POTESSERO
ESSER
STATI
UNO O PIU' AEREI NON IDENTIFICATI. NESSUN TENTATIVO E' STATO
OMESSO. NESSUNA IPOTESI E' RIMASTA INESPLORATA.
OCCORRE
AFFERMARE CHE NESSUN ELEMENTO DI CORROBORAZIONE ESTERNA DI
QUESTA IPOTESI E' VENUTA DALL'AMPIO LAVORO DI RICERCA DI CUI
S'E' DETTO.
CON
ALTRETTANTA DETERMINAZIONE SI E' SEGUITA ANCHE OGNI
CIRCOSTANZA CHE POTESSE SUPPORTARE L'IPOTESI DI UN'ESPLOSIONE
CAUSATA DA UN ORDIGNO POSTO ALL'INTERNO DELL'AEREO.
ANCHE
IN QUESTO CASO NON CI SI E' ACCONTENTATI DI OSSERVAZIONI DI
CARATTERE LOGICO CHE, IN QUANTO TALI E PER QUANTO BEN
ARGOMENTATE, POSSONO ESSERE CONTRADDETTE DAI FATTI.
AD
ESEMPIO, IL RILIEVO CHE IL RITARDO NELLA PARTENZA DELL'AEREO
DA BOLOGNA DOVESSE PORTARE A CONSIDERARE IMPROBABILE L'IPOTESI
DI COLLOCAZIONE DELL'ORDIGNO E' PARSA INADEGUATO A OFFRIRE
RISPOSTE SODDISFACENTI.
POSSONO
INFATTI ESSER PROPOSTE DIVERSE SERIE DI ACCADIMENTI CHE
PORTINO AD AGGIRARE LA FORZA LOGICA - PUR DA NON SOTTOVALUTARE
- DELL'OBBIEZIONE.
SI
PUO' IPOTIZZARE UN MECCANISMO DI INNESCO COLLEGATO CON UN
ALTIMETRO E UN TEMPORIZZATORE. PIU' SEMPLICEMENTE, SI PUO'
IPOTIZZARE CHE L'ORDIGNO SIA STATO COLLOCATO A BORDO DURANTE
LA SOSTA O CHE UN PASSEGGERO NE SIA STATO INCONSAPEVOLE
PORTATORE.
QUESTE
ULTIME DUE IPOTESI SONO STATE ESPLORATE - NEI LIMITI DEL
POSSIBILE - CON ACCURATE INDAGINI SULLE CONDIZIONI
DELL'AEROPORTO E SULLE MODALITA' DI IMBARCO. L'INDICAZIONE -
RIVELATASI ERRATA DELLA PRESENZA TRA PASSEGGERI DI UNA PERSONA
APPARTENENTE A UNA COSCA MAFIOSA HA COMPORTATO INDAGINI ANCHE
IN QUESTA DIREZIONE, COME APPRESSO SI DIRA'. NESSUN ELEMENTO
DI FATTO CHE POSSA CONFORTARE QUESTE RICOSTRUZIONI E' PERO'
EMERSO.
DEVE
CONCLUDERSI CHE L'IPOTESI CHE UN ORDIGNO SIA STATO COLLOCATO A
BORDO DEL VEICOLO DURANTE LA SOSTA A BOLOGNA NON HA
CONTROINDICAZIONI SUL PIANO LOGICO, BENCHE' DI ASSAI DIFFICILE
REALIZZAZIONE PRATICA. ESSA NON HA COMUNQUE TROVATO ALCUN
ELEMENTO DI RISCONTRO.
SI
E' ARGOMENTATA L'IMPLAUSIBILITA' DI UN'ESPLOSIONE INTERNA
ANCHE SULLA BASE DELLE CARATTERISTICHE DELLE TRACCE DI
ESPLOSIVO INDIVIDUATE. SI TRATTEREBBE CIOE' DI ESPLOSIVO
(MISCELA DI TNT E T4) TIPICAMENTE MILITARE E NON IMPIEGATO IN
ATTENTATI DI NATURA TERRORISTICA. ENTRAMBE LE AFFERMAZIONI
SONO PERO' PRIVE DI FONDAMENTO.
GIA'
DI PER SE' LA COMPOSIZIONE, PERALTRO NON DETERMINABILE NELLE
PROPORZIONI RELATIVE, NON CARATTERIZZA I SOLI ESPLOSIVI
MILITARI, POTENDO AD ESEMPIO IL T4 PROVENIRE DA CARICHE DI
INNESTO O DAL DETONATORE; INOLTRE, LA FABBRICAZIONE
DELL'ESPLOSIVO PER FINI MILITARI NON SAREBBE SUFFICIENTE A
FARNE ESCLUDERE RADICALMENTE L'IMPIEGO DA PARTE DI SOGGETTI
VENUTINE IN POSSESSO ILLECITAMENTE.
MA
IN REALTA', TNT E T4 FURONO IMPIEGATI IN NUMEROSI ATTENTATI
TERRORISTICI.
SONO
STATE ACQUISITE LE RELAZIONI DI UNA PERIZIA COMPARATIVA TRA
DIVERSI ATTENTATI TERRORISTICI CONSUMATI IN ITALIA NEGLI ANNI
'70/'80, DISPOSTA DAL GIUDICE ISTRUTTORE DI VENEZIA (LA PRIMA
RELAZIONE E' STATA DEPOSITATA IL 09.01.89; A SEGUITO DI QUESTO
PRIMO INCARICO, NE E' STATO CONFERITO UN SECONDO, PER LA
COMPARAZIONE TRA ALTRI ATTENTATI TERRORISTICI, LA CUI
RELAZIONE E' STATA DEPOSITATA NEL GIUGNO
1989).
ESSA
E' UTILE, NEL NOSTRO CASO, A TITOLO ESEMPLIFICATIVO, GIACCHE'
DA' CONTO DELLE CARATTERISTICHE DEGLI ESPLOSIVI UTILIZZATI E
DEGLI EFFETTI, DA UN PUNTO DI VISTA DELLA DIFFUSIONE DEI
RESIDUI, DI ESPLOSIVI DI PROVENIENZA MILITARE.
ERA
INFATTI STATO RECUPERATO, NEL CORSO DI QUEL PROCEDIMENTO, UN
GROSSO QUANTITATIVO, DI RESIDUATI BELLICI, DA CUI SI
SOSPETTAVA POTESSERO PROVENIRE GLI ESPLOSIVI UTILIZZATI DA
GRUPPI NEOFASCISTI PER UNA SERIE DI GRAVISSIMI
ATTENTATI.
SI
PROCEDETTE QUINDI A UNA SERIE DI PROVE SPERIMENTALI, I CUI
RISULTATI FURONO POI COMPARATI CON GLI ESITI DELLE PERIZIE
DISPOSTE SUI REPERTI RACCOLTI IN OCCASIONE DI QUELLI
ATTENTATI.
GIA'
LE PROVE SPERIMENTALI SONO, A I NOSTRI FINI, DI RILEVANTE
INTERESSE. IN TUTTI GLI ESPERIMENTI NEI QUALI E' STATO
IMPIEGATO ESPLOSIVO MILITARE CONTENENTE I DUE COMPONENTI, SONO
STATE TROVATE TRACCE DI TNT E DI T4 (FANNO NATURALMENTE
ECCEZIONE I DUE ESPERIMENTI CON SOLO AMATOLO, CHE CONTIENE TNT
MA NON T4) (SI VEDA LA SECONDA RELAZIONE PERITALE).
LE
PROPORZIONI TRA I DUE ESPLOSIVI SONO GENERALMENTE A LARGO
FAVORE PER IL TNT; SU QUALCHE REPERTO E' STATO TROVATO SOLO IL
TNT. I QUANTITATIVI RILEVATI SONO IN GENERE CONSISTENTI
(NELL'ORDINE DELLE DECINE DI µg) MA, SOPRATTUTTO NEL CASO DEL
T4, POSSONO ESSERE ANCHE NELL'ORDINE DI µg. ALLE DETTE
SOSTANZE SI AGGIUNGE IN QUALCHE PROVA TRACCIA ANCHE DI ALTRE
COMPONENTI DEI DIVERSI ESPLOSIVI, MA NON SU TUTTI I
REPERTI.
PUO'
QUINDI AFFERMARSI, IN ACCORDO PERALTRO CON LE PERIZIE
ESPLOSIVISTICHE DISPOSTE NEL PRESENTE PROCEDIMENTO, CHE DALLA
DETONAZIONE DI ESPLOSIVI DI PROVENIENZA DA RECUPERO MILITARE
DERIVANO TRACCE CHIMICHE NON DISSIMILI DA QUELLE RISCONTRATE
SUI REPERTI PROVENIENTI DAL DC9 E CHE E' IRRILEVANTE L'ENTITA'
DEI RESIDUI INDIVIDUATI (ESSENDO COMPATIBILE CON LA
REPERTAZIONE DA ESPLOSIONE ANCHE L'INDIVIDUAZIONE DI QUANTITA'
ASSAI PICCOLE DI RESIDUI DI ESPLOSIVO).
DALL'INDIVIDUAZIONE
DI CONTESTUALE PRESENZA DI TNT E T4 NON DISCENDE QUINDI
NECESSARIAMENTE L'UTILIZZO DI UN ORDIGNO MILITARE.
LA
PERIZIA, POI, CONSENTE DI AFFERMARE CHE IN DIVERSI ATTENTATI
TERRORISTICI, ALCUNI DEI QUALI AVVENUTI NEL 1980, E IN EPISODI
AD ESSI CONNESSI FU FATTO USO DI ESPLOSIVO DI DERIVAZIONE
MILITARE, PROVENIENTE DAL RECUPERO DI ORDIGNI
DISMESSI.
CERTAMENTE
DI TAL GENERE FU L'ESPLOSIVO UTILIZZATO PER ATTENTARE ALLA
VITA DELL'ON.LE TINA ANSELMI, L'08.03.80 (BLOCCO COMPATTO DI
TNT, SICURAMENTE PROVENIENTE DALLO SCONFEZIONAMENTO DI UN
ORDIGNO BELLICO); TNT - T4 (95 E 5% RISPETTIVAMENTE, NEI
RESIDUI DELL'ESPLOSIONE) FU UTILIZZATO PER L'ATTENTATO IN
DANNO DEL PERIODICO "IL BORGHESE" IL 30.01.75 E PROBABILMENTE
ANCHE IN QUELLO CONTRO WILLY DE LUCA, IL 18 GENNAIO DELLO
STESSO ANNO (I RESIDUI PERO' CONSENTONO LA RILEVAZIONE DEL
SOLO T4, MENTRE SI IPOTIZZA CHE IL TNT NON SIA STATO OSSERVATO
PER LA QUANTITA' E VETUSTA' DEI REPERTI). TRITOLITE (TNT E T4)
APPARE ESSERE STATA UTILIZZATA IN ATTENTATI ALLE LINEE
FERROVIARIE.
PARTICOLARE
ATTENZIONE VA PRESTATA ALLA STRAGE DEL 02.08.80, PER I
POSSIBILI COLLEGAMENTI CON LA PERDITA DEL DC9, DERIVANTI NON
SOLO DA IPOTESI RICOSTRUTTIVE DEL CONTESTO INTERNAZIONALE, MA
ANCHE DALLA VICENDA AFFATIGATO, SU CUI SI TORNERA' IN ALTRA
PARTE DELLE REQUISITORIE. INOLTRE DA QUELLA STRAGE SI
ORIGINARONO I FATTI CHE PORTARONO AL RINVENIMENTO SUL TRENO
TARANTO - MILANO, IL 13.01.81, DI UN QUANTITATIVO DI ESPLOSIVO
E POI ALLA CONDANNA PER TALE FATTO DI ALTI UFFICIALI DEL
SERVIZIO DI INFORMAZIONI MILITARE
(SISMI).
VA
SUBITO DETTO CHE L'INSERIMENTO DI COSI' GRAVI FATTI DI
DEPISTAGGIO, GIA' OGGETTO DI ACCERTAMENTO PENALE, HA FATTO
FORMULARE IPOTESI DI UN UTILIZZO STRUMENTALE DELL'ATTENTATO
DEL 2 AGOSTO. TALI IPOTESI, TUTTAVIA, NON AIUTANO SUL PIANO
LOGICO A RISPONDERE AL QUESITO FONDAMENTALE, CIRCA LE CAUSE
DELLA CADUTA DEL DC9. RESTANO INFATTI POSSIBILI (TUTTE
COERENTI SUL PIANO DELLA SOLO CONSEQUENZIALITA' LOGICA) LE
DIVERSE COSTRUZIONI ALTERNATIVE CHE NEL TEMPO SONO STATE
PROSPETTATE E CIOE' SIA CHE LA STRAGE DEL 2 AGOSTO SIA STATA
PERPETRATA COME COPERTURA DI UN EVENTO VERIFICATOSI IL 27
GIUGNO, CHE QUELLA DEL TUTTO OPPOSTA CHE VUOLE INVECE LA
STRAGE DI BOLOGNA COME REPLICA DI UN SEGNALE NON PERCEPITO (LA
DISTRUZIONE DELL'AEREO ITAVIA).
DUNQUE,
IL RILIEVO DELL'ESISTENZA DI ATTIVITA' DI DISINFORMAZIONE AD
ALTISSIMO LIVELLO NON E' DI PER SE' SUFFICIENTE A FORNIRE
ELEMENTI DISCRIMINATORI CIRCA CAUSE E RESPONSABILITA' DELLA
DISTRUZIONE DEL DC9. ANCORA UNA VOLTA, OCCORRERA' RICERCARE
SOLIDI ELEMENTI DI PROVA, CHE CONSENTANO DI RICOSTRUIRE LA
CATENA CAUSALE.
NELL'ATTENTATO
ALLA STAZIONE DI BOLOGNA FU UTILIZZATO ESPLOSIVO CONTENENTE, O
NELLA COMPOSIZIONE DELLA CARICA O NEGLI INNESCHI, SICURAMENTE
ANCHE TNT E T4, TRACCE DEI QUALI FURONO RINVENUTE SU DIVERSI
REPERTI, INSIEME A RESIDUI DI ALTRE SOSTANZE UTILIZZATE NEL
CONFEZIONAMENTO DI ESPLOSIVI (NITROGLICERINA E NITROGLICOL E
LORO COMPONENTI; BARIO).
SU
QUESTO ACCERTAMENTO SI INSERISCE LA VICENDA DEL RINVENIMENTO
NEGLI ARCHIVI DEL CENTRO SISMI DI FIRENZE DI DOCUMENTI
ATTINENTI AI RAPPORTI TRA IL PERITO SPAMPINATO E IL CAPO
CENTRO DELL'EPOCA DEI FATTI, COL. FEDERIGO MANNUCCI BENINCASA.
TALI ASPETTI COSTITUISCONO OGGETTO DI ALTRI PROCEDIMENTI
PENALI, PENDENTI DAVANTI ALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA DI BOLOGNA.
QUI RILEVANO SOLO PER LE NECESSARIE VALUTAZIONI DELLA CONDOTTA
DEL MANNUCCI E, PIU' SPECIFICAMENTE SUL PIANO TECNICO, PER
VALUTARE APPIENO L'ATTENDIBILITA' DEGLI ACCERTAMENTI PERITALI
ALL'EPOCA CONDOTTI.
LA
PERIZIA COMPARATIVA HA INFATTI SOTTOPOSTO A CRITICA LE
CONCLUSIONI DEGLI ACCERTAMENTI TECNICI SUDDETTI E IPOTIZZATO
CHE LA CARICA ESPLOSA IL 2 AGOSTO FOSSE COMPOSTA IN REALTA'
ANCHE DA ESPLOSIVO DEL TIPO CONDENSATO DELLA SPECIE TRITOLITE
E (FORSE) AMATOLO, UNITAMENTE AD ESPLOSIVO A BASE DI
NITROGLICERINA CONTENENTE BARIO.
AI
NOSTRI FINI RILEVA COMUNQUE CHE E' INDUBBIO SIA IL
RINVENIMENTO DI TRACCE DI TNT E T4, SIA LA POSSIBILE
PROVENIENZA MILITARE DELL'ESPLOSIVO.
TRITOLITE
(COMPOSIZIONE TIPO B - COMPOUND B) COMPOSTA DA TNT PER IL 60%
E DA T4 PER IL 40% E' POI L'ESPLOSIVO SEQUESTRATO SUL TRENO
TARANTO - MILANO IL 13.01.81; SUL SIGNIFICATO DI TALE
RINVENIMENTO SI TORNERA' IN SEGUITO; QUI, PER GLI ASPETTI
TECNICI, BASTI RILEVARE COME ESSO CORRISPONDA AL TIPO DI
ESPLOSIVO UTILIZZATO PER LA STRAGE DEL 2 AGOSTO E CHE ESSO -
DI DERIVAZIONE CERTAMENTE MILITARE - CONTIENE ENTRAMBE I
COMPONENTI RILEVATI NELLE INDAGINI SUI REPERTI DEL
DC9.
IN
CONCLUSIONE, LE TRACCE DI ESPLOSIVO RINVENUTE SU REPERTI DEL
DC9 SONO DEL MEDESIMO TIPO DELL'ESPLOSIVO RINVENUTO - COME
COMPONENTE INSIEME AD ALTRE SOSTANZE - NEI REPERTI DELLA
STRAGE DEL 02.08.80. I QUANTITATIVI RINVENUTI NEL PRIMO CASO
SONO MOLTO LIMITATI E NON PUO' ESCLUDERSI CHE ALTRE
COMPONENTI, SE PRESENTI, POSSANO ESSER SFUGGITE ALLA RICERCA,
IN CONSIDERAZIONE DEGLI EFFETTI DELL'ACQUA E DEL TEMPO
TRASCORSO PER LE DIVERSE ANALISI.
NATURALMENTE
QUESTA CONCLUSIONE NON CONSENTE DI AFFERMARE O DI ESCLUDERE,
COME PASSO SUCCESSIVO, L'IDENTITA' TRA I DUE
ESPLOSIVI.
QUINDI,
NON SOLO DALLE CARATTERISTICHE DELL'ESPLOSIVO RITROVATE SUL
DC9 NON POSSONO TRARSI CONCLUSIONI NEGATIVE CIRCA LA
POSSIBILITA' CHE A DISTRUGGERE L'AEREO SIA STATO UN ORDIGNO
COLLOCATO AL SUO INTERNO. ESSE COSTITUISCONO INVECE UN
ELEMENTO DI OGGETTIVO COLLEGAMENTO TRA QUESTO EVENTO E LA
STRAGE DEL 02.08.80.
QUESTA
IPOTESI DI COLLEGAMENTO E' STATA ACCURATAMENTE ESPLORATA,
ANCHE ATTRAVERSO INDAGINI COLLEGATE CON L'AUTORITA'
GIUDIZIARIA COMPETENTE A TRATTARE QUEL DELITTO.
GLI
ELEMENTI IN QUALCHE MANIERA OGGETTIVI - DIVERSI, CIOE', DA
QUELLI DI CONTESTO GIA' IN PARTE ESAMINATI E SU CUI SI
TORNERA' PIU' APPROFONDITAMENTE - CHE COLLEGANO LA STRAGE DEL
02.08.80 CON LA CADUTA DEL DC9 ITAVIA SONO DUNQUE COSTITUITI
DALLA PARZIALE CORRISPONDENZA DELL'ESPLOSIVO UTILIZZATO E
DALLE FALSE INDICAZIONI DEL COINVOLGIMENTO DI MARCO AFFATIGATO
IN ENTRAMBE GLI EPISODI.
QUESTO
SECONDO ASPETTO CI INTRODUCE PERO' IN UNA ASSAI PIU' VASTA
CORRELAZIONE, CHE NULLA HA PIU' DI OBBIETTIVO E CHE E' DOVUTA
ALLE GRAVISSIME ATTIVITA' DI INQUINAMENTO DELLE INDAGINI,
OPERATE DA SETTORI DEL SERVIZIO PER LE INFORMAZIONI
MILITARI.
SU
TALE INQUINAMENTO SI E' SVOLTA UNA COMPLESSA E ASSAI DIFFICILE
ISTRUTTORIA, IN COLLEGAMENTO CON LE ALTRE AUTORITA'
GIUDIZIARIE INTERESSATE (PRINCIPALMENTE BOLOGNA E
FIRENZE).
GLI
ELEMENTI DI PROVA RACCOLTI - E IMMEDIATAMENTE COMUNICATI ALLE
AUTORITA' COMPETENTI - HANNO GIA' DATO LUOGO A PROCEDIMENTI
PENALI, PENDENTI A FIRENZE E A BOLOGNA.
NON
SI TRATTERA' DIFFUSAMENTE DI TALI ASPETTI, PER I QUALI SI
RINVIA ALLE REQUISITORIE DEL PUBBLICO MINISTERO E ALLA
ORDINANZA DI RINVIO A GIUDIZIO DELL'AUTORITA' GIUDIZIARIA DI
BOLOGNA. QUI E' PERO' NECESSARIO SOTTOLINEARE L'UTILIZZO DI
INFORMAZIONI CONCERNENTI LA DISTRUZIONE DEL DC9 PER AVVALORARE
L'OPERA DI SISTEMATICA DISINFORMAZIONE, CHE AVEVA COME
OBBIETTIVO PRINCIPALE LA STRAGE DELLA STAZIONE DI
BOLOGNA.
L'IPOTESI
CHE LA DISTRUZIONE DEL DC9 POTESSE ESSER STATA CAUSATA DA UN
ORDIGNO POSTO AL SUO INTERNO FU OGGETTO DI APPROFONDITE
INVESTIGAZIONI ANCHE NELL'AMBITO DEL PROCEDIMENTO PER LA
STRAGE DEL 02.08.80.
UN
COLLEGAMENTO TRA I DUE FATTI SI IMPOSE SUBITO,
INDIPENDENTEMENTE DA QUALUNQUE RICOSTRUZIONE DI CONTESTO, A
PARTIRE DAGLI ANONIMI CHE IN ENTRAMBE LE STRAGI RECAVANO IL
NOME DI MARCO AFFATIGATO (COSI' E' DESCRITTA LA FIGURA DI
MARCO AFFATIGATO NELLA SENTENZA ORDINANZA DEL GIUDICE
ISTRUTTORE DI BOLOGNA IN DATA 03.08.94:
"MILITANTE
TOSCANO DI ORDINE NUOVO, LEGATO A TUTI E FRANCI, AUTORE
CONFESSO DI ATTENTATI DIMOSTRATIVI, GIA' COLPITO DA
PROVVEDIMENTI DI CATTURA, SI ERA RIFUGIATO ESTERO UTILIZZANDO
UNA CARTA DI IDENTITA' DATAGLI DA GIUSEPPE PUGLIESE, CON
APPOSTE LE GENERALITA' DI MARIO RICCI, NOTO ESPONENTE DI
AVANGUARDIA NAZIONALE.
SUCCESSIVAMENTE
INQUISITO NEL PROCESSO PER GLI ATTENTATI TOSCANI, AVEVA RESO
DICHIARAZIONI CONFESSORIE, COME PURE AVEVA ASSUNTO UN
ATTEGGIAMENTO ALMENO APPARENTEMENTE COLLABORATIVO NEL CORSO DI
ALCUNE ISTRUTTORIE BOLOGNESI, TRA LE QUALI QUELLA CHE SI
CONCLUDE CON QUESTO PROVVEDIMENTO E QUELLA AFFERENTE QUESTI,
MILITANTE TOSCANO DI ORDINE NUOVO, LEGATO A TUTI E FRANCI,
AUTORE CONFESSO DI ATTENTATI DIMOSTRATIVI, GIA' COLPITO DA
PROVVEDIMENTI DI CATTURA, SI ERA RIFUGIATO ALL'ESTERO
UTILIZZANDO UNA CARTA DI IDENTITA', DATAGLI DA GIUSEPPE
PUGLIESE, CON APPOSTE LE GENERALITA' DI MARIO RICCI, NOTO
ESPONENTE DI
AVANGUARDIA
NAZIONALE.
SUCCESSIVAMENTE
INQUISITO NEL PROCESSO PER GLI ATTENTATI TOSCANI, AVEVA RESO
DICHIARAZIONI CONFESSORIE, COME PURE AVEVA ASSUNTO UN
ATTEGGIAMENTO ALMENO APPARENTEMENTE COLLABORATIVO NEL CORSO DI
ALCUNE ISTRUTTORIE BOLOGNESI, FRA LE QUALI QUELLA CHE SI
CONCLUDE CON QUESTO PROVVEDIMENTO E QUELLA AFFERENTE AL GRUPPO
ORDINOVISTA FACENTE CAPO A SPIAZZI, SOFFIATI, DIGIGLIO E
MAGGI, ISTRUTTORIA NATA A BOLOGNA E QUINDI TRASFERITA PER
COMPETENZA AL G.I. DI VENEZIA.
QUEST'ULTIMA
- GRAZIE ANCHE ALL'AFFATIGATO - AVEVA MESSO IN EVIDENZA ALCUNI
FATTI DI ESTREMO INTERESSE PER LE INDAGINI RELATIVE ALLE
STRAGI, CIOE' IN PRIMO LUOGO L'ESISTENZA DI UN GRUPPO
ORDINOVISTA FACENTE CAPO AL TIRO A SEGNO DI VENEZIA (DEL QUALE
ERA SEGRETARIO CARLO DIGIGLIO) ED ALLA TRATTORIA DI COLOGNOLA
AI COLLI DI MARCELLO SOFFIATI.
TALE
GRUPPO AVEVA AMBIGUI COLLEGAMENTI CON LA BANDA CAVALLINI E COI
N.A.R. ED ERA CUSTODE DI ARMI, ESPLOSIVI E
DOCUMENTI.
ERA
INOLTRE COLLEGATO CON I MILANESI CINZIA DI LORENZO E GIANCARLO
ROGNONI, CHE - DETENUTO PER L'ATTENTATO AL TORINO-ROMA DEL
1974 - SI OCCUPAVA FRA L'ALTRO DI QUESTIONI EDITORIALI,
MIRANDO AL RILANCIO DI UNA VECCHIA PUBBLICAZIONE DI DESTRA "LA
SENTINELLA D'ITALIA", DI GERIN, DI MONFALCONE, ANCH'EGLI IN
RAPPORTI COL GRUPPO VENETO DI CUI SI DISCUTE.
AMOS
SPIAZZI, INOLTRE, AL TEMPO DEI FATTI CHE QUI INTERESSANO, ERA
IN RAPPORTI CON GIULIA RACANIELLO, INTIMA AMICA DEI LEDA
MINETTI, COMPAGNA E POI MOGLIE DI STEFANO DELLE CHIAIE.
INOLTRE ERA UN INFORMATORE DEL S.I.S.D.E.
MARCELLO
SOFFIATI, INVECE, ERA UN AGENTE DELLA C.I.A., COME PURE CARLO
DIGILIO, CIRCOSTANZA QUEST'ULTIMA AMMESSA DALL'INTERESSATO
SOLO IN EPOCA RECENTISSIMA (V. P.V. DIGILIO,
07.06.94).
MARCO
AFFATIGATO, IN DETTO CONTESTO, ERA LEGATO A MARCELLO SOFFIATI,
CHE CONOSCEVA GIA' DAL 1976.
TRASFERITOSI
IN FRANCIA ERA IN RAPPORTI CON IL SERVIZIO SEGRETO DI QUELLO
STATO E CON LA C.I.A. ED AVEVA RICEVUTO DA MARCELLO SOFFIATI
VARI INCARICHI DI PARTICOLARE DELICATEZZA FRA I QUALI -
ASSERITAMENTE - QUELLO DI UCCIDERE STEFANO DELLE CHIAIE
DURANTE UN SUO SOGGIORNO A PARIGI.
IN
PARTICOLARE, FRA L'ALTRO, IL SOFFIATI - A NOME DI SPIAZZI -
GLI AVEVA CHIESTO, DI REDIGERE IL TESTO DI UN DOCUMENTO
PREFIGURANTE UNA SITUAZIONE IMMEDIATAMENTE POST-GOLPISTA, IL
C.D. DOCUMENTO "MOVIMENTO FORZE ARMATE", SEQUESTRATO
ALL'AFFATIGATO AL MOMENTO DEL SUO ARRESTO A NIZZA IL 06.08.80.
COME GIA' ACCENNATO, SOFFIATI, INOLTRE AVREBBE RICHIESTO
ALL'AFFATIGATO DI ATTIVARSI PER UCCIDERE STEFANO DELLE CHIAIE
ED INFINE GLI AVREBBE PROCURATO UN CONTATTO CON LA C.I.A. PER
IL COMPIMENTO DI UN, OPERAZIONE CONTRO UN GRUPPO TERRORISTICO
IRANIANO.
MARCO
AFFATIGATO AL TEMPO DI QUESTI FATTI SI TROVAVA A NIZZA, OVE
VIVEVA SOTTO IL FALSO NOME DI AGLI LEONARDO E POCO PRIMA,
NELL'APRILE DEL 1980, ERA STATO FERMATO A MONTECARLO E LA SUA
AGENDA ERA STATA FOTOCOPIATA E INOLTRATA A S.I.S.D.E. COME SI
E' GIA' NOTATO DA DETTA AGENDA SONO TRATTI ALCUNI NOMI DI
STRANIERI UTILIZZATI DAL S.I.S.M.I. PER COSTRUIRE UN FRAMMENTO
DELLA C.D. PISTA INTERNAZIONALE").
AD
ESSI SI AGGIUNSE LA TELEFONATA ANONIMA, PALESEMENTE
INATTENDIBILE, RICEVUTA L'08.08.80 DAL RESTO DEL CARLINO DI
BOLOGNA DEL SEGUENTE TENORE: "QUI SQUADRA DI AZIONE MUSSOLINI.
RIVENDICHIAMO ATTENTATO STAZIONE DI BOLOGNA E AEREO PARTITO DA
BOLOGNA DELL'ITAVIA PER PALERMO, TANTI MESI FA. E' STATO UN
ATTENTATO, SIAMO COPERTI DALLA D.C. E DAL SERVIZIO SEGRETO
ITALIANO, I COMUNISTI NON PASSERANNO, COLPIREMO
ANCORA".
SI
IMPOSE, DUNQUE, UN ACCURATO LAVORO INVESTIGATIVO CHE POTESSE
CONTRIBUIRE A CHIARIRE QUALE FOSSE LA RAGIONE DELL'IMMEDIATA
INDICAZIONE DEL NOME DI AFFATIGATO E CIOE' SE ESSA NASCONDESSE
LA VOLONTA' DI INDIRIZZARE O SVIARE LE INVESTIGAZIONI (COSA
CHE DOVREBBE PRESUPPORRE LA CONOSCENZA O ALMENO IL SOSPETTO
DELLE REALI CAUSE DEL DISASTRO) OPPURE SE RISPONDESSE A
LOGICHE DEL TUTTO DIVERSE, ESTRANEE AI DUE EPISODI, CHE
VENIVANO DI CONSEGUENZA UTILIZZATI IN MANIERA STRUMENTALE E
OCCASIONALE.
IN
ASSENZA DI UNA PRECISA RICOSTRUZIONE DELLE CAUSE DEL DISASTRO,
DUNQUE, L'INDAGINE SULLA "PISTA AFFATIGATO" E SU TUTTO QUANTO
A ESSA COLLEGATO AVEVA IL DUPLICE E CONTEMPORANEO FINE DI
RACCOGLIERE ELEMENTI CHE POTESSERO CONTRIBUIRE INDIRETTAMENTE
A FAR LUCE SUL FATTO E DI ACCERTARE TUTTI QUEGLI ELEMENTI DI
CONTESTO CHE, UNA VOLTA ACCERTATE LE CAUSE, AVREBBERO POTUTO
INDIRIZZARE ANCHE VERSO I RESPONSABILI.
A
PARTIRE DAL 1990, ANCHE A SEGUITO DELLE CONCLUSIONI NON
UNIVOCHE DELLA PERIZIA BLASI, IL LAVORO DI INDAGINE IN QUESTA
DIREZIONE SI E' SVOLTO CON MOLTA ACCURATEZZA, ANCHE IN
COLLABORAZIONE CON LE AUTORITA' GIUDIZIARIE DI FIRENZE E
BOLOGNA. UNA PARTE DI QUESTI RISULTATI E' GIA' SFOCIATA IN
DIBATTIMENTI PUBBLICI, IN ENTRAMBE LE CITTA', E QUI SE NE
DARA' CONTO SOLO NEI LIMITI DI STRETTA RILEVANZA PER I FATTI
OGGETTO DI QUESTO PROCEDIMENTO.
LA
VICENDA AFFATIGATO SI LEGA INDISSOLUBILMENTE CON ALTRE, MOLTO
COMPLESSE E ASSAI TORBIDE, CHE HANNO RESO DAVVERO ARDUO
DISCRIMINARE IL VERO DAL FALSO, PERSINO IN ASPETTI
APPARENTEMENTE MENO RILEVANTI. CERTAMENTE SI E' GIUOCATA UNA
PARTITA I CUI PROTAGONISTI E LE CUI POSTE SONO STATE SOLO IN
PARTE DISVELATE. ANCHE DI QUESTI ASPETTI SI DARA' CONTO SOLO
NEI LIMITI DI DIRETTA PERTINENZA, SEGNALANDO CHE ANCH'ESSI
SONO STATI OGGETTO DI PROCEDIMENTI PENALI DAVANTI AD ALTRE
AUTORITA' GIUDIZIARIE.
IL
28.06.80, ALLE 14,10, GIUNGEVA ALLA REDAZIONE ROMANA DEL
CORRIERE DELLA SERA UNA TELEFONATA ANONIMA, DEL SEGUENTE
TENORE:
"HA
UNA PENNA A PORTATA DI MANO? SCRIVA: QUI I NAR INFORMIAMO CHE
NELL'AEREO CADUTO SULLA ROTTA BOLOGNA - PALERMO SI TROVAVA UN
NOSTRO CAMERATA MARCO AFFATIGATO. ERA SOTTO FALSO NOME. DOVEVA
COMPIERE UN'AZIONE A PALERMO. PER RICONOSCERLO AVEVA AL POLSO
UN BAUME - MERCIER. INTERROMPIAMO LA COMUNICAZIONE.
GRAZIE".
SI
NOTI L'INDICAZIONE DELL'OROLOGIO BAUME & MERCIER CHE
SAREBBE STATO PORTATO DALL'AFFATIGATO.
GIA'
NELL'IMMEDIATEZZA SI POTEVA ESCLUDERE CHE EFFETTIVAMENTE TRA
LE VITTIME DEL DISASTRO POTESSE ESSERVI L'AFFATIGATO, ANCHE
PERCHE' LA MADRE COMUNICAVA CHE IL FIGLIO ERA VIVO E
VEGETO.
LA
TRATTAZIONE DEL CASO AFFATIGATO DA PARTE DEI SERVIZI DI
INFORMAZIONE HA ASPETTI CHE DEFINIRE SINGOLARI E' DIR
POCO.
LA
NOTIZIA DELLA MORTE DI AFFATIGATO E' SMENTITA IL 29 GIUGNO. IL
02.08.80 AVVIENE LA STRAGE NELLA STAZIONE DI BOLOGNA. NEI
GIORNI IMMEDIATAMENTE SUCCESSIVI AFFATIGATO VIENE RICONOSCIUTO
DA UN SOTTUFFICIALE DI PS NELL'IDENTIKIT FORMATO SULLA BASE DI
UNA TESTIMONIANZA; IL 7 AGOSTO, IN UN VOLANTINO FATTO
RINVENIRE IN VENEZIA SI FORNISCONO ELEMENTI A CARICO DI
AFFATIGATO, ALCUNI DEI QUALI PRESUPPONGONO NECESSARIAMENTE LA
CONOSCENZA DI FATTI CONCERNENTI LA LATITANZA DELL'ESTREMISTA
IN FRANCIA:
"IN
RELAZIONE ALLA RECENTE CAMPAGNA DI STAMPA PARALLELA ALLE
STRAGI DI STATO, I NAR RITENGONO DOVER PRECISARE
CHE:
MARCO
AFFATIGATO, NOTO DELATORE, E' GIA' STATO CONDANNATO A MORTE
DALLA GIUSTIZIA NAZIONAL - RIVOLUZIONARIA (COME BEN SANNO I
MERCENARI DELLA POLIZIA DI STATO CHE LO SORVEGLIANO DA TEMPO
PER PROTEGGERLO E PER POTERE ARRESTARE
GLI
ESECUTORI
DELLA SUDDETTA CONDANNA) MARCO AFFATIGATO ERA GIA' STATO
INDIVIDUATO DA UN NOSTRO COMMANDO IN RUE SYMAINE 25 NICE
(NIZZA) DOVE NASCONDEVA LA SUA VERA IDENTITA' USANDO IL NOME
DELL'AFFITTUARIO PRECEDENTE LEONARDO AGLI. CON QUESTO NOME SI
PRESENTAVA AI CAMERATI ITALIANI PER CONTINUARE LA SUA OPERA DI
DELAZIONE *... ONORE AI CAMERATI CADUTI COMBATTENDO. NUCLEO
FRANCO ANSELMI - NUCLEO IVANO BOCCACCIO".
SE
DUNQUE IL 28 GIUGNO, DOPO LE SMENTITE, LEGITTIMAMENTE POTEVA
NON ESSER DATO PESO ALLA TELEFONATA ANONIMA, CIO' CERTAMENTE
NON POTEVA AVVENIRE DOPO IL 2 AGOSTO. NON SOLO PERCHE' ERA
NECESSARIO VERIFICARE LA FONDATEZZA DELLA NOTIZIA SUL
COINVOLGIMENTO DI AFFATIGATO IN UNO O NELL'ALTRO DEI DUE
DELITTI, MA QUANTO MENO PER VERIFICARE SE ALTRI INTENDESSERO
COINVOLGERVELO E A QUALI FINI. TALE ATTIVITA' SAREBBE STATA DI
STRETTA COMPETENZA SIA DEL SERVIZIO MILITARE (PER LA PARTE
CONCERNENTE USTICA) CHE DI QUELLO CIVILE.
CON
QUALCHE RAPIDO ACCERTAMENTO SI SAREBBE POTUTO VERIFICARE CHE
AFFATIGATO ERA IN CONTATTO SIA CON IL SISDE, PER IL TRAMITE DI
MARCELLO SOFFIATI, CHE CON SERVIZI FRANCESI; CHE ALCUNE DELLE
NOTIZIE FORNITE ERANO CORRISPONDENTI A PARTICOLARI VERI
(OROLOGIO; DOMICILIO IN FRANCIA; GENERALITA' UTILIZZATE IN
QUELLA NAZIONE).
VI
SAREBBE QUINDI STATO AMPIO SPAZIO PER LE ATTIVITA' DEFINITE DI
"INTELLIGENCE" E CHE IN QUESTA MATERIA I SERVIZI DELL'EPOCA
INTERPRETAVANO - ALMENO SECONDO LA DOCUMENTAZIONE ESIBITA -
COME RASSEGNA STAMPA (E PER DI PIU' TARDIVA).
BASTI
PENSARE, A TALE ULTIMO PROPOSITO, CHE ANCORA IL 05.09.86 IN
UNA RELAZIONE PREDISPOSTA PER LA 1^ DIVISIONE DEL SISMI DALLA
3^ DIVISIONE, LA NOTIZIA CONCERNENTE AFFATIGATO E' RIPORTATA
COME DATA DALL'AVANTI IL 28.08.86! SULLA BASE DEI DOCUMENTI
TRASMESSI DAL SISMI NEL 1988 AL MINISTERO DELLA DIFESA, QUESTA
SEMBREREBBE ESSERE LA SOLA INFORMAZIONE SU AFFATIGATO,
PERALTRO NEMMENO NOMINATO.
CON
FORMULA DI RITO, PERALTRO, SI AFFERMA CHE LA NOTIZIA NON HA
TROVATO RISCONTRO, IN QUANTO "IN PROPOSITO NULLA RISULTA DAGLI
ATTI DI QUESTA DIVISIONE IN MERITO AI CONTROLLI EFFETTUATI
SULLA LISTA PASSEGGERI". GIA' IL METODO APPARE TALMENTE
INGENUO DA FAR SORGERE IL DUBBIO DELLA CONSAPEVOLEZZA. SEMBRA
INFATTI IGNOTA AL SERVIZIO LA POSSIBILITA' DI USO DA PARTE DI
UN LATITANTE DI FALSE GENERALITA' E CIO' NONOSTANTE CHE
PERSINO L'ANONIMO AFFERMASSE CHE AFFATIGATO VIAGGIAVA SOTTO
FALSO NOME. LA VICENDA RICORDA GLI ACCERTAMENTI EFFETTUATI DAL
CENTRO SISMI DI MILANO PER INDIVIDUARE UNA BASE OCCULTA DI UN
SERVIZIO FRANCESE, INDICATA DA SINIGAGLIA: GLI ACCERTAMENTI
SONO NEGATIVI PERCHE' SUL CITOFONO DEL PALAZZO NON VI SONO
NOMI DI INQUILINI FRANCESI!
MA
IN REALTA', ANCHE L'INGENUO CONTROLLO DELLA LISTA, SE FOSSE
EFFETTIVAMENTE STATO FATTO, AVREBBE DOVUTO QUANTO MENO PORTARE
A RILEVARE CHE NELLA LISTA PASSEGGERI VI ERA REALMENTE UN
NOMINATIVO CHE RIPORTA A MARCO AFFATIGATO E CIOE' QUELLO DI
MAZZEL RITA, CONIUGATA JANSER. QUEST'ULTIMO NOME COMPARE NEL
VERBALE DI SEQUESTRO IN DATA 06.08.80, TRA GLI APPUNTI NON
INOLTRATI DALLE AUTORITA' FRANCESI PERCHE' D'INTERESSE PER LA
(LORO) SICUREZZA NAZIONALE, MA COMUNQUE IN PARTE PERVENUTI IN
VIA INFORMALE AI NOSTRI SERVIZI.
LE
INDAGINI ESPLETATE CONSENTONO ORA DI ESCLUDERE QUALUNQUE
COLLEGAMENTO TRA I SOGGETTI SOPRA CITATI. JANSEN WALTER (COSI'
E' STATO IDENTIFICATO COLUI CUI CORRISPONDE L'ANNOTAZIONE
NELL'APPUNTO DI AFFATIGATO) E' ALIAS UTILIZZATO DA ALBRECHT
UDO ERNST, ESPONENTE DEL GRUPPO NEONAZISTA TEDESCO HOFFMANN.
AFFATIGATO HA DETTO DI NON RICORDARE A CHI SI RIFERISSE
L'APPUNTO.
STA
DI FATTO, PERO', CHE LA PARZIALE CORRISPONDENZA DEL COGNOME
(JANSEN - JENSEN), RILEVATA SUL MANOSCRITTO (E QUINDI CON
POSSIBILI ERRORI DI LETTURA) E PER DI PIU' CON LE INIZIALI
APPUNTATE M.R., CORRISPONDENTI A MAZZEL RITA, DECEDUTA NEL
DISASTRO DI USTICA, AVREBBERO DOVUTO ATTIRARE L'ATTENZIONE DEL
SERVIZIO.
PERALTRO,
CHE INVECE IL SERVIZIO AVESSE IMMEDIATAMENTE PERCEPITO IL
CARATTERE INQUINANTE DEL RIFERIMENTO AD AFFATIGATO, ANCOR
PRIMA DEL 02.08.80, RISULTA DOCUMENTALMENTE DALL'APPUNTO
DATATO 02.07.80 (E NON TRASMESSO ALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA CON
GLI ATTI INVIATI IL 09.12.88, MA SOLO A SEGUITO DI ULTERIORI
RICHIESTE IL 02.11.89) NEL QUALE ESPRESSAMENTE SI DEFINISCE LA
TELEFONATA UN DEPISTAGGIO E LA SI ATTRIBUISCE AD AMBIENTI
INTERESSATI NELLA GESTIONE DELLA COMPAGNIA ITAVIA. DUNQUE, AL
DI LA' DELL'ATTRIBUZIONE AI SOGGETTI INDICATI NELLA NOTA
DELL'ATTIVITA' DI INQUINAMENTO, NON DOVEVA PASSARE INOSSERVATO
CHE POCO PIU' DI UN MESE DOPO IL NOME DI AFFATIGATO RITORNASSE
A PROPOSITO DI UN NUOVO, GRAVISSIMO FATTO DI
SANGUE.
MA
LA SINGOLARE TRATTAZIONE DEL CASO AFFATIGATO DA PARTE DEL
SERVIZIO MILITARE NON SI ESAURISCE QUI. A SEGUITO DI QUESTI
PRIMI ACCERTAMENTI E DELLE INDAGINI CONDOTTE IN COLLABORAZIONE
CON L'AUTORITA' GIUDIZIARIA DI BOLOGNA, SI OTTENNE
L'ESIBIZIONE DEL MATERIALE DOCUMENTALE CUSTODITO NEL CENTRO CS
DI FIRENZE.
QUESTO
MATERIALE E' LARGAMENTE INCOMPLETO E INATTENDIBILE:
1.
MANCANO IN GENERE MOLTI ATTI, CUI PURE SI FA RIFERIMENTO IN
ALTRI DOCUMENTI. IN QUALCHE CASO ESSI SI TROVANO IN ALTRI
FASCICOLI, SENZA CHE IN QUELLO PRINCIPALE VE NE SIA ALCUN
RIFERIMENTO. AD ESEMPIO LA RISPOSTA A UNA RICHIESTA DI NOTIZIE
SULL'ADDESTRAMENTO DI AFFATIGATO NELLA BASE DI CAMP DARBY NON
E' IN ATTI, MENTRE L'ORIGINALE DELLA NOTA E' ARCHIVIATA IN
ALTRA PRATICA, CHE PERO' NON ERA STATA INIZIALMENTE
TRASMESSA.
2.
MANCA QUALSIASI RIFERIMENTO ALLA TELEFONATA ANONIMA DEL
28.06.80, COSI' COME NON VI E' ALCUN ATTO TRA IL 04.11.77 E IL
06.08.80, AD ECCEZIONE (COME AL SOLITO, CONTINUA LA RASSEGNA
STAMPA) DI UN ARTICOLO DI GIORNALE E DEL FOGLIO DI
RICERCHE.
3.
LA NOTA INVIATA IL 30.09.80 AL CENTRO CS DI BOLOGNA RELATIVA
ALLA VICENDA DEL FOTO - FEET FA RIFERIMENTO A NUMEROSI ATTI E
A PRECEDENTI TRASMISSIONI (TUTTI RELATIVI AD AFFATIGATO) CHE
NON COMPAIONO NEL FASCICOLO.
PERALTRO
IL FASCICOLO, AL MOMENTO DELLA PERQUISIZIONE, FU TROVATO NELLA
CASSAFORTE DEL MANNUCCI.
LE
GIUSTIFICAZIONI OFFERTE DA MANNUCCI NELL'INTERROGATORIO DEL
18.11.92 NON SONO APPAGANTI. IL FASCICOLO SAREBBE STATO MESSO
NELLA SUA CASSAFORTE DA ALTRI E NON SU SUA DISPOSIZIONE. SE
NEL FASCICOLO DI AFFATIGATO VI SONO ESSENZIALMENTE RITAGLI
STAMPA "CIO' VUOL DIRE CHE NON C'ERA ALTRO". ALTRE
INFORMAZIONI CHE MANCANO (TELEFONATA E APPUNTO DEL 28.08.81)
POTREBBERO ESSER STATE POSTE IN ALTRI FASCICOLI.
DAVVERO
SINGOLARE E' POI LA RISPOSTA ALLA DOMANDA SU COME MAI NON
RISULTI ALCUNA "AZIONE" DEL CENTRO SU DI UN SOGGETTO QUALE
AFFATIGATO, NON SOLO INDICATO COME TERRORISTA, MA PER DI PIU'
CON LEGAMI CON L'ESTERO E CON APPARATI ITALIANI E STRANIERI
(MANNUCCI HA NEGATO DI ESSER MAI STATO A CONOSCENZA SIA DEI
CONTATTI STRANIERI CHE DI QUELLI CON APPARATI ITALIANI, MA A
CONTESTAZIONE DEL PUBBLICO MINISTERO, HA RISPOSTO: "PRENDO
ATTO CHE NEL RAPPORTO IN DATA 28.08.81 SI FA ESPRESSO
RIFERIMENTO ALLA RACCOLTA DI INFORMAZIONI CIRCA I CONTATTI DI
AFFATIGATO IN FRANCIA E CIRCA LA COLLABORAZIONE CON AUTORITA'
ITALIANE. PRENDO ATTO CHE NEL FASCICOLO "AFFATIGATO" NON VI E'
ALCUN APPUNTO CONCERNENTE LA RACCOLTA DI VOCI E INFORMAZIONI.
CIO' NON MI STUPISCE PERCHE' NON VI E' ALCUNA REGOLA NELLA
DOCUMENTAZIONE DELLA RACCOLTA DI TAL GENERE DI INFORMAZIONI:
FINO A CHE NON ASSUMONO CONCRETEZZA POSSONO ESSER AFFIDATE
ANCHE SOLO ALLA MEMORIA"). SECONDO MANNUCCI NON FU FATTA
NESSUNA AZIONE PER NON INTERFERIRE CON LE INDAGINI DELLA
MAGISTRATURA E VISTO CHE I FATTI NON ERANO DI COMPETENZA DEL
CONTROSPIONAGGIO MILITARE E TANTO MENO DEL CENTRO DI FIRENZE.
DETTO DA CHI AVEVA SVOLTO L'INTENSA ATTIVITA' CHE SI E' DETTO
PER INDIRIZZARE LE INDAGINI SULLA STRAGE UTILIZZANDO OGNI
STRUMENTO, DALLE TELEFONATE ANONIME AL GOVERNO DELLE NOTIZIE
DI STAMPA, AL CONTATTO DIRETTO CON I PERITI, LA RISPOSTA HA IL
SAPORE DELLA BEFFA.
PER
CIO' CHE CONCERNE LA SCOPERTA OCCASIONALE DI UNA SEDE OCCULTA,
NELLA
DISPONIBILITA'
DEL CAPO CENTRO, UTILIZZATA PER ATTIVITA' COPERTE, MA MAI
RIVELATA E NELLA QUALE ERANO NASCOSTE ARMI E MUNIZIONI, HA
PROCEDUTO L'AUTORITA' GIUDIZIARIA TERRITORIALMENTE COMPETENTE
E IL MANNUCCI E' STATO CONDANNATO IN PRIMO GRADO.
NON
MINORI ANOMALIE PRESENTA LA GESTIONE DELLA VICENDA DA PARTE
DEL SISDE.
PER
LA VERITA', LA MODESTIA DELLA DOCUMENTAZIONE SPECIFICA SI
INSERISCE IN UN PIU' VASTO E INCOMPRENSIBILE VUOTO. SI PENSI
CHE NEGLI ATTI TRASMESSI DAL SISDE A SEGUITO DELL'ORDINE DI
ESIBIZIONE IN DATA 11.11.89, DOPO DUE ATTI DEL 28 GIUGNO E DEL
29.06.80 SI SALTAVA IMPROVVISAMENTE AL 20.08.86, RISULTANDO DI
CONSEGUENZA CHE PER TALE PERIODO DI TEMPO NULLA IL SISDE
AVESSE PRODOTTO SU DI UN GRAVISSIMO EPISODIO, COINVOLGENTE
CERTAMENTE LA SICUREZZA INTERNA E INTERNAZIONALE DELLO STATO,
QUALUNQUE NE FOSSE STATA LA CAUSA.
DELLE
COMPLESSE VICENDE CHE AVEVANO DETERMINATO CONFLITTI TRA LE
FORZE POLITICHE, EFFETTI SULL'ASSETTO DEL CONTROLLO DEL
TRAFFICO AEREO, INTERFERENZE DI STATI ESTERI, INFINITE
POLEMICHE GIORNALISTICHE NULLA RISULTAVA ESSER TRAPELATO NELLE
SEGRETE STANZE DEL NOSTRO SERVIZIO DI INFORMAZIONE.
CONTESTATA
AL DIRETTORE DEL SERVIZIO LA IMPLAUSIBILITA' LOGICA DI TALE
SITUAZIONE, VENIVANO TRASMESSI IL 04.10.90 NUMEROSI ALTRI
DOCUMENTI CHE - SI LEGGE NELLA NOTA DI TRASMISSIONE - NON
ERANO STATI IN PRECEDENZA INVIATI PERCHE' "AVENTI VALENZA
INTERNA O INTERLOCUTORIA".
IN
REALTA', ANCHE QUESTA NUOVA DOCUMENTAZIONE NON COPRIVA IL BUCO
DI SEI ANNI IN PRECEDENZA RILEVATO. FINO ALL'AGOSTO 1986,
INFATTI, VI SONO SOLO DUE DOCUMENTI, CHE PURE NON POSSONO
CERTO DEFINIRSI A VALENZA INTERNA O INTERLOCUTORIA, O ALMENO
NON PIU' DI QUANTO LO FOSSERO ALTRI IN PRECEDENZA
TRASMESSI.
L'ELENCO
DELLA DOCUMENTAZIONE IN POSSESSO DEL SERVIZIO CIVILE E'
IMPRESSIONANTE, PER IL QUADRO DI DESOLANTE VUOTO CHE NE
DERIVA. FINO AL 1988, SU 194 DOCUMENTI, BEN 168 SONO
COSTITUITI DA RITAGLI DI STAMPA; DEI RIMANENTI 25 (UNO INFATTI
E' MANCANTE, SI DICE PER ERRORE DI NUMERAZIONE) LA MAGGIOR
PARTE SONO ATTI SENZA RILIEVO (SOLLECITI, ANCORA NOTIZIE DI
STAMPA SINTETIZZATE, TRASMISSIONE DI DOCUMENTI) (SI VEDA
L'ELENCO REDATTO DAL SISDE E CONSEGNATO IL 17.01.95 DAL
MINISTRO MARONI).
UNO
DEI DUE DOCUMENTI TRASMESSI NEL 1990 E' DATATO 30.06.80 E VI
SI DA' NOTIZIA DELLA SMENTITA DELLA MADRE DI
AFFATIGATO.
IL
VUOTO, NEL CASO SPECIFICO DI AFFATIGATO, E' TANTO PIU' GRAVE
OVE SI PENSI AL FATTO CHE IL SISDE AVEVA SVOLTO UNA CORPOSA
ATTIVITA' INFORMATIVA SU AFFATIGATO PRIMA DEL 27.06.80 E CHE
LO AVEVA ANCHE UTILIZZATO COME INFORMATORE, CEDENDOLO POI AL
SERVIZIO STATUNITENSE.
IN
TALE CONTESTO - ACCERTATO CON DIFFICOLTA', GIACCHE' NEPPURE
DOPO IL SECONDO ORDINE DI ESIBIZIONE FU TRASMESSA L'INTERA
DOCUMENTAZIONE, TANTO CHE SI E' DOVUTO RICHIEDERE
SPECIFICAMENTE GLI ATTI NON INVIATI - APPARE INCOMPRENSIBILE
COME NON RISULTI ALCUNA ATTIVITA' INFORMATIVA SULL'AGENDA E
SUGLI APPUNTI SEQUESTRATI IN FRANCIA AD AFFATIGATO E ACQUISITI
DAL SISDE IN VIA INFORMALE.
L'AGENDA
NON FU TRASMESSA AGLI ORGANI DI POLIZIA E SI OMISE DI
RIFERIRNE L'ESISTENZA SIA ALL'UCIGOS, SIA AL MINISTERO
DELL'INTERNO, NELLA NOTA DEL 26.08.80 CON LA QUALE SI
COMUNICAVANO GLI ESITI DELLE ATTIVITA' SULL'ARRESTO DEL SEI
ANTECEDENTE, SIA INFINE ALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA, NELLA NOTA
DEL 30.12.82.
PUR
NON ESSENDOVI, POI, ATTI DI TRASMISSIONE AD ORGANI DELL'ARMA
DEI CARABINIERI, IL COMANDO GENERALE RISULTEREBBE ESSER STATO
INFORMATO (COSI' RISULTEREBBE DA UNA NOTA DEL
31.03.80).
PER
CIO' CHE CONCERNE LE RICHIESTE DELL'AUTORITA' GIUDIZIARIA, SI
SEGNALA CHE L'UFFICIO OAIO DEL COMANDO GENERALE DELL'ARMA DEI
CARABINIERI CHIEDEVA AL SISDE, IL 26.01.93, INFORMAZIONI
SULL'EVENTUALE COLLABORAZIONE CON IL SERVIZIO DI AFFATIGATO,
PER RISPONDERE ALLA RICHIESTA IN TAL SENSO DEL TRIBUNALE DI
MILANO.
IL
SISDE, CHE PURE AVREBBE POTUTO TUTELARE EVENTUALI INTERESSI
DELLO STATO ATTRAVERSO L'OPPOSIZIONE DEL SEGRETO, SECONDO
L'ABITUALE METODO DI OPPOSIZIONE DI FATTO ATTRAVERSO
L'OCCULTAMENTO - E GIA' SE NE SONO VISTI ALTRI ESEMPI NEL
PRESENTE PROCEDIMENTO - IL 1?FEBBRAIO RISPONDE NEGATIVAMENTE:
"QUESTO SERVIZIO NON HA MAI AVUTO RAPPORTI DI ALCUN GENERE CON
IL NOTO MARCO AFFATIGATO NE' SI E' AVVALSO DELLA SUA
COLLABORAZIONE IN EPOCA ANTERIORE AL 12.08.81 NE' IN TEMPI
SUCCESSIVI".
L'ATTIVITA'
ISTRUTTORIA COMPIUTA HA INVECE CONSENTITO DI ACCERTARE CHE -
TRAMITE INTERMEDIARI (AFFATIGATO FORNIVA STABILMENTE NOTIZIE A
MARCELLO SOFFIATI E A LUI SI RIVOLSE PER OFFRIRE LA PROPRIA
COLLABORAZIONE IN TEMA DI ATTENTATI CONTRO OBBIETTIVI USA IN
EUROPA; E' DUNQUE SOFFIATI L'"INFORMATORE OCCASIONE" CUI SI
RIFERISCE LA NOTA DEL SISDE IN DATA ... IN REALTA', OLTRE A
NON ESSERE UN CONTATTO OCCASIONALE, SOFFIATI TRAMUTAVA AL
SISDE LE NOTIZIE RICEVUTE DALL'AFFATIGATO TRAMITE AMOS
SPIAZZI, DEFINITO NEGLI ATTI "FONTE" DEL SERVIZIO. SECONDO
AFFATIGATO, EGLI PASSAVA ABITUALMENTE DELLE 'NOTE INFORMATIVE'
SU DIVERSI ARGOMENTI (TRA CUI LA LOCALIZZAZIONE DI ESULI
ARGENTINI, I NOMINATIVI DI AGENTI DEL SERVIZIO ISRAELIANO DI
CUI ERA VENUTO A CONOSCENZA, RAPPORTI CON MOVIMENTI DI ESTREMA
DESTRA) A SOFFIATI, IL QUALE LI CONSEGNAVA A SUA VOLTA A
SPIAZZI, AFFATIGATO ERA CONVINTO CHE QUEST'ULTIMO LAVORASSE
PER IL SISMI. CONTATTO TRA SOFFIATI E IL SISDE PER LA
"CESSIONE" ALLA CIA FU BENFARI, FUNZIONARIO DEL SERVIZIO, CHE
INFATTI ERA ANCHE IL TRAMITE DEI CONTATTI CON AMOS SPIAZZI) -
IL SISDE SI ERA MESSO IN CONTATTO CON AFFATIGATO, CHE IN
SEGUITO ERA STATO "CEDUTO" AI CORRISPONDENTI SERVIZI
STATUNITENSI (SI VEDA L'APPUNTO DEL SISDE PER IL MINISTRO
DELL'INTERNO IN DATA 11.08.80 CHE, PUR NEGANDO QUALUNQUE
COLLABORAZIONE, COMUNICA CHE "NELLA SECONDA DECADE DEL MESE DI
MARZO SI REALIZZO' UN INCONTRO TRA ORGANO DIPENDENTE E UN
INFORMATORE OCCASIONALE, IL QUALE ERA IN COLLEGAMENTO CON IL
PREDETTO AFFATIGATO, ALL'EPOCA LATITANTE E RESIDENTE A NIZZA.
NELLA CIRCOSTANZA L'ELEMENTO CONTATTATO RIFERI' CHE
L'AFFATIGATO:
-
SAREBBE STATO "AGGANCIATO" DAL VICE AMBASCIATORE IRANIANO A
PARIGI, IL QUALE GLI AVREBBE PROPOSTO - PREVIO COMPENSO IN
DENARO E CON LA POSSIBILITA' DI USUFRUIRE DI ASILO POLITICO IN
IRAN - DI ATTUARE CON LA COLLABORAZIONE EVENTUALE DI ALTRI
SUOI AMICI UNA SERIE DI ATTENTATI IN FRANCIA E IN EUROPA
CONTRO OBBIETTIVI STATUNITENSI, IN ARMONIA CON LE DIRETTIVE
'ANTIMPERIALISTE' PROCLAMATE DA KHOMEINI;
-
NUTRENDO SENTIMENTI DI SIMPATIA PER IL MONDO LIBERO
OCCIDENTALE E IN PARTICOLARE PER GLI AMERICANI, SAREBBE STATO
DISPOSTO: A) A FINGERE DI ACCETTARE LE PROPOSTE ALLO SCOPO DI
ACQUISIRE NOTIZIE IN ORDINE AI PROGETTATI ATTENTATI, PER I
QUALI EGLI STESSO SI SAREBBE DOVUTO ESPORRE IN QUALCHE MODO
ONDE ACQUISTARE CREDIBILITA' E FIDUCIA; B) AD ORGANIZZARE E
PORTARE A TERMINE PER LA CAUSA STATUNITENSE QUALSIASI
OPERAZIONE SPECIALE, TALE DA COSTRINGERE L'AYATOLLAH KHOMEINI
A RIVEDERE LA SUA POSIZIONE NEI CONFRONTI DEI CITTADINI
AMERICANI TRATTENUTI IN OSTAGGIO; C) A COLLABORARE CON I
SERVIZI DI SICUREZZA ITALIANI AI QUALI SEGNALARE IN TEMPO
UTILE LE NOTIZIE DI INTERESSE.
LA
QUESTIONE - CHE AVEVA CARATTERE TECNICO STRETTAMENTE
RIFERIBILE SOLO AL SETTORE INFORMATIVO RIENTRANTE NELL'AMBITO
DELLA COMPETENZA DEI DUE SERVIZI - FU PROSPETTATA DAL
DIRETTORE DEL SISDE IN SEDE DI "RIUNIONE DEI DIRETTORI",
PRESIEDUTA DALL'ON.LE MAZZOLA IL 26 MARZO DECORSO. IN TALE
CIRCOSTANZA - IN CONSIDERAZIONE DELLA PERSONALITA' DEL
SOGGETTO E DEL FATTO CHE LE NOTIZIE EVENTUALMENTE FORNITE
SAREBBERO STATE UTILI SOLTANTO PER LA PREVENZIONE DI VENTILATI
ATTENTATI CONTRO OBBIETTIVI AMERICANI ALL'ESTERO - VENNE
DECISO DI NON ACCETTARE LA PROPOSTA DI COLLABORAZIONE
DELL'AFFATIGATO E DI INVITARE IL SERVIZIO USA - QUALORA LO
RITENESSE OPPORTUNO - A TENTARE UN CONTATTO CON IL
SOGGETTO.
A
QUANTO SI E' RISERVATAMENTE APPRESO L'INCONTRO VENNE
REALIZZATO NELLA SECONDA
DECADE
DEL MESE DI APRILE, SENZA PERO' OTTENERE RISULTATI TANGIBILI E
SENZA ULTERIORI SEGUITI").
LA
SINTESI DI QUESTA VICENDA ERA STATA PERSINO RIFERITA IN UNA
"RIUNIONE DEI DIRETTORI", IL 26.03.80, COME DA VERBALE
ACQUISITO A SEGUITO DI SPECIFICO ORDINE DI ESIBIZIONE (ANCORA
IL 04.10.90 IL DIRETTORE DEL SERVIZIO, MALPICA, CONFERMAVA CHE
"IL NOTO MARCO AFFATIGATO NON HA MAI AVUTO RAPPORTI DI ALCUN
GENERE CON IL SERVIZIO", MA ALMENO ALLEGAVA "DOCUMENTAZIONE
RELATIVA ALL'ASSERITA POSSIBILITA' DA PARTE DELLO STESSO
AFFATIGATO DI FORNIRE NOTIZIE IN ORDINE AD ATTENTATI CONTRO
OBBIETTIVI AMERICANI ALL'ESTERO").
PER
ESEMPLIFICARE I VUOTI ESISTENTI NEGLI ARCHIVI DEL SERVIZIO
CIVILE, BASTI LA SEGUENTE VICENDA:
L'08.02.93
IL GIUDICE ISTRUTTORE CHIEDEVA AL SISDE SE RISULTASSE CHE LA
MADRE DI AFFATIGATO RICEVESSE DUE MILIONI DI LIRE AL MESE DA
UNA DITTA TEDESCA.
L'11.02.93
IL SISDE RISPONDEVA DI NON AVER ALCUNA INFORMAZIONE IN
PROPOSITO. SI ERA COSI' COSTRETTI A REPLICARE CHE L'ORIGINE
DELLA RICHIESTA ERA PROPRIO IN UN ATTO DEL SISDE, VISTO CHE IN
UN APPUNTO DEL CENTRO CS DI FIRENZE DEL SISMI, DATATO
26.08.80, SI TRASMETTEVA ALLA 1^ DIVISIONE DI QUEL SERVIZIO IL
TESTO DI UN FONOGRAMMA DATATO 09.08.80 INVIATO DALLA DIREZIONE
DEL SISDE AL CENTRO CS DEL SEGUENTE TENORE: "SECONDO FONTE
OCCASIONALE ESTERA SEGUENTE EPISODIO POTREBBE AVERE ATTINENZA
STRAGE BOLOGNA: MADRE NOTO AFFATIGATO MARCO RICEVEREBBE
MENSILMENTE DA SOCIETA' TEDESCA A.G.G. SOMMA AGGIRANTESI SU
DUE MILIONI DI LIRE PUNTO PREGASI AVVIARE URGENZA ACCERTAMENTI
IDONEI ACQUISIRE OGNI UTILE ELEMENTO DI CONFERMA COMUNICANDO
TEMPESTIVAMENTE OGNI NOTIZIA INTERESSE PUNTO".
DI
NOTEVOLE RILIEVO E' POI CHE IN UN TELEX DEL CENTRO CS DI
BOLOGNA DEL 06.08.80 SI FA RIFERIMENTO A DUE NOMINATIVI
RILEVATI DALL'AGENDA DI AFFATIGATO IN OCCASIONE DELL'ARRESTO;
NON VI E' PERO' INDICAZIONE NE' DI COME IL CENTRO SIA VENUTO
IN POSSESSO DELL'INFORMAZIONE, NE' VI SONO ALTRI ATTI CHE
POSSANO FAR VALUTARE LO SVILUPPO DELLA VICENDA. ESSO E'
COMUNQUE UN ELEMENTO INDIZIANTE DELLA CIRCOLAZIONE
DELL'INFORMAZIONE ANCHE ALL'INTERNO DEL SERVIZIO MILITARE. LA
QUESTIONE E' DI RILIEVO SOPRATTUTTO PER COMPRENDERE L'ORIGINE
DELLE INFORMAZIONI UTILIZZATE PER L'OPERAZIONE DI INQUINAMENTO
PROCESSUALE DENOMINATA "TERRORE SUI TRENI" E CHE PORTERA' ALLA
CONDANNA PER IL DELITTO DI TRASPORTO DI MATERIALE ESPLODENTE
DI DUE ALTI UFFICIALI DEL SISMI.
CERTAMENTE,
COME S'E' VISTO, IL SISMI FU INFORMATO DEI RAPPORTI TRA
AFFATIGATO E SISDE NELLA RIUNIONE DEI DIRETTORI DEI SERVIZI
DEL 26.03.80 (APPUNTO IN DATA 11.08.80).
DUNQUE,
NESSUNO SVILUPPO APPARE ESSERVI STATO DELLE INFORMAZIONI
ACQUISITE IN FRANCIA E POCHISSIMA DOCUMENTAZIONE AL RIGUARDO
E' REPERITA NEGLI ARCHIVI DI TUTTI GLI APPARATI DI
SICUREZZA.
ANCHE
UN ULTERIORE ORDINE DI ESIBIZIONE AL SISDE IN DATA 21.04.92 HA
DATO ESITO SOSTANZIALMENTE NEGATIVO, BENCHE' SIA INDUBITABILE
CHE IL SERVIZIO DISPONESSE ALMENO DELL'AGENDA, RINVENUTA IN
ESECUZIONE DI UN DECRETO DI ESIBIZIONE E SEQUESTRO IN DATA
25.06.91. BISOGNEREBBE CREDERE, CIOE', CHE IL SISDE -
ORGANISMO DEPUTATO ALLA SICUREZZA INTERNA DELLO STATO - SIA
VENUTA IN POSSESSO DI UN DOCUMENTO APPARTENENTE A UN NOTO
TERRORISTA LATITANTE, NEL QUALE RISULTAVANO NOMINATIVI DI
SOGGETTI ITALIANI E STRANIERI, ALCUNI DEI QUALI NON IGNOTI
PERCHE' GIA' COINVOLTI IN ATTIVITA' EVERSIVE, E NON ABBIA
SVOLTO LA BENCHE' MINIMA ATTIVITA' DI
"INTELLIGENCE".
EPPURE
QUEGLI APPUNTI E AGENDE NON ERANO CERTO IRRILEVANTI, GIACCHE'
DA ESSI RISULTAVANO RAPPORTI CON IL FANE (NEL QUALE RISULTERA'
POI INFILTRATO PAUL DURAND), COSICCHE' LO SVILUPPO DELLE
INVESTIGAZIONI AVREBBE POTUTO ESSER ASSAI UTILE, SIA NELLE
INDAGINI SULLA STRAGE DEL 2 AGOSTO CHE IN QUELLE SUL
RINVENIMENTO DELL'ESPLOSIVO SUL TRENO TARANTO - MILANO.
INFATTI L'UCIGOS AVEVA INVIATO SIN DALL'08.08.80 UNA RICHIESTA
URGENTISSIMA DI ACCERTAMENTI SU ALCUNI DEI NOMINATIVI CHE POI
RISULTERANNO ANNOTATI
NELL'AGENDA.
L'OPERAZIONE
"TERRORE SUI TRENI" E' STATA OGGETTO DI APPROFONDIMENTO IN
DIVERSI PROCEDIMENTI, OLTRE CHE IN QUELLO NEL QUALE MUSUMECI E
BELMONTE SONO STATI CONDANNATI.
QUI
E' NECESSARIO SOLO SOTTOLINEARE COME SI SIA ACCERTATO CHE
QUELL'OPERAZIONE SI RICOLLEGAVA ALLA PRESENZA DI VALERIO
FIORAVANTI A TARANTO, PROPRIO IN QUEI GIORNI. FIORAVANTI SI
ERA RECATO NELLA CITTA' PUGLIESE PER ORGANIZZARE L'EVASIONE DI
PIERLUIGI CONCUTELLI. IL PROGETTO AVREBBE DOVUTO AVER LUOGO
GIA' IN PRECEDENZA, QUANDO QUESTI ERA DETENUTO NEL CARCERE
DELL'UCCIARDONE. FIORAVANTI, QUINDI, RISULTAVA ESSERSI RECATO
A PALERMO AD APRILE E LUGLIO DEL 1980 (QUESTI ASPETTI FURONO
AMPIAMENTE SVILUPPATI NELLA RELAZIONE DELL'ALTO COMMISSARIO
PER IL COORDINAMENTO DELLA LOTTA CONTRO LA DELINQUENZA MAFIOSA
IN DATA 08.09.89, RELATIVA ALL'OMICIDIO DI PIERSANTI
MATTARELLA.
ANCHE
LE SUGGESTIONI DERIVANTI DA QUESTI COLLEGAMENTI NON HANNO
PORTATO A RISULTATI UTILI PER I FATTI DEL 27.06.80.
UN'ULTERIORE
OPERAZIONE DI DISINFORMAZIONE, PURE LEGATA AL NOME DI MARCO
AFFATIGATO, E' QUELLA PORTA IN ESSERE DA GUGLIELMO SINIBALDI,
CON LE DICHIARAZIONI RESE DAL LUGLIO 1991 AL GIUDICE
ISTRUTTORE DI BOLOGNA. SINIBALDI AFFERMO' INFATTI DI AVERE
APPRESO DA UN FUNZIONARIO DEL SISMI, VINCENZO MINNELLA, SIN
DAL GIUGNO 1980, CHE ERANO IN PREPARAZIONE GRAVI ATTENTATI
TERRORISTICI NELL'AMBITO DEL GRUPPO EVERSIVO FACENTE CAPO A
VALERIO FIORAVANTI E ALTRI. UNO DI QUESTI ATTENTATI SAREBBE
STATO PROPRIO QUELLO AL DC9 ITAVIA, CHE SAREBBE QUINDI DA
COLLEGARSI ALLA STRAGE DEL 02.08.80.
LE
FALSE DICHIARAZIONI SUDDETTE SONO GIA' OGGETTO DI GIUDIZIO
DAVANTI ALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA DI BOLOGNA E AI
PROVVEDIMENTI CONCLUSIVI DI QUELLA ISTRUTTORIA SI RINVIA (SI
RINVIA ANCHE ALLA RELAZIONE IN DATA 17.04.92 DELLA DIREZIONE
CENTRALE DELLA POLIZIA DI PREVENZIONE).
COMPETENTE
TERRITORIALMENTE A TRATTARE LA POSIZIONE DI AFFATIGATO SOTTO
IL PROFILO INFORMATIVO PER IL SISMI ERA IL CENTRO DI
CONTROSPIONAGGIO (CS) DI FIRENZE.
ALL'EPOCA
DEI FATTI E SIN DAL GIUGNO 1971, CAPO CENTRO ERA FEDERIGO
MANNUCCI BENINCASA, UFFICIALE DELL'ARMA DEI CARABINIERI E
DISTACCATO PRESSO IL SIFAR, POI SID E INFINE SISMI, SIN DAL
1963.
DAL
CENTRO CS DI FIRENZE PRENDE LE MOSSE UNA GRAVISSIMA OPERAZIONE
DI SVIAMENTO DELLE INDAGINI SUI FATTI DI BOLOGNA E DI USTICA
(TUTTA LA QUESTIONE E' MOLTO BEN FOCALIZZATA NEL RAPPORTO IN
DATA 31.12.97 DELLA DIREZIONE CENTRALE DELLA POLIZIA DI
PREVENZIONE, NELLA QUALE SI RIPERCORRONO ANCHE I COLLEGAMENTI
CON L'ANOMALA TRATTAZIONE CHE IL MANNUCCI FECE DEL LATITANTE
CAUCHI E CON LA PIU' AMPIA ATTIVITA' INFORMATIVA (E
DISINFORMATIVA) DEL CENTRO CS DI FIRENZE).
IL
PUNTO DI PARTENZA E' COSTITUITO DAL FATTO CHE NELLA LISTA DEI
PASSEGGERI IN PARTENZA ERA RICOMPRESO ANCHE IL NOME DEL
GIUDICE ISTRUTTORE DI FIRENZE, DR. VINCENZO TRICOMI. QUESTI
AVEVA POI DECISO, IL GIORNO PRIMA, DI NON PIU'
PARTIRE.
LA
PRESENZA DEL GIUDICE ISTRUTTORE SULL'AEREO E' UNA DELLE
POSSIBILI MOTIVAZIONI DI UN ATTENTATO TERRORISTICO. ESSA,
QUINDI, VA CONSIDERATA IN SE' CON GRANDE
ATTENZIONE.
IL
GIUDICE TRICOMI, INFATTI, ERA IMPEGNATO IN PROCEDIMENTI
RELATIVI A ORGANIZZAZIONI TERRORISTICHE DI ESTREMA SINISTRA E,
IN QUESTO CONTESTO, AVEVA
INDIVIDUATO
LA POSSIBILE PRESENZA DI INTERVENTI LIBICI IN TERRITORIO
ITALIANO, A PARTIRE DALL'ISOLA DI PANTELLERIA. AVEVA QUINDI
DECISO DI SVOLGERE UN'INDAGINE DIRETTAMENTE SUL POSTO, ANCHE
AL FINE DI ACCERTARE SE VI FOSSE UN TRAFFICO D'ARMI CON SCALO
IN QUELL'ISOLA (A PARTIRE DA ALCUNE INTERCETTAZIONI
TELEFONICHE E DALLE INDAGINI CHE NE ERANO CONSEGUITE), ANCHE
IN COLLEGAMENTO CON LA SEGNALAZIONE - CONTENUTA IN UN RAPPORTO
- DELL'ACQUISTO DI TERRENI DA PARTE DI SOGGETTI RICOLLEGABILI
AL PRESIDENTE LIBICO.
COME
SI VEDE, QUALORA FOSSE POSSIBILE ANCORARE AL PROGRAMMATO
VIAGGIO DEL GIUDICE ISTRUTTORE LA DECISIONE DI ATTENTARE AL
VOLO, VI SAREBBERO ELEMENTI DI CONVERGENZA CON LA GRAVE
SITUAZIONE DI TENSIONE INTERNAZIONALE, DI CUI SI DICE IN ALTRA
PARTE DELLA REQUISITORIA.
IN
REALTA', NESSUN ELEMENTO IN QUESTO SENSO E' STATO RACCOLTO E
ANZI MOLTI VE NE SONO CHE PORTANO AD ESCLUDERE CHE IL GIUDICE
TRICOMI POTESSE ESSER L'OBBIETTIVO DI UN ATTENTATO COSI'
REALIZZATO.
GIA'
IN PRECEDENZA IL GIUDICE ERA STATO OGGETTO DI UN PROGETTO DI
ATTENTATO DA PARTE DI PRIMA LINEA, IN COINCIDENZA CON
L'OMICIDIO DEL GIUDICE ALESSANDRINI, CHE INVECE FU
EFFETTIVAMENTE UCCISO IL 29.01.79.
MAI,
IN NESSUN PROCEDIMENTO, E' EMERSO IL BENCHE' MINIMO ELEMENTO
CHE POSSA FAR RITENERE CHE MEMBRI DELL'ORGANIZZAZIONE PRIMA
LINEA AVESSERO IN ANIMO DI UTILIZZARE, PER UCCIDERE IL DR.
TRICOMI, MEZZI COSI' CLAMOROSI E TOTALMENTE ESTRANEI ALLA
PROGETTUALITA' DI QUELLA ORGANIZZAZIONE.
EGLI
HA POI BEN CHIARITO CHE LE MISURE DI SICUREZZA ADOTTATE ERANO
TALI DA NON IMPEDIRE AZIONI MENO COMPLESSE E
DISTRUTTIVE.
NESSUNO
DI COLORO CHE AVREBBERO DOVUTO PARTIRE PER PALERMO PER
L'ATTIVITA' ISTRUTTORIA COLA' PROGRAMMATA IN REALTA' PRESE
L'AEREO. IL VIAGGIO FU DISDETTO E QUINDI NON RISULTAVA LA
PRESENZA DEL DR. TRICOMI TRA I PARTENTI. NESSUNA COMUNICAZIONE
ERA STATA DATA A COLORO CHE AVREBBERO DOVUTO ESSERE ESAMINATI
IN SICILIA.
NESSUN
ELEMENTO E' EMERSO, NONOSTANTE LE INVESTIGAZIONI SVOLTE ANCHE
NELL'IMMEDIATEZZA E NONOSTANTE GLI AMPI CONTRIBUTI
COLLABORATIVI NELLE ORGANIZZAZIONI DI ESTREMA SINISTRA, CIRCA
POSSIBILI BASISTI NELL'AEROPORTO DI BOLOGNA, LA CUI PRESENZA
E' INVECE INDISPENSABILE SUPPORRE IN CONSIDERAZIONE DELLE
MODALITA' CON LE QUALI UN ORDIGNO AVREBBE POTUTO ESSER POSTO A
BORDO (ANCHE IN CONSIDERAZIONE DEL RITARDO DEL
VOLO).
NON
VI SONO DUNQUE ELEMENTI CHE CONSENTANO DI INDIVIDUARE NEL DR.
TRICOMI IL BERSAGLIO ORIGINARIO DELL'ATTENTATO.
QUESTA
IPOTESI VIENE RIPRESA DA MANNUCCI BENINCASA IN MANIERA DEL
TUTTO ANOMALA. INVECE DI FARNE OGGETTO DI SEGNALAZIONI FORMALI
E DI ACCERTAMENTI, EGLI LA SUGGERISCE IN MANIERA ANONIMA,
PRESENTATOSI SOTTO FALSO NOME, A DUE GIORNALISTI PERCHE'
VEICOLASSERO LA NOTIZIA IN UN CONTESTO DI SUGGESTIONI
DEPISTANTI LE INDAGINI BOLOGNESI.
NON
SI E' RIUSCITI A INDIVIDUARE CON CERTEZZA IL MOMENTO IN CUI
MANNUCCI VENNE A CONOSCENZA DELLA VICENDA TRICOMI. EGLI
AFFERMA DI AVERLO SAPUTO DIRETTAMENTE DAL GIUDICE E
INIZIALMENTE SITUA L'INCONTRO NELL'OTTOBRE - NOVEMBRE 1980; IN
SEGUITO SPOSTA LA DATA AL MAGGIO 1981 MA TALE SPOSTAMENTO NON
E' CREDIBILE, ANCHE PERCHE' IN CONTRASTO CON IL RICORDO DI
TRICOMI, CHE SITUA UN INCONTRO CONVIVIALE CON MANNUCCI, NEL
QUALE SI PARLO' DELL'EPISODIO, INTORNO ALLE FESTE DI NATALE
1980 (FORSE NEL GENNAIO); TALE INCONTRO, PERALTRO, SECONDO LA
RICOSTRUZIONE DEL MANNUCCI SAREBBE STATO NON IL PRIMO, MA IL
SECONDO NEL QUALE SI PARLO' DELLA PRENOTAZIONE DISDETTA (IL
PRIMO SAREBBE AVVENUTO PER STRADA)
CERTAMENTE
IL MANNUCCI CONSEGNO' A TRICOMI, A DISTANZA DI TEMPO DAL PRIMO
INCONTRO, ANCHE LA LISTA DEI PRENOTATI E DELLE DISDETTE E CHE
IL TRICOMI HA
CONSEGNATO
IN SEDE DI ESAME TESTIMONIALE.
LA
LISTA FU CONSEGNATA AL CENTRO DAL CAPO CENTRO CS DI PERUGIA,
ROSSI ALL'ALLORA VICE DI MANNUCCI, GIORGIO MORANDI. GLI
ELENCHI FURONO INVIATI CON UNA NOTA INFORMALE CHE, MORE
SOLITO, NON FU PROTOCOLLATA E CHE - PER DI PIU' - NON RECA
NEMMENO LA DATA. NON SI E' ACCERTATO QUANDO E PER QUALE
RAGIONE IL CENTRO CS DI PERUGIA TRASMISE A QUELLO DI FIRENZE
IL DOCUMENTO, NE' PERCHE' SI SEGUIRONO LE VIE INFORMALI, NE' -
INFINE - PERCHE' SI RITENNE DI NON PROTOCOLLARE ALCUNCHE'. DAL
TENORE DELLA NOTA APPARE CHIARO CHE IL DOCUMENTO FU REDATTO
NELL'IMMEDIATEZZA DEI FATTI E CERTAMENTE NON NEL 1981, QUANDO
L'IPOTESI DELL'ESPLOSIONE (INTERNA O ESTERNA) ERA GIA' DI
PUBBLICO E UFFICIALE DOMINIO:
"CARO
GIORGIO, TI INVIO ALCUNI ELENCHI.
1?
UN ELENCO DELLE PRENOTAZIONI PER IL VOLO ITIGI DELL'ITAVIA PER
PALERMO.
2?
UN ELENCO DELLE PERSONE CHE HANNO PRESO L'AEREO E CHE SONO
MORTE. 3?UN ELENCO DELLE PERSONE CHE HANNO DISDETTO IL VOLO O
CHE NON SI SONO PRESENTATE ALL'IMBARCO, GROSSO CERO A
SANT'ANTONIO!
RESTA
CLAMOROSAMENTE CONFERMATO, NEGLI AMBIENTI TECNICI, CHE SI
TRATTA DI ESPLOSIONE NON DIPENDENTE DA DIFETTI DELLA
MACCHINA.
LA
FONTE, INUTILE DIRLO, DEVE ESSERE CAUTELATA. UN ABBRACCIO.
[QUESTA FRASE E' MANOSCRITTA]"
CHE
IL MANNUCCI FOSSE GIA' A CONOSCENZA DELLA VICENDA (CHE
PERALTRO DOVEVA CIRCOLARE NEGLI AMBIENTI GIUDIZIARI
FIORENTINI, NEI QUALI MANNUCCI ERA BEN ADDENTRO, GIACCHE'
OLTRE A TRICOMI DOVEVANO VIAGGIARE SUL DC9 ANCHE ALCUNI
SOTTUFFICIALI E TUTTI QUESTI NE PARLARONO TRA LORO E CON ALTRI
GIA' NEI GIORNI IMMEDIATAMENTE SUCCESSIVI AL FATTO) QUANTO
MENO SIN DALL'AUTUNNO 1980 RISULTA POI DALLE DICHIARAZIONI DI
UMBERTO NOBILI (UMBERTO NOBILI ERA UFFICIALE, ADDETTO AL SIOS
AERONAUTICA. DEPOSIZIONE AL PUBBLICO MINISTERO DI FIRENZE DEL
25.01.88 E AL GIUDICE ISTRUTTORE DEL 05.12.90), A MANNUCCI
MOLTO LEGATO E CHE DA QUESTI APPRESE DI UN POSSIBILE
COLLEGAMENTO DELLA DISTRUZIONE DELL'AEREO SIA CON IL
RINVENIMENTO DEL MIG23 CHE CON LA SUPPOSTA PRESENZA DEL
GIUDICE.
CONFERMA
DELLE DICHIARAZIONI DEL NOBILI VIENE DA NOTARNICOLA, CHE
AFFERMA DI AVERE APPRESO DA MANNUCCI DELLA POSSIBILITA' CHE SI
TRATTASSE DI UN ATTENTATO CONTRO UN MAGISTRATO SIN DAI GIORNI
IMMEDIATAMENTE SUCCESSIVI ALLA CADUTA DELL'AEREO E CERTAMENTE
PRIMA CHE VENISSE RINVENUTO IL MIG LIBICO, GIACCHE' RICORDA UN
SUO COLLOQUIO SULL'ARGOMENTO CON IL SANTOVITO, CHE PERO'
ESCLUSE UN IMPEGNO DEL SISMI VISTO "CHE ERA STATA LA SOCIETA'
CHE PER NASCONDERE UN CEDIMENTO STRUTTURALE AVEVA
PROBABILMENTE FATTO METTERE IN GIRO QUELLA VOCE (AUDIZIONE IN
DATA 21.11.89 DAVANTI ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE
D'INCHIESTA SULLE STRAGI).
NOTARNICOLA
AFFERMA DI AVER INVIATO MANNUCCI BENINCASA DAL DIRETTORE DELLA
3^ SEZIONE, LOMBARDO, IL QUALE PERO' ESCLUDE CHE IL CAPO
CENTRO GLIENE ABBIA MAI PARLATO (DEPOSIZIONE IN DATA 28.12.90;
VA PERO' TENUTO PRESENTE IL RAPPORTO DI ANTAGONISMO TRA
NOTARNICOLA E LOMBARDO, CHE SI ORIGINAVA ANCHE DAI RAPPORTI
CON I CAPI CENTRO; SUL PUNTO SI VEDA QUANTO SCRITTO IN ALTRA
PARTE DI QUESTO ATTO).
IL
PUNTO DEL MOMENTO IN CUI MANNUCCI VENNE A CONOSCENZA
DELL'INFORMAZIONE NON E' DI PARTICOLARE RILIEVO. QUALUNQUE SIA
IL TEMPO E L'ORIGINE DELL'INFORMAZIONE, STA DI FATTO CHE
MANNUCCI LA UTILIZZO' PER INSERIRLA NELL'ATTIVITA' DI
CONDIZIONAMENTO DELL'ISTRUTTORIA DI BOLOGNA, CHE EGLI ANDAVA
CONDUCENDO SIA IN FORMA ANONIMA (CON TELEFONATE E SCRITTI
ANONIMI AL GIUDICE ISTRUTTORE (ERA QUESTO UN COSTUME ABITUALE
DEL CAPO CENTRO CS DI FIRENZE, CHE ALTRI ANONIMI INVIO'
ALL'A.G. DI ROMA, PER SVIARE LE INDAGINI SULL'OMICIDIO DI
CARMINE PECORELLI E PER ACCUSARE GELLI DI DIVERSI ILLECITI; SI
RINVIA PER QUESTI ASPETTI ALLE REQUISITORIE DEL PUBBLICO
MINISTERO E ALLA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE
CONCERNENTI L'OMICIDIO DEL GIORNALISTA)) SIA ATTRAVERSO IL
CAPITANO PANDOLFI, INCARICATO DELLE INDAGINI, SIA - INFINE -
ATTRAVERSO NOTIZIE FALSE
FORNITE
AI GIORNALISTI ANDREA PAMPARANA E UMBERTO GIOVINE.
IL
RUOLO DEL MANNUCCI NELL'INQUINAMENTO DELLE INDAGINI SULLA
STRAGE DI BOLOGNA E' STATO AMPIAMENTE ILLUSTRATO NELLE
REQUISITORIE DEL PUBBLICO MINISTERO E NELL'ORDINANZA DI RINVIO
A GIUDIZIO DEL GIUDICE ISTRUTTORE DI BOLOGNA, ALLE QUALI
DUNQUE SI RINVIA, IN ATTESA DELLE DECISIONI DEL GIUDICE DI
MERITO.
QUI
DEVONO PERO' ESSER POSTI IN RILIEVO ALCUNI ASPETTI DI
PARTICOLARE IMPORTANZA PER LA VICENDA CHE CI
OCCUPA.
SUL
NUMERO DI GIUGNO - LUGLIO 1981 DEL PERIODICO CRITICA SOCIALE
COMPARE UN ARTICOLO INTITOLATO IL GRANDE LABIRINTO NEL QUALE
SI IPOTIZZA CHE LA STRAGE DI BOLOGNA ABBIA AVUTO ORIGINE IN UN
OSCURO PATTO TRA MASSONERIA, MAFIA E LIBICI; LA "PISTA" VIENE
AVVALORATA DA UNA SERIE DI RIFERIMENTI MOLTO DETTAGLIATI E
APPARENTEMENTE BEN INFORMATI (ALCUNI DEI QUALI VERI, SECONDO
LA ORMAI NOTA TECNICA DI DISINFORMAZIONE).
NELL'ARTICOLO
SI FA ANCHE ESPRESSO RIFERIMENTO ALLA DISTRUZIONE IN VOLO DEL
DC9:
"UN
GIUDICE VUOLE INDAGARE SU ALCUNI MISTERIOSI TRAFFICI TRA
PANTELLERIA E LA SICILIA. PRENOTA UN POSTO SUL VOLO 'ITAVIA IH
870' DA BOLOGNA PER PALERMO. ALL'ULTIMO MOMENTO DISDICE PERO'
LA PRENOTAZIONE
....PANTELLERIA
E' PRATICAMENTE TERRA DI NESSUNO .. MA CERTI MOVIMENTI
NOTTURNI NON SONO SFUGGITI *.. E UN GIUDICE HA PENSATO DI
ANDARE A VEDERE DI PERSONA. PER QUESTO HA PRENOTATO UN POSTO
SUL VOLO 'ITAVIA IH870' IN PARTENZA DA BOLOGNA PER PALERMO. UN
AEREO CHE PERO' NON PRENDERA' MAI, AVENDO DISDETTO LA
PRENOTAZIONE MEZZ'ORA PRIMA DELLA PARTENZA".
L'ATTENTATO
VIENE POSTO IN CORRELAZIONE ANCHE CON IL RINVENIMENTO DEL
MIG23 LIBICO IN CASTELSILANO. SI AFFERMA INFATTI CHE IL CACCIA
SI TROVAVA ALL'INCROCIO DI QUATTRO AEROVIE E UNA DI QUESTE A
SUA VOLTA SI INCROCIA CON L'AMBRA 13 "ESATTAMENTE DOVE E'
ESPLOSO IL DC9 DELL'ITAVIA", AGGIUNGENDO CHE IL MIG23 'E UN
AEREO DI CACCIA CHE NORMALMENTE E' DOTATO DI DUE COPPIE DI
MISSILI: QUALSIASI MIG23 VOLA SEMPRE CON L'ARMAMENTO
MISSILISTICO, ANCHE QUANDO VIENE IMPIEGATO IN VOLI DI
ADDESTRAMENTO. IL MIG23 CADUTO IN CALABRIA ERA PRIVO DI
MISSILI". "SUL CACCIA MIG23 LIBICO VENGONO RITROVATE DELLE
PELLICOLE. SONO IMPRESSIONATE DA STRANE TRACCE LUMINOSE. FORSE
IL DISEGNO DI ALCUNE ROTTE O, FORSE, LE TRAIETTORIE DI DUE
MISSILI CHE VANNO VERSO IL BERSAGLIO".
GIOVINE
E PAMPARANA HANNO AFFERMATO DI AVER APPRESO LE NOTIZIE,
INSIEME A TUTTE LE ALTRE PUBBLICATE NELLO STESSO CONTESTO, IN
UNA SERIE DI INCONTRI CON TALE MANFREDI, LORO PRESENTATO DAL
CAPITANO PANDOLFI.
L'IDENTIFICAZIONE
DEL "MANFREDI" (E' ANCHE L'UFFICIALE DEL SISMI CHE INDICA
FALSAMENTE IL PUBBLICO MINISTERO DELL'INCHIESTA, DR. LUIGI
PERSICO, COME ISCRITTO NEI LIBRI PAGA DEL SISMI E CHE
DETERMINA COSI' L'ESTROMISSIONE DI FATTO DELLA PROCURA DALLA
CONOSCENZA DELLE INDAGINI CHE IL GIUDICE ISTRUTTORE VENIVA
INDOTTO A COMPIERE SULLA FALSA PISTA CIOLINI, CON I DANNI
GRAVISSIMI CHE QUEST'ULTERIORE ATTIVITA' DI DEPISTAGGIO HA
CAUSATO. MANFREDI NON ERA IL NOME DI COPERTURA ABITUALMENTE
USATO DA MANNUCCI BENINCASA COME CAPO CENTRO SISMI.
L'INFORMAZIONE IN TAL SENSO FORNITA DA GIORGIO MORANDI ERA
ERRATA, IN QUANTO LO STESSO TESTIMONE, ACQUISITE IMMEDIATE
INFORMAZIONI, POTEVA CORREGGERSI E COMUNICARE CHE IL NOME DI
COPERTURA ERA FRANCO (DEPOSIZIONE DEL 04.01.93)) E' STATA
LUNGA E DIFFICOLTOSA MA E' ORMAI CERTO, ANCHE SULLA BASE DEI
DOCUMENTI SEQUESTRATI PRESSO IL SISMI, CHE QUESTO FU IL NOME
DI COPERTURA UTILIZZATO DAL MANNUCCI PER FORNIRE AI
GIORNALISTI LE FALSE INFORMAZIONI SULLA STRAGE DI BOLOGNA E
SUL COLLEGAMENTO CON QUELLA DI USTICA, CHE VENIVANO FATTE
GIUNGERE TRAMITE LA SEZIONE ANTICRIMINE DEI CARABINIERI DI
BOLOGNA, CHE LE AVVALORAVA, AL GIUDICE ISTRUTTORE, COSI'
DETERMINANDO UN CIRCOLO CHIUSO NEL QUALE LE INDAGINI SONO
RIMASTE A LUNGO AVVILUPPATE.
NATURALMENTE,
NESSUNA DELLE NOTIZIE SUI FATTI CRIMINOSI DEL 1979 E 1980,
TRAMITATE IN FORMA ANONIMA O INDIRETTA, SI RINVIENE NEGLI
ARCHIVI DEL CENTRO DI FIRENZE, I CUI ARCHIVI FURONO INVECE
UTILIZZATI PER LE INFORMAZIONI CON LE QUALI QUELLE NOTIZIE
FURONO AVVALORATE (AD ESEMPIO, L'OMICIDIO DUCCESCHI). IL
GENERALE NOTARNICOLA, DIRETTORE DELLA 1^ DIVISIONE, DA CUI
DIPENDEVA IL MANNUCCI, HA PERALTRO DICHIARATO CHE MAI
RICEVETTE ALCUNA INFORMATIVA IN MERITO E CHE ANZI QUANDO NEL
GIUGNO 1981 CHIESE AI DIVERSI CENTRI INFORMAZIONI SUI SOGGETTI
RISULTATI APPARTENERE ALLA P2, PROPRIO DA FIRENZE NON VENNE
ALCUNA RISPOSTA, TANTO CHE NE CHIESE SPIEGAZIONI AL
RESPONSABILE, COL. LOMBARDO, IL QUALE NULLA SEPPE
REPLICARE.
PER
COMPLETARE IL QUADRO, IL FASCICOLO DUCCESCHI - CHE PURE IL
MANNUCCI CONSIDERAVA COSI' RILEVANTE - E' STATO DISTRUTTO
SENZA ALCUNA FORMALITA' E SENZA CHE NEPPURE VENISSE ANNOTATA
LA DATA DELLA DISTRUZIONE, NEL PERIODO IN CUI CAPO CENTRO ERA
IL MANNUCCI; ALMENO TRE DOCUMENTI ANNOTATI IN QUELLA PRATICA
(COPIA DEL FOGLIO DI PROTOCOLLO) NON FURONO TRASMESSI IN COPIA
ALLA 1^ DIVISIONE, GIACCHE' VI E' DIFFORMITA' CON IL NUMERO DI
ATTI RISULTANTE IN QUEST'ULTIMO ARCHIVIO.
IN
CONCLUSIONE, COORDINANDO QUANTO EMERSO NEI DUE DIVERSI ORDINI
DI INVESTIGAZIONI (FALSA "RIVENDICAZIONE" AFFATIGATO -
ATTIVITA' DEL MANNUCCI) RISULTA INNANZITUTTO CHE IL
COLLEGAMENTO TRA I DUE FATTI DI SANGUE, OPERABILE ATTRAVERSO
LA "RIVENDICAZIONE AFFATIGATO", CONDUCE IN REALTA' AD
ATTIVITA' DI DISINFORMAZIONE, IL CUI SENSO NON E'
COMPLETAMENTE CHIARO; IN SECONDO LUOGO, CHE LA PERDITA DEL DC9
FU STRUMENTALMENTE UTILIZZATA PER CONDIZIONARE LE INDAGINI
SULLA STRAGE DEL 2 AGOSTO, IN UN PIU' AMPIO CONTESTO DI
DISINFORMAZIONE.
CON
QUESTO RETROTERRA CONOSCITIVO PUO' AFFRONTARSI IL CAPO DI
IMPUTAZIONE ASCRITTO AL MANNUCCI NEL PRESENTE PROCEDIMENTO:
L'AVERE ANTEDATATO IL MESSAGGIO CON IL QUALE TRASMETTEVA ALLA
1^ DIVISIONE GLI ELEMENTI CONCERNENTI UN POSSIBILE
COLLEGAMENTO TRA LA CADUTA DEL DC9 E LA PRENOTAZIONE DEL DR.
TRICOMI.
QUESTO
ATTO E' DATATO 18.07.81. IL 20 LUGLIO VI FU UN'ANTICIPAZIONE
DI AGENZIA DEL CONTENUTO DELL'ARTICOLO DI CRITICA SOCIALE. IL
21 LUGLIO FU DISPOSTA ED EFFETTUATA LA PERQUISIZIONE DELLA
REDAZIONE DELLA RIVISTA. LO STESSO GIORNO RADIO RADICALE MANDA
IN ONDA UN'INTERVISTA CON GIOVINE NELLA QUALE SI PARLA DELLA
VICENDA TRICOMI. IL 23 GENNAIO IL DOCUMENTO DEL CENTRO CS DI
FIRENZE RISULTA PERVENUTO PRESSO LA DIREZIONE DEL SISMI
TRAMITE CORRIERE.
APPARIVA,
DUNQUE, CHE MANNUCCI SI FOSSE DETERMINATO A COMUNICARE ALLA
DIREZIONE LE NOTIZIE IN SUO POSSESSO, NON APPENA APPRESO DELLA
AVVENUTA - IN ANTICIPO - RIVELAZIONE DEL CONTENUTO DEL
GIORNALE E DELLA CONSEGUENTE PERQUISIZIONE (FORSE NON
PREVISTA). AL FINE DI EVITARE DI TRASMETTERE NOTIZIE CHE ERANO
GIA' APPARSE SULLA STAMPA, ANTEDATO' LA NOTA. CIO' APPARE
CONFERMATO ANCHE DAL FATTO CHE E' STATA SEQUESTRATA UNA MINUTA
DELLA NOTA, PREDISPOSTA SIN DAL GIUGNO (ALMENO A STARE ALLA
DATA CHE VI E' APPOSTA) MA MAI INVIATA.
VA
OSSERVATO CHE I SUDDETTI ELEMENTI INDIZIANTI DELLA
RETRODATAZIONE DELL'INFORMATIVA DEL 18.07.81 HANNO TROVATO
DEFINITIVA CONFERMA A SEGUITO DELL'ACQUISIZIONE DEI REGISTRI
DI PROTOCOLLO IN PARTENZA E IN ARRIVO, DA CUI RISULTA CHE
L'ATTO FU INVIATO IL 21 LUGLIO E QUINDI SUCCESSIVAMENTE ALLA
COMPARIZIONE DELLE AGENZIE E DELL'INTERVISTA RADIOFONICA E
ALLA PERQUISIZIONE DEI LOCALI DEL PERIODICO CRITICA SOCIALE
[UN'EFFICACE E UTILE RICOSTRUZIONE DELLA SUCCESSIONE TEMPORALE
DELL'INTERA VICENDA E' STATA SINTETIZZATA DALLA DIREZIONE
CENTRALE DELLA POLIZIA DI PREVENZIONE IN UNA NOTA DEL
17.09.92]
VA
OSSERVATO CHE I SUDDETTI ELEMENTI INDIZIANTI DELLA
RETRODATAZIONE DELL'INFORMATIVA DEL 18.07.81 HANNO TROVATO
DEFINITIVA CONFERMA A SEGUITO DELL'ACQUISIZIONE DEI REGISTRI
DI PROTOCOLLO IN PARTENZA E IN ARRIVO, DA CUI RISULTA CHE
L'ATTO FU INVIATO IL 21 LUGLIO E QUINDI SUCCESSIVAMENTE
ALLA
COMPARIZIONE
DELLE AGENZIE E DELL'INTERVISTA RADIOFONICA E ALLA
PERQUISIZIONE DEI LOCALI DEL PERIODICO CRITICA SOCIALE
[UN'EFFICACE E UTILE RICOSTRUZIONE DELLA SUCCESSIONE TEMPORALE
DELL'INTERA VICENDA E' STATA SINTETIZZATA DALLA DIREZIONE
CENTRALE DELLA POLIZIA DI PREVENZIONE IN UNA NOTA DEL
17.09.92].
GLI
ELEMENTI SOPRA MENZIONATI SI RIFLETTONO ANCHE COME INDIZI
DELLA DIRETTA PARTECIPAZIONE DEL MANNUCCI ALLA MANOMISSIONE
DEGLI ARCHIVI DEL CENTRO CS DI FIRENZE E ALLA SOPPRESSIONE DEI
DOCUMENTI CONCERNENTI LA VICENDA AFFATIGATO, ALCUNI DEI QUALI
SINGOLARMENTE INDIVIDUATI TRAMITE RIFERIMENTI CONTENUTI IN
ALTRI DOCUMENTI E ALCUNI LA CUI ESISTENZA E' DEDUCIBILE
INDIZIARIAMENTE DAL CONTENUTO.
PERMANE,
TUTTAVIA, PER TALI DOCUMENTI UN MARGINE DI INCERTEZZA, NON
ESSENDO STATO POSSIBILE ACCERTARE L'EPOCA DELLA SOPPRESSIONE
ED ESSENDOVI STATI NEL TEMPO AVVICENDAMENTI NELLA DIREZIONE
DEL CENTRO. PER TALI ASPETTI NON PUO' ESSERE PROMOSSA L'AZIONE
PENALE. PER TALI FATTI - PER I QUALI MANNUCCI BENINCASA ERA
INDIZIATO DEL DELITTO DI CUI AGLI ARTT. 476, 490 E 451 C.P. -
SI CHIEDE SIA DECRETATO NON DOVERSI PROMUOVERE L'AZIONE
PENALE.
IL
DELITTO DI CUI ALL'ART. 479 C.P., E DI CUI AL CAPO AP, E'
INVECE PRESCRITTO.
VA
RILEVATO, ANCHE PERCHE' PUO' ESSERE UTILE AL FINE DI VALUTARE
L'ATTENDIBILITA' DEI DIVERSI SOGGETTI (SI PENSI AL CONTRASTO
DELLE DICHIARAZIONI DI LOMBARDO E NOTARNICOLA SUL PUNTO) E PER
INDIVIDUARE LE "CATENE" DI REALE SOLIDARIETA' INTERNE AL
SERVIZIO, IN UN MOMENTO PARTICOLARMENTE DELICATO QUAL E'
QUELLO DEL 1980/81, CHE L'ALLORA DIRETTORE DELLA 1^ DIVISIONE
NON REAGI' IN ALCUN MODO AL COMPORTAMENTO SCORRETTO DEL SUO
SOTTOPOSTO.
INFATTI,
LA 1^ SEZIONE DELLA 1^ DIVISIONE, IN ACCORDO CON LA 3^ SEZIONE
DELLA STESSA DIVISIONE, SIN DAL 19.08.81 AVEVA SEGNALATO CON
UNA NOTA ASETTICA MA IN REALTA' ASSAI DURA IL COMPORTAMENTO
DEL CAPO CENTRO, INDICANDO NON SOLO IL FATTO CHE LE NOTIZIE
FORNITE DAL MANNUCCI ERANO GIA' STATE OGGETTO DI LANCI DI
ORGANI DI INFORMAZIONE, MA SOPRATTUTTO CHE LA DATA DI PARTENZA
ERA DIFFORME DA QUELLA DI ARRIVO E CHE IL CONTENUTO DELLA NOTA
DEL CENTRO DI FIRENZE PRESENTAVA "QUALCHE OMISSIONE RISPETTO
ALLA STESURA DELLA BOZZA SEQUESTRATA DALLA MAGISTRATURA DI
BOLOGNA", DOVE TRA L'ALTRO C'ERA ANCHE IL RIFERIMENTO
CALUNNIOSO - IN REALTA' SUGGERITO DALLO STESSO
MANFREDI/MANNUCCI - AL PUBBLICO MINISTERO PERSICO.
IN
ALTRE PAROLE, SEMBRA EVIDENTE CHE LA 1^ SEZIONE SOSPETTI
QUALCHE RAPPORTO NON LINEARE TRA IL MANNUCCI E GLI AUTORI
DEGLI ARTICOLI. SAREBBE COMUNQUE BASTATO IL RILIEVO DELLA
INCOMPLETEZZA DELLE INFORMAZIONI E DELLA DATA SOSPETTA A
LEGITTIMARE L'INTERVENTO DEL DIRETTORE. LOMBARDO INVECE SI
LIMITA A INVIARE UNA LETTERA DEL SEGUENTE TENORE: "PER
OPPORTUNO ORIENTAMENTO DI CODESTO CENTRO SI RIFERISCE CHE LE
IPOTESI AVANZATE NELL'APPUNTO... SONO STATE PUBBLICIZZATE DA
ARTICOLO APPARSO SU CRITICA SOCIALE DEL LUGLIO 1981, PERALTRO
ANTICIPATO DA UNA TRASMISSIONE DI RADIO RADICALE DEL 21 DELLO
STESSO MESE".
PER
COMPRENDERE LA GRAVITA' DELLA CONDOTTA O MISSIVA OCCORRE TENER
CONTO DEI RIFLESSI DI STRAORDINARIO RILIEVO CHE NEL
PROCEDIMENTO PER LA STRAGE DEL 2 AGOSTO LA CONDOTTA DI
MANFREDI/MANNUCCI STAVA ALLORA GENERANDO E CHE ERA - NEI SUOI
EFFETTI, MA NON NELLA SUA GENESI - DI PUBBLICO
DOMINIO.
PUO'
DUNQUE CONCLUDERSI CHE MANNUCCI UTILIZZO' LA TRAGICA PERDITA
DEL DC9 PER INFLUENZARE, A FINI NON ISTITUZIONALI, LE INDAGINI
SULLA STRAGE DEL 02.08.80.
NON
VI SONO INVECE ELEMENTI CHE POSSANO FAR RITENERE CHE L'ORIGINE
DELLE ATTIVITA' DEL MANNUCCI NEL CASO SPECIFICO VADA
INDIVIDUATA PROPRIO NELLA VICENDA DI USTICA. IN PARTICOLARE,
NON VI SONO PROVE CHE SIANO STATI IL CENTRO DI FIRENZE O
DIRETTAMENTE IL MANNUCCI AD ALLERTARE ANONIMAMENTE IL CORRIERE
DELLA SERA SULLA PRESENZA DI AFFATIGATO; I SOSPETTI IN TAL
SENSO NON HANNO TROVATO CONFERMA - E NEPPURE
SMENTITA.
IN
OGNI CASO, QUAND'ANCHE L'ORIGINE DELLE ATTIVITA' DEL MANNUCCI
DOVESSE ESSER FATTA RISALIRE PROPRIO ALL'ANONIMO DEL 28
GIUGNO, DA CIO' NON POTREBBE TRARSI CONCLUSIONE ULTERIORE
RISPETTO A QUELLA CHE LA DISTRUZIONE DEL DC9 E L'ENORME
IMPATTO CHE ESSA AVEVA AVUTO SULL'OPINIONE PUBBLICA SIANO
STATI UTILIZZATI STRUMENTALMENTE PER AVVIARE LA CAMPAGNA DI
DISINFORMAZIONE CHE FU POI PORTATA A COMPIMENTO DOPO LA STRAGE
DEL 02.08.80.
IN
ALTRE PAROLE, NON SONO RISULTATI ELEMENTI CHE POSSANO FAR
RITENERE CHE IL MANNUCCI DISPONESSE, IL 28.06.80, DI
INFORMAZIONI PRIVILEGIATE SULLE CAUSE DELLA PERDITA DEL DC9,
TALI DA IMPORGLI - ALTERNATIVAMENTE - DI INDIRIZZARE
ANONIMAMENTE LE INDAGINI VERSO I REALI AUTORI DEL DELITTO
OPPURE DI SVIARLE ATTRAVERSO L'ANONIMO VERSO DIREZIONI DIVERSE
DAL VERO.
LE
RAGIONI DELL'ATTIVISMO A FINI DISINFORMATIVI DEL MANNUCCI
VANNO TROVATE IN VICENDE DIVERSE E CON OGNI PROBABILITA' IN
CONFLITTI INTERNI ALLA STRUTTURA DI POTERE COAGULARSI INTORNO
A LICIO GELLI E ALLA QUALE IL MANNUCCI APPARTENEVA A BUON
TITOLO.
IN
CONCLUSIONE, E RITORNANDO AGLI ASPETTI DEI COLLEGAMENTI
OGGETTIVI TRA I DUE GRAVISSIMI FATTI DI SANGUE, PUO'
AFFERMARSI CHE L'UNICO REALE ELEMENTO DI CONNESSIONE E'
COSTITUITO DALLA PARZIALE COINCIDENZA DELLE COMPONENTI DI
ESPLOSIVO RILEVATE.
VA
POI RILEVATO CHE MAI E' EMERSO, IN NESSUN PROCEDIMENTO
CONCERNENTE INDAGINI SULLA DESTRA O SULLA SINISTRA EVERSIVE,
ALCUN ACCENNO AI FATTI DI USTICA.
E'
CERTAMENTE VERO CHE LE STRAGI INDISCRIMINATE, PER LORO STESSA
NATURA, RARAMENTE VENGONO RIVENDICATE E ASSAI SPESSO LA
"RIVENDICAZIONE" HA IN REALTA' L'OBBIETTIVO DI INDICARE COME
AUTORI DEL DELITTO AMBIENTI O SOGGETTI A ESSO DEL TUTTO
ESTRANEI. E' TALE, INFATTI, LA VALENZA NEGATIVA DELL'ATTENTATO
INDISCRIMINATO CHE ESSO - ALMENO PER QUANTO E' SIN QUI
RISULTATO NELLE ACQUISIZIONI PROBATORIE DEI PURTROPPO MOLTI
PROCEDIMENTI IN MATERIA - E' COMMESSO O PER INDURRE EFFETTI
INDIRETTI, COME REAZIONE, OPPURE PER ATTRIBUIRNE FALSAMENTE LA
PATERNITA' A CONTROPARTI POLITICHE.
NON
SONO PERO' CONSENTITE AL GIUDICE PENALE RICOSTRUZIONI DI
CONTESTO STORICO - POLITICO CHE NON SIANO SALDAMENTE ANCORATE
AL DATO PROBATORIO, SIA NEL SENSO CHE ESSE DEBBANO COMUNQUE
SOTTOSTARE AI COMUNI CRITERI DI RACCOLTA E VALUTAZIONE DELLA
PROVA E SIA NEL SENSO CHE PROPRIO IL MATERIALE PROBATORIO
RACCOLTO CONTRIBUISCE A FISSARE IL LIMITE DELL'OGGETTO
DELL'ACCERTAMENTO. SUL PUNTO LE SEZIONI UNITE DELLA CORTE DI
CASSAZIONE HANNO FORNITO INDICAZIONI METODOLOGICHE DI
PARTICOLARE IMPORTANZA [SENTENZA IN DATA 04.02.92, DI CUI SI
DIRA' APPRESSO].
ORA,
NESSUNA SPECIFICA INDICAZIONE, IN TERMINI PROBATORIAMENTE
UTILIZZABILI - AD ECCEZIONE DI QUELLE DI CUI APPRESSO SI DIRA'
- E' MAI VENUTA CIRCA LA RICONDUCIBILITA' DEI FATTI DI USTICA
A UN PROGETTO STRAGISTA.
DI
BEN MAGGIORE SPESSORE - SOTTO IL PROFILO PROBATORIO - E'
INVECE L'IPOTESI CHE L'AEREO SIA STATO ABBATTUTO CON UN
ORDIGNO ESPLOSIVO A CAUSA DELLA SITUAZIONE DI GRAVE TENSIONE
INSTAURATASI CON LA LIBIA. PER LE RAGIONI CHE SI VEDRANNO,
TALE IPOTESI NON SAREBBE NEMMENO IN CONTRASTO CON GLI ELEMENTI
PROBATORI - INDIVIDUATI CON LA FORZA DEL GIUDICATO - A CARICO
DEGLI ESECUTORI MATERIALI DELLA STRAGE DEL
02.08.80.
ANCHE
IN QUESTO CASO NON SONO PERO' STATI TROVATI ELEMENTI DIRETTI
DI PROVA, CHE POSSANO CONVALIDARE QUESTA IPOTESI E QUINDI
FORNIRE SUPPORTO PROBATORIO PER
LA
RISOLUZIONE
DELLA ALTERNATIVA CIRCA LE CAUSE DEL DISASTRO.
E'
CERTO INVECE CHE IL CONTESTO DELLE RELAZIONI TRA ITALIA E
LIBIA E LE STESSE SCADENZE TEMPORALI DEGLI AVVENIMENTI SIANO
STATI TALI DA NON CONSENTIRE DI SOTTOVALUTARE DETTA
IPOTESI.
SU
QUESTI ASPETTI E' STATO CONDOTTO UN ENORME LAVORO DI INDAGINE.
IN PARTE ESSO E' STATO DETERMINATO DALL'INSERIMENTO DI FONTI
NON GENUINE, CHE HANNO GRAVEMENTE APPESANTITO L'ISTRUTTORIA.
ALCUNI DI QUESTI FATTI HANNO GIA' PORTATO A PROCESSI TRATTATI
SEPARATAMENTE, ANCHE DA ALTRE AUTORITA' GIUDIZIARIE; ALTRI
FORMANO OGGETTO DI IMPUTAZIONI NEL PRESENTE
PROCEDIMENTO.
UN
PRIMO ASPETTO DELLA GRAVE TENSIONE INSTAURATASI NEL 1980 TRA I
DUE PAESI E' COSTITUITO DALLA QUESTIONE DEGLI ESULI,
RIFUGIATISI IN ITALIA.
NEL
CORSO DI UNA CERIMONIA SVOLTASI IL 27.04.80 NELL'ACCADEMIA
MILITARE DI TRIPOLI, GHEDDAFI, INVIAVA UN ULTIMATUM PER IL
RIMPATRIO DEI DISSIDENTI FUORIUSCITI, STABILENDO COME DATA PER
IL RIENTRO IN PATRIA IL TERMINE DELL'11 GIUGNO
SUCCESSIVO.
IL
3 MAGGIO UN MEMBRO DEL COMITATO POPOLARE DELLA RAPPRESENTANZA
LIBICA A ROMA, NEL CORSO DI UNA CONFERENZA STAMPA, DICHIARAVA
ESPLICITAMENTE CHE I LIBICI RESIDENTI ALL'ESTERO SAREBBERO
STATI GIUSTIZIATI SE NON FOSSERO RIENTRATI IN LIBIA ENTRO IL
10 GIUGNO.
ALLA
FINE DI MAGGIO IL CAPO DELL'UFFICIO POPOLARE LIBICO PER LE
RAPPRESENTANZE DIPLOMATICHE ESTERE CONVOCAVA GLI AMBASCIATORI
DELLA CEE ACCREDITATI A TRIPOLI, CHIEDENDO LORO LA CONSEGNA
DEGLI OPPOSITORI E MINACCIANDO IN CASO CONTRARIO RITORSIONI DI
CARATTERE COMMERCIALE E SULLE COMUNITA' DEI PAESI EUROPEI IN
LIBIA.
LA
DATA DELL'ULTIMATUM AVEVA UN VALORE SIMBOLICO, GIACCHE'
L'11.06.70 I MILITARI STATUNITENSI AVEVANO DOVUTO ABBANDONARE
LA BASE LIBICA DI WHEELUS FIELD.
IL
GIORNO SUCCESSIVO ALLA SCADENZA DELL'ULTIMATUM, L'AMBASCIATORE
LIBICO A LONDRA DICHIARAVA DI AVERE PERSONALMENTE APPROVATO
L'UCCISIONE, IN APRILE, DI DUE ESULI NELLA CAPITALE BRITANNICA
E ANNUNCIAVA LA DECISIONE DI ELIMINARE ALTRI DUE "PORTAVOCE
DELLA CONTRORIVOLUZIONE". ALL'ESPULSIONE DELL'AMBASCIATORE
SEGUI' L'ASSALTO ALL'AMBASCIATA BRITANNICA A TRIPOLI, IL 14
GIUGNO. L'AGGRESSIONE ALLA SEDE DIPLOMATICA SARA'
IMPLICITAMENTE OGGETTO DI UN DURO MONITO DA PARTE DEL VERTICE
DEI PAESI INDUSTRIALIZZATI CHE SI TERRA' A VENEZIA IL 22 E 23
GIUGNO.
NEL
NOSTRO PAESE LE SETTIMANE ANTECEDENTI ALLA SCADENZA
DELL'ULTIMATUM FURONO IN REALTA' SEGNATE DALL'OMICIDIO DI BEN
CINQUE ESULI LIBICI, MENTRE ALTRI DUE OPPOSITORI RIUSCIRONO A
SALVARSI, BENCHE' OGGETTO DI ATTENTATI.
LE
AUTORITA' ITALIANE REAGIRONO SIA ATTRAVERSO MISURE DI
CARATTERE GIUDIZIALE, INDIVIDUANDO E ARRESTANDO ALCUNI DEGLI
ESECUTORI DEGLI ATTENTATI [FURONO INFATTI ARRESTATI IL
22.04.80 MOHAMED MARGANI (OMICIDIO DI SALEM RTEIMI DEL
20.02.80); IL 19 APRILE YOUSSEF UHIDA MSALLATA (OMICIDIO DI
AREF ABDULJALIL ZAKI DELLO STESSO GIORNO) E POI PER LO STESSO
FATTO ALTRI DUE LIBICI, POCO DOPO SCARCERATI; IL 22 MAGGIO
SALEM SAID SALEM E SALAH ALI' ABOUBAKER (OMICIDIO TENTATO IN
DANNO DI MOHAME SALEM FEZZANI, DEL 21 MAGGIO), POI SCARCERATI;
11.06.80 SUAAIT MOHAMED ABDELNABI (TENTATO OMICIDIO DI MOHAMED
SAAD BIGT, DELLO STESSO GIORNO)], SIA INTENSIFICANDO I
CONTROLLI E LE ATTIVITA' DI INTELLIGENCE SUI LIBICI. TRA LE
PERSONE ARRESTATE VI ERA ANCHE SALEM SAID SALEM, DETENUTO IL
22 MAGGIO - A SEGUITO DI UN'ATTIVITA' INFORMATIVA DEL SISMI -
PER L'ATTENTATO CONTRO MOHAMED SALEM FEZZANI. IL SAID SALEM
ERA IN REALTA' UN IMPORTANTE ESPONENTE DEI SERVIZI
LIBICI.
LE
AUTORITA' LIBICHE PROTESTARONO VIVACEMENTE CONTRO LE MISURE
ADOTTATE DALLE AUTORITA' ITALIANE, GIUNGENDO FINO A MINACCIARE
RITORSIONI CONTRO IL POPOLO
ITALIANO.
TRA
I DOCUMENTI ESIBITI DAL SISMI [ESIBIZIONE DEL 30.03.96] E'
STATO RINVENUTO UN TELEX, ALL'ORIGINE CLASSIFICATO
SEGRETISSIMO, DATATO 21.05.80 E PROVENIENTE - CON OGNI
PROBABILITA' - DALL'AMBASCIATA D'ITALIA A TRIPOLI NEL QUALE SI
DA' CONTO DELLA PROTESTA LIBICA VERSO IL GOVERNO
ITALIANO.
IL
SEGRETARIO DELL'UFFICIO RELAZIONI ESTERE DI QUELLA NAZIONE,
AHMED SHAHATI, AVREBBE INFATTI RIMARCATO CHE "CRIMINALI
USURPATORI RICCHEZZE DEL POPOLO, NEMICI DELLA RIVOLUZIONE
CIRCOLANO IMPUNEMENTE IN ITALIA, OVE, PROTETTI DA CONNIVENZA
NOSTRE [E CIOE' ITALIANE] AUTORITA' SVOLGONO ATTIVITA'
ANTILIBICA". IL RAPPRESENTANTE LIBICO, SECONDO L'ESTENSORE DEL
RAPPORTO, TENEVA A SOTTOLINEARE CHE "SE COSTORO NON SARANNO
RICONSEGNATI AL POPOLO LIBICO VERRANNO PRESE VERY STRONG
MEASURES [MISURE MOLTO FORTI] CONTRO ITALIA E CONTRO
MALFATTORI. AUTORITA' ITALIANE DOVRANNO SOPPORTARE CONSEGUENZE
DI LORO SCELTE".
IL
MESSAGGIO DI SHAHATI DESTAVA UN GRAVE ALLARME, TANTO CHE
L'ESTENSORE DEL TELEX COMUNICAVA SUCCESSIVAMENTE CHE
"DIFFICILMENTE SI PUO' ADOTTARE ATTEGGIAMENTO DI DUREZZA SENZA
ANTEVEDERNE CONSEGUENZA E SENZA AVER PRESO PREVENTIVE
PRECAUZIONI, PIANO SUL QUALE ALMENO IN LIBIA, PER QUANTO
RIGUARDA COMUNITA' ITALIANA ED INTERESSI ECONOMICI NAZIONALI E
DI LABORIOSA INDUSTRIA PRIVATA SIANO PARTICOLARMENTE
ESPOSTI... NE' SI POTREBBE RIFIUTARE ALCUNE RICHIESTE LIBICHE
SOLO PERCHE' ABITUALMENTE DISTANTI DA NOSTRA MENTALITA'
FORGIATA DA DIRITTO ROMANO, SENZA ESPLORARE POSSIBILITA'
ADDIVENIRE A QUALCHE FORMA CONCESSIONI MINIME
RECIPROCHE".
LA
RICERCA DI SOLUZIONI CHE IN QUALCHE MANIERA VENISSERO INCONTRO
ALLE PRETESE LIBICHE, MA SENZA PORRE IN CAUSA PRINCIPI
IRRINUNCIABILI DELL'ORDINAMENTO RAGGIUNGE I MASSIMI LIVELLI
POLITICI, CHE RISULTANO DUNQUE PIENAMENTE INFORMATI SIA DEGLI
ATTEGGIAMENTI RICATTATORI DELLA LIBIA, CHE DELLA POSSIBILITA'
DI ESPLORARE UNA COMPOSIZIONE DEL CONFLITTO, CEDENDO SU
QUALCHE PUNTO.
IN
REALTA', RAPPORTI DIRETTI TRA I DUE SERVIZI, IL SISMI E QUELLO
- CHE AGIVA SU PIU' LIVELLI E CON DIVERSI INTERLOCUTORI -
LIBICO, SI ERANO GIA' DA TEMPO CONSOLIDATI, PROPRIO SU QUESTO
TERRENO.
GIA'
NEL'AGOSTO DEL '79 IL SISMI AVEVA FORNITO AL RAPPRESENTANTE
UFFICIALE DEL SERVIZIO INFORMAZIONI LIBICO IN ITALIA, MOUSA
SALEM, UNA PRIMA LISTA DI CITTADINI LIBICI RESIDENTI A ROMA ED
IN QUELL'OCCASIONE MOUSA SALEM AVEVA, A SUA VOLTA, CONSEGNATO
AL DIRETTORE DEL SISMI UN ELENCO DI CITTADINI LIBICI DI CUI IL
GOVERNO LIBICO AVREBBE GRADITO L'ESPULSIONE [FOGLIO NR. 4581/4
DEL 13.08.79]. UNA SECONDA LISTA DI DISSIDENTI LIBICI VENIVA
FATTA RECAPITARE DAL CAPO DEL SERVIZIO, GEN. GIUSEPPE
SANTOVITO, TRAMITE IL COGLIANDRO, A MOUSA SALEM IN DATA
14.02.80 ED UNA TERZA LISTA VENIVA CONSEGNATA - SEMPRE SU
DISPOSIZIONE DEL DIRETTORE DEL SISMI - A MOUSA SALEM IN DATA
02.04.80 [FOGLIO NR. Z/566/IV DEL 26.02.80 E NR. 2227/4 DEL
02.04.80].
SI
VUOLE SOSTENERE CHE IN REALTA' IL SERVIZIO ITALIANO ABBIA
CONSEGNATO INFORMAZIONI ORMAI SUPERATE, DI SOGGETTI NON PIU'
RESIDENTI IN ITALIA O CHE COMUNQUE FURONO AVVERTITI E CHE SI
ALLONTANARONO PRIMA DELLA REAZIONE LIBICA. FU INVECE
ASSASSINATO AREF ABDULJALIL ZAKI, COMPRESO NELLA LISTA DEL 29
MARZO, CONSEGNATA IL 2 APRILE, IL QUALE - SECONDO QUANTO
RIPORTATO NELLA NOTA 24.04.80 DEL RAGGRUPPAMENTO CENTRI CS -
SAREBBE STATO AVVISATO. CERTO E' CHE EGLI FU UCCISO PROPRIO IN
VIA VENETO, LUOGO INDICATO NELLA NOTA COME SUO DOMICILIO. FU
UCCISO L'11 GIUGNO ANCHE EL HEDEIRI AZZEDIN, PURE RICOMPRESO
NELLA LISTA.
MA
IL PUNTO CHE RILEVA AI FINI DEL PROCEDIMENTO E' CHE A FINE
MAGGIO LA SITUAZIONE DI TENSIONE ERA ORMAI GRAVISSIMA E CHE IL
GOVERNO FU DI CIO' INFORMATO AI MASSIMI LIVELLI.
LA
QUESTIONE FU ANCHE AFFRONTATA IN SEDE DI CIIS CON IL
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, ON.LE COSSIGA.
IN
PARTICOLARE, NEL CORSO DELLA RIUNIONE TENUTASI IN DATA
21.05.80, IL
SOTTOSEGRETARIO
ON. MAZZOLA RILEVAVA IL PROBLEMA DEI CITTADINI LIBICI PRESENTI
IN ITALIA DEI QUALI, DA PARTE LIBICA, SI RECLAMAVA LA
INDIVIDUAZIONE E L'ESPULSIONE DALL'ITALIA, CHIEDENDO AL CESIS
DI PREPARARE UN APPROFONDIMENTO DEL PROBLEMA. IL PRESIDENTE
ON. COSSIGA SOTTOLINEAVA CHE "MALGRADO LE COMPLESSE RELAZIONI
INTERCORRENTI CON LA LIBIA, NON PUO' TOLLERARSI IL VERIFICARSI
DI ATTENTATI NEL NOSTRO PAESE" E CHE "DEVONO PROMUOVERSI
TEMPESTIVAMENTE LE CONSEGUENTI PROCEDURE GIUDIZIARIE, ANCHE
PER DISPORRE DI EVENTUALI FUTURI ARGOMENTI DI
TRATTATIVA".
SULLA
MINUTA DEL VERBALE DELLA RIUNIONE, VERGATA DAL SEGRETARIO
GENERALE DEL CESIS, WALTER PELOSI, SI RILEVA NELL'INTERVENTO
DEL PRESIDENTE COSSIGA, RELATIVAMENTE ALLA QUESTIONE
CONCERNENTE L'ESPULSIONE DEI LIBICI DALL'ITALIA LA SEGUENTE
ANNOTAZIONE: "PRIMA DEI PROVVEDIMENTI DI ESPULSIONE DEI
CITTADINI SECONDO LE RICHIESTE DI GHEDDAFI, I MIN. COMPET.
DEVONO AVERE UNA VISIONE GENERALE DEL PROBLEMA".
INFINE
IL SISMI, IN DATA 09.06.80, ALLA VIGILIA DELLA SCADENZA
DELL'ULTIMATUM TRASMETTEVA, ALL'ATTENZIONE DEL PRESIDENTE
COSSIGA, UN APPUNTO SULLA SITUAZIONE LIBICA IN ITALIA, NEL
QUALE VENIVANO RICOSTRUITE LE VICENDE PIU' SALIENTI NEI
RAPPORTI TRA I DUE SERVIZI DI INFORMAZIONE E VENIVA SOLLEVATA
NEL CONTESTO LA PROBLEMATICA RELATIVA ALLA PRESENZA DELLA
DISSIDENZA LIBICA NEL PAESE, CONCLUDENDO CHE IL PROBLEMA NON
POTEVA CHE RISOLVERSI "AL DI FUORI DEGLI SCHEMI TRADIZIONALI E
CONSENTITI" E CHE ABBISOGNAVA DEL "SUPPORTO POLITICO CHE
APPARE PIU' CHE MAI NECESSARIO, PER AFFRONTARE QUEGLI ASPETTI
CHE, ISTITUZIONALMENTE, SONO COLLOCATI AL DI FUORI DEI COMPITI
E DELLE PREROGATIVE DEL SERVIZIO".
L'11.06.80,
ALLO SCADERE DELL'ULTIMATUM, VENIVA UCCISO A MILANO IL
CITTADINO LIBICO LADHERI AZZEDINE, MENTRE A ROMA RIUSCIVA A
SALVARSI DA UN ATTENTATO IL LIBICO MOHAMED SAAD
BIGT.
LO
STESSO GIORNO SAID SALEM VENIVA TRASFERITO DAL CARCERE IN UNA
CASA DI CURA.
ANCHE
QUESTO TRASFERIMENTO SEGUIVA A UNA TRATTATIVA DIPLOMATICA,
GIACCHE' VI ERA STATO UN INTERESSAMENTO DIRETTO DAL PRIMO
MINISTRO LIBICO JALLUD, IL QUALE AVEVA SCRITTO IN PROPOSITO AL
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COSSIGA.
LA
QUESTIONE DI SAID SALEM FU CERTAMENTE PORTATA ALL'ATTENZIONE
DELLE AUTORITA' POLITICHE, ANCHE SE NE SONO IGNOTI I TERMINI
PRECISI, GIACCHE' DELLA RIUNIONE DEI DIRETTORI (CESIS - SISMI
- SISDE) DEL 12.06.80, NON ESISTE VERBALE INTEGRALE, MA SOLO -
COME ERA PERALTRO PRASSI - UNA SINTETICA ANNOTAZIONE DEGLI
ARGOMENTI TRATTATI (TRA CUI APPUNTO "QUESTIONE LIBICI (SALEM
SAID)".
LA
CACCIA AGLI OPPOSITORI DI GHEDDAFI IN TUTTA EUROPA E ANCHE IN
ITALIA EBBE ULTERIORI CONSEGUENZE, CHE POSSONO AVER AVUTO
RIFLESSI ANCHE NELLE RELAZIONI CON IL NOSTRO PAESE.
IL
15.06.80 SI TENNE INFATTI AL CAIRO UNA RIUNIONE DEGLI
OPPOSITORI, CONVENUTI DA OGNI PARTE DEL MONDO, PER ASSUMERE
INIZIATIVE DI REAZIONE. FU ANCHE ESPLORATA LA POSSIBILITA' DI
RAPPRESAGLIE CONTRO IL REGIME LIBICO. QUESTO A SUA VOLTA
REAGI' CON UNA MOBILITAZIONE AI CONFINI CON
L'EGITTO.
I
TESISSIMI RAPPORTI CON QUESTO PAESE COSTITUISCONO UN ULTERIORE
CAPITOLO DI INTERESSE AI FINI DEL PROCEDIMENTO, COME SI VEDRA'
A PROPOSITO DEL TENTATIVO DI COLPO DI STATO PREDISPOSTO PER IL
4 AGOSTO.
VA
OSSERVATO CHE IL SISMI ACCOMPAGNO' SALEM PRESSO LA CASA DI
CURA VILLA MAFALDA; TALE CLINICA ERA GESTITA DA RENATO ERA,
SOGGETTO IN STRETTO CONTATTO CON I VERTICI DELL'ARMA DEI
CARABINIERI, MA ANCHE CON ALDO SEMERARI. ANCHE
IL
COMPLESSO
DI QUESTI ASPETTI E' STATO OGGETTO DI ACCURATISSIME INDAGINI
AL FINE DI INDIVIDUARE OGNI POSSIBILE ELEMENTO DI SUPPORTO
ALLE IPOTESI DI COINVOLGIMENTO LIBICI IN UN ATTENTATO
(QUALUNQUE FOSSE LA MODALITA' DI ABBATTIMENTO
DELL'AEREO).
SEMERARI,
INFATTI, FU UCCISO NELL'APRILE 1982, DECAPITATO. POCO PRIMA DI
ESSERE ASSASSINATO AVEVA CHIAMATO PROPRIO ERA, CHIEDENDOGLI DI
ESSERE MESSO IN CONTATTO CON I SERVIZI, PERCHE' SI SENTIVA IN
PERICOLO. DA QUESTA TELEFONATA SI DIPANA UNA VICENDA
SINGOLARE, CHE E' GIA' STATA OGGETTO DI APPROFONDIMENTO IN
ALTRI PROCEDIMENTI E CHE QUI SI RICHIAMA ESCLUSIVAMENTE NEI
LIMITI DI STRETTA PERTINENZA.
ERA
DICHIARO' INFATTI DI AVERE IMMEDIATAMENTE AVVERTITO
COGLIANDRO; QUESTI, A SUA VOLTA, AFFERMO' IN UN PRIMO MOMENTO
[AL PUBBLICO MINISTERO DI BOLOGNA IL 06.03.85] DI AVER
AVVISATO SANTOVITO, IL QUALE GLI AVREBBE RISPOSTO "CI PENSO
IO, TIENI LA NOTIZIA PER TE". CON UNA LETTERA AL PUBBLICO
MINISTERO DI BOLOGNA, COGLIANDRO RETTIFICAVA QUESTA
DICHIARAZIONE, ASSERENDO DI NON AVER POTUTO AVVISARE
SANTOVITO, NON PIU' DIRETTORE DEL SISMI, MA DI NON RICORDARE A
CHI AVESSE TRASMESSO IL MESSAGGIO DI SEMERARI. NUOVAMENTE
INTERROGATO IN QUESTO PROCEDIMENTO, COGLIANDRO RIBADIVA PERO'
DI AVERE INFORMATO PROPRIO SANTOVITO.
NATURALMENTE
NEGLI ATTI DEL SERVIZIO (NE' IN QUELLI DEL RAGGRUPPAMENTO
CENTRI CS, DIRETTI DAL COGLIANDRO, NE' IN QUELLI CENTRALI), VI
E' ALCUN RIFERIMENTO A TALE VICENDA.
LA
RICOSTRUZIONE DELLA TRAMITAZIONE VERSO L'ALTO DEL MESSAGGIO DI
SEMERARI CONTRIBUISCE A CONFERMARE L'ESISTENZA DI QUELLA
CATENA DI FEDELTA' INTERNA, DI CUI S'E' TRATTATO A PROPOSITO
DELLE ATTIVITA' DEL LUGLIO/AGOSTO 1980, CHE SCAVALCAVA LE
GERARCHIE FORMALI (E CIOE' IL DIRETTORE DELLA 1^ DIVISIONE,
GENERALE NOTARNICOLA, E LO STESSO DIRETTORE DEL SERVIZIO)
SECONDO LOGICHE SOMMERSE DI APPARTENENZA, IN GRADO DI ALTERARE
LE MODALITA' OPERATIVE DEL SERVIZIO.
SI
SEGNALA, IN PARTICOLARE, CHE L'ATTIVAZIONE DELLA CATENA
ANOMALA NEL CASO DI ALDO SEMERARI E' BEN COMPRENSIBILE, SE
SOLO SI PENSA AL RUOLO CHE IL CRIMINOLOGO EBBE NELLE VICENDE
DEI RAPPORTI TRA APPARATI DELLO STATO - E SEGNATAMENTE IL
SISMI DI SANTOVITO - E SETTORI DELLA CAMORRA, PARTICOLARMENTE
IN OCCASIONE DEL SEQUESTRO DI CIRO CIRILLO.
NONOSTANTE
OGNI APPROFONDIMENTO, NON SONO STATI INDIVIDUATI ELEMENTI DI
PROVA CHE POSSANO FAR RITENERE CHE I CANALI SUDDETTI DI
COLLEGAMENTO TRA LIBICI ED ESTREMA DESTRA POSSANO ESSER STATI
UTILIZZATI PER AZIONI DI RAPPRESAGLIA CONTRO IL NOSTRO
PAESE.
UN
ELEMENTO IN TAL SENSO E' COSTITUITO DALLA DEPOSIZIONE DI
UMBERTO NOBILI [ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI FIRENZE IN
DATA 25.01.88]. QUESTI, NEL CONTESTO DELLE DICHIARAZIONI
CONCERNENTI LE CONFIDENZE RICEVUTE DAL CAPO CENTRO CS DI
FIRENZE, MANNUCCI BENINCASA CIRCA IL POSSIBILE OBIETTIVO
COSTITUITO DA TRICOMI, AVEVA INFATTI AFFERMATO CHE "DOPO LA
STRAGE DI BOLOGNA MANNUCCI, FACENDO RIFERIMENTO ANCHE ALLA
PRECIPITAZIONE DEI DUE VELIVOLI [DC9 E MIG23], MI ACCENNO'
ALLA POSSIBILITA' CHE SEMERARI POTESSE AVER PRESO CONTATTI PER
CONTO DI GELLI CON PERSONE LIBICHE CON RIFERIMENTO ALLA
PREPARAZIONE DELLA STRAGE: RICORDO CHE MANNUCCI ACCENNO' A
UN'AGENDA DI SEMERARI CON UN APPUNTO CHE POTEVA COSTITUIRE UN
POSSIBILE RIFERIMENTO A GELLI".
EFFETTIVAMENTE
IL RIFERIMENTO ALL'AGENDA E' MOLTO SIGNIFICATIVO, GIACCHE'
L'ALLORA CAPITANO PANDOLFI FA RISALIRE PROPRIO AL FATTO DI
AVER RILEVATO UN'ANNOTAZIONE DI UN APPUNTAMENTO CON GELLI IN
UN'AGENDA DI SEMERARI LA DECISIONE DI RIVOLGERSI AL MANNUCCI
PER AVVIARE LE INVESTIGAZIONI SUL PREDETTO [PAOLO PANDOLFI,
22.07.92].
D'ALTRA
PARTE, L'ESISTENZA DI RELAZIONI TRA SEMERARI E AMBIENTI LIBICI
E' INDICATA DA PIU' FONTI PROCESSUALI, ALCUNE DELLE QUALI
QUESTO UFFICIO RITIENE DI
PARTICOLARE
AFFIDABILITA', PER ESSERE STATE SOTTOPOSTE A VERIFICHE
POSITIVE IN NUMEROSI PROCEDIMENTI.
SERGIO
CALORE PARTECIPO' NEL MARZO 1978 A UN INCONTRO CON UN
ESPONENTE LIBICO A CASA DI SEMERARI. LO SCOPO DELLA RIUNIONE
ERA QUELLO DI AVVIARE RAPPORTI DI CARATTERE ECONOMICO,
PROPONENDOSI COME INTERMEDIARI PER L'ACQUISTO DI MATERIALI
MILITARI. QUANDO SI CERCO' DI SPOSTARE IL CONTATTO VERSO
APPOGGI DI CARATTERE POLITICO, IL LIBICO RISPOSE IN MANIERA
COMPLETAMENTE NEGATIVA [SERGIO CALORE, 01.03.84].
PAOLO
ALEANDRI EBBE ANCH'EGLI CONTATTI INSIEME AL SEMERARI CON
L'ESPONENTE LIBICO, PRESENTATOGLI COME "COLONNELLO DI UN
NUCLEO PREPOSTO AD AZIONI SPECIALI, COME CAPO DEL SERVIZIO DI
SICUREZZA DI IDI AMIN" [CONFRONTO ALEANDRI/CALORE IN DATA
13.12.84. ALEANDRI, 27.10.82]. IL LIBICO RISIEDEVA
NELL'AMBASCIATA DI QUEL PAESE E VI FECE RITORNO NEL
1978.
PAOLO
BIANCHI RIFERI' DI UN TRAFFICO D'ARMI CON LA LIBIA, ATTRAVERSO
L'ISOLA DI PANTELLERIA, CON L'APPOGGIO DEL GOVERNO LIBICO, E
NEL QUALE IL SEMERARI SAREBBE STATO DIRETTAMENTE COINVOLTO;
QUESTI, A DIRE DEL BIANCHI, SI ERA ANCHE RECATO IN LIBIA NEL
1979 O NEL 1980 [PAOLO BIANCHI, 10.08.82].
SI
TRATTA DI INDICAZIONI DI CONTATTI PARTICOLARMENTE QUALIFICATI
CON AMBIENTI DELLA DESTRA EVERSIVA, ALCUNI DEI QUALI
CONDANNATI PER GRAVI ATTENTATI.
LE
INDICAZIONI FORNITE DAI TESTIMONI SUDDETTI HANNO TROVATO AMPI
RISCONTRI NELLE INDAGINI DI POLIZIA GIUDIZIARIA. IL LIBICO E'
STATO IDENTIFICATO IN IBRAHIM MILADI, ENTRATO IN ITALIA NEL
GENNAIO 1978, DIPENDENTE DEL CONSOLATO LIBICO A PALERMO,
PRIMA, E QUINDI TRASFERITOSI A ROMA, DA DOVE VENIVA ESPULSO IL
31.10.78. TRACCE DELLA SUA PRESENZA IN ITALIA SI RITROVANO
PERO' NEL DICEMBRE DELLO STESSO ANNO (SOGGIORNO IN ALBERGO A
PALERMO). NON SONO STATI TROVATI RISCONTRI DEL CONTATTO
DIRETTO DEL MILADI CON ROBERTO INCARDONA VENTURA E PATRIZIA
ELLI, MA QUEST'ULTIMA HA DIMORATO IN LIBIA, ANCHE QUALE
DIPENDENTE DI UNA SOCIETA' OPERANTE IN QUELLA NAZIONE [SI VEDA
LA NOTA RIASSUNTIVA DELLA DIREZIONE CENTRALE DELLA POLIZIA DI
PREVENZIONE IN DATA 28.11.91 E LA DOCUMENTAZIONE A ESSA
ALLEGATA].
ANCHE
ALTRE FONTI, ALCUNE MOLTO SOSPETTE (SI VEDA AD ESEMPIO IL
RAPPORTO IN DATA 02.07.81 DEL REPARTO OPERATIVO DEI
CARABINIERI DI BOLOGNA, REDATTO DAL CAPITANO PANDOLFI E LA CUI
"FONTE DA TUTELARE" E' IL SOLITO MANNUCCI), INDICARONO I
RAPPORTI SEMERARI - LIBIA.
VA
PERO' RILEVATO CHE QUESTO FILONE INVESTIGATIVO E' STATO
PERCORSO CON ESTREMA CURA IN DIVERSI PROCEDIMENTO E ANCHE IN
DIBATTIMENTI (COME QUELLO PER LA STRAGE DEL 02.08.80 E QUELLO
PER L'OMICIDIO DI PIERSANTI MATTARELLA, PER IL QUALE FURONO
TRATTI IN GIUDIZIO VALERIO FIORAVANTI E ALTRI). NESSUN
ELEMENTO DI DIRETTO COLLEGAMENTO TRA QUESTI FATTI E LA STRAGE
DEL 27 GIUGNO E' STATO POSSIBILE EVIDENZIARE, AD ECCEZIONE DI
QUELLO DI CUI SUBITO SI DIRA'.
SU
CIRCOSTANZE DI FATTO CHE POSSONO DIRSI CERTE (COME L'ESISTENZA
DI CONTATTI A FINI COMMERCIALI E PROBABILMENTE CON PROSPETTIVE
DI RECIPROCO SCAMBIO DI CARATTERE "POLITICO") SI INSERIRONO
INDICAZIONI DEPISTANTI, COME QUELLE RICONDUCIBILI ALLE
ATTIVITA' DI MANNUCCI BENINCASA.
NEL
FILONE DEI POSSIBILI RAPPORTI TRA LIBICI E SETTORI STRAGISTI
DELL'ESTREMA DESTRA HA FINITO PER CONFLUIRE ANCHE IL FILONE
INVESTIGATIVO NATO DALLE DICHIARAZIONI DI ALDO DEL
RE.
QUESTI
FU PROTAGONISTA DI UNA TRAGICA VICENDA. EGLI INFATTI PRESE
PARTE A UN
TENTATIVO
DI COLPO DI STATO PER ROVESCIARE IL REGIME LIBICO, CHE AVREBBE
DOVUTO SCATTARE AL TERMINE DEL RAMADAN, TRA IL 4 E IL 06.08.80
E CHE INVECE FU DURAMENTE REPRESSO: UN NUMERO IMPRECISATO DI
CONGIURATI FU PASSATO PER LE ARMI E ALTRI FURONO GIUSTIZIATI
IN SEGUITO. EGLI FU CONDANNATO IN CONTUMACIA ALL'ERGASTOLO, MA
DUE CONNAZIONALI, EDOARDO SELICIATO ED ENZO CASTELLI, FURONO
INVECE ARRESTATI IN QUEL PAESE E PATIRONO UNA LUNGA
CARCERAZIONE, VENENDO ANCHE SOTTOPOSTI A VESSAZIONI E TORTURE.
FU ARRESTATO ANCHE ORLANDO PERUZZO, CHE PERO' FU SCARCERATO
DOPO QUATTRO MESI E CHE NON SEMBRA ESSER STATO COINVOLTO IN
ALCUNA FASE DEL TENTATIVO INSURREZIONALE.
SELICIATO,
TITOLARE DI UNA DITTA DI IMPORTAZIONI ED ESPORTAZIONI,
FREQUENTAVA LA LIBIA SIN DAL 1975. EGLI ERA UN BUON AMICO DI
IDRIS EL SHEHEBI (A VOLTE IL NOME VIENE SCRITTO CON LA
TRASCRIZIONE SHAHIBI), UNO DEGLI UFFICIALI CHE CON GHEDDAFI
AVEVA ORGANIZZATO IL COLPO DI STATO DEL 1969 CONTRO RE IDRIS.
SHEHEBI AVEVA UNO STATUS PARTICOLARE NELL'APPARATO MILITARE
LIBICO, DISCENDENTE DA QUESTA SUA ORIGINE: NON ERA INQUADRATO
IN NESSUN REPARTO E RISPONDEVA SOLO AL LEADER
LIBICO.
SECONDO
SELICIATO, NEL MAGGIO/GIUGNO 1980 (IN REALTA' NEL MARZO) VI
ERANO STATI A TOBRUK SANGUINOSI SCONTRI TRA LA POPOLAZIONE
CIVILE E I COMITATI RIVOLUZIONARI DI GHEDDAFI E SHEHEBI ERA
STATO INCARICATO DI UNA VIOLENTA RAPPRESAGLIA CONTRO I CIVILI.
SI ERA RIFIUTATO E DA QUI ERA PRECIPITATA UNA SITUAZIONE CHE
COVAVA GIA' DA TEMPO. SHEHEBI, INFATTI, A CAPO DI UN GRUPPO DI
OPPOSITORI DENOMINATO NEW MOVIMENT INTENDEVA ROVESCIARE IL
REGIME DEL DITTATORE LIBICO E RIAVVICINARSI ALL'OCCIDENTE; ERA
GIA' IN PREPARAZIONE DA TEMPO UN COLPO DI STATO, PER IL QUALE
ERA NECESSARIO UN APPOGGIO MILITARE EGIZIANO.
SELICIATO
ERA DUNQUE STATO AVVICINATO DA UN COLLABORATORE DI SHEHEBI,
AHMED MARZUK, IL QUALE GLI AVEVA AFFIDATO L'INCARICO DI
CONTATTARE IL GOVERNO EGIZIANO, AVVALENDOSI DEI SUOI CONTATTI
E DELLA SUA POSSIBILITA' DI LASCIARE LA LIBIA E DI FARVI
RITORNO. EGLI AVEVA ACCETTATO E, DOPO PRIMI CONTATTI POSITIVI
CON L'AMBASCIATA D'EGITTO A ROMA, AVEVA DOVUTO SERVIRSI DI DEL
RE (SUO DIPENDENTE E CHE APPARIVA BEN DISPOSTO A TAL GENERE DI
AFFARI) PER CONSOLIDARLI, CON UNA MISSIONE AL CAIRO. PROPRIO
QUESTI PRIMI CONTATTI ROMANI POSSONO AVER CONTRIBUITO A
SVELARE IL PROGETTO DI SHEHEBI, IN QUANTO SELICIATO SAREBBE
STATO FOTOGRAFATO DA AGENTI LIBICI MENTRE ENTRAVA
NELL'AMBASCIATA D'EGITTO [ALMENO, CIO' FU DETTO AL PERUZZO DA
UN DIPLOMATICO ITALIANO DURANTE LA SUA DETENZIONE. ESAME DEL
31.10.90].
DEL
RE SI RECO' DUNQUE IN EGITTO, DOVE - DOPO I CONTATTI CON
ESPONENTI DI QUEL GOVERNO - SI INCONTRO' CON ALCUNI COSPIRATI
LIBICI E PRESE PARTE ALLA FASE PREPARATORIA DEL PROGETTO
INSURREZIONALE [DEPOSIZIONE DI ALDO DEL RE, 05.10.90]. IL 4
AGOSTO PERO' LE FORZE ARMATE FEDELI A GHEDDAFI INTERVENNERO
CONTRO I REPARTI COINVOLTI NEL PROGETTO ED ARRESTARONO ANCHE I
DUE ITALIANI.
NON
VI SONO ELEMENTI CERTI IN TAL SENSO, MA E' POSSIBILE CHE
L'INTENSO SPOSTAMENTO DI FORZE AEREE STATUNITENSI E DI
SPECIALISTI NELLE COMUNICAZIONI CHE SI VERIFICO' DALLE BASI
EUROPEE VERSO L'EGITTO NELLA TERZA DECADE DI GIUGNO FOSSE IN
QUALCHE MODO CORRELATA CON LA PREPARAZIONE DEL TENTATIVO
INSURREZIONALE.
CERTO
E' CHE ANCHE IN QUESTA DIREZIONE SONO STATE SVOLTE ACCURATE
INDAGINI IN QUESTO PROCEDIMENTO, AL FINE DI VERIFICARE SE IL
TRASFERIMENTO DI MEZZI - ANCHE ATTRAVERSO IL CORRIDOIO AEREO
OVE TRANSITAVA IL DC9 - POTESSE AVER IN QUALCHE MANIERA
DETERMINATO LA PERDITA DELL'AEREO ITAVIA.
DI
PARTICOLARE RILIEVO, AI NOSTRI FINI, E' CHE QUESTE OPERAZIONI
SI SVILUPPARONO PROPRIO ALLA FINE DI GIUGNO, TANTO CHE NEL
NUMERO IN EDICOLA IL 23 GIUGNO, LA RIVISTA SPECIALISTICA
STATUNITENSE AMERICAN AVIATION WEEK AND SPACE TECHNOLOGY
RIVELAVA LE ATTIVITA' IN CORSO E PREANNUNCIAVA PER IL 26
GIUGNO L'INVIO DI ALTRI SPECIALISTI AL CAIRO [LA CITAZIONE E'
TRATTA DALLA MEMORIA DEL CONSULENTE TECNICO DELLA PARTE CIVILE
IN DATA 23.10.95. NATURALMENTE NON SI UTILIZZA PROBATORIAMENTE
IL CONTENUTO DELL'ARTICOLO, MA IL DATO DI FATTO
DELLA
PUBBLICAZIONE
NELLA DATA SUDDETTA DI UN'ANTICIPAZIONE PER IL 26 GIUGNO. TALI
CIRCOSTANZE SONO DI RILIEVO PER RICOSTRUIRE IL FORTE CLIMA DI
TENSIONE INTERNAZIONALE, CHE POTEVA DETERMINARE, TRA L'ALTRO,
ANCHE DECISIONI DI RAPPRESAGLIA CONTRO AEREI IMPEGNATI NEL
TRASFERIMENTO. NATURALMENTE NULLA PUO' DEDURSI SULLE
CARATTERISTICHE DI QUESTA EVENTUALE AZIONE].
NESSUN
ELEMENTO IN TAL SENSO E' STATO PERO' RACCOLTO.
SELICIATO
RICORDA DI ESSER STATO CATTURATO NELLA NOTTE TRA IL 2 E IL
03.08.80; CERTAMENTE, INVECE, CIO' AVVENNE IL 4 AGOSTO (COME
PER CASTELLI E PERUZZO E COME RISULTA DAGLI ATTI ACQUISITI
PRESSO IL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI).
SELICIATO
ERA CONDANNATO A MORTE E CASTELLI A UNA GRAVE PENA DETENTIVA.
DOPO UN LUNGO PERIODO DI DURA PRIGIONIA VENIVANO INFINE
SCAMBIATI CON LIBICI ARRESTATI IN ITALIA PER ATTIVITA'
TERRORISTICHE.
IMPORTANTE
AI NOSTRI FINI E' LA FIGURA DEL CASTELLI. A QUESTI IL
SELICIATO SI RIVOLSE, OLTRE CHE AL DEL RE, RITENENDO CHE I
SUOI BUONI RAPPORTI CON IL PARTITO SOCIALISTA POTESSERO
AGEVOLARE I CONTATTI EGIZIANI. CASTELLI PERO' AVEVA CERCATO DI
SCAVALCARE SELICIATO, PROPONENDOSI DIRETTAMENTE A SHEHEBI E
MARZUK COME MEDIATORE VERSO GLI EGIZIANI. SHEHEBI - CHE SI ERA
EVIDENTEMENTE ALLARMATO PER LA DIFFUSIONE DELLA NOTIZIA -
AVEVA CATEGORICAMENTE NEGATO QUALUNQUE PROGETTO INSURREZIONALE
E QUINDI CASTELLI ERA, ALMENO APPARENTEMENTE, USCITO DI
SCENA.
SELICIATO
LASCIA INTENDERE INFATTI CHE POTREBBE ESSERE STATO PROPRIO
CASTELLI A RIVELARE IL PIANO; IN CARCERE AVEVA APPRESO DA
MARZUK CHE IL COMPLOTTO ERA STATO SVELATO A TRIPOLI DA UN
ITALIANO ED IN EFFETTI CASTELLI SI TROVAVA IN QUELLA CITTA'.
CASTELLI INVECE SEMBRA ESTRANEO A TALE CONDOTTA, PER ESSERE
STATO ANCH'EGLI A LUNGO E BRUTALMENTE PERCOSSO; EGLI RICORDA
CON GRATITUDINE DI ESSERE STATO SCAGIONATO DAL SELICIATO, CHE
SI ERA ASSUNTO OGNI RESPONSABILITA' E LE CUI URLA MENTRE
VENIVA SOTTOPOSTO A TORTURA NON SOLO SENTIVA DALLA SUA CELLA,
MA GLI VENIVANO ANCHE FATTE RIASCOLTARE NELLE REGISTRAZIONI,
DURANTE I SUOI INTERROGATORI.
CASTELLI
HA ANCHE NEGATO CHE FOSSE VERO DI ESSER STATO INCARICATO DAL
SELICIATO DELLA MISSIONE IN EGITTO. SI PUO' COMPRENDERE LA
RITROSIA A RIENTRARE, ANCHE SOLO CON LA MENTE, IN UNA VICENDA
CHE DEVE AVER SEGNATO I DUE UOMINI. CERTAMENTE, PERO', DA
ALCUNE AMMISSIONI CIRCA LA FREQUENTAZIONE CON IL MARZUK E
CIRCA STRANI DISCORSI SUL RUOLO DEI SERVIZI SEGRETI ITALIANI
NEI CONTATTI CON GHEDDAFI, SI TRAGGONO ELEMENTI DI CONFORTO
DELLA VERIDICITA' DEL SELICIATO.
SI
INSERISCE QUI QUELLO CHE PUO' ESSERE CONSIDERATO UN
RIFERIMENTO DIRETTO, E CHE QUINDI POTREBBE ESSERE DI ASSOLUTO
RILIEVO, AL DC9.
AFFERMA
INFATTI CASTELLI [DEPOSIZIONE IN DATA 15.10.90] CHE NEL LUGLIO
1980, DURANTE I COLLOQUI CON MARZUK, SI ERA AFFRONTATO IL TEMA
DEGLI APPOGGI DI CUI, SECONDO L'ESPRESSO, TERRORISTI DI
ESTREMA SINISTRA AVREBBERO GODUTO IN LIBIA: "MARZUK A QUESTO
PUNTO SEMBRO' CHIUDERSI E FECE CADERE IL DISCORSO, DOPO AVERE
DETTO CHE QUESTE COSE ERANO RESPONSABILITA' DI GHEDDAFI. IN
SEGUITO PERO' TORNO' SUL DISCORSO, PER FARMI CAPIRE CHE ERANO
IN DISACCORDO CON GHEDDAFI, ANCHE PER L'APPOGGIO AI TERRORISTI
ITALIANI. AGGIUNSE: "E' LUI CHE FA ABBATTERE GLI AEREI
ITALIANI". IL DISCORSO NON SAREBBE PIU' STATO RIPRESO E QUINDI
CASTELLI NON E' IN GRADO DI AGGIUNGERE ULTERIORI
PARTICOLARI.
UN
ALTRO ELEMENTO SI SAREBBE PERO' AGGIUNTO IN SEGUITO, DA FONTE
DEL TUTTO DIVERSA.
RICORDA
INFATTI CASTELLI:
"MENTRE
ERO DETENUTO DURANTE IL PROCESSO MILITARE, VIDI UN UOMO TENUTO
IN RIGOROSISSIMO ISOLAMENTO; QUESTI NON ERA IMPUTATO CON NOI,
MA SEMPLICEMENTE DETENUTO IN UNA CELLA VICINA ALLA NOSTRA. IN
SEGUITO UN ALTRO PILOTA, CHE ERA IN CELLA CON ME, MI DISSE CHE
L'UOMO IN ISOLAMENTO ERA UN CAPITANO PILOTA CHE,
DOPO
AVER
COMPIUTO OPERAZIONI IN EUROPA, ERA CADUTO IN DISGRAZIA. IN
SEGUITO, L'UFFICIALE PILOTA... QUASI SCHERZANDO E PASSANDOMI
VICINO DURANTE L'ORA D'ARIA, MI DISSE: "MUHAMMAR VI BUTTA GIU'
GLI AEREI". LA BATTUTA FU FATTA IN INGLESE; EGLI USO' IL VERBO
PUT DOWN O KNOCK DOWN E IL NOME MUHMMAR CHE E' IL NOME DI
GHEDDAFI".
L'UFFICIALE
ERA DETENUTO INSIEME A MARZUK, CON IL QUALE AVEVA RAPPORTI
COSTANTI.
L'EPOCA
DELLA CONFIDENZA (LUGLIO 1980) E LA PROVENIENZA DA UN AMBIENTE
ASSAI PROSSIMO A GHEDDAFI LA RENDE DI PARTICOLARE INTERESSE.
SELICIATO, CERTAMENTE PIU' VICINO A MARZUK E AI SUOI
REFERENTI, HA PERO' ESCLUSO DI AVER MAI APPRESO NULLA CIRCA UN
COINVOLGIMENTO LIBICO NELL'ABBATTIMENTO DELL'AEREO. NON E'
STATA POSSIBILE SVILUPPARE ULTERIORMENTE
L'INFORMAZIONE.
NESSUNA
COLLABORAZIONE E' VENUTA, IN GENERALE, DALLA LIBIA, TANTO CHE
L'08.06.96 L'UFFICIO SEGNALAVA AL MINISTRO DI GRAZIA E
GIUSTIZIA CHE LE AUTORITA' LIBICHE NON AVEVANO NEMMENO DATO
SEGNO DI RICEVUTA DELLE RICHIESTE DI ASSISTENZA GIUDIZIARIA,
COSICCHE' SI RITENEVA DI NON PIU' FORMULARE ULTERIORI
RICHIESTE, BENCHE' L'INDAGINE ABBISOGNASSE DI UNA MOLTITUDINE
DI VERIFICHE DI DATI, DOCUMENTI E INFORMAZIONI.
IL
DEL RE HA RESO DICHIARAZIONI CHE CONCERNONO ANCHE LA VICENDA
DEL MIG23 LIBICO, RECUPERATO A CASTELSILANO.
NELLO
STESSO CONTESTO DELLE DICHIARAZIONI SOPRA RICORDATE, EGLI HA
INFATTI AFFERMATO DI AVERE PER UN CERTO TEMPO, NEL 1984,
MANTENUTO CONTATTI CON UN GENERALE IN PENSIONE
DELL'AERONAUTICA MILITARE, GUGLIELMETTI, FINALIZZATI A
CONCLUDERE AFFARI CHE RIGUARDAVANO PEZZI DI RICAMBIO PER AEREI
DA GUERRA, DA INVIARE IN PAESI ARABI. IL GUGLIELMETTI ERA
INTERESSATO IN UNA SOCIETA' - ITEC / ICER - PRESSO LA QUALE
ERANO AVVENUTI ALCUNI INCONTRI, AI QUALI A VOLTE ERANO
PRESENTI ALTRE PERSONE TRA CUI ANCHE UN ALTRO GENERALE, IN
SERVIZIO.
DURANTE
QUESTI INCONTRI SI ERA PARLATO INCIDENTALMENTE ANCHE DELLA
CADUTA DEL DC9 E DEL RINVENIMENTO DEL MIG23 LIBICO SULLA SILA.
I DUE UFFICIALI AVEVANO AFFERMATO CHE TRA I DUE EPISODI NON VI
ERA ALCUNA RELAZIONE, ANCHE PERCHE' IL MIG NON AVREBBE AVUTO
L'AUTONOMIA PER GIUNGERE FINO AL PUNTO DEL TIRRENO OVE SI ERA
VERIFICATO IL DISASTRO. AVEVANO AGGIUNTO PERO' CHE IN REALTA'
IL MIG NON ERA IN MANO LIBICA, QUANDO ERA
PRECIPITATO.
I
DUE AVEVANO ANCHE FATTO RIFERIMENTI ALLA CADUTA DEL DC9,
DICENDO "E' MEGLIO CHE LA VERITA' NON VENGA MAI FUORI, PERCHE'
ALTRIMENTI NE DERIVEREBBE QUALCOSA DI TREMENDO, UN FATTO MOLTO
GRAVE, UN POLVERONE A LIVELLO INTERNAZIONALE"... "PERO' NON
POTRA' MAI VENIRE FUORI. AVREBBERO DOVUTO CONTROLLARE LE
PRENOTAZIONI FATTE PER QUELL'AEREO DA BOLOGNA, MA QUESTO NON
SI PUO' PIU' FARE".
AFFERMAVA
ANCHE DI AVERE RIFERITO DELLE CONFIDENZE RICEVUTE DAL
GUGLIELMETTI A VITO MICELI, QUANDO QUESTI ERA PARLAMENTARE E
NELL'AMBITO DI RAPPORTI INTERCORSI NEL TENTATIVO DI SPINGERE
LE AUTORITA' ITALIANE A FARE PRESSIONI SULLA LIBIA PERCHE'
FOSSE LIBERATO IL SELICIATO. ERA ANDATO A TROVARE MICELI NEL
SUO STUDIO, SITO NEI PRESSI DELLA RINASCENTE DI ROMA, E QUI
MICELI GLI AVEVA, TRA L'ALTRO, ANCHE RIVELATO DI AVERE DA CAPO
DEL SERVIZIO MILITARE AIUTATO GHEDDAFI A PRENDERE IL POTERE,
CONVINTO CHE CIO' FOSSE CONFORME AGLI INTERESSI
ITALIANI.
MICELI
PERO' DICHIARAVA DI NON RICORDARE ALCUN CONTATTO CON DEL RE ED
ESCLUDEVA RECISAMENTE DI AVERE COMUNQUE RICEVUTO NOTIZIE CIRCA
IL COLPO DI STATO DELL'AGOSTO 1980 E CIRCA LA CADUTA DEL
MIG23, DIVERSE DA QUELLE PROVENIENTI DA FONTI PARLAMENTARI
[DEPOSIZIONE DEL 17.10.90]. VA PERO' OSSERVATO CHE MICELI E'
RISULTATO ESSER BUON AMICO DI QUEL NISI, CHE AVREBBE MESSO IN
CONTATTO DEL RE CON GUGLIELMETTI, COSICCHE' NON E'
INVEROSIMILE CHE AL PARLAMENTARE DEL RE SI SIA RIVOLTO, NEL
TENTATIVO DI AIUTARE GLI AMICI IN DIFFICOLTA' IN
LIBIA.
IL
DEL RE E' PERSONA ASSAI COMPLESSA. EGLI HA SICURAMENTE FORNITO
PARTICOLARI VERIDICI - INSIEME AD ALTRI CHE INVECE SI SONO
DIMOSTRATI QUANTO MENO IMPRECISI
O
NON RISCONTRATI - CIRCA I SUOI RAPPORTI SIA CON DETTI
AMBIENTI, SIA CON IL GENERALE GUGLIELMETTI E CON ALCUNI SUOI
COLLABORATORI. LE NEGAZIONI DI ANTONIO SCORDINO DI QUALUNQUE
RAPPORTO CON DEL RE SI SONO SCONTRATE CON LA PRECISA E
DETTAGLIATA DESCRIZIONE CHE IL DE RE HA FATTO NELLA SUA
ABITAZIONE E INFINE CON LE AMMISSIONI DELLA MOGLIE DI
SCORDINO, LAURA CARUSO. CERTAMENTE, INVECE, SCORDINO NON HA
ALCUN RAPPORTO DI PARENTELA, COSI' COME INDICATO DAL DEL RE.
SULLE AGENDE DI GUGLIELMETTI SONO STATI RINVENUTI RIFERIMENTI
TANTO AL DEL RE, QUANTO A UN'UNIONE ISLAMICA
(LIBIA).
VERIFICHE
SONO STATE RACCOLTE ANCHE CIRCA L'ATTIVITA' SVOLTA DALLA
SOCIETA' ITEC E DA UGO LEONETTI - IL QUALE, PUR NON COMPARENDO
NELLA COMPAGINE SOCIALE, SVOLGEVA UN'INTENSA ATTIVITA' INSIEME
AL GUGLIELMETTI. LE INDAGINI SOCIETARIE E BANCARIE E L'ESAME
DELL'INGENTE DOCUMENTAZIONE BANCARIA SEQUESTRATA CONSENTE DI
CONCLUDERE CHE FURONO TRATTATI AFFARI CON PAESI DEL MEDIO
ORIENTE, DELL'AFRICA E DELL'AMERICA SETTENTRIONALE; ALCUNI DI
QUESTI AFFARI SONO - IN LINEA DI MASSIMA - INDIVIDUATI. DI
ALTRI, INVECE NON E' POSSIBILE INDIVIDUARE CON CHIAREZZA
L'OGGETTO: SI TRATTA DI FINANZIAMENTI PER SOMME ANCHE MOLTO
INGENTI, MA PER I QUALI NON VI E' MAI ALCUN RIFERIMENTO ALLA
CAUSA DELLA TRANSIZIONE. PUO' RAGIONEVOLMENTE DEDURSENE CHE
QUESTE ATTIVITA', CHE DATANO AI PRIMI ANNI '80, POTESSERO
ANCHE CONCERNERE AFFARI NON TRATTABILI ALLA LUCE DEL SOLE (AD
ESEMPIO, COSTITUZIONE O TRASFERIMENTO DI CAPITALI ALL'ESTERO
OPPURE TRANSAZIONI IN MATERIE SOGGETTE A PARTICOLARI VINCOLI,
COME POTREBBERO ESSER QUELLE PER ARMAMENTI).
IN
QUESTA ULTIMA DIREZIONE MILITEREBBE LA PRESENZA NELLA SOCIETA'
DEL GUGLIELMETTI E DI ARMANDO FRACASSI, GIA' ALTO FUNZIONARIO
DEL MINISTERO DEL COMMERCIO CON L'ESTERO E CHE IN PASSATO SI
ERA OCCUPATO DI AUTORIZZAZIONI AL COMMERCIO DI ARMI VERSO
PAESI SOTTOPOSTI AD EMBARGO.
CERTAMENTE
NON ATTENDIBILE E' INVECE L'INDICAZIONE, VENUTA DOPO MOLTI
ESAMI TESTIMONIALI, SOLO IN QUELLO DEL 31.10.90, DEL GENERALE
TASCIO COME IL SECONDO DEGLI ALTI UFFICIALI CON IL QUALE
SAREBBE STATO IN CONTATTO E CHE GLI AVREBBE CONFIDATO DI
ESSERE A CONOSCENZA DI "UNA PARTE" DELLA VERITA' SU USTICA.
D'ALTRA PARTE IL DEL RE NON SOLO NON HA RICONOSCIUTO TASCIO
NEL CORSO DI UN CONFRONTO, MA HA ANCHE FORNITO UNA DESCRIZIONE
FISICA E INDICAZIONI CIRCA L'UFFICIO CHE NON SONO COMPATIBILI
CON TALE IDENTIFICAZIONE. VA POI RILEVATO CHE NEL PRIMO ESAME
TESTIMONIALE DEL RE AVEVA PRECISATO CHE IL NOME DEL SECONDO
UFFICIALE, QUELLO CIOE' ANCORA IN SERVIZIO, "ERA UN PO'
LUNGO".
NON
E' STATO POSSIBILE IDENTIFICARE - NE', PER LA VERITA',
ACCERTARNE L'ESISTENZA - DEL SECONDO ALTO UFFICIALE
DELL'AERONAUTICA CHE AVREBBE COLLABORATO CON IL GUGLIELMETTI E
AVREBBE PARTECIPATO ALLE CONFIDENZE SUI FATTI DEL
GIUGNO/LUGLIO 1980.
ARMANDO
FRACASSI, CHE SECONDO IL DEL RE SAREBBE STATO PRESENTE AD
ALCUNE DI QUESTE CONVERSAZIONI, NON NE HA ALCUN
RICORDO.
QUAND'ANCHE,
TUTTAVIA, I DISCORSI CHE IL DEL RE RIFERISCE, CIRCA LE GRAVI
CONSEGUENZE INTERNAZIONALI CHE SAREBBERO DERIVATE DALLA
SCOPERTA DELLA VERITA' SU USTICA E CIRCA LA NECESSITA' DI
RICERCARE LE MOTIVAZIONI DELLA CADUTA DEL DC9 NELLA LISTA DEI
PASSEGGERI NON PARTITI, NON V'E' NESSUN ELEMENTO CHE POSSA FAR
RITENERE CHE TALI DISCORSI - PERALTRO FONDATI SU FATTI, QUALI
QUELLI DEI POSSIBILI COLLEGAMENTI CON LA LIBIA O DELLA LISTA
DEI PRENOTATI E NON PARTITI, AMPIAMENTE PUBBLICIZZATI SULLA
STAMPA ALL'EPOCA DEI COLLOQUI (1984) - SI FONDASSERO SU
CONOSCENZE DIRETTE DA PARTE DEGLI UFFICIALI DELL'AVIAZIONE E
NON FOSSERO ANCH'ESSI ILLAZIONI E IPOTESI.
D'ALTRA
PARTE, NESSUN RUOLO GUGLIELMETTI PUO' AVERE AVUTO NELLE
VICENDE DI USTICA O NELLE ATTIVITA' SVOLTE IN SEGUITO
NELL'AMBITO DELL'AERONAUTICA MILITARE. EGLI INFATTI ERA
ADDETTO, PRIMA DI ANDARE IN PENSIONE, AL CERIMONIALE DEL
MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI.
ANCHE
L'IPOTESI CHE IL MIG23 FOSSE GOVERNATO DA UN PILOTA NON LIBICO
E CHE
L'AEREO
FOSSE IN REALTA' NELLA DISPONIBILITA' DI SERVIZI SEGRETI
OCCIDENTALI NON SOLO NON HA TROVATO IL BENCHE' MINIMO
CONFORTO, MA E' DEL TUTTO FANTASIOSA.
PER
ALTRO VERSO, VA OSSERVATO CHE DEL RE ERA CERTAMENTE IN DIRETTO
CONTATTO CON AMBIENTI DELLA DESTRA EVERSIVA PADOVANA, ED IN
PARTICOLARE CON ROBERTO RINANI, PUR NON ESSENDO UN MILITANTE
DI QUELLE FORMAZIONI ED ANZI APPARENTEMENTE ORIENTATO VERSO
MOVIMENTI RADICALI.
NON
E' CHI NON VEDA LA PARTICOLARE RILEVANZA DEL RIFERIMENTO,
ROBERTO RINANI, INFATTI, FU IMPUTATO DELLA STRAGE DEL 02.08.80
E FU ASSOLTO DALLA CORTE D'ASSISE DI BOLOGNA PER INSUFFICIENZA
DI PROVE. EGLI ERA STRETTAMENTE LEGATO A MASSIMILIANO FACHINI
[CIO' FU NEGATO, TANTO DAL FACHINI QUANTO DAL RINANI, MA E'
INVECE ACCERTATO NELLA SENTENZA DI PRIMO GRADO DELLA CORTE
D'ASSISE DI BOLOGNA, IN DATA 11.07.88], CONDANNATO IN PRIMO
GRADO - E POI ASSOLTO - QUALE RESPONSABILE DELLA STRAGE DI
BOLOGNA.
IL
NOME DI RINANI FU INDICATO NELL'IMMEDIATEZZA DELLA STRAGE E
ANZI ADDIRITTURA ANCOR PRIMA CHE QUESTA AVVENISSE, SEBBENE NON
NOMINATIVAMENTE. PRESILIO VETTORE, UN DETENUTO CON TRASCORSI
DI ESTREMA DESTRA, AVEVA AVVERTITO SIN DAL 10.07.80 IL GIUDICE
DI SORVEGLIANZA DI PADOVA CHE ERA IN PREPARAZIONE UN ATTENTATO
AL GIUDICE STIZ DI TREVISO E CHE L'OMICIDIO SAREBBE STATO
PRECEDUTO "DA ALTRO ATTENTATO AD OPERA DELLA MEDESIMA
ORGANIZZAZIONE, DI ECCEZIONALE GRAVITA', TANTO CHE 'AVREBBE
RIEMPITO LE PAGINE DEI GIORNALI'" [SENTENZA CITATA, PAG.
29].
TRA
I SOGGETTI INDICATI DAL VETTORE COME PARTECIPI DI UNA
STRATEGIA STRAGISTA NATA GIA' IN ANNI LONTANI, INSIEME AL
FACHINI, VI ERA ANCHE IL CRIMINOLOGO SEMERARI DI CUI S'E'
DETTO INNANZI A PROPOSITO DELLE VICENDE DEGLI ESULI
LIBICI.
IL
VETTORE ERA POI STATO ACCOLTELLATO IN CARCERE E AVEVA - COME
ERA PREVEDIBILE [COSI' SCRIVE LA CORTE D'ASSISE, PAG. 586] -
RITRATTATO LE ACCUSE. QUI NON RILEVA CERTO QUALE FOSSE IL
RUOLO EFFETTIVO DEL RINANI E QUALE IL VALORE DEGLI ELEMENTI DI
PROVA RACCOLTI A SUO CARICO. LE DICHIARAZIONI DEL DEL RE
FURONO TRASMESSE ALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA DI BOLOGNA E DA
QUESTA VALUTATE NEL CONTESTO DI QUELLE INDAGINI.
QUI
OCCORRE SOLO SOTTOLINEARE CHE ANCORA UNA VOLTA I POCHI
ELEMENTI DI CONTATTO DIRETTO TRA APPARATI LIBICI E I FATTI DEL
GIUGNO/AGOSTO 1980 PORTANO AI MEDESIMI AMBIENTI DI COLORO CHE
FURONO INQUISITI E, IN QUALCHE CASO, CONDANNATI - ANCHE CON
SENTENZA DEFINITIVA - PER LA STRAGE DEL 2 AGOSTO.
SINGOLARMENTE,
DEL RE E' INDICATO IN UN APPUNTO DEL SISDE DEL 09.03.81 COME
"IL RICETTATORE" DI VALERIO FIORAVANTI; FONTE DELLA NOTIZIA
SAREBBE STATA LA SQUADRA MOBILE DI PADOVA MA NON SAREBBERO
STATI TROVATI RISCONTRI OBBIETTIVI. QUINTINO SPELLA, CAPO
CENTRO SISDE DI PADOVA ALL'EPOCA HA AFFERMATO CHE LA NOTA ERA
STATA PREDISPOSTA DA UN SUO SOTTOPOSTO, AULO CAPORESI,
REDATTORE DELLA NOTA, HA DICHIARATO MORE SOLITO DI NON SAPERE
SULLA BASE DI QUALI ELEMENTI AVEVA - EGLI STESSO - SCRITTO
TALE INDICAZIONE [DEPOSIZIONE DEL 04.01.91]. AFFERMAVA DI
AVERE TRATTO L'INFORMAZIONE DA FONTI DELLA SQUADRA MOBILE
PADOVANA, PRESSO LA QUALE PERO' NON VI E' ALCUN DOCUMENTO IN
TAL SENSO. IL DR. MARIO FERRETTI, DIRIGENTE DELLA SQUADRA
MOBILE, NON E' A CONOSCENZA DI ALCUN RAPPORTO TRA DEL RE E
FIORAVANTI [DEPOSIZIONE DEL 20.12.90]. IL DR. GIUSEPPE
COLUCCI, IN SERVIZIO PRESSO QUELLA QUESTURA DAL 1970,
DIRIGENTE DELLA DIGOS DAL 1974 AL 1984 E POI CAPO DI
GABINETTO, HA ESCLUSO CHE FOSSE MAI RISULTATA UNA NOTIZIA DI
TALE GENERE [DEPOSIZIONE DEL 04.01.91].
DEL
RE HA NEGATO DI AVER MAI CONOSCIUTO IL FIORAVANTI, "A MENO CHE
NON FOSSE QUALCUNO DI QUELLI VISTI IN CONTATTO CON IL GRUPPO"
DI RINANI, NEL QUALE VI ERANO A VOLTE ANCHE DEI ROMANI
[DEPOSIZIONE DEL 15.12.90].
SI
NOTI CHE NEL MARZO 1981 NON VI ERA ANCORA NESSUNA INDICAZIONE
PROCESSUALE DEL FIORAVANTI COME POSSIBILE AUTORE DELLA STRAGE.
EGLI SAREBBE IN SEGUITO STATO CONDANNATO CON SENTENZA
DEFINITIVA, QUALE ESECUTORE MATERIALE, MA SOLO L'11.04.81
FURONO RACCOLTE DALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA ROMANA E TRASMESSE
IL 26
SUCCESSIVO
A QUELLA DI BOLOGNA LE PRIME DICHIARAZIONI CHE LO
COINVOLGEVANO.
NON
VA PERO' SOTTOVALUTATO CHE INDICAZIONI EXTRAPROCESSUALI ERANO
GIA' IN MOTO DA TEMPO E CIOE' - INDIRETTAMENTE - SIN DALLE
DICHIARAZIONI ALLA STAMPA DI AMOS SPIAZZI CIRCA IL RUOLO
NELL'ATTENTATO DI ESPONENTI DI TERZA POSIZIONE; SU QUESTI
ASPETTI AMPIA LUCE E' STATA FATTA SIA NEL PROCEDIMENTO PER
L'OMICIDIO DI FRANCESCO MANGIAMELI, CHE DI QUELLE
DICHIARAZIONI ERA STATA LA FONTE, SIA NEI DIVERSI PROCEDIMENTI
CHE HANNO RIGUARDATO SPECIFICAMENTE LA STRAGE DEL 02.08.80 [SU
QUESTI ASPETTI SI VEDA QUANTO ACCERTATO NEI PROCEDIMENTI SULLA
STRAGE DEL 02.08.80, OLTRE CHE IN QUELLI PER GLI OMICIDI DI
FRANCESCO MANGIAMELI E PIERSANTI MATTARELLA; SI RINVIA ANCORA
ALLA RELAZIONE DELL'ALTO COMMISSARIO, GIA' CITATA].
NESSUN
ELEMENTO E' EMERSO CHE POSSA FAR RITENERE CHE LA VICINANZA DI
AMBIENTE TRA DEL RE E RINANI SI SIA TRAMUTATA ANCHE IN
COLLEGAMENTO DIRETTO TRA I DUE DELITTI.
SEMMAI
DEL RE HA FORNITO INDICAZIONI DI SEGNO OPPOSTO, DICHIARANDO
CHE RINANI GLI AVEVA CONFIDATO DI AVERE DISPONIBILITA' DI
ESPLOSIVI E PONENDO TALE CONFIDENZA IN RELAZIONE
ESCLUSIVAMENTE CON LA STRAGE DEL 2 AGOSTO. NON E' STATO
POSSIBILE RISOLVERE IL CONTRASTO INSORTO A SEGUITO DI QUESTE
DICHIARAZIONI, AVENDO LE PERSONE CHIAMATE IN CAUSA DECISAMENTE
NEGATO, ANCHE IN SEDE DI CONFRONTO, DI AVER MAI AVUTO
RELAZIONI CON IL DEL RE. I RISCONTRI DI CONTESTO (CIOE' SU
EPISODI DIVERSI, INDICANTI L'ESISTENZA DI RELAZIONI
APPROFONDITE) SONO STATI A VOLTE POSITIVI E A VOLTE
NEGATIVI.
IN
OGNI CASO, LE DICHIARAZIONI DEL DEL RE APPAIONO RILEVANTI PER
ACCERTARE RESPONSABILITA' PER LA STRAGE DEL 2 AGOSTO, MENTRE
ESSE NON SONO IN ALCUN MODO RIFERIBILI ALLA DISTRUZIONE DEL
DC9 ITAVIA. PER TALE RAGIONI LE INDAGINI, SIN DALL'INIZIO
CONDOTTE IN COLLABORAZIONE CON L'AUTORITA' GIUDIZIARIA DI
BOLOGNA, FURONO POI COMPLETATE DA QUELLE AUTORITA'.
RESTA,
COME ELEMENTO DI REALE INTERESSE PER IL PRESENTE PROCEDIMENTO,
NELLE VICENDE E NELLE DICHIARAZIONI DI DEL RE, IL DATO DI
FATTO INOPPUGNABILE CHE EGLI - IN CONTATTO CON AMBIENTI
STRAGISTI DELL'ESTREMA DESTRA - FU ANCHE COINVOLTO IN UN
TENTATIVO DI COLPO DI STATO, IL CUI ESITO INFAUSTO FU FORSE
DETERMINATO DA INTERVENTI INFORMATIVI ESTERNI.
IL
RUOLO DI DEL RE - IL QUALE RISULTA ANCORA IN CONTATTO D'AFFARI
CON AMBIENTI LIBICI, PUR DOPO LA CONDANNA ALL'ERGASTOLO - E'
DAVVERO AMBIGUO. NON E' CREDIBILE CHE IL DEL RE ABBIA POTUTO
MANTENERE ANCHE DOPO IL PROCESSO QUEL GENERE DI RAPPORTI CON
SOGGETTI CHE EGLI STESSO DEFINISCE PERSONAGGIO "UFFICIALI" E
IMPORTANTI, SOLO PERCHE' IN UN PRIMO MOMENTO NON ERA NOTA LA
SUA CONDANNA E IN SEGUITO I LIBICI SI INTERESSARONO
SOPRATTUTTO DI CONCLUDERE AFFARI.
ANCHE
IN QUESTO CASO, TUTTAVIA, NESSUN ELEMENTO DI DIRETTO
COLLEGAMENTO CON I FATTI OGGETTO DEL PROCEDIMENTO E' STATO
POSSIBILE ACQUISIRE.
NELLA
VICENDA DEI TESI RAPPORTI TRA ITALIA E LIBIA E DEI POSSIBILI
COLLEGAMENTI TRA LE STRAGI DI USTICA E DI BOLOGNA SI
INSERISCONO LE RECENTI DICHIARAZIONI RESE DA FRANCESCO DI
CARLO. SI TRATTA DI UN CONTRIBUTO QUALITATIVAMENTE DIVERSO DA
ALTRI, CHE PURE SUGGERIVANO LO SCENARIO DI UNA GUERRA AEREA E
CHE APPARIVANO IMMEDIATAMENTE FANTASIOSI, QUANDO NON
ILLECITAMENTE MOTIVATI.
DI
CARLO HA INIZIATO A COLLABORARE NEL 1996, DOPO ESSER STATO
CONSEGNATO DALLE AUTORITA' BRITANNICHE PER SCONTARE IN ITALIA
UNA SEVERA CONDANNA PER TRAFFICO DI
STUPEFACENTI.
DI CARLO E' STATO UN COMPONENTE DI RILIEVO NELL'ORGANIZZAZIONE
MAFIOSA COSA NOSTRA, QUALE RAPPRESENTANTE DELLA FAMIGLIA DI
ALTOFONTE, E HA QUINDI FORNITO UN AMPIO CONTRIBUTO, GIA'
VALUTATO COME ATTENDIBILE DA DIVERSE AUTORITA' GIUDIZIARIE.
NEL CONTESTO DI UN INTERROGATORIO, IL DI CARLO SI LASCIO'
SFUGGIRE UN RIFERIMENTO ALLA STRAGE DI USTICA, AFFERMANDO CHE
MAI SI SAREBBE SAPUTA LA VERITA', PERCHE' TROPPI INTERESSI
ERANO IN GIUOCO, CHE EGLI STESSO AVEVA APPRESO DA UN DETENUTO
NEL CORSO DELLA SUA PRIGIONIA IN GRAN BRETAGNA. SI INVITAVA
QUINDI IL DI CARLO A RENDERE DICHIARAZIONI IN MERITO, MA EGLI
SI DIMOSTRAVA MOLTO PREOCCUPATO PER LE POSSIBILI CONSEGUENZE
SULLA SUA ATTENDIBILITA', AVENDO EGLI DECISO DI PARLAR SOLO
DELLE COSE CHE AVEVA VISSUTO DIRETTAMENTE. INFINE, DECIDEVA DI
RISPONDERE E RENDEVA LE SEGUENTI DICHIARAZIONI:
"SONO
STATO DETENUTO PER UN LUNGO PERIODO INSIEME AD UN ARABO
ACCUSATO DI AVER ATTENTATO AD UN AEREO.
PER
TUTTO IL PERIODO IN CUI FUI IN ATTESA DI GIUDIZIO, FINIMMO
NELLO STESSO CARCERE E FACEMMO AMICIZIA, COME PUO' RISULTARE
ANCHE DA DOCUMENTAZIONE DI QUEL CARCERE. UN GIORNO VENNE FUORI
IL DISCORSO DI USTICA PERCHE' SI COMMENTAVA UNA NOTIZIA
APPARSA SUI GIORNALI, SULLE DIFFICOLTA' DELLE
INDAGINI.
IO
ERO INTERESSATO A CONOSCERE LE CAUSE DEL DISASTRO, PERCHE'
SULL'AEREO C'ERA ANCHE UN APPARTENENTE A "COSA NOSTRA",
SALVATORE MAFARA, FRATELLO DI FRANCO MAFARA.
HINDAWI
MI DISSE CHE NON SI SAREBBE MAI CONOSCIUTA LA VERITA', PERCHE'
ERANO IN GIOCO INTERESSI TROPPO FORTI.
INFATTI,
L'AEREO, A DIRE DELL'HINDAWI, ERA STATO COINVOLTO IN UNO
SCONTRO TRA AEREI AMERICANI E DUE AEREI LIBICI DECOLLATI DA
UNA BASE ITALIANA, DOVE FACEVANO ADDESTRAMENTO. LO SCONTRO ERA
STATO CAUSATO DA UN PIANO PER ABBATTERE L'AEREO SUL QUALE
AVREBBE DOVUTO VIAGGIARE GHEDDAFI, IL QUALE ERA STATO INVECE
AVVERTITO A CAUSA DI COMPLICITA' NEI SERVIZI SEGRETI ITALIANI.
NELLO SCONTRO ERANO ANDATI PERDUTI ANCHE UN AEREO AMERICANO, I
CUI PEZZI ERANO STATI TROVATI, IN SEGUITO TRA QUELLI DEL MIG E
FATTI SPARIRE, E UN MIG LIBICO, CHE SAREBBE STATO FATTO
TROVARE QUALCHE TEMPO DOPO.
PER
REAZIONE GHEDDAFI AVEVA COMMISSIONATO L'ATTENTATO A BOLOGNA
DEL 2 AGOSTO, AL QUALE SAREBBERO QUINDI ESTRANEI COLORO CHE
SONO STATI POI CONDANNATI.
A
D.R.: HINDAWI DICEVA DI CONOSCERE QUESTE COSE PERCHE' SI
TROVAVA IN LIBIA AL MOMENTO DEI FATTI COME RESPONSABILE DEI
SERVIZI SEGRETI SIRIANI E COME UOMO DI FIDUCIA DI ABU
NIDAL.
MI
DISSE ANCHE CHE QUESTO GENERE DI REAZIONE RIENTRAVA TRA QUELLE
PRATICATE IN CASI ANALOGHI E MI FECE L'ESEMPIO DI UN AEREO,
DENOMINATO ARGO, A SUO DIRE ABBATTUTO DAGLI ISRAELIANI PER
RAPPRESAGLIA PER L'ESPULSIONE DI TERRORISTI ARABI
[INFORMAZIONI RESE AL PUBBLICO MINISTERO IL
20.03.97].
SI
NOTI CHE ANCHE DI CARLO COMMETTE L'ERRORE DI ATTRIBUIRE AL
1980 L'EPISODIO CHE, COME SI VEDRA', RIGUARDAVA INVECE L'AEREO
CADUTO A PUNTA RAISI. IN QUESTO CASO, NON TRATTANDOSI DI
CIRCOSTANZE CHE IL DI CARLO AFFERMI DI AVERE APPRESO
DIRETTAMENTE, NULLA PUO' FARSENE DERIVARE CIRCA
L'ATTENDIBILITA' DEL TESTIMONE.
LA
FONTE DI DI CARLO VENIVA IDENTIFICATA PER NEZAR HINDAWI, IL
QUALE ERA ANCORA DETENUTO IN GRAN BRETAGNA PER UN ATTENTATO
CONTRO UN AEREO EL AL, CHE AVREBBE DOVUTO ESSER ABBATTUTO DA
UNA CARICA ESPLOSIVA CONTENUTA IN UNA RADIO, CHE HINDAWI AVEVA
DATO - PERCHE' LA PORTASSE CON SE' - ALLA SUA FIDANZATA, UNA
RAGAZZA IRLANDESE CHE PROPRIO DALL'ATTENTATORE ASPETTAVA UN
FIGLIO. LO SPIETATO GESTO NON ERA STATO PORTATO A CONSUMAZIONE
PERCHE' L'ESPLOSIVO NON AVEVA SUPERATO I CONTROLLI AL MOMENTO
DELL'IMBARCO.
INTERROGATO
DAL GIUDICE ISTRUTTORE DI CARLO FORNIVA PARTICOLARI CIRCA I
SUOI
RAPPORTI
CON HINDAWI E SULLE RAGIONI CHE LO AVEVANO SPINTO A CONFIDARSI
CON LUI.
HINDAWI,
ESAMINATO IN ROGATORIA, HA NEGATO DI AVER MAI FATTO LE
CONFIDENZE SOPRA RIPORTATE AL DI CARLO, AFFERMANDO CHE DI
QUESTI NON AVEVA ALCUNA STIMA, ESSENDO UN ITALIANO E COME TALE
DEL TUTTO INAFFIDABILE; HA NEGATO DI ESSER MAI STATO IN LIBIA
E DI AVER MAI FATTO PARTE DI SERVIZI SEGRETI DI PAESI ARABI.
SI E' TRATTATO DI UNA SMENTITA DI QUALSIVOGLIA RAPPORTO CON DI
CARLO, CON MODALITA' OFFENSIVE ANCHE PER LE ISTITUZIONI
ITALIANE (EGLI INFATTI AFFERMAVA CHE NON AVREBBE ACCETTATO DI
RISPONDERE AD ALCUNA DOMANDA, PERCHE' I MAGISTRATI ITALIANI
SONO MAFIOSI, COSI' COME MAFIOSI SONO I MINISTRI E I
FUNZIONARI E CHE PER LA STESSA RAGIONE EGLI MAI AVREBBE
PARLATO CON IL DI CARLO, CHE ABORRIVA E
DISPREZZAVA).
LA
NEGAZIONE DELL'HINDAWI E' PERO' SMENTITA DA QUANTO DALLO
STESSO RIFERITO AI FUNZIONARI BRITANNICI E RIPORTATO NELLE
RELAZIONI IN DATA 30.05.97: EGLI HA INFATTI AMMESSO NON SOLO
DI AVER AVUTO UN RUOLO NEI SERVIZI SIRIANI, VENENDO ADDESTRATO
IN SIRIA, GIORDANIA E LIBANO E ALTRI PAESI NON INDICATI E
LAVORANDO ANCHE PER L'OLP E PER IL MOVIMENTO RIVOLUZIONARIO
DELLA GIORDANIA. EGLI HA ANCHE AFFERMATO DI ESSER VISSUTO IN
LIBIA, OVE SI ERA INCONTRATO PIU' VOLTE CON GHEDDAFI E OVE
AVEVA COLLABORATO PER NOVE MESI CON IL CAPO DEI SERVIZI DI
INTELLIGENCE.
UNA
MOTIVAZIONE DEL SOSTANZIALE RIFIUTO DI RISPONDERE EMERGE DALLA
PREOCCUPAZIONE, BEN PIU' CONCRETA DI QUELLA DELLA MORALITA'
DEI SUOI INTERLOCUTORI, DELLA PERMEABILITA' DEGLI APPARATI
ITALIANI AI SERVIZI SEGRETI DI ALTRI PAESI, COSICCHE' OGNI SUA
DICHIARAZIONE SAREBBE STATA "TRADOTTA IN ARABO" E APPRESA IN
TEMPO REALE. EGLI HA QUINDI PRETESO CHE GLI VENISSE RILASCIATA
UNA COPIA DEL VERBALE "PER DIMOSTRARE QUELLO CHE HO
DETTO".
ANCHE
FILIPPO MONTELEONE HA CONFERMATO CHE, CONTRARIAMENTE A QUANTO
DICHIARATO DALL'HINDAWI, TRA QUESTI E IL DI CARLO VI ERANO
FREQUENTI COLLOQUI CONFIDENZIALI, IL CUI CONTENUTO HA PERO'
DETTO DI NON CONOSCERE PER ESSERNE STATO ESCLUSO.
IN
CONCLUSIONE, NON VI SONO RAGIONI PER RITENERE CHE DI CARLO
ABBIA MENTITO NEL RIFERIRE I FATTI, COSI' COME GLI SONO STATI
CONFIDATI DALL'HINDAWI. EGLI NON SOLO NON AVEVA RAGIONE PER
ACCREDITARSI CON NUOVE RIVELAZIONI (AVENDONE FATTE DI PIU' CHE
SUFFICIENTI PER BENEFICIARE DEL TRATTAMENTO PREMIALE E SALVO -
OVVIAMENTE - IL CONTROLLO SULLA VERIDICITA') MA ERA BEN
CONSAPEVOLE DEI RISCHI CUI SI ESPONEVA, RIFERENDO CIRCOSTANZE
COSI' COMPLESSE E DI DIFFICILE VERIFICABILITA'. INOLTRE LE
NEGAZIONI DELL'HINDAWI SONO SMENTITE DA QUANTO SOPRA
RIPORTATO, OLTRE A ESSERE PALESEMENTE MENDACI.
DA
QUESTO, PERO' NON PUO' RICAVARSI ALCUNE ELEMENTO DI CONFORTO
CIRCA LA VERSIONE DEI FATTI RIFERITA DALL'HINDAWI.
L'IPOTESI
DEI MIG IN POSSESSO DELL'ALLEANZA OCCIDENTALE E UTILIZZATI PER
ATTENTARE ALLA VITA DI GHEDDAFI E' IN CONTRASTO NON SOLO CON
IL BUON SENSO, MA ANCHE CON GLI ELEMENTI DI FATTO RICOSTRUITI
CIRCA GLI AEREI IN VOLO LA SERA DEL 27.06.80. E' INFATTI CERTO
CHE IL LEADER LIBICO NON VOLAVA SU ALCUN AEREO CHE POTESSE
ESSER CONFUSO CON IL DC9.
HINDAWI
HA IN REALTA' RIPROPOSTO, PROBABILMENTE PER ACCREDITARSI CON
DI CARLO COME SOGGETTO DI RILIEVO, COME DA LUI DIRETTAMENTE
VISSUTE, LE MEDESIME CIRCOSTANZE CHE GIA' DAL 1981 (SI VEDANO
GLI ARTICOLI DI PAMPARANA E GIOVINE) CIRCOLAVANO E CHE SONO
STATE UTILIZZATE DA MOLTI INQUINATORI DI PROFESSIONE PER
RENDERE PIU' DIFFICOLTOSO IL LAVORO DEGLI
INQUIRENTI.
ALLE
CONFIDENZE DI HINDAWI SI RICOLLEGANO LE DICHIARAZIONI DI
BIAGIO ROTONDO, PRESENTATOSI SPONTANEAMENTE PER AFFERMARE CHE,
DURANTE UN PERIODO DI COMUNE DETENZIONE CON LIBICI ACCUSATI DI
ATTENTATI CONTRO I DISSIDENTI DI QUEL PAESE, AVEVA DA COSTORO
APPRESO CHE IL DC9 ITAVIA ERA STATO ABBATTUTO PER ERRORE, NEL
TENTATIVO DI ELIMINARE IL LEADER LIBICO, ORGANIZZATO DAGLI
STATI UNITI CON LA
COLLABORAZIONE
DI FUORIUSCITI LIBICI.
ERA
STATO UTILIZZATO UN MIG DI PROVENIENZA LIBICA, RECUPERATO IN
OCCASIONE DI UN ATTERRAGGIO IN EGITTO DI UN DISERTORE;
L'AGGUATO ALL'AEREO DI GHEDDAFI ERA FALLITO E IL MIG ERA STATO
ABBATTUTO DAI SUOI STESSI COMPAGNI PER ELIMINARE LE TRACCE DEL
PROGETTO. NEL CORSO DI QUESTE CONVULSE FASI ERA STATO PER
ERRORE COLPITO ANCHE IL DC9.
EGLI
AVEVA RIFERITO QUESTE CONFIDENZE A UN SOGGETTO NON
IDENTIFICATO, CHE NEL CORSO DI UN COLLOQUIO IN CARCERE LO
AVEVA INCARICATO DI RACCOGLIERE LE INFORMAZIONI, AVVALENDOSI
DELLA DETENZIONE CON I LIBICI.
IN
EFFETTI, E' RISULTATO CHE IL ROTONDO FU DETENUTO PRESSO LA
CASA DI RECLUSIONE DI VITERBO INSIEME A JOSEF UHIDA, ARRESTATO
IL 14.04.80 PER L'OMICIDIO DI ZAKI AREF.
NON
RISULTANO, INVECE, COLLOQUI CON PERSONE DIVERSE DAI FAMILIARI
E DAL DIFENSORE.
UN
COLLEGAMENTO TRA LE STRAGI DI BOLOGNA E USTICA E' STATO
RECENTEMENTE PROSPETTATO ANCHE DA COLLABORATORI GIA'
APPARTENENTI A ORGANIZZAZIONI CRIMINALI.
IL
07.03.95 SALVATORE CONTE, DETENUTO PER OMICIDIO, CHIEDEVA DI
CONFERIRE CON IL GIUDICE ISTRUTTORE E RIFERIVA DI AVERE
APPRESO DURANTE UN PERIODO DI DETENZIONE COMUNE, DA PIETRO
COZZOLINO - ESPONENTE DELLA NUOVA CAMORRA ORGANIZZATA E IN
CONTATTO CON MEMBRI DI COSA NOSTRA - CHE, A SEGUITO DI UNA
RIUNIONE TENUTASI NEL 1979 TRA ESPONENTI DI RILIEVO DI COSA
NOSTRA E AL FINE DI COMPIERE ATTENTATI DIMOSTRATIVI, ERA STATO
COMMISSIONATO L'ACQUISTO DI CINQUE VALIGETTE DI ESPLOSIVO. LA
CONSEGNA DELL'ESPLOSIVO SAREBBE AVVENUTA A MILANO, A SEGUITO
DI UN INCONTRO TRA I FRATELLI PIETRO E SIMONE COZZOLINO E UN
EMISSARIO DEL COMMITTENTE, FRANCO MAFARO. A SEGUITO DEL
RIFIUTO DI PIETRO COZZOLINO, L'ESPLOSIVO SAREBBE STATO
TRASPORTATO A PALERMO DAL SOLO EMISSARIO DEL
MAFARA.
"LE
VALIGETTE NON ARRIVARONO MAI A BONTADE, CHE VOLEVA UTILIZZARLE
A FINI DIMOSTRATIVI. GLI ORDIGNI VENNERO INVECE UTILIZZATI DA
RIINA, MAFARO E IL GRUPPO DEI CORLEONESI, PER FARE GLI
ATTENTATI CHE AVESSERO CONCENTRATO INDAGINI DI POLIZIA E
MAGISTRATURA SUL TERRORISMO, INVIANDO CONTEMPORANEAMENTE DEI
MESSAGGI AL MONDO POLITICO DIMOSTRATIVI DELLA LORO
POTENZA".
I
COZZOLINO SI SAREBBERO AVVALSI, PER IL TRASPORTO SUCCESSIVO
DELL'ESPLOSIVO, DA PALERMO A BOLOGNA, DI UN IMPIEGATO DELLO
SCALO AEREO DI PUNTA RAISI, VINCENZO BRIGUGLIO, ADDETTO ALLA
MANUTENZIONE DEGLI AEREI E IN GRADO DI COLLOCARE L'ESPLOSIVO
IN INTERCAPEDINI E IN LUOGHI OVE FOSSE DIFFICILI
TROVARLI.
SECONDO
CONTE, COZZOLINO GLI AVREBBE RIVELATO CHE DELLE VALIGETTE, DUE
SAREBBERO STATE UTILIZZATE PER COMMETTERE L'ATTENTATO ALLA
STAZIONE DI BOLOGNA E UNA PER DISTRUGGERE IL DC9
ITAVIA.
A
SEGUITO DELLE DICHIARAZIONI DEL CONTE SI APPRENDEVA CHE SIN
DALL'ANNO PRECEDENTE PIETRO E SIMONE COZZOLINO AVEVANO RESO
DICHIARAZIONI ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL
TRIBUNALE DI PALERMO, SOSTANZIALMENTE COINCIDENTI, E CHE I
RELATIVI VERBALI NON ERANO STATI TRASMESSI A QUESTA AUTORITA'
GIUDIZIARIA PERCHE' LE DICHIARAZIONI APPARIVANO IMMEDIATAMENTE
IN CONTRASTO CON IL DATO DI FATTO CHE SALVATORE MAFARA ERA
DECEDUTO NON IL 27.06.80, MA NELL'INCIDENTE AL DC9 ALITALIA
DEL DICEMBRE 1978.
INFATTI,
LA RICOSTRUZIONE DEL FATTO PROSPETTATA DAI FRATELLI COZZOLINO
FA RIFERIMENTO ALLA MORTE DI UNO DEI FRATELLI MAFARA, A CAUSA
DELLA CADUTA
DELL'AEREO
SUL QUALE TRASPORTAVA L'ESPLOSIVO.
SIMONE
COZZOLINO, NEL PRIMO INTERROGATORIO NEL QUALE SPONTANEAMENTE
PARLA DELLA VICENDA [ALLA DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA DI
NAPOLI, IL 28.10.94], AFFERMA INFATTI CHE EGLI E IL FRATELLO
SIMONE ERANO, NEL 1980, IN CONTATTO CON ESPONENTI DI COSA
NOSTRA PALERMITANA E CHE, IN QUESTO CONTESTO, ERA STATO LORO
CHIESTO DI PROCURARE UN NOTEVOLE QUANTITATIVO DI ESPLOSIVO.
TRAMITE I FRATELLI PIETRO E RICCARDO, ERA STATO POSSIBILE
OTTENERE DAI FORNITORI IN CONTATTO CON IL LORO GRUPPO CINQUE
VALIGETTE TELECOMANDATE, CON ESPLOSIVO AD ALTO POTENZIALE
(FORSE T4). L'ESPLOSIVO ERA QUINDI STATO TRASPORTATO (UNA
VALIGIA PER VOLTA) DAI FRATELLI MAFARA DA MILANO (OVE ERA
AVVENUTA LA CONSEGNA) A PALERMO. DURANTE UNO DI QUESTI VIAGGI
(FORSE IL SECONDO) L'AEREO SU CUI SALVATORE MAFARA SI ERA
IMBARCATO A BOLOGNA ERA CADUTO, CAUSANDO LA MORTE DEL MAFARA E
LA PERDITA DELL'ESPLOSIVO.
SIMONE
COZZOLINO RICORDAVA CHE ERANO STATI MANDATI ANCHE DAI
MOTOSCAFI PER CERCARE IL CADAVERE DEL MAFARA. SITUAVA
L'EPISODIO NEL 1980, PERCHE' EGLI RAMMENTAVA DI ESSERE STATO
SCARCERATO NEL 1980, DOPO UNA DETENZIONE DI DIECI
MESI.
NEL
SUCCESSIVO INTERROGATORIO COZZOLINO PRECISAVA CHE SI TRATTAVA
DI VALIGETTE "24 ORE" DI COLORE NERO E CHE L'AEREO ERA IL
MEZZO DI TRASPORTO GENERALMENTE USATO PER L'ESPLOSIVO, MA NON
PER LA DROGA, A CAUSA DELLE FACILITA' DI RIVELAZIONE PER
L'ODORE.
AGGIUNGEVA:
"L'EPISODIO DELLA CONSEGNA DELLE VALIGETTE AL SICILIANO CREDO
CHE SIA AVVENUTO VERSO AI PRIMI DI APRILE DEL 1980. POI
SUCCESSE L'IMPREVISTO DEL DISASTRO AEREO CHE ORA LE VOGLIO
SPIEGARE BENE.
UN
GIORNO TELEFONAI A MIO FRATELLO RICCARDO A PALERMO. LUI NON
C'ERA E LA MOGLIE MI DISSE CHE ERA SUCCESSO UN GUAIO E CHE
RICCARDO ERA USCITO DI CORSA. NON AGGIUNSE ALTRO. RIUSCII A
PARLARE CON RICCARDO SOLO IL GIORNO DOPO. RICCARDO MI DISSE
CHE LUI ED ALTRI ERANO USCITI CON LE BARCHE IN MARE PERCHE'
ERA CADUTO UN AEREO E A BORDO DELL'AEREO C'ERA UN FRATELLO DI
FRANCO MAFARA.
CHIESI
SE AVEVANO TROVATO QUALCOSA MA LUI DISSE DI NO. PER TELEFONO
NON AGGIUNGEMMO ALTRO E CI SALUTAMMO DICENDO CHE AVREMMO
PARLATO DA VICINO. EFFETTIVAMENTE DOPO UN PAIO DI GIORNI
INCONTRAI RICCARDO A CASA DI MIA MADRE A ERCOLANO. CHIESI A
RICCARDO COME ERA ANDATA QUESTA VICENDA MA LUI NON FECE ALTRO
CHE RIPETERMI CHE UN FRATELLO DI FRANCO ERA MORTO
NELL'INCIDENTE AEREO. IO NON CHIESI ALTRO E LUI NON AGGIUNSE
PARTICOLARI.
LEI
MI CHIEDE SE IO RIESCO A COLLOCARE PRECISAMENTE NEL TEMPO
L'INCIDENTE AEREO E MI CHIEDE ALTRESI' SE IL FATTO E' QUELLO
NOTO DELL'AEREO CADUTO A USTICA NEL GIUGNO 1980.
IO
LE RISPONDO CHE L'INCIDENTE E' AVVENUTO SICURAMENTE NELL'80
PERCHE' SUCCESSIVO ALLA CONSEGNA DELLE VALIGETTE NELL'APRILE
1980, MA NON SO DIRLE CON PRECISIONE SE SI TRATTI DELLA
VICENDA DI USTICA O DI UN ALTRO INCIDENTE AEREO. CERTO PERO'
PER ANNI NELLA MIA MENTE IO HO LEGATO LA MORTE DEL FRATELLO DI
FRANCO MAFARA ALL'INCIDENTE DI USTICA" [DICHIARAZIONI DEL
03.11.94].
DICHIARAZIONI
SOSTANZIALMENTE ANALOGHE FORNIVA ANCHE IL FRATELLO PIETRO.
QUESTI PERO' AGGIUNGEVA CHE FRANCO MAFARA AVEVA FATTO UN
ESPLICITO COLLEGAMENTO TRA I FATTI DI USTICA E QUELLI DI
BOLOGNA: "STI VIDDANI CORNUTI SONO PROPRIO DEGLI ASSASSINI.
NON BASTA GIA' CON UNA, MO' DUE A BOLOGNA", RIFERENDOSI AI
CORLEONESI.
COME
SI VEDE, L'INTERA RICOSTRUZIONE DEI FATTI PROPOSTA DAI DUE
COLLABORATORI RUOTA INTORNO AL RUOLO DEI FRATELLI MAFARA E AL
TRASPORTO DELLE VALIGETTE CON GLI AEREI, UNA DELLE QUALI
PERSASI NEL DISASTRO NEL QUALE SALVATORE ERA
DECEDUTO.
VA
PERO' OSSERVATO CHE SALVATORE MAFARA MORI' NON IL 27.06.80, MA
NELLA CADUTA DEL DC9 ALITALIA A PUNTA RAISI IL
23.12.78.
LA
NARRAZIONE ANDREBBE DUNQUE ANTICIPATA DI UN ANNO E MEZZO. IN
QUEL PERIODO PERO' NON PUO' CERTO SITUARSI LA SITUAZIONE DI
PALESE E APERTO CONFLITTO INTERNO ALL'ORGANIZZAZIONE COSA
NOSTRA, CHE AVREBBE FATTO DA SFONDO AL TRASPORTO DI VALIGIE
CON ESPLOSIVO, GIACCHE' LA GUERRA TRA I DUE SCHIERAMENTI
MAFIOSI SAREBBE INSORTA MOLTO PIU' TARDI.
NE'
PUO' DIRSI CHE IL RIFERIMENTO ALLA MORTE DI MAFARA POSSA ESSER
ERRONEO E IRRILEVANTE, GIACCHE' LA RICERCA DEL CADAVERE DA
PARTE DI RICCARDO COZZOLINO E' PARTE INTEGRANTE DELLA
NARRAZIONE E NON PUO' TROVARE INSERIMENTO SE NON IN QUEL
CONTESTO.
I
RISCONTRI INDIVIDUATI ALLE DICHIARAZIONI DEI FRATELLI
COZZOLINO SI RIFERISCONO, POI, TUTTI A SITUAZIONI GIA'
AMPIAMENTE ESPLORATE NEL PROCEDIMENTO NR. 1888/80 RGI DI
PALERMO A CARICO DI MAFARA FRANCESCO E ALTRI E RELATIVO A UN
TRAFFICO INTERNAZIONALE DI STUPEFACENTI E NON DI ESPLOSIVO. SI
NOTI CHE I REFERENTI ESTERI PER L'IMPORTAZIONE DELL'EROINA,
CHE VENIVA TRASPORTATA NELLE VALIGIE DI CUI PARLANO I
COZZOLINO, ERANO IN REALTA' IN CONTATTO CON ORGANISMI DI
CONTRASTO AL TRAFFICO DI STUPEFACENTI, TANTO CHE CAUSARONO LA
CATTURA DEGLI ESPONENTI MAFIOSI, TRA CUI I COZZOLINO E I
MAFARA.
MAI
EMERSE, IN QUEL PROCEDIMENTO, ALCUN RIFERIMENTO AD ESPLOSIVI;
IN REALTA' VI FU UNA RICHIESTA DI ARMI (E NON DI ESPLOSIVI),
CUI PERO' VENNE DATA RISPOSTA INTERLOCUTORIA, ALLA QUALE NON
SEGUI' LA CONSEGNA DI ALCUNCHE'.
SI
OSSERVI INOLTRE CHE IN OCCASIONE DELLA MORTE DI MAFARA FU
REPERTATA UNA VALIGIA, CHE NON CONTENEVA NE' ESPLOSIVI NE'
STUPEFACENTI MA SOLO INDUMENTI PERSONALI E CHE FU QUINDI
RESTITUITA AI FAMILIARI.
NESSUN
SERIO ELEMENTO E' DUNQUE EMERSO CHE POSSA FAR RITENERE CHE VI
FOSSERO A BORDO DEL DC9 ESPLOSIVI TRASPORTATI DA ELEMENTI
APPARTENENTI A COSA NOSTRA O COMUNQUE CHE LA PERDITA DEL'AEREO
POSSA IN QUALUNQUE MANIERA RIFERIRSI A FATTI CONNESSI CON
DETTA ORGANIZZAZIONE.
POSSONO
TRARSI ALCUNE CONCLUSIONI SUGLI ELEMENTI DI PROVA CONCERNENTI
L'IPOTESI DI CORRELAZIONE TRA I FATTI DI USTICA E LA STRAGE DI
BOLOGNA E POI, COME ULTERIORE APPROFONDIMENTO DI QUESTA
CORRELAZIONE, DI COINVOLGIMENTO DI SETTORI DELLA DESTRA
EVERSIVA - GIA' RESPONSABILI DI ATTENTATI TERRORISTICI -
NELL'ABBATTIMENTO DEL DC9 SU MANDATO DI AGENTI
LIBICI.
ESSI
CONSISTONO, RIASSUNTIVAMENTE:
1.
NELLA PARZIALE COINCIDENZA DEL TIPO DI ESPLOSIVO RILEVATO SUI
REPERTI DEL DC9 CON QUELLO CONFEZIONATO PER UTILIZZARE
L'ORDIGNO FATTO ESPLODERE A BOLOGNA E PER IL QUALE SONO STATI
CONDANNATI CON SENTENZA DEFINITIVA VALERIO FIORAVANTI E
ALTRI.
2.
IN QUANTO E' RISULTATO IN DIVERSI PROCEDIMENTI (E BEN
RIEPILOGATO NELLA SENTENZA DI PRIMO GRADO E IN QUELLA DELLE
SEZIONI UNITE DELLA CORTE DI CASSAZIONE PER LA STRAGE DEL
02.08.80, CUI SI RINVIA) CIRCA L'ESISTENZA NEL 1980 DI UN'AREA
DELLA DESTRA EVERSIVA CHE RICOMPRENDEVA TRA GLI STRUMENTI DI
LOTTA "POLITICA" ANCHE IL RICORSO A STRAGI
INDISCRIMINATE.
SI
BADI CHE QUESTI ELEMENTI NON SONO DI RICOSTRUZIONE
STORICO-POLITICA, MA
BASATI
SALDAMENTE SU FATTI AVENTI DIGNITA' DI PROVA (LE SEZIONI UNITE
DELLA SUPREMA CORTE HANNO SEVERAMENTE CENSURATO SUL PUNTO LA
SENTENZA DELLA CORTE D'ASSISE D'APPELLO DI BOLOGNA. LE SEZIONI
UNITE OSSERVANO INFATTI CHE "LA SENTENZA DI PRIMO GRADO NON HA
PRETESO DI AFFERMARE L'ASSOLUTA E APRIORISTICA CERTEZZA DELLA
MATRICE DI DESTRA DELLA STRAGE, MA HA POSTO DUE PUNTI FERMI. *
IL PRIMO, CHE LO STRUMENTO STRAGISTA COSTITUIVA UN DATO
PROPRIO DELLA STRATEGIA DI LOTTA EVERSIVA E TERRORISTICA DELLA
DESTRA E CHE QUESTA, FATTUALMENTE, ALLA STRAGE PIU' VOLTE
AVEVA FATTO RICORSO. * IL SECONDO, CHE PRIMA E DOPO LA STRAGE
DEL 02.08.80 PIU' INFORMAZIONI AVEVANO SEGNALATO LA
RIFERIBILITA' DEL FATTO ALLA DESTRA EVERSIVA NELLA QUALE ERANO
PRESENTI PREOCCUPANTI FERMENTI DI RILANCIO, ANCHE MEDIANTE
ATTENTATI INDISCRIMINATI NEGLI OBBIETTIVI, TALI DA SPARGERE UN
DIFFUSO TERRORE E UN BISOGNO DI RISPOSTA FORTE E AUTORITARIA".
AGGIUNGE POI LA SUPREMA CORTE, CON UN INDICAZIONE METODOLOGICA
CHE E' STATA FONDAMENTALE ANCHE NEL PRESENTE PROCEDIMENTO, CHE
"CERTO, NON E' COMPITO DEL GIUDICE LA RICOSTRUZIONE STORICA DI
UN PARTICOLARE ASPETTO DELLA VICENDA POLITICO - SOCIALE DEL
PAESE, NE' TAMPOCO GLI E' CONSENTITO RICORRERE AD ELEMENTI DI
VALUTAZIONE AL DI FUORI DELLE METRIA PROCESSUALMENTE OFFERTA
ALLA SUA COGNIZIONE. TUTTAVIA, NELL'AMBITO FISSATO DALLE
ACQUISIZIONI PROCESSUALI E CON IL RIGORE DELL'ACCERTAMENTO
GIUDIZIALE, NON PUO' IL GIUDICE, NELL'APPROCCIO AD UN EVENTO
DELITTUOSO DI CARATTERE POLITICO SOTTOPOSTO AL SUO
ACCERTAMENTO, RINUNCIARE ALLA RICERCA E ALLA VALUTAZIONE DI
TUTTE QUELLE CIRCOSTANZE CHE FORMANO IL CONTESTO STORICO -
POLITICO DEL FATTO E CHE SONO DIRETTAMENTE UTILI ALLA
COMPRENSIONE DELLA SUA CAUSALE. DALL'INDIVIDUAZIONE DI QUESTA
POSSONO INVERO EMERGERE PREZIOSI APPORTI PER L'ACCERTAMENTO
DEFINITO DEL FATTO E DELLE RESPONSABILITA' INDIVIDUALI".
SENTENZA DEL 04.02.92).
NATURALMENTE
L'ESISTENZA DI PROGETTO STRAGISTA NON IMPLICA IN ALCUNA
MANIERA CHE ESSO SIA STATO ATTUATO NEL CASO DI
SPECIE.
3.
NEL FATTO CHE IN ENTRAMBE I CASI SIA STATO UTILIZZATO IL NOME
DI MARCO AFFATIGATO PER INDIRIZZARE O SVIARE LE
INVESTIGAZIONI.
4.
IN INDICAZIONI - TUTTE DI FONTE INDIRETTA E NON VERIFICABILE
NE' RISCONTRABILE - CIRCA L'ESISTENZA DI TALE COLLEGAMENTO, MA
CON PROSPETTAZIONI A VOLTE DEL TUTTO ANTAGONISTICHE (SI PENSI
A QUELLE DI DEL RE, CASTELLANI E DI CARLO/HINDAWI, NELLE QUALI
LA CORRELAZIONE E' APERTA SIA ALL'IPOTESI DI UN ORDIGNO
COLLOCATO ALL'INTERNO DEL DC9 CHE A QUELLA DI UN ATTACCO AEREO
AL DC9 ITAVIA).
5.
NELL'ESISTENZA DI UNA CONGIUNTURA, NEI RAPPORTI TRA ITALIA E
LIBIA, IN CUI NON SOLO L'UTILIZZO DI MEZZI VIOLENTI PER
CONDIZIONARE LE DECISIONI DI POLITICA ESTERA DEL NOSTRO PAESE
ERA POSSIBILE E PREVEDIBILE, MA ADDIRITTURA E' POSSIBILE
INDIVIDUARE COINCIDENZE TEMPORALI TRA MOMENTI MOLTI
SIGNIFICATIVI DI QUESTA CONGIUNTURA E I FATTI DELITTUOSI IN
QUESTIONE. SU QUEST'ASPETTO SI TORNERA' TRA BREVE.
SI
SOTTOLINEA ANCORA CHE IL COMPLESSO DI QUESTI ELEMENTI E' STATO
RICOSTRUITO NON SOTTO IL PROFILO STORICO - POLITICO, MA
ESCLUSIVAMENTE CON GLI STRUMENTI E PER LE FINALITA' DEL
PROCESSO PENALE.
COME
SI VEDE, QUESTO COMPLESSO DI ELEMENTI COSTITUISCE UN SOLIDO
QUADRO DI RIFERIMENTO, CHE POTREBBE SUPPORTARE L'IPOTESI DI UN
ATTENTATO TERRORISTICO. ESSO PERALTRO, NON SAREBBE IN
CONTRASTO CON QUANTO GIA' ACCERTATO DA ALTRE AUTORITA'
GIUDIZIARIE CIRCA IL COINVOLGIMENTO DI SETTORI DELLA DESTRA
EVERSIVA NELLA STRAGE DEL 02.08.80.
SI
TRATTA PERO' DI UN QUADRO DI MERA COMPATIBILITA', NEL QUALE LE
FONTI DIRETTE SONO DEL TUTTO INCERTE E TALI DA NON CONSENTIRE
DI RIBALTARE LA PROSPETTIVA E DI FAR SI' - CIOE' - CHE GLI
INSUFFICIENTI ELEMENTI DI PROVA DI NATURA TECNICA, CIRCA
L'ORIGINE INTERNA DELL'ESPLOSIONE, POSSANO ESSERE INTEGRATI
FINO AL RAGGIUNGIMENTO DELLA CERTEZZA SULLE CAUSE DELLA
DISTRUZIONE DEL DC9.
UN
ASPETTO, INFINE, DELLE RELAZIONI TRA ITALIA E LIBIA CHE
POTREBBE AVER DETERMINATO LA DECISIONE DI DESTABILIZZARE IL
NOSTRO PAESE ATTRAVERSO AZIONI DI RAPPRESAGLIA E' COSTITUITO
DAL FORTE CONTENZIOSO INSTAURATOSI CIRCA I RAPPORTI CON
MALTA.
SI
TRATTA DI UN ASPETTO QUALITATIVAMENTE DIVERSO DAGLI ALTRI SIN
QUI TRATTATI, IN QUANTO RIENTRA NELLE GRANDI LINEE DI POLITICA
ESTERA E NON IN FATTI IN SE' ACCERTATI AUTONOMAMENTE; IN ALTRE
PAROLE, NON SIANO STATI INDIVIDUATI SPECIFICI ELEMENTI DI
PROVA CHE CONSENTANO DI AFFERMARE CHE VI SIA UNA RELAZIONE TRA
LO SVILUPPO DELLE TRATTATIVE E I FATTI DI USTICA E BOLOGNA.
CIO' NON TOGLIE CHE LA SERIE DI COINCIDENZE TEMPORALI NON
POSSA ESSERE SOTTOVALUTATA E CHE IN QUESTA SEDE DEBBA ESSERNE
DATO CONTO.
E'
INFATTI INDUBITABILE CHE LA QUESTIONE DI MALTA FOSSE UN PUNTO
DI GRANDE TENSIONE TRA I DUE PAESI E CHE LE SCADENZE TEMPORALI
DI QUESTO CONTENZIOSO SIANO COINCIDENTI CON TRAGICI EVENTI
VERIFICATISI NEL NOSTRO PAESE.
NEL
GENNAIO 1980 INIZIARONO I NEGOZIATI TRA ITALIA E MALTA PER UN
TRATTATO DI ASSISTENZA ECONOMICA E DI GARANZIA DELLA
NEUTRALITA' DI QUEL PAESE, ANCHE ATTRAVERSO MISURE DI
CARATTERE MILITARE.
QUESTO
NEGOZIATO MIRAVA A INSERIRSI NEI DIFFICILI RAPPORTI TRA IL
GOVERNO MALTESE DI DON MINTOFF E LA LIBIA. MENTRE
APPARENTEMENTE SI ANDAVA RAFFORZANDO IL LEGAME TRA I DUE
PAESI, TANTO CHE LA LIBIA CONTRIBUIVA FORTEMENTE ALL'ECONOMIA
MALTESE E ALLA SUA DIFESA MILITARE, IL NUOVO GOVERNO DEL
PREMIER SOCIALISTA MIRAVA A RAGGIUNGERE L'INDIPENDENZA
ENERGETICA DELL'ISOLA ATTRAVERSO LO SFRUTTAMENTO DI UN GRANDE
GIACIMENTO PETROLIFERO NEI BANCHI DI MEDINA, RIVENDICATO PERO'
ANCHE DALLA LIBIA.
MALTA
CERCO' QUINDI DI OTTENERE DAI PAESI EUROPEI LA GARANZIA DELLA
SUA INDIPENDENZA E IL SUO PRINCIPALE INTERLOCUTORE DIVENNE
L'ITALIA, SIA PERCHE' NAZIONE PRESIDENTE DI TURNO DELLA
COMUNITA' EUROPEA, SIA PER I RAPPORTI PRIVILEGIATI CHE IL
NOSTRO PAESE INTENDEVA ALLACCIARE CON MALTA E PER I QUALI SI
ERANO AVVIATI NEGOZIATI SEGRETI.
QUESTA
PARTITA, POI, SI ANDAVA A INSERIRE IN UNA MOLTO PIU' VASTA,
CHE CONCERNEVA LA RINNOVATA SITUAZIONE DI TENSIONE TRA I DUE
BLOCCHI, AVENDO MALTA CONCESSO ALL'UNIONE SOVIETICA L'USO
DELLE SUE BASI MILITARI. IL CONTROLLO DI MALTA DIVENIVA QUINDI
ESSENZIALE NON SOLO SOTTO IL PROFILO DEL CONTROLLO DELLE
RISORSE PETROLIFERE (ALL'EPOCA DI STRAORDINARIA IMPORTANZA) E
DEI RAPPORTI CON LA LIBIA, MA ANCHE DEL CONTRASTO CON L'UNIONE
SOVIETICA, ORMAI A LIVELLO DI GUARDIA.
PARTE
DI QUESTO CONFLITTO ERA COSTITUITO ANCHE DA OPERAZIONI DI
DISINFORMAZIONE, COME AD ESEMPIO QUELLA DEL C.D. BILLYGATE
(COINVOLGIMENTO DEL FRATELLO DEL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI
D'AMERICA, CARTER, IN RAPPORTI DI CARATTERE ECONOMICO CON LA
LIBIA) NEL QUALE EBBE UN RUOLO DI RILIEVO PROPRIO IL NOSTRO
SERVIZIO MILITARE (E NON CERTO DALLA PARTE STATUNITENSE, COME
EMERSE NELL'AMBITO DEL PROCEDIMENTO PENALE CONTRO PAZIENZA
FRANCESCO E ALTRI).
IL
NEGOZIATO FU FORTEMENTE OSTEGGIATO DALLA LIBIA, CHE GIA' NEL
MARZO FECE PERVENIRE, TRAMITE CANALI DIPLOMATICI, SEGNALI IN
QUESTO SENSO. NEL GIUGNO, POI, UNA DELEGAZIONE DEL MINISTERO
DEGLI ESTERI LIBICO SI RECO' PRESSO LA FARNESINA, OVE
INCONTRO' IL SOTTOSEGRETARIO E FUNZIONARI DEL NOSTRO
MINISTERO.
"LA
DELEGAZIONE INVITO' IL GOVERNO ITALIANO A NON CONCLUDERE
L'ACCORDO E A
SOPRASSEDERE,
POICHE' TALE ACCORDO BILATERALE ERA DAL LORO GOVERNO
INTERPRETATO COME UN GESTO NON DI AMICIZIA VERSO LA LIBIA. NON
USARONO IL TERMINE 'OSTILE', BENSI' UN GIRO DI PAROLE IL CUI
SENSO ERA DI 'GESTO NON AMICHEVOLE
....
CI CHIEDEVANO DI SOSPENDERE LA CONCLUSIONE DEL TRATTATO. SI
MOSTRAVANO GENTILI, MA IRRITATI. NELL'ANDAR VIA CI DISSERO DI
RIPENSARCI (DEPOSIZIONE DI GIUSEPPE ZAMBERLETTI IN DATA
07.05.92).
MA
ALLA FINE DI GIUGNO VENNE A MATURAZIONE UN ASPETTO DELLA
COMPLESSA TRATTATIVA. MALTA AVEVA INFATTI INVITATO LA LIBIA A
RISOLVERE, ATTRAVERSO IL RICORSO ALLA CORTE INTERNAZIONALE
DELL'AIA, LA QUESTIONE DELLO SFRUTTAMENTO DEI BANCHI DI MEDINA
ENTRO IL 30 GIUGNO. IN CASO CONTRARIO AVREBBE UNILATERALMENTE
DATO INIZIO ALLE OPERAZIONI DI ESTRAZIONE DEL PETROLIO. TALE
COMUNICAZIONE SI FONDAVA SULL'ACCORDO INTERVENUTO CON
L'ITALIA, CHE AVREBBE FATTO OPERARE LA PIATTAFORMA DI RICERCA
DELL'ENI, SOTTO IL CONTROLLO DELLE PROPRIE FORZE
ARMATE.
IN
EFFETTI, A META' AGOSTO L'ENI AVREBBE COMINCIATO LE
TRIVELLAZIONI CON LA PIATTAFORMA SAIPEM 2 MA UN INTERVENTO
MILITARE LIBICO COSTRINGEVA A SOSPENDERLE E DOPO QUALCHE TEMPO
DI TENSIONE, IL 4 SETTEMBRE, A INTERROMPERLE
DEFINITIVAMENTE.
LA
SITUAZIONE DI GRAVISSIMA TENSIONE PROSEGUI' PER TUTTO IL MESE
DI LUGLIO, SIA SUL FRONTE DEGLI ATTENTATI (A MALTA SALTANO IN
ARIA IMMOBILI LIBICI) SIA SUL FRONTE MILITARE, OVE PROSEGUE IL
RAFFORZAMENTO DELLE MISURE AL CONFINE TRA EGITTO E LIBIA E SI
SVOLGONO GRANDI ESERCITAZIONI AERONAVALI. QUESTO PUO' FAR
COMPRENDERE - INCIDENTALMENTE - QUANTO SIA IMPLAUSIBILE CHE IN
UNA SITUAZIONE QUALE QUELLA DESCRITTA UN MIG23 POSSA ESSERSI
AVVICINATO IL 18 LUGLIO ALLA ZONA DI ESERCITAZIONI SENZA ESSER
RILEVATO NE' DAI RADAR DELLA DIFESA AEREA ITALIANA, NE' DA
QUELLI DI SORVEGLIANZA DELLE FORZE IN MARE.
TALE
STATO DI TENSIONE SI MANIFESTO' ANCHE SUL NOSTRO TERRITORIO,
MA MOLTO PIU' TARDI, CON IL SABOTAGGIO DELLA NAVE MILITARE
LIBICA "DAT ASSAWARI", ORMEGGIATA NEL PORTO DI GENOVA
(29.10.80).
SOLLECITAZIONI
A RITARDARE LA FIRMA DEL TRATTATO GIUNSERO, NELLA META' DEL
LUGLIO, ANCHE DAL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE ESTERI DELLA
CAMERA DEI DEPUTATI, ON.LE GIULIO ANDREOTTI, E DAL DIRETTORE
DEL SISMI, SANTOVITO. NESSUNO DEI DUE, PERO', MANIFESTO'
PREOCCUPAZIONI PER RAPPRESAGLIE DI TIPO NON ECONOMICO-
POLITICO.
IL
02.08.80, IN COINCIDENZA ANCHE ORARIA CON LA STRAGE DI
BOLOGNA, L'ACCORDO FU SIGLATO A LA VALLETTA DAL
SOTTOSEGRETARIO AGLI AFFARI ESTERI, ON.LE
ZAMBERLETTI.
TALE
COINCIDENZA NON DETERMINO' TUTTAVIA ALCUN ALLARME. L'IPOTESI
CHE L'ATTENTATO DEL 2 AGOSTO POTESSE ESSER STATO MOTIVATO
DALLA CONTESTUALE SIGLA DEL TRATTATO VENNE AVANZATA A
ZAMBERLETTI DAL PRIMO MINISTRO MALTESE, DON MINTOFF, VERSO LA
FINE DELL'AGOSTO DI QUELL'ANNO. ZAMBERLETTI NE PARLO' DUNQUE
IN PIU' OCCASIONI UFFICIALI (INCONTRI CON IL PRESIDENTE DEL
CONSIGLIO, CON I DIRETTORI DEI SERVIZI, RIUNIONI DEL CONSIGLIO
DEI MINISTRI). NULL'ALTRO RISULTA IN PROPOSITO DAI DOCUMENTI
UFFICIALI.
UN
COLLEGAMENTO CON I FATTI LIBICI NON FU PROSPETTATO NEPPURE
NELL'UNICA OCCASIONE IN CUI FU IPOTIZZATA ALL'EPOCA UNA
CORRELAZIONE TRA I FATTI DI USTICA E L'ATTENTATO DEL 2 AGOSTO,
RISULTANTE DA UN'ANNOTAZIONE NEL VERBALE IN DATA 05.08.80 DEL
CIIS, CHE RIFERISCE DI UN INTERVENTO DELL'ON.LE BISAGLIA, CHE
PERO' NON EBBE ALCUN SEGUITO (DAL VERBALE REDATTO IN MINUTA
DAL SEGRETARIO DEL CESIS, PELOSI: "ONOREVOLE BISAGLIA: COLLEG.
TRA INCIDENTE AEREO DC9 ED ESPLOSIONE A BOLOGNA"; DA QUELLO
DATTILOSCRITTO: "L'ON.LE BISAGLIA HA SOTTOLINEATO LA
POSSIBILITA' DI UN COLLEGAMENTO TRA L'ATTENTATO DI BOLOGNA E
L'INCIDENTE, ACCADUTO ALLA FINE DELLO SCORSO GIUGNO, AD UN DC9
DELL'ITAVIA IN VIAGGIO DA BOLOGNA A PALERMO, INCIDENTE CHE,
SECONDO I PRIMI ACCERTAMENTI RICHIAMATI DALL'ON.LE FORMICA,
POTREBBE ESSERE DOVUTO A UNA COLLISIONE IN VOLO OPPURE A UNA
FORTE ESPLOSIONE". SI VEDANO SUL PUNTO ANCHE LE DICHIARAZIONI
DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DELL'EPOCA COSSIGA IN DATA
02.03.95, DEL MINISTRO DELLA DIFESA LELIO
LAGORIO
IN DATA 28.02.95, DEL MINISTRO DEGLI ESTERI EMILIO COLOMBO IN
DATA 07.03.95).
MAI,
INVECE, FU PROSPETTATO UN COLLEGAMENTO TRA I FATTI DI USTICA E
LE TRATTATIVE CON MALTA.
QUESTA
PROSPETTAZIONE NASCE MOLTO PIU' TARDI, TRA L'89 E IL '90,
QUANDO SI ERA COMINCIATO A DISCUTERNE PUBBLICAMENTE.
ZAMBERLETTI NE AVEVA POI PARLATO CON STELIO NARDINI, ALLORA
CONSIGLIERE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, FRANCESCO
COSSIGA, RICEVENDONE PERO' UNA RISPOSTA TRANQUILLIZZANTE: NON
SI TRATTAVA DI UN'ESPLOSIONE, MA DI UN CEDIMENTO STRUTTURALE,
CAUSATO DAI DANNI CHE L'AEREO AVEVA RIPORTATO ALCUNI ANNI
PRIMA IN UN INCIDENTE (ZAMBERLETTI, 02.11.95).
IL
PUNTO SINGOLARE DI QUESTA VICENDA E' CHE NARDINI ANNOTA NELLA
SUA AGENDA, NELLA PAGINA DEL 04.03.92, A SEGUITO DEL COLLOQUIO
CON ZAMBERLETTI, "BOMBA NELLA TOILETTE POSTERIORE
DESTRA".
ZAMBERLETTI
AFFERMA CHE GLI ASPETTI TECNICI CIRCA LE CAUSE DELLA PERDITA
DEL DC9 LI AVEVA APPRESI DAI COLLOQUI CON IL CONSULENTE
TECNICO, BAZZOCCHI. QUESTI, PERO', NEL MARZO 1992 NON AVEVA
ASSUNTO ANCORA TALE INCARICO E, DEL RESTO, AVEVA SEMPRE
SOSTENUTO - ALMENO NEGLI ELABORATI CONSEGNATI ALL'UFFICIO -
UN'IPOTESI DIVERSA DI COLLOCAZIONE DELL'ORDIGNO. SECONDO
ZAMBERLETTI I COLLOQUI CON BAZZOCCHI RISALIVANO A PRIMA DEL
1992 ED EGLI AVEVA MANO MANO - MA SEMPRE IN QUELL'ANNO -
MODIFICATO LA SUA CONVINZIONE, SULLA BASE DEI REPERTI
RECUPERATI.
ORA
E' DAVVERO FRUTTO DI UNA PREMONIZIONE STUPEFACENTE CHE GIA' IL
04.03.92 NEL COLLOQUIO TRA NARDINI E ZAMBERLETTI VI POSSA
ESSER UNA TALE PRECISIONE.
INFATTI,
A RILEGGERE I VERBALI DELLE OPERAZIONI PERITALI E I DOCUMENTI
REDATTI DAI PERITI E DAI CONSULENTI TECNICI, RISULTA CHE
L'INDICAZIONE DI UN'ESPLOSIONE NEL VANO TOILETTE SORSE SOLO
PIU' TARDI: ANCORA NELL'APRILE 1992 INFATTI SI LAVORAVA SULLA
LOCALIZZAZIONE DELL'ORDIGNO NELLA CABINA PASSEGGERI, IN
CORRISPONDENZA DELLA ZONA OVE ERA STATO NOTATO L'EFFETTO DI
QUILTING. I CONSULENTI DELLA PARTE IMPUTATA E BAZZOCCHI IN
PARTICOLARE, POI, PER LUNGO TEMPO IPOTIZZARONO UN'ESPLOSIONE
NEL VANO BAGAGLI POSTERIORE.
D'ALTRA
PARTE ANCORA NON ERANO STATI NEMMENO RECUPERATI I PEZZI CHE
POI CONSENTIRANNO DI FORMULARE L'IPOTESI DELLA
TOILETTE.
NARDINI
SOSTIENE CHE FU ZAMBERLETTI A PARLARGLI DELLA POSSIBILITA' CHE
LA CADUTA DEL DC9 FOSSE STATA CAUSATA DA UNA BOMBA NEL LOCALE
SUDDETTO, MA NON E' STATO IN GRADO DI CHIARIRE IN QUALE
CONTESTO AVVENNE QUESTA CONFIDENZA E QUALI FOSSERO LE FONTI
DEL PARLAMENTARE. CERTO E' CHE LA ANNOTAZIONE E' RIPORTATA IN
UN CONTESTO DI ALTRE ANNOTAZIONI CHE DIMOSTRANO UN
INTERESSAMENTO DIRETTO E CONTINUO DEL GENERALE NARDINI, IL
QUALE HA CONTATTI CON I CONSULENTI DI PARTE E SEMBRA
COORDINARNE L'ATTIVITA' E LE CONCLUSIONI.
LE
INDAGINI SUL CONTESTO IN CUI LA TRAGEDIA EBBE LUOGO NON HANNO
PORTATO ELEMENTI DEFINITIVI DI CHIARIFICAZIONE.
E'
CERTO CHE NEL GIUGNO DEL 1980 VI FOSSE UN CLIMA DI GRAVISSIMA
TENSIONE INTERNAZIONALE CHE COINVOLGEVA LA LIBIA E CHE VEDEVA
L'ITALIA COME UNO DEI PUNTI CRITICI.
PROPRIO
NEL GIUGNO DEL 1980 VENNERO A MATURARE DUE DIVERSI ASPETTI DI
QUESTA TENSIONE, SPECIFICAMENTE COINVOLGENTI L'ITALIA: DA UN
LATO LA CONTROVERSIA PER IL CONTROLLO DEI BANCHI PETROLIFERI
NEL FONDO DEL MARE TRA MALTA E LA LIBIA, CHE SI COLLEGAVA A
SUA VOLTA CON GLI ACCORDI PER LA GARANZIA DELLA NEUTRALITA'
DELL'ISOLA; DALL'ALTRO LA SISTEMATICA ELIMINAZIONE DEI
DISSIDENTI LIBICI ALL'ESTERO.
QUESTA
SITUAZIONE ERA RESA ANCORA PIU' DRAMMATICA DAGLI EVENTI
INTERNI ALLA LIBIA, CHE VEDEVANO UN FORTE GRUPPO MILITARE
CONTRAPPORSI APERTAMENTE ALLA GUIDA DI GHEDDAFI.
NON
SONO STATI PERO' RACCOLTI ELEMENTI DI PROVA CIRCA LA
POSSIBILITA' DI RICONDURRE L'ABBATTIMENTO DELL'AEREO ITAVIA
NE' A UN'AZIONE LIBICA (ATTENTATO TERRORISTICO O
INTERCETTAZIONE AEREA), NE' A UN'AZIONE FINALIZZATA AD
ELIMINARE IL LEADER LIBICO.
VI
SONO STATE INDICAZIONI PROCESSUALI IN ENTRAMBE LE DIREZIONI,
MA SPROVVISTE DELLA NECESSARIA FORZA PROBATORIA.
ALL'IPOTESI
DI UN COINVOLGIMENTO LIBICO SI RICOLLEGANO ANCHE LE
INDICAZIONI CHE VORREBBERO LEGARE LA DISTRUZIONE DEL DC9 ALLA
STRAGE DEL 02.08.80.
ANCHE
QUESTE INDICAZIONI - PERALTRO IN CONTRASTO TRA LORO - SONO
SFORNITE DI ALCUN SERIO SUPPORTO DI PROVA.
SFORNITE
DI PROVA SONO ANCHE LE SUGGESTIONI CHE PORTER