Requisitoria P.M.-Parte terza

 

ELEMENTI DI PROVA SULLE CAUSE DEL DISASTRO DESUMIBILI

DA INDAGINI DI NATURA NON TECNICA.

 

III. PREMESSA.

 

LE INDAGINI TECNICHE NON HANNO DUNQUE PORTATO A CONCLUSIONI UNIVOCHE SULLE CAUSE DEL DISASTRO. E' DUNQUE NECESSARIO VERIFICARE SE DA ELEMENTI DIVERSI DA QUELLI TECNICI E' POSSIBILE DEDURRE ARGOMENTI CHE CONSENTANO DI INTEGRARE QUELLE INFORMAZIONI E DI GIUNGERE COSI' A UNA RISPOSTA DEFINITIVA.

GLI ACCERTAMENTI SUL CONTESTO IN CUI SI VERIFICO' L'EVENTO DEL 27.06.80 SONO STATI PARTICOLARMENTE COMPLESSI.

PROPRIO LA POSSIBILITA' DI IPOTESI DIFFERENTI SULLE CAUSE DELLA TRAGEDIA HA IMPOSTO L'APPROFONDIMENTO DI INNUMEREVOLI CIRCOSTANZE, ALCUNE ANCHE NON DIRETTAMENTE RICOLLEGABILI ALL'EVENTO, AL FINE DI INDIVIDUARE UN FILO CONDUTTORE E COMUNQUE DI PREDISPORRE QUEL QUADRO DI RIFERIMENTO CHE CONSENTISSE DI INSERIRE IN MANIERA COMPRENSIBILE E RAGIONEVOLE LE DIVERSE POSSIBILI IPOTESI.

UNA PARTE NON SECONDARIA DI QUESTO SFORZO E' STATA DETERMINATA DALL'INSERIMENTO DI SUGGESTIONI ESTERNE, CHE NON SEMPRE SONO RISULTATE DISINTERESSATE.

ALCUNE DI QUESTE HANNO PORTATO ALL'ESERCIZIO DELL'AZIONE PENALE IN PROCEDIMENTI SEPARATI, PER DELITTI DI CALUNNIA E ALTRO.

ALTRE SONO OGGETTO DI SPECIFICHE IMPUTAZIONI NEL PRESENTE PROCEDIMENTO E SE NE TRATTA NELLE PARTI DELLA REQUISITORIA AD ESSE DEDICATE.

MOLTE ALTRE NON SEMBRANO ESSER STATE ORIGINATE DA MOTIVAZIONI ILLECITE E QUINDI NON SE NE TRATTERA', NONOSTANTE CHE ESSE ABBIANO SPESSO DETERMINATO UN GRAVOSO LAVORO DI VERIFICA PERCHE' SI POTESSE ESCLUDERLE DAL NOVERO DELLE ATTENDIBILI. PROBABILMENTE L'ANSIA DI RICERCARE LA VERITA' HA COMPORTATO UN'ATTENZIONE MAGGIORE ANCHE A VICENDE CHE APPARIVANO PRIMA FASCE NON FRUTTUOSE, NELLA SPERANZA CHE CIO' POTESSE PORTARE ALMENO AD ESCLUDERE RADICALMENTE ALCUNE IPOTESI.

 

III.1. CORROBORAZIONE DELL'IPOTESI DI INTERFERENZA DA PARTE DI AEREI MILITARI.

 

DI DIVERSO FONDAMENTO SONO INVECE LE INDAGINI, ANCHE QUESTE DI ESTREMA DIFFICOLTA', FINALIZZATE A RICOSTRUIRE I MOVIMENTI DI AEREI MILITARI IL 27 GIUGNO, ANCHE IN PAESI STRANIERI, AL FINE DI INDIVIDUARE POSSIBILI INDIZI DELLA PRESENZA NON PALESE DI TRASFERIMENTI DI VELIVOLI, DI ESERCITAZIONI O ANCHE DI AZIONI MILITARI, CHE IN QUALCHE MODO POTESSERO RICOLLEGARSI DIRETTAMENTE ALLA CADUTA DEL DC9 O, INDIRETTAMENTE, A UN CONTESTO DI TENSIONE.

SI SONO QUINDI SVILUPPATE LE INDICAZIONI PROVENIENTI DA DOCUMENTI O DA FONTI TESTIMONIALI, CIRCA AEREI DA COMBATTIMENTO O DA SORVEGLIANZA E CONTROMISURE ELETTRONICHE IN VOLO QUEL 27 GIUGNO O CHE RISULTAVANO IN SITUAZIONE DI EMERGENZA. MOLTO SPESSO QUESTE INDAGINI HANNO PORTATO A RICHIESTE DI

COLLABORAZIONE DA PARTE DI PAESI STRANIERI; SI E' AVUTA IN GENERE UN'AMPIA COOPERAZIONE.

UN ALTRO FILONE ULTERIORE DI INDAGINI HA COMPORTATO LA VERIFICA DI INDICAZIONI PROVENIENTI - ANCHE QUESTE - SIA DA FONTI TESTIMONIALI CHE DOCUMENTALI DELLA POSSIBILITA' CHE - AL DI LA' DEI RAPPORTI PALESI - PILOTI E MEZZI DI PAESI NON ALLEATI (E IN PARTICOLARE DELLA LIBIA) POTESSERO ESSER IMPIEGATI IN AZIONI MILITARI (E VICEVERSA).

QUESTO FILONE INVESTIGATIVO SI E' STRETTAMENTE INTRECCIATO CON QUELLO - MOLTO VASTAMENTE ESPLORATO - DEI RAPPORTI TRA ITALIA E LIBIA.

MANO A MANO CHE IL LAVORO PROGREDIVA, ALCUNE IPOTESI INVESTIGATIVE SONO STATE SMENTITE O NON CONFORTATE.

COSI', DEL TUTTO PRIVE DI RISCONTRI SONO RISULTATE LE IPOTESI DI TRASPORTO DI URANIO DA PARTE DEL DC9 O DI ALTRI AEREI CHE POTESSERO CON QUESTO ESSER SCAMBIATI.

NESSUN SERIO ELEMENTO DI VERIFICA E' VENUTO NEMMENO SULLE IPOTESI CHE IL MIG23 RECUPERATO A CASTELSILANO FOSSE STATO NELLA DISPONIBILITA' DI PAESI DIVERSI DALLA LIBIA. A QUESTO PROPOSITO SI E' SVOLTA UN'INTENSA ATTIVITA' ISTRUTTORIA PER RICOSTRUIRE LE VICENDE DI AEREI SIMILARI, PER QUALUNQUE RAGIONE CADUTI IN MANO DI PAESI OCCIDENTALI.

UN DIVERSO SETTORE DI INDAGINE E' STATO QUELLO CONCERNENTE LA PRESENZA DI PILOTI ITALIANI IN LIBIA, CON LA FUNZIONE UFFICIOSA DI ISTRUTTORI DI VOLO MA CHE INVECE FURONO SOSPETTATI ANCHE DI ATTIVITA' BELLICHE VERE E PROPRIE E IN QUALCHE CASO DI FORNIRE INFORMAZIONI CIRCA LE NOSTRE DIFESE.

IL PUNTO E' DI NOTEVOLE RILIEVO, SIA PERCHE' ESSO FU OGGETTO DI COSTANTE ATTENZIONE DA PARTE DEI NOSTRI SERVIZI (SEBBENE NESSUNA INIZIATIVA VENISSE PRESA PER CONTRASTARE O DISCIPLINARE O UTILIZZARE QUESTE ATTIVITA') SIA PERCHE' ESSO SI RICOLLEGA DIRETTAMENTE ALLA VICENDA DEL MIG23 RITROVATO A CASTELSILANO.

INDIPENDENTEMENTE DUNQUE DALLE FANTASIOSE PROSPETTAZIONI DI COINVOLGIMENTO DI PILOTI ITALIANI CON MEZZI LIBICI IN UN ATTACCO AL DC9, E' CERTO CHE LA QUESTIONE AVEVA PARTICOLARE RILIEVO PER VALUTARE SE L'AVVICINAMENTO DEL MIG23 ALLE COSTE ITALIANE FOSSE AVVENUTO SULA BASE DI INFORMAZIONI OTTENUTE TRAMITE I PILOTI ITALIANI (TUTTI PROVENIENTI DA ESPERIENZE NELLA NOSTRA AVIAZIONE MILITARE).

SI TRATTA DI UNA POSSIBILITA' REALE (ANCORCHE' NON PROVATA) CHE ACQUISTEREBBE ANCOR PIU' FORZA QUALORA SI PROVASSE DEFINITIVAMENTE CHE IL MIG23 E' CADUTO NON IL 18 LUGLIO (PER IL QUALE VI SAREBBE UNA TRACCIA, SIA PURE FORTEMENTE CONTESTATA, RICONDUCIBILE A TALE AEREO) MA IN UN GIORNO PRECEDENTE, QUANDO E' CERTO CHE NON VI FU ALCUN AVVISTAMENTO DA PARTE DEI RADAR DELLA DIFESA.

PIU' IN GENERALE, SI E' CERCATO DI RICOSTRUIRE I MOVIMENTI DI AEREI MILITARI CHE AVESSERO SORVOLATO IL NOSTRO TERRITORIO IL 27 GIUGNO, SIA PER L'IPOTESI CHE POTESSERO ESSERVI STATA UN'INTERFERENZA DIRETTA CON IL VOLO DEL DC9, SIA PER SUPPORTARE GLI INDIZI DI UN'ATTIVITA' MILITARE PARTICOLARMENTE INTENSA CAUSATA DA UNA SITUAZIONE DI TENSIONE CON PAESI ARABI; IN QUESTO CONTESTO, L'ATTENZIONE E' STATA RICHIAMATA DAL TRASFERIMENTO DI AEREI VERSO L'EGITTO, IN COINCIDENZA CON L'AGGRAVARSI DELLA TENSIONE TRA QUEL PAESE E LA LIBIA (SUL PUNTO SI VEDA OLTRE).

UN ALTRO FILONE ATTENTAMENTE SVILUPPATO E' STATO QUELLO DEGLI AEREI ATTERRATI IN QUEI GIORNI SU AEROPORTI ITALIANI E CHE IN QUALCHE MANIERA POTESSERO ESSERE STATI COINVOLTI NEI FATTI OGGETTO DEL PROCEDIMENTO (AD ESEMPIO PERCHE' SEGNALANTI UN'EMERGENZA, COME L'F111 RICOVERATO A GROSSETO PER UN'AVARIA).

SONO STATE PERCORSE TUTTE LE POSSIBILI STRADE DI VERIFICA DELL'IPOTESI CHE A PRODURRE I PLOTS NON RICONDUCIBILI NE' AL DC9 NE' A RELITTI POTESSERO ESSER

STATI UNO O PIU' AEREI NON IDENTIFICATI. NESSUN TENTATIVO E' STATO OMESSO. NESSUNA IPOTESI E' RIMASTA INESPLORATA.

OCCORRE AFFERMARE CHE NESSUN ELEMENTO DI CORROBORAZIONE ESTERNA DI QUESTA IPOTESI E' VENUTA DALL'AMPIO LAVORO DI RICERCA DI CUI S'E' DETTO.

 

III.2. CORROBORAZIONE DELL'IPOTESI DI ESPLOSIONE INTERNA.

 

CON ALTRETTANTA DETERMINAZIONE SI E' SEGUITA ANCHE OGNI CIRCOSTANZA CHE POTESSE SUPPORTARE L'IPOTESI DI UN'ESPLOSIONE CAUSATA DA UN ORDIGNO POSTO ALL'INTERNO DELL'AEREO.

ANCHE IN QUESTO CASO NON CI SI E' ACCONTENTATI DI OSSERVAZIONI DI CARATTERE LOGICO CHE, IN QUANTO TALI E PER QUANTO BEN ARGOMENTATE, POSSONO ESSERE CONTRADDETTE DAI FATTI.

AD ESEMPIO, IL RILIEVO CHE IL RITARDO NELLA PARTENZA DELL'AEREO DA BOLOGNA DOVESSE PORTARE A CONSIDERARE IMPROBABILE L'IPOTESI DI COLLOCAZIONE DELL'ORDIGNO E' PARSA INADEGUATO A OFFRIRE RISPOSTE SODDISFACENTI.

POSSONO INFATTI ESSER PROPOSTE DIVERSE SERIE DI ACCADIMENTI CHE PORTINO AD AGGIRARE LA FORZA LOGICA - PUR DA NON SOTTOVALUTARE - DELL'OBBIEZIONE.

SI PUO' IPOTIZZARE UN MECCANISMO DI INNESCO COLLEGATO CON UN ALTIMETRO E UN TEMPORIZZATORE. PIU' SEMPLICEMENTE, SI PUO' IPOTIZZARE CHE L'ORDIGNO SIA STATO COLLOCATO A BORDO DURANTE LA SOSTA O CHE UN PASSEGGERO NE SIA STATO INCONSAPEVOLE PORTATORE.

QUESTE ULTIME DUE IPOTESI SONO STATE ESPLORATE - NEI LIMITI DEL POSSIBILE - CON ACCURATE INDAGINI SULLE CONDIZIONI DELL'AEROPORTO E SULLE MODALITA' DI IMBARCO. L'INDICAZIONE - RIVELATASI ERRATA DELLA PRESENZA TRA PASSEGGERI DI UNA PERSONA APPARTENENTE A UNA COSCA MAFIOSA HA COMPORTATO INDAGINI ANCHE IN QUESTA DIREZIONE, COME APPRESSO SI DIRA'. NESSUN ELEMENTO DI FATTO CHE POSSA CONFORTARE QUESTE RICOSTRUZIONI E' PERO' EMERSO.

DEVE CONCLUDERSI CHE L'IPOTESI CHE UN ORDIGNO SIA STATO COLLOCATO A BORDO DEL VEICOLO DURANTE LA SOSTA A BOLOGNA NON HA CONTROINDICAZIONI SUL PIANO LOGICO, BENCHE' DI ASSAI DIFFICILE REALIZZAZIONE PRATICA. ESSA NON HA COMUNQUE TROVATO ALCUN ELEMENTO DI RISCONTRO.

SI E' ARGOMENTATA L'IMPLAUSIBILITA' DI UN'ESPLOSIONE INTERNA ANCHE SULLA BASE DELLE CARATTERISTICHE DELLE TRACCE DI ESPLOSIVO INDIVIDUATE. SI TRATTEREBBE CIOE' DI ESPLOSIVO (MISCELA DI TNT E T4) TIPICAMENTE MILITARE E NON IMPIEGATO IN ATTENTATI DI NATURA TERRORISTICA. ENTRAMBE LE AFFERMAZIONI SONO PERO' PRIVE DI FONDAMENTO.

GIA' DI PER SE' LA COMPOSIZIONE, PERALTRO NON DETERMINABILE NELLE PROPORZIONI RELATIVE, NON CARATTERIZZA I SOLI ESPLOSIVI MILITARI, POTENDO AD ESEMPIO IL T4 PROVENIRE DA CARICHE DI INNESTO O DAL DETONATORE; INOLTRE, LA FABBRICAZIONE DELL'ESPLOSIVO PER FINI MILITARI NON SAREBBE SUFFICIENTE A FARNE ESCLUDERE RADICALMENTE L'IMPIEGO DA PARTE DI SOGGETTI VENUTINE IN POSSESSO ILLECITAMENTE.

MA IN REALTA', TNT E T4 FURONO IMPIEGATI IN NUMEROSI ATTENTATI TERRORISTICI.

SONO STATE ACQUISITE LE RELAZIONI DI UNA PERIZIA COMPARATIVA TRA DIVERSI ATTENTATI TERRORISTICI CONSUMATI IN ITALIA NEGLI ANNI '70/'80, DISPOSTA DAL GIUDICE ISTRUTTORE DI VENEZIA (LA PRIMA RELAZIONE E' STATA DEPOSITATA IL 09.01.89; A SEGUITO DI QUESTO PRIMO INCARICO, NE E' STATO CONFERITO UN SECONDO, PER LA COMPARAZIONE TRA ALTRI ATTENTATI TERRORISTICI, LA CUI RELAZIONE E' STATA DEPOSITATA NEL GIUGNO 1989).

ESSA E' UTILE, NEL NOSTRO CASO, A TITOLO ESEMPLIFICATIVO, GIACCHE' DA' CONTO DELLE CARATTERISTICHE DEGLI ESPLOSIVI UTILIZZATI E DEGLI EFFETTI, DA UN PUNTO DI VISTA DELLA DIFFUSIONE DEI RESIDUI, DI ESPLOSIVI DI PROVENIENZA MILITARE.

ERA INFATTI STATO RECUPERATO, NEL CORSO DI QUEL PROCEDIMENTO, UN GROSSO QUANTITATIVO, DI RESIDUATI BELLICI, DA CUI SI SOSPETTAVA POTESSERO PROVENIRE GLI ESPLOSIVI UTILIZZATI DA GRUPPI NEOFASCISTI PER UNA SERIE DI GRAVISSIMI ATTENTATI.

SI PROCEDETTE QUINDI A UNA SERIE DI PROVE SPERIMENTALI, I CUI RISULTATI FURONO POI COMPARATI CON GLI ESITI DELLE PERIZIE DISPOSTE SUI REPERTI RACCOLTI IN OCCASIONE DI QUELLI ATTENTATI.

GIA' LE PROVE SPERIMENTALI SONO, A I NOSTRI FINI, DI RILEVANTE INTERESSE. IN TUTTI GLI ESPERIMENTI NEI QUALI E' STATO IMPIEGATO ESPLOSIVO MILITARE CONTENENTE I DUE COMPONENTI, SONO STATE TROVATE TRACCE DI TNT E DI T4 (FANNO NATURALMENTE ECCEZIONE I DUE ESPERIMENTI CON SOLO AMATOLO, CHE CONTIENE TNT MA NON T4) (SI VEDA LA SECONDA RELAZIONE PERITALE).

LE PROPORZIONI TRA I DUE ESPLOSIVI SONO GENERALMENTE A LARGO FAVORE PER IL TNT; SU QUALCHE REPERTO E' STATO TROVATO SOLO IL TNT. I QUANTITATIVI RILEVATI SONO IN GENERE CONSISTENTI (NELL'ORDINE DELLE DECINE DI µg) MA, SOPRATTUTTO NEL CASO DEL T4, POSSONO ESSERE ANCHE NELL'ORDINE DI µg. ALLE DETTE SOSTANZE SI AGGIUNGE IN QUALCHE PROVA TRACCIA ANCHE DI ALTRE COMPONENTI DEI DIVERSI ESPLOSIVI, MA NON SU TUTTI I REPERTI.

PUO' QUINDI AFFERMARSI, IN ACCORDO PERALTRO CON LE PERIZIE ESPLOSIVISTICHE DISPOSTE NEL PRESENTE PROCEDIMENTO, CHE DALLA DETONAZIONE DI ESPLOSIVI DI PROVENIENZA DA RECUPERO MILITARE DERIVANO TRACCE CHIMICHE NON DISSIMILI DA QUELLE RISCONTRATE SUI REPERTI PROVENIENTI DAL DC9 E CHE E' IRRILEVANTE L'ENTITA' DEI RESIDUI INDIVIDUATI (ESSENDO COMPATIBILE CON LA REPERTAZIONE DA ESPLOSIONE ANCHE L'INDIVIDUAZIONE DI QUANTITA' ASSAI PICCOLE DI RESIDUI DI ESPLOSIVO).

DALL'INDIVIDUAZIONE DI CONTESTUALE PRESENZA DI TNT E T4 NON DISCENDE QUINDI NECESSARIAMENTE L'UTILIZZO DI UN ORDIGNO MILITARE.

LA PERIZIA, POI, CONSENTE DI AFFERMARE CHE IN DIVERSI ATTENTATI TERRORISTICI, ALCUNI DEI QUALI AVVENUTI NEL 1980, E IN EPISODI AD ESSI CONNESSI FU FATTO USO DI ESPLOSIVO DI DERIVAZIONE MILITARE, PROVENIENTE DAL RECUPERO DI ORDIGNI DISMESSI.

CERTAMENTE DI TAL GENERE FU L'ESPLOSIVO UTILIZZATO PER ATTENTARE ALLA VITA DELL'ON.LE TINA ANSELMI, L'08.03.80 (BLOCCO COMPATTO DI TNT, SICURAMENTE PROVENIENTE DALLO SCONFEZIONAMENTO DI UN ORDIGNO BELLICO); TNT - T4 (95 E 5% RISPETTIVAMENTE, NEI RESIDUI DELL'ESPLOSIONE) FU UTILIZZATO PER L'ATTENTATO IN DANNO DEL PERIODICO "IL BORGHESE" IL 30.01.75 E PROBABILMENTE ANCHE IN QUELLO CONTRO WILLY DE LUCA, IL 18 GENNAIO DELLO STESSO ANNO (I RESIDUI PERO' CONSENTONO LA RILEVAZIONE DEL SOLO T4, MENTRE SI IPOTIZZA CHE IL TNT NON SIA STATO OSSERVATO PER LA QUANTITA' E VETUSTA' DEI REPERTI). TRITOLITE (TNT E T4) APPARE ESSERE STATA UTILIZZATA IN ATTENTATI ALLE LINEE FERROVIARIE.

 

III.3. IL COLLEGAMENTO OBBIETTIVO CON LA STRAGE ALLA STAZIONE FERROVIARIA DI BOLOGNA, IL 02.08.80.

 

PARTICOLARE ATTENZIONE VA PRESTATA ALLA STRAGE DEL 02.08.80, PER I POSSIBILI COLLEGAMENTI CON LA PERDITA DEL DC9, DERIVANTI NON SOLO DA IPOTESI RICOSTRUTTIVE DEL CONTESTO INTERNAZIONALE, MA ANCHE DALLA VICENDA AFFATIGATO, SU CUI SI TORNERA' IN ALTRA PARTE DELLE REQUISITORIE. INOLTRE DA QUELLA STRAGE SI ORIGINARONO I FATTI CHE PORTARONO AL RINVENIMENTO SUL TRENO TARANTO - MILANO, IL 13.01.81, DI UN QUANTITATIVO DI ESPLOSIVO E POI ALLA CONDANNA PER TALE FATTO DI ALTI UFFICIALI DEL SERVIZIO DI INFORMAZIONI MILITARE (SISMI).

VA SUBITO DETTO CHE L'INSERIMENTO DI COSI' GRAVI FATTI DI DEPISTAGGIO, GIA' OGGETTO DI ACCERTAMENTO PENALE, HA FATTO FORMULARE IPOTESI DI UN UTILIZZO STRUMENTALE DELL'ATTENTATO DEL 2 AGOSTO. TALI IPOTESI, TUTTAVIA, NON AIUTANO SUL PIANO LOGICO A RISPONDERE AL QUESITO FONDAMENTALE, CIRCA LE CAUSE DELLA CADUTA DEL DC9. RESTANO INFATTI POSSIBILI (TUTTE COERENTI SUL PIANO DELLA SOLO CONSEQUENZIALITA' LOGICA) LE DIVERSE COSTRUZIONI ALTERNATIVE CHE NEL TEMPO SONO STATE PROSPETTATE E CIOE' SIA CHE LA STRAGE DEL 2 AGOSTO SIA STATA PERPETRATA COME COPERTURA DI UN EVENTO VERIFICATOSI IL 27 GIUGNO, CHE QUELLA DEL TUTTO OPPOSTA CHE VUOLE INVECE LA STRAGE DI BOLOGNA COME REPLICA DI UN SEGNALE NON PERCEPITO (LA DISTRUZIONE DELL'AEREO ITAVIA).

DUNQUE, IL RILIEVO DELL'ESISTENZA DI ATTIVITA' DI DISINFORMAZIONE AD ALTISSIMO LIVELLO NON E' DI PER SE' SUFFICIENTE A FORNIRE ELEMENTI DISCRIMINATORI CIRCA CAUSE E RESPONSABILITA' DELLA DISTRUZIONE DEL DC9. ANCORA UNA VOLTA, OCCORRERA' RICERCARE SOLIDI ELEMENTI DI PROVA, CHE CONSENTANO DI RICOSTRUIRE LA CATENA CAUSALE.

NELL'ATTENTATO ALLA STAZIONE DI BOLOGNA FU UTILIZZATO ESPLOSIVO CONTENENTE, O NELLA COMPOSIZIONE DELLA CARICA O NEGLI INNESCHI, SICURAMENTE ANCHE TNT E T4, TRACCE DEI QUALI FURONO RINVENUTE SU DIVERSI REPERTI, INSIEME A RESIDUI DI ALTRE SOSTANZE UTILIZZATE NEL CONFEZIONAMENTO DI ESPLOSIVI (NITROGLICERINA E NITROGLICOL E LORO COMPONENTI; BARIO).

SU QUESTO ACCERTAMENTO SI INSERISCE LA VICENDA DEL RINVENIMENTO NEGLI ARCHIVI DEL CENTRO SISMI DI FIRENZE DI DOCUMENTI ATTINENTI AI RAPPORTI TRA IL PERITO SPAMPINATO E IL CAPO CENTRO DELL'EPOCA DEI FATTI, COL. FEDERIGO MANNUCCI BENINCASA. TALI ASPETTI COSTITUISCONO OGGETTO DI ALTRI PROCEDIMENTI PENALI, PENDENTI DAVANTI ALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA DI BOLOGNA. QUI RILEVANO SOLO PER LE NECESSARIE VALUTAZIONI DELLA CONDOTTA DEL MANNUCCI E, PIU' SPECIFICAMENTE SUL PIANO TECNICO, PER VALUTARE APPIENO L'ATTENDIBILITA' DEGLI ACCERTAMENTI PERITALI ALL'EPOCA CONDOTTI.

LA PERIZIA COMPARATIVA HA INFATTI SOTTOPOSTO A CRITICA LE CONCLUSIONI DEGLI ACCERTAMENTI TECNICI SUDDETTI E IPOTIZZATO CHE LA CARICA ESPLOSA IL 2 AGOSTO FOSSE COMPOSTA IN REALTA' ANCHE DA ESPLOSIVO DEL TIPO CONDENSATO DELLA SPECIE TRITOLITE E (FORSE) AMATOLO, UNITAMENTE AD ESPLOSIVO A BASE DI NITROGLICERINA CONTENENTE BARIO.

AI NOSTRI FINI RILEVA COMUNQUE CHE E' INDUBBIO SIA IL RINVENIMENTO DI TRACCE DI TNT E T4, SIA LA POSSIBILE PROVENIENZA MILITARE DELL'ESPLOSIVO.

TRITOLITE (COMPOSIZIONE TIPO B - COMPOUND B) COMPOSTA DA TNT PER IL 60% E DA T4 PER IL 40% E' POI L'ESPLOSIVO SEQUESTRATO SUL TRENO TARANTO - MILANO IL 13.01.81; SUL SIGNIFICATO DI TALE RINVENIMENTO SI TORNERA' IN SEGUITO; QUI, PER GLI ASPETTI TECNICI, BASTI RILEVARE COME ESSO CORRISPONDA AL TIPO DI ESPLOSIVO UTILIZZATO PER LA STRAGE DEL 2 AGOSTO E CHE ESSO - DI DERIVAZIONE CERTAMENTE MILITARE - CONTIENE ENTRAMBE I COMPONENTI RILEVATI NELLE INDAGINI SUI REPERTI DEL DC9.

IN CONCLUSIONE, LE TRACCE DI ESPLOSIVO RINVENUTE SU REPERTI DEL DC9 SONO DEL MEDESIMO TIPO DELL'ESPLOSIVO RINVENUTO - COME COMPONENTE INSIEME AD ALTRE SOSTANZE - NEI REPERTI DELLA STRAGE DEL 02.08.80. I QUANTITATIVI RINVENUTI NEL PRIMO CASO SONO MOLTO LIMITATI E NON PUO' ESCLUDERSI CHE ALTRE COMPONENTI, SE PRESENTI, POSSANO ESSER SFUGGITE ALLA RICERCA, IN CONSIDERAZIONE DEGLI EFFETTI DELL'ACQUA E DEL TEMPO TRASCORSO PER LE DIVERSE ANALISI.

NATURALMENTE QUESTA CONCLUSIONE NON CONSENTE DI AFFERMARE O DI ESCLUDERE, COME PASSO SUCCESSIVO, L'IDENTITA' TRA I DUE ESPLOSIVI.

 

III.4. ELEMENTI DI COLLEGAMENTO DESUMIBILI DA ATTIVITA' DI DISINFORMAZIONE. LA VICENDA AFFATIGATO.

 

QUINDI, NON SOLO DALLE CARATTERISTICHE DELL'ESPLOSIVO RITROVATE SUL DC9 NON POSSONO TRARSI CONCLUSIONI NEGATIVE CIRCA LA POSSIBILITA' CHE A DISTRUGGERE L'AEREO SIA STATO UN ORDIGNO COLLOCATO AL SUO INTERNO. ESSE COSTITUISCONO INVECE UN ELEMENTO DI OGGETTIVO COLLEGAMENTO TRA QUESTO EVENTO E LA STRAGE DEL 02.08.80.

QUESTA IPOTESI DI COLLEGAMENTO E' STATA ACCURATAMENTE ESPLORATA, ANCHE ATTRAVERSO INDAGINI COLLEGATE CON L'AUTORITA' GIUDIZIARIA COMPETENTE A TRATTARE QUEL DELITTO.

GLI ELEMENTI IN QUALCHE MANIERA OGGETTIVI - DIVERSI, CIOE', DA QUELLI DI CONTESTO GIA' IN PARTE ESAMINATI E SU CUI SI TORNERA' PIU' APPROFONDITAMENTE - CHE COLLEGANO LA STRAGE DEL 02.08.80 CON LA CADUTA DEL DC9 ITAVIA SONO DUNQUE COSTITUITI DALLA PARZIALE CORRISPONDENZA DELL'ESPLOSIVO UTILIZZATO E DALLE FALSE INDICAZIONI DEL COINVOLGIMENTO DI MARCO AFFATIGATO IN ENTRAMBE GLI EPISODI.

QUESTO SECONDO ASPETTO CI INTRODUCE PERO' IN UNA ASSAI PIU' VASTA CORRELAZIONE, CHE NULLA HA PIU' DI OBBIETTIVO E CHE E' DOVUTA ALLE GRAVISSIME ATTIVITA' DI INQUINAMENTO DELLE INDAGINI, OPERATE DA SETTORI DEL SERVIZIO PER LE INFORMAZIONI MILITARI.

SU TALE INQUINAMENTO SI E' SVOLTA UNA COMPLESSA E ASSAI DIFFICILE ISTRUTTORIA, IN COLLEGAMENTO CON LE ALTRE AUTORITA' GIUDIZIARIE INTERESSATE (PRINCIPALMENTE BOLOGNA E FIRENZE).

GLI ELEMENTI DI PROVA RACCOLTI - E IMMEDIATAMENTE COMUNICATI ALLE AUTORITA' COMPETENTI - HANNO GIA' DATO LUOGO A PROCEDIMENTI PENALI, PENDENTI A FIRENZE E A BOLOGNA.

NON SI TRATTERA' DIFFUSAMENTE DI TALI ASPETTI, PER I QUALI SI RINVIA ALLE REQUISITORIE DEL PUBBLICO MINISTERO E ALLA ORDINANZA DI RINVIO A GIUDIZIO DELL'AUTORITA' GIUDIZIARIA DI BOLOGNA. QUI E' PERO' NECESSARIO SOTTOLINEARE L'UTILIZZO DI INFORMAZIONI CONCERNENTI LA DISTRUZIONE DEL DC9 PER AVVALORARE L'OPERA DI SISTEMATICA DISINFORMAZIONE, CHE AVEVA COME OBBIETTIVO PRINCIPALE LA STRAGE DELLA STAZIONE DI BOLOGNA.

L'IPOTESI CHE LA DISTRUZIONE DEL DC9 POTESSE ESSER STATA CAUSATA DA UN ORDIGNO POSTO AL SUO INTERNO FU OGGETTO DI APPROFONDITE INVESTIGAZIONI ANCHE NELL'AMBITO DEL PROCEDIMENTO PER LA STRAGE DEL 02.08.80.

UN COLLEGAMENTO TRA I DUE FATTI SI IMPOSE SUBITO, INDIPENDENTEMENTE DA QUALUNQUE RICOSTRUZIONE DI CONTESTO, A PARTIRE DAGLI ANONIMI CHE IN ENTRAMBE LE STRAGI RECAVANO IL NOME DI MARCO AFFATIGATO (COSI' E' DESCRITTA LA FIGURA DI MARCO AFFATIGATO NELLA SENTENZA ORDINANZA DEL GIUDICE ISTRUTTORE DI BOLOGNA IN DATA 03.08.94:

"MILITANTE TOSCANO DI ORDINE NUOVO, LEGATO A TUTI E FRANCI, AUTORE CONFESSO DI ATTENTATI DIMOSTRATIVI, GIA' COLPITO DA PROVVEDIMENTI DI CATTURA, SI ERA RIFUGIATO ESTERO UTILIZZANDO UNA CARTA DI IDENTITA' DATAGLI DA GIUSEPPE PUGLIESE, CON APPOSTE LE GENERALITA' DI MARIO RICCI, NOTO ESPONENTE DI AVANGUARDIA NAZIONALE.

SUCCESSIVAMENTE INQUISITO NEL PROCESSO PER GLI ATTENTATI TOSCANI, AVEVA RESO DICHIARAZIONI CONFESSORIE, COME PURE AVEVA ASSUNTO UN ATTEGGIAMENTO ALMENO APPARENTEMENTE COLLABORATIVO NEL CORSO DI ALCUNE ISTRUTTORIE BOLOGNESI, TRA LE QUALI QUELLA CHE SI CONCLUDE CON QUESTO PROVVEDIMENTO E QUELLA AFFERENTE QUESTI, MILITANTE TOSCANO DI ORDINE NUOVO, LEGATO A TUTI E FRANCI, AUTORE CONFESSO DI ATTENTATI DIMOSTRATIVI, GIA' COLPITO DA PROVVEDIMENTI DI CATTURA, SI ERA RIFUGIATO ALL'ESTERO UTILIZZANDO UNA CARTA DI IDENTITA', DATAGLI DA GIUSEPPE PUGLIESE, CON APPOSTE LE GENERALITA' DI MARIO RICCI, NOTO ESPONENTE DI

AVANGUARDIA NAZIONALE.

SUCCESSIVAMENTE INQUISITO NEL PROCESSO PER GLI ATTENTATI TOSCANI, AVEVA RESO DICHIARAZIONI CONFESSORIE, COME PURE AVEVA ASSUNTO UN ATTEGGIAMENTO ALMENO APPARENTEMENTE COLLABORATIVO NEL CORSO DI ALCUNE ISTRUTTORIE BOLOGNESI, FRA LE QUALI QUELLA CHE SI CONCLUDE CON QUESTO PROVVEDIMENTO E QUELLA AFFERENTE AL GRUPPO ORDINOVISTA FACENTE CAPO A SPIAZZI, SOFFIATI, DIGIGLIO E MAGGI, ISTRUTTORIA NATA A BOLOGNA E QUINDI TRASFERITA PER COMPETENZA AL G.I. DI VENEZIA.

QUEST'ULTIMA - GRAZIE ANCHE ALL'AFFATIGATO - AVEVA MESSO IN EVIDENZA ALCUNI FATTI DI ESTREMO INTERESSE PER LE INDAGINI RELATIVE ALLE STRAGI, CIOE' IN PRIMO LUOGO L'ESISTENZA DI UN GRUPPO ORDINOVISTA FACENTE CAPO AL TIRO A SEGNO DI VENEZIA (DEL QUALE ERA SEGRETARIO CARLO DIGIGLIO) ED ALLA TRATTORIA DI COLOGNOLA AI COLLI DI MARCELLO SOFFIATI.

TALE GRUPPO AVEVA AMBIGUI COLLEGAMENTI CON LA BANDA CAVALLINI E COI N.A.R. ED ERA CUSTODE DI ARMI, ESPLOSIVI E DOCUMENTI.

ERA INOLTRE COLLEGATO CON I MILANESI CINZIA DI LORENZO E GIANCARLO ROGNONI, CHE - DETENUTO PER L'ATTENTATO AL TORINO-ROMA DEL 1974 - SI OCCUPAVA FRA L'ALTRO DI QUESTIONI EDITORIALI, MIRANDO AL RILANCIO DI UNA VECCHIA PUBBLICAZIONE DI DESTRA "LA SENTINELLA D'ITALIA", DI GERIN, DI MONFALCONE, ANCH'EGLI IN RAPPORTI COL GRUPPO VENETO DI CUI SI DISCUTE.

AMOS SPIAZZI, INOLTRE, AL TEMPO DEI FATTI CHE QUI INTERESSANO, ERA IN RAPPORTI CON GIULIA RACANIELLO, INTIMA AMICA DEI LEDA MINETTI, COMPAGNA E POI MOGLIE DI STEFANO DELLE CHIAIE. INOLTRE ERA UN INFORMATORE DEL S.I.S.D.E.

MARCELLO SOFFIATI, INVECE, ERA UN AGENTE DELLA C.I.A., COME PURE CARLO DIGILIO, CIRCOSTANZA QUEST'ULTIMA AMMESSA DALL'INTERESSATO SOLO IN EPOCA RECENTISSIMA (V. P.V. DIGILIO, 07.06.94).

MARCO AFFATIGATO, IN DETTO CONTESTO, ERA LEGATO A MARCELLO SOFFIATI, CHE CONOSCEVA GIA' DAL 1976.

TRASFERITOSI IN FRANCIA ERA IN RAPPORTI CON IL SERVIZIO SEGRETO DI QUELLO STATO E CON LA C.I.A. ED AVEVA RICEVUTO DA MARCELLO SOFFIATI VARI INCARICHI DI PARTICOLARE DELICATEZZA FRA I QUALI - ASSERITAMENTE - QUELLO DI UCCIDERE STEFANO DELLE CHIAIE DURANTE UN SUO SOGGIORNO A PARIGI.

IN PARTICOLARE, FRA L'ALTRO, IL SOFFIATI - A NOME DI SPIAZZI - GLI AVEVA CHIESTO, DI REDIGERE IL TESTO DI UN DOCUMENTO PREFIGURANTE UNA SITUAZIONE IMMEDIATAMENTE POST-GOLPISTA, IL C.D. DOCUMENTO "MOVIMENTO FORZE ARMATE", SEQUESTRATO ALL'AFFATIGATO AL MOMENTO DEL SUO ARRESTO A NIZZA IL 06.08.80. COME GIA' ACCENNATO, SOFFIATI, INOLTRE AVREBBE RICHIESTO ALL'AFFATIGATO DI ATTIVARSI PER UCCIDERE STEFANO DELLE CHIAIE ED INFINE GLI AVREBBE PROCURATO UN CONTATTO CON LA C.I.A. PER IL COMPIMENTO DI UN, OPERAZIONE CONTRO UN GRUPPO TERRORISTICO IRANIANO.

MARCO AFFATIGATO AL TEMPO DI QUESTI FATTI SI TROVAVA A NIZZA, OVE VIVEVA SOTTO IL FALSO NOME DI AGLI LEONARDO E POCO PRIMA, NELL'APRILE DEL 1980, ERA STATO FERMATO A MONTECARLO E LA SUA AGENDA ERA STATA FOTOCOPIATA E INOLTRATA A S.I.S.D.E. COME SI E' GIA' NOTATO DA DETTA AGENDA SONO TRATTI ALCUNI NOMI DI STRANIERI UTILIZZATI DAL S.I.S.M.I. PER COSTRUIRE UN FRAMMENTO DELLA C.D. PISTA INTERNAZIONALE").

AD ESSI SI AGGIUNSE LA TELEFONATA ANONIMA, PALESEMENTE INATTENDIBILE, RICEVUTA L'08.08.80 DAL RESTO DEL CARLINO DI BOLOGNA DEL SEGUENTE TENORE: "QUI SQUADRA DI AZIONE MUSSOLINI. RIVENDICHIAMO ATTENTATO STAZIONE DI BOLOGNA E AEREO PARTITO DA BOLOGNA DELL'ITAVIA PER PALERMO, TANTI MESI FA. E' STATO UN ATTENTATO, SIAMO COPERTI DALLA D.C. E DAL SERVIZIO SEGRETO ITALIANO, I COMUNISTI NON PASSERANNO, COLPIREMO ANCORA".

SI IMPOSE, DUNQUE, UN ACCURATO LAVORO INVESTIGATIVO CHE POTESSE CONTRIBUIRE A CHIARIRE QUALE FOSSE LA RAGIONE DELL'IMMEDIATA INDICAZIONE DEL NOME DI AFFATIGATO E CIOE' SE ESSA NASCONDESSE LA VOLONTA' DI INDIRIZZARE O SVIARE LE INVESTIGAZIONI (COSA CHE DOVREBBE PRESUPPORRE LA CONOSCENZA O ALMENO IL SOSPETTO DELLE REALI CAUSE DEL DISASTRO) OPPURE SE RISPONDESSE A LOGICHE DEL TUTTO DIVERSE, ESTRANEE AI DUE EPISODI, CHE VENIVANO DI CONSEGUENZA UTILIZZATI IN MANIERA STRUMENTALE E OCCASIONALE.

IN ASSENZA DI UNA PRECISA RICOSTRUZIONE DELLE CAUSE DEL DISASTRO, DUNQUE, L'INDAGINE SULLA "PISTA AFFATIGATO" E SU TUTTO QUANTO A ESSA COLLEGATO AVEVA IL DUPLICE E CONTEMPORANEO FINE DI RACCOGLIERE ELEMENTI CHE POTESSERO CONTRIBUIRE INDIRETTAMENTE A FAR LUCE SUL FATTO E DI ACCERTARE TUTTI QUEGLI ELEMENTI DI CONTESTO CHE, UNA VOLTA ACCERTATE LE CAUSE, AVREBBERO POTUTO INDIRIZZARE ANCHE VERSO I RESPONSABILI.

A PARTIRE DAL 1990, ANCHE A SEGUITO DELLE CONCLUSIONI NON UNIVOCHE DELLA PERIZIA BLASI, IL LAVORO DI INDAGINE IN QUESTA DIREZIONE SI E' SVOLTO CON MOLTA ACCURATEZZA, ANCHE IN COLLABORAZIONE CON LE AUTORITA' GIUDIZIARIE DI FIRENZE E BOLOGNA. UNA PARTE DI QUESTI RISULTATI E' GIA' SFOCIATA IN DIBATTIMENTI PUBBLICI, IN ENTRAMBE LE CITTA', E QUI SE NE DARA' CONTO SOLO NEI LIMITI DI STRETTA RILEVANZA PER I FATTI OGGETTO DI QUESTO PROCEDIMENTO.

LA VICENDA AFFATIGATO SI LEGA INDISSOLUBILMENTE CON ALTRE, MOLTO COMPLESSE E ASSAI TORBIDE, CHE HANNO RESO DAVVERO ARDUO DISCRIMINARE IL VERO DAL FALSO, PERSINO IN ASPETTI APPARENTEMENTE MENO RILEVANTI. CERTAMENTE SI E' GIUOCATA UNA PARTITA I CUI PROTAGONISTI E LE CUI POSTE SONO STATE SOLO IN PARTE DISVELATE. ANCHE DI QUESTI ASPETTI SI DARA' CONTO SOLO NEI LIMITI DI DIRETTA PERTINENZA, SEGNALANDO CHE ANCH'ESSI SONO STATI OGGETTO DI PROCEDIMENTI PENALI DAVANTI AD ALTRE AUTORITA' GIUDIZIARIE.

IL 28.06.80, ALLE 14,10, GIUNGEVA ALLA REDAZIONE ROMANA DEL CORRIERE DELLA SERA UNA TELEFONATA ANONIMA, DEL SEGUENTE TENORE:

"HA UNA PENNA A PORTATA DI MANO? SCRIVA: QUI I NAR INFORMIAMO CHE NELL'AEREO CADUTO SULLA ROTTA BOLOGNA - PALERMO SI TROVAVA UN NOSTRO CAMERATA MARCO AFFATIGATO. ERA SOTTO FALSO NOME. DOVEVA COMPIERE UN'AZIONE A PALERMO. PER RICONOSCERLO AVEVA AL POLSO UN BAUME - MERCIER. INTERROMPIAMO LA COMUNICAZIONE. GRAZIE".

SI NOTI L'INDICAZIONE DELL'OROLOGIO BAUME & MERCIER CHE SAREBBE STATO PORTATO DALL'AFFATIGATO.

GIA' NELL'IMMEDIATEZZA SI POTEVA ESCLUDERE CHE EFFETTIVAMENTE TRA LE VITTIME DEL DISASTRO POTESSE ESSERVI L'AFFATIGATO, ANCHE PERCHE' LA MADRE COMUNICAVA CHE IL FIGLIO ERA VIVO E VEGETO.

LA TRATTAZIONE DEL CASO AFFATIGATO DA PARTE DEI SERVIZI DI INFORMAZIONE HA ASPETTI CHE DEFINIRE SINGOLARI E' DIR POCO.

LA NOTIZIA DELLA MORTE DI AFFATIGATO E' SMENTITA IL 29 GIUGNO. IL 02.08.80 AVVIENE LA STRAGE NELLA STAZIONE DI BOLOGNA. NEI GIORNI IMMEDIATAMENTE SUCCESSIVI AFFATIGATO VIENE RICONOSCIUTO DA UN SOTTUFFICIALE DI PS NELL'IDENTIKIT FORMATO SULLA BASE DI UNA TESTIMONIANZA; IL 7 AGOSTO, IN UN VOLANTINO FATTO RINVENIRE IN VENEZIA SI FORNISCONO ELEMENTI A CARICO DI AFFATIGATO, ALCUNI DEI QUALI PRESUPPONGONO NECESSARIAMENTE LA CONOSCENZA DI FATTI CONCERNENTI LA LATITANZA DELL'ESTREMISTA IN FRANCIA:

"IN RELAZIONE ALLA RECENTE CAMPAGNA DI STAMPA PARALLELA ALLE STRAGI DI STATO, I NAR RITENGONO DOVER PRECISARE CHE:

MARCO AFFATIGATO, NOTO DELATORE, E' GIA' STATO CONDANNATO A MORTE DALLA GIUSTIZIA NAZIONAL - RIVOLUZIONARIA (COME BEN SANNO I MERCENARI DELLA POLIZIA DI STATO CHE LO SORVEGLIANO DA TEMPO PER PROTEGGERLO E PER POTERE ARRESTARE GLI

ESECUTORI DELLA SUDDETTA CONDANNA) MARCO AFFATIGATO ERA GIA' STATO INDIVIDUATO DA UN NOSTRO COMMANDO IN RUE SYMAINE 25 NICE (NIZZA) DOVE NASCONDEVA LA SUA VERA IDENTITA' USANDO IL NOME DELL'AFFITTUARIO PRECEDENTE LEONARDO AGLI. CON QUESTO NOME SI PRESENTAVA AI CAMERATI ITALIANI PER CONTINUARE LA SUA OPERA DI DELAZIONE *... ONORE AI CAMERATI CADUTI COMBATTENDO. NUCLEO FRANCO ANSELMI - NUCLEO IVANO BOCCACCIO".

SE DUNQUE IL 28 GIUGNO, DOPO LE SMENTITE, LEGITTIMAMENTE POTEVA NON ESSER DATO PESO ALLA TELEFONATA ANONIMA, CIO' CERTAMENTE NON POTEVA AVVENIRE DOPO IL 2 AGOSTO. NON SOLO PERCHE' ERA NECESSARIO VERIFICARE LA FONDATEZZA DELLA NOTIZIA SUL COINVOLGIMENTO DI AFFATIGATO IN UNO O NELL'ALTRO DEI DUE DELITTI, MA QUANTO MENO PER VERIFICARE SE ALTRI INTENDESSERO COINVOLGERVELO E A QUALI FINI. TALE ATTIVITA' SAREBBE STATA DI STRETTA COMPETENZA SIA DEL SERVIZIO MILITARE (PER LA PARTE CONCERNENTE USTICA) CHE DI QUELLO CIVILE.

CON QUALCHE RAPIDO ACCERTAMENTO SI SAREBBE POTUTO VERIFICARE CHE AFFATIGATO ERA IN CONTATTO SIA CON IL SISDE, PER IL TRAMITE DI MARCELLO SOFFIATI, CHE CON SERVIZI FRANCESI; CHE ALCUNE DELLE NOTIZIE FORNITE ERANO CORRISPONDENTI A PARTICOLARI VERI (OROLOGIO; DOMICILIO IN FRANCIA; GENERALITA' UTILIZZATE IN QUELLA NAZIONE).

VI SAREBBE QUINDI STATO AMPIO SPAZIO PER LE ATTIVITA' DEFINITE DI "INTELLIGENCE" E CHE IN QUESTA MATERIA I SERVIZI DELL'EPOCA INTERPRETAVANO - ALMENO SECONDO LA DOCUMENTAZIONE ESIBITA - COME RASSEGNA STAMPA (E PER DI PIU' TARDIVA).

BASTI PENSARE, A TALE ULTIMO PROPOSITO, CHE ANCORA IL 05.09.86 IN UNA RELAZIONE PREDISPOSTA PER LA 1^ DIVISIONE DEL SISMI DALLA 3^ DIVISIONE, LA NOTIZIA CONCERNENTE AFFATIGATO E' RIPORTATA COME DATA DALL'AVANTI IL 28.08.86! SULLA BASE DEI DOCUMENTI TRASMESSI DAL SISMI NEL 1988 AL MINISTERO DELLA DIFESA, QUESTA SEMBREREBBE ESSERE LA SOLA INFORMAZIONE SU AFFATIGATO, PERALTRO NEMMENO NOMINATO.

CON FORMULA DI RITO, PERALTRO, SI AFFERMA CHE LA NOTIZIA NON HA TROVATO RISCONTRO, IN QUANTO "IN PROPOSITO NULLA RISULTA DAGLI ATTI DI QUESTA DIVISIONE IN MERITO AI CONTROLLI EFFETTUATI SULLA LISTA PASSEGGERI". GIA' IL METODO APPARE TALMENTE INGENUO DA FAR SORGERE IL DUBBIO DELLA CONSAPEVOLEZZA. SEMBRA INFATTI IGNOTA AL SERVIZIO LA POSSIBILITA' DI USO DA PARTE DI UN LATITANTE DI FALSE GENERALITA' E CIO' NONOSTANTE CHE PERSINO L'ANONIMO AFFERMASSE CHE AFFATIGATO VIAGGIAVA SOTTO FALSO NOME. LA VICENDA RICORDA GLI ACCERTAMENTI EFFETTUATI DAL CENTRO SISMI DI MILANO PER INDIVIDUARE UNA BASE OCCULTA DI UN SERVIZIO FRANCESE, INDICATA DA SINIGAGLIA: GLI ACCERTAMENTI SONO NEGATIVI PERCHE' SUL CITOFONO DEL PALAZZO NON VI SONO NOMI DI INQUILINI FRANCESI!

MA IN REALTA', ANCHE L'INGENUO CONTROLLO DELLA LISTA, SE FOSSE EFFETTIVAMENTE STATO FATTO, AVREBBE DOVUTO QUANTO MENO PORTARE A RILEVARE CHE NELLA LISTA PASSEGGERI VI ERA REALMENTE UN NOMINATIVO CHE RIPORTA A MARCO AFFATIGATO E CIOE' QUELLO DI MAZZEL RITA, CONIUGATA JANSER. QUEST'ULTIMO NOME COMPARE NEL VERBALE DI SEQUESTRO IN DATA 06.08.80, TRA GLI APPUNTI NON INOLTRATI DALLE AUTORITA' FRANCESI PERCHE' D'INTERESSE PER LA (LORO) SICUREZZA NAZIONALE, MA COMUNQUE IN PARTE PERVENUTI IN VIA INFORMALE AI NOSTRI SERVIZI.

LE INDAGINI ESPLETATE CONSENTONO ORA DI ESCLUDERE QUALUNQUE COLLEGAMENTO TRA I SOGGETTI SOPRA CITATI. JANSEN WALTER (COSI' E' STATO IDENTIFICATO COLUI CUI CORRISPONDE L'ANNOTAZIONE NELL'APPUNTO DI AFFATIGATO) E' ALIAS UTILIZZATO DA ALBRECHT UDO ERNST, ESPONENTE DEL GRUPPO NEONAZISTA TEDESCO HOFFMANN. AFFATIGATO HA DETTO DI NON RICORDARE A CHI SI RIFERISSE L'APPUNTO.

STA DI FATTO, PERO', CHE LA PARZIALE CORRISPONDENZA DEL COGNOME (JANSEN - JENSEN), RILEVATA SUL MANOSCRITTO (E QUINDI CON POSSIBILI ERRORI DI LETTURA) E PER DI PIU' CON LE INIZIALI APPUNTATE M.R., CORRISPONDENTI A MAZZEL RITA, DECEDUTA NEL DISASTRO DI USTICA, AVREBBERO DOVUTO ATTIRARE L'ATTENZIONE DEL SERVIZIO.

PERALTRO, CHE INVECE IL SERVIZIO AVESSE IMMEDIATAMENTE PERCEPITO IL CARATTERE INQUINANTE DEL RIFERIMENTO AD AFFATIGATO, ANCOR PRIMA DEL 02.08.80, RISULTA DOCUMENTALMENTE DALL'APPUNTO DATATO 02.07.80 (E NON TRASMESSO ALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA CON GLI ATTI INVIATI IL 09.12.88, MA SOLO A SEGUITO DI ULTERIORI RICHIESTE IL 02.11.89) NEL QUALE ESPRESSAMENTE SI DEFINISCE LA TELEFONATA UN DEPISTAGGIO E LA SI ATTRIBUISCE AD AMBIENTI INTERESSATI NELLA GESTIONE DELLA COMPAGNIA ITAVIA. DUNQUE, AL DI LA' DELL'ATTRIBUZIONE AI SOGGETTI INDICATI NELLA NOTA DELL'ATTIVITA' DI INQUINAMENTO, NON DOVEVA PASSARE INOSSERVATO CHE POCO PIU' DI UN MESE DOPO IL NOME DI AFFATIGATO RITORNASSE A PROPOSITO DI UN NUOVO, GRAVISSIMO FATTO DI SANGUE.

MA LA SINGOLARE TRATTAZIONE DEL CASO AFFATIGATO DA PARTE DEL SERVIZIO MILITARE NON SI ESAURISCE QUI. A SEGUITO DI QUESTI PRIMI ACCERTAMENTI E DELLE INDAGINI CONDOTTE IN COLLABORAZIONE CON L'AUTORITA' GIUDIZIARIA DI BOLOGNA, SI OTTENNE L'ESIBIZIONE DEL MATERIALE DOCUMENTALE CUSTODITO NEL CENTRO CS DI FIRENZE.

QUESTO MATERIALE E' LARGAMENTE INCOMPLETO E INATTENDIBILE:

1. MANCANO IN GENERE MOLTI ATTI, CUI PURE SI FA RIFERIMENTO IN ALTRI DOCUMENTI. IN QUALCHE CASO ESSI SI TROVANO IN ALTRI FASCICOLI, SENZA CHE IN QUELLO PRINCIPALE VE NE SIA ALCUN RIFERIMENTO. AD ESEMPIO LA RISPOSTA A UNA RICHIESTA DI NOTIZIE SULL'ADDESTRAMENTO DI AFFATIGATO NELLA BASE DI CAMP DARBY NON E' IN ATTI, MENTRE L'ORIGINALE DELLA NOTA E' ARCHIVIATA IN ALTRA PRATICA, CHE PERO' NON ERA STATA INIZIALMENTE TRASMESSA.

2. MANCA QUALSIASI RIFERIMENTO ALLA TELEFONATA ANONIMA DEL 28.06.80, COSI' COME NON VI E' ALCUN ATTO TRA IL 04.11.77 E IL 06.08.80, AD ECCEZIONE (COME AL SOLITO, CONTINUA LA RASSEGNA STAMPA) DI UN ARTICOLO DI GIORNALE E DEL FOGLIO DI RICERCHE.

3. LA NOTA INVIATA IL 30.09.80 AL CENTRO CS DI BOLOGNA RELATIVA ALLA VICENDA DEL FOTO - FEET FA RIFERIMENTO A NUMEROSI ATTI E A PRECEDENTI TRASMISSIONI (TUTTI RELATIVI AD AFFATIGATO) CHE NON COMPAIONO NEL FASCICOLO.

PERALTRO IL FASCICOLO, AL MOMENTO DELLA PERQUISIZIONE, FU TROVATO NELLA CASSAFORTE DEL MANNUCCI.

LE GIUSTIFICAZIONI OFFERTE DA MANNUCCI NELL'INTERROGATORIO DEL 18.11.92 NON SONO APPAGANTI. IL FASCICOLO SAREBBE STATO MESSO NELLA SUA CASSAFORTE DA ALTRI E NON SU SUA DISPOSIZIONE. SE NEL FASCICOLO DI AFFATIGATO VI SONO ESSENZIALMENTE RITAGLI STAMPA "CIO' VUOL DIRE CHE NON C'ERA ALTRO". ALTRE INFORMAZIONI CHE MANCANO (TELEFONATA E APPUNTO DEL 28.08.81) POTREBBERO ESSER STATE POSTE IN ALTRI FASCICOLI.

DAVVERO SINGOLARE E' POI LA RISPOSTA ALLA DOMANDA SU COME MAI NON RISULTI ALCUNA "AZIONE" DEL CENTRO SU DI UN SOGGETTO QUALE AFFATIGATO, NON SOLO INDICATO COME TERRORISTA, MA PER DI PIU' CON LEGAMI CON L'ESTERO E CON APPARATI ITALIANI E STRANIERI (MANNUCCI HA NEGATO DI ESSER MAI STATO A CONOSCENZA SIA DEI CONTATTI STRANIERI CHE DI QUELLI CON APPARATI ITALIANI, MA A CONTESTAZIONE DEL PUBBLICO MINISTERO, HA RISPOSTO: "PRENDO ATTO CHE NEL RAPPORTO IN DATA 28.08.81 SI FA ESPRESSO RIFERIMENTO ALLA RACCOLTA DI INFORMAZIONI CIRCA I CONTATTI DI AFFATIGATO IN FRANCIA E CIRCA LA COLLABORAZIONE CON AUTORITA' ITALIANE. PRENDO ATTO CHE NEL FASCICOLO "AFFATIGATO" NON VI E' ALCUN APPUNTO CONCERNENTE LA RACCOLTA DI VOCI E INFORMAZIONI. CIO' NON MI STUPISCE PERCHE' NON VI E' ALCUNA REGOLA NELLA DOCUMENTAZIONE DELLA RACCOLTA DI TAL GENERE DI INFORMAZIONI: FINO A CHE NON ASSUMONO CONCRETEZZA POSSONO ESSER AFFIDATE ANCHE SOLO ALLA MEMORIA"). SECONDO MANNUCCI NON FU FATTA NESSUNA AZIONE PER NON INTERFERIRE CON LE INDAGINI DELLA MAGISTRATURA E VISTO CHE I FATTI NON ERANO DI COMPETENZA DEL CONTROSPIONAGGIO MILITARE E TANTO MENO DEL CENTRO DI FIRENZE. DETTO DA CHI AVEVA SVOLTO L'INTENSA ATTIVITA' CHE SI E' DETTO PER INDIRIZZARE LE INDAGINI SULLA STRAGE UTILIZZANDO OGNI STRUMENTO, DALLE TELEFONATE ANONIME AL GOVERNO DELLE NOTIZIE DI STAMPA, AL CONTATTO DIRETTO CON I PERITI, LA RISPOSTA HA IL SAPORE DELLA BEFFA.

PER CIO' CHE CONCERNE LA SCOPERTA OCCASIONALE DI UNA SEDE OCCULTA, NELLA

DISPONIBILITA' DEL CAPO CENTRO, UTILIZZATA PER ATTIVITA' COPERTE, MA MAI RIVELATA E NELLA QUALE ERANO NASCOSTE ARMI E MUNIZIONI, HA PROCEDUTO L'AUTORITA' GIUDIZIARIA TERRITORIALMENTE COMPETENTE E IL MANNUCCI E' STATO CONDANNATO IN PRIMO GRADO.

 

III.5. GLI ARCHIVI DEL SISDE: IL MEDESIMO VUOTO.

 

NON MINORI ANOMALIE PRESENTA LA GESTIONE DELLA VICENDA DA PARTE DEL SISDE.

PER LA VERITA', LA MODESTIA DELLA DOCUMENTAZIONE SPECIFICA SI INSERISCE IN UN PIU' VASTO E INCOMPRENSIBILE VUOTO. SI PENSI CHE NEGLI ATTI TRASMESSI DAL SISDE A SEGUITO DELL'ORDINE DI ESIBIZIONE IN DATA 11.11.89, DOPO DUE ATTI DEL 28 GIUGNO E DEL 29.06.80 SI SALTAVA IMPROVVISAMENTE AL 20.08.86, RISULTANDO DI CONSEGUENZA CHE PER TALE PERIODO DI TEMPO NULLA IL SISDE AVESSE PRODOTTO SU DI UN GRAVISSIMO EPISODIO, COINVOLGENTE CERTAMENTE LA SICUREZZA INTERNA E INTERNAZIONALE DELLO STATO, QUALUNQUE NE FOSSE STATA LA CAUSA.

DELLE COMPLESSE VICENDE CHE AVEVANO DETERMINATO CONFLITTI TRA LE FORZE POLITICHE, EFFETTI SULL'ASSETTO DEL CONTROLLO DEL TRAFFICO AEREO, INTERFERENZE DI STATI ESTERI, INFINITE POLEMICHE GIORNALISTICHE NULLA RISULTAVA ESSER TRAPELATO NELLE SEGRETE STANZE DEL NOSTRO SERVIZIO DI INFORMAZIONE.

CONTESTATA AL DIRETTORE DEL SERVIZIO LA IMPLAUSIBILITA' LOGICA DI TALE SITUAZIONE, VENIVANO TRASMESSI IL 04.10.90 NUMEROSI ALTRI DOCUMENTI CHE - SI LEGGE NELLA NOTA DI TRASMISSIONE - NON ERANO STATI IN PRECEDENZA INVIATI PERCHE' "AVENTI VALENZA INTERNA O INTERLOCUTORIA".

IN REALTA', ANCHE QUESTA NUOVA DOCUMENTAZIONE NON COPRIVA IL BUCO DI SEI ANNI IN PRECEDENZA RILEVATO. FINO ALL'AGOSTO 1986, INFATTI, VI SONO SOLO DUE DOCUMENTI, CHE PURE NON POSSONO CERTO DEFINIRSI A VALENZA INTERNA O INTERLOCUTORIA, O ALMENO NON PIU' DI QUANTO LO FOSSERO ALTRI IN PRECEDENZA TRASMESSI.

L'ELENCO DELLA DOCUMENTAZIONE IN POSSESSO DEL SERVIZIO CIVILE E' IMPRESSIONANTE, PER IL QUADRO DI DESOLANTE VUOTO CHE NE DERIVA. FINO AL 1988, SU 194 DOCUMENTI, BEN 168 SONO COSTITUITI DA RITAGLI DI STAMPA; DEI RIMANENTI 25 (UNO INFATTI E' MANCANTE, SI DICE PER ERRORE DI NUMERAZIONE) LA MAGGIOR PARTE SONO ATTI SENZA RILIEVO (SOLLECITI, ANCORA NOTIZIE DI STAMPA SINTETIZZATE, TRASMISSIONE DI DOCUMENTI) (SI VEDA L'ELENCO REDATTO DAL SISDE E CONSEGNATO IL 17.01.95 DAL MINISTRO MARONI).

UNO DEI DUE DOCUMENTI TRASMESSI NEL 1990 E' DATATO 30.06.80 E VI SI DA' NOTIZIA DELLA SMENTITA DELLA MADRE DI AFFATIGATO.

IL VUOTO, NEL CASO SPECIFICO DI AFFATIGATO, E' TANTO PIU' GRAVE OVE SI PENSI AL FATTO CHE IL SISDE AVEVA SVOLTO UNA CORPOSA ATTIVITA' INFORMATIVA SU AFFATIGATO PRIMA DEL 27.06.80 E CHE LO AVEVA ANCHE UTILIZZATO COME INFORMATORE, CEDENDOLO POI AL SERVIZIO STATUNITENSE.

IN TALE CONTESTO - ACCERTATO CON DIFFICOLTA', GIACCHE' NEPPURE DOPO IL SECONDO ORDINE DI ESIBIZIONE FU TRASMESSA L'INTERA DOCUMENTAZIONE, TANTO CHE SI E' DOVUTO RICHIEDERE SPECIFICAMENTE GLI ATTI NON INVIATI - APPARE INCOMPRENSIBILE COME NON RISULTI ALCUNA ATTIVITA' INFORMATIVA SULL'AGENDA E SUGLI APPUNTI SEQUESTRATI IN FRANCIA AD AFFATIGATO E ACQUISITI DAL SISDE IN VIA INFORMALE.

L'AGENDA NON FU TRASMESSA AGLI ORGANI DI POLIZIA E SI OMISE DI RIFERIRNE L'ESISTENZA SIA ALL'UCIGOS, SIA AL MINISTERO DELL'INTERNO, NELLA NOTA DEL 26.08.80 CON LA QUALE SI COMUNICAVANO GLI ESITI DELLE ATTIVITA' SULL'ARRESTO DEL SEI ANTECEDENTE, SIA INFINE ALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA, NELLA NOTA DEL 30.12.82.

PUR NON ESSENDOVI, POI, ATTI DI TRASMISSIONE AD ORGANI DELL'ARMA DEI CARABINIERI, IL COMANDO GENERALE RISULTEREBBE ESSER STATO INFORMATO (COSI' RISULTEREBBE DA UNA NOTA DEL 31.03.80).

PER CIO' CHE CONCERNE LE RICHIESTE DELL'AUTORITA' GIUDIZIARIA, SI SEGNALA CHE L'UFFICIO OAIO DEL COMANDO GENERALE DELL'ARMA DEI CARABINIERI CHIEDEVA AL SISDE, IL 26.01.93, INFORMAZIONI SULL'EVENTUALE COLLABORAZIONE CON IL SERVIZIO DI AFFATIGATO, PER RISPONDERE ALLA RICHIESTA IN TAL SENSO DEL TRIBUNALE DI MILANO.

IL SISDE, CHE PURE AVREBBE POTUTO TUTELARE EVENTUALI INTERESSI DELLO STATO ATTRAVERSO L'OPPOSIZIONE DEL SEGRETO, SECONDO L'ABITUALE METODO DI OPPOSIZIONE DI FATTO ATTRAVERSO L'OCCULTAMENTO - E GIA' SE NE SONO VISTI ALTRI ESEMPI NEL PRESENTE PROCEDIMENTO - IL 1?FEBBRAIO RISPONDE NEGATIVAMENTE: "QUESTO SERVIZIO NON HA MAI AVUTO RAPPORTI DI ALCUN GENERE CON IL NOTO MARCO AFFATIGATO NE' SI E' AVVALSO DELLA SUA COLLABORAZIONE IN EPOCA ANTERIORE AL 12.08.81 NE' IN TEMPI SUCCESSIVI".

L'ATTIVITA' ISTRUTTORIA COMPIUTA HA INVECE CONSENTITO DI ACCERTARE CHE - TRAMITE INTERMEDIARI (AFFATIGATO FORNIVA STABILMENTE NOTIZIE A MARCELLO SOFFIATI E A LUI SI RIVOLSE PER OFFRIRE LA PROPRIA COLLABORAZIONE IN TEMA DI ATTENTATI CONTRO OBBIETTIVI USA IN EUROPA; E' DUNQUE SOFFIATI L'"INFORMATORE OCCASIONE" CUI SI RIFERISCE LA NOTA DEL SISDE IN DATA ... IN REALTA', OLTRE A NON ESSERE UN CONTATTO OCCASIONALE, SOFFIATI TRAMUTAVA AL SISDE LE NOTIZIE RICEVUTE DALL'AFFATIGATO TRAMITE AMOS SPIAZZI, DEFINITO NEGLI ATTI "FONTE" DEL SERVIZIO. SECONDO AFFATIGATO, EGLI PASSAVA ABITUALMENTE DELLE 'NOTE INFORMATIVE' SU DIVERSI ARGOMENTI (TRA CUI LA LOCALIZZAZIONE DI ESULI ARGENTINI, I NOMINATIVI DI AGENTI DEL SERVIZIO ISRAELIANO DI CUI ERA VENUTO A CONOSCENZA, RAPPORTI CON MOVIMENTI DI ESTREMA DESTRA) A SOFFIATI, IL QUALE LI CONSEGNAVA A SUA VOLTA A SPIAZZI, AFFATIGATO ERA CONVINTO CHE QUEST'ULTIMO LAVORASSE PER IL SISMI. CONTATTO TRA SOFFIATI E IL SISDE PER LA "CESSIONE" ALLA CIA FU BENFARI, FUNZIONARIO DEL SERVIZIO, CHE INFATTI ERA ANCHE IL TRAMITE DEI CONTATTI CON AMOS SPIAZZI) - IL SISDE SI ERA MESSO IN CONTATTO CON AFFATIGATO, CHE IN SEGUITO ERA STATO "CEDUTO" AI CORRISPONDENTI SERVIZI STATUNITENSI (SI VEDA L'APPUNTO DEL SISDE PER IL MINISTRO DELL'INTERNO IN DATA 11.08.80 CHE, PUR NEGANDO QUALUNQUE COLLABORAZIONE, COMUNICA CHE "NELLA SECONDA DECADE DEL MESE DI MARZO SI REALIZZO' UN INCONTRO TRA ORGANO DIPENDENTE E UN INFORMATORE OCCASIONALE, IL QUALE ERA IN COLLEGAMENTO CON IL PREDETTO AFFATIGATO, ALL'EPOCA LATITANTE E RESIDENTE A NIZZA. NELLA CIRCOSTANZA L'ELEMENTO CONTATTATO RIFERI' CHE L'AFFATIGATO:

- SAREBBE STATO "AGGANCIATO" DAL VICE AMBASCIATORE IRANIANO A PARIGI, IL QUALE GLI AVREBBE PROPOSTO - PREVIO COMPENSO IN DENARO E CON LA POSSIBILITA' DI USUFRUIRE DI ASILO POLITICO IN IRAN - DI ATTUARE CON LA COLLABORAZIONE EVENTUALE DI ALTRI SUOI AMICI UNA SERIE DI ATTENTATI IN FRANCIA E IN EUROPA CONTRO OBBIETTIVI STATUNITENSI, IN ARMONIA CON LE DIRETTIVE 'ANTIMPERIALISTE' PROCLAMATE DA KHOMEINI;

- NUTRENDO SENTIMENTI DI SIMPATIA PER IL MONDO LIBERO OCCIDENTALE E IN PARTICOLARE PER GLI AMERICANI, SAREBBE STATO DISPOSTO: A) A FINGERE DI ACCETTARE LE PROPOSTE ALLO SCOPO DI ACQUISIRE NOTIZIE IN ORDINE AI PROGETTATI ATTENTATI, PER I QUALI EGLI STESSO SI SAREBBE DOVUTO ESPORRE IN QUALCHE MODO ONDE ACQUISTARE CREDIBILITA' E FIDUCIA; B) AD ORGANIZZARE E PORTARE A TERMINE PER LA CAUSA STATUNITENSE QUALSIASI OPERAZIONE SPECIALE, TALE DA COSTRINGERE L'AYATOLLAH KHOMEINI A RIVEDERE LA SUA POSIZIONE NEI CONFRONTI DEI CITTADINI AMERICANI TRATTENUTI IN OSTAGGIO; C) A COLLABORARE CON I SERVIZI DI SICUREZZA ITALIANI AI QUALI SEGNALARE IN TEMPO UTILE LE NOTIZIE DI INTERESSE.

LA QUESTIONE - CHE AVEVA CARATTERE TECNICO STRETTAMENTE RIFERIBILE SOLO AL SETTORE INFORMATIVO RIENTRANTE NELL'AMBITO DELLA COMPETENZA DEI DUE SERVIZI - FU PROSPETTATA DAL DIRETTORE DEL SISDE IN SEDE DI "RIUNIONE DEI DIRETTORI", PRESIEDUTA DALL'ON.LE MAZZOLA IL 26 MARZO DECORSO. IN TALE CIRCOSTANZA - IN CONSIDERAZIONE DELLA PERSONALITA' DEL SOGGETTO E DEL FATTO CHE LE NOTIZIE EVENTUALMENTE FORNITE SAREBBERO STATE UTILI SOLTANTO PER LA PREVENZIONE DI VENTILATI ATTENTATI CONTRO OBBIETTIVI AMERICANI ALL'ESTERO - VENNE DECISO DI NON ACCETTARE LA PROPOSTA DI COLLABORAZIONE DELL'AFFATIGATO E DI INVITARE IL SERVIZIO USA - QUALORA LO RITENESSE OPPORTUNO - A TENTARE UN CONTATTO CON IL SOGGETTO.

A QUANTO SI E' RISERVATAMENTE APPRESO L'INCONTRO VENNE REALIZZATO NELLA SECONDA

DECADE DEL MESE DI APRILE, SENZA PERO' OTTENERE RISULTATI TANGIBILI E SENZA ULTERIORI SEGUITI").

LA SINTESI DI QUESTA VICENDA ERA STATA PERSINO RIFERITA IN UNA "RIUNIONE DEI DIRETTORI", IL 26.03.80, COME DA VERBALE ACQUISITO A SEGUITO DI SPECIFICO ORDINE DI ESIBIZIONE (ANCORA IL 04.10.90 IL DIRETTORE DEL SERVIZIO, MALPICA, CONFERMAVA CHE "IL NOTO MARCO AFFATIGATO NON HA MAI AVUTO RAPPORTI DI ALCUN GENERE CON IL SERVIZIO", MA ALMENO ALLEGAVA "DOCUMENTAZIONE RELATIVA ALL'ASSERITA POSSIBILITA' DA PARTE DELLO STESSO AFFATIGATO DI FORNIRE NOTIZIE IN ORDINE AD ATTENTATI CONTRO OBBIETTIVI AMERICANI ALL'ESTERO").

PER ESEMPLIFICARE I VUOTI ESISTENTI NEGLI ARCHIVI DEL SERVIZIO CIVILE, BASTI LA SEGUENTE VICENDA:

L'08.02.93 IL GIUDICE ISTRUTTORE CHIEDEVA AL SISDE SE RISULTASSE CHE LA MADRE DI AFFATIGATO RICEVESSE DUE MILIONI DI LIRE AL MESE DA UNA DITTA TEDESCA.

L'11.02.93 IL SISDE RISPONDEVA DI NON AVER ALCUNA INFORMAZIONE IN PROPOSITO. SI ERA COSI' COSTRETTI A REPLICARE CHE L'ORIGINE DELLA RICHIESTA ERA PROPRIO IN UN ATTO DEL SISDE, VISTO CHE IN UN APPUNTO DEL CENTRO CS DI FIRENZE DEL SISMI, DATATO 26.08.80, SI TRASMETTEVA ALLA 1^ DIVISIONE DI QUEL SERVIZIO IL TESTO DI UN FONOGRAMMA DATATO 09.08.80 INVIATO DALLA DIREZIONE DEL SISDE AL CENTRO CS DEL SEGUENTE TENORE: "SECONDO FONTE OCCASIONALE ESTERA SEGUENTE EPISODIO POTREBBE AVERE ATTINENZA STRAGE BOLOGNA: MADRE NOTO AFFATIGATO MARCO RICEVEREBBE MENSILMENTE DA SOCIETA' TEDESCA A.G.G. SOMMA AGGIRANTESI SU DUE MILIONI DI LIRE PUNTO PREGASI AVVIARE URGENZA ACCERTAMENTI IDONEI ACQUISIRE OGNI UTILE ELEMENTO DI CONFERMA COMUNICANDO TEMPESTIVAMENTE OGNI NOTIZIA INTERESSE PUNTO".

DI NOTEVOLE RILIEVO E' POI CHE IN UN TELEX DEL CENTRO CS DI BOLOGNA DEL 06.08.80 SI FA RIFERIMENTO A DUE NOMINATIVI RILEVATI DALL'AGENDA DI AFFATIGATO IN OCCASIONE DELL'ARRESTO; NON VI E' PERO' INDICAZIONE NE' DI COME IL CENTRO SIA VENUTO IN POSSESSO DELL'INFORMAZIONE, NE' VI SONO ALTRI ATTI CHE POSSANO FAR VALUTARE LO SVILUPPO DELLA VICENDA. ESSO E' COMUNQUE UN ELEMENTO INDIZIANTE DELLA CIRCOLAZIONE DELL'INFORMAZIONE ANCHE ALL'INTERNO DEL SERVIZIO MILITARE. LA QUESTIONE E' DI RILIEVO SOPRATTUTTO PER COMPRENDERE L'ORIGINE DELLE INFORMAZIONI UTILIZZATE PER L'OPERAZIONE DI INQUINAMENTO PROCESSUALE DENOMINATA "TERRORE SUI TRENI" E CHE PORTERA' ALLA CONDANNA PER IL DELITTO DI TRASPORTO DI MATERIALE ESPLODENTE DI DUE ALTI UFFICIALI DEL SISMI.

CERTAMENTE, COME S'E' VISTO, IL SISMI FU INFORMATO DEI RAPPORTI TRA AFFATIGATO E SISDE NELLA RIUNIONE DEI DIRETTORI DEI SERVIZI DEL 26.03.80 (APPUNTO IN DATA 11.08.80).

DUNQUE, NESSUNO SVILUPPO APPARE ESSERVI STATO DELLE INFORMAZIONI ACQUISITE IN FRANCIA E POCHISSIMA DOCUMENTAZIONE AL RIGUARDO E' REPERITA NEGLI ARCHIVI DI TUTTI GLI APPARATI DI SICUREZZA.

ANCHE UN ULTERIORE ORDINE DI ESIBIZIONE AL SISDE IN DATA 21.04.92 HA DATO ESITO SOSTANZIALMENTE NEGATIVO, BENCHE' SIA INDUBITABILE CHE IL SERVIZIO DISPONESSE ALMENO DELL'AGENDA, RINVENUTA IN ESECUZIONE DI UN DECRETO DI ESIBIZIONE E SEQUESTRO IN DATA 25.06.91. BISOGNEREBBE CREDERE, CIOE', CHE IL SISDE - ORGANISMO DEPUTATO ALLA SICUREZZA INTERNA DELLO STATO - SIA VENUTA IN POSSESSO DI UN DOCUMENTO APPARTENENTE A UN NOTO TERRORISTA LATITANTE, NEL QUALE RISULTAVANO NOMINATIVI DI SOGGETTI ITALIANI E STRANIERI, ALCUNI DEI QUALI NON IGNOTI PERCHE' GIA' COINVOLTI IN ATTIVITA' EVERSIVE, E NON ABBIA SVOLTO LA BENCHE' MINIMA ATTIVITA' DI "INTELLIGENCE".

EPPURE QUEGLI APPUNTI E AGENDE NON ERANO CERTO IRRILEVANTI, GIACCHE' DA ESSI RISULTAVANO RAPPORTI CON IL FANE (NEL QUALE RISULTERA' POI INFILTRATO PAUL DURAND), COSICCHE' LO SVILUPPO DELLE INVESTIGAZIONI AVREBBE POTUTO ESSER ASSAI UTILE, SIA NELLE INDAGINI SULLA STRAGE DEL 2 AGOSTO CHE IN QUELLE SUL RINVENIMENTO DELL'ESPLOSIVO SUL TRENO TARANTO - MILANO. INFATTI L'UCIGOS AVEVA INVIATO SIN DALL'08.08.80 UNA RICHIESTA URGENTISSIMA DI ACCERTAMENTI SU ALCUNI DEI NOMINATIVI CHE POI RISULTERANNO ANNOTATI NELL'AGENDA.

L'OPERAZIONE "TERRORE SUI TRENI" E' STATA OGGETTO DI APPROFONDIMENTO IN DIVERSI PROCEDIMENTI, OLTRE CHE IN QUELLO NEL QUALE MUSUMECI E BELMONTE SONO STATI CONDANNATI.

QUI E' NECESSARIO SOLO SOTTOLINEARE COME SI SIA ACCERTATO CHE QUELL'OPERAZIONE SI RICOLLEGAVA ALLA PRESENZA DI VALERIO FIORAVANTI A TARANTO, PROPRIO IN QUEI GIORNI. FIORAVANTI SI ERA RECATO NELLA CITTA' PUGLIESE PER ORGANIZZARE L'EVASIONE DI PIERLUIGI CONCUTELLI. IL PROGETTO AVREBBE DOVUTO AVER LUOGO GIA' IN PRECEDENZA, QUANDO QUESTI ERA DETENUTO NEL CARCERE DELL'UCCIARDONE. FIORAVANTI, QUINDI, RISULTAVA ESSERSI RECATO A PALERMO AD APRILE E LUGLIO DEL 1980 (QUESTI ASPETTI FURONO AMPIAMENTE SVILUPPATI NELLA RELAZIONE DELL'ALTO COMMISSARIO PER IL COORDINAMENTO DELLA LOTTA CONTRO LA DELINQUENZA MAFIOSA IN DATA 08.09.89, RELATIVA ALL'OMICIDIO DI PIERSANTI MATTARELLA.

ANCHE LE SUGGESTIONI DERIVANTI DA QUESTI COLLEGAMENTI NON HANNO PORTATO A RISULTATI UTILI PER I FATTI DEL 27.06.80.

UN'ULTERIORE OPERAZIONE DI DISINFORMAZIONE, PURE LEGATA AL NOME DI MARCO AFFATIGATO, E' QUELLA PORTA IN ESSERE DA GUGLIELMO SINIBALDI, CON LE DICHIARAZIONI RESE DAL LUGLIO 1991 AL GIUDICE ISTRUTTORE DI BOLOGNA. SINIBALDI AFFERMO' INFATTI DI AVERE APPRESO DA UN FUNZIONARIO DEL SISMI, VINCENZO MINNELLA, SIN DAL GIUGNO 1980, CHE ERANO IN PREPARAZIONE GRAVI ATTENTATI TERRORISTICI NELL'AMBITO DEL GRUPPO EVERSIVO FACENTE CAPO A VALERIO FIORAVANTI E ALTRI. UNO DI QUESTI ATTENTATI SAREBBE STATO PROPRIO QUELLO AL DC9 ITAVIA, CHE SAREBBE QUINDI DA COLLEGARSI ALLA STRAGE DEL 02.08.80.

LE FALSE DICHIARAZIONI SUDDETTE SONO GIA' OGGETTO DI GIUDIZIO DAVANTI ALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA DI BOLOGNA E AI PROVVEDIMENTI CONCLUSIVI DI QUELLA ISTRUTTORIA SI RINVIA (SI RINVIA ANCHE ALLA RELAZIONE IN DATA 17.04.92 DELLA DIREZIONE CENTRALE DELLA POLIZIA DI PREVENZIONE).

 

III.5.1. SEGUE. COLLEGAMENTI DERIVANTI DA ATTIVITA' DI DISINFORMAZIONE. L'IPOTESI TRICOMI.

 

COMPETENTE TERRITORIALMENTE A TRATTARE LA POSIZIONE DI AFFATIGATO SOTTO IL PROFILO INFORMATIVO PER IL SISMI ERA IL CENTRO DI CONTROSPIONAGGIO (CS) DI FIRENZE.

ALL'EPOCA DEI FATTI E SIN DAL GIUGNO 1971, CAPO CENTRO ERA FEDERIGO MANNUCCI BENINCASA, UFFICIALE DELL'ARMA DEI CARABINIERI E DISTACCATO PRESSO IL SIFAR, POI SID E INFINE SISMI, SIN DAL 1963.

DAL CENTRO CS DI FIRENZE PRENDE LE MOSSE UNA GRAVISSIMA OPERAZIONE DI SVIAMENTO DELLE INDAGINI SUI FATTI DI BOLOGNA E DI USTICA (TUTTA LA QUESTIONE E' MOLTO BEN FOCALIZZATA NEL RAPPORTO IN DATA 31.12.97 DELLA DIREZIONE CENTRALE DELLA POLIZIA DI PREVENZIONE, NELLA QUALE SI RIPERCORRONO ANCHE I COLLEGAMENTI CON L'ANOMALA TRATTAZIONE CHE IL MANNUCCI FECE DEL LATITANTE CAUCHI E CON LA PIU' AMPIA ATTIVITA' INFORMATIVA (E DISINFORMATIVA) DEL CENTRO CS DI FIRENZE).

IL PUNTO DI PARTENZA E' COSTITUITO DAL FATTO CHE NELLA LISTA DEI PASSEGGERI IN PARTENZA ERA RICOMPRESO ANCHE IL NOME DEL GIUDICE ISTRUTTORE DI FIRENZE, DR. VINCENZO TRICOMI. QUESTI AVEVA POI DECISO, IL GIORNO PRIMA, DI NON PIU' PARTIRE.

LA PRESENZA DEL GIUDICE ISTRUTTORE SULL'AEREO E' UNA DELLE POSSIBILI MOTIVAZIONI DI UN ATTENTATO TERRORISTICO. ESSA, QUINDI, VA CONSIDERATA IN SE' CON GRANDE ATTENZIONE.

IL GIUDICE TRICOMI, INFATTI, ERA IMPEGNATO IN PROCEDIMENTI RELATIVI A ORGANIZZAZIONI TERRORISTICHE DI ESTREMA SINISTRA E, IN QUESTO CONTESTO, AVEVA

INDIVIDUATO LA POSSIBILE PRESENZA DI INTERVENTI LIBICI IN TERRITORIO ITALIANO, A PARTIRE DALL'ISOLA DI PANTELLERIA. AVEVA QUINDI DECISO DI SVOLGERE UN'INDAGINE DIRETTAMENTE SUL POSTO, ANCHE AL FINE DI ACCERTARE SE VI FOSSE UN TRAFFICO D'ARMI CON SCALO IN QUELL'ISOLA (A PARTIRE DA ALCUNE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE E DALLE INDAGINI CHE NE ERANO CONSEGUITE), ANCHE IN COLLEGAMENTO CON LA SEGNALAZIONE - CONTENUTA IN UN RAPPORTO - DELL'ACQUISTO DI TERRENI DA PARTE DI SOGGETTI RICOLLEGABILI AL PRESIDENTE LIBICO.

COME SI VEDE, QUALORA FOSSE POSSIBILE ANCORARE AL PROGRAMMATO VIAGGIO DEL GIUDICE ISTRUTTORE LA DECISIONE DI ATTENTARE AL VOLO, VI SAREBBERO ELEMENTI DI CONVERGENZA CON LA GRAVE SITUAZIONE DI TENSIONE INTERNAZIONALE, DI CUI SI DICE IN ALTRA PARTE DELLA REQUISITORIA.

IN REALTA', NESSUN ELEMENTO IN QUESTO SENSO E' STATO RACCOLTO E ANZI MOLTI VE NE SONO CHE PORTANO AD ESCLUDERE CHE IL GIUDICE TRICOMI POTESSE ESSER L'OBBIETTIVO DI UN ATTENTATO COSI' REALIZZATO.

GIA' IN PRECEDENZA IL GIUDICE ERA STATO OGGETTO DI UN PROGETTO DI ATTENTATO DA PARTE DI PRIMA LINEA, IN COINCIDENZA CON L'OMICIDIO DEL GIUDICE ALESSANDRINI, CHE INVECE FU EFFETTIVAMENTE UCCISO IL 29.01.79.

MAI, IN NESSUN PROCEDIMENTO, E' EMERSO IL BENCHE' MINIMO ELEMENTO CHE POSSA FAR RITENERE CHE MEMBRI DELL'ORGANIZZAZIONE PRIMA LINEA AVESSERO IN ANIMO DI UTILIZZARE, PER UCCIDERE IL DR. TRICOMI, MEZZI COSI' CLAMOROSI E TOTALMENTE ESTRANEI ALLA PROGETTUALITA' DI QUELLA ORGANIZZAZIONE.

EGLI HA POI BEN CHIARITO CHE LE MISURE DI SICUREZZA ADOTTATE ERANO TALI DA NON IMPEDIRE AZIONI MENO COMPLESSE E DISTRUTTIVE.

NESSUNO DI COLORO CHE AVREBBERO DOVUTO PARTIRE PER PALERMO PER L'ATTIVITA' ISTRUTTORIA COLA' PROGRAMMATA IN REALTA' PRESE L'AEREO. IL VIAGGIO FU DISDETTO E QUINDI NON RISULTAVA LA PRESENZA DEL DR. TRICOMI TRA I PARTENTI. NESSUNA COMUNICAZIONE ERA STATA DATA A COLORO CHE AVREBBERO DOVUTO ESSERE ESAMINATI IN SICILIA.

NESSUN ELEMENTO E' EMERSO, NONOSTANTE LE INVESTIGAZIONI SVOLTE ANCHE NELL'IMMEDIATEZZA E NONOSTANTE GLI AMPI CONTRIBUTI COLLABORATIVI NELLE ORGANIZZAZIONI DI ESTREMA SINISTRA, CIRCA POSSIBILI BASISTI NELL'AEROPORTO DI BOLOGNA, LA CUI PRESENZA E' INVECE INDISPENSABILE SUPPORRE IN CONSIDERAZIONE DELLE MODALITA' CON LE QUALI UN ORDIGNO AVREBBE POTUTO ESSER POSTO A BORDO (ANCHE IN CONSIDERAZIONE DEL RITARDO DEL VOLO).

NON VI SONO DUNQUE ELEMENTI CHE CONSENTANO DI INDIVIDUARE NEL DR. TRICOMI IL BERSAGLIO ORIGINARIO DELL'ATTENTATO.

QUESTA IPOTESI VIENE RIPRESA DA MANNUCCI BENINCASA IN MANIERA DEL TUTTO ANOMALA. INVECE DI FARNE OGGETTO DI SEGNALAZIONI FORMALI E DI ACCERTAMENTI, EGLI LA SUGGERISCE IN MANIERA ANONIMA, PRESENTATOSI SOTTO FALSO NOME, A DUE GIORNALISTI PERCHE' VEICOLASSERO LA NOTIZIA IN UN CONTESTO DI SUGGESTIONI DEPISTANTI LE INDAGINI BOLOGNESI.

NON SI E' RIUSCITI A INDIVIDUARE CON CERTEZZA IL MOMENTO IN CUI MANNUCCI VENNE A CONOSCENZA DELLA VICENDA TRICOMI. EGLI AFFERMA DI AVERLO SAPUTO DIRETTAMENTE DAL GIUDICE E INIZIALMENTE SITUA L'INCONTRO NELL'OTTOBRE - NOVEMBRE 1980; IN SEGUITO SPOSTA LA DATA AL MAGGIO 1981 MA TALE SPOSTAMENTO NON E' CREDIBILE, ANCHE PERCHE' IN CONTRASTO CON IL RICORDO DI TRICOMI, CHE SITUA UN INCONTRO CONVIVIALE CON MANNUCCI, NEL QUALE SI PARLO' DELL'EPISODIO, INTORNO ALLE FESTE DI NATALE 1980 (FORSE NEL GENNAIO); TALE INCONTRO, PERALTRO, SECONDO LA RICOSTRUZIONE DEL MANNUCCI SAREBBE STATO NON IL PRIMO, MA IL SECONDO NEL QUALE SI PARLO' DELLA PRENOTAZIONE DISDETTA (IL PRIMO SAREBBE AVVENUTO PER STRADA)

CERTAMENTE IL MANNUCCI CONSEGNO' A TRICOMI, A DISTANZA DI TEMPO DAL PRIMO INCONTRO, ANCHE LA LISTA DEI PRENOTATI E DELLE DISDETTE E CHE IL TRICOMI HA

CONSEGNATO IN SEDE DI ESAME TESTIMONIALE.

LA LISTA FU CONSEGNATA AL CENTRO DAL CAPO CENTRO CS DI PERUGIA, ROSSI ALL'ALLORA VICE DI MANNUCCI, GIORGIO MORANDI. GLI ELENCHI FURONO INVIATI CON UNA NOTA INFORMALE CHE, MORE SOLITO, NON FU PROTOCOLLATA E CHE - PER DI PIU' - NON RECA NEMMENO LA DATA. NON SI E' ACCERTATO QUANDO E PER QUALE RAGIONE IL CENTRO CS DI PERUGIA TRASMISE A QUELLO DI FIRENZE IL DOCUMENTO, NE' PERCHE' SI SEGUIRONO LE VIE INFORMALI, NE' - INFINE - PERCHE' SI RITENNE DI NON PROTOCOLLARE ALCUNCHE'. DAL TENORE DELLA NOTA APPARE CHIARO CHE IL DOCUMENTO FU REDATTO NELL'IMMEDIATEZZA DEI FATTI E CERTAMENTE NON NEL 1981, QUANDO L'IPOTESI DELL'ESPLOSIONE (INTERNA O ESTERNA) ERA GIA' DI PUBBLICO E UFFICIALE DOMINIO:

"CARO GIORGIO, TI INVIO ALCUNI ELENCHI.

1? UN ELENCO DELLE PRENOTAZIONI PER IL VOLO ITIGI DELL'ITAVIA PER PALERMO.

2? UN ELENCO DELLE PERSONE CHE HANNO PRESO L'AEREO E CHE SONO MORTE. 3?UN ELENCO DELLE PERSONE CHE HANNO DISDETTO IL VOLO O CHE NON SI SONO PRESENTATE ALL'IMBARCO, GROSSO CERO A SANT'ANTONIO!

RESTA CLAMOROSAMENTE CONFERMATO, NEGLI AMBIENTI TECNICI, CHE SI TRATTA DI ESPLOSIONE NON DIPENDENTE DA DIFETTI DELLA MACCHINA.

LA FONTE, INUTILE DIRLO, DEVE ESSERE CAUTELATA. UN ABBRACCIO. [QUESTA FRASE E' MANOSCRITTA]"

CHE IL MANNUCCI FOSSE GIA' A CONOSCENZA DELLA VICENDA (CHE PERALTRO DOVEVA CIRCOLARE NEGLI AMBIENTI GIUDIZIARI FIORENTINI, NEI QUALI MANNUCCI ERA BEN ADDENTRO, GIACCHE' OLTRE A TRICOMI DOVEVANO VIAGGIARE SUL DC9 ANCHE ALCUNI SOTTUFFICIALI E TUTTI QUESTI NE PARLARONO TRA LORO E CON ALTRI GIA' NEI GIORNI IMMEDIATAMENTE SUCCESSIVI AL FATTO) QUANTO MENO SIN DALL'AUTUNNO 1980 RISULTA POI DALLE DICHIARAZIONI DI UMBERTO NOBILI (UMBERTO NOBILI ERA UFFICIALE, ADDETTO AL SIOS AERONAUTICA. DEPOSIZIONE AL PUBBLICO MINISTERO DI FIRENZE DEL 25.01.88 E AL GIUDICE ISTRUTTORE DEL 05.12.90), A MANNUCCI MOLTO LEGATO E CHE DA QUESTI APPRESE DI UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DELLA DISTRUZIONE DELL'AEREO SIA CON IL RINVENIMENTO DEL MIG23 CHE CON LA SUPPOSTA PRESENZA DEL GIUDICE.

CONFERMA DELLE DICHIARAZIONI DEL NOBILI VIENE DA NOTARNICOLA, CHE AFFERMA DI AVERE APPRESO DA MANNUCCI DELLA POSSIBILITA' CHE SI TRATTASSE DI UN ATTENTATO CONTRO UN MAGISTRATO SIN DAI GIORNI IMMEDIATAMENTE SUCCESSIVI ALLA CADUTA DELL'AEREO E CERTAMENTE PRIMA CHE VENISSE RINVENUTO IL MIG LIBICO, GIACCHE' RICORDA UN SUO COLLOQUIO SULL'ARGOMENTO CON IL SANTOVITO, CHE PERO' ESCLUSE UN IMPEGNO DEL SISMI VISTO "CHE ERA STATA LA SOCIETA' CHE PER NASCONDERE UN CEDIMENTO STRUTTURALE AVEVA PROBABILMENTE FATTO METTERE IN GIRO QUELLA VOCE (AUDIZIONE IN DATA 21.11.89 DAVANTI ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SULLE STRAGI).

NOTARNICOLA AFFERMA DI AVER INVIATO MANNUCCI BENINCASA DAL DIRETTORE DELLA 3^ SEZIONE, LOMBARDO, IL QUALE PERO' ESCLUDE CHE IL CAPO CENTRO GLIENE ABBIA MAI PARLATO (DEPOSIZIONE IN DATA 28.12.90; VA PERO' TENUTO PRESENTE IL RAPPORTO DI ANTAGONISMO TRA NOTARNICOLA E LOMBARDO, CHE SI ORIGINAVA ANCHE DAI RAPPORTI CON I CAPI CENTRO; SUL PUNTO SI VEDA QUANTO SCRITTO IN ALTRA PARTE DI QUESTO ATTO).

IL PUNTO DEL MOMENTO IN CUI MANNUCCI VENNE A CONOSCENZA DELL'INFORMAZIONE NON E' DI PARTICOLARE RILIEVO. QUALUNQUE SIA IL TEMPO E L'ORIGINE DELL'INFORMAZIONE, STA DI FATTO CHE MANNUCCI LA UTILIZZO' PER INSERIRLA NELL'ATTIVITA' DI CONDIZIONAMENTO DELL'ISTRUTTORIA DI BOLOGNA, CHE EGLI ANDAVA CONDUCENDO SIA IN FORMA ANONIMA (CON TELEFONATE E SCRITTI ANONIMI AL GIUDICE ISTRUTTORE (ERA QUESTO UN COSTUME ABITUALE DEL CAPO CENTRO CS DI FIRENZE, CHE ALTRI ANONIMI INVIO' ALL'A.G. DI ROMA, PER SVIARE LE INDAGINI SULL'OMICIDIO DI CARMINE PECORELLI E PER ACCUSARE GELLI DI DIVERSI ILLECITI; SI RINVIA PER QUESTI ASPETTI ALLE REQUISITORIE DEL PUBBLICO MINISTERO E ALLA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE CONCERNENTI L'OMICIDIO DEL GIORNALISTA)) SIA ATTRAVERSO IL CAPITANO PANDOLFI, INCARICATO DELLE INDAGINI, SIA - INFINE - ATTRAVERSO NOTIZIE FALSE

FORNITE AI GIORNALISTI ANDREA PAMPARANA E UMBERTO GIOVINE.

IL RUOLO DEL MANNUCCI NELL'INQUINAMENTO DELLE INDAGINI SULLA STRAGE DI BOLOGNA E' STATO AMPIAMENTE ILLUSTRATO NELLE REQUISITORIE DEL PUBBLICO MINISTERO E NELL'ORDINANZA DI RINVIO A GIUDIZIO DEL GIUDICE ISTRUTTORE DI BOLOGNA, ALLE QUALI DUNQUE SI RINVIA, IN ATTESA DELLE DECISIONI DEL GIUDICE DI MERITO.

QUI DEVONO PERO' ESSER POSTI IN RILIEVO ALCUNI ASPETTI DI PARTICOLARE IMPORTANZA PER LA VICENDA CHE CI OCCUPA.

SUL NUMERO DI GIUGNO - LUGLIO 1981 DEL PERIODICO CRITICA SOCIALE COMPARE UN ARTICOLO INTITOLATO IL GRANDE LABIRINTO NEL QUALE SI IPOTIZZA CHE LA STRAGE DI BOLOGNA ABBIA AVUTO ORIGINE IN UN OSCURO PATTO TRA MASSONERIA, MAFIA E LIBICI; LA "PISTA" VIENE AVVALORATA DA UNA SERIE DI RIFERIMENTI MOLTO DETTAGLIATI E APPARENTEMENTE BEN INFORMATI (ALCUNI DEI QUALI VERI, SECONDO LA ORMAI NOTA TECNICA DI DISINFORMAZIONE).

NELL'ARTICOLO SI FA ANCHE ESPRESSO RIFERIMENTO ALLA DISTRUZIONE IN VOLO DEL DC9:

"UN GIUDICE VUOLE INDAGARE SU ALCUNI MISTERIOSI TRAFFICI TRA PANTELLERIA E LA SICILIA. PRENOTA UN POSTO SUL VOLO 'ITAVIA IH 870' DA BOLOGNA PER PALERMO. ALL'ULTIMO MOMENTO DISDICE PERO' LA PRENOTAZIONE

....PANTELLERIA E' PRATICAMENTE TERRA DI NESSUNO .. MA CERTI MOVIMENTI NOTTURNI NON SONO SFUGGITI *.. E UN GIUDICE HA PENSATO DI ANDARE A VEDERE DI PERSONA. PER QUESTO HA PRENOTATO UN POSTO SUL VOLO 'ITAVIA IH870' IN PARTENZA DA BOLOGNA PER PALERMO. UN AEREO CHE PERO' NON PRENDERA' MAI, AVENDO DISDETTO LA PRENOTAZIONE MEZZ'ORA PRIMA DELLA PARTENZA".

L'ATTENTATO VIENE POSTO IN CORRELAZIONE ANCHE CON IL RINVENIMENTO DEL MIG23 LIBICO IN CASTELSILANO. SI AFFERMA INFATTI CHE IL CACCIA SI TROVAVA ALL'INCROCIO DI QUATTRO AEROVIE E UNA DI QUESTE A SUA VOLTA SI INCROCIA CON L'AMBRA 13 "ESATTAMENTE DOVE E' ESPLOSO IL DC9 DELL'ITAVIA", AGGIUNGENDO CHE IL MIG23 'E UN AEREO DI CACCIA CHE NORMALMENTE E' DOTATO DI DUE COPPIE DI MISSILI: QUALSIASI MIG23 VOLA SEMPRE CON L'ARMAMENTO MISSILISTICO, ANCHE QUANDO VIENE IMPIEGATO IN VOLI DI ADDESTRAMENTO. IL MIG23 CADUTO IN CALABRIA ERA PRIVO DI MISSILI". "SUL CACCIA MIG23 LIBICO VENGONO RITROVATE DELLE PELLICOLE. SONO IMPRESSIONATE DA STRANE TRACCE LUMINOSE. FORSE IL DISEGNO DI ALCUNE ROTTE O, FORSE, LE TRAIETTORIE DI DUE MISSILI CHE VANNO VERSO IL BERSAGLIO".

GIOVINE E PAMPARANA HANNO AFFERMATO DI AVER APPRESO LE NOTIZIE, INSIEME A TUTTE LE ALTRE PUBBLICATE NELLO STESSO CONTESTO, IN UNA SERIE DI INCONTRI CON TALE MANFREDI, LORO PRESENTATO DAL CAPITANO PANDOLFI.

L'IDENTIFICAZIONE DEL "MANFREDI" (E' ANCHE L'UFFICIALE DEL SISMI CHE INDICA FALSAMENTE IL PUBBLICO MINISTERO DELL'INCHIESTA, DR. LUIGI PERSICO, COME ISCRITTO NEI LIBRI PAGA DEL SISMI E CHE DETERMINA COSI' L'ESTROMISSIONE DI FATTO DELLA PROCURA DALLA CONOSCENZA DELLE INDAGINI CHE IL GIUDICE ISTRUTTORE VENIVA INDOTTO A COMPIERE SULLA FALSA PISTA CIOLINI, CON I DANNI GRAVISSIMI CHE QUEST'ULTERIORE ATTIVITA' DI DEPISTAGGIO HA CAUSATO. MANFREDI NON ERA IL NOME DI COPERTURA ABITUALMENTE USATO DA MANNUCCI BENINCASA COME CAPO CENTRO SISMI. L'INFORMAZIONE IN TAL SENSO FORNITA DA GIORGIO MORANDI ERA ERRATA, IN QUANTO LO STESSO TESTIMONE, ACQUISITE IMMEDIATE INFORMAZIONI, POTEVA CORREGGERSI E COMUNICARE CHE IL NOME DI COPERTURA ERA FRANCO (DEPOSIZIONE DEL 04.01.93)) E' STATA LUNGA E DIFFICOLTOSA MA E' ORMAI CERTO, ANCHE SULLA BASE DEI DOCUMENTI SEQUESTRATI PRESSO IL SISMI, CHE QUESTO FU IL NOME DI COPERTURA UTILIZZATO DAL MANNUCCI PER FORNIRE AI GIORNALISTI LE FALSE INFORMAZIONI SULLA STRAGE DI BOLOGNA E SUL COLLEGAMENTO CON QUELLA DI USTICA, CHE VENIVANO FATTE GIUNGERE TRAMITE LA SEZIONE ANTICRIMINE DEI CARABINIERI DI BOLOGNA, CHE LE AVVALORAVA, AL GIUDICE ISTRUTTORE, COSI' DETERMINANDO UN CIRCOLO CHIUSO NEL QUALE LE INDAGINI SONO RIMASTE A LUNGO AVVILUPPATE.

 

III.6. LE IMPUTAZIONI ASCRITTE A MANNUCCI BENINCASA.

 

NATURALMENTE, NESSUNA DELLE NOTIZIE SUI FATTI CRIMINOSI DEL 1979 E 1980, TRAMITATE IN FORMA ANONIMA O INDIRETTA, SI RINVIENE NEGLI ARCHIVI DEL CENTRO DI FIRENZE, I CUI ARCHIVI FURONO INVECE UTILIZZATI PER LE INFORMAZIONI CON LE QUALI QUELLE NOTIZIE FURONO AVVALORATE (AD ESEMPIO, L'OMICIDIO DUCCESCHI). IL GENERALE NOTARNICOLA, DIRETTORE DELLA 1^ DIVISIONE, DA CUI DIPENDEVA IL MANNUCCI, HA PERALTRO DICHIARATO CHE MAI RICEVETTE ALCUNA INFORMATIVA IN MERITO E CHE ANZI QUANDO NEL GIUGNO 1981 CHIESE AI DIVERSI CENTRI INFORMAZIONI SUI SOGGETTI RISULTATI APPARTENERE ALLA P2, PROPRIO DA FIRENZE NON VENNE ALCUNA RISPOSTA, TANTO CHE NE CHIESE SPIEGAZIONI AL RESPONSABILE, COL. LOMBARDO, IL QUALE NULLA SEPPE REPLICARE.

PER COMPLETARE IL QUADRO, IL FASCICOLO DUCCESCHI - CHE PURE IL MANNUCCI CONSIDERAVA COSI' RILEVANTE - E' STATO DISTRUTTO SENZA ALCUNA FORMALITA' E SENZA CHE NEPPURE VENISSE ANNOTATA LA DATA DELLA DISTRUZIONE, NEL PERIODO IN CUI CAPO CENTRO ERA IL MANNUCCI; ALMENO TRE DOCUMENTI ANNOTATI IN QUELLA PRATICA (COPIA DEL FOGLIO DI PROTOCOLLO) NON FURONO TRASMESSI IN COPIA ALLA 1^ DIVISIONE, GIACCHE' VI E' DIFFORMITA' CON IL NUMERO DI ATTI RISULTANTE IN QUEST'ULTIMO ARCHIVIO.

IN CONCLUSIONE, COORDINANDO QUANTO EMERSO NEI DUE DIVERSI ORDINI DI INVESTIGAZIONI (FALSA "RIVENDICAZIONE" AFFATIGATO - ATTIVITA' DEL MANNUCCI) RISULTA INNANZITUTTO CHE IL COLLEGAMENTO TRA I DUE FATTI DI SANGUE, OPERABILE ATTRAVERSO LA "RIVENDICAZIONE AFFATIGATO", CONDUCE IN REALTA' AD ATTIVITA' DI DISINFORMAZIONE, IL CUI SENSO NON E' COMPLETAMENTE CHIARO; IN SECONDO LUOGO, CHE LA PERDITA DEL DC9 FU STRUMENTALMENTE UTILIZZATA PER CONDIZIONARE LE INDAGINI SULLA STRAGE DEL 2 AGOSTO, IN UN PIU' AMPIO CONTESTO DI DISINFORMAZIONE.

CON QUESTO RETROTERRA CONOSCITIVO PUO' AFFRONTARSI IL CAPO DI IMPUTAZIONE ASCRITTO AL MANNUCCI NEL PRESENTE PROCEDIMENTO: L'AVERE ANTEDATATO IL MESSAGGIO CON IL QUALE TRASMETTEVA ALLA 1^ DIVISIONE GLI ELEMENTI CONCERNENTI UN POSSIBILE COLLEGAMENTO TRA LA CADUTA DEL DC9 E LA PRENOTAZIONE DEL DR. TRICOMI.

QUESTO ATTO E' DATATO 18.07.81. IL 20 LUGLIO VI FU UN'ANTICIPAZIONE DI AGENZIA DEL CONTENUTO DELL'ARTICOLO DI CRITICA SOCIALE. IL 21 LUGLIO FU DISPOSTA ED EFFETTUATA LA PERQUISIZIONE DELLA REDAZIONE DELLA RIVISTA. LO STESSO GIORNO RADIO RADICALE MANDA IN ONDA UN'INTERVISTA CON GIOVINE NELLA QUALE SI PARLA DELLA VICENDA TRICOMI. IL 23 GENNAIO IL DOCUMENTO DEL CENTRO CS DI FIRENZE RISULTA PERVENUTO PRESSO LA DIREZIONE DEL SISMI TRAMITE CORRIERE.

APPARIVA, DUNQUE, CHE MANNUCCI SI FOSSE DETERMINATO A COMUNICARE ALLA DIREZIONE LE NOTIZIE IN SUO POSSESSO, NON APPENA APPRESO DELLA AVVENUTA - IN ANTICIPO - RIVELAZIONE DEL CONTENUTO DEL GIORNALE E DELLA CONSEGUENTE PERQUISIZIONE (FORSE NON PREVISTA). AL FINE DI EVITARE DI TRASMETTERE NOTIZIE CHE ERANO GIA' APPARSE SULLA STAMPA, ANTEDATO' LA NOTA. CIO' APPARE CONFERMATO ANCHE DAL FATTO CHE E' STATA SEQUESTRATA UNA MINUTA DELLA NOTA, PREDISPOSTA SIN DAL GIUGNO (ALMENO A STARE ALLA DATA CHE VI E' APPOSTA) MA MAI INVIATA.

VA OSSERVATO CHE I SUDDETTI ELEMENTI INDIZIANTI DELLA RETRODATAZIONE DELL'INFORMATIVA DEL 18.07.81 HANNO TROVATO DEFINITIVA CONFERMA A SEGUITO DELL'ACQUISIZIONE DEI REGISTRI DI PROTOCOLLO IN PARTENZA E IN ARRIVO, DA CUI RISULTA CHE L'ATTO FU INVIATO IL 21 LUGLIO E QUINDI SUCCESSIVAMENTE ALLA COMPARIZIONE DELLE AGENZIE E DELL'INTERVISTA RADIOFONICA E ALLA PERQUISIZIONE DEI LOCALI DEL PERIODICO CRITICA SOCIALE [UN'EFFICACE E UTILE RICOSTRUZIONE DELLA SUCCESSIONE TEMPORALE DELL'INTERA VICENDA E' STATA SINTETIZZATA DALLA DIREZIONE CENTRALE DELLA POLIZIA DI PREVENZIONE IN UNA NOTA DEL 17.09.92]

VA OSSERVATO CHE I SUDDETTI ELEMENTI INDIZIANTI DELLA RETRODATAZIONE DELL'INFORMATIVA DEL 18.07.81 HANNO TROVATO DEFINITIVA CONFERMA A SEGUITO DELL'ACQUISIZIONE DEI REGISTRI DI PROTOCOLLO IN PARTENZA E IN ARRIVO, DA CUI RISULTA CHE L'ATTO FU INVIATO IL 21 LUGLIO E QUINDI SUCCESSIVAMENTE ALLA

COMPARIZIONE DELLE AGENZIE E DELL'INTERVISTA RADIOFONICA E ALLA PERQUISIZIONE DEI LOCALI DEL PERIODICO CRITICA SOCIALE [UN'EFFICACE E UTILE RICOSTRUZIONE DELLA SUCCESSIONE TEMPORALE DELL'INTERA VICENDA E' STATA SINTETIZZATA DALLA DIREZIONE CENTRALE DELLA POLIZIA DI PREVENZIONE IN UNA NOTA DEL 17.09.92].

GLI ELEMENTI SOPRA MENZIONATI SI RIFLETTONO ANCHE COME INDIZI DELLA DIRETTA PARTECIPAZIONE DEL MANNUCCI ALLA MANOMISSIONE DEGLI ARCHIVI DEL CENTRO CS DI FIRENZE E ALLA SOPPRESSIONE DEI DOCUMENTI CONCERNENTI LA VICENDA AFFATIGATO, ALCUNI DEI QUALI SINGOLARMENTE INDIVIDUATI TRAMITE RIFERIMENTI CONTENUTI IN ALTRI DOCUMENTI E ALCUNI LA CUI ESISTENZA E' DEDUCIBILE INDIZIARIAMENTE DAL CONTENUTO.

PERMANE, TUTTAVIA, PER TALI DOCUMENTI UN MARGINE DI INCERTEZZA, NON ESSENDO STATO POSSIBILE ACCERTARE L'EPOCA DELLA SOPPRESSIONE ED ESSENDOVI STATI NEL TEMPO AVVICENDAMENTI NELLA DIREZIONE DEL CENTRO. PER TALI ASPETTI NON PUO' ESSERE PROMOSSA L'AZIONE PENALE. PER TALI FATTI - PER I QUALI MANNUCCI BENINCASA ERA INDIZIATO DEL DELITTO DI CUI AGLI ARTT. 476, 490 E 451 C.P. - SI CHIEDE SIA DECRETATO NON DOVERSI PROMUOVERE L'AZIONE PENALE.

IL DELITTO DI CUI ALL'ART. 479 C.P., E DI CUI AL CAPO AP, E' INVECE PRESCRITTO.

VA RILEVATO, ANCHE PERCHE' PUO' ESSERE UTILE AL FINE DI VALUTARE L'ATTENDIBILITA' DEI DIVERSI SOGGETTI (SI PENSI AL CONTRASTO DELLE DICHIARAZIONI DI LOMBARDO E NOTARNICOLA SUL PUNTO) E PER INDIVIDUARE LE "CATENE" DI REALE SOLIDARIETA' INTERNE AL SERVIZIO, IN UN MOMENTO PARTICOLARMENTE DELICATO QUAL E' QUELLO DEL 1980/81, CHE L'ALLORA DIRETTORE DELLA 1^ DIVISIONE NON REAGI' IN ALCUN MODO AL COMPORTAMENTO SCORRETTO DEL SUO SOTTOPOSTO.

INFATTI, LA 1^ SEZIONE DELLA 1^ DIVISIONE, IN ACCORDO CON LA 3^ SEZIONE DELLA STESSA DIVISIONE, SIN DAL 19.08.81 AVEVA SEGNALATO CON UNA NOTA ASETTICA MA IN REALTA' ASSAI DURA IL COMPORTAMENTO DEL CAPO CENTRO, INDICANDO NON SOLO IL FATTO CHE LE NOTIZIE FORNITE DAL MANNUCCI ERANO GIA' STATE OGGETTO DI LANCI DI ORGANI DI INFORMAZIONE, MA SOPRATTUTTO CHE LA DATA DI PARTENZA ERA DIFFORME DA QUELLA DI ARRIVO E CHE IL CONTENUTO DELLA NOTA DEL CENTRO DI FIRENZE PRESENTAVA "QUALCHE OMISSIONE RISPETTO ALLA STESURA DELLA BOZZA SEQUESTRATA DALLA MAGISTRATURA DI BOLOGNA", DOVE TRA L'ALTRO C'ERA ANCHE IL RIFERIMENTO CALUNNIOSO - IN REALTA' SUGGERITO DALLO STESSO MANFREDI/MANNUCCI - AL PUBBLICO MINISTERO PERSICO.

IN ALTRE PAROLE, SEMBRA EVIDENTE CHE LA 1^ SEZIONE SOSPETTI QUALCHE RAPPORTO NON LINEARE TRA IL MANNUCCI E GLI AUTORI DEGLI ARTICOLI. SAREBBE COMUNQUE BASTATO IL RILIEVO DELLA INCOMPLETEZZA DELLE INFORMAZIONI E DELLA DATA SOSPETTA A LEGITTIMARE L'INTERVENTO DEL DIRETTORE. LOMBARDO INVECE SI LIMITA A INVIARE UNA LETTERA DEL SEGUENTE TENORE: "PER OPPORTUNO ORIENTAMENTO DI CODESTO CENTRO SI RIFERISCE CHE LE IPOTESI AVANZATE NELL'APPUNTO... SONO STATE PUBBLICIZZATE DA ARTICOLO APPARSO SU CRITICA SOCIALE DEL LUGLIO 1981, PERALTRO ANTICIPATO DA UNA TRASMISSIONE DI RADIO RADICALE DEL 21 DELLO STESSO MESE".

PER COMPRENDERE LA GRAVITA' DELLA CONDOTTA O MISSIVA OCCORRE TENER CONTO DEI RIFLESSI DI STRAORDINARIO RILIEVO CHE NEL PROCEDIMENTO PER LA STRAGE DEL 2 AGOSTO LA CONDOTTA DI MANFREDI/MANNUCCI STAVA ALLORA GENERANDO E CHE ERA - NEI SUOI EFFETTI, MA NON NELLA SUA GENESI - DI PUBBLICO DOMINIO.

PUO' DUNQUE CONCLUDERSI CHE MANNUCCI UTILIZZO' LA TRAGICA PERDITA DEL DC9 PER INFLUENZARE, A FINI NON ISTITUZIONALI, LE INDAGINI SULLA STRAGE DEL 02.08.80.

NON VI SONO INVECE ELEMENTI CHE POSSANO FAR RITENERE CHE L'ORIGINE DELLE ATTIVITA' DEL MANNUCCI NEL CASO SPECIFICO VADA INDIVIDUATA PROPRIO NELLA VICENDA DI USTICA. IN PARTICOLARE, NON VI SONO PROVE CHE SIANO STATI IL CENTRO DI FIRENZE O DIRETTAMENTE IL MANNUCCI AD ALLERTARE ANONIMAMENTE IL CORRIERE DELLA SERA SULLA PRESENZA DI AFFATIGATO; I SOSPETTI IN TAL SENSO NON HANNO TROVATO CONFERMA - E NEPPURE SMENTITA.

IN OGNI CASO, QUAND'ANCHE L'ORIGINE DELLE ATTIVITA' DEL MANNUCCI DOVESSE ESSER FATTA RISALIRE PROPRIO ALL'ANONIMO DEL 28 GIUGNO, DA CIO' NON POTREBBE TRARSI CONCLUSIONE ULTERIORE RISPETTO A QUELLA CHE LA DISTRUZIONE DEL DC9 E L'ENORME IMPATTO CHE ESSA AVEVA AVUTO SULL'OPINIONE PUBBLICA SIANO STATI UTILIZZATI STRUMENTALMENTE PER AVVIARE LA CAMPAGNA DI DISINFORMAZIONE CHE FU POI PORTATA A COMPIMENTO DOPO LA STRAGE DEL 02.08.80.

IN ALTRE PAROLE, NON SONO RISULTATI ELEMENTI CHE POSSANO FAR RITENERE CHE IL MANNUCCI DISPONESSE, IL 28.06.80, DI INFORMAZIONI PRIVILEGIATE SULLE CAUSE DELLA PERDITA DEL DC9, TALI DA IMPORGLI - ALTERNATIVAMENTE - DI INDIRIZZARE ANONIMAMENTE LE INDAGINI VERSO I REALI AUTORI DEL DELITTO OPPURE DI SVIARLE ATTRAVERSO L'ANONIMO VERSO DIREZIONI DIVERSE DAL VERO.

LE RAGIONI DELL'ATTIVISMO A FINI DISINFORMATIVI DEL MANNUCCI VANNO TROVATE IN VICENDE DIVERSE E CON OGNI PROBABILITA' IN CONFLITTI INTERNI ALLA STRUTTURA DI POTERE COAGULARSI INTORNO A LICIO GELLI E ALLA QUALE IL MANNUCCI APPARTENEVA A BUON TITOLO.

 

III.7. IPOTESI DI COINVOLGIMENTO LIBICO IN ATTIVITA' DESTABILIZZANTI. GLI ATTENTATI CONTRO GLI ESULI IN ITALIA.

 

IN CONCLUSIONE, E RITORNANDO AGLI ASPETTI DEI COLLEGAMENTI OGGETTIVI TRA I DUE GRAVISSIMI FATTI DI SANGUE, PUO' AFFERMARSI CHE L'UNICO REALE ELEMENTO DI CONNESSIONE E' COSTITUITO DALLA PARZIALE COINCIDENZA DELLE COMPONENTI DI ESPLOSIVO RILEVATE.

VA POI RILEVATO CHE MAI E' EMERSO, IN NESSUN PROCEDIMENTO CONCERNENTE INDAGINI SULLA DESTRA O SULLA SINISTRA EVERSIVE, ALCUN ACCENNO AI FATTI DI USTICA.

E' CERTAMENTE VERO CHE LE STRAGI INDISCRIMINATE, PER LORO STESSA NATURA, RARAMENTE VENGONO RIVENDICATE E ASSAI SPESSO LA "RIVENDICAZIONE" HA IN REALTA' L'OBBIETTIVO DI INDICARE COME AUTORI DEL DELITTO AMBIENTI O SOGGETTI A ESSO DEL TUTTO ESTRANEI. E' TALE, INFATTI, LA VALENZA NEGATIVA DELL'ATTENTATO INDISCRIMINATO CHE ESSO - ALMENO PER QUANTO E' SIN QUI RISULTATO NELLE ACQUISIZIONI PROBATORIE DEI PURTROPPO MOLTI PROCEDIMENTI IN MATERIA - E' COMMESSO O PER INDURRE EFFETTI INDIRETTI, COME REAZIONE, OPPURE PER ATTRIBUIRNE FALSAMENTE LA PATERNITA' A CONTROPARTI POLITICHE.

NON SONO PERO' CONSENTITE AL GIUDICE PENALE RICOSTRUZIONI DI CONTESTO STORICO - POLITICO CHE NON SIANO SALDAMENTE ANCORATE AL DATO PROBATORIO, SIA NEL SENSO CHE ESSE DEBBANO COMUNQUE SOTTOSTARE AI COMUNI CRITERI DI RACCOLTA E VALUTAZIONE DELLA PROVA E SIA NEL SENSO CHE PROPRIO IL MATERIALE PROBATORIO RACCOLTO CONTRIBUISCE A FISSARE IL LIMITE DELL'OGGETTO DELL'ACCERTAMENTO. SUL PUNTO LE SEZIONI UNITE DELLA CORTE DI CASSAZIONE HANNO FORNITO INDICAZIONI METODOLOGICHE DI PARTICOLARE IMPORTANZA [SENTENZA IN DATA 04.02.92, DI CUI SI DIRA' APPRESSO].

ORA, NESSUNA SPECIFICA INDICAZIONE, IN TERMINI PROBATORIAMENTE UTILIZZABILI - AD ECCEZIONE DI QUELLE DI CUI APPRESSO SI DIRA' - E' MAI VENUTA CIRCA LA RICONDUCIBILITA' DEI FATTI DI USTICA A UN PROGETTO STRAGISTA.

DI BEN MAGGIORE SPESSORE - SOTTO IL PROFILO PROBATORIO - E' INVECE L'IPOTESI CHE L'AEREO SIA STATO ABBATTUTO CON UN ORDIGNO ESPLOSIVO A CAUSA DELLA SITUAZIONE DI GRAVE TENSIONE INSTAURATASI CON LA LIBIA. PER LE RAGIONI CHE SI VEDRANNO, TALE IPOTESI NON SAREBBE NEMMENO IN CONTRASTO CON GLI ELEMENTI PROBATORI - INDIVIDUATI CON LA FORZA DEL GIUDICATO - A CARICO DEGLI ESECUTORI MATERIALI DELLA STRAGE DEL 02.08.80.

ANCHE IN QUESTO CASO NON SONO PERO' STATI TROVATI ELEMENTI DIRETTI DI PROVA, CHE POSSANO CONVALIDARE QUESTA IPOTESI E QUINDI FORNIRE SUPPORTO PROBATORIO PER LA

RISOLUZIONE DELLA ALTERNATIVA CIRCA LE CAUSE DEL DISASTRO.

E' CERTO INVECE CHE IL CONTESTO DELLE RELAZIONI TRA ITALIA E LIBIA E LE STESSE SCADENZE TEMPORALI DEGLI AVVENIMENTI SIANO STATI TALI DA NON CONSENTIRE DI SOTTOVALUTARE DETTA IPOTESI.

SU QUESTI ASPETTI E' STATO CONDOTTO UN ENORME LAVORO DI INDAGINE. IN PARTE ESSO E' STATO DETERMINATO DALL'INSERIMENTO DI FONTI NON GENUINE, CHE HANNO GRAVEMENTE APPESANTITO L'ISTRUTTORIA. ALCUNI DI QUESTI FATTI HANNO GIA' PORTATO A PROCESSI TRATTATI SEPARATAMENTE, ANCHE DA ALTRE AUTORITA' GIUDIZIARIE; ALTRI FORMANO OGGETTO DI IMPUTAZIONI NEL PRESENTE PROCEDIMENTO.

UN PRIMO ASPETTO DELLA GRAVE TENSIONE INSTAURATASI NEL 1980 TRA I DUE PAESI E' COSTITUITO DALLA QUESTIONE DEGLI ESULI, RIFUGIATISI IN ITALIA.

NEL CORSO DI UNA CERIMONIA SVOLTASI IL 27.04.80 NELL'ACCADEMIA MILITARE DI TRIPOLI, GHEDDAFI, INVIAVA UN ULTIMATUM PER IL RIMPATRIO DEI DISSIDENTI FUORIUSCITI, STABILENDO COME DATA PER IL RIENTRO IN PATRIA IL TERMINE DELL'11 GIUGNO SUCCESSIVO.

IL 3 MAGGIO UN MEMBRO DEL COMITATO POPOLARE DELLA RAPPRESENTANZA LIBICA A ROMA, NEL CORSO DI UNA CONFERENZA STAMPA, DICHIARAVA ESPLICITAMENTE CHE I LIBICI RESIDENTI ALL'ESTERO SAREBBERO STATI GIUSTIZIATI SE NON FOSSERO RIENTRATI IN LIBIA ENTRO IL 10 GIUGNO.

ALLA FINE DI MAGGIO IL CAPO DELL'UFFICIO POPOLARE LIBICO PER LE RAPPRESENTANZE DIPLOMATICHE ESTERE CONVOCAVA GLI AMBASCIATORI DELLA CEE ACCREDITATI A TRIPOLI, CHIEDENDO LORO LA CONSEGNA DEGLI OPPOSITORI E MINACCIANDO IN CASO CONTRARIO RITORSIONI DI CARATTERE COMMERCIALE E SULLE COMUNITA' DEI PAESI EUROPEI IN LIBIA.

LA DATA DELL'ULTIMATUM AVEVA UN VALORE SIMBOLICO, GIACCHE' L'11.06.70 I MILITARI STATUNITENSI AVEVANO DOVUTO ABBANDONARE LA BASE LIBICA DI WHEELUS FIELD.

IL GIORNO SUCCESSIVO ALLA SCADENZA DELL'ULTIMATUM, L'AMBASCIATORE LIBICO A LONDRA DICHIARAVA DI AVERE PERSONALMENTE APPROVATO L'UCCISIONE, IN APRILE, DI DUE ESULI NELLA CAPITALE BRITANNICA E ANNUNCIAVA LA DECISIONE DI ELIMINARE ALTRI DUE "PORTAVOCE DELLA CONTRORIVOLUZIONE". ALL'ESPULSIONE DELL'AMBASCIATORE SEGUI' L'ASSALTO ALL'AMBASCIATA BRITANNICA A TRIPOLI, IL 14 GIUGNO. L'AGGRESSIONE ALLA SEDE DIPLOMATICA SARA' IMPLICITAMENTE OGGETTO DI UN DURO MONITO DA PARTE DEL VERTICE DEI PAESI INDUSTRIALIZZATI CHE SI TERRA' A VENEZIA IL 22 E 23 GIUGNO.

NEL NOSTRO PAESE LE SETTIMANE ANTECEDENTI ALLA SCADENZA DELL'ULTIMATUM FURONO IN REALTA' SEGNATE DALL'OMICIDIO DI BEN CINQUE ESULI LIBICI, MENTRE ALTRI DUE OPPOSITORI RIUSCIRONO A SALVARSI, BENCHE' OGGETTO DI ATTENTATI.

LE AUTORITA' ITALIANE REAGIRONO SIA ATTRAVERSO MISURE DI CARATTERE GIUDIZIALE, INDIVIDUANDO E ARRESTANDO ALCUNI DEGLI ESECUTORI DEGLI ATTENTATI [FURONO INFATTI ARRESTATI IL 22.04.80 MOHAMED MARGANI (OMICIDIO DI SALEM RTEIMI DEL 20.02.80); IL 19 APRILE YOUSSEF UHIDA MSALLATA (OMICIDIO DI AREF ABDULJALIL ZAKI DELLO STESSO GIORNO) E POI PER LO STESSO FATTO ALTRI DUE LIBICI, POCO DOPO SCARCERATI; IL 22 MAGGIO SALEM SAID SALEM E SALAH ALI' ABOUBAKER (OMICIDIO TENTATO IN DANNO DI MOHAME SALEM FEZZANI, DEL 21 MAGGIO), POI SCARCERATI; 11.06.80 SUAAIT MOHAMED ABDELNABI (TENTATO OMICIDIO DI MOHAMED SAAD BIGT, DELLO STESSO GIORNO)], SIA INTENSIFICANDO I CONTROLLI E LE ATTIVITA' DI INTELLIGENCE SUI LIBICI. TRA LE PERSONE ARRESTATE VI ERA ANCHE SALEM SAID SALEM, DETENUTO IL 22 MAGGIO - A SEGUITO DI UN'ATTIVITA' INFORMATIVA DEL SISMI - PER L'ATTENTATO CONTRO MOHAMED SALEM FEZZANI. IL SAID SALEM ERA IN REALTA' UN IMPORTANTE ESPONENTE DEI SERVIZI LIBICI.

LE AUTORITA' LIBICHE PROTESTARONO VIVACEMENTE CONTRO LE MISURE ADOTTATE DALLE AUTORITA' ITALIANE, GIUNGENDO FINO A MINACCIARE RITORSIONI CONTRO IL POPOLO ITALIANO.

TRA I DOCUMENTI ESIBITI DAL SISMI [ESIBIZIONE DEL 30.03.96] E' STATO RINVENUTO UN TELEX, ALL'ORIGINE CLASSIFICATO SEGRETISSIMO, DATATO 21.05.80 E PROVENIENTE - CON OGNI PROBABILITA' - DALL'AMBASCIATA D'ITALIA A TRIPOLI NEL QUALE SI DA' CONTO DELLA PROTESTA LIBICA VERSO IL GOVERNO ITALIANO.

IL SEGRETARIO DELL'UFFICIO RELAZIONI ESTERE DI QUELLA NAZIONE, AHMED SHAHATI, AVREBBE INFATTI RIMARCATO CHE "CRIMINALI USURPATORI RICCHEZZE DEL POPOLO, NEMICI DELLA RIVOLUZIONE CIRCOLANO IMPUNEMENTE IN ITALIA, OVE, PROTETTI DA CONNIVENZA NOSTRE [E CIOE' ITALIANE] AUTORITA' SVOLGONO ATTIVITA' ANTILIBICA". IL RAPPRESENTANTE LIBICO, SECONDO L'ESTENSORE DEL RAPPORTO, TENEVA A SOTTOLINEARE CHE "SE COSTORO NON SARANNO RICONSEGNATI AL POPOLO LIBICO VERRANNO PRESE VERY STRONG MEASURES [MISURE MOLTO FORTI] CONTRO ITALIA E CONTRO MALFATTORI. AUTORITA' ITALIANE DOVRANNO SOPPORTARE CONSEGUENZE DI LORO SCELTE".

IL MESSAGGIO DI SHAHATI DESTAVA UN GRAVE ALLARME, TANTO CHE L'ESTENSORE DEL TELEX COMUNICAVA SUCCESSIVAMENTE CHE "DIFFICILMENTE SI PUO' ADOTTARE ATTEGGIAMENTO DI DUREZZA SENZA ANTEVEDERNE CONSEGUENZA E SENZA AVER PRESO PREVENTIVE PRECAUZIONI, PIANO SUL QUALE ALMENO IN LIBIA, PER QUANTO RIGUARDA COMUNITA' ITALIANA ED INTERESSI ECONOMICI NAZIONALI E DI LABORIOSA INDUSTRIA PRIVATA SIANO PARTICOLARMENTE ESPOSTI... NE' SI POTREBBE RIFIUTARE ALCUNE RICHIESTE LIBICHE SOLO PERCHE' ABITUALMENTE DISTANTI DA NOSTRA MENTALITA' FORGIATA DA DIRITTO ROMANO, SENZA ESPLORARE POSSIBILITA' ADDIVENIRE A QUALCHE FORMA CONCESSIONI MINIME RECIPROCHE".

LA RICERCA DI SOLUZIONI CHE IN QUALCHE MANIERA VENISSERO INCONTRO ALLE PRETESE LIBICHE, MA SENZA PORRE IN CAUSA PRINCIPI IRRINUNCIABILI DELL'ORDINAMENTO RAGGIUNGE I MASSIMI LIVELLI POLITICI, CHE RISULTANO DUNQUE PIENAMENTE INFORMATI SIA DEGLI ATTEGGIAMENTI RICATTATORI DELLA LIBIA, CHE DELLA POSSIBILITA' DI ESPLORARE UNA COMPOSIZIONE DEL CONFLITTO, CEDENDO SU QUALCHE PUNTO.

IN REALTA', RAPPORTI DIRETTI TRA I DUE SERVIZI, IL SISMI E QUELLO - CHE AGIVA SU PIU' LIVELLI E CON DIVERSI INTERLOCUTORI - LIBICO, SI ERANO GIA' DA TEMPO CONSOLIDATI, PROPRIO SU QUESTO TERRENO.

GIA' NEL'AGOSTO DEL '79 IL SISMI AVEVA FORNITO AL RAPPRESENTANTE UFFICIALE DEL SERVIZIO INFORMAZIONI LIBICO IN ITALIA, MOUSA SALEM, UNA PRIMA LISTA DI CITTADINI LIBICI RESIDENTI A ROMA ED IN QUELL'OCCASIONE MOUSA SALEM AVEVA, A SUA VOLTA, CONSEGNATO AL DIRETTORE DEL SISMI UN ELENCO DI CITTADINI LIBICI DI CUI IL GOVERNO LIBICO AVREBBE GRADITO L'ESPULSIONE [FOGLIO NR. 4581/4 DEL 13.08.79]. UNA SECONDA LISTA DI DISSIDENTI LIBICI VENIVA FATTA RECAPITARE DAL CAPO DEL SERVIZIO, GEN. GIUSEPPE SANTOVITO, TRAMITE IL COGLIANDRO, A MOUSA SALEM IN DATA 14.02.80 ED UNA TERZA LISTA VENIVA CONSEGNATA - SEMPRE SU DISPOSIZIONE DEL DIRETTORE DEL SISMI - A MOUSA SALEM IN DATA 02.04.80 [FOGLIO NR. Z/566/IV DEL 26.02.80 E NR. 2227/4 DEL 02.04.80].

SI VUOLE SOSTENERE CHE IN REALTA' IL SERVIZIO ITALIANO ABBIA CONSEGNATO INFORMAZIONI ORMAI SUPERATE, DI SOGGETTI NON PIU' RESIDENTI IN ITALIA O CHE COMUNQUE FURONO AVVERTITI E CHE SI ALLONTANARONO PRIMA DELLA REAZIONE LIBICA. FU INVECE ASSASSINATO AREF ABDULJALIL ZAKI, COMPRESO NELLA LISTA DEL 29 MARZO, CONSEGNATA IL 2 APRILE, IL QUALE - SECONDO QUANTO RIPORTATO NELLA NOTA 24.04.80 DEL RAGGRUPPAMENTO CENTRI CS - SAREBBE STATO AVVISATO. CERTO E' CHE EGLI FU UCCISO PROPRIO IN VIA VENETO, LUOGO INDICATO NELLA NOTA COME SUO DOMICILIO. FU UCCISO L'11 GIUGNO ANCHE EL HEDEIRI AZZEDIN, PURE RICOMPRESO NELLA LISTA.

MA IL PUNTO CHE RILEVA AI FINI DEL PROCEDIMENTO E' CHE A FINE MAGGIO LA SITUAZIONE DI TENSIONE ERA ORMAI GRAVISSIMA E CHE IL GOVERNO FU DI CIO' INFORMATO AI MASSIMI LIVELLI.

LA QUESTIONE FU ANCHE AFFRONTATA IN SEDE DI CIIS CON IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, ON.LE COSSIGA.

IN PARTICOLARE, NEL CORSO DELLA RIUNIONE TENUTASI IN DATA 21.05.80, IL

SOTTOSEGRETARIO ON. MAZZOLA RILEVAVA IL PROBLEMA DEI CITTADINI LIBICI PRESENTI IN ITALIA DEI QUALI, DA PARTE LIBICA, SI RECLAMAVA LA INDIVIDUAZIONE E L'ESPULSIONE DALL'ITALIA, CHIEDENDO AL CESIS DI PREPARARE UN APPROFONDIMENTO DEL PROBLEMA. IL PRESIDENTE ON. COSSIGA SOTTOLINEAVA CHE "MALGRADO LE COMPLESSE RELAZIONI INTERCORRENTI CON LA LIBIA, NON PUO' TOLLERARSI IL VERIFICARSI DI ATTENTATI NEL NOSTRO PAESE" E CHE "DEVONO PROMUOVERSI TEMPESTIVAMENTE LE CONSEGUENTI PROCEDURE GIUDIZIARIE, ANCHE PER DISPORRE DI EVENTUALI FUTURI ARGOMENTI DI TRATTATIVA".

SULLA MINUTA DEL VERBALE DELLA RIUNIONE, VERGATA DAL SEGRETARIO GENERALE DEL CESIS, WALTER PELOSI, SI RILEVA NELL'INTERVENTO DEL PRESIDENTE COSSIGA, RELATIVAMENTE ALLA QUESTIONE CONCERNENTE L'ESPULSIONE DEI LIBICI DALL'ITALIA LA SEGUENTE ANNOTAZIONE: "PRIMA DEI PROVVEDIMENTI DI ESPULSIONE DEI CITTADINI SECONDO LE RICHIESTE DI GHEDDAFI, I MIN. COMPET. DEVONO AVERE UNA VISIONE GENERALE DEL PROBLEMA".

INFINE IL SISMI, IN DATA 09.06.80, ALLA VIGILIA DELLA SCADENZA DELL'ULTIMATUM TRASMETTEVA, ALL'ATTENZIONE DEL PRESIDENTE COSSIGA, UN APPUNTO SULLA SITUAZIONE LIBICA IN ITALIA, NEL QUALE VENIVANO RICOSTRUITE LE VICENDE PIU' SALIENTI NEI RAPPORTI TRA I DUE SERVIZI DI INFORMAZIONE E VENIVA SOLLEVATA NEL CONTESTO LA PROBLEMATICA RELATIVA ALLA PRESENZA DELLA DISSIDENZA LIBICA NEL PAESE, CONCLUDENDO CHE IL PROBLEMA NON POTEVA CHE RISOLVERSI "AL DI FUORI DEGLI SCHEMI TRADIZIONALI E CONSENTITI" E CHE ABBISOGNAVA DEL "SUPPORTO POLITICO CHE APPARE PIU' CHE MAI NECESSARIO, PER AFFRONTARE QUEGLI ASPETTI CHE, ISTITUZIONALMENTE, SONO COLLOCATI AL DI FUORI DEI COMPITI E DELLE PREROGATIVE DEL SERVIZIO".

L'11.06.80, ALLO SCADERE DELL'ULTIMATUM, VENIVA UCCISO A MILANO IL CITTADINO LIBICO LADHERI AZZEDINE, MENTRE A ROMA RIUSCIVA A SALVARSI DA UN ATTENTATO IL LIBICO MOHAMED SAAD BIGT.

LO STESSO GIORNO SAID SALEM VENIVA TRASFERITO DAL CARCERE IN UNA CASA DI CURA.

ANCHE QUESTO TRASFERIMENTO SEGUIVA A UNA TRATTATIVA DIPLOMATICA, GIACCHE' VI ERA STATO UN INTERESSAMENTO DIRETTO DAL PRIMO MINISTRO LIBICO JALLUD, IL QUALE AVEVA SCRITTO IN PROPOSITO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COSSIGA.

LA QUESTIONE DI SAID SALEM FU CERTAMENTE PORTATA ALL'ATTENZIONE DELLE AUTORITA' POLITICHE, ANCHE SE NE SONO IGNOTI I TERMINI PRECISI, GIACCHE' DELLA RIUNIONE DEI DIRETTORI (CESIS - SISMI - SISDE) DEL 12.06.80, NON ESISTE VERBALE INTEGRALE, MA SOLO - COME ERA PERALTRO PRASSI - UNA SINTETICA ANNOTAZIONE DEGLI ARGOMENTI TRATTATI (TRA CUI APPUNTO "QUESTIONE LIBICI (SALEM SAID)".

LA CACCIA AGLI OPPOSITORI DI GHEDDAFI IN TUTTA EUROPA E ANCHE IN ITALIA EBBE ULTERIORI CONSEGUENZE, CHE POSSONO AVER AVUTO RIFLESSI ANCHE NELLE RELAZIONI CON IL NOSTRO PAESE.

IL 15.06.80 SI TENNE INFATTI AL CAIRO UNA RIUNIONE DEGLI OPPOSITORI, CONVENUTI DA OGNI PARTE DEL MONDO, PER ASSUMERE INIZIATIVE DI REAZIONE. FU ANCHE ESPLORATA LA POSSIBILITA' DI RAPPRESAGLIE CONTRO IL REGIME LIBICO. QUESTO A SUA VOLTA REAGI' CON UNA MOBILITAZIONE AI CONFINI CON L'EGITTO.

I TESISSIMI RAPPORTI CON QUESTO PAESE COSTITUISCONO UN ULTERIORE CAPITOLO DI INTERESSE AI FINI DEL PROCEDIMENTO, COME SI VEDRA' A PROPOSITO DEL TENTATIVO DI COLPO DI STATO PREDISPOSTO PER IL 4 AGOSTO.

 

III.8. IL RICOVERO DI SAID SALEM E I RAPPORTI TRA LIBICI ED EVERSIONE DI DESTRA.

 

VA OSSERVATO CHE IL SISMI ACCOMPAGNO' SALEM PRESSO LA CASA DI CURA VILLA MAFALDA; TALE CLINICA ERA GESTITA DA RENATO ERA, SOGGETTO IN STRETTO CONTATTO CON I VERTICI DELL'ARMA DEI CARABINIERI, MA ANCHE CON ALDO SEMERARI. ANCHE IL

COMPLESSO DI QUESTI ASPETTI E' STATO OGGETTO DI ACCURATISSIME INDAGINI AL FINE DI INDIVIDUARE OGNI POSSIBILE ELEMENTO DI SUPPORTO ALLE IPOTESI DI COINVOLGIMENTO LIBICI IN UN ATTENTATO (QUALUNQUE FOSSE LA MODALITA' DI ABBATTIMENTO DELL'AEREO).

SEMERARI, INFATTI, FU UCCISO NELL'APRILE 1982, DECAPITATO. POCO PRIMA DI ESSERE ASSASSINATO AVEVA CHIAMATO PROPRIO ERA, CHIEDENDOGLI DI ESSERE MESSO IN CONTATTO CON I SERVIZI, PERCHE' SI SENTIVA IN PERICOLO. DA QUESTA TELEFONATA SI DIPANA UNA VICENDA SINGOLARE, CHE E' GIA' STATA OGGETTO DI APPROFONDIMENTO IN ALTRI PROCEDIMENTI E CHE QUI SI RICHIAMA ESCLUSIVAMENTE NEI LIMITI DI STRETTA PERTINENZA.

ERA DICHIARO' INFATTI DI AVERE IMMEDIATAMENTE AVVERTITO COGLIANDRO; QUESTI, A SUA VOLTA, AFFERMO' IN UN PRIMO MOMENTO [AL PUBBLICO MINISTERO DI BOLOGNA IL 06.03.85] DI AVER AVVISATO SANTOVITO, IL QUALE GLI AVREBBE RISPOSTO "CI PENSO IO, TIENI LA NOTIZIA PER TE". CON UNA LETTERA AL PUBBLICO MINISTERO DI BOLOGNA, COGLIANDRO RETTIFICAVA QUESTA DICHIARAZIONE, ASSERENDO DI NON AVER POTUTO AVVISARE SANTOVITO, NON PIU' DIRETTORE DEL SISMI, MA DI NON RICORDARE A CHI AVESSE TRASMESSO IL MESSAGGIO DI SEMERARI. NUOVAMENTE INTERROGATO IN QUESTO PROCEDIMENTO, COGLIANDRO RIBADIVA PERO' DI AVERE INFORMATO PROPRIO SANTOVITO.

NATURALMENTE NEGLI ATTI DEL SERVIZIO (NE' IN QUELLI DEL RAGGRUPPAMENTO CENTRI CS, DIRETTI DAL COGLIANDRO, NE' IN QUELLI CENTRALI), VI E' ALCUN RIFERIMENTO A TALE VICENDA.

LA RICOSTRUZIONE DELLA TRAMITAZIONE VERSO L'ALTO DEL MESSAGGIO DI SEMERARI CONTRIBUISCE A CONFERMARE L'ESISTENZA DI QUELLA CATENA DI FEDELTA' INTERNA, DI CUI S'E' TRATTATO A PROPOSITO DELLE ATTIVITA' DEL LUGLIO/AGOSTO 1980, CHE SCAVALCAVA LE GERARCHIE FORMALI (E CIOE' IL DIRETTORE DELLA 1^ DIVISIONE, GENERALE NOTARNICOLA, E LO STESSO DIRETTORE DEL SERVIZIO) SECONDO LOGICHE SOMMERSE DI APPARTENENZA, IN GRADO DI ALTERARE LE MODALITA' OPERATIVE DEL SERVIZIO.

SI SEGNALA, IN PARTICOLARE, CHE L'ATTIVAZIONE DELLA CATENA ANOMALA NEL CASO DI ALDO SEMERARI E' BEN COMPRENSIBILE, SE SOLO SI PENSA AL RUOLO CHE IL CRIMINOLOGO EBBE NELLE VICENDE DEI RAPPORTI TRA APPARATI DELLO STATO - E SEGNATAMENTE IL SISMI DI SANTOVITO - E SETTORI DELLA CAMORRA, PARTICOLARMENTE IN OCCASIONE DEL SEQUESTRO DI CIRO CIRILLO.

NONOSTANTE OGNI APPROFONDIMENTO, NON SONO STATI INDIVIDUATI ELEMENTI DI PROVA CHE POSSANO FAR RITENERE CHE I CANALI SUDDETTI DI COLLEGAMENTO TRA LIBICI ED ESTREMA DESTRA POSSANO ESSER STATI UTILIZZATI PER AZIONI DI RAPPRESAGLIA CONTRO IL NOSTRO PAESE.

UN ELEMENTO IN TAL SENSO E' COSTITUITO DALLA DEPOSIZIONE DI UMBERTO NOBILI [ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI FIRENZE IN DATA 25.01.88]. QUESTI, NEL CONTESTO DELLE DICHIARAZIONI CONCERNENTI LE CONFIDENZE RICEVUTE DAL CAPO CENTRO CS DI FIRENZE, MANNUCCI BENINCASA CIRCA IL POSSIBILE OBIETTIVO COSTITUITO DA TRICOMI, AVEVA INFATTI AFFERMATO CHE "DOPO LA STRAGE DI BOLOGNA MANNUCCI, FACENDO RIFERIMENTO ANCHE ALLA PRECIPITAZIONE DEI DUE VELIVOLI [DC9 E MIG23], MI ACCENNO' ALLA POSSIBILITA' CHE SEMERARI POTESSE AVER PRESO CONTATTI PER CONTO DI GELLI CON PERSONE LIBICHE CON RIFERIMENTO ALLA PREPARAZIONE DELLA STRAGE: RICORDO CHE MANNUCCI ACCENNO' A UN'AGENDA DI SEMERARI CON UN APPUNTO CHE POTEVA COSTITUIRE UN POSSIBILE RIFERIMENTO A GELLI".

EFFETTIVAMENTE IL RIFERIMENTO ALL'AGENDA E' MOLTO SIGNIFICATIVO, GIACCHE' L'ALLORA CAPITANO PANDOLFI FA RISALIRE PROPRIO AL FATTO DI AVER RILEVATO UN'ANNOTAZIONE DI UN APPUNTAMENTO CON GELLI IN UN'AGENDA DI SEMERARI LA DECISIONE DI RIVOLGERSI AL MANNUCCI PER AVVIARE LE INVESTIGAZIONI SUL PREDETTO [PAOLO PANDOLFI, 22.07.92].

D'ALTRA PARTE, L'ESISTENZA DI RELAZIONI TRA SEMERARI E AMBIENTI LIBICI E' INDICATA DA PIU' FONTI PROCESSUALI, ALCUNE DELLE QUALI QUESTO UFFICIO RITIENE DI

PARTICOLARE AFFIDABILITA', PER ESSERE STATE SOTTOPOSTE A VERIFICHE POSITIVE IN NUMEROSI PROCEDIMENTI.

SERGIO CALORE PARTECIPO' NEL MARZO 1978 A UN INCONTRO CON UN ESPONENTE LIBICO A CASA DI SEMERARI. LO SCOPO DELLA RIUNIONE ERA QUELLO DI AVVIARE RAPPORTI DI CARATTERE ECONOMICO, PROPONENDOSI COME INTERMEDIARI PER L'ACQUISTO DI MATERIALI MILITARI. QUANDO SI CERCO' DI SPOSTARE IL CONTATTO VERSO APPOGGI DI CARATTERE POLITICO, IL LIBICO RISPOSE IN MANIERA COMPLETAMENTE NEGATIVA [SERGIO CALORE, 01.03.84].

PAOLO ALEANDRI EBBE ANCH'EGLI CONTATTI INSIEME AL SEMERARI CON L'ESPONENTE LIBICO, PRESENTATOGLI COME "COLONNELLO DI UN NUCLEO PREPOSTO AD AZIONI SPECIALI, COME CAPO DEL SERVIZIO DI SICUREZZA DI IDI AMIN" [CONFRONTO ALEANDRI/CALORE IN DATA 13.12.84. ALEANDRI, 27.10.82]. IL LIBICO RISIEDEVA NELL'AMBASCIATA DI QUEL PAESE E VI FECE RITORNO NEL 1978.

PAOLO BIANCHI RIFERI' DI UN TRAFFICO D'ARMI CON LA LIBIA, ATTRAVERSO L'ISOLA DI PANTELLERIA, CON L'APPOGGIO DEL GOVERNO LIBICO, E NEL QUALE IL SEMERARI SAREBBE STATO DIRETTAMENTE COINVOLTO; QUESTI, A DIRE DEL BIANCHI, SI ERA ANCHE RECATO IN LIBIA NEL 1979 O NEL 1980 [PAOLO BIANCHI, 10.08.82].

SI TRATTA DI INDICAZIONI DI CONTATTI PARTICOLARMENTE QUALIFICATI CON AMBIENTI DELLA DESTRA EVERSIVA, ALCUNI DEI QUALI CONDANNATI PER GRAVI ATTENTATI.

LE INDICAZIONI FORNITE DAI TESTIMONI SUDDETTI HANNO TROVATO AMPI RISCONTRI NELLE INDAGINI DI POLIZIA GIUDIZIARIA. IL LIBICO E' STATO IDENTIFICATO IN IBRAHIM MILADI, ENTRATO IN ITALIA NEL GENNAIO 1978, DIPENDENTE DEL CONSOLATO LIBICO A PALERMO, PRIMA, E QUINDI TRASFERITOSI A ROMA, DA DOVE VENIVA ESPULSO IL 31.10.78. TRACCE DELLA SUA PRESENZA IN ITALIA SI RITROVANO PERO' NEL DICEMBRE DELLO STESSO ANNO (SOGGIORNO IN ALBERGO A PALERMO). NON SONO STATI TROVATI RISCONTRI DEL CONTATTO DIRETTO DEL MILADI CON ROBERTO INCARDONA VENTURA E PATRIZIA ELLI, MA QUEST'ULTIMA HA DIMORATO IN LIBIA, ANCHE QUALE DIPENDENTE DI UNA SOCIETA' OPERANTE IN QUELLA NAZIONE [SI VEDA LA NOTA RIASSUNTIVA DELLA DIREZIONE CENTRALE DELLA POLIZIA DI PREVENZIONE IN DATA 28.11.91 E LA DOCUMENTAZIONE A ESSA ALLEGATA].

ANCHE ALTRE FONTI, ALCUNE MOLTO SOSPETTE (SI VEDA AD ESEMPIO IL RAPPORTO IN DATA 02.07.81 DEL REPARTO OPERATIVO DEI CARABINIERI DI BOLOGNA, REDATTO DAL CAPITANO PANDOLFI E LA CUI "FONTE DA TUTELARE" E' IL SOLITO MANNUCCI), INDICARONO I RAPPORTI SEMERARI - LIBIA.

VA PERO' RILEVATO CHE QUESTO FILONE INVESTIGATIVO E' STATO PERCORSO CON ESTREMA CURA IN DIVERSI PROCEDIMENTO E ANCHE IN DIBATTIMENTI (COME QUELLO PER LA STRAGE DEL 02.08.80 E QUELLO PER L'OMICIDIO DI PIERSANTI MATTARELLA, PER IL QUALE FURONO TRATTI IN GIUDIZIO VALERIO FIORAVANTI E ALTRI). NESSUN ELEMENTO DI DIRETTO COLLEGAMENTO TRA QUESTI FATTI E LA STRAGE DEL 27 GIUGNO E' STATO POSSIBILE EVIDENZIARE, AD ECCEZIONE DI QUELLO DI CUI SUBITO SI DIRA'.

SU CIRCOSTANZE DI FATTO CHE POSSONO DIRSI CERTE (COME L'ESISTENZA DI CONTATTI A FINI COMMERCIALI E PROBABILMENTE CON PROSPETTIVE DI RECIPROCO SCAMBIO DI CARATTERE "POLITICO") SI INSERIRONO INDICAZIONI DEPISTANTI, COME QUELLE RICONDUCIBILI ALLE ATTIVITA' DI MANNUCCI BENINCASA.

 

III.9. IL TENTATIVO DI COLPO DI STATO IN LIBIA DEL 04.08.80. IPOTESI DI COLLEGAMENTI CON I FATTI DEL 27 GIUGNO E DEL 02.08.80.

 

NEL FILONE DEI POSSIBILI RAPPORTI TRA LIBICI E SETTORI STRAGISTI DELL'ESTREMA DESTRA HA FINITO PER CONFLUIRE ANCHE IL FILONE INVESTIGATIVO NATO DALLE DICHIARAZIONI DI ALDO DEL RE.

QUESTI FU PROTAGONISTA DI UNA TRAGICA VICENDA. EGLI INFATTI PRESE PARTE A UN

TENTATIVO DI COLPO DI STATO PER ROVESCIARE IL REGIME LIBICO, CHE AVREBBE DOVUTO SCATTARE AL TERMINE DEL RAMADAN, TRA IL 4 E IL 06.08.80 E CHE INVECE FU DURAMENTE REPRESSO: UN NUMERO IMPRECISATO DI CONGIURATI FU PASSATO PER LE ARMI E ALTRI FURONO GIUSTIZIATI IN SEGUITO. EGLI FU CONDANNATO IN CONTUMACIA ALL'ERGASTOLO, MA DUE CONNAZIONALI, EDOARDO SELICIATO ED ENZO CASTELLI, FURONO INVECE ARRESTATI IN QUEL PAESE E PATIRONO UNA LUNGA CARCERAZIONE, VENENDO ANCHE SOTTOPOSTI A VESSAZIONI E TORTURE. FU ARRESTATO ANCHE ORLANDO PERUZZO, CHE PERO' FU SCARCERATO DOPO QUATTRO MESI E CHE NON SEMBRA ESSER STATO COINVOLTO IN ALCUNA FASE DEL TENTATIVO INSURREZIONALE.

SELICIATO, TITOLARE DI UNA DITTA DI IMPORTAZIONI ED ESPORTAZIONI, FREQUENTAVA LA LIBIA SIN DAL 1975. EGLI ERA UN BUON AMICO DI IDRIS EL SHEHEBI (A VOLTE IL NOME VIENE SCRITTO CON LA TRASCRIZIONE SHAHIBI), UNO DEGLI UFFICIALI CHE CON GHEDDAFI AVEVA ORGANIZZATO IL COLPO DI STATO DEL 1969 CONTRO RE IDRIS. SHEHEBI AVEVA UNO STATUS PARTICOLARE NELL'APPARATO MILITARE LIBICO, DISCENDENTE DA QUESTA SUA ORIGINE: NON ERA INQUADRATO IN NESSUN REPARTO E RISPONDEVA SOLO AL LEADER LIBICO.

SECONDO SELICIATO, NEL MAGGIO/GIUGNO 1980 (IN REALTA' NEL MARZO) VI ERANO STATI A TOBRUK SANGUINOSI SCONTRI TRA LA POPOLAZIONE CIVILE E I COMITATI RIVOLUZIONARI DI GHEDDAFI E SHEHEBI ERA STATO INCARICATO DI UNA VIOLENTA RAPPRESAGLIA CONTRO I CIVILI. SI ERA RIFIUTATO E DA QUI ERA PRECIPITATA UNA SITUAZIONE CHE COVAVA GIA' DA TEMPO. SHEHEBI, INFATTI, A CAPO DI UN GRUPPO DI OPPOSITORI DENOMINATO NEW MOVIMENT INTENDEVA ROVESCIARE IL REGIME DEL DITTATORE LIBICO E RIAVVICINARSI ALL'OCCIDENTE; ERA GIA' IN PREPARAZIONE DA TEMPO UN COLPO DI STATO, PER IL QUALE ERA NECESSARIO UN APPOGGIO MILITARE EGIZIANO.

SELICIATO ERA DUNQUE STATO AVVICINATO DA UN COLLABORATORE DI SHEHEBI, AHMED MARZUK, IL QUALE GLI AVEVA AFFIDATO L'INCARICO DI CONTATTARE IL GOVERNO EGIZIANO, AVVALENDOSI DEI SUOI CONTATTI E DELLA SUA POSSIBILITA' DI LASCIARE LA LIBIA E DI FARVI RITORNO. EGLI AVEVA ACCETTATO E, DOPO PRIMI CONTATTI POSITIVI CON L'AMBASCIATA D'EGITTO A ROMA, AVEVA DOVUTO SERVIRSI DI DEL RE (SUO DIPENDENTE E CHE APPARIVA BEN DISPOSTO A TAL GENERE DI AFFARI) PER CONSOLIDARLI, CON UNA MISSIONE AL CAIRO. PROPRIO QUESTI PRIMI CONTATTI ROMANI POSSONO AVER CONTRIBUITO A SVELARE IL PROGETTO DI SHEHEBI, IN QUANTO SELICIATO SAREBBE STATO FOTOGRAFATO DA AGENTI LIBICI MENTRE ENTRAVA NELL'AMBASCIATA D'EGITTO [ALMENO, CIO' FU DETTO AL PERUZZO DA UN DIPLOMATICO ITALIANO DURANTE LA SUA DETENZIONE. ESAME DEL 31.10.90].

DEL RE SI RECO' DUNQUE IN EGITTO, DOVE - DOPO I CONTATTI CON ESPONENTI DI QUEL GOVERNO - SI INCONTRO' CON ALCUNI COSPIRATI LIBICI E PRESE PARTE ALLA FASE PREPARATORIA DEL PROGETTO INSURREZIONALE [DEPOSIZIONE DI ALDO DEL RE, 05.10.90]. IL 4 AGOSTO PERO' LE FORZE ARMATE FEDELI A GHEDDAFI INTERVENNERO CONTRO I REPARTI COINVOLTI NEL PROGETTO ED ARRESTARONO ANCHE I DUE ITALIANI.

NON VI SONO ELEMENTI CERTI IN TAL SENSO, MA E' POSSIBILE CHE L'INTENSO SPOSTAMENTO DI FORZE AEREE STATUNITENSI E DI SPECIALISTI NELLE COMUNICAZIONI CHE SI VERIFICO' DALLE BASI EUROPEE VERSO L'EGITTO NELLA TERZA DECADE DI GIUGNO FOSSE IN QUALCHE MODO CORRELATA CON LA PREPARAZIONE DEL TENTATIVO INSURREZIONALE.

CERTO E' CHE ANCHE IN QUESTA DIREZIONE SONO STATE SVOLTE ACCURATE INDAGINI IN QUESTO PROCEDIMENTO, AL FINE DI VERIFICARE SE IL TRASFERIMENTO DI MEZZI - ANCHE ATTRAVERSO IL CORRIDOIO AEREO OVE TRANSITAVA IL DC9 - POTESSE AVER IN QUALCHE MANIERA DETERMINATO LA PERDITA DELL'AEREO ITAVIA.

DI PARTICOLARE RILIEVO, AI NOSTRI FINI, E' CHE QUESTE OPERAZIONI SI SVILUPPARONO PROPRIO ALLA FINE DI GIUGNO, TANTO CHE NEL NUMERO IN EDICOLA IL 23 GIUGNO, LA RIVISTA SPECIALISTICA STATUNITENSE AMERICAN AVIATION WEEK AND SPACE TECHNOLOGY RIVELAVA LE ATTIVITA' IN CORSO E PREANNUNCIAVA PER IL 26 GIUGNO L'INVIO DI ALTRI SPECIALISTI AL CAIRO [LA CITAZIONE E' TRATTA DALLA MEMORIA DEL CONSULENTE TECNICO DELLA PARTE CIVILE IN DATA 23.10.95. NATURALMENTE NON SI UTILIZZA PROBATORIAMENTE IL CONTENUTO DELL'ARTICOLO, MA IL DATO DI FATTO DELLA

PUBBLICAZIONE NELLA DATA SUDDETTA DI UN'ANTICIPAZIONE PER IL 26 GIUGNO. TALI CIRCOSTANZE SONO DI RILIEVO PER RICOSTRUIRE IL FORTE CLIMA DI TENSIONE INTERNAZIONALE, CHE POTEVA DETERMINARE, TRA L'ALTRO, ANCHE DECISIONI DI RAPPRESAGLIA CONTRO AEREI IMPEGNATI NEL TRASFERIMENTO. NATURALMENTE NULLA PUO' DEDURSI SULLE CARATTERISTICHE DI QUESTA EVENTUALE AZIONE].

NESSUN ELEMENTO IN TAL SENSO E' STATO PERO' RACCOLTO.

SELICIATO RICORDA DI ESSER STATO CATTURATO NELLA NOTTE TRA IL 2 E IL 03.08.80; CERTAMENTE, INVECE, CIO' AVVENNE IL 4 AGOSTO (COME PER CASTELLI E PERUZZO E COME RISULTA DAGLI ATTI ACQUISITI PRESSO IL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI).

SELICIATO ERA CONDANNATO A MORTE E CASTELLI A UNA GRAVE PENA DETENTIVA. DOPO UN LUNGO PERIODO DI DURA PRIGIONIA VENIVANO INFINE SCAMBIATI CON LIBICI ARRESTATI IN ITALIA PER ATTIVITA' TERRORISTICHE.

IMPORTANTE AI NOSTRI FINI E' LA FIGURA DEL CASTELLI. A QUESTI IL SELICIATO SI RIVOLSE, OLTRE CHE AL DEL RE, RITENENDO CHE I SUOI BUONI RAPPORTI CON IL PARTITO SOCIALISTA POTESSERO AGEVOLARE I CONTATTI EGIZIANI. CASTELLI PERO' AVEVA CERCATO DI SCAVALCARE SELICIATO, PROPONENDOSI DIRETTAMENTE A SHEHEBI E MARZUK COME MEDIATORE VERSO GLI EGIZIANI. SHEHEBI - CHE SI ERA EVIDENTEMENTE ALLARMATO PER LA DIFFUSIONE DELLA NOTIZIA - AVEVA CATEGORICAMENTE NEGATO QUALUNQUE PROGETTO INSURREZIONALE E QUINDI CASTELLI ERA, ALMENO APPARENTEMENTE, USCITO DI SCENA.

SELICIATO LASCIA INTENDERE INFATTI CHE POTREBBE ESSERE STATO PROPRIO CASTELLI A RIVELARE IL PIANO; IN CARCERE AVEVA APPRESO DA MARZUK CHE IL COMPLOTTO ERA STATO SVELATO A TRIPOLI DA UN ITALIANO ED IN EFFETTI CASTELLI SI TROVAVA IN QUELLA CITTA'. CASTELLI INVECE SEMBRA ESTRANEO A TALE CONDOTTA, PER ESSERE STATO ANCH'EGLI A LUNGO E BRUTALMENTE PERCOSSO; EGLI RICORDA CON GRATITUDINE DI ESSERE STATO SCAGIONATO DAL SELICIATO, CHE SI ERA ASSUNTO OGNI RESPONSABILITA' E LE CUI URLA MENTRE VENIVA SOTTOPOSTO A TORTURA NON SOLO SENTIVA DALLA SUA CELLA, MA GLI VENIVANO ANCHE FATTE RIASCOLTARE NELLE REGISTRAZIONI, DURANTE I SUOI INTERROGATORI.

CASTELLI HA ANCHE NEGATO CHE FOSSE VERO DI ESSER STATO INCARICATO DAL SELICIATO DELLA MISSIONE IN EGITTO. SI PUO' COMPRENDERE LA RITROSIA A RIENTRARE, ANCHE SOLO CON LA MENTE, IN UNA VICENDA CHE DEVE AVER SEGNATO I DUE UOMINI. CERTAMENTE, PERO', DA ALCUNE AMMISSIONI CIRCA LA FREQUENTAZIONE CON IL MARZUK E CIRCA STRANI DISCORSI SUL RUOLO DEI SERVIZI SEGRETI ITALIANI NEI CONTATTI CON GHEDDAFI, SI TRAGGONO ELEMENTI DI CONFORTO DELLA VERIDICITA' DEL SELICIATO.

SI INSERISCE QUI QUELLO CHE PUO' ESSERE CONSIDERATO UN RIFERIMENTO DIRETTO, E CHE QUINDI POTREBBE ESSERE DI ASSOLUTO RILIEVO, AL DC9.

AFFERMA INFATTI CASTELLI [DEPOSIZIONE IN DATA 15.10.90] CHE NEL LUGLIO 1980, DURANTE I COLLOQUI CON MARZUK, SI ERA AFFRONTATO IL TEMA DEGLI APPOGGI DI CUI, SECONDO L'ESPRESSO, TERRORISTI DI ESTREMA SINISTRA AVREBBERO GODUTO IN LIBIA: "MARZUK A QUESTO PUNTO SEMBRO' CHIUDERSI E FECE CADERE IL DISCORSO, DOPO AVERE DETTO CHE QUESTE COSE ERANO RESPONSABILITA' DI GHEDDAFI. IN SEGUITO PERO' TORNO' SUL DISCORSO, PER FARMI CAPIRE CHE ERANO IN DISACCORDO CON GHEDDAFI, ANCHE PER L'APPOGGIO AI TERRORISTI ITALIANI. AGGIUNSE: "E' LUI CHE FA ABBATTERE GLI AEREI ITALIANI". IL DISCORSO NON SAREBBE PIU' STATO RIPRESO E QUINDI CASTELLI NON E' IN GRADO DI AGGIUNGERE ULTERIORI PARTICOLARI.

UN ALTRO ELEMENTO SI SAREBBE PERO' AGGIUNTO IN SEGUITO, DA FONTE DEL TUTTO DIVERSA.

RICORDA INFATTI CASTELLI:

"MENTRE ERO DETENUTO DURANTE IL PROCESSO MILITARE, VIDI UN UOMO TENUTO IN RIGOROSISSIMO ISOLAMENTO; QUESTI NON ERA IMPUTATO CON NOI, MA SEMPLICEMENTE DETENUTO IN UNA CELLA VICINA ALLA NOSTRA. IN SEGUITO UN ALTRO PILOTA, CHE ERA IN CELLA CON ME, MI DISSE CHE L'UOMO IN ISOLAMENTO ERA UN CAPITANO PILOTA CHE, DOPO

AVER COMPIUTO OPERAZIONI IN EUROPA, ERA CADUTO IN DISGRAZIA. IN SEGUITO, L'UFFICIALE PILOTA... QUASI SCHERZANDO E PASSANDOMI VICINO DURANTE L'ORA D'ARIA, MI DISSE: "MUHAMMAR VI BUTTA GIU' GLI AEREI". LA BATTUTA FU FATTA IN INGLESE; EGLI USO' IL VERBO PUT DOWN O KNOCK DOWN E IL NOME MUHMMAR CHE E' IL NOME DI GHEDDAFI".

L'UFFICIALE ERA DETENUTO INSIEME A MARZUK, CON IL QUALE AVEVA RAPPORTI COSTANTI.

L'EPOCA DELLA CONFIDENZA (LUGLIO 1980) E LA PROVENIENZA DA UN AMBIENTE ASSAI PROSSIMO A GHEDDAFI LA RENDE DI PARTICOLARE INTERESSE. SELICIATO, CERTAMENTE PIU' VICINO A MARZUK E AI SUOI REFERENTI, HA PERO' ESCLUSO DI AVER MAI APPRESO NULLA CIRCA UN COINVOLGIMENTO LIBICO NELL'ABBATTIMENTO DELL'AEREO. NON E' STATA POSSIBILE SVILUPPARE ULTERIORMENTE L'INFORMAZIONE.

NESSUNA COLLABORAZIONE E' VENUTA, IN GENERALE, DALLA LIBIA, TANTO CHE L'08.06.96 L'UFFICIO SEGNALAVA AL MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA CHE LE AUTORITA' LIBICHE NON AVEVANO NEMMENO DATO SEGNO DI RICEVUTA DELLE RICHIESTE DI ASSISTENZA GIUDIZIARIA, COSICCHE' SI RITENEVA DI NON PIU' FORMULARE ULTERIORI RICHIESTE, BENCHE' L'INDAGINE ABBISOGNASSE DI UNA MOLTITUDINE DI VERIFICHE DI DATI, DOCUMENTI E INFORMAZIONI.

IL DEL RE HA RESO DICHIARAZIONI CHE CONCERNONO ANCHE LA VICENDA DEL MIG23 LIBICO, RECUPERATO A CASTELSILANO.

NELLO STESSO CONTESTO DELLE DICHIARAZIONI SOPRA RICORDATE, EGLI HA INFATTI AFFERMATO DI AVERE PER UN CERTO TEMPO, NEL 1984, MANTENUTO CONTATTI CON UN GENERALE IN PENSIONE DELL'AERONAUTICA MILITARE, GUGLIELMETTI, FINALIZZATI A CONCLUDERE AFFARI CHE RIGUARDAVANO PEZZI DI RICAMBIO PER AEREI DA GUERRA, DA INVIARE IN PAESI ARABI. IL GUGLIELMETTI ERA INTERESSATO IN UNA SOCIETA' - ITEC / ICER - PRESSO LA QUALE ERANO AVVENUTI ALCUNI INCONTRI, AI QUALI A VOLTE ERANO PRESENTI ALTRE PERSONE TRA CUI ANCHE UN ALTRO GENERALE, IN SERVIZIO.

DURANTE QUESTI INCONTRI SI ERA PARLATO INCIDENTALMENTE ANCHE DELLA CADUTA DEL DC9 E DEL RINVENIMENTO DEL MIG23 LIBICO SULLA SILA. I DUE UFFICIALI AVEVANO AFFERMATO CHE TRA I DUE EPISODI NON VI ERA ALCUNA RELAZIONE, ANCHE PERCHE' IL MIG NON AVREBBE AVUTO L'AUTONOMIA PER GIUNGERE FINO AL PUNTO DEL TIRRENO OVE SI ERA VERIFICATO IL DISASTRO. AVEVANO AGGIUNTO PERO' CHE IN REALTA' IL MIG NON ERA IN MANO LIBICA, QUANDO ERA PRECIPITATO.

I DUE AVEVANO ANCHE FATTO RIFERIMENTI ALLA CADUTA DEL DC9, DICENDO "E' MEGLIO CHE LA VERITA' NON VENGA MAI FUORI, PERCHE' ALTRIMENTI NE DERIVEREBBE QUALCOSA DI TREMENDO, UN FATTO MOLTO GRAVE, UN POLVERONE A LIVELLO INTERNAZIONALE"... "PERO' NON POTRA' MAI VENIRE FUORI. AVREBBERO DOVUTO CONTROLLARE LE PRENOTAZIONI FATTE PER QUELL'AEREO DA BOLOGNA, MA QUESTO NON SI PUO' PIU' FARE".

AFFERMAVA ANCHE DI AVERE RIFERITO DELLE CONFIDENZE RICEVUTE DAL GUGLIELMETTI A VITO MICELI, QUANDO QUESTI ERA PARLAMENTARE E NELL'AMBITO DI RAPPORTI INTERCORSI NEL TENTATIVO DI SPINGERE LE AUTORITA' ITALIANE A FARE PRESSIONI SULLA LIBIA PERCHE' FOSSE LIBERATO IL SELICIATO. ERA ANDATO A TROVARE MICELI NEL SUO STUDIO, SITO NEI PRESSI DELLA RINASCENTE DI ROMA, E QUI MICELI GLI AVEVA, TRA L'ALTRO, ANCHE RIVELATO DI AVERE DA CAPO DEL SERVIZIO MILITARE AIUTATO GHEDDAFI A PRENDERE IL POTERE, CONVINTO CHE CIO' FOSSE CONFORME AGLI INTERESSI ITALIANI.

MICELI PERO' DICHIARAVA DI NON RICORDARE ALCUN CONTATTO CON DEL RE ED ESCLUDEVA RECISAMENTE DI AVERE COMUNQUE RICEVUTO NOTIZIE CIRCA IL COLPO DI STATO DELL'AGOSTO 1980 E CIRCA LA CADUTA DEL MIG23, DIVERSE DA QUELLE PROVENIENTI DA FONTI PARLAMENTARI [DEPOSIZIONE DEL 17.10.90]. VA PERO' OSSERVATO CHE MICELI E' RISULTATO ESSER BUON AMICO DI QUEL NISI, CHE AVREBBE MESSO IN CONTATTO DEL RE CON GUGLIELMETTI, COSICCHE' NON E' INVEROSIMILE CHE AL PARLAMENTARE DEL RE SI SIA RIVOLTO, NEL TENTATIVO DI AIUTARE GLI AMICI IN DIFFICOLTA' IN LIBIA.

IL DEL RE E' PERSONA ASSAI COMPLESSA. EGLI HA SICURAMENTE FORNITO PARTICOLARI VERIDICI - INSIEME AD ALTRI CHE INVECE SI SONO DIMOSTRATI QUANTO MENO IMPRECISI

O NON RISCONTRATI - CIRCA I SUOI RAPPORTI SIA CON DETTI AMBIENTI, SIA CON IL GENERALE GUGLIELMETTI E CON ALCUNI SUOI COLLABORATORI. LE NEGAZIONI DI ANTONIO SCORDINO DI QUALUNQUE RAPPORTO CON DEL RE SI SONO SCONTRATE CON LA PRECISA E DETTAGLIATA DESCRIZIONE CHE IL DE RE HA FATTO NELLA SUA ABITAZIONE E INFINE CON LE AMMISSIONI DELLA MOGLIE DI SCORDINO, LAURA CARUSO. CERTAMENTE, INVECE, SCORDINO NON HA ALCUN RAPPORTO DI PARENTELA, COSI' COME INDICATO DAL DEL RE. SULLE AGENDE DI GUGLIELMETTI SONO STATI RINVENUTI RIFERIMENTI TANTO AL DEL RE, QUANTO A UN'UNIONE ISLAMICA (LIBIA).

VERIFICHE SONO STATE RACCOLTE ANCHE CIRCA L'ATTIVITA' SVOLTA DALLA SOCIETA' ITEC E DA UGO LEONETTI - IL QUALE, PUR NON COMPARENDO NELLA COMPAGINE SOCIALE, SVOLGEVA UN'INTENSA ATTIVITA' INSIEME AL GUGLIELMETTI. LE INDAGINI SOCIETARIE E BANCARIE E L'ESAME DELL'INGENTE DOCUMENTAZIONE BANCARIA SEQUESTRATA CONSENTE DI CONCLUDERE CHE FURONO TRATTATI AFFARI CON PAESI DEL MEDIO ORIENTE, DELL'AFRICA E DELL'AMERICA SETTENTRIONALE; ALCUNI DI QUESTI AFFARI SONO - IN LINEA DI MASSIMA - INDIVIDUATI. DI ALTRI, INVECE NON E' POSSIBILE INDIVIDUARE CON CHIAREZZA L'OGGETTO: SI TRATTA DI FINANZIAMENTI PER SOMME ANCHE MOLTO INGENTI, MA PER I QUALI NON VI E' MAI ALCUN RIFERIMENTO ALLA CAUSA DELLA TRANSIZIONE. PUO' RAGIONEVOLMENTE DEDURSENE CHE QUESTE ATTIVITA', CHE DATANO AI PRIMI ANNI '80, POTESSERO ANCHE CONCERNERE AFFARI NON TRATTABILI ALLA LUCE DEL SOLE (AD ESEMPIO, COSTITUZIONE O TRASFERIMENTO DI CAPITALI ALL'ESTERO OPPURE TRANSAZIONI IN MATERIE SOGGETTE A PARTICOLARI VINCOLI, COME POTREBBERO ESSER QUELLE PER ARMAMENTI).

IN QUESTA ULTIMA DIREZIONE MILITEREBBE LA PRESENZA NELLA SOCIETA' DEL GUGLIELMETTI E DI ARMANDO FRACASSI, GIA' ALTO FUNZIONARIO DEL MINISTERO DEL COMMERCIO CON L'ESTERO E CHE IN PASSATO SI ERA OCCUPATO DI AUTORIZZAZIONI AL COMMERCIO DI ARMI VERSO PAESI SOTTOPOSTI AD EMBARGO.

CERTAMENTE NON ATTENDIBILE E' INVECE L'INDICAZIONE, VENUTA DOPO MOLTI ESAMI TESTIMONIALI, SOLO IN QUELLO DEL 31.10.90, DEL GENERALE TASCIO COME IL SECONDO DEGLI ALTI UFFICIALI CON IL QUALE SAREBBE STATO IN CONTATTO E CHE GLI AVREBBE CONFIDATO DI ESSERE A CONOSCENZA DI "UNA PARTE" DELLA VERITA' SU USTICA. D'ALTRA PARTE IL DEL RE NON SOLO NON HA RICONOSCIUTO TASCIO NEL CORSO DI UN CONFRONTO, MA HA ANCHE FORNITO UNA DESCRIZIONE FISICA E INDICAZIONI CIRCA L'UFFICIO CHE NON SONO COMPATIBILI CON TALE IDENTIFICAZIONE. VA POI RILEVATO CHE NEL PRIMO ESAME TESTIMONIALE DEL RE AVEVA PRECISATO CHE IL NOME DEL SECONDO UFFICIALE, QUELLO CIOE' ANCORA IN SERVIZIO, "ERA UN PO' LUNGO".

NON E' STATO POSSIBILE IDENTIFICARE - NE', PER LA VERITA', ACCERTARNE L'ESISTENZA - DEL SECONDO ALTO UFFICIALE DELL'AERONAUTICA CHE AVREBBE COLLABORATO CON IL GUGLIELMETTI E AVREBBE PARTECIPATO ALLE CONFIDENZE SUI FATTI DEL GIUGNO/LUGLIO 1980.

ARMANDO FRACASSI, CHE SECONDO IL DEL RE SAREBBE STATO PRESENTE AD ALCUNE DI QUESTE CONVERSAZIONI, NON NE HA ALCUN RICORDO.

QUAND'ANCHE, TUTTAVIA, I DISCORSI CHE IL DEL RE RIFERISCE, CIRCA LE GRAVI CONSEGUENZE INTERNAZIONALI CHE SAREBBERO DERIVATE DALLA SCOPERTA DELLA VERITA' SU USTICA E CIRCA LA NECESSITA' DI RICERCARE LE MOTIVAZIONI DELLA CADUTA DEL DC9 NELLA LISTA DEI PASSEGGERI NON PARTITI, NON V'E' NESSUN ELEMENTO CHE POSSA FAR RITENERE CHE TALI DISCORSI - PERALTRO FONDATI SU FATTI, QUALI QUELLI DEI POSSIBILI COLLEGAMENTI CON LA LIBIA O DELLA LISTA DEI PRENOTATI E NON PARTITI, AMPIAMENTE PUBBLICIZZATI SULLA STAMPA ALL'EPOCA DEI COLLOQUI (1984) - SI FONDASSERO SU CONOSCENZE DIRETTE DA PARTE DEGLI UFFICIALI DELL'AVIAZIONE E NON FOSSERO ANCH'ESSI ILLAZIONI E IPOTESI.

D'ALTRA PARTE, NESSUN RUOLO GUGLIELMETTI PUO' AVERE AVUTO NELLE VICENDE DI USTICA O NELLE ATTIVITA' SVOLTE IN SEGUITO NELL'AMBITO DELL'AERONAUTICA MILITARE. EGLI INFATTI ERA ADDETTO, PRIMA DI ANDARE IN PENSIONE, AL CERIMONIALE DEL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI.

ANCHE L'IPOTESI CHE IL MIG23 FOSSE GOVERNATO DA UN PILOTA NON LIBICO E CHE

L'AEREO FOSSE IN REALTA' NELLA DISPONIBILITA' DI SERVIZI SEGRETI OCCIDENTALI NON SOLO NON HA TROVATO IL BENCHE' MINIMO CONFORTO, MA E' DEL TUTTO FANTASIOSA.

PER ALTRO VERSO, VA OSSERVATO CHE DEL RE ERA CERTAMENTE IN DIRETTO CONTATTO CON AMBIENTI DELLA DESTRA EVERSIVA PADOVANA, ED IN PARTICOLARE CON ROBERTO RINANI, PUR NON ESSENDO UN MILITANTE DI QUELLE FORMAZIONI ED ANZI APPARENTEMENTE ORIENTATO VERSO MOVIMENTI RADICALI.

NON E' CHI NON VEDA LA PARTICOLARE RILEVANZA DEL RIFERIMENTO, ROBERTO RINANI, INFATTI, FU IMPUTATO DELLA STRAGE DEL 02.08.80 E FU ASSOLTO DALLA CORTE D'ASSISE DI BOLOGNA PER INSUFFICIENZA DI PROVE. EGLI ERA STRETTAMENTE LEGATO A MASSIMILIANO FACHINI [CIO' FU NEGATO, TANTO DAL FACHINI QUANTO DAL RINANI, MA E' INVECE ACCERTATO NELLA SENTENZA DI PRIMO GRADO DELLA CORTE D'ASSISE DI BOLOGNA, IN DATA 11.07.88], CONDANNATO IN PRIMO GRADO - E POI ASSOLTO - QUALE RESPONSABILE DELLA STRAGE DI BOLOGNA.

IL NOME DI RINANI FU INDICATO NELL'IMMEDIATEZZA DELLA STRAGE E ANZI ADDIRITTURA ANCOR PRIMA CHE QUESTA AVVENISSE, SEBBENE NON NOMINATIVAMENTE. PRESILIO VETTORE, UN DETENUTO CON TRASCORSI DI ESTREMA DESTRA, AVEVA AVVERTITO SIN DAL 10.07.80 IL GIUDICE DI SORVEGLIANZA DI PADOVA CHE ERA IN PREPARAZIONE UN ATTENTATO AL GIUDICE STIZ DI TREVISO E CHE L'OMICIDIO SAREBBE STATO PRECEDUTO "DA ALTRO ATTENTATO AD OPERA DELLA MEDESIMA ORGANIZZAZIONE, DI ECCEZIONALE GRAVITA', TANTO CHE 'AVREBBE RIEMPITO LE PAGINE DEI GIORNALI'" [SENTENZA CITATA, PAG. 29].

TRA I SOGGETTI INDICATI DAL VETTORE COME PARTECIPI DI UNA STRATEGIA STRAGISTA NATA GIA' IN ANNI LONTANI, INSIEME AL FACHINI, VI ERA ANCHE IL CRIMINOLOGO SEMERARI DI CUI S'E' DETTO INNANZI A PROPOSITO DELLE VICENDE DEGLI ESULI LIBICI.

IL VETTORE ERA POI STATO ACCOLTELLATO IN CARCERE E AVEVA - COME ERA PREVEDIBILE [COSI' SCRIVE LA CORTE D'ASSISE, PAG. 586] - RITRATTATO LE ACCUSE. QUI NON RILEVA CERTO QUALE FOSSE IL RUOLO EFFETTIVO DEL RINANI E QUALE IL VALORE DEGLI ELEMENTI DI PROVA RACCOLTI A SUO CARICO. LE DICHIARAZIONI DEL DEL RE FURONO TRASMESSE ALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA DI BOLOGNA E DA QUESTA VALUTATE NEL CONTESTO DI QUELLE INDAGINI.

QUI OCCORRE SOLO SOTTOLINEARE CHE ANCORA UNA VOLTA I POCHI ELEMENTI DI CONTATTO DIRETTO TRA APPARATI LIBICI E I FATTI DEL GIUGNO/AGOSTO 1980 PORTANO AI MEDESIMI AMBIENTI DI COLORO CHE FURONO INQUISITI E, IN QUALCHE CASO, CONDANNATI - ANCHE CON SENTENZA DEFINITIVA - PER LA STRAGE DEL 2 AGOSTO.

SINGOLARMENTE, DEL RE E' INDICATO IN UN APPUNTO DEL SISDE DEL 09.03.81 COME "IL RICETTATORE" DI VALERIO FIORAVANTI; FONTE DELLA NOTIZIA SAREBBE STATA LA SQUADRA MOBILE DI PADOVA MA NON SAREBBERO STATI TROVATI RISCONTRI OBBIETTIVI. QUINTINO SPELLA, CAPO CENTRO SISDE DI PADOVA ALL'EPOCA HA AFFERMATO CHE LA NOTA ERA STATA PREDISPOSTA DA UN SUO SOTTOPOSTO, AULO CAPORESI, REDATTORE DELLA NOTA, HA DICHIARATO MORE SOLITO DI NON SAPERE SULLA BASE DI QUALI ELEMENTI AVEVA - EGLI STESSO - SCRITTO TALE INDICAZIONE [DEPOSIZIONE DEL 04.01.91]. AFFERMAVA DI AVERE TRATTO L'INFORMAZIONE DA FONTI DELLA SQUADRA MOBILE PADOVANA, PRESSO LA QUALE PERO' NON VI E' ALCUN DOCUMENTO IN TAL SENSO. IL DR. MARIO FERRETTI, DIRIGENTE DELLA SQUADRA MOBILE, NON E' A CONOSCENZA DI ALCUN RAPPORTO TRA DEL RE E FIORAVANTI [DEPOSIZIONE DEL 20.12.90]. IL DR. GIUSEPPE COLUCCI, IN SERVIZIO PRESSO QUELLA QUESTURA DAL 1970, DIRIGENTE DELLA DIGOS DAL 1974 AL 1984 E POI CAPO DI GABINETTO, HA ESCLUSO CHE FOSSE MAI RISULTATA UNA NOTIZIA DI TALE GENERE [DEPOSIZIONE DEL 04.01.91].

DEL RE HA NEGATO DI AVER MAI CONOSCIUTO IL FIORAVANTI, "A MENO CHE NON FOSSE QUALCUNO DI QUELLI VISTI IN CONTATTO CON IL GRUPPO" DI RINANI, NEL QUALE VI ERANO A VOLTE ANCHE DEI ROMANI [DEPOSIZIONE DEL 15.12.90].

SI NOTI CHE NEL MARZO 1981 NON VI ERA ANCORA NESSUNA INDICAZIONE PROCESSUALE DEL FIORAVANTI COME POSSIBILE AUTORE DELLA STRAGE. EGLI SAREBBE IN SEGUITO STATO CONDANNATO CON SENTENZA DEFINITIVA, QUALE ESECUTORE MATERIALE, MA SOLO L'11.04.81 FURONO RACCOLTE DALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA ROMANA E TRASMESSE IL 26

SUCCESSIVO A QUELLA DI BOLOGNA LE PRIME DICHIARAZIONI CHE LO COINVOLGEVANO.

NON VA PERO' SOTTOVALUTATO CHE INDICAZIONI EXTRAPROCESSUALI ERANO GIA' IN MOTO DA TEMPO E CIOE' - INDIRETTAMENTE - SIN DALLE DICHIARAZIONI ALLA STAMPA DI AMOS SPIAZZI CIRCA IL RUOLO NELL'ATTENTATO DI ESPONENTI DI TERZA POSIZIONE; SU QUESTI ASPETTI AMPIA LUCE E' STATA FATTA SIA NEL PROCEDIMENTO PER L'OMICIDIO DI FRANCESCO MANGIAMELI, CHE DI QUELLE DICHIARAZIONI ERA STATA LA FONTE, SIA NEI DIVERSI PROCEDIMENTI CHE HANNO RIGUARDATO SPECIFICAMENTE LA STRAGE DEL 02.08.80 [SU QUESTI ASPETTI SI VEDA QUANTO ACCERTATO NEI PROCEDIMENTI SULLA STRAGE DEL 02.08.80, OLTRE CHE IN QUELLI PER GLI OMICIDI DI FRANCESCO MANGIAMELI E PIERSANTI MATTARELLA; SI RINVIA ANCORA ALLA RELAZIONE DELL'ALTO COMMISSARIO, GIA' CITATA].

NESSUN ELEMENTO E' EMERSO CHE POSSA FAR RITENERE CHE LA VICINANZA DI AMBIENTE TRA DEL RE E RINANI SI SIA TRAMUTATA ANCHE IN COLLEGAMENTO DIRETTO TRA I DUE DELITTI.

SEMMAI DEL RE HA FORNITO INDICAZIONI DI SEGNO OPPOSTO, DICHIARANDO CHE RINANI GLI AVEVA CONFIDATO DI AVERE DISPONIBILITA' DI ESPLOSIVI E PONENDO TALE CONFIDENZA IN RELAZIONE ESCLUSIVAMENTE CON LA STRAGE DEL 2 AGOSTO. NON E' STATO POSSIBILE RISOLVERE IL CONTRASTO INSORTO A SEGUITO DI QUESTE DICHIARAZIONI, AVENDO LE PERSONE CHIAMATE IN CAUSA DECISAMENTE NEGATO, ANCHE IN SEDE DI CONFRONTO, DI AVER MAI AVUTO RELAZIONI CON IL DEL RE. I RISCONTRI DI CONTESTO (CIOE' SU EPISODI DIVERSI, INDICANTI L'ESISTENZA DI RELAZIONI APPROFONDITE) SONO STATI A VOLTE POSITIVI E A VOLTE NEGATIVI.

IN OGNI CASO, LE DICHIARAZIONI DEL DEL RE APPAIONO RILEVANTI PER ACCERTARE RESPONSABILITA' PER LA STRAGE DEL 2 AGOSTO, MENTRE ESSE NON SONO IN ALCUN MODO RIFERIBILI ALLA DISTRUZIONE DEL DC9 ITAVIA. PER TALE RAGIONI LE INDAGINI, SIN DALL'INIZIO CONDOTTE IN COLLABORAZIONE CON L'AUTORITA' GIUDIZIARIA DI BOLOGNA, FURONO POI COMPLETATE DA QUELLE AUTORITA'.

RESTA, COME ELEMENTO DI REALE INTERESSE PER IL PRESENTE PROCEDIMENTO, NELLE VICENDE E NELLE DICHIARAZIONI DI DEL RE, IL DATO DI FATTO INOPPUGNABILE CHE EGLI - IN CONTATTO CON AMBIENTI STRAGISTI DELL'ESTREMA DESTRA - FU ANCHE COINVOLTO IN UN TENTATIVO DI COLPO DI STATO, IL CUI ESITO INFAUSTO FU FORSE DETERMINATO DA INTERVENTI INFORMATIVI ESTERNI.

IL RUOLO DI DEL RE - IL QUALE RISULTA ANCORA IN CONTATTO D'AFFARI CON AMBIENTI LIBICI, PUR DOPO LA CONDANNA ALL'ERGASTOLO - E' DAVVERO AMBIGUO. NON E' CREDIBILE CHE IL DEL RE ABBIA POTUTO MANTENERE ANCHE DOPO IL PROCESSO QUEL GENERE DI RAPPORTI CON SOGGETTI CHE EGLI STESSO DEFINISCE PERSONAGGIO "UFFICIALI" E IMPORTANTI, SOLO PERCHE' IN UN PRIMO MOMENTO NON ERA NOTA LA SUA CONDANNA E IN SEGUITO I LIBICI SI INTERESSARONO SOPRATTUTTO DI CONCLUDERE AFFARI.

ANCHE IN QUESTO CASO, TUTTAVIA, NESSUN ELEMENTO DI DIRETTO COLLEGAMENTO CON I FATTI OGGETTO DEL PROCEDIMENTO E' STATO POSSIBILE ACQUISIRE.

 

III.10. LE CONFIDENZE DI HINDAWI A DI CARLO: BOLOGNA COME RITORSIONE PER UN FALLITO ATTACCO AEREO SU CIELO DI USTICA.

 

NELLA VICENDA DEI TESI RAPPORTI TRA ITALIA E LIBIA E DEI POSSIBILI COLLEGAMENTI TRA LE STRAGI DI USTICA E DI BOLOGNA SI INSERISCONO LE RECENTI DICHIARAZIONI RESE DA FRANCESCO DI CARLO. SI TRATTA DI UN CONTRIBUTO QUALITATIVAMENTE DIVERSO DA ALTRI, CHE PURE SUGGERIVANO LO SCENARIO DI UNA GUERRA AEREA E CHE APPARIVANO IMMEDIATAMENTE FANTASIOSI, QUANDO NON ILLECITAMENTE MOTIVATI.

DI CARLO HA INIZIATO A COLLABORARE NEL 1996, DOPO ESSER STATO CONSEGNATO DALLE AUTORITA' BRITANNICHE PER SCONTARE IN ITALIA UNA SEVERA CONDANNA PER TRAFFICO DI

STUPEFACENTI. DI CARLO E' STATO UN COMPONENTE DI RILIEVO NELL'ORGANIZZAZIONE MAFIOSA COSA NOSTRA, QUALE RAPPRESENTANTE DELLA FAMIGLIA DI ALTOFONTE, E HA QUINDI FORNITO UN AMPIO CONTRIBUTO, GIA' VALUTATO COME ATTENDIBILE DA DIVERSE AUTORITA' GIUDIZIARIE. NEL CONTESTO DI UN INTERROGATORIO, IL DI CARLO SI LASCIO' SFUGGIRE UN RIFERIMENTO ALLA STRAGE DI USTICA, AFFERMANDO CHE MAI SI SAREBBE SAPUTA LA VERITA', PERCHE' TROPPI INTERESSI ERANO IN GIUOCO, CHE EGLI STESSO AVEVA APPRESO DA UN DETENUTO NEL CORSO DELLA SUA PRIGIONIA IN GRAN BRETAGNA. SI INVITAVA QUINDI IL DI CARLO A RENDERE DICHIARAZIONI IN MERITO, MA EGLI SI DIMOSTRAVA MOLTO PREOCCUPATO PER LE POSSIBILI CONSEGUENZE SULLA SUA ATTENDIBILITA', AVENDO EGLI DECISO DI PARLAR SOLO DELLE COSE CHE AVEVA VISSUTO DIRETTAMENTE. INFINE, DECIDEVA DI RISPONDERE E RENDEVA LE SEGUENTI DICHIARAZIONI:

"SONO STATO DETENUTO PER UN LUNGO PERIODO INSIEME AD UN ARABO ACCUSATO DI AVER ATTENTATO AD UN AEREO.

PER TUTTO IL PERIODO IN CUI FUI IN ATTESA DI GIUDIZIO, FINIMMO NELLO STESSO CARCERE E FACEMMO AMICIZIA, COME PUO' RISULTARE ANCHE DA DOCUMENTAZIONE DI QUEL CARCERE. UN GIORNO VENNE FUORI IL DISCORSO DI USTICA PERCHE' SI COMMENTAVA UNA NOTIZIA APPARSA SUI GIORNALI, SULLE DIFFICOLTA' DELLE INDAGINI.

IO ERO INTERESSATO A CONOSCERE LE CAUSE DEL DISASTRO, PERCHE' SULL'AEREO C'ERA ANCHE UN APPARTENENTE A "COSA NOSTRA", SALVATORE MAFARA, FRATELLO DI FRANCO MAFARA.

HINDAWI MI DISSE CHE NON SI SAREBBE MAI CONOSCIUTA LA VERITA', PERCHE' ERANO IN GIOCO INTERESSI TROPPO FORTI.

INFATTI, L'AEREO, A DIRE DELL'HINDAWI, ERA STATO COINVOLTO IN UNO SCONTRO TRA AEREI AMERICANI E DUE AEREI LIBICI DECOLLATI DA UNA BASE ITALIANA, DOVE FACEVANO ADDESTRAMENTO. LO SCONTRO ERA STATO CAUSATO DA UN PIANO PER ABBATTERE L'AEREO SUL QUALE AVREBBE DOVUTO VIAGGIARE GHEDDAFI, IL QUALE ERA STATO INVECE AVVERTITO A CAUSA DI COMPLICITA' NEI SERVIZI SEGRETI ITALIANI. NELLO SCONTRO ERANO ANDATI PERDUTI ANCHE UN AEREO AMERICANO, I CUI PEZZI ERANO STATI TROVATI, IN SEGUITO TRA QUELLI DEL MIG E FATTI SPARIRE, E UN MIG LIBICO, CHE SAREBBE STATO FATTO TROVARE QUALCHE TEMPO DOPO.

PER REAZIONE GHEDDAFI AVEVA COMMISSIONATO L'ATTENTATO A BOLOGNA DEL 2 AGOSTO, AL QUALE SAREBBERO QUINDI ESTRANEI COLORO CHE SONO STATI POI CONDANNATI.

A D.R.: HINDAWI DICEVA DI CONOSCERE QUESTE COSE PERCHE' SI TROVAVA IN LIBIA AL MOMENTO DEI FATTI COME RESPONSABILE DEI SERVIZI SEGRETI SIRIANI E COME UOMO DI FIDUCIA DI ABU NIDAL.

MI DISSE ANCHE CHE QUESTO GENERE DI REAZIONE RIENTRAVA TRA QUELLE PRATICATE IN CASI ANALOGHI E MI FECE L'ESEMPIO DI UN AEREO, DENOMINATO ARGO, A SUO DIRE ABBATTUTO DAGLI ISRAELIANI PER RAPPRESAGLIA PER L'ESPULSIONE DI TERRORISTI ARABI [INFORMAZIONI RESE AL PUBBLICO MINISTERO IL 20.03.97].

SI NOTI CHE ANCHE DI CARLO COMMETTE L'ERRORE DI ATTRIBUIRE AL 1980 L'EPISODIO CHE, COME SI VEDRA', RIGUARDAVA INVECE L'AEREO CADUTO A PUNTA RAISI. IN QUESTO CASO, NON TRATTANDOSI DI CIRCOSTANZE CHE IL DI CARLO AFFERMI DI AVERE APPRESO DIRETTAMENTE, NULLA PUO' FARSENE DERIVARE CIRCA L'ATTENDIBILITA' DEL TESTIMONE.

LA FONTE DI DI CARLO VENIVA IDENTIFICATA PER NEZAR HINDAWI, IL QUALE ERA ANCORA DETENUTO IN GRAN BRETAGNA PER UN ATTENTATO CONTRO UN AEREO EL AL, CHE AVREBBE DOVUTO ESSER ABBATTUTO DA UNA CARICA ESPLOSIVA CONTENUTA IN UNA RADIO, CHE HINDAWI AVEVA DATO - PERCHE' LA PORTASSE CON SE' - ALLA SUA FIDANZATA, UNA RAGAZZA IRLANDESE CHE PROPRIO DALL'ATTENTATORE ASPETTAVA UN FIGLIO. LO SPIETATO GESTO NON ERA STATO PORTATO A CONSUMAZIONE PERCHE' L'ESPLOSIVO NON AVEVA SUPERATO I CONTROLLI AL MOMENTO DELL'IMBARCO.

INTERROGATO DAL GIUDICE ISTRUTTORE DI CARLO FORNIVA PARTICOLARI CIRCA I SUOI

RAPPORTI CON HINDAWI E SULLE RAGIONI CHE LO AVEVANO SPINTO A CONFIDARSI CON LUI.

HINDAWI, ESAMINATO IN ROGATORIA, HA NEGATO DI AVER MAI FATTO LE CONFIDENZE SOPRA RIPORTATE AL DI CARLO, AFFERMANDO CHE DI QUESTI NON AVEVA ALCUNA STIMA, ESSENDO UN ITALIANO E COME TALE DEL TUTTO INAFFIDABILE; HA NEGATO DI ESSER MAI STATO IN LIBIA E DI AVER MAI FATTO PARTE DI SERVIZI SEGRETI DI PAESI ARABI. SI E' TRATTATO DI UNA SMENTITA DI QUALSIVOGLIA RAPPORTO CON DI CARLO, CON MODALITA' OFFENSIVE ANCHE PER LE ISTITUZIONI ITALIANE (EGLI INFATTI AFFERMAVA CHE NON AVREBBE ACCETTATO DI RISPONDERE AD ALCUNA DOMANDA, PERCHE' I MAGISTRATI ITALIANI SONO MAFIOSI, COSI' COME MAFIOSI SONO I MINISTRI E I FUNZIONARI E CHE PER LA STESSA RAGIONE EGLI MAI AVREBBE PARLATO CON IL DI CARLO, CHE ABORRIVA E DISPREZZAVA).

LA NEGAZIONE DELL'HINDAWI E' PERO' SMENTITA DA QUANTO DALLO STESSO RIFERITO AI FUNZIONARI BRITANNICI E RIPORTATO NELLE RELAZIONI IN DATA 30.05.97: EGLI HA INFATTI AMMESSO NON SOLO DI AVER AVUTO UN RUOLO NEI SERVIZI SIRIANI, VENENDO ADDESTRATO IN SIRIA, GIORDANIA E LIBANO E ALTRI PAESI NON INDICATI E LAVORANDO ANCHE PER L'OLP E PER IL MOVIMENTO RIVOLUZIONARIO DELLA GIORDANIA. EGLI HA ANCHE AFFERMATO DI ESSER VISSUTO IN LIBIA, OVE SI ERA INCONTRATO PIU' VOLTE CON GHEDDAFI E OVE AVEVA COLLABORATO PER NOVE MESI CON IL CAPO DEI SERVIZI DI INTELLIGENCE.

UNA MOTIVAZIONE DEL SOSTANZIALE RIFIUTO DI RISPONDERE EMERGE DALLA PREOCCUPAZIONE, BEN PIU' CONCRETA DI QUELLA DELLA MORALITA' DEI SUOI INTERLOCUTORI, DELLA PERMEABILITA' DEGLI APPARATI ITALIANI AI SERVIZI SEGRETI DI ALTRI PAESI, COSICCHE' OGNI SUA DICHIARAZIONE SAREBBE STATA "TRADOTTA IN ARABO" E APPRESA IN TEMPO REALE. EGLI HA QUINDI PRETESO CHE GLI VENISSE RILASCIATA UNA COPIA DEL VERBALE "PER DIMOSTRARE QUELLO CHE HO DETTO".

ANCHE FILIPPO MONTELEONE HA CONFERMATO CHE, CONTRARIAMENTE A QUANTO DICHIARATO DALL'HINDAWI, TRA QUESTI E IL DI CARLO VI ERANO FREQUENTI COLLOQUI CONFIDENZIALI, IL CUI CONTENUTO HA PERO' DETTO DI NON CONOSCERE PER ESSERNE STATO ESCLUSO.

IN CONCLUSIONE, NON VI SONO RAGIONI PER RITENERE CHE DI CARLO ABBIA MENTITO NEL RIFERIRE I FATTI, COSI' COME GLI SONO STATI CONFIDATI DALL'HINDAWI. EGLI NON SOLO NON AVEVA RAGIONE PER ACCREDITARSI CON NUOVE RIVELAZIONI (AVENDONE FATTE DI PIU' CHE SUFFICIENTI PER BENEFICIARE DEL TRATTAMENTO PREMIALE E SALVO - OVVIAMENTE - IL CONTROLLO SULLA VERIDICITA') MA ERA BEN CONSAPEVOLE DEI RISCHI CUI SI ESPONEVA, RIFERENDO CIRCOSTANZE COSI' COMPLESSE E DI DIFFICILE VERIFICABILITA'. INOLTRE LE NEGAZIONI DELL'HINDAWI SONO SMENTITE DA QUANTO SOPRA RIPORTATO, OLTRE A ESSERE PALESEMENTE MENDACI.

DA QUESTO, PERO' NON PUO' RICAVARSI ALCUNE ELEMENTO DI CONFORTO CIRCA LA VERSIONE DEI FATTI RIFERITA DALL'HINDAWI.

L'IPOTESI DEI MIG IN POSSESSO DELL'ALLEANZA OCCIDENTALE E UTILIZZATI PER ATTENTARE ALLA VITA DI GHEDDAFI E' IN CONTRASTO NON SOLO CON IL BUON SENSO, MA ANCHE CON GLI ELEMENTI DI FATTO RICOSTRUITI CIRCA GLI AEREI IN VOLO LA SERA DEL 27.06.80. E' INFATTI CERTO CHE IL LEADER LIBICO NON VOLAVA SU ALCUN AEREO CHE POTESSE ESSER CONFUSO CON IL DC9.

HINDAWI HA IN REALTA' RIPROPOSTO, PROBABILMENTE PER ACCREDITARSI CON DI CARLO COME SOGGETTO DI RILIEVO, COME DA LUI DIRETTAMENTE VISSUTE, LE MEDESIME CIRCOSTANZE CHE GIA' DAL 1981 (SI VEDANO GLI ARTICOLI DI PAMPARANA E GIOVINE) CIRCOLAVANO E CHE SONO STATE UTILIZZATE DA MOLTI INQUINATORI DI PROFESSIONE PER RENDERE PIU' DIFFICOLTOSO IL LAVORO DEGLI INQUIRENTI.

ALLE CONFIDENZE DI HINDAWI SI RICOLLEGANO LE DICHIARAZIONI DI BIAGIO ROTONDO, PRESENTATOSI SPONTANEAMENTE PER AFFERMARE CHE, DURANTE UN PERIODO DI COMUNE DETENZIONE CON LIBICI ACCUSATI DI ATTENTATI CONTRO I DISSIDENTI DI QUEL PAESE, AVEVA DA COSTORO APPRESO CHE IL DC9 ITAVIA ERA STATO ABBATTUTO PER ERRORE, NEL TENTATIVO DI ELIMINARE IL LEADER LIBICO, ORGANIZZATO DAGLI STATI UNITI CON LA

COLLABORAZIONE DI FUORIUSCITI LIBICI.

ERA STATO UTILIZZATO UN MIG DI PROVENIENZA LIBICA, RECUPERATO IN OCCASIONE DI UN ATTERRAGGIO IN EGITTO DI UN DISERTORE; L'AGGUATO ALL'AEREO DI GHEDDAFI ERA FALLITO E IL MIG ERA STATO ABBATTUTO DAI SUOI STESSI COMPAGNI PER ELIMINARE LE TRACCE DEL PROGETTO. NEL CORSO DI QUESTE CONVULSE FASI ERA STATO PER ERRORE COLPITO ANCHE IL DC9.

EGLI AVEVA RIFERITO QUESTE CONFIDENZE A UN SOGGETTO NON IDENTIFICATO, CHE NEL CORSO DI UN COLLOQUIO IN CARCERE LO AVEVA INCARICATO DI RACCOGLIERE LE INFORMAZIONI, AVVALENDOSI DELLA DETENZIONE CON I LIBICI.

IN EFFETTI, E' RISULTATO CHE IL ROTONDO FU DETENUTO PRESSO LA CASA DI RECLUSIONE DI VITERBO INSIEME A JOSEF UHIDA, ARRESTATO IL 14.04.80 PER L'OMICIDIO DI ZAKI AREF.

NON RISULTANO, INVECE, COLLOQUI CON PERSONE DIVERSE DAI FAMILIARI E DAL DIFENSORE.

 

III.11. IPOTESI DI COLLEGAMENTO CON L'ORGANIZZAZIONE COSA NOSTRA.

 

UN COLLEGAMENTO TRA LE STRAGI DI BOLOGNA E USTICA E' STATO RECENTEMENTE PROSPETTATO ANCHE DA COLLABORATORI GIA' APPARTENENTI A ORGANIZZAZIONI CRIMINALI.

IL 07.03.95 SALVATORE CONTE, DETENUTO PER OMICIDIO, CHIEDEVA DI CONFERIRE CON IL GIUDICE ISTRUTTORE E RIFERIVA DI AVERE APPRESO DURANTE UN PERIODO DI DETENZIONE COMUNE, DA PIETRO COZZOLINO - ESPONENTE DELLA NUOVA CAMORRA ORGANIZZATA E IN CONTATTO CON MEMBRI DI COSA NOSTRA - CHE, A SEGUITO DI UNA RIUNIONE TENUTASI NEL 1979 TRA ESPONENTI DI RILIEVO DI COSA NOSTRA E AL FINE DI COMPIERE ATTENTATI DIMOSTRATIVI, ERA STATO COMMISSIONATO L'ACQUISTO DI CINQUE VALIGETTE DI ESPLOSIVO. LA CONSEGNA DELL'ESPLOSIVO SAREBBE AVVENUTA A MILANO, A SEGUITO DI UN INCONTRO TRA I FRATELLI PIETRO E SIMONE COZZOLINO E UN EMISSARIO DEL COMMITTENTE, FRANCO MAFARO. A SEGUITO DEL RIFIUTO DI PIETRO COZZOLINO, L'ESPLOSIVO SAREBBE STATO TRASPORTATO A PALERMO DAL SOLO EMISSARIO DEL MAFARA.

"LE VALIGETTE NON ARRIVARONO MAI A BONTADE, CHE VOLEVA UTILIZZARLE A FINI DIMOSTRATIVI. GLI ORDIGNI VENNERO INVECE UTILIZZATI DA RIINA, MAFARO E IL GRUPPO DEI CORLEONESI, PER FARE GLI ATTENTATI CHE AVESSERO CONCENTRATO INDAGINI DI POLIZIA E MAGISTRATURA SUL TERRORISMO, INVIANDO CONTEMPORANEAMENTE DEI MESSAGGI AL MONDO POLITICO DIMOSTRATIVI DELLA LORO POTENZA".

I COZZOLINO SI SAREBBERO AVVALSI, PER IL TRASPORTO SUCCESSIVO DELL'ESPLOSIVO, DA PALERMO A BOLOGNA, DI UN IMPIEGATO DELLO SCALO AEREO DI PUNTA RAISI, VINCENZO BRIGUGLIO, ADDETTO ALLA MANUTENZIONE DEGLI AEREI E IN GRADO DI COLLOCARE L'ESPLOSIVO IN INTERCAPEDINI E IN LUOGHI OVE FOSSE DIFFICILI TROVARLI.

SECONDO CONTE, COZZOLINO GLI AVREBBE RIVELATO CHE DELLE VALIGETTE, DUE SAREBBERO STATE UTILIZZATE PER COMMETTERE L'ATTENTATO ALLA STAZIONE DI BOLOGNA E UNA PER DISTRUGGERE IL DC9 ITAVIA.

A SEGUITO DELLE DICHIARAZIONI DEL CONTE SI APPRENDEVA CHE SIN DALL'ANNO PRECEDENTE PIETRO E SIMONE COZZOLINO AVEVANO RESO DICHIARAZIONI ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI PALERMO, SOSTANZIALMENTE COINCIDENTI, E CHE I RELATIVI VERBALI NON ERANO STATI TRASMESSI A QUESTA AUTORITA' GIUDIZIARIA PERCHE' LE DICHIARAZIONI APPARIVANO IMMEDIATAMENTE IN CONTRASTO CON IL DATO DI FATTO CHE SALVATORE MAFARA ERA DECEDUTO NON IL 27.06.80, MA NELL'INCIDENTE AL DC9 ALITALIA DEL DICEMBRE 1978.

INFATTI, LA RICOSTRUZIONE DEL FATTO PROSPETTATA DAI FRATELLI COZZOLINO FA RIFERIMENTO ALLA MORTE DI UNO DEI FRATELLI MAFARA, A CAUSA DELLA CADUTA

DELL'AEREO SUL QUALE TRASPORTAVA L'ESPLOSIVO.

SIMONE COZZOLINO, NEL PRIMO INTERROGATORIO NEL QUALE SPONTANEAMENTE PARLA DELLA VICENDA [ALLA DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA DI NAPOLI, IL 28.10.94], AFFERMA INFATTI CHE EGLI E IL FRATELLO SIMONE ERANO, NEL 1980, IN CONTATTO CON ESPONENTI DI COSA NOSTRA PALERMITANA E CHE, IN QUESTO CONTESTO, ERA STATO LORO CHIESTO DI PROCURARE UN NOTEVOLE QUANTITATIVO DI ESPLOSIVO. TRAMITE I FRATELLI PIETRO E RICCARDO, ERA STATO POSSIBILE OTTENERE DAI FORNITORI IN CONTATTO CON IL LORO GRUPPO CINQUE VALIGETTE TELECOMANDATE, CON ESPLOSIVO AD ALTO POTENZIALE (FORSE T4). L'ESPLOSIVO ERA QUINDI STATO TRASPORTATO (UNA VALIGIA PER VOLTA) DAI FRATELLI MAFARA DA MILANO (OVE ERA AVVENUTA LA CONSEGNA) A PALERMO. DURANTE UNO DI QUESTI VIAGGI (FORSE IL SECONDO) L'AEREO SU CUI SALVATORE MAFARA SI ERA IMBARCATO A BOLOGNA ERA CADUTO, CAUSANDO LA MORTE DEL MAFARA E LA PERDITA DELL'ESPLOSIVO.

SIMONE COZZOLINO RICORDAVA CHE ERANO STATI MANDATI ANCHE DAI MOTOSCAFI PER CERCARE IL CADAVERE DEL MAFARA. SITUAVA L'EPISODIO NEL 1980, PERCHE' EGLI RAMMENTAVA DI ESSERE STATO SCARCERATO NEL 1980, DOPO UNA DETENZIONE DI DIECI MESI.

NEL SUCCESSIVO INTERROGATORIO COZZOLINO PRECISAVA CHE SI TRATTAVA DI VALIGETTE "24 ORE" DI COLORE NERO E CHE L'AEREO ERA IL MEZZO DI TRASPORTO GENERALMENTE USATO PER L'ESPLOSIVO, MA NON PER LA DROGA, A CAUSA DELLE FACILITA' DI RIVELAZIONE PER L'ODORE.

AGGIUNGEVA: "L'EPISODIO DELLA CONSEGNA DELLE VALIGETTE AL SICILIANO CREDO CHE SIA AVVENUTO VERSO AI PRIMI DI APRILE DEL 1980. POI SUCCESSE L'IMPREVISTO DEL DISASTRO AEREO CHE ORA LE VOGLIO SPIEGARE BENE.

UN GIORNO TELEFONAI A MIO FRATELLO RICCARDO A PALERMO. LUI NON C'ERA E LA MOGLIE MI DISSE CHE ERA SUCCESSO UN GUAIO E CHE RICCARDO ERA USCITO DI CORSA. NON AGGIUNSE ALTRO. RIUSCII A PARLARE CON RICCARDO SOLO IL GIORNO DOPO. RICCARDO MI DISSE CHE LUI ED ALTRI ERANO USCITI CON LE BARCHE IN MARE PERCHE' ERA CADUTO UN AEREO E A BORDO DELL'AEREO C'ERA UN FRATELLO DI FRANCO MAFARA.

CHIESI SE AVEVANO TROVATO QUALCOSA MA LUI DISSE DI NO. PER TELEFONO NON AGGIUNGEMMO ALTRO E CI SALUTAMMO DICENDO CHE AVREMMO PARLATO DA VICINO. EFFETTIVAMENTE DOPO UN PAIO DI GIORNI INCONTRAI RICCARDO A CASA DI MIA MADRE A ERCOLANO. CHIESI A RICCARDO COME ERA ANDATA QUESTA VICENDA MA LUI NON FECE ALTRO CHE RIPETERMI CHE UN FRATELLO DI FRANCO ERA MORTO NELL'INCIDENTE AEREO. IO NON CHIESI ALTRO E LUI NON AGGIUNSE PARTICOLARI.

LEI MI CHIEDE SE IO RIESCO A COLLOCARE PRECISAMENTE NEL TEMPO L'INCIDENTE AEREO E MI CHIEDE ALTRESI' SE IL FATTO E' QUELLO NOTO DELL'AEREO CADUTO A USTICA NEL GIUGNO 1980.

IO LE RISPONDO CHE L'INCIDENTE E' AVVENUTO SICURAMENTE NELL'80 PERCHE' SUCCESSIVO ALLA CONSEGNA DELLE VALIGETTE NELL'APRILE 1980, MA NON SO DIRLE CON PRECISIONE SE SI TRATTI DELLA VICENDA DI USTICA O DI UN ALTRO INCIDENTE AEREO. CERTO PERO' PER ANNI NELLA MIA MENTE IO HO LEGATO LA MORTE DEL FRATELLO DI FRANCO MAFARA ALL'INCIDENTE DI USTICA" [DICHIARAZIONI DEL 03.11.94].

DICHIARAZIONI SOSTANZIALMENTE ANALOGHE FORNIVA ANCHE IL FRATELLO PIETRO. QUESTI PERO' AGGIUNGEVA CHE FRANCO MAFARA AVEVA FATTO UN ESPLICITO COLLEGAMENTO TRA I FATTI DI USTICA E QUELLI DI BOLOGNA: "STI VIDDANI CORNUTI SONO PROPRIO DEGLI ASSASSINI. NON BASTA GIA' CON UNA, MO' DUE A BOLOGNA", RIFERENDOSI AI CORLEONESI.

COME SI VEDE, L'INTERA RICOSTRUZIONE DEI FATTI PROPOSTA DAI DUE COLLABORATORI RUOTA INTORNO AL RUOLO DEI FRATELLI MAFARA E AL TRASPORTO DELLE VALIGETTE CON GLI AEREI, UNA DELLE QUALI PERSASI NEL DISASTRO NEL QUALE SALVATORE ERA DECEDUTO.

VA PERO' OSSERVATO CHE SALVATORE MAFARA MORI' NON IL 27.06.80, MA NELLA CADUTA DEL DC9 ALITALIA A PUNTA RAISI IL 23.12.78.

LA NARRAZIONE ANDREBBE DUNQUE ANTICIPATA DI UN ANNO E MEZZO. IN QUEL PERIODO PERO' NON PUO' CERTO SITUARSI LA SITUAZIONE DI PALESE E APERTO CONFLITTO INTERNO ALL'ORGANIZZAZIONE COSA NOSTRA, CHE AVREBBE FATTO DA SFONDO AL TRASPORTO DI VALIGIE CON ESPLOSIVO, GIACCHE' LA GUERRA TRA I DUE SCHIERAMENTI MAFIOSI SAREBBE INSORTA MOLTO PIU' TARDI.

NE' PUO' DIRSI CHE IL RIFERIMENTO ALLA MORTE DI MAFARA POSSA ESSER ERRONEO E IRRILEVANTE, GIACCHE' LA RICERCA DEL CADAVERE DA PARTE DI RICCARDO COZZOLINO E' PARTE INTEGRANTE DELLA NARRAZIONE E NON PUO' TROVARE INSERIMENTO SE NON IN QUEL CONTESTO.

I RISCONTRI INDIVIDUATI ALLE DICHIARAZIONI DEI FRATELLI COZZOLINO SI RIFERISCONO, POI, TUTTI A SITUAZIONI GIA' AMPIAMENTE ESPLORATE NEL PROCEDIMENTO NR. 1888/80 RGI DI PALERMO A CARICO DI MAFARA FRANCESCO E ALTRI E RELATIVO A UN TRAFFICO INTERNAZIONALE DI STUPEFACENTI E NON DI ESPLOSIVO. SI NOTI CHE I REFERENTI ESTERI PER L'IMPORTAZIONE DELL'EROINA, CHE VENIVA TRASPORTATA NELLE VALIGIE DI CUI PARLANO I COZZOLINO, ERANO IN REALTA' IN CONTATTO CON ORGANISMI DI CONTRASTO AL TRAFFICO DI STUPEFACENTI, TANTO CHE CAUSARONO LA CATTURA DEGLI ESPONENTI MAFIOSI, TRA CUI I COZZOLINO E I MAFARA.

MAI EMERSE, IN QUEL PROCEDIMENTO, ALCUN RIFERIMENTO AD ESPLOSIVI; IN REALTA' VI FU UNA RICHIESTA DI ARMI (E NON DI ESPLOSIVI), CUI PERO' VENNE DATA RISPOSTA INTERLOCUTORIA, ALLA QUALE NON SEGUI' LA CONSEGNA DI ALCUNCHE'.

SI OSSERVI INOLTRE CHE IN OCCASIONE DELLA MORTE DI MAFARA FU REPERTATA UNA VALIGIA, CHE NON CONTENEVA NE' ESPLOSIVI NE' STUPEFACENTI MA SOLO INDUMENTI PERSONALI E CHE FU QUINDI RESTITUITA AI FAMILIARI.

NESSUN SERIO ELEMENTO E' DUNQUE EMERSO CHE POSSA FAR RITENERE CHE VI FOSSERO A BORDO DEL DC9 ESPLOSIVI TRASPORTATI DA ELEMENTI APPARTENENTI A COSA NOSTRA O COMUNQUE CHE LA PERDITA DEL'AEREO POSSA IN QUALUNQUE MANIERA RIFERIRSI A FATTI CONNESSI CON DETTA ORGANIZZAZIONE.

 

III.12. PROVVISORIE CONCLUSIONI SULLA CORRELAZIONE TRA I FATTI DI USTICA E LA STRAGE DEL 02.08.80.

 

POSSONO TRARSI ALCUNE CONCLUSIONI SUGLI ELEMENTI DI PROVA CONCERNENTI L'IPOTESI DI CORRELAZIONE TRA I FATTI DI USTICA E LA STRAGE DI BOLOGNA E POI, COME ULTERIORE APPROFONDIMENTO DI QUESTA CORRELAZIONE, DI COINVOLGIMENTO DI SETTORI DELLA DESTRA EVERSIVA - GIA' RESPONSABILI DI ATTENTATI TERRORISTICI - NELL'ABBATTIMENTO DEL DC9 SU MANDATO DI AGENTI LIBICI.

ESSI CONSISTONO, RIASSUNTIVAMENTE:

1. NELLA PARZIALE COINCIDENZA DEL TIPO DI ESPLOSIVO RILEVATO SUI REPERTI DEL DC9 CON QUELLO CONFEZIONATO PER UTILIZZARE L'ORDIGNO FATTO ESPLODERE A BOLOGNA E PER IL QUALE SONO STATI CONDANNATI CON SENTENZA DEFINITIVA VALERIO FIORAVANTI E ALTRI.

2. IN QUANTO E' RISULTATO IN DIVERSI PROCEDIMENTI (E BEN RIEPILOGATO NELLA SENTENZA DI PRIMO GRADO E IN QUELLA DELLE SEZIONI UNITE DELLA CORTE DI CASSAZIONE PER LA STRAGE DEL 02.08.80, CUI SI RINVIA) CIRCA L'ESISTENZA NEL 1980 DI UN'AREA DELLA DESTRA EVERSIVA CHE RICOMPRENDEVA TRA GLI STRUMENTI DI LOTTA "POLITICA" ANCHE IL RICORSO A STRAGI INDISCRIMINATE.

SI BADI CHE QUESTI ELEMENTI NON SONO DI RICOSTRUZIONE STORICO-POLITICA, MA

BASATI SALDAMENTE SU FATTI AVENTI DIGNITA' DI PROVA (LE SEZIONI UNITE DELLA SUPREMA CORTE HANNO SEVERAMENTE CENSURATO SUL PUNTO LA SENTENZA DELLA CORTE D'ASSISE D'APPELLO DI BOLOGNA. LE SEZIONI UNITE OSSERVANO INFATTI CHE "LA SENTENZA DI PRIMO GRADO NON HA PRETESO DI AFFERMARE L'ASSOLUTA E APRIORISTICA CERTEZZA DELLA MATRICE DI DESTRA DELLA STRAGE, MA HA POSTO DUE PUNTI FERMI. * IL PRIMO, CHE LO STRUMENTO STRAGISTA COSTITUIVA UN DATO PROPRIO DELLA STRATEGIA DI LOTTA EVERSIVA E TERRORISTICA DELLA DESTRA E CHE QUESTA, FATTUALMENTE, ALLA STRAGE PIU' VOLTE AVEVA FATTO RICORSO. * IL SECONDO, CHE PRIMA E DOPO LA STRAGE DEL 02.08.80 PIU' INFORMAZIONI AVEVANO SEGNALATO LA RIFERIBILITA' DEL FATTO ALLA DESTRA EVERSIVA NELLA QUALE ERANO PRESENTI PREOCCUPANTI FERMENTI DI RILANCIO, ANCHE MEDIANTE ATTENTATI INDISCRIMINATI NEGLI OBBIETTIVI, TALI DA SPARGERE UN DIFFUSO TERRORE E UN BISOGNO DI RISPOSTA FORTE E AUTORITARIA". AGGIUNGE POI LA SUPREMA CORTE, CON UN INDICAZIONE METODOLOGICA CHE E' STATA FONDAMENTALE ANCHE NEL PRESENTE PROCEDIMENTO, CHE "CERTO, NON E' COMPITO DEL GIUDICE LA RICOSTRUZIONE STORICA DI UN PARTICOLARE ASPETTO DELLA VICENDA POLITICO - SOCIALE DEL PAESE, NE' TAMPOCO GLI E' CONSENTITO RICORRERE AD ELEMENTI DI VALUTAZIONE AL DI FUORI DELLE METRIA PROCESSUALMENTE OFFERTA ALLA SUA COGNIZIONE. TUTTAVIA, NELL'AMBITO FISSATO DALLE ACQUISIZIONI PROCESSUALI E CON IL RIGORE DELL'ACCERTAMENTO GIUDIZIALE, NON PUO' IL GIUDICE, NELL'APPROCCIO AD UN EVENTO DELITTUOSO DI CARATTERE POLITICO SOTTOPOSTO AL SUO ACCERTAMENTO, RINUNCIARE ALLA RICERCA E ALLA VALUTAZIONE DI TUTTE QUELLE CIRCOSTANZE CHE FORMANO IL CONTESTO STORICO - POLITICO DEL FATTO E CHE SONO DIRETTAMENTE UTILI ALLA COMPRENSIONE DELLA SUA CAUSALE. DALL'INDIVIDUAZIONE DI QUESTA POSSONO INVERO EMERGERE PREZIOSI APPORTI PER L'ACCERTAMENTO DEFINITO DEL FATTO E DELLE RESPONSABILITA' INDIVIDUALI". SENTENZA DEL 04.02.92).

NATURALMENTE L'ESISTENZA DI PROGETTO STRAGISTA NON IMPLICA IN ALCUNA MANIERA CHE ESSO SIA STATO ATTUATO NEL CASO DI SPECIE.

3. NEL FATTO CHE IN ENTRAMBE I CASI SIA STATO UTILIZZATO IL NOME DI MARCO AFFATIGATO PER INDIRIZZARE O SVIARE LE INVESTIGAZIONI.

4. IN INDICAZIONI - TUTTE DI FONTE INDIRETTA E NON VERIFICABILE NE' RISCONTRABILE - CIRCA L'ESISTENZA DI TALE COLLEGAMENTO, MA CON PROSPETTAZIONI A VOLTE DEL TUTTO ANTAGONISTICHE (SI PENSI A QUELLE DI DEL RE, CASTELLANI E DI CARLO/HINDAWI, NELLE QUALI LA CORRELAZIONE E' APERTA SIA ALL'IPOTESI DI UN ORDIGNO COLLOCATO ALL'INTERNO DEL DC9 CHE A QUELLA DI UN ATTACCO AEREO AL DC9 ITAVIA).

5. NELL'ESISTENZA DI UNA CONGIUNTURA, NEI RAPPORTI TRA ITALIA E LIBIA, IN CUI NON SOLO L'UTILIZZO DI MEZZI VIOLENTI PER CONDIZIONARE LE DECISIONI DI POLITICA ESTERA DEL NOSTRO PAESE ERA POSSIBILE E PREVEDIBILE, MA ADDIRITTURA E' POSSIBILE INDIVIDUARE COINCIDENZE TEMPORALI TRA MOMENTI MOLTI SIGNIFICATIVI DI QUESTA CONGIUNTURA E I FATTI DELITTUOSI IN QUESTIONE. SU QUEST'ASPETTO SI TORNERA' TRA BREVE.

SI SOTTOLINEA ANCORA CHE IL COMPLESSO DI QUESTI ELEMENTI E' STATO RICOSTRUITO NON SOTTO IL PROFILO STORICO - POLITICO, MA ESCLUSIVAMENTE CON GLI STRUMENTI E PER LE FINALITA' DEL PROCESSO PENALE.

COME SI VEDE, QUESTO COMPLESSO DI ELEMENTI COSTITUISCE UN SOLIDO QUADRO DI RIFERIMENTO, CHE POTREBBE SUPPORTARE L'IPOTESI DI UN ATTENTATO TERRORISTICO. ESSO PERALTRO, NON SAREBBE IN CONTRASTO CON QUANTO GIA' ACCERTATO DA ALTRE AUTORITA' GIUDIZIARIE CIRCA IL COINVOLGIMENTO DI SETTORI DELLA DESTRA EVERSIVA NELLA STRAGE DEL 02.08.80.

SI TRATTA PERO' DI UN QUADRO DI MERA COMPATIBILITA', NEL QUALE LE FONTI DIRETTE SONO DEL TUTTO INCERTE E TALI DA NON CONSENTIRE DI RIBALTARE LA PROSPETTIVA E DI FAR SI' - CIOE' - CHE GLI INSUFFICIENTI ELEMENTI DI PROVA DI NATURA TECNICA, CIRCA L'ORIGINE INTERNA DELL'ESPLOSIONE, POSSANO ESSERE INTEGRATI FINO AL RAGGIUNGIMENTO DELLA CERTEZZA SULLE CAUSE DELLA DISTRUZIONE DEL DC9.

 

III.13. ANCORA SULLA LIBIA. I FATTORI DI TENSIONE. LA CONCLUSIONE DEL TRATTATO PER LA GARANZIA DELLA NEUTRALITA' DI MALTA.

 

UN ASPETTO, INFINE, DELLE RELAZIONI TRA ITALIA E LIBIA CHE POTREBBE AVER DETERMINATO LA DECISIONE DI DESTABILIZZARE IL NOSTRO PAESE ATTRAVERSO AZIONI DI RAPPRESAGLIA E' COSTITUITO DAL FORTE CONTENZIOSO INSTAURATOSI CIRCA I RAPPORTI CON MALTA.

SI TRATTA DI UN ASPETTO QUALITATIVAMENTE DIVERSO DAGLI ALTRI SIN QUI TRATTATI, IN QUANTO RIENTRA NELLE GRANDI LINEE DI POLITICA ESTERA E NON IN FATTI IN SE' ACCERTATI AUTONOMAMENTE; IN ALTRE PAROLE, NON SIANO STATI INDIVIDUATI SPECIFICI ELEMENTI DI PROVA CHE CONSENTANO DI AFFERMARE CHE VI SIA UNA RELAZIONE TRA LO SVILUPPO DELLE TRATTATIVE E I FATTI DI USTICA E BOLOGNA. CIO' NON TOGLIE CHE LA SERIE DI COINCIDENZE TEMPORALI NON POSSA ESSERE SOTTOVALUTATA E CHE IN QUESTA SEDE DEBBA ESSERNE DATO CONTO.

E' INFATTI INDUBITABILE CHE LA QUESTIONE DI MALTA FOSSE UN PUNTO DI GRANDE TENSIONE TRA I DUE PAESI E CHE LE SCADENZE TEMPORALI DI QUESTO CONTENZIOSO SIANO COINCIDENTI CON TRAGICI EVENTI VERIFICATISI NEL NOSTRO PAESE.

NEL GENNAIO 1980 INIZIARONO I NEGOZIATI TRA ITALIA E MALTA PER UN TRATTATO DI ASSISTENZA ECONOMICA E DI GARANZIA DELLA NEUTRALITA' DI QUEL PAESE, ANCHE ATTRAVERSO MISURE DI CARATTERE MILITARE.

QUESTO NEGOZIATO MIRAVA A INSERIRSI NEI DIFFICILI RAPPORTI TRA IL GOVERNO MALTESE DI DON MINTOFF E LA LIBIA. MENTRE APPARENTEMENTE SI ANDAVA RAFFORZANDO IL LEGAME TRA I DUE PAESI, TANTO CHE LA LIBIA CONTRIBUIVA FORTEMENTE ALL'ECONOMIA MALTESE E ALLA SUA DIFESA MILITARE, IL NUOVO GOVERNO DEL PREMIER SOCIALISTA MIRAVA A RAGGIUNGERE L'INDIPENDENZA ENERGETICA DELL'ISOLA ATTRAVERSO LO SFRUTTAMENTO DI UN GRANDE GIACIMENTO PETROLIFERO NEI BANCHI DI MEDINA, RIVENDICATO PERO' ANCHE DALLA LIBIA.

MALTA CERCO' QUINDI DI OTTENERE DAI PAESI EUROPEI LA GARANZIA DELLA SUA INDIPENDENZA E IL SUO PRINCIPALE INTERLOCUTORE DIVENNE L'ITALIA, SIA PERCHE' NAZIONE PRESIDENTE DI TURNO DELLA COMUNITA' EUROPEA, SIA PER I RAPPORTI PRIVILEGIATI CHE IL NOSTRO PAESE INTENDEVA ALLACCIARE CON MALTA E PER I QUALI SI ERANO AVVIATI NEGOZIATI SEGRETI.

QUESTA PARTITA, POI, SI ANDAVA A INSERIRE IN UNA MOLTO PIU' VASTA, CHE CONCERNEVA LA RINNOVATA SITUAZIONE DI TENSIONE TRA I DUE BLOCCHI, AVENDO MALTA CONCESSO ALL'UNIONE SOVIETICA L'USO DELLE SUE BASI MILITARI. IL CONTROLLO DI MALTA DIVENIVA QUINDI ESSENZIALE NON SOLO SOTTO IL PROFILO DEL CONTROLLO DELLE RISORSE PETROLIFERE (ALL'EPOCA DI STRAORDINARIA IMPORTANZA) E DEI RAPPORTI CON LA LIBIA, MA ANCHE DEL CONTRASTO CON L'UNIONE SOVIETICA, ORMAI A LIVELLO DI GUARDIA.

PARTE DI QUESTO CONFLITTO ERA COSTITUITO ANCHE DA OPERAZIONI DI DISINFORMAZIONE, COME AD ESEMPIO QUELLA DEL C.D. BILLYGATE (COINVOLGIMENTO DEL FRATELLO DEL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI D'AMERICA, CARTER, IN RAPPORTI DI CARATTERE ECONOMICO CON LA LIBIA) NEL QUALE EBBE UN RUOLO DI RILIEVO PROPRIO IL NOSTRO SERVIZIO MILITARE (E NON CERTO DALLA PARTE STATUNITENSE, COME EMERSE NELL'AMBITO DEL PROCEDIMENTO PENALE CONTRO PAZIENZA FRANCESCO E ALTRI).

IL NEGOZIATO FU FORTEMENTE OSTEGGIATO DALLA LIBIA, CHE GIA' NEL MARZO FECE PERVENIRE, TRAMITE CANALI DIPLOMATICI, SEGNALI IN QUESTO SENSO. NEL GIUGNO, POI, UNA DELEGAZIONE DEL MINISTERO DEGLI ESTERI LIBICO SI RECO' PRESSO LA FARNESINA, OVE INCONTRO' IL SOTTOSEGRETARIO E FUNZIONARI DEL NOSTRO MINISTERO.

"LA DELEGAZIONE INVITO' IL GOVERNO ITALIANO A NON CONCLUDERE L'ACCORDO E A

SOPRASSEDERE, POICHE' TALE ACCORDO BILATERALE ERA DAL LORO GOVERNO INTERPRETATO COME UN GESTO NON DI AMICIZIA VERSO LA LIBIA. NON USARONO IL TERMINE 'OSTILE', BENSI' UN GIRO DI PAROLE IL CUI SENSO ERA DI 'GESTO NON AMICHEVOLE

.... CI CHIEDEVANO DI SOSPENDERE LA CONCLUSIONE DEL TRATTATO. SI MOSTRAVANO GENTILI, MA IRRITATI. NELL'ANDAR VIA CI DISSERO DI RIPENSARCI (DEPOSIZIONE DI GIUSEPPE ZAMBERLETTI IN DATA 07.05.92).

MA ALLA FINE DI GIUGNO VENNE A MATURAZIONE UN ASPETTO DELLA COMPLESSA TRATTATIVA. MALTA AVEVA INFATTI INVITATO LA LIBIA A RISOLVERE, ATTRAVERSO IL RICORSO ALLA CORTE INTERNAZIONALE DELL'AIA, LA QUESTIONE DELLO SFRUTTAMENTO DEI BANCHI DI MEDINA ENTRO IL 30 GIUGNO. IN CASO CONTRARIO AVREBBE UNILATERALMENTE DATO INIZIO ALLE OPERAZIONI DI ESTRAZIONE DEL PETROLIO. TALE COMUNICAZIONE SI FONDAVA SULL'ACCORDO INTERVENUTO CON L'ITALIA, CHE AVREBBE FATTO OPERARE LA PIATTAFORMA DI RICERCA DELL'ENI, SOTTO IL CONTROLLO DELLE PROPRIE FORZE ARMATE.

IN EFFETTI, A META' AGOSTO L'ENI AVREBBE COMINCIATO LE TRIVELLAZIONI CON LA PIATTAFORMA SAIPEM 2 MA UN INTERVENTO MILITARE LIBICO COSTRINGEVA A SOSPENDERLE E DOPO QUALCHE TEMPO DI TENSIONE, IL 4 SETTEMBRE, A INTERROMPERLE DEFINITIVAMENTE.

LA SITUAZIONE DI GRAVISSIMA TENSIONE PROSEGUI' PER TUTTO IL MESE DI LUGLIO, SIA SUL FRONTE DEGLI ATTENTATI (A MALTA SALTANO IN ARIA IMMOBILI LIBICI) SIA SUL FRONTE MILITARE, OVE PROSEGUE IL RAFFORZAMENTO DELLE MISURE AL CONFINE TRA EGITTO E LIBIA E SI SVOLGONO GRANDI ESERCITAZIONI AERONAVALI. QUESTO PUO' FAR COMPRENDERE - INCIDENTALMENTE - QUANTO SIA IMPLAUSIBILE CHE IN UNA SITUAZIONE QUALE QUELLA DESCRITTA UN MIG23 POSSA ESSERSI AVVICINATO IL 18 LUGLIO ALLA ZONA DI ESERCITAZIONI SENZA ESSER RILEVATO NE' DAI RADAR DELLA DIFESA AEREA ITALIANA, NE' DA QUELLI DI SORVEGLIANZA DELLE FORZE IN MARE.

TALE STATO DI TENSIONE SI MANIFESTO' ANCHE SUL NOSTRO TERRITORIO, MA MOLTO PIU' TARDI, CON IL SABOTAGGIO DELLA NAVE MILITARE LIBICA "DAT ASSAWARI", ORMEGGIATA NEL PORTO DI GENOVA (29.10.80).

SOLLECITAZIONI A RITARDARE LA FIRMA DEL TRATTATO GIUNSERO, NELLA META' DEL LUGLIO, ANCHE DAL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE ESTERI DELLA CAMERA DEI DEPUTATI, ON.LE GIULIO ANDREOTTI, E DAL DIRETTORE DEL SISMI, SANTOVITO. NESSUNO DEI DUE, PERO', MANIFESTO' PREOCCUPAZIONI PER RAPPRESAGLIE DI TIPO NON ECONOMICO- POLITICO.

IL 02.08.80, IN COINCIDENZA ANCHE ORARIA CON LA STRAGE DI BOLOGNA, L'ACCORDO FU SIGLATO A LA VALLETTA DAL SOTTOSEGRETARIO AGLI AFFARI ESTERI, ON.LE ZAMBERLETTI.

TALE COINCIDENZA NON DETERMINO' TUTTAVIA ALCUN ALLARME. L'IPOTESI CHE L'ATTENTATO DEL 2 AGOSTO POTESSE ESSER STATO MOTIVATO DALLA CONTESTUALE SIGLA DEL TRATTATO VENNE AVANZATA A ZAMBERLETTI DAL PRIMO MINISTRO MALTESE, DON MINTOFF, VERSO LA FINE DELL'AGOSTO DI QUELL'ANNO. ZAMBERLETTI NE PARLO' DUNQUE IN PIU' OCCASIONI UFFICIALI (INCONTRI CON IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, CON I DIRETTORI DEI SERVIZI, RIUNIONI DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI). NULL'ALTRO RISULTA IN PROPOSITO DAI DOCUMENTI UFFICIALI.

UN COLLEGAMENTO CON I FATTI LIBICI NON FU PROSPETTATO NEPPURE NELL'UNICA OCCASIONE IN CUI FU IPOTIZZATA ALL'EPOCA UNA CORRELAZIONE TRA I FATTI DI USTICA E L'ATTENTATO DEL 2 AGOSTO, RISULTANTE DA UN'ANNOTAZIONE NEL VERBALE IN DATA 05.08.80 DEL CIIS, CHE RIFERISCE DI UN INTERVENTO DELL'ON.LE BISAGLIA, CHE PERO' NON EBBE ALCUN SEGUITO (DAL VERBALE REDATTO IN MINUTA DAL SEGRETARIO DEL CESIS, PELOSI: "ONOREVOLE BISAGLIA: COLLEG. TRA INCIDENTE AEREO DC9 ED ESPLOSIONE A BOLOGNA"; DA QUELLO DATTILOSCRITTO: "L'ON.LE BISAGLIA HA SOTTOLINEATO LA POSSIBILITA' DI UN COLLEGAMENTO TRA L'ATTENTATO DI BOLOGNA E L'INCIDENTE, ACCADUTO ALLA FINE DELLO SCORSO GIUGNO, AD UN DC9 DELL'ITAVIA IN VIAGGIO DA BOLOGNA A PALERMO, INCIDENTE CHE, SECONDO I PRIMI ACCERTAMENTI RICHIAMATI DALL'ON.LE FORMICA, POTREBBE ESSERE DOVUTO A UNA COLLISIONE IN VOLO OPPURE A UNA FORTE ESPLOSIONE". SI VEDANO SUL PUNTO ANCHE LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DELL'EPOCA COSSIGA IN DATA 02.03.95, DEL MINISTRO DELLA DIFESA LELIO

LAGORIO IN DATA 28.02.95, DEL MINISTRO DEGLI ESTERI EMILIO COLOMBO IN DATA 07.03.95).

MAI, INVECE, FU PROSPETTATO UN COLLEGAMENTO TRA I FATTI DI USTICA E LE TRATTATIVE CON MALTA.

QUESTA PROSPETTAZIONE NASCE MOLTO PIU' TARDI, TRA L'89 E IL '90, QUANDO SI ERA COMINCIATO A DISCUTERNE PUBBLICAMENTE. ZAMBERLETTI NE AVEVA POI PARLATO CON STELIO NARDINI, ALLORA CONSIGLIERE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, FRANCESCO COSSIGA, RICEVENDONE PERO' UNA RISPOSTA TRANQUILLIZZANTE: NON SI TRATTAVA DI UN'ESPLOSIONE, MA DI UN CEDIMENTO STRUTTURALE, CAUSATO DAI DANNI CHE L'AEREO AVEVA RIPORTATO ALCUNI ANNI PRIMA IN UN INCIDENTE (ZAMBERLETTI, 02.11.95).

IL PUNTO SINGOLARE DI QUESTA VICENDA E' CHE NARDINI ANNOTA NELLA SUA AGENDA, NELLA PAGINA DEL 04.03.92, A SEGUITO DEL COLLOQUIO CON ZAMBERLETTI, "BOMBA NELLA TOILETTE POSTERIORE DESTRA".

ZAMBERLETTI AFFERMA CHE GLI ASPETTI TECNICI CIRCA LE CAUSE DELLA PERDITA DEL DC9 LI AVEVA APPRESI DAI COLLOQUI CON IL CONSULENTE TECNICO, BAZZOCCHI. QUESTI, PERO', NEL MARZO 1992 NON AVEVA ASSUNTO ANCORA TALE INCARICO E, DEL RESTO, AVEVA SEMPRE SOSTENUTO - ALMENO NEGLI ELABORATI CONSEGNATI ALL'UFFICIO - UN'IPOTESI DIVERSA DI COLLOCAZIONE DELL'ORDIGNO. SECONDO ZAMBERLETTI I COLLOQUI CON BAZZOCCHI RISALIVANO A PRIMA DEL 1992 ED EGLI AVEVA MANO MANO - MA SEMPRE IN QUELL'ANNO - MODIFICATO LA SUA CONVINZIONE, SULLA BASE DEI REPERTI RECUPERATI.

ORA E' DAVVERO FRUTTO DI UNA PREMONIZIONE STUPEFACENTE CHE GIA' IL 04.03.92 NEL COLLOQUIO TRA NARDINI E ZAMBERLETTI VI POSSA ESSER UNA TALE PRECISIONE.

INFATTI, A RILEGGERE I VERBALI DELLE OPERAZIONI PERITALI E I DOCUMENTI REDATTI DAI PERITI E DAI CONSULENTI TECNICI, RISULTA CHE L'INDICAZIONE DI UN'ESPLOSIONE NEL VANO TOILETTE SORSE SOLO PIU' TARDI: ANCORA NELL'APRILE 1992 INFATTI SI LAVORAVA SULLA LOCALIZZAZIONE DELL'ORDIGNO NELLA CABINA PASSEGGERI, IN CORRISPONDENZA DELLA ZONA OVE ERA STATO NOTATO L'EFFETTO DI QUILTING. I CONSULENTI DELLA PARTE IMPUTATA E BAZZOCCHI IN PARTICOLARE, POI, PER LUNGO TEMPO IPOTIZZARONO UN'ESPLOSIONE NEL VANO BAGAGLI POSTERIORE.

D'ALTRA PARTE ANCORA NON ERANO STATI NEMMENO RECUPERATI I PEZZI CHE POI CONSENTIRANNO DI FORMULARE L'IPOTESI DELLA TOILETTE.

NARDINI SOSTIENE CHE FU ZAMBERLETTI A PARLARGLI DELLA POSSIBILITA' CHE LA CADUTA DEL DC9 FOSSE STATA CAUSATA DA UNA BOMBA NEL LOCALE SUDDETTO, MA NON E' STATO IN GRADO DI CHIARIRE IN QUALE CONTESTO AVVENNE QUESTA CONFIDENZA E QUALI FOSSERO LE FONTI DEL PARLAMENTARE. CERTO E' CHE LA ANNOTAZIONE E' RIPORTATA IN UN CONTESTO DI ALTRE ANNOTAZIONI CHE DIMOSTRANO UN INTERESSAMENTO DIRETTO E CONTINUO DEL GENERALE NARDINI, IL QUALE HA CONTATTI CON I CONSULENTI DI PARTE E SEMBRA COORDINARNE L'ATTIVITA' E LE CONCLUSIONI.

 

III.14. CONCLUSIONI SULLE CAUSE DELLA PERDITA DEL DC9 ITAVIA.

 

LE INDAGINI SUL CONTESTO IN CUI LA TRAGEDIA EBBE LUOGO NON HANNO PORTATO ELEMENTI DEFINITIVI DI CHIARIFICAZIONE.

E' CERTO CHE NEL GIUGNO DEL 1980 VI FOSSE UN CLIMA DI GRAVISSIMA TENSIONE INTERNAZIONALE CHE COINVOLGEVA LA LIBIA E CHE VEDEVA L'ITALIA COME UNO DEI PUNTI CRITICI.

PROPRIO NEL GIUGNO DEL 1980 VENNERO A MATURARE DUE DIVERSI ASPETTI DI QUESTA TENSIONE, SPECIFICAMENTE COINVOLGENTI L'ITALIA: DA UN LATO LA CONTROVERSIA PER IL CONTROLLO DEI BANCHI PETROLIFERI NEL FONDO DEL MARE TRA MALTA E LA LIBIA, CHE SI COLLEGAVA A SUA VOLTA CON GLI ACCORDI PER LA GARANZIA DELLA NEUTRALITA' DELL'ISOLA; DALL'ALTRO LA SISTEMATICA ELIMINAZIONE DEI DISSIDENTI LIBICI ALL'ESTERO.

QUESTA SITUAZIONE ERA RESA ANCORA PIU' DRAMMATICA DAGLI EVENTI INTERNI ALLA LIBIA, CHE VEDEVANO UN FORTE GRUPPO MILITARE CONTRAPPORSI APERTAMENTE ALLA GUIDA DI GHEDDAFI.

NON SONO STATI PERO' RACCOLTI ELEMENTI DI PROVA CIRCA LA POSSIBILITA' DI RICONDURRE L'ABBATTIMENTO DELL'AEREO ITAVIA NE' A UN'AZIONE LIBICA (ATTENTATO TERRORISTICO O INTERCETTAZIONE AEREA), NE' A UN'AZIONE FINALIZZATA AD ELIMINARE IL LEADER LIBICO.

VI SONO STATE INDICAZIONI PROCESSUALI IN ENTRAMBE LE DIREZIONI, MA SPROVVISTE DELLA NECESSARIA FORZA PROBATORIA.

ALL'IPOTESI DI UN COINVOLGIMENTO LIBICO SI RICOLLEGANO ANCHE LE INDICAZIONI CHE VORREBBERO LEGARE LA DISTRUZIONE DEL DC9 ALLA STRAGE DEL 02.08.80.

ANCHE QUESTE INDICAZIONI - PERALTRO IN CONTRASTO TRA LORO - SONO SFORNITE DI ALCUN SERIO SUPPORTO DI PROVA.

SFORNITE DI PROVA SONO ANCHE LE SUGGESTIONI CHE PORTER