PIU'
IN GENERALE, SIA GLI STUDI TEORICI CHE LE PROVE PRATICHE
DIMOSTRANO SENZA OMBRA DI DUBBIO CHE UN ORDIGNO ESPLOSIVO, DI
POTENZA TALE DA POTER DETERMINARE LE CONSEGUENZE IPOTIZZATE,
POSTO NEL VANO TOILETTE E IN ZONA PROSSIMA ALL'ATTACCATURA DEI
MOTORI AVREBBE DOVUTO CAUSARE INGENTI DANNI SULLE STRUTTURE
LATERALI INTERNE DEL MOTORE E INNANZITUTTO SULLA
GONDOLA.
LA
PERIZIA BALISTICO-ESPLOSIVISTICA COSTITUISCE UN PUNTO ASSAI
IMPORTANTE DELLE INDAGINI TECNICHE. ESSA FU AFFIDATA A PERSONE
PARTICOLARMENTE ESPERTE IN MATERIA DI ATTENTATI TERRORISTICI;
IL PERITO BRANDIMARTE HA, POI, PARTICOLARE ESPERIENZA IN
MATERIA DI ESPLOSIVI MILITARI. PUR NON AVENDO SPECIFICA
ESPERIENZA IN MATERIA DI ESPLOSIONI A BORDO DI AEROMOBILI (LA
CUI PARTICOLARE DINAMICA PRESENTA EFFETTIVAMENTE ASPETTI NON
COMPARABILI CON LE FORME USUALI DI ATTENTATI TERRORISTICI, PER
L'INTERFERENZA DEI FATTORI DINAMICI DERIVANTI DAL VOLO AD ALTA
VELOCITA' E PER LE CARATTERISTICHE DELLA STRUTTURA DELL'AEREO,
CONDIZIONANTE I FENOMENI DI PROPAGAZIONE DEGLI EFFETTI
DELL'ESPLOSIONE), ESSI HANNO DUNQUE UNA VALIDA ESPERIENZA DI
UN GRAN NUMERO DI ATTI TERRORISTICI E, PER LA LORO QUALITA'
PROFESSIONALE, ALTRETTANTA ESPERIENZA IN MATERIA DI ESPLOSIVI
MILITARI.
I
PERITI ESPLOSIVISTI HANNO DUNQUE ESAMINATO IL RELITTO DEL DC9
E LE IPOTESI PROSPETTATE DAL COLLEGIO SANTINI CIRCA LE
POSSIBILI LOCALIZZAZIONI DI ORDIGNI A BORDO DELL'AEREO; HANNO
VALUTATO I RISULTATI DEL LAVORO DEGLI ESPERTI CHIMICI E
METALLOGRAFICI. HANNO, INFINE, TENUTO CONTO DELLE OSSERVAZIONI
DEI CONSULENTI DI PARTE.
IL
LAVORO PRELIMINARE, DI CONTESTO, DEI PERITI E' STATO OGGETTO
DI CRITICHE DA PARTE DEL GENERALE MELILLO, IL QUALE HA
OSSERVATO CHE IL COLLEGIO NON HA AFFATTO ESAMINATO LA
QUESTIONE DELLE NUMEROSISSIME INTRUSIONI NEI CUSCINI E NEGLI
SCHIENALI (OLTRE CHE NEI CORPI DELLE VITTIME). OMISSIONE, A
DIRE DELL'IMPUTATO, TANTO PIU' GRAVE SE SI PENSA CHE LA
QUANTITA' E LE CARATTERISTICHE DELLE INTRUSIONI ERANO STATE
CONSIDERATE DALL'ENTE SPECIALISTICO INGLESE AIR ACCIDENT
INVESTIGATION BOAR (AAIB) COME PROVA DI UN EVENTO ESPLOSIVO
[SI TRASCRIVE INTEGRALMENTE LA LETTERA INVIATA DALL'AIB ALLA
COMMISSIONE LUZZATTI IL 05.11.81, NEL TESTO INGLESE, IN QUANTO
EFFETTIVAMENTE (COME NOTATO DAL MELILLO) LA TRADUZIONE LASCIA
A DESIDERARE ED E' FONTE DI POSSIBILI EQUIVOCI: ON 3 AND
04.11.81 MEMBERS OF YOUR ACCIDENT COMMISSION MADE A
PRESENTATION TO AIB OF THE EVIDENCE SO FAR ACQUIRED IN THE
COURSE OF YOUR INVESTIGATION INTO THIS ACCIDENT AND YOU ASKED
FOR OUR COMMENTS. THESE I GIVE BELOW: 1. THE INITIAL PART OF
THE FLIGHT PROCEEDED NORMALLY TO THE ASSIGNED CRUISE FLIGHT
LEVEL.
2.
WHILE ESTABLISHED IN NORMAL CRUISING FLIGHT, THE AIRCRAFT
SUFFERED A MASSIVE STRUCTURAL BREAK-UP.
3.
THERE WAS NO EVIDENCE OF A MID-AIR COLLISION.
4.
THE METALLIC PARTICLES RECOVERED FROM THE BODIES OF THE
VICTIMS WERE NOT CHARACTERISTIC OF A BREAK-UP FOLLOWING AN
EXPLOSIVE DECOMPRESSION. 5. THERE WAS NO EVIDENCE OF BLAST
DAMAGE RESULTING FROM THE DETONATION OF EXPLOSIVE
MATERIAL.
6.
MULTIPLE HIGH VELOCITY PENETRATION OF CABIN FURNISHING,
PARTICULARLY SEAT CUSHIONS BY SMALL PARTICLES, IS A FEATURE
COMMONLY ASSOCIATED WITH THE DETONATION OF EXPLOSIVE DEVICES
WITHIN PASSENGER CABINS. 7. THIS EVIDENCE IN NOT FOUND IN
CASES OF STRUCTURAL FAILURE RESULTING FROM MATERIAL DEFECTS,
STRUCTURAL OVERLOAD OR MID-AIR COLLISIONS. 8. THE INEX ADRIA
DC9 WHICH WAS INVOLVED IN A MID-AIR COLLISION OVER ZAGREB -
YUGOSLAVIA - IN 1976 WAS A CASE WHERE, ALTHOUGH A SEVERE
STRUCTURAL FAILURE OCCURRED AT A HEIGHT OF 33.000 FT. NO
EVIDENCE OF HIGH VELOCITY PENETRATION OF CABIN FURNISHING WAS
FOUND".
IL
TESTO FU COSI' TRADOTTO:
"IL
3 E 04.11.81 I MEMBRI DELLA VOSTRA COMMISSIONE SUGLI INCIDENTI
PRESENTARONO ALL'AAIB LE PROVE ACQUISITE DURANTE IL CORSO
DELLE VOSTRE INDAGINI RIGUARDO QUESTO INCIDENTE, RICHIEDENDO
LE NOSTRE OSSERVAZIONI IN MERITO. CIO' DI CUI SOTTO E' QUANTO
DA NOI COMMENTATO:
1.
LA PARTE INIZIALE DEL VOLO PROCEDETTE NORMALMENTE AL LIVELLO
DI CROCIERA ASSEGNATO.
2.
DURANTE LA NORMALE VELOCITA' DI CROCIERA IL VELIVOLO SUBI'
UN'ENORME ROTTURA STRUTTURALE.
3.
NON CI FU TRACCIA DI COLLISIONE IN ARIA.
4.
LE PARTICELLE METALLICHE RITROVATE NEI CORPI DELLE VITTIME NON
ERANO CARATTERISTICHE DI UNA ROTTURA IN SEGUITO A
DECOMPRESSIONE ESPLOSIVA. 5. NON CI FU TRACCIA DI ESPLOSIONE
RISULTANTE DALLA DETONAZIONE DI MATERIALE
ESPLOSIVO.
6.
LA PENETRAZIONE MULTIPLA AD ALTA VELOCITA' NELLA MOBILIA DELLA
CABINA, IN PARTICOLARE LE PARTICELLE RITROVATE NEI CUSCINI DEI
SEDILI, E' UNA CARATTERISTICA COMUNEMENTE ASSOCIATA ALLA
DETONAZIONE DI ORDIGNI ESPLOSIVI NELLE CABINE
PASSEGGERI.
7.
QUESTA TRACCIA NON VIENE TROVATA NEI CASI DI GUASTI
STRUTTURALI DERIVANTI DA DIFETTI DI MATERIALE, SOVRACCARICO
STRUTTURALE O COLLISIONE IN ARIA. 8. IL DC9 INEX ADRIA CHE FU
COINVOLTO IN UNA COLLISIONE IN ARIA SOPRA ZAGABRIA -
JUGOSLAVIA - NEL 1976, FU UN CASO NEL QUALE, SEBBENE A 33.000
PIEDI AVVENNE UN SERIO GUASTO STRUTTURALE NON VENNE TROVATA
TRACCIA DI PENETRAZIONE AD ALTA VELOCITA' DELLA MOBILIA DI
CABINA"]. LE DEFICIENZE NELLA TRADUZIONE DI DETTO ELABORATO,
POSTE IN EVIDENZA DAL MELILLO, NON IMPEDISCONO DI VALUTARE
CHE:
*
LE CONCLUSIONI DELL'AIB FURONO IL FRUTTO NON DI UN ESAME DEI
REPERTI, MA SOLO DI DISCUSSIONE CON I MEMBRI DELLA COMMISSIONE
LUZZATTI, CHE FORNIRONO ALL'ENTE BRITANNICO GLI ELEMENTI DI
FATTO
*
TALI ELEMENTI CONTENEVANO NOTEVOLI IMPRECISIONI, GIACCHE'
ALL'AIB FA SEMPRE RIFERIMENTO ALLA PENETRAZIONE DI OGGETTI AD
"ALTA VELOCITA'".E'
DUNQUE OVVIO CHE IL BREVE SCRITTO DELL'ENTE BRITANNICO NON
PUO' COSTITUIRE SPUNTO PER UTILI VALUTAZIONI. CIO' NONOSTANTE
VA OSSERVATO CHE L'AIB SI ESPRIME CON GRANDE CAUTELA,
DISTINGUENDO NETTAMENTE GLI ASPETTI CHE RITIENE CERTI NEL CASO
IN ESAME (COME LA MANCANZA DI SEGNI DI BLAST) DA VALUTAZIONI
DI CARATTERE GENERALE, CHE DEVONO EVIDENTEMENTE ESSER
SOTTOPOSTE A CONTROLLO NEL CASO CONCRETO. LE INTRUSIONI SONO
INVECE STATE OGGETTO DI APPROFONDIMENTI IN DIVERSE OCCASIONI E
IL RISULTATO DI TALI INDAGINI FU POSTO A DISPOSIZIONE DEL
COLLEGIO ESPLOSIVISTICO, MAN MANO CHE SI ANDAVA SVILUPPANDO.
QUESTO UFFICIO NON CONDIVIDE INTEGRALMENTE LE CONCLUSIONI CUI
SONO GIUNTI I PERITI. DI CIO' SI DISCUTERA' IN ALTRA PARTE
DELLE REQUISITORIE.
SULLA
BASE DEL COMPLESSO MATERIALE ESAMINATI I PERITI ESPLOSIVISTICI
HANNO VALUTATO CHE L'UNICO DELL'AEREO CHE PRESENTASSE INDIZI
DI UN'ESPLOSIONE INTERNA FOSSE LA PARTE POSTERIORE DESTRA E IN
PARTICOLARE IL VANO TOILETTE. DI CONSEGUENZA, HANNO FORMULATO
IPOTESI DI COLLOCAZIONE DI UN ORDIGNO, DI DIVERSA POTENZA, E
LE HANNO SOTTOPOSTE A UNA PRIMA VERIFICA ATTRAVERSO MODELLI
MATEMATICI.
IN
QUESTA OPERA PRELIMINARE SI E' TENUTO CONTO DELLE CONCLUSIONI
CUI ERA PROVVISORIAMENTE GIUNTO IL COLLEGIO SANTINI E, IN
QUESTO CONTESTO, I SUGGERIMENTI CIRCA LA POSIZIONE
DELL'ORDIGNO.
VALUTATA
L'ENTITA' E LOCALIZZAZIONE DEI DANNI DELLE DIVERSE IPOTESI,
ATTRAVERSO IL MODELLO MATEMATICO, HANNO PROCEDUTO A UNA PRIMA
SERIE DI PROVE SPERIMENTALI, FINALIZZATE A VERIFICARE LA
CORRETTEZZA DI QUEL MODELLO E AD AFFINARE LE IPOTESI
FORMULATE. SULLA BASE DI QUESTE PRIME PROVE, SI E' PROCEDUTO A
PROVE SPERIMENTALI VIA VIA PIU' COMPLESSE, FINO A RIPRODURRE
L'ESPLOSIONE, CON QUANTITA' DI ESPLOSIVO E LOCALIZZAZIONE
SELEZIONATE SULLA BASE DELLE PRECEDENTI, IN UN VANO TOILETTE
REALE, DEL QUALE SI E' CERCATO DI RIPRODURRE PER QUANTO
POSSIBILE LA CORRISPONDENZA ALL'ORIGINALE.
ORA,
GLI ESPERIMENTI SOPRA CITATI SONO STATI OGGETTO DI NUMEROSE
CRITICHE, ALCUNE IN CORSO DI ESECUZIONE DEI PRIMI
ESPERIMENTI.
IN
PARTICOLARE, I CONSULENTI DI PARTE IMPUTATA, GIA' NEL CORSO
DELL'ESECUZIONE DELLA PROVA SPERIMENTALE DEL 17.06.93,
OSSERVARONO TRA L'ALTRO CHE LE PROVE NON TENEVANO CONTO DEGLI
EFFETTI DI SFORZO STRUTTURALE DERIVANTI DAL FATTO CHE IL
VELIVOLO ERA IN VOLO E PRESSURIZZATO, CHE DUE MENSOLE DELLA
PARETE DELLA TOILETTE ERANO COLLEGATE AGLI ATTACCHI DEL
MOTORE, CHE IL PAVIMENTO NON CORRISPONDEVA NE'
MORFOLOGICAMENTE NE' STRUTTURALMENTE A QUELLO REALE.
SUGGERIVANO PER L'ESPLETAMENTO DELLA SECONDA PROVA LA
LOCALIZZAZIONE DELL'ESPLOSIVO NEL CONTENITORE SOTTOSTANTE IL
LAVELLO E NON QUELLA NELLA ZONA IMMEDIATAMENTE AD ESSO
SOPRASTANTE, COME IPOTIZZATO AI PERITI SULLA BASE DELLE
SIMULAZIONI E DELLE PROVE SPERIMENTALI PRECEDENTI.
RICHIEDEVANO LA COLLOCAZIONE DI SENSORI IN ALCUNE SPECIFICHE
POSIZIONI.
IN
UN SUCCESSIVO DOCUMENTO (DEPOSITATO IL 19.04.94) I CONSULENTI
DI PARTE RIPRENDEVANO LE OSSERVAZIONI CRITICHE, NOTANDO
CHE:
*
NON ERANO STATI DEFINITI PRELIMINARMENTE LO SCOPO E GLI
OBIETTIVI DELLE PROVE * CHE LA RIPRODUZIONE DELLA TOILETTE ERA
APPROSSIMATIVA * CHE LE PROVE SPERIMENTALI NON AVEVANO TENUTO
CONTO DELLE EFFETTIVE CONDIZIONI DEL VELIVOLO, PRESSURIZZATO E
IN VOLO, CON CONSEGUENTI EFFETTI DI SFORZI
STRUTTURALI
*
CHE LA CARICA ERA STATA POSIZIONATA IN MODO NON
CORRETTO.
LE
PROVE SPERIMENTALI FURONO CONDOTTE IN REALTA' CON LA PIU'
GRANDE ACCURATEZZA. ESSE FURONO PRECEDUTE DA SIMULAZIONI
MATEMATICHE E DA UN NOTEVOLE NUMERO DIESPERIMENTI
PRELIMINARI, FINALIZZATI PROPRIO A MEGLIO DEFINIRE OBIETTIVI E
MODALITA' DELLA SPERIMENTAZIONE, PER APPROSSIMAZIONI
SUCCESSIVE. A TUTTE QUESTE ATTIVITA' PARTECIPO' ATTIVAMENTE IL
COLLEGIO DEI CONSULENTI DI PARTE. NON SI VEDE PROPRIO NE' COME
MEGLIO POTESSERO ESSERE DEFINITI SCOPO, OBIETTIVI E MODALITA'
DI PROVE SPERIMENTALI. NE' SI VEDE COME AVREBBE POTUTO
RIPRODURSI O RAPPRESENTARSI IN MANIERA PIU' FEDELE LA
CONDIZIONE REALE DEL VELIVOLO AL MOMENTO DEL FATTO DA
RIPRODURSI, A MENO DI NON FARE ESPLODERE IN VOLO UN AEREO
NELLE MEDESIME CONDIZIONI.
D'ALTRA
PARTE, QUANDO IN ALTRO CASO UN ESPERIMENTO E' STATO CONDOTTO
CON MODALITA' PEDISSEQUAMENTE RIPRODUTTIVE DELL'EVENTO REALE
(INTERCETTAZIONI DI UN DC9 A OPERA DI F104 DEL 1985 E 1989) E
GLI ESITI NON SONO STATI FAVOREVOLI ALLE TESI DIFENSIVE NON
SONO MANCATE CRITICHE CIRCA LE CONDIZIONI DI PROPAGAZIONE
DELLE ONDE RADAR E COSI' VIA.
CHE
NON SIA POSSIBILE RIPRODURRE ESATTAMENTE EVENTI COMPLESSI
QUALI QUELLO IN ESAME ERA GIA' NOTO NELLE PREMESSE DEL LAVORO
PERITALE. PRENDERE ATTO DI CIO' AVREBBE FORSE DOVUTO PORTARE
SEMPLICEMENTE A NON ESPERIRE ALCUN TIPO DI PROVA SPERIMENTALE?
SI E' INVECE RAGIONEVOLMENTE SEGUITA LA STRADA DI IPOTESI
PRELIMINARI, VERIFICATE SIA ATTRAVERSO MODELLI MATEMATICI CHE
PROVE SPERIMENTALI E QUINDI SOSTITUITE DA IPOTESI PIU'
ACCURATE, FINO A QUELLA PIU' PROBABILE, SECONDO UN METODO
ASSOLUTAMENTE CORRETTO. I RISULTATI SONO QUINDI STATI VALUTATI
NELLA PIENA CONSAPEVOLEZZA DEI LIMITI DELL'ESPERIMENTO E LA
LORO SIGNIFICATIVITA' E' STATA CONSIDERATA ANCHE IN RAPPORTO
AL COMPLESSO DEGLI ELEMENTI ACQUISITI. LA POSIZIONE C DELLA
CARICA, CONTESTATA DAI CONSULENTI, E' STATA SCELTA SULLA BASE
DELLE PRECEDENTI PROVE SPERIMENTALI E CONVALIDATA DALLE
SIMULAZIONI MATEMATICHE.
GLI
ESPERIMENTI SONO STATI DUNQUE CONDOTTI CON MODALITA' CHE
APPAIONO PARTICOLARMENTE CONVINCENTI, SIA PER GLI STUDI
PRELIMINARI CHE PER L'ACCURATA RIPRODUZIONE (NEI LIMITI DEL
POSSIBILE E DELL'UTILE) DELLE CONDIZIONI DELLA STRUTTURA AL
MOMENTO DEL FATTO. NON VI E' DUBBIO CHE LE CONDIZIONI NON
RIPRODUCANO INTEGRALMENTE QUELLE EFFETTIVE, NE' SOTTO IL
PROFILO DEI DATI DI PRESSIONE ESTERNA E INTERNA E DI VELOCITA'
RELATIVA AI DIVERSI OGGETTI, ESSENDO LE PROVE CONDOTTE IN
AMBIENTE STATICO, NE' SOTTO QUELLO DERIVANTE DALL'INSERIMENTO
DEL VANO E DEGLI ATTACCHI DEI MOTORI IN UNA STRUTTURA
PARTICOLARMENTE STUDIATA PER CONIUGARE LA MASSIMA RESISTENZA
CON IL MINOR PESO.
CIO'
NONOSTANTE, I DATI RICAVATI SONO TALI DA NON POTER ESSERE
PRETERMESSI, ANCHE PERCHE' IN ACCORDO CON LE SIMULAZIONI
MATEMATICHE E CON I RISULTATI DELLE INDAGINI FRATTOGRAFICHE E
METALLOGRAFICHE.
SULLA
BASE DELLE PROSPETTAZIONI DEL COLLEGIO SANTINI, IL COLLEGIO
ESPLOSIVISTICO HA AVVIATO LE PROVE (SIMULAZIONI ED
ESPERIMENTI) INDIVIDUANDO UN LUOGO DI COLLOCAZIONE
DELL'ORDIGNO CHE POTESSE ESSER COMPATIBILE CON QUELLE
IPOTESI.
TALE
COLLOCAZIONE AVREBBE, IN IPOTESI, POTUTO ESSERE QUELLA DEL
VANO CHE CONTIENE IL LAVABO. TALE MOBILETTO, INFATTI, SI TROVA
A CONTATTO CON LA PARATIA DI PRESSURIZZAZIONE E UN'ESPLOSIONE
IN DETTA ZONA AVREBBE POTUTO DAR CONTO DELLE DEFORMAZIONI
PATITE DAL LAVELLO CHE, COME S'E' DETTO, APPAIONO DETERMINATE
DALL'APPLICAZIONE DI FORZE DI TRAZIONE, SIMILI A QUELLE CHE
L'OGGETTO AVREBBE PATITO SE ESPOSTO DIRETTAMENTE AGLI EFFETTI
DI UN'ESPLOSIONE. SI RICORDERA' CHE, PERO', NESSUNA
MODIFICAZIONE MACROSCOPICA O MICROSTRUTTURALE FU POSSIBILE
RILEVARE SUL LAVELLO.
IL
COLLEGIO ESPLOSIVISTICO DOVETTE QUINDI FORMULARE E VERIFICARE
IPOTESI DI COLLOCAZIONE DI UN ORDIGNO CHE POTESSERO
DETERMINARE I DANNI RIPORTATI (E NON RIPORTATI) SUI DIVERSI
OGGETTI RECUPERATI E AL CONTEMPO DETERMINARE IL DISTACCO DEL
MOTORE DESTRO.ANCHE
IN QUESTO CASO SI PROCEDETTE A SIMULAZIONI MATEMATICHE E
QUINDI A PROVE SPERIMENTALI, CON APPROSSIMAZIONI SUCCESSIVE. A
QUESTA FASE ELABORATIVA HA PARTECIPATO DIRETTAMENTE ANCHE IL
COLLEGIO TECNICO PRINCIPALE.
IL
COLLEGIO SANTINI HA DUNQUE COLLABORATO PRIMA NELLA DEFINIZIONE
DELLA FASE PRELIMINARE, CONSISTENTE NELLA PREDISPOSIZIONE DI
UNA SIMULAZIONE AL COMPUTER; PER TALE SIMULAZIONE FU
ESPRESSAMENTE CHIESTO AL COLLEGIO DI FORNIRE LE INDICAZIONI
NECESSARIE 1) PER LA POSIZIONE DELLA CARICA ALL'INTERNO DELLA
TOILETTE (OPPURE SUBITO FUORI DI ESSA) 2) MASSA DELLA CARICA
[CFR. NOTA DEL COORDINATORE SCIENTIFICO, PROF. PAOLO SANTINI,
IN DATA 25.02.92]. IL COLLEGIO SANTINI FU MOLTO ATTENTO NEL
"RICHIEDERE CHE LA SIMULAZIONE FOSSE CONDOTTA CON UN MODELLO
IL PIU' POSSIBILE VICINO ALLA REALTA'". PER QUESTA RAGIONE,
SOTTOLINEA IL PROF. SANTINI, L'IMMISSIONE DEI DATI
NELL'ELABORATORE AVREBBE RICHIESTO PARECCHI GIORNI E AVREBBE
CONSIDERATO PARTICOLARMENTE LE CARATTERISTICHE DEGLI OGGETTI
SU CUI MAGGIORMENTE SI INCENTRAVA L'ATTENZIONE DEI
PERITI.
QUESTA
PRIMA FASE DI SIMULAZIONE DIEDE LUOGO A DUE RAPPORTI
PRELIMINARI, REDATTI DA UNO SPECIALISTA, IL PROF.
VAUDANO.
TALI
STUDI FURONO POI OGGETTO DI ULTERIORI OSSERVAZIONI E
SPECIFICAZIONI.
AD
ESEMPIO, CON NOTA DELL'01.03.93, LILJA SUGGERIVA CHE LA
SIMULAZIONE AVESSE LUOGO INNANZITUTTO PONENDO NEL CESTINO DEI
RIFIUTI DELLA TOILETTE ORDIGNI COSTITUITI DA 0.5, 1.0 E 1.5
CHILOGRAMMI DI ESPLOSIVO: COME IPOTESI SUCCESSIVA, L'ORDIGNO
AVREBBE DOVUTO ESSER POSTO NELLA CISTERNA DEL WATER. SI NOTI
CHE E' BEN CHIARO, NELLA PROSPETTAZIONE DELLA SIMULAZIONE, CHE
DOVRANNO RICERCARSI GLI EFFETTI DELLE ESPLOSIONI SOPRATTUTTO
SULLE PARETI, SUL PAVIMENTO E SULLA CISTERNA DEL WATER, LILJA
SUGGERISCE, ANCORA, DI LIMITARE L'ANALISI DEGLI EFFETTI AI
SOLI VALORI DI PRESSIONE E IMPULSO (ANCHE SE LA RAGIONE DI
TALE LIMITAZIONE NON E' CHIARITA).
LA
FASE SPERIMENTALE VERA E PROPRIA CONSISTETTE A SUA VOLTA DI
PIU' PROVE SPERIMENTALI, CON MODALITA' DIVERSE, AFFINATE A
SECONDO DEI RISULTATI OTTENUTI E SULLA BASE DI UN AMPIO
CONTRADDITTORIO, CONCERNENTE ANCHE LA RISPONDENZA DEI MODELLI
E DELLE CONDIZIONI SPERIMENTALI ALLA SITUAZIONE
REALE.
VA
PREMESSO CHE IL COLLEGIO ESPLOSIVISTICO HA SEMPRE MANIFESTATO
PIENA CONSAPEVOLEZZA DELLA NON PIENA CORRISPONDENZA DELLE
CONDIZIONI IN CUI VENIVA REPLICATO L'ESPERIMENTO RISPETTO A
QUELLE ESISTENTI SULL'AEREO REALE [DA ULTIMO, IL GENERALE
MELILLO, IN UNA MEMORIA DEPOSITATA IL 30.04.98, NELLA QUALE
RICHIAMA LE OSSERVAZIONI CRITICHE GIA' IN PRECEDENZA AVANZATE
SU DIVERSI ASPETTI DELLE INDAGINI PERITALI, CONTESTA
L'ATTENDIBILITA' DEI RISULTATI DEGLI ESPERIMENTI BALISTICI,
PER ESSER STATI CONDOTTI IN CONDIZIONI DIVERSE DA QUELLE
ORIGINARIE E CON MEZZI ADEGUATI]. DI ESSE, DUNQUE, SI E'
TENUTO CONTO.
CI
SI RIPORTA ALLE CONCLUSIONI DEL COLLEGIO
BALISTICO-ESPLOSIVISTICO. SI PERDONERA' LA LUNGA CITAZIONE,
CHE APPARE NECESSARIA VISTE LE CONTROVERSIE CUI GLI
ESPERIMENTI HANNO DATO LUOGO E VISTO CHE I RISULTATI CUI ESSI
GIUNGONO SONO INVECE CONSIDERATI DA QUESTO UFFICIO DI NOTEVOLE
RILEVANZA:
IN
BASE ALLE INDAGINI PRELIMINARI DI CUI S'E' DETTO INNANZI, "E'
STATO POSSIBILE DEDURRE CHE LE LOCALIZZAZIONI PIU' PROBABILI
DELLA CARICA ERANO DA INDIVIDUARE ALL'INTERNO DEL MOBILETTO
PORTA-LAVELLO, POSTO IN ADERENZA DELLA PARATIA DI
PRESSURIZZAZIONE (STAZIONE 817) OVVERO IN UN VANO SITUATO
VICINO ALLA VASCA SOTTOSTANTE IL WATER, ADIACENTE ALLA "PELLE"
DELLA FUSOLIERA; QUEST'ULTIMA POSIZIONE E' STATA PRESA IN
CONSIDERAZIONE SOLO A LIVELLO DI SIMULAZIONE NUMERICA IN
QUANTO L'ESPLOSIONE DI UN ORDIGNO POSIZIONATO IN TAL MODO
AVREBBE SICURAMENTE DANNEGGIATO LA TAVOLETTA COPRI WATER, CHE
INVECE E' STATA RINVENUTA PRESSOCHE' INTEGRA TRA I ROTTAMI DEL
DC9, ED INOLTRE, PER LA SUA VICINANZA AL RIVESTIMENTO DEL
MOTORE DESTRO DELL'AEREO, AVREBBE PROVOCATO UN FORTE
DANNEGGIAMENTO DEL MEDESIMO, NON RISCONTRATO NEL CASO
REALE.
PER
LE MEDESIME RAGIONI NON E' STATO PRESO IN CONSIDERAZIONE IL
POSIZIONAMENTO ALL'INTERNO DELLA SUCCITATA VASCA SOTTOSTANTE
IL WATER.
IN
DEFINITIVA, PER LE PROVE DI SCOPPIO SONO STATE PRESE IN
CONSIDERAZIONE LE TRE SEGUENTI POSIZIONI DI SISTEMAZIONE
DELL'ORDIGNO:
A
SOTTO IL LAVELLO, ENTRO UN CONTENITORE UTILIZZATO PER LA
RACCOLTA DELLE SALVIETTE DI CARTE UTILIZZATE COME ASCIUGAMANO
B SOTTO IL LAVELLO AL DI SOPRA DEL SUDDETTO CONTENITORE C IN
UN VANO DEL MOBILETTO PORTA-LAVELLO, UTILIZZATO PER LA
SISTEMAZIONE DI SALVIETTE DI CARTA E SITUATO A FIANCO DEL
LAVELLO MEDESIMO, IN POSIZIONE LEGGERMENTE SUPERIORE A
ESSO.
SONO
STATE EFFETTUATE DUE SERIE DI PROVE DI SCOPPIO AL FINE
DI:
I
ACCERTARE LA POSSIBILITA' DI INDUZIONE DI MODIFICAZIONI
MICROSTRUTTURALI SUPERFICIALI SU MATERIALI METALLICI ESISTENTI
NELLA ZONA TOILETTE, DA PARTE DI CARICHE A PESO CRESCENTE,
POSTE NEL MOBILETTO PORTA-LAVELLO NELLE SUDDETTE TRE POSIZIONI
COMPATIBILI CON LA GEOMETRIA DEL MEDESIMO
II
ACCERTARE SE LE CARICHE POSTE SOTTO IL LAVELLO PRODUCONO SUL
MEDESIMO DANNEGGIAMENTI SIMILI A QUELLI RISCONTRATI NEL CASO
REALE
III
ACCERTARE SE I PESI DI CARICA E LA POSIZIONE IPOTIZZATA COME
MENO IMPROBABILE NEL CORSO DELLE SIMULAZIONI NUMERICHE,
PRODUCANO SUL LAVELLO DANNEGGIAMENTI SIMILI A QUELLI
RISCONTRATI NEL CASO REALE.
IV
EFFETTUARE MISURE DELLA PRESSIONE E DELL'IMPULSO (IN ARIA E
SUL BERSAGLIO), NONCHE' DELLA VELOCITA' DELLE SCHEGGE, DA
PORRE A CONFRONTO CON I DATI RICAVABILI NELLE SIMULAZIONI
NUMERICHE, TENENDO CONTO CHE LE DUE METODICHE POSTE A
CONFRONTO PRENDONO IN CONSIDERAZIONE DIVERSE GEOMETRIE DI
CONTORNO E BERSAGLI DIVERSI.
SULLA
SCORTA DELLE RISULTANZE SPERIMENTALI SI POSSONO TRARRE LE
SEGUENTI CONCLUSIONI:
1.
LE PROVE DI SCOPPIO EFFETTUATE NEL PERIODO 26/30.04.93 PRESSO
IL BALIPEDIO COTTRAU DI LA SPEZIA HANNO CONSENTITO DI
INDIVIDUARE UNA GEOMETRIA DI SCOPPIO CHE, IN UNA STRUTTURA
APERTA, PROVOCA SUL LAVELLO DELLA TOILETTE DANNEGGIAMENTI
SIMILI A QUELLI RISCONTRATI SUI RESTI DEL LAVELLO ORIGINALE
DEL DC9 ITAVIA.
E'
STATO COSI' POSSIBILE ACCERTARE CHE SISTEMANDO UNA CARICA DI
COMPOUND B DEL PESO DI 730 GRAMMI CIRCA NELLA POSIZIONE C SI
PRODUCONO SUL LAVELLO DANNEGGIAMENTI SIMILI A QUELLI
RISCONTRATI NEL CASO REALE. QUESTA DEDUZIONE RISULTA ANCHE IN
SUFFICIENTE ACCORDO CON I RISULTATI DELLA SIMULAZIONE
MATEMATICA CHE INDIVIDUANO LA POSIZIONE C E UN PESO DI CARICA
DI CIRCA 1,5 KG COME I PARAMETRI MENO IMPROBABILI PER LA
PRODUZIONE DEI DANNEGGIAMENTI RISCONTRATI SUI REPERTI F40 ED
E76.
E'
STATO PERTANTO DECISO DI ADOTTARE LA SUDDETTA GEOMETRIA DI
SCOPPIO PER L'EFFETTUAZIONE DELLE DUE PROVE SPERIMENTALI
PRESSO IL POLIGONO DI GHEDI NEI GIORNI 16 E 17.06.93. DI TALI
PROVE DI SCOPPIO, LA SECONDA, EFFETTUATA SU UN MODELLO DI
TOILETTE CHE RIPRODUCEVA, IL PIU' FEDELMENTE POSSIBILE, LA
STRUTTURA REALE DELLA TOILETTE DEL DC9 ITAVIA, HA PROVOCATO UN
DANNEGGIAMENTO DEL LAVELLO DI ENTITA' ASSAI SUPERIORE RISPETTO
A QUELLO RISCONTRABILE NELLA SUDDETTA PROVA C EFFETTUATA A LA
SPEZIA IL 30.04.93. CIO' PUO' ESSERE SPIEGATO OSSERVANDO CHE
IN UN AMBIENTE CHIUSO, QUALE ERA IL SIMULACRO DI TOILETTE
IMPIEGATO, LE ONDE D'URTO RIFLESSE HANNO CONTRIBUITO IN
MANIERA SIGNIFICATIVA A INCREMENTARE GLI EFFETTI DISTRUTTIVI
DELLA CARICA.
IN
BASE A TALI OSSERVAZIONI SI DOVREBBE QUINDI DEDURRE CHE IL
PESO DI CARICA IMPIEGATO NELLE PROVE SPERIMENTALI SIA
SICURAMENTE ECCESSIVO RISPETTO AL PESODELL'IPOTETICA
CARICA CHE SAREBBE STATA POSIZIONATA NELLA TOILETTE DEL DC9
ITAVIA. D'ALTRA PARTE, FACENDO RIFERIMENTO AI DANNEGGIAMENTI
RISCONTRATI SULLE PARETI DELLA TOILETTE, COSTITUITE DALLE
PARATIE 796 E 817, SI PUO' NOTARE CHE LA PROVA EFFETTUATA A
GHEDI IL 17.06.93 HA PROVOCATO SUI SIMULACRI DI TALI STRUTTURE
EFFETTI DI GRAN LUNGA INFERIORI RISPETTO A QUELLI
EFFETTIVAMENTE RISCONTRATI SUL DC9 ITAVIA.
LA
PROVA SPERIMENTALE HA PROVOCATO SUL SIMULACRO DI PARATIA 817
(PRATICAMENTE A CONTATTO CON LA CARICA) UN FORO DI DIAMETRO
PARI A CIRCA 60 CM E SULLA PARATIA 716 (POSTA A UNA DISTANZA
DI CIRCA 0,5 MT. DALLA CARICA) PIEGATURE E DEFORMAZIONI, MA
NON ROTTURE ATTRIBUIBILI A ONDE D'URTO.
RISULTEREBBE
PERTANTO CHE, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, IL PESO DI ESPLOSIVO
IMPIEGATO NELLE PROVE SPERIMENTALI SAREBBE INFERIORE A QUELLO
IPOTIZZABILE PER L'EVENTUALE ORDIGNO USATO NELLA TOILETTE, IL
CHE RISULTA IN CONTRASTO CON QUANTO DEDOTTO IN
PRECEDENZA.
2.
IPOTIZZANDO, PERALTRO, CHE LA SCELTA DELLA SUDDETTA GEOMETRIA
DI SCOPPIO NON SIA CORRETTA E RAGIONANDO IN BASE ALLE
CONDIZIONI SPERIMENTALI ADOTTATE NELLE PROVE A E B EFFETTUATE
ALLA SPEZIA IL 30.04.93, SI PUO' DEDURRE CHE IL DANNEGGIAMENTO
SULLE PARATIE 786 E 817 SAREBBE STATO ANCORA INFERIORE A CAUSA
DEL MINOR PESO DI CARICA UTILIZZATO PER QUEL TIPO DI PROVE
(CIRCA 300 GRAMMI DI COMPOUND B). ANCHE IN QUESTO CASO,
QUINDI, SI DOVREBBE PENSARE CHE IL PESO DI ESPLOSIVO CONTENUTO
IN UN EVENTUALE ORDIGNO DOVREBBE ESSERE SUPERIORE A QUELLO
IMPIEGATO NELLE PROVE SPERIMENTALI.
D'ALTRA
PARTE, COME E' STATO DIMOSTRATO NELLE PROVE DA NR. 1 A NR. 10,
EFFETTUATE ALLA SPEZIA IL 26 E 27.04.93, PESI DI CARICA
SUPERIORI A CIRCA 300 GRAMMI PRODURREBBERO SUL LAVELLO EFFETTI
DISTRUTTIVI PIU' MARCATI RISPETTO A QUELLI OSSERVATI NELLA
REALTA'.
SI
PUO' QUINDI CONCLUDERE CHE, INDIPENDENTEMENTE DALLA GEOMETRIA
DI SCOPPIO PRESCELTA, NON PUO' ESSERE IDENTIFICATO
UNIVOCAMENTE UN PESO DI CARICA IN GRADO DI PRODURRE
CONTEMPORANEAMENTE DANNEGGIAMENTI AL LAVELLO E ALLE PARATIE
786 E 817, PARAGONABILI A QUELLI RISCONTRATI NEL CASO
REALE.
3.
IL FORO PROVOCATO DALLA CARICA SULLA PARATIA 817 PRESENTA, IN
ENTRAMBE LE PROVE EFFETTUATE PRESSO IL POLIGONO SEI DI GHEDI,
FORTI PETALATURE SUI BORDI, NON RISCONTRATE NEL CASO REALE.
TALE FENOMENO DI PETALATURA DEL FORO PROVOCATO DALL'ESPLOSIONE
QUASI A CONTATTO DI UNA CARICA DI ESPLOSIVO E' RISULTATO ANCHE
NELLA SIMULAZIONE MATEMATICA EFFETTUATA SU TUTTA LA TOILETTE.
INOLTRE SULLE SUPERFICI INTERNE DI TALI PETALATURE SI POSSONO
NOTARE FORI E IMPRONTE DI SCHEGGE, MENTRE NESSUN SEGNO DI TALE
TIPO E' STATO RISCONTRATO NEL CASO REALE.
4.
LA PROVA DI SCOPPIO NELLA TOILETTE HA PROVOCATO FORI E
IMPRONTATURE DI SCHEGGE SULLA PARATIA 786, SENZA PERALTRO
DANNEGGIARLA IN MANIERA MASSIVA; NEL CASO REALE, INVECE, TALE
PARATIA RISULTA FORTEMENTE DANNEGGIATA, MA NON PRESENTA SEGNI
DI SCHEGGE.
5.
NELLA PROVA SPERIMENTALE SUL SIMULACRO DI TOILETTE, IL
RIVESTIMENTO DEL MOTORE E' RISULTATO FORTEMENTE DANNEGGIATO E
PRESENTA NUMEROSI SEGNI DI SCHEGGE, MENTRE NEL CASO REALE TALE
ELEMENTO RISULTA PRATICAMENTE INTEGRO.
6.
LA PRESSIONE INTERNA ALLA TOILETTE, GENERATASI NEL CORSO DELLA
PROVA SPERIMENTALE, HA PROVOCATO IL COLLASSO COMPLETO DELLA
CABINA, LANCIANDO, IN PARTICOLARE, LE PARATIE 817 E 786 A
NOTEVOLI DISTANZE. NEL CASO REALE TALE FENOMENO AVREBBE DOVUTO
LASCIARE SEGNI DI DANNEGGIAMENTO ALL'INTERNO DELLA CABINA
PASSEGGERI E NEL CONO DI CODA DELL'AEREO MENTRE, INVECE, TALI
SEGNI NON SONO EVIDENTE SUL DC9 ITAVIA".
IL
GALLEY, INOLTRE, E' RISULTATO FORTEMENTE DANNEGGIATO DALLA
PROIEZIONE DI SCHEGGE, CON CARATTERISTICHE TIPICHE DEGLI
OGGETTI AD ALTA VELOCITA'.A
SEGUITO DELLE CRITICHE AVANZATE DAI CONSULENTI DI PARTE
IMPUTATA (E SULLE QUALI SI E' GIA DETTO) IL COLLEGIO PERITALE,
DOPO AVER RISPOSTO ALLE OSSERVAZIONI METODOLOGICHE, HA POSTO
IN EVIDENZA [RELAZIONE IN DATA 07.06.94, DEPOSITATA IL
13.06.94] CHE MOLTI DEI RISULTATI OTTENUTI SONO
SOSTANZIALMENTE INDIPENDENTI DALLE CONDIZIONI INDICATE DAI
PREDETTI E SEGNATAMENTE:
*
LA PROIEZIONE DI SCHEGGE E DI FRAMMENTI DELLA STRUTTURA IN
TUTTE LE DIREZIONI * LE SEGNATURE E I FORI DELLE SCHEGGE SULLE
STRUTTURE INTERNE ED ESTERNE * I VALORI DI VELOCITA' DELLE
SCHEGGE
*
I VALORI DI PRESSIONE QUASI STATICA ALL'INTERNO DELLA
TOILETTE
*
I VALORI DI PRESSIONE MASSIMA RIFLESSA ALL'INTERNO E
ALL'ESTERNO DELLA TOILETTE
*
I SEGNI DI TRASFORMAZIONI MICROCRISTALLINI SUI MATERIALI
ESPOSTI ALL'AZIONE DEI GAS DI ESPLOSIONE ANCHE A DISTANZE
RELATIVAMENTE SUPERIORI RISPETTO A QUELLE INDICATE DAI
CONSULENTI DI PARTE IMPUTATA * IL MANCATO SCHIACCIAMENTO DEI
TUBI DI CONDIZIONAMENTO E DI IRRORAZIONE DELLA VASCA DEL
WATER
*
LE CONDIZIONI DELLA TAVOLETTA COPRI-WATER
*
LA MANCANZA DI PETALATURE E SEGNI DI IMPATTO SUI FORI
ASSERITAMENTE CAGIONATI DALL'ESPLOSIONE SULLE
PARATIE
CON
DEFINITIVA CHIAREZZA AFFERMA IL PERITO BRANDIMARTE, A SEGUITO
DI ULTERIORI OSSERVAZIONI CRITICHE, CHE "LA SPIEGAZIONE
DELL'IMPOSSIBILITA' DI RIPRODURRE CON UN'UNICA GEOMETRIA DI
SCOPPIO TUTTE LE TIPOLOGIE DI DANNEGGIAMENTO OSSERVATE SUL
RELITTO DEL DC9 (ZONA TOILETTE) NON DEVE ESSERE RICERCATA
NELL'ERRATO POSIZIONAMENTO O DIMENSIONAMENTO DELLA CARICA MA,
PIU' OVVIAMENTE, NEL FATTO CHE E' IMPOSSIBILE CHE
UN'ESPLOSIONE A BORDO DELL'AEREO, NELLA ZONA TOILETTE, POSSA
PRODURRE EFFETTI COSI' VARI E CONTRASTANTI TRA LORO"
[OSSERVAZIONI DEPOSITATE IL 21.07.94, CORSIVO
NOSTRO].
LE
CONCLUSIONI DEL COLLEGIO ESPLOSIVISTICO CONCORDANO PIENAMENTE
CON LE INDAGINI DI CARATTERE FRATTOGRAFICO E
METALLOGRAFICO.
IN
PARTICOLARE, PER CIO' CHE CONCERNE IL LAVELLO, LA RELAZIONE DI
PERIZIA METALLOGRAFICO-FRATTOGRAFICA CONCLUDE CHE:
"LE
PROVE CONDOTTE SUI LAVELLI SOTTOPOSTI A PROVA DI SCOPPIO IN
VARIE CONDIZIONI HANNO PERMESSO DI RILEVARE LA TOTALE
DISSOMIGLIANZA FRA LE DEFORMAZIONI MACROSCOPICHE SUBITE DAI
LAVELLI (A E B) PER I QUALI LA CARICA ESPLOSIVA ERA
POSIZIONATA AL DI SOTTO DEGLI STESSI E QUELLA DEL LAVELLO
RECUPERATO COME REPERTO NR. 1566 (AZ 558); UNA FORTE ANALOGIA
DELLE DEFORMAZIONI MACROSCOPICHE NEL CASO DEL LAVELLO
SOTTOPOSTO A PROVA CON CARICA ESPLOSIVA LEGGERMENTE
SOVRASTANTE (LAVELLO C) E UNA DISCRETA SOMIGLIANZA NEL CASO
DEL LAVELLO SOTTOPOSTO A PROVA CON CARICA ESPLOSIVA
LEGGERMENTE SOPRASTANTE IL SIMULACRO DI TOILETTE (LAVELLO
D)... INOLTRE VIENE CONFERMATA L'ASSENZA SUI CAMPIONI
PRELEVATI DAL REPERTO AZ 558 DI FENOMENOLOGIE RICONDUCIBILI
ALL'EFFETTO DI ONDE DI PRESSIONE O DI TEMPERATURA VISIBILI
INVECE NELLE LASTRE E NEI LAVELLI SOTTOPOSTI A PROVA DI
SCOPPIO".
SI
E' OSSERVATO CHE IL DANNO RIPORTATO DAL LAVELLO PER
L'ESPOSIZIONE ALL'ESPLOSIONE AVREBBE ACCELERATO I FENOMENI DI
OSSIDAZIONE E QUINDI RESO IMPOSSIBILE RILEVARE LE MODIFICHE
MICROSTRUTTURALI IN OCCASIONE DI TALI INDAGINI TECNICHE. IN
REALTA', ANCHE DI QUESTI ASPETTI I PERITI AVEVANO TENUTO
CONTO, NEL TRARRE LE LORO CONCLUSIONI.
E'
DIFFICILE NON CONCORDARE CON IL COLLEGIO DEI CONSULENTI DI
PARTE CIVILE QUANDO, NELLA MEMORIA DEL 22.11.94, OSSERVA CHE
"L'IMPOSSIBILITA' DI TROVARE UNA POSIZIONE UNIVOCA DELLA
BOMBA, PARTENDO DALL'INSIEME DELLE DEFORMAZIONI PRESENTI SUI
PEZZI DELLA TOILETTE, NON E', COME SEMBRA CREDERE IL COLLEGIO
DEI PERITI D'UFFICIO UN SEMPLICE DETTAGLIO, MA DIMOSTRA INVECE
COME GLI ELEMENTI, TRA L'ALTRO NEANCHE IN NUMERO RILEVANTE,
SUI QUALI SI FONDA L'ASSERZIONE DI UN'ESPLOSIONE NELLA
TOILETTE, SIANO CONTRADDITTORI TRA LORO" (PAG.
5).
D'ALTRA
PARTE, ANCHE IL RARDE AVEVA ESPRESSO UNA GARBATA, MA ASSAI
FERMA, OPINIONE DISSENZIENTE CON L'IPOTESI DI COLLOCAZIONE DI
UN ORDIGNO NEL VANO TOILETTE:
"SIAMO
A CONOSCENZA DELLE OPINIONI DI FRANK TAYLOR E DI ALTRI
RIGUARDO A UN'ESPLOSIONE NELLA TOILETTE. I NOSTRI RISULTATI
NON SONO INCOERENTI CON QUESTA TEORIA, MA NESSUNA PROVA
SICURAMENTE POSITIVA DI ESPLOSIONE FU TROVATA SUI PEZZI
PROVENIENTI DALLA TOILETTE CHE FURONO ESAMINATI DAL DRA"
[LETTERA INVIATA DAL DRA AL PROF. SANTINI IL 24.02.94: "WE ARE
AWARE OF THE OPINIONS OF FRANK TAYLOR AND OTHERS CONCERNING AN
EXPLOSION IN THE TOILET COMPARTMENT. OUR FINDINGS ON THE
FRAGMENTS ETC. ARE NOT INCONSISTENT WITH THE THEORY, BUT NON
CLEARLY POSITIVE EXPLOSIVE EVIDENCE WAS FOUND IN THE ITEMS
FROM THE TOILET WHICH WERE EXAMINED AT THE DRA [EX
RARDE]"].
AL
TERMINE DI QUESTA COMPLESSA INDAGINE, LA CONCLUSIONE
INEQUIVOCA DELLE INDAGINI PERITALI DEL COLLEGIO ESPLOSIVISTICO
E' CHE "L'ESPLOSIONE DI UN ORDIGNO ALL'INTERNO
DELL'AEROMOBILE, IN PARTICOLARE NELLA TOILETTE DI POPPA, PUO'
ESSERE CONSIDERATO COME UN EVENTO ESTREMAMENTE
IMPROBABILE".
SI
E' GIA' VISTO COME, SINGOLARMENTE PRESI, I FRAMMENTI
RECUPERATI DEL DC9 NON PRESENTINO MODIFICAZIONI MORFOLOGICHE
CARATTERISTICHE DI UN'ESPOSIZIONE AD ESPLOSIONE. SU TUTTI I
REPERTI SONO ASSENTI MODIFICAZIONI DI CARATTERE
MICROSTRUTTURALE, CHE CERTAMENTE AVREBBERO DOVUTO RINVENIRSI
IN QUELLI CHE - SECONDO L'IPOTESI ACCETTATA DAL COLLEGIO
SANTINI - SI TROVAVANO A BREVE DISTANZA DALLA SORGENTE
DELL'ESPLOSIONE; COSI' COME ASSENTI SONO SU TUTTI I REPERTI
QUELLE MODIFICAZIONI MACROSCOPICHE (PETALATURA, PITTING, ECC.)
CHE DEL PARI SONO CAUSATE DALLA VICINANZA ALLA SORGENTE
DELL'ESPLOSIONE. SU ALCUNI REPERTI (IN PARTICOLARE SUI
FRAMMENTI INNANZI CITATI DI PARATIA PARAFIAMMA, DI COMPONENTI
DELLA PARATIA DI PRESSURIZZAZIONE E DI ELEMENTI DEL RIQUADRO
DELLA PORTA DI ACCESSO POSTERIORE, SUL LAVELLO) SONO STATE
INDIVIDUATE DEFORMAZIONI CHE POSSONO ESSERE ATTRIBUITE AGLI
EFFETTI DI UN'ESPLOSIONE, MA DISGIUNTE DALLE MODIFICAZIONI
MORFOLOGICHE DI CUI S'E' DETTO.
ATTRAVERSO
LA PERIZIA ESPLOSIVISTICA SI E' QUINDI VOLUTO, TRA L'ALTRO,
VERIFICARE SE FOSSE IPOTIZZABILE CHE UN'ESPLOSIONE NEL VANO
TOILETTE DETERMINASSE LE DEFORMAZIONI ANZIDETTE, SENZA LE
MODIFICAZIONI MORFOLOGICHE, NON RISCONTRATE. PIU' IN GENERALE,
SE QUELLE STESSE DEFORMAZIONI FOSSERO COMPATIBILI TRA LORO E
CON I DANNI RIPORTATI (O NON RIPORTATI) DA ALTRE COMPONENTI
DEL VANO TOILETTE, PURE RECUPERATE. SI E' GIA' OSSERVATO,
INFATTI, CHE ANCHE A UN PRIMO ESAME APPARIVA EVIDENTE
L'INCOMPATIBILITA' TRA I PUNTI DI COLLOCAZIONE CHE UN ORDIGNO
AVREBBE DOVUTO AVERE, PER REALIZZARE CONTEMPORANEAMENTE GLI
EFFETTI RISCONTRATI SULLA PARETE ESTERNA DELL'AEREO
ALL'ALTEZZA DEL PILONE DI ATTACCO DEL MOTORE DESTRO E IN UNA
ZONA PROSSIMA ALLA CONGIUNZIONE TRA LA PARATIA DI
PRESSURIZZAZIONE (ALLA STAZIONE 817) E IL RIQUADRO DELLA PORTA
POSTERIORE.
LA
PERIZIA ESPLOSIVISTICA HA CONSENTITO DI DETERMINARE
INNANZITUTTO, CON CERTEZZA, CHE TALI DANNI SONO TRA LORO
INCOMPATIBILI, COSICCHE' NON E' LECITO FARE RIFERIMENTO ALLE
DUE SERIE DI FRAMMENTI PER SOSTENERE LA TESI DELL'ESPLOSIONE
DELL'ORDIGNO ALL'INTERNO DEL VANO TOILETTE; GLI ELEMENTI SONO
IN CONTRASTO E PER IL PRINCIPIO DI NON CONTRADDIZIONE ESSI, SE
SI RITENGONO ENTRAMBI DI ASSOLUTA SIGNIFICATIVITA', FINISCONO
PER ESCLUDERSI A VICENDA.
SE,
INVECE, LI SI ESAMINA SINGOLARMENTE (E CIOE' LE DUE DIVERSE
SERIE) SI DOVRA' INNANZITUTTO ESCLUDERNE UNA QUALE NON
SIGNIFICANTE E POI VALUTARE SE LA SECONDA, IN SE' CONSIDERATA,
E QUINDI CON ESCLUSIONE DEGLI ELEMENTI INCOMPATIBILI, SIA
IDONEA A FAR ACCETTARE L'IPOTESI CONSIDERATA.
ORA,
DALLE SIMULAZIONI MATEMATICHE E POI DALLE PROVE DI SCOPPIO E'
RISULTATO INNANZITUTTO CHE NELLE IPOTESI DI COLLOCAZIONE
DELL'ORDIGNO IN POSIZIONI TALI DADETERMINARE
GLI EFFETTI DI PROIEZIONE DI PARTI DELLA PARATIA PARAFIAMMA E
DEL RIVESTIMENTO DELLA FUSOLIERA NEL PILONE E IL DISTACCO DEL
MOTORE DI DESTRA, NESSUN DUBBIO VI E' CHE GLI ELEMENTI DI
COPERTURA DEL MOTORE HANNO RIPORTATO DANNI ASSAI CONSISTENTI,
VENENDO INVESTITI NON SOLO DALL'ONDA D'URTO, MA ANCHE DAI
NUMEROSISSIMI FRAMMENTI SCAGLIATI A GRANDE VELOCITA' DALLA
VIOLENZA DELL'ESPLOSIONE. ESSI HANNO LASCIATO SULLA GONDOLA (O
MEGLIO SULLA STRUTTURA METALLICA CHE LA SIMULAVA) SEGNI
INCONFONDIBILI E NUMEROSI; MOLTE SCHEGGE HANNO ATTRAVERSATO IL
RIVESTIMENTO ESTERNO E AVREBBERO DOVUTO, DI CONSEGUENZA,
RAGGIUNGERE LE PARTI INTERNE DEI MOTORI IN MOTO, CAGIONARE
GRAVI DANNI AGGIUNTIVI, DERIVANTI DAI DANNI INDOTTI SULLE PALE
DELLE TURBINE ED ESSERVI RINVENUTI - INSIEME AI TRAMITI - AL
MOMENTO DELLE INDAGINI TECNICHE. I FORI MANIFESTANO LE
CARATTERISTICHE TIPICHE DELLA PENETRAZIONE DA OGGI AD ALTA
VELOCITA'.
D'ALTRA
PARTE, MOLTO CHIARA E' LA DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA ALLEGATA
AL RAPPORTO DELL'AAIB RELATIVO ALL'ATTENTATO VERIFICATOSI
NELLA TOILETTE DI SINISTRA DI UN BAC 1-11 DELLE PHILIPPINE
AIRLINES IL 17.08.78. L'ESPLOSIONE DELL'ORDIGNO (COMPOSTO DA
RDX E NITROGLICERINA, PER UN PESO STIMATO DI 0.5 - 1.0 LIBBRE)
EBBE LUOGO NEL CONTENITORE DEGLI ASCIUGAMANI DI CARTA USATI;
ESSA NON CAUSO' LA PERDITA DELL'AEREO, IL QUALE RIUSCI' AD
ATTERRARE REGOLARMENTE, CON LA PERDITA DI UN SOLO PASSEGGERO.
L'ESPLOSIONE LASCIO' TUTTAVIA MARCATURE ASSOLUTAMENTE
INEQUIVOCHE, SIA SUI RIVESTIMENTI SIA SULLE STRUTTURE. BENCHE'
L'ORDIGNO NON ABBIA DETERMINATO LE GRAVISSIME CONSEGUENZE
IPOTIZZATE NEL NOSTRO CASO (IMMEDIATA ESPULSIONE DEL MOTORE DI
DESTRA, A CAUSA DELLA FRATTURA DELLE STRUTTURE DI FORZA, E
CONSEGUENTE COLLASSO DELL'INTERA STRUTTURA NELLO SPAZIO D
POCHI SECONDI) SULLE GONDOLE E' POSSIBILE RISCONTRARE NUMEROSI
FORI, COSI' COME SUL RIVESTIMENTO CORRISPONDENTE ALLA PARTE
CENTRALE E INFERIORE DELLA GONDOLA (COSICCHE' E' RAGIONEVOLE
CHE ALTRI SE NE POTESSERO RILEVARE NELLA PARTE DELLA GONDOLA
CHE NON E' VISIBILE NELLE FOTOGRAFIE) SI TRATTA DI FORI CHE,
PER FORMA E CONCENTRAZIONE, SONO PALESEMENTE COLLEGATI A UNA
SORGENTE DI PROIEZIONE DEGLI OGGETTI CHE LI HANNO PRODOTTI [SI
ALLEGANO LE FOTOGRAFIE NR. 84540, 84541, 84527, 84518, TRATTE
DALLA RELAZIONE INNANZI CITATA].
SINGOLARMENTE,
QUESTO MATERIALE NON E' STATO IN ALCUN MODO UTILIZZATO NEI
LAVORI PERITALI, PUR POTENDO COSTITUIRE UNA BUONA BASE DI
COMPARAZIONE, ANCHE PER LE CARATTERISTICHE SIMILARI DEI DUE
AEREI E PUR ESSENDO STATO ACQUISITO SIN DAL
21.12.93.
NULLA
DI TUTTO QUESTO E' STATO POSSIBILE RINVENIRE SUI REPERTI DEL
DC9, NONOSTANTE ACCERTAMENTI MOLTO ACCURATI E RIPETUTI, ANCHE
A SEGUITO DI SPECIFICHE SEGNALAZIONI DA PARTE DEL COLLEGIO
SANTINI A QUELLO FRATTOGRAFICO - METALLOGRAFICO [CFR. VERBALI
DI OPERAZIONI PERITALI DEL 10 E 14.01.94. TUTTA LA ZONA DEI
MOTORI E IN PARTICOLARE I FORI INDIVIDUATI SUI RIVESTIMENTI
DEL MOTORE DI DESTRA DAL COLLEGIO
METALLOGRAFICO-FRATTOGRAFICO, CHE NE HANNO DATO AMPIO CONTO
NELLA RELAZIONE IN DATA 29.07.94]. E' PACIFICO CHE I MOTORI
NON RIPORTARONO DANNI SEVERI DA INGESTIONE DI OGGETTI DURANTE
IL FUNZIONAMENTO E CHE I FORI NON FURONO PRODOTTI DA OGGETTI
PENETRATI AD ALTA VELOCITA'. DEVE DUNQUE CONCLUDERSI CHE, SE
UN ORDIGNO E' ESPLOSO NEL VANO TOILETTE, ESSO DOVEVA TROVARSI
IN UNA POSIZIONE TALE DA POTER CONTESTUALMENTE: DETERMINARE IL
DISTACCO DEL MOTORE DI DESTRA E QUINDI L'IMMEDIATO DISTACCO DI
QUELLO DI SINISTRA; NON PROVOCARE SUI DETTI MOTORI ALCUN DANNO
DIRETTO.
MOLTO
INTERESSANTE, ANCHE DAL PUNTO DI VISTA METODOLOGICO E'
L'APPUNTO DEL 04.11.93 DI F. TAYLOR, CON IL QUALE SI
SOLLECITANO NUOVE INVESTIGAZIONI SULLE COPERTURE DELLE GONDOLE
- MOTORE, RILEVANDO QUANTO SIA IMPORTANTE ACCERTARE
L'ESISTENZA DEI FORI, IN CONSIDERAZIONE DEGLI ESITI DELLE
PROVE DI SCOPPIO E METTENDO IN DUBBIO CHE GLI ESAMI DIRETTI
SULLE GONDOLE, CONDOTTI FINO A QUEL MOMENTO, FURONO
ESAUSTIVI.
TAYLOR
AGGIUNGE POI: "LA "RAGION D'ESSERE" PER QUELLO CHE PENSAVAMO
ESSERE UN RIESAME DELLE COPERTURE ERA UN RISULTATO DELLE
RECENTI PROVE (DI SCOPPIO). QUESTE AVEVANO SUGGERITO CHE
UN'ESPLOSIONE NELLA PARTE POSTERIORE DELLA TOILETTE AVREBBE
CAUSATO QUALCHE DANNO AI RIVESTIMENTI ADIACENTI. SICCOME IO
ERO GIA'SICURO
CHE AVEVAMO PROVE SUFFICIENTI DI UN'ESPLOSIONE DA QUALCHE
PARTE NELLA TOILETTE, HO SCRITTO AL PROF. SANTINI". LE PROVE
CONFERMANO CHE I RIVESTIMENTI VEROSIMILMENTE VENGONO
DANNEGGIATI CON UNA CARICA ESPLOSIVA IN CERTE POSIZIONI, COSI'
LA MANCANZA REALE DI DANNO SUGGERISCE CHE LA CARICA
PROBABILMENTE NON SI TROVAVA IN QUESTE POSIZIONI. CIO'
CERTAMENTE NON ESCLUDE UN'ESPLOSIONE IN QUALCHE ALTRA PARTE
[DELLA TOILETTE].
E'
IMPORTANTE NOTARE CHE TAYLOR, IL QUALE RITENEVA CHE IN EFFETTI
I PIU' APPROFONDITI ACCERTAMENTI SULLE COPERTURE DEI MOTORI
AVESSERO PORTATO A SCOPRIRE SU QUELLA DI DESTRA AMMACCATURE E
BUCHI, CHE INVECE NON ERANO RISCONTRABILI SU QUELLA DI
SINISTRA, ASSERISCA:
"IL
FATTO CHE SI SIANO TROVATE LE PROVE PREDETTE DALLE PROVE
ESPLOSIVISTICHE DIMOSTRA IL REALE VALORE DI QUESTE PROVE. LE
PREVISIONI CHE SONO IN SEGUITO PROVATE ESSER CORRETTE SONO
MOLTO PIU' CONVINCENTI CHE LE CONFERME DI CIO' CHE E' GIA'
CONOSCIUTO" [NELLA CITAZIONE SONO STATE INTRODOTTE ALCUNE
MODIFICHE RISPETTO ALLA TRADUZIONE DEGLI ATTI. E' SEMBRATO,
INFATTI, CHE IL TERMINE LIKELY DOVESSE ESSER RESO CON
"VEROSIMILE", PIUTTOSTO CHE CON "PROBABILE"; "EVIDENCE" E'
STATO TRADOTTO CON "PROVE"; "PREDICTED", TRADOTTO CON
"PREDICATA" E' STATO RESO CON "PREDETTO" O "PREVISIONE",
TRATTANDOSI PER DI PIU' DI TERMINE TECNICO DELLA LOGICA
FORMALE, A SIGNIFICARE LE INFERENZE DESUMIBILI DA UNA TEORIA E
SOTTOPONIBILI A CONTROLLO SPERIMENTALE].
E'
DIFFICILE NON ESSER D'ACCORDO CON IL PROF. TAYLOR: LA VERIFICA
SPERIMENTALE DELLA TEORIA PORTA ALLA SUA CORROBORAZIONE
PRINCIPALMENTE ATTRAVERSO IL VERIFICARSI DEL RISULTATO
PREDETTO; QUANTO MAGGIORE E' L'IMPROBABILITA' DEL CONTENUTO
DELLA TEORIA, TANTO MAGGIORE E' IL SAPERE AGGIUNTO QUANDO ESSA
E' CORROBORATA. DI QUI L'IMPORTANZA DELLA SOTTOLINEATURA DI
TAYLOR CIRCA IL RILIEVO DELLA PREDIZIONE DEL FATTO IGNOTO,
RISPETTO ALLA MERA VERIFICA DEL FATTO NOTO.
DOVREBBE
PERO' ANCHE PORTARSI IL RAGIONAMENTO FINO ALLA SUA NATURALE
CONCLUSIONE E CIOE' CHE LA MANCANZA DI CORROBORAZIONE PER
RISULTATO CONTRASTANTE DELL'ESPERIMENTO NON E' EVENTO NEUTRO,
MA PORTA ALLA FALSIFICAZIONE DELLA TEORIA; A MENO CHE NON SI
DIMOSTRI O CHE L'ESPERIMENTO NON ERA CORRETTAMENTE IMPOSTATO O
ESEGUITO OPPURE CHE VI SONO SOTTO-FORMULAZIONI DELLA TEORIA
CHE CONSENTONO DI SOPRAVVIVERE AL RISULTATO NEGATIVO (NEL
NOSTRO CASO, AD ESEMPIO, UNA DIVERSA COLLOCAZIONE
DELL'ORDIGNO).
RESTA
PERO' IL DATO DI FATTO DELLA INCOMPATIBILITA' DELLA TEORIA,
NELLA FORMA SOTTOPOSTA A CONTROLLO, CON IL RISULTATO
SPERIMENTALE (NEL NOSTRO CASO, CON TUTTE LE COLLOCAZIONI IN
CONTRASTO CON IL FATTO CHE SULLE GONDOLE NON VI SIANO TRACCE
DI PENETRAZIONE CORRELABILI CON UN'ESPLOSIONE, INTERNA O
ESTERNA).
E
INFATTI LE ANALISI SUCCESSIVE HANNO ACCERTATO,
DEFINITIVAMENTE, CHE I BUCHI E LE AMMACCATURE RILEVATE DA
TAYLOR NON SONO IN ALCUN MODO CAUSATE DA UN EVENTO
ESPLOSIVO.
DA
TUTTO QUANTO SIN QUI OSSERVATO DEVONO TRARSI ALCUNE
PROVVISORIE CONCLUSIONI SULLA POSSIBILITA' DI ATTRIBUIRE LA
PERDITA DEL DC9 A UN'ESPLOSIONE INTERNA.
VI
SONO MOLTI ELEMENTI CHE POTREBBERO PROVARE, DI PER SE',
UN'ESPLOSIONE E ALCUNI DI QUESTI SAREBBERO INDICATIVI DI
UN'ESPLOSIONE AVVENUTA ALL'INTERNO DEL VELIVOLO.
COME
S'E' GIA' RICORDATO, I DANNI SUL VESTITO DI BAMBOLA, LE
SCHEGGE 52-1M E 6- 4Mii, LE PARTICELLE INCOMBUSTE DI ESPLOSIVO
TNT E T4 SAREBBERO DI PER SE' SUFFICIENTI A FAR AFFERMARE CHE
VI E' STATA UNA DETONAZIONE DI ESPLOSIVO, QUALORA FOSSERO
RITENUTI SICURAMENTE ATTENDIBILI, CIASCUNO IN SE'
CONSIDERATO.
LE
PARTICELLE DI ESPLOSIVO, POI, SONO ATTRIBUIBILI PIU'
SPECIFICAMENTE E CON ALTO GRADO DI PROBABILITA' AD ESPLOSIONE
INTERNA.
IN
QUESTO CASO, LA LOCALIZZAZIONE PIU' PROBABILE SAREBBE
L'INTERNO DELLA CABINA PASSEGGERI.
GLI
ELEMENTI SUDDETTI SONO PERO' TRA LORO INCOERENTI: LE SCHEGGE
PROVENGONO CON OGNI PROBABILITA' DA ELEMENTI ESTERNI O CHE SI
TROVANO LUNGO COMPONENTI ESTERNE DEL VELIVOLO; LE PARTICELLE
INCOMBUSTE DI ESPLOSIVO SONO STATE RINVENUTE SU OGGETTI CHE SI
TROVAVANO CERTAMENTE IN UN VANO BAGAGLI, MA ANCHE SU DI UN
GANCIO ALL'INTERNO DELLA CABINA PASSEGGERI; IL VESTITO DI
BAMBOLA E' STATO REPERTATO TRA I RELITTI DELLA PARTE ANTERIORE
DELLA CABINA.
PER
SUPERARE L'INCOERENZA INTERNA DI TALI ELEMENTI, IL COLLEGIO
SANTINI HA ACCURATAMENTE ESAMINATO L'POTESI CHE UN ORDIGNO
FOSSE STATO POSTO ALL'INTERNO DEL VANO TOILETTE.
QUESTA
IPOTESI NON ERA SUGGERITA DA NESSUNO DEGLI ELEMENTI SOPRA
CITATI E ANZI ERA CON ESSI IN NETTO CONTRASTO. L'IPOTESI
DERIVAVA INVECE DALLA CONSTATAZIONE DELLA MANCANZA DI UNA
PARTE DELLA FUSOLIERA, CHE DI CONSEGUENZA APPARIVA ESSERSI
SEPARATA NELLE FASI INIZIALI DEL COLLASSO, UNITA ALLA
VALUTAZIONE DELLE MODALITA' E DEI TEMPI DI COLLASSO DELL'AEREO
E DALLE DEFORMAZIONI PATITE DA ALCUNI ELEMENTI
STRUTTURALI.
TUTTE
LE VERIFICHE DI QUESTA IPOTESI SONO STATA SOSTANZIALMENTE
NEGATIVE. QUELLE NON INCOMPATIBILI TROVANO COMUNQUE
RAGIONEVOLE SPIEGAZIONE ALTERNATIVA. TUTTE SI SCONTRANO CON LA
POSSIBILITA' DI GIUSTIFICARE, CON UN'UNICA IPOTESI DI
COLLOCAZIONE E DI COMPOSIZIONE DELL'ORDIGNO, I DANNI
ATTRIBUITI AD ESPLOSIONE, MA RISCONTRATI IN POSIZIONI
INCOMPATIBILI TRA LORO.
TUTTE
SI SCONTRANO, ANCORA, CON L'ASSENZA DI DANNI SU PARTI
DELL'AEREO RECUPERATE E CHE SIA PER UNA SEMPLICE OPERAZIONE
LOGICA, SIA PER LE SIMULAZIONI ALL'ELABORATORE CHE, INFINE,
PER LE PROVE SPERIMENTALI, NON POTEVANO NON ESSER DIRETTAMENTE
ESPOSTE AGLI EFFETTI PRIMARI E SECONDARI DI UNA
ESPLOSIONE.
IN
CONCLUSIONE, VI SONO ELEMENTI DI PROVA, IN SE' CONSIDERATI,
INDICATIVI DI UN'ESPLOSIONE DI UN ORDIGNO CONTENENTE TNT E T4,
AVVENUTA ALL'INTERNO DELL'AEREO.
QUESTI
ELEMENTI SONO TRA LORO IN CONTRASTO E SONO IN CONTRASTO ANCHE
CON GLI ALTRI ELEMENTI DESUMIBILI DALL'ESAME DEL
RELITTO.
CON
IL BAGAGLIO CONOSCITIVO CHE SI E' SIN QUI ESPOSTO DEVE
ESAMINARSI L'IPOTESI CHE IL DC9 SIA STATO ABBATTUTO DA UN
MISSILE.
SI
PREMETTE CHE, PER LE CONSIDERAZIONI CHE APPRESSO SI
DETTAGLIERANNO, PARTIREMO DALLA PREMESSA CHE SIA FONDATAMENTE
IPOTIZZABILE CHE UNO (O DUE, A SECONDA DELL'INTERPRETAZIONE
DEL TRACCIATO RADAR) AEREI MILITARI ABBIANO INTERSECATO LA
ROTTA DEL DC9 CON MODALITA' COMPATIBILI CON LANCIO DI MISSILI
E IN COINCIDENZA SPAZIO-TEMPORALE CON L'EVENTO DISTRUTTIVO. SI
TRATTA CIOE' DELLE ROTTE RICOSTRUIBILI A PARTIRE DAI PUNTI -17
E -12 E CHE QUINDI LIMITANO DI CONSEGUENZA L'AREA DELLA
POSSIBILE AGGRESSIONE.
TUTTAVIA
IN QUESTA SEDE SI ESAMINERANNO SOLO GLI ELEMENTI A FAVORE O
CONTRO L'IPOTESI CONSIDERATA EMERGENTI DALL'ANALISI DEL
RELITTO. NATURALMENTE ANDRA' TENUTO CONTO CHE IPOTESI IN
CONTRASTO CON LE MODALITA' SOPRA INDICATE NON POTRANNO IN OGNI
CASO AVERE FONDAMENTO. DOVRANNO QUINDI CONSIDERARSI
ESCLUSIVAMENTE ORDIGNI CON CAPACITA' DI ATTACCO
LATERALE.
ALL'EPOCA
DEI FATTI ESISTEVA QUESTO TIPO DI MISSILI, SIA A GUIDA
INFRAROSSI (DI TIPO AVANZATO) SIA A GUIDA RADAR SEMIATTIVA.
NEL SECONDO CASO IL RADAR DELL'AEREO ATTACCANTE, O DI CHI GLI
PRESTASSE ASSISTENZA, AVREBBE DOVUTO "ILLUMINARE" IL BERSAGLIO
PER UN TEMPO NECESSARIO A CONSENTIRE L'INGAGGIO DA PARTE DEL
RADAR DEL MISSILE; IN TUTTI E DUE I CASI IL BERSAGLIO (FOSSE
ESSO IL DC9 O UN AEREO A QUESTO VICINO) AVREBBE DOVUTO ESSERE
SEGUITO PRIMA DELLA FASE DI ATTACCO VERA E PROPRIA ATTRAVERSO
IL CONTROLLO VISIVO O, ASSAI PIU' PROBABILMENTE RADAR,
DELL'AEREO ATTACCANTE OPPURE DI ALTRI MEZZI (AEREI, NAVI O
SITI TERRESTRI) IN GRADO DI DIRIGERE GLI
ATTACCANTI.
DANDO
PER AMMESSA, IN QUESTA PARTE DELLA REQUISITORIA, LA
RICOSTRUIBILITA' DI UNA TRAIETTORIA ORIGINARIAMENTE PARALLELA
ALLA ROTTA DEL DC9 E POI CON QUESTA PERPENDICOLARE, A PARTIRE
DA QUALCHE PUNTO PROSSIMO AL -17, PUO' CONCLUDERSI CHE QUESTI
DATI NON SONO IN CONTRASTO CON IL LANCIO DI UN MISSILE. SI E'
PERO' SOTTOLINEATO CHE ESSI INDICANO UNA GEOMETRIA DI ATTACCO
NON OTTIMALE. A QUESTO PRIMO STADIO DI APPROSSIMAZIONE
RITERREMO COMUNQUE ACCETTABILE L'IPOTESI CHE SIA STATA SEGUITA
LA GEOMETRIA RISULTANTE DAI TRACCIATI RADAR. QUALORA L'ESAME
DELLE RISULTANZE PROBATORIE AVVALORASSE L'IPOTESI DI ATTACCO
MISSILISTICO, QUESTO ASPETTO DOVREBBE ESSERE APPROFONDITAMENTE
DISCUSSO.
NELLA
PERIZIA BLASI ERANO STATI CONSIDERATI INDIZI DI ESPLOSIONE
ESTERNA I SEGUENTI:
A)
MANCANZA DI USTIONI SU TUTTI CADAVERI RECUPERATI
B)
MANCANZA DI CO E DI HCN NEI POLMONI E NEL SANGUE DEI CADAVERI
SOTTOPOSTI AD AUTOPSIA
C)
CADAVERI CON POCHE LESIONI ESTERNE
D)
RILEVAZIONE SUL PORTELLONE PORTABAGAGLI ANTERIORE DESTRO DI
ALMENO UN FORO CON DIREZIONE ESTERNO-INTERNO E VELOCITA'
DECISAMENTE SUPERIORE A 400 MS E) PRESENZA TRA I FRAMMENTI
RECUPERATI NEI CORPI O IN OGGETTI CHE SI TROVAVANO ALL'INTERNO
DELLA FUSOLIERA DI MATERIALE PROVENIENTE DALL'ESTERNO DELLA
STESSA (FRAMMENTI DEL RIVESTIMENTO ESTERNO - SKIN - O DEL
CARRELLO, ECC.) F) TRAIETTORIA ESTERNO-INTERNO DI DUE
RIBATTINI G) TRAIETTORIA DI UNA FASCETTA DEL CONDOTTO DI
VENTILAZIONE H) TRAIETTORIA DI UN FRAMMENTO DI PLASTICA I) DUE
SCHEGGE DI ALLUMINIO, CON TRACCE DI FENOMENO ESPLOSIVO E CON
COMPOSIZIONE CHIMICA CORRISPONDENTE A QUELLA DI PARTI ESTERNE
DEL VELIVOLO J) ASSENZA DI TRACCE DI ESPLOSIONE SU TUTTE LE
PARTI INTERNE RECUPERATE K) IMPULSO ACUSTICO REGISTRATO DAL
REGISTRATORE DI CABINA, PROVENIENTE DALL'ESTERNO
L)
TRACCIA RADAR DI VELIVOLO ESTRANEO CON ROTTA QUASI
PERPENDICOLARE A QUELLA DEL DC9
M)
INDIVIDUAZIONE DI TRACCE DI MISCELA TNT/T4, CARATTERISTICA DI
ORDIGNI MILITARI.
DI
ALCUNI DI QUESTI ELEMENTI SI E' GIA' DETTO. SI LIMITERA' QUI
L'ANALISI AGLI ASPETTI CONCERNENTI I DANNI RIPORTATI DAL
RELITTO E LE PROVE RICAVABILI DALLE INDAGINI CHIMICHE,
FRATTOGRAFICHE, METALLOGRAFICHE ED ESPLOSIVISTICHE. AGLI
ELEMENTI INDICATI DALLA PERIZIA BLASI DEVONO POI ESSERE
AGGIUNTI QUELLI DESUMIBILI DAL LAVORO DEI NUOVI COLLEGI
PERITALI, DAL RECUPERO DI ALTRI OGGETTI, DALLE PROSPETTAZIONI
DELLE PARTI PRIVATE.
IL
RECUPERO DI GRAN PARTE DELLA FUSOLIERA DEL DC9 CONSENTE ORA
VALUTAZIONI MOLTO PIU' COMPLETE, RISPETTO A QUELLE CHE
POTERONO ESSER FATTE IN PASSATO. IN PARTICOLARE, MOLTE DELLE
ZONE NELLE QUALI SI INDIVIDUANDO DEI VUOTI, ATTRIBUITI DI
VOLTA IN VOLTA A ESPLOSIONE INTERNA ED ESTERNA, SONO ORA STATE
COLMATE. ANCHE L'ARTEFIZIO LOGICO, SPESSO USATO, DI
CONTRASTARE LA MANCANZA DI PROVE POSITIVE DELL'EVENTO
IPOTIZZATO, ASSERENDO CHE LE PARTI PROBANTI ERANO ANDATE
DISPERSE, PERDE DI CONSEGUENZA GRAN PARTE DELLA SUA RILEVANZA,
GIACCHE' SEMPRE MINORI SONO LE ZONE SU CUI POSSANO NON ESSER
RIMASTI I SEGNI DI UN EVENTO ESPLOSIVO.
RESTA,
CERTAMENTE, IL CARATTERE INDIZIANTE DELL'ASSENZA DI INTERE
PARTI DEL RELITTO,
CHE E' IN SE' UN FATTO NON CONTESTABILE E CHE PUO' DARE UTILI
INDICAZIONI, QUANTO MENO SUI TEMPI E LE MODALITA' DI
SEPARAZIONE DI DETTE PARTI.
SULL'ASSENZA
DI QUALUNQUE TRACCIA DI UN'ESPLOSIONE DI UNA TESTATA BELLICA
SONO CONCORDI TUTTI COLORO CHE HANNO ESAMINATO I RESTI
DELL'AEREO PER CONTO DEL COLLEGIO PERITALE.
IN
PARTICOLARE, MOLTO ACCURATE INDAGINI IN QUESTO SENSO - ANCHE
SULLA BASE DELLE SOLLECITAZIONI DELLE PARTI CIVILI - SONO
STATE CONDOTTE DAL COLLEGIO METALLOGRAFICO - FRATTOGRAFICO. IL
COLLEGIO HA ANCHE, IN PROGRESSO, SOTTOPOSTO AD ESAME SINGOLI
OGGETTI CHE VENIVANO VIA VIA INDICATI COME RECANTI QUELLI CHE,
A UN PRIMO ESAME, POTEVANO APPARIRE MARCATURE CAUSATE
DALL'IMPATTO DI SCHEGGE DI MISSILE (TESTATA O
CORPO).
SONO
QUINDI STATI ESAMINATI FORI SITUATI IN DIVERSE PARTI
DELL'AEREO (E SPECIFICAMENTE SUL MOTORE DESTRO E SULLE ALI),
ALCUNE SFERULE RECUPERATE IN UN FLAP, DEFORMAZIONI DEI
PANNELLI DELLA FUSOLIERA.
SU
NESSUNO DI QUESTI OGGETTI FURONO INDIVIDUATI ELEMENTI
CARATTERISTICI DI IMPATTI DA OGGETTI PROVENIENTI
DALL'ESPLOSIONE DI UNA TESTATA MISSILISTICA O DALL'IMPATTO DI
OGGETTI PROVENIENTI DAL CORPO DI UN MISSILE [RELAZIONE
DEPOSITATA IL 30.07.94].
GLI
ESPERTI ESPLOSIVISTI HANNO POI ESAMINATO I REPERTI SOTTO UN
DIVERSO PROFILO. CIRCA LA POSSIBILITA' - DA ESCLUDERSI - CHE
PARTICELLE INCOMBUSTE DI ESPLOSIVO SIANO STATE PORTATE
ALL'INTERNO DELL'AEREO DALLE SCHEGGE DELLA TESTATA O DEL CORPO
DEL MISSILE O DALLA NUBE GASSOSA SI DIRA' IN ALTRA PARTE DELLE
REQUISITORIE.
IL
COLLEGIO ESPLOSIVISTICO HA ACCURATAMENTE ESAMINATO LE UNICHE
DUE SERIE DI ELEMENTI CHE POTEVANO SUPPORTARE L'IPOTESI DI
UN'ESPLOSIONE ESTERNA: I FORI SUL PORTELLONE DEL VANO BAGAGLI
ANTERIORE DESTRO E LE LESIONI PATITE DALL'ESTREMITA' DELL'ALA
SINISTRA (IPOTIZZANDOSI CHE ESSA POTESSE ESSERE TRANCIATA
DAGLI EFFETTI DELLA CORONA DI UNA TESTATA CONTINUOUS ROD).
QUEST'ULTIMO ESAME, PERALTRO, PRESCINDEVA DALLE CONCLUSIONI
DEL COLLEGIO FRATTOGRAFICO, CHE AVEVA INDIVIDUATO MODALITA' DI
FRATTURA DA FLESSIONE.
IL
COLLEGIO CONCLUDEVA DUNQUE OSSERVANDO CHE: "L'ASSENZA TOTALE
SUI REPERTI ESAMINATI DI ELEMENTI CARATTERISTICI (PERFORAZIONI
MULTIPLE, DEFORMAZIONI ATTRIBUIBILI A ONDE D'URTO) SICURAMENTE
CORRELABILI ALL'ESPLOSIONE DI UNA TESTA DI GUERRA DI UN
MISSILE, OVVERO A UN'AZIONE DI MITRAGLIAMENTO, PORTA A
RITENERE ESTREMAMENTE IMPROBABILE L'IPOTESI DELL'ABBATTIMENTO
DEL DC9 ITAVIA A SEGUITO DI UN ATTACCO DIRETTO DA PARTE DI UN
VELIVOLO MILITARE" [RELAZIONE DEPOSITATA IL 14.04.94, PAG.
6.5.].
NESSUN
FRAMMENTO O SEGNI DI PENETRAZIONE, RICONDUCIBILI A MISSILE
(TESTATA O ALTRE SUE COMPONENTI) SONO STATI DUNQUE
RINVENUTI.
SIN
DAL 1990 SI OSSERVO' CHE GLI ACCERTAMENTI CHE ERANO STATI
CONDOTTI DAL COLLEGIO BLASI SUL FUNZIONAMENTO DELLE TESTE DI
GUERRA DEI MISSILI E SUI LORO EFFETTI SULLA STRUTTURA DI AEREO
IN VOLO APPARIVANO DEL TUTTO INADEGUATI. ESSI, INFATTI, SI
BASAVANO ESSENZIALMENTE SULLA RELAZIONE DEL DR. SPOLETINI, A
SUA VOLTA CONDIZIONATA DAI LIMITI DI UN SEGRETO MILITARE CHE
APPARIVA FRANCAMENTE ASSURDO, IN CONSIDERAZIONE DELLA COMUNE
DISPONIBILITA' - SU QUALUNQUE RIVISTA SPECIALIZZATA - DI
INFORMAZIONI ASSAI PIU' DETTAGLIATE DI QUELLE RESE
UTILIZZABILI PER I PERITI IN FORMA
PROCESSUALE.
SI
CHIESERO E OTTENNERO, QUINDI, ACCERTAMENTI SIA DI CARATTERE
ISTRUTTORIO CHE PERITALE, CHE FORNISSERO AL GIUDICE E AI
PERITI, IN FORMA PROCESSUALMENTE UTILIZZABILE, ELEMENTI
VALUTATIVI SERI.
IL
COLLEGIO BALISTICO-ESPLOSIVISTICO RISPOSE AI QUESITI CON LA
RELAZIONE IN DATA 14.04.94, NELLA QUALE SONO AFFRONTATE CON
CHIAREZZA TUTTE LE PRINCIPALI QUESTIONI CHE IN MATERIA SI
ERANO POSTE, IN PARTICOLARE CIRCA LA POSSIBILITA' DI
TRASFERIMENTO DI RESIDUI INCOMBUSTI DI ESPLOSIVO ALL'INTERNO
DELL'AEREO, IN CONSEGUENZA DELLA DETONAZIONE DI UNA TESTATA
MISSILISTICA.
SU
TALE PUNTO GLI ESPERTI CONCLUSERO CHE "NESSUN RESIDUO DI
SOSTANZA ESPLOSIVA INCOMBUSTA (IN QUANTITA' ANALITICAMENTE
RILEVABILI) PUO' PENETRARE ALL'INTERNO DI UN VELIVOLO A
SEGUITO DELL'ESPLOSIONE DI UNA TESTA DI GUERRA DI UN MISSILE
ARIA-ARIA, SIA NEL CASO DI VEICOLAZIONE DI SCHEGGE, SIA NEL
CASO DI VEICOLAZIONE DA PARTE DELLA NUBE DEI GAS DI
ESPLOSIONE" [RELAZIONE CITATA, PAG. 8/4].
PARTICOLARMENTE
IMPORTANTE E' STATO, POI, IL CONTRIBUTO DEL PROF. HELD [CFR.
IN PARTICOLARE L'ELABORATO "MISSILI CONTRAEREI", DATATO
22.09.93 (RECANTE IN COPERTINA LA DATA 29.07.93) E DEPOSITATO
IL 23.09.94], LA CUI COMPETENZA NON E' POSTA IN DUBBIO DA
NESSUNA DELLE PARTI.
IL
PROF. HELD HA DESCRITTO, IN MANIERA SINTETICA MA ESAURIENTE,
LE CARATTERISTICHE PRINCIPALI DEI DIVERSI ORDIGNI IMPIEGATI
NEL 1980 E HA INDICATO GLI STRUMENTI CONCETTUALI UTILIZZABILI
PER INDIVIDUARE LE TRACCE DELL'ESPLOSIONE DI UNA TESTA DI
GUERRA, IN CONSIDERAZIONE DEI DIVERSI TIPI DI TESTATE E DI
SPOLETTE E DI SISTEMI DI LOCALIZZAZIONE DEL BERSAGLIO E GUIDA
DEL MISSILE.
IL
COMPLESSO DELLE INFORMAZIONI COSI' RESE DISPONIBILI PUO'
ESSERE SINTETIZZATA, LIMITATAMENTE AGLI EFFETTI RISCONTRABILI
SUL BERSAGLIO, NEI SEGUENTI FATTI:
*
L'OBBIETTIVO PER IL QUALE VENGONO COSTRUITI MISSILI, QUALI
QUELLI DI CUI SI IPOTIZZA L'UTILIZZO, E' DI CAUSARE
L'ABBATTIMENTO DI OGGETTI IN VOLO. NELLA LORO PROGETTAZIONE,
DI CONSEGUENZA, SI PONE PARTICOLARE CURA PERCHE' SI REALIZZI
LA MASSIMIZZAZIONE DEGLI EFFETTI DISTRUTTIVI. * GLI EFFETTI
DISTRUTTIVI SI VERIFICANO IN PRIMO LUOGO PER L'ESPLOSIONE
DELLA TESTATA. QUESTA E' QUINDI REALIZZATA IN MANIERA TALE DA
DETERMINARE, CON LA SUA ESPLOSIONE, LA MAGGIORE PROBABILITA'
DI RAGGIUNGERE IL BERSAGLIO. * GLI EFFETTI DISTRUTTIVI
DERIVANO SIA DALL'ONDA D'URTO CAUSATA DALL'ESPLOSIONE (BLAST)
CUI SONO ASSOCIATI FENOMENI TERMICI, SIA DALLA PROTEZIONE DI
UNA SERIE DI FRAMMENTI METALLICI.
*
TALI FRAMMENTI METALLICI PROVENGONO IN BUONA PARTE DALLA
STRUTTURA DELLA TESTATA, CHE E' PROGETTATA PROPRIO AL FINE DI
CAUSARLI; IN ALCUNI CASI LA TESTATA E' COSTRUITA IN MODO TALE
DA GENERARE FRAMMENTI PREDISEGNATI, CHE SI DISPERDONO SECONDO
MODALITA' PREDEFINITE, AL FINE DI AUMENTARE LA PROBABILITA' DI
RAGGIUNGERE IL BERSAGLIO E DI CAUSARE DANNI CONSISTENTI. * TRA
LE TESTATE COSI' PROGETTATE VE N'E' IN PARTICOLARE QUELLA
DENOMINATA "CONTINUOUS ROD", CHE GENERA FRAMMENTI CHE, NELLA
FASE INIZIALE, SI DISPONGONO IN UN CERCHIO CHE SI DILATA -
MANTENENDOSI PER UN CERTO PERIODO INTEGRO - PROGRESSIVAMENTE E
CHE E' PROIETTATO IN AVANTI SECONDO UN ANGOLO PREDETERMINATO,
PER EFFETTO CONGIUNTO DELLA VELOCITA' DEL VETTORE E
DELL'IMPULSO CAUSATO DALL'ESPLOSIONE.
*
I MISSILI DESTINATI ALL'IMPIEGO CONTRAEREO SONO MUNITI DI
SPOLETTA DI PROSSIMITA' (TDD - TARGET DETECTING DEVICE) E DI
SPOLETTA AD IMPATTO. SE LA DINAMICA RELATIVA DEL VELIVOLO
BERSAGLIO E DEL MISSILE E' TALE DA DETERMINARE L'INNESCO DELLA
SPOLETTA DI PROSSIMITA', L'IMPATTO DEL CORPO RESIDUO DEL
MISSILE CON IL BERSAGLIO E' UNA POSSIBILITA' REMOTA. SE TALE
DINAMICA E' INVECE TALE DA DETERMINARE L'INNESCO DELLA
SPOLETTA AD IMPATTO, L'ESPLOSIONE DELLA TESTATA AVVERRA' NELLE
IMMEDIATE VICINANZE DEL BERSAGLIO O ADDIRITTURA AL SUO
INTERNO. * LE CARATTERISTICHE COMPLESSIVE DEL MISSILE
CONDIZIONANO LE SCELTE SULLE MODALITA' DI ATTACCO.
*
E' POSSIBILE CALCOLARE - A SECONDA DEI DIVERSI TIPI DI MISSILE
E DELLE DIVERSE TESTATE, NONCHE' DEL RAPPORTO DINAMICO TRA
MISSILE E BERSAGLIO - L'ANGOLO DIDISPERSIONE
DEI FRAMMENTI PREFORMATI E QUELLO DELLE COMPONENTI RESIDUE DEL
MISSILE E QUINDI RICERCARNE GLI EFFETTI SUL BERSAGLIO SECONDO
CRITERI PREDEFINITI.
ORA
E' PACIFICO, NON ESSENDO AFFERMATO IL CONTRARIO DA NESSUNO, AD
ECCEZIONE DI QUANTO APPRESSO SI DIRA' A PROPOSITO DEGLI
ELABORATI DEI CONSULENTI DELLA PARTE CIVILE ITAVIA, CHE SULLE
PARTI RECUPERATE DEL DC9 NON VI E' ALCUN SEGNO DI IMPATTO DI
SCHEGGE DI TESTATA DI GUERRA O DI FENOMENI DI ESPOSIZIONE A
BLAST.
COME
S'E' VISTO, QUELLI CHE TALI ERANO RITENUTI DAL COLLEGIO BLASI
NON REGGONO A UN ESAME APPROFONDITO, SULLA BASE ANCHE DEI
NUOVI E PIU' COMPLETI ACCERTAMENTI PERITALI E DEI REPERTI
SUCCESSIVAMENTE RECUPERATI.
ASSOLUTAMENTE
CHIARO IN PROPOSITO E' IL PROF. HELD IN UNA NOTA REDATTA PER
IL COLLEGIO PERITALE E NELLA QUALE SONO MESSI A FRUTTO GLI
ELEMENTI VALUTATI GIA' RAPPRESENTATI NELLO SCRITTO INNANZI
CITATO. AFFERMA DUNQUE HELD ["TRACCE DI COLLISIONE DI MISSILI
SUL DC9?", NOTA DEL 20.12.93]:
"I
MISSILI ANTIAEREI ARIA-ARIA SONO PROGETTATI PER COLPIRE IL
BERSAGLIO O PER LO MENO PER PASSARGLI VICINO... NEGLI ANNI 80
E PRIMA SONO STATI UTILIZZATI ESSENZIALMENTE DUE TIPI DI
DISPOSITIVI AUTOCERCANTI: - DISPOSITIVI AUTOCERCANTI IR PER
MISSILI AUTONOMI - DISPOSITIVI AUTOCERCANTI A RADAR SEMIATTIVO
CHE NECESSITANO DI UN AEROPLANO CHE 'AGGANCI' IL
BERSAGLIO.
PRIMA
DEL LANCIO I DISPOSITIVI AUTOCERCANTI VENGONO INDIRIZZATI
VERSO IL BERSAGLIO DALL'AEROPLANO CHE HA A BORDO I MISSILI.
UNICAMENTE DOPO CHE IL PILOTA HA RICEVUTO UN SEGNALE DI
RITORNO POSITIVO CHE IL DISPOSITIVO AUTOCERCANTE HA AGGANCIATO
IL BERSAGLIO, I MISSILI POSSONO VENIRE LANCIATI. IL
DISPOSITIVO AUTOCERCANTE IR ERA IN GRADO DI ATTACCARE UN AEREO
SOLTANTO DALL'EMISFERO POSTERIORE NEGLI ANNI 80 E PRIMA. IL
DISPOSITIVO AUTOCERCANTE ERA IN GRADO DI "VEDERE" SOLAMENTE LA
SCIA CALDA DEL/DEI MOTORE/I.
IL
DISPOSITIVO AUTOCERCANTE A RADAR SEMIATTIVO (SAR) HA BISOGNO
DI UN AEROPLANO CHE AGGANCI IL BERSAGLIO. ESSO RICEVE LA
RADIAZIONE RIFLESSA DAL BERSAGLIO [LA DIFFERENZA TRA SISTEMI
IR E SAR E' BEN ILLUSTRATA DALLA FIGURA ALLEATA, TRATTA DALLA
RELAZIONE HELD DEL 22.09.93; NELLA FIGURA NON E' RAPPRESENTATA
PERO' L'IPOTESI DI IR SEEKER CON CAPACITA' DI ATTACCO
ANTERO-LATERALE; IL PUNTO E' DISCUSSO OLTRE].
TUTTI
I MISSILI CON DISPOSITIVI AUTOCERCANTI IR O SAR SI AVVICINANO
AL BERSAGLIO CON IL COSIDDETTO "ANDAMENTO A GUIDA
PROPORZIONALE". CIO' SIGNIFICA CHE IL PUNTO DI INTERCETTAZIONE
VIENE PREDETERMINATO PRIMA DAL COMPUTER DELL'AEREO CHE
TRASPORTA I MISSILI E QUESTA INFORMAZIONE VIENE TRASMESSA AL
MISSILE. QUESTO PERCORSO VIENE POI CORRETTO DAI SEGNALI DEL
DISPOSITIVO AUTOCERCANTE MEDIANTE IL COMPUTER DI BORDO DEL
MISSILE. QUESTO SISTEMA DI NAVIGAZIONE DA' UNA BUONA STIMA
DEGLI ANGOLI DI INTERSEZIONE (ANGOLO STATICO) TRA LA DIREZIONE
DI ROTTA DEL BERSAGLIO E LA DIREZIONE DI ROTTA DEL MISSILE, SE
SONO CONOSCIUTE LE POSIZIONI DI LANCIO E DEL
BERSAGLIO.
IMPATTO
DIRETTO. LA RICOSTRUZIONE DELL'AEREO CON I PEZZI RECUPERATI
NEL MAR MEDITERRANEO, EFFETTUATA A PRATICA DI MARE, E' STATA
ANALIZZATA CON ATTENZIONE. NON E' STATO POSSIBILE NOTARE I
TIPICI DANNI PROVOCATI DALL'ONDA ESPANSIVA NE' FRAMMENTI
DELL'ESPLOSIONE DI UNA OGIVA DI UN MISSILE ANTIAEREO. NON C'E'
IL TIPICO FORO CAUSATO DALL'ONDA ESPANSIVA DELL'ESPLOSIONE DI
UNA CARICA AD ALTO ESPLOSIVO O LA TIPICA PROPAGAZIONE
CIRCOLARE DI FORI DI UN'OGIVA DIROMPENTE.
L'ESAME
DELLE FOTOGRAFIE FRATTOGRAFICHE DELLE LESIONI NEL RIVESTIMENTO
DELLA FUSOLIERA MOSTRA GENERICAMENTE L'AZIONE TIPICA DI FORZE
DI TRAZIONE CAUSATE DA SOLLECITAZIONI DI FLESSIONE E NON
LESIONI CAUSATE DA UN CARICO ESTERNO DI UN'ONDA
ESPANSIVA.
NON
E' POSSIBILE DESCRIVERE IN FORMA PARTICOLAREGGIATA QUALCOSA
CHE NON C'E'.QUINDI
L'ESPRESSIONE "NON E' VISIBILE ALCUN EFFETTO TIPICO DELL'ONDA
ESPANSIVA NE' DI UN'ESPLOSIONE DIROMPENTE SUI ROTTAMI DEL DC9"
E' PER QUESTO MOLTO SINTETICA! (C.VO NOSTRO).
NEL
CASO DI UN IMPATTO DIRETTO L'OGIVA SI TROVA A UNA DISTANZA
MOLTO RAVVICINATA RISPETTO AL BERSAGLIO E QUINDI IL DANNO
RISULTA CHIARAMENTE VISIBILE. SE NON SI RIESCE A TROVARE
ALCUNA TRACCIA, CIO' COSTITUISCE UN CHIARO INDIZIO DEL FATTO
CHE NESSUN MISSILE HA COLPITO DIRETTAMENTE L'AEREO. SE UN
MISSILE COLPISCE DIRETTAMENTE L'AEREO BERSAGLIO E LA TESTATA
ESPLOSIVA VIENE FATTA ESPLODERE DA UNA SPOLETTA A PERCUSSIONE,
CHE VIENE SEMPRE PROGETTATA COME AGGIUNTIVA IN UN MISSILE, IN
TAL CASO OLTRE AI DANNI PROVOCATI DALL'ESPLOSIONE E DALLA
FRAMMENTAZIONE DELL'OGIVA, VENGONO PRODOTTI NUMEROSI FRAMMENTI
CHE DANNEGGIANO IL BERSAGLIO ATTORNO AL FORO D'ENTRATA. IL
NUMERO DEI DETRITI OLTRE AI FRAMMENTI DEI COMPONENTI DEL
MISSILE COLLOCATI ATTORNO ALL'OGIVA DIPENDE MOLTO DALLA
STRUTTURA DEL MISSILE E DELL'OGIVA ECC. MA SENZA ALCUN DUBBIO
IL NUMERO DEI FRAMMENTI AUMENTA DRASTICAMENTE. ESSI VENGONO
UTILIZZATI IN VARI ESPERIMENTI COME UNO STRUMENTO LETALE
AGGIUNTIVO E COME EFFETTO EXTRA PER GLI AEREI
ATTACCANTI.
ESPLOSIONE
A DISTANZA RAVVICINATA. L'UNITA' DI PUNTAMENTO, DI GUIDA E DI
CONTROLLO DEI MISSILI NON FUNZIONA IN MODO COSI' PERFETTO DA
OTTENERE SEMPRE DEGLI IMPATTI DIRETTI. UNA DELLE RAGIONI DI
CIO' CHE E' IL DISPOSITIVO AUTOCERCANTE "VEDE", CON
L'AVVICINARSI DEL BERSAGLIO, PIU' PUNTI DI BARBAGLIO (CENTRI
DI RIFLESSIONE) CHE VARIANO DI INTENSITA' E CREANO PROBLEMI AL
COMPUTER DELLA SEZIONE DI GUIDA E CONTROLLO. MA I MISSILI
HANNO UNA TESTATA APPOSITAMENTE PROGETTATA, INSIEME A UNA
SPOLETTA DI PROSSIMITA', ENTRAMBE OTTIMIZZATE ASSIEME PER
OTTENERE UN'ALTA EFFICACIA ANCHE NEL CASO CHE IL MISSILE PASSI
IL BERSAGLIO A UNA DISTANZA RAVVICINATA, LONTANO POCHI METRI,
NORMALMENTE A DISTANZE INFERIORI A 5 - 10 METRI. LA SPOLETTA
DI PROSSIMITA', QUANDO IL MISSILE RAGGIUNGE, RISPETTO AL
BERSAGLIO, LA POSIZIONE MIGLIORE PER OTTENERE LA MAGGIORE
PROBABILITA' DI DISTRUZIONE - CIOE' IL MAGGIOR NUMERO
POSSIBILE DI FRAMMENTI CHE COLPISCONO IL BERSAGLIO - INNESCA
IL DETONATORE ELETTRICO NELLA SEZIONE DI SICURA E ARMAMENTO,
CHE INNESCHERA' LA CARICA AD ALTO ESPLOSIVO. LA DETONAZIONE
DELLA CARICA AD ALTO ESPLOSIVO ACCELERERA' I FRAMMENTI IN
MANIERA TALE CHE QUESTO SCIAME CIRCOLARE DI FRAMMENTI IN
ESPANSIONE COLPIRA' IL BERSAGLIO.
QUESTO
SCIAME CIRCOLARE DI FRAMMENTI SI EVIDENZIA IN MODO CHIARO IN
UNA SERIE DI FORI DIFFUSI IN UNA LINEA A STRISCIA - DRITTA O
LEGGERMENTE INCURVATA - SUL BERSAGLIO. QUESTI FRAMMENTI
PERFORANO SEMPRE IL SOTTILE RIVESTIMENTO, NON PERDENDO QUASI
VELOCITA', E FUORIESCONO NELLA STESSA DIREZIONE SE NON VENGONO
FERMATI NEL LORO CAMMINO DA MATERIALI MOLTO PIU' SPESSI E
MOLTO PIU' RESISTENTI.
DA
UN ESAME MOLTO ATTENTO DI OGNI SINGOLO PEZZO DEL DC9 A
DISPOSIZIONE NON RISULTA ALCUN FORO DI ENTRATA O USCITA DI
FRAMMENTI NELLA FUSOLIERA E SULLE ALI (GR.TO
NOSTRO).
EFFETTI
DELLA VAPORIZZAZIONE. SE FRAMMENTI CON VELOCITA' MOLTO ALTE
COLPISCONO PEZZI DI LAMIERA PIU' SPESSA E PIU' RESISTENTE
APPARTENENTI AL BERSAGLIO, VENGONO FRANTUMATI E PARZIALMENTE
VAPORIZZATI. QUESTO MATERIALE REAGISCE IN PARTE CON L'OSSIGENO
DELL'ARIA. CIO' RISCALDERA' L'ARIA NEL VOLUME DATO E CIO'
SIGNIFICA UNA PRESSIONE PIU' ALTA IN UNO SPAZIO CHIUSO. SIMILI
EFFETTI PRODUCONO I COSIDDETTI STRUCTURAL KILLS. QUESTO
MATERIALE FRANTUMATO O EVAPORATO SI TROVA NORMALMENTE SOTTO
FORMA DI UNO STRATO MOLTO SOTTILE SULLE SUPERFICI INTERNE,
SIMILE A UNO STRATO DI METALLIZZAZIONE PER VAPORAZIONE. NULLA
DI SIMILE E' STATO TROVATO... IL RIVESTIMENTO DEL BERSAGLIO
E', D'ALTRO CANTO, TROPPO SOTTILE PERCHE' POSSA VERIFICARSI
UNA REALE FRANTUMAZIONE O VAPORIZZAZIONE DI MATERIALI DI
FRAMMENTI, CONSIDERANDO CHE ESSI DOVREBBERO COLPIRE IL
RIVESTIMENTO DELL'AEREO CON UNA VELOCITA' TRA I 1.800 E I
2.000 MT./SEC. I FRAMMENTI VENGONO REALIZZATI PER AVERE UNA
CERTA RESISTENZA, ALTRIMENTI NON RESISTEREBBERO
ALL'ACCELERAZIONE DELLA DETONAZIONE, PARI A MOLTI MILIONI DI
G. QUINDI ESSI HANNO UNA SUFFICIENTE RESISTENZA RISPETTO ALLA
SCARSISSIMA SOLLECITAZIONE D'URTO DETERMINATA DALL'IMPATTO CON
SOTTILI LAMINE DI SCARSA DENSITA'.
TRAIETTORIA.
[STABILITE LE POSIZIONI RELATIVE DELL'AEREO ATTACCANTE E DEL
DC9 - BERSAGLIO, DESUNTE DAI DATI RADAR, E LE POSIZIONI AL
MOMENTO DEL LANCIO, HELD INDICA L'ANGOLO STATICO DI
INTERSEZIONE E QUELLO DINAMICO]. VALUTANDO CON ATTENZIONE
QUESTE INDICAZIONI, DOVREMMO TROVARE SEGNI DELL'IMPATTO DI
FRAMMENTI PER LO MENO SULLE ALI, SE NON SULLA FUSOLIERA. MA
NON E' STATO POSSIBILE RINVENIRE ALCUN INDIZIO [DI TALI
SEGNI]".
COME
SI VEDRA', LA CONCLUSIONE DI HELD CIRCA I DANNI
NECESSARIAMENTE DA RINVENIRSI ALMENO SULLE ALI (RECTIUS
SULL'ALA DESTRA) COINCIDE PIENAMENTE CON QUELLA - PIU'
AMPIAMENTE ARGOMENTATA - DEI CONSULENTI DELLA PARTE CIVILE
ITAVIA.
LA
MANCANZA DI ELEMENTI OBBIETTIVI DI RISCONTRO DELL'IPOTESI
MISSILISTICA NON DIPENDE, COME RITENUTO DAI CONSULENTI DI
PARTE CIVILE, DAL FATTO CHE IL COLLEGIO PERITALE ABBIA
CONCENTRATO LA SUA ATTENZIONE SULL'IPOTESI DI ESPLOSIONE
INTERNA, OMETTENDO QUALUNQUE ACCERTAMENTO IN DIREZIONE DIVERSA
[SI VEDANO LE OSSERVAZIONI CHE I CONSULENTI DI PARTE FECERO
INSERIRE NEL VERBALE DELLE OPERAZIONI PERITALI DEL 22.04.93,
RIPRESE NELLA MEMORIA SULLA RELAZIONE DI PERIZIA TECNICA
DEPOSITATA IL 23.11.94]. INFATTI OGNI SUGGERIMENTO IN
DIREZIONI DIVERSE DA QUELLA DELL'ORDIGNO ESPLOSIVO FU SEGUITO
NON SOLO DAL COLLEGIO PERITALE, MA ANCHE DALL'UFFICIO E
PERSINO CON LA FORMULAZIONE DI SPECIFICI QUESITI AI PERITI
CHIMICI E METALLOGRAFICI; FU DISPOSTO UN AUTONOMO ACCERTAMENTO
PERITALE, DA PARTE DI SOGGETTO DI GRANDE ESPERIENZA (PROF.
HELD) E CHE HA FORNITO UTILISSIME INFORMAZIONI; L'IPOTESI DI
ESPLOSIONE ESTERNA E' STATA POI ACCURATAMENTE VAGLIATA, SENZA
ALCUN PREGIUDIZIO, DA PARTE DEL COLLEGIO
ESPLOSIVISTICO.
DI
ALCUNI DI QUESTI ACCERTAMENTI, SU ASPETTI CHE FURONO
CONTROVERSI, SI DARA' ORA CONTO.
L'ESAME
DEI DEPOSITI RILEVATI SULLE SUPERFICI DI PARTI DEL DC9
RECUPERATE DAL FONDO DEL MARE E' STATO, PER UN CERTO PERIODO
DELL'ISTRUTTORIA, DI RILIEVO, GIACCHE' ESSI VENIVANO INDICATI
COME ELEMENTO INDIZIANTE DI UN'ESPLOSIONE ESTERNA.
IL
COLLEGIO BLASI CONDUSSE ACCERTAMENTI MOLTO ACCURATI SU TALI
DEPOSITI E, DOPO UNA PRIMA SERIE DI INDAGINI NEGATIVE, TROVO'
LA PRESENZA DI CARBONIO (AMORFO [SI DUBITO' DEL CARATTERE
AMORFO DEL CARBONIO RINVENUTO NELLE ANALISI, MA I PERITI HANNO
INDICATO, NELLE RISPOSTE AI QUESITI A CHIARIMENTI, LE RAGIONI
PER LE QUALI SI GIUNSE A TALE DETERMINAZIONE (PAG. 42)] E DI
AZOTO. ORA, TALI ELEMENTI SONO COMPONENTI FONDAMENTALI DEGLI
ESPLOSIVI TNT E T4 E FU DUNQUE IPOTIZZATO CHE I RESIDUI
CARBONIOSI PROVENISSERO DAGLI EFFETTI DI UN'ESPLOSIONE
ESTERNA; FURONO ANCHE PROSPETTATE IPOTESI ALTERNATIVE,
RITENUTE PERO' NON ALTRETTANTO VEROSIMILI.
PER
LA VERITA', GIA' LA LOCALIZZAZIONE SU SUPERFICI OPPOSTE (PORTA
ANTERIORE CABINA PASSEGGERI E PORTELLO VANO PORTABAGAGLI) O
COMUNQUE SITE IN POSIZIONI NON RAGGIUNGIBILI DAGLI EFFETTI
DIRETTI DI UN'ESPLOSIONE IPOTIZZATA NELLA PARTE ANTERIORE
SUPERIORE DESTRA DELLA FUSOLIERA (PORTELLO DESTRO CHIUSURA
VANO CARRELLI) AVREBBE DOVUTO CONDURRE AD ESCLUDERE I RESIDUI
CARBONIOSI DAGLI ELEMENTI UTILIZZABILI AI FINI
DELL'INDIVIDUAZIONE DELLE CAUSE DEL SINISTRO.
IL
RARDE, NEL RAPPORTO DEL NOVEMBRE 1988, AVEVA ESCLUSO CHE I
DEPOSITI SUDDETTI POTESSERO ESSERE RILEVANTI PER LE
INVESTIGAZIONI E AVEVA IPOTIZZATO CHE ESSI FOSSERO LA
RISULTANTE DI FENOMENI CONNESSI CON LA PERMANENZA DEGLI
OGGETTI PER UN LUNGO PERIODO DI TEMPO SUL FONDO DEL
MARE.
AL
FINE DI NON LASCIARE NULLA DI INTENTATO O DI NON CHIARITO SI
E' CIONONOSTANTE, DISPOSTA UNA INDAGINE PERITALE COLLEGIALE,
CHE HA COSI' CONCLUSO:
"SU
ALCUNE PARTI DELL'AEROMOBILE DC9 SONO EVIDENTI CHIAZZE
BRUNO-NERASTRE CONTONALITA'
LIEVEMENTE DIVERSE, IN ALCUNI CASI DI INTENSITA' NON UNIFORME,
INTENSITA' CHE SI IRRADIA, AD ESEMPIO, CON TONO DECRESCENTE
INTORNO A UNA SUPERFICIE SPORGENTE DELL'OGGETTO 'MACCHIATO'.
LA PRESENZA DI QUESTE 'MACCHIE' E' INDICATA NELLA PERIZIA
BLASI E NEL RAPPORTO DEL RARDE... ESSE SONO PARTICOLARMENTE
EVIDENTI SUL LATO SINISTRO, PARTE ANTERIORE DELL'AEREO, E IL
LORO ASPETTO E FORMA POTEVA FAR PENSARE A UN EVENTO ESTERNO
DEL TIPO INCENDIO/ESPLOSIONE INTERESSANTE TALE PARTE
DELL'AEREO. E' STATA INNANZITUTTO ESAMINATA ACCURATAMENTE LA
DISLOCAZIONE DELLE MACCHIE: QUESTE SI RISCONTRANO IN PARTI
ESTERNE ED INTERNE DELL'AEREO, E ANCHE IN SUPERFICI CHE, AL
MOMENTO DELLA CADUTA DELL'AEREO, NON ERANO ESPOSTE, ESSENDO
RICOPERTE DA ARREDI E IMBOTTITURE. INOLTRE SONO PRESENTI
MACCHIE NERE SU PARTI DELL'AEREO CHE GIUNGENDO SINO AI BORDI
DEL FRAMMENTO FANNO SUPPORRE CHE LA MACCHIA - SE FORMATA
SULL'AEREO INTEGRO - DEBBA PROSEGUIRE SUL FRAMMENTO CONTIGUO
NELLA RICOSTRUZIONE. CIO', ALMENO IN UN CASO DI PARTICOLARE
EVIDENZA, NON AVVIENE. ANCHE QUESTO SUGGERISCE CHE LE MACCHIE
NERE SI SONO FORMATE SUI PEZZI DELL'AEREO E NON SULLA
STRUTTURA INTEGRA. IN OGNI CASO E' STATO IL POSSIBILE PER
ACCERTARE LA NATURA CHIMICA DELLE MACCHIE NERE...".
SONO
STATE CONDOTTE QUINDI UNA SERIE DI INDAGINI, ANCHE
COMPARATIVE, CONSISTENTI NELL'ANALISI DI SCAGLIE DI VERNICE
ANNERITA CON METODI DIFFRATTOMETRICI, NELL'ANALISI MEDIANTE
SPETTROSCOPIA IR, NELL'ANALISI PER LA RICERCA DEI
SOLFURI.
SI
E' COSI' ACCERTATO CHE I DEPOSITI NERI SONO COSTITUITI DA
SOLFURI E CARBONIO, IN PROPORZIONI VARIABILI; LA SPETTROSCOPIA
IR SUGGERISCE TRATTARSI DI CARBONIO CARBON BLACK, DIFFERENTE
DAL CARBONIO RESIDUO DI ESPLOSIONE. IN CONCLUSIONE, LE ANALISI
SUDDETTE, LA MORFOLOGIA E LA DISLOCAZIONE DELLE MACCHIE
PERTANTO AD ATTRIBUIRE L'ORIGINE DELLE MACCHIE A DEPOSITI
MARINI [RELAZIONE DI PERIZIA CHIMICA DEPOSITATA IL
12.03.94].
IL
PORTELLO E' SITO NELLA ZONA ANTERIORE DESTRA DELL'AEREO,
NELL'EMISFERO INFERIORE (SI ALLEGANO FOTOGRAFIA E DISEGNO,
TRATTI DA RISPOSTE A QUESITI A CHIARIMENTI BLASI, F. 8.1 E
8.2).
SUL
PORTELLO FURONO RILEVATI TRE FORI, UNO DEI QUALI CON ANCORA
INFISSO UN FRAMMENTO DI ORDINATA DELLA FUSOLIERA, CHE LO AVEVA
CAUSATO.
I
DUE FORI RESTANTI VENIVANO SOTTOPOSTI AD ACCURATE ANALISI, AL
FINE DI ACCERTARE SE FOSSERO STATI CAUSATI DA OGGETTI AD ALTA
VELOCITA' (IPOTIZZANDOSI FRAMMENTI DI TESTE DI GUERRA E IN
PARTICOLARE COMPONENTI DELLA CORONA DELLA TESTATA DETTA
CONTINUOUS ROD).
SULL'INTERPRETAZIONE
DELLE CONCLUSIONI CUI ERA GIUNTO IL RARDE VI SONO STATE
DIVERGENZE. E' DUNQUE NECESSARIO CITARE AMPIAMENTE E
TRASCRIVERE ANCHE IL TESTO ORIGINALE. L'ENTE BRITANNICO COSI'
CONCLUSE [RELAZIONE ROYAL ARMAMENT RESEARCH AND DEVELOPMENT
ESTABLISHMENT / RARDE DEL NOVEMBRE 1988. SI RIPRODUCE ANCHE IL
TESTO INGLESE IN QUANTO LA TRADUZIONE LASCIA MOLTO A
DESIDERARE E IL RAPPORTO E' STATO OGGETTO DI DIFFERENTI
INTERPRETAZIONI:
"RESULTS
FROM THE METALLURGICA AND SEM EXAMINATIONS SHOW QUITE
CONCLUSIVELY THAT THE HOLES WERE FOR AT RELATIVELY LOW
VELOCITIES BY OBJECTS WHICH HAD PENETRATED DOOR FROM THE
OUTSIDE.
IN
HOLE A THE EXTENDED PETAL FORMATION AND THE OTHER FRACTURE
FEATURES ARE CONSISTENT WITH THE HOLE BEING FORMED AT LOW
IMPACT VELOCITIES... THE EVIDENCE SUGGESTS THAT THE HOLE WAS
PUNCTURED BY AN OBJECT WHICH, AFTER COMING TO REST IN THE HOLE
UNDERWENT SOME LIMITED LATERAL MOVEMENT CAUSING SECONDARY
ABRASIONS, WITHIN THE MAJOR SCORE MARKS AND BRUISING TO THE
TOP EDGE OF THE COVER PLATE".
HOLE
B: "ALTHOUGH NO EXTENSIVE PETAL FORMATION EVIDENT ON THIS HOLE
IT SHOWED ANUMBER
OF FRACTURE FEATURES CONSISTENT WITH A LOW VELOCITY
IMPACT...".
"IT
WAS OBSERVED THAT MANY OF THE FEATURES OF THE HOLES A AND B
ARE SIMILAR TO HOLES C AND D, WHICH WOULD APPEAR TO HAVE BEEN
FORMED BY IMPACT WITH STRUCTURAL SPARS OR RODS. IN PARTICULAR,
IT SHOULD BE NOTED THAT THERE IS VERY CLEAR EVIDENCE THAT HOLE
C WAS FORMED BY PENETRATION FROM THE OUTSIDE OF THE DOOR
FOLLOWED BY LATERAL MOVEMENT, WHEREAS HOLE D WAS OBVIOUSLY
PRODUCED INTERNALLY BY THE DOOR GEAR. THERE WERE NO
INDICATIONS OF PITTING OR SMALL PENETRATIONS PRESENT ON THE
INNER SKIN OF THE DOOR IN THE REGION OF THE HOLES. THESE
FEATURES WOULD BE CHARACTERISTIC OF PENETRATIONS RESULTING
FROM FRAGMENTS OR PROJECTILES TRAVELING AT EXPLOSIVE
VELOCITIES AND LACK OF THEM AGAIN SUGGESTS LOW VELOCITY
IMPACT.*...
IT
CAN BE STATED WITH CERTAINTY, HOWEVER, THAT NONE OF THE
CHARACTERISTICS OF THE HOLES A AND B CONSISTENT WITH THEIR
FORMATION BEING ASSOCIATED WITH THE IMPACT VELOCITIES AND
OTHER FEATURES RESULTING FROM CLOSE PROXIMITY AN EXTERNAL
EXPLOSION".
IN
CONCLUSIONE: "EXHAUSTIVE AND DETAILED EXAMINATION OF THE HOLE
A AND B IN THE CARGO DOOR SHOWED THAT ALL FEATURES ARE
CONSISTENT WITH THEIR FORMATION BEING CAUSED BY IMPACT WITH
IRREGULARLY SHAPED OBJECTS AT COMPARATIVELY LOW
VELOCITIES"]:
"I
RISULTATI DEGLI ESAMI METALLURGICI E SEM MOSTRARONO IN
CONCLUSIONE CHE I FORI FURONO CREATI AD UNA VELOCITA'
RELATIVAMENTE BASSA DA OGGETTI CHE ERANO PENETRATI ATTRAVERSO
LA PORTA DALL'ESTERNO.
NEL
FORO A L'ESTESA FORMAZIONE A PETALO ED ALTRI SEGNI DI FRATTURA
SONO COMPATIBILI CON IL FORO ESSENDO FORMATI A BASSA VELOCITA'
DI IMPATTO... L'EVIDENZA SUGGERISCE CHE IL FORO FU CREATO DA
UN OGGETTO CHE DOPO ESSERSI INCASTRATO NEL FORO SUBI' UN
MOVIMENTO LIMITATO LATERALE, QUINDI CAUSATO ABRASIONI DI
ORDINE SECONDARIO ALL'INTERNO DELLE MAGGIORI SCANALATURE E
SCHIACCIANDO IL BORDO SUPERIORE DELLA LASTRA DI
COPERTURA".
*...
FORO
B: "SEBBENE NESSUNA ESTESA FORMAZIONE A PETALO FOSSE EVIDENTE
SU QUESTO FORO ESSO PRESENTO' UNA QUANTITA' DI FRATTURE
COMPATIBILI CON UN IMPATTO A BASSA VELOCITA'...
FU
OSSERVATO CHE MOLTE DELLE CARATTERISTICHE DEI FORI A E B SONO
SIMILARI AI FORI C E D CHE SEMBREREBBERO ESSERE STATI FORMATI
DA UN IMPATTO CON BARRE DI METALLO STRUTTURALI.
IN
PARTICOLARE SI DOVREBBE NOTARE CHE NON CI SONO PROVE CHIARE
CHE IL FORO C SIA STATO CREATO DALL'ESTERNO DELLA PORTA
SEGUITO DA UN MOVIMENTO LATERALE, MENTRE IL FORO D FU
OVVIAMENTE PRODOTTO INTERNAMENTE DAL MECCANISMO DELLA
PORTA.
NON
CI SONO SEGNI DI CORROSIONE PER VAIOLATURA, O DI PICCOLE
INDICAZIONI PRESENTI SUL RIVESTIMENTO ESTERNO DELLA PORTA
NELLA REGIONE DEI FORI. QUESTI ASPETTI SAREBBERO
CARATTERISTICI DI PENETRAZIONI RISULTATI DAI FRAMMENTI O DAI
PROIETTILI VIAGGIANTI A VELOCITA' DA ESPLOSIVO E LA LORO
ASSENZA SUGGERIREBBE ANCORA UN IMPATTO A BASSA
VELOCITA'.
*...
SI
PUO' ANCHE DICHIARARE CON CERTEZZA, COMUNQUE, CHE NESSUNA
DELLE CARATTERISTICHE PRESENTATE DAI FORI COMPATIBILI CON LA
LORO FORMAZIONE ESSENDO ASSOCIATE CON LA VELOCITA' DI IMPATTO
ED ALTRE CARATTERISTICHE RISULTANTI DALLA PROSSIMITA'
RAVVICINATA DI UN'ESPLOSIONE
ESTERNA".
IN
CONCLUSIONE, "L'ESAME ESAURIENTE E DETTAGLIATO DEI FORI A E B
NELLA PORTA DA CARICO, DIMOSTRANO CHE TUTTE LE CARATTERISTICHE
SONO COERENTI CON LA LORO FORMAZIONE ESSENDO STATE CAUSATE DA
IMPATTO CON OGGETTI DI FORME IRREGOLARI A VELOCITA'
RELATIVAMENTE BASSE".
TALI
CONCLUSIONI FURONO RITENUTE, DAL COLLEGIO BLASI, COMPATIBILI
CON FRAMMENTI AD ALTA VELOCITA', PROVENIENTI DA TESTATA
BELLICA DI UN MISSILE. IN REALTA' IL RARDE FU ABBASTANZA
CHIARO NELL'INDICARE CHE LE VELOCITA' SOPRA INDICATE SONO
COMPARATIVAMENTE INFERIORI A QUELLE CHE CI SI ASPETTEREBBE
DALLE SCHEGGE DI UNA TESTATA (AL MASSIMO 700 MS CONTRO I
1.000/1.200 MS. DI UNA BARRA (ROD) PREFRAMMENTATA CHE
COSTITUISCE PARTE DI UNA TESTATA E CHE HA SOMIGLIANZA CON LE
CARATTERISTICHE DI UNO SOLO DEI DUE FORI [IL VALORE INDICATO
PER UNA CONTINUOUS ROD WARHEAD E' RICAVATO DALLA PERIZIA
BRANDIMARTE E ALTRI, PAG. 14; SPOLETINI INDICA VALORI ANCORA
SUPERIORI, NELL'ORDINE DEI 2.000 M/S]; A QUESTO PROPOSITO VA
OSSERVATO CHE LA VELOCITA' INIZIALE DECRESCE IN MANIERA
ESPONENZIALE CON LA DISTANZA, MA CHE LE BARRETTE
PREFRAMMENTATE, FORMANDO UN CERCHIO, LASCIANO TRACCE MOLTO
CARATTERISTICHE E CIOE' UN TAGLIO PRESSOCHE' CONTINUO NELLA
STRUTTURA DEL BERSAGLIO).
IL
COLLEGIO RITENNE PERO' CHE, ESSENDO LA VELOCITA' STIMATA DI
IMPATTO DEL VELIVOLO CONTRO LA SUPERFICIE DEL MAR
SENSIBILMENTE INFERIORE A QUELLE VALUTATE DAL RARDE PER I DUE
FORI (NELL'ORDINE DELLA CENTINAIA DI M/S), I FRAMMENTI NON
POTESSERO CHE PROVENIRE DA UN'ESPLOSIONE ESTERNA.
IL
COLLEGIO NON TENNE PERO' CONTO DEI FENOMENI DINAMICI CONNESSI
CON L'IMPATTO E CON L'ACCUMULAZIONE DI ENERGIA IN PARTI
SOTTOPOSTE A TENSIONE CHE ESSO DOVETTE GENERARE.
ANCHE
IN QUESTO CASO VA RILEVATO - COME GIA' EMERGENTE DALLA
FORMULAZIONE DELLA RICHIESTA DI CHIARIMENTI DEL 19.09.90 - CHE
ANCHE LA DIREZIONE DI PENETRAZIONE DEI FRAMMENTI APPARE
INCOMPATIBILE CON LA POSIZIONE DEL PORTELLO NELLA FUSOLIERA
DELL'AEREO E CON IL PUNTO RELATIVO IPOTIZZATO PER L'ESPLOSIONE
DELLA TESTATA (CHE AVREBBE DOVUTO INTERESSARE LA PARTE
SUPERIORE DELLA FUSOLIERA, NELLA ZONA IMMEDIATAMENTE DIETRO LA
CABINA DI PILOTAGGIO). NELLA RISPOSTA I PERITI, QUESTA VOLTA
SOSTANZIALMENTE CONCORDI, AFFERMANO CHE LA DIREZIONE
PRESUMIBILE DEGLI OGGETTI CHE PROVOCARONO I FORI E'
COMPATIBILE CON UN'ESPLOSIONE ESTERNA DI UNA TESTATA
MISSILISTICA, GIACCHE' QUESTA SI SUPPONE ESSERSI VERIFICATA IN
CORRISPONDENZA DELLA ZONA LATERALE ANTERIORE DESTRA DELL'AEREO
E CON ROTTA DEL MISSILE ORTOGONALE. NON SI TIENE PERO' CONTO
CHE LA PARTE INTERESSATA DALL'ESPLOSIONE DELLA FUSOLIERA,
SECONDO LE ORIGINARIE IPOTESI DEL COLLEGIO, POI SOSTENUTE DAI
SOLI IMBIMBO, LECCE E MIGLIACCIO, DOVREBBE ESSERE QUELLA
SUPERIORE, MENTRE IL PORTELLONE E' ORIENTATO VERSO IL BASSO; I
FORI DI INGRESSO A E B HANNO, PER DI PIU', DIREZIONE
APPROSSIMATIVAMENTE ORTOGONALE ALLA SUPERFICIE ESTERNA DEL
PORTELLO E QUINDI DOVREBBERO ESSERE PENETRATI DAL BASSO VERSO
L'ALTO, RISPETTO ALL'AEREO (RISPOSTE QUESITI A CHIARIMENTI IN
DATA 29.10.90, PAG. 29).
DIRIMENTI
APPAIONO COMUNQUE LE INDAGINI TECNICHE CONDOTTE A PARTIRE DAL
1991 DA UN COLLEGIO PERITALE APPOSITAMENTE NOMINATO E CON
COMPETENZE SPECIFICHE.
TALE
COLLEGIO INNANZITUTTO RICALCOLO' LE VELOCITA' STIMATE DEGLI
OGGETTI CHE AVEVANO PRODOTTO LE PERFORAZIONI, STABILENDO PER
QUELLO DEL FORO A UNA VELOCITA' DI 150/400 M/S E PER IL FORO B
TRA I 200 E I 300 M/S. VELOCITA' PERFETTAMENTE COMPATIBILI CON
QUELLE STIMATE DAL RARDE E NON COMPATIBILI CON L'IPOTESI DELLA
PROVENIENZA DEGLI OGGETTI DALLE SCHEGGE PRODOTTE DA UNA
TESTATA DI GUERRA. I PERITI ESCLUDEVANO ANCHE CHE GLI OGGETTI
POTESSERO PROVENIRE DAL CORPO DEL MISSILE.
DEVE
QUINDI ESCLUDERSI CHE I FORI SUL PORTELLO BAGAGLIAIO POSSANO
ESSERE STATI CAUSATI DA UN'ESPLOSIONE
ESTERNA.
DEVE
ESCLUDERSI, DEL PARI, CHE I RESIDUI DI ESPLOSIVO POSSANO ESSER
STATI PORTATI ALL'INTERNO DELL'AEREO COME CONSEGUENZA DI
UN'ESPLOSIONE AVVENUTA ALL'ESTERNO (E CIOE' A OPERA DI UN
MISSILE).
GLI
UNICI VETTORI IPOTIZZABILI DEI RESIDUI DI ESPLOSIVO SONO
INFATTI LE SCHEGGE PRODOTTESI NELLA DETONAZIONE E LA NUBE
GASSOSA.
NEL
PRIMO CASO LE SCHEGGE DOVREBBERO AVER TRASFERITO PICCOLI
QUANTITATIVI DI ESPLOSIVO RESIDUO PER CONTATTO CON GLI OGGETTI
SU CUI ESSI SONO STATI POI RINVENUTI. A PARTE LA DIFFICOLTA'
DI IMMAGINARE SCHEGGE DI TAL GENERE PER LE QUALI NON SIA
POSSIBILE RINVENIRE TRAMITI CORRISPONDENTI AI PUNTI DOVE I
RESIDUI DI ESPLOSIVO SONO STATI RILEVATI, VA OSSERVATO - CON
IL COLLEGIO DEI PERITI ESPLOSIVISTICI BRANDIMARTE, IBISCH E
KOLLA - CHE, NON ESSENDO L'ESPLOSIVO A CONTATTO CON LE SCHEGGE
(GIACCHE' NELLA TESTATA ESSI SONO SEPARATI DA UN INVOLUCRO),
PICCOLI QUANTITATIVI DI ESPLOSIVO POSSONO ADERIRE ALLE SCHEGGE
SOLO AL MOMENTO DELL'ESPLOSIONE E A CAUSA DELLA FORMAZIONE
DELLA NUBE GASSOSA.
VA
PERO' CONSIDERATO CHE IN REALTA' LE TESTE DI GUERRA DEI
MISSILI DETONANO IN MANIERA PRESSOCHE' COMPLETA, LASCIANDO
POCHISSIME - SE NON NESSUNA - TRACCE DI ESPLOSIVO INCOMBUSTO
(PAG. 16/5). INOLTRE "DOPO LA DETONAZIONE LE SCHEGGE, CHE
VIAGGIANO PIU' RAPIDAMENTE DEI GAS, RAGGIUNGONO ELEVATISSIME
TEMPERATURE A CAUSA DELL'ATTRITO CON L'ARIA, PER CUI LE TRACCE
DI ESPLOSIVO EVENTUALMENTE PRESENTI SU DI ESSE VENGONO
RAPIDAMENTE DECOMPOSTE". "E' PERTANTO ESTREMAMENTE IMPROBABILE
CHE LE TRACCE DI ESPLOSIVO POSSANO ESSERE STATE VEICOLATE
ALL'INTERNO DELL'AEREO ATTRAVERSO LE SCHEGGE EVENTUALMENTE
PENETRATE IN ESSO" (PAG. 2/4).
PER
CIO' CHE CONCERNE LA SECONDA IPOTESI, LA DISTANZA
RAGGIUNGIBILE DAI RESIDUI DI ESPLOSIVO INDECOMPOSTO PER
PROIEZIONE DIRETTA E' MOLTO LIMITATA E "IN OGNI CASO LE
SUDDETTE TRACCE POTREBBERO ESSERE RITROVATE SOLAMENTE SULLA
SUPERFICIE ESTERNA DEL VELIVOLO", SUPPONENDOSI UN'ESPLOSIONE
ALL'ESTERNO (PAG. 7/4).
LA
DIFFUSIONE ATTRAVERSO I GAS DI ESPLOSIONE DEI RESIDUI DI
UN'ESPLOSIONE INTERNA NON PUO' INVECE ESSERE ESCLUSA, ANCHE SE
CON UN RAGGIO LIMITATO.
CERTAMENTE
IRRILEVANTI NELLA DINAMICA DEL SINISTRO SONO LE SFERETTE
RINVENUTE ALL'INTERNO DI UNA SEMIALA. ANCHE SU QUESTI OGGETTI
SONO STATE CONDOTTE INDAGINI CHIMICHE E METALLOGRAFICHE,
ESSENDO STATO IPOTIZZATO CHE POTESSE TRATTARSI DI COMPONENTI
DI TESTATE DI GUERRA DI PROIETTILI A CARICA MULTIPLA. SI E'
INFATTI ACCERTATO CHE ESSE HANNO DIMENSIONI E COMPOSIZIONE
CHIMICA MOLTO SIMILI A QUELLE DELLE SFERETTE UTILIZZATE PER UN
PROCESSO DI PRODUZIONE DI COMPONENTI DELL'AEREO (PALLINATURA)
NONCHE' DI QUELLE CHE SONO CONTENUTE NELLE PULEGGE DELL'AEREO.
QUESTA IDENTIFICAZIONE E' STATA CONTESTATA DAI CONSULENTI DI
PARTE CIVILE, CHE RILEVANO COME NON RISULTI DALLA
DOCUMENTAZIONE DI BORDO CHE SIA MAI STATA EFFETTUATA
UN'OPERAZIONE DI MANUTENZIONE CHE RICHIEDESSE L'IMPIEGO DELLE
SFERULE IN OGNI CASO, LE SFERETTE RINVENUTE SAREBBERO DI
CARATTERISTICHE DIVERSE DA QUELLE UTILIZZATE PER LA
PALLINATURA, COME VERIFICABILE ATTRAVERSO IL MATERIALE
COMPARATIVO MESSO A DISPOSIZIONE DALL'ALITALIA.
QUALUNQUE
SIA L'ORIGINE DELLE SFERETTE, VA SOTTOLINEATO:
*
ESSE, COMUNQUE, NON SONO STATE INTERESSATE DA FENOMENI
ESPLOSIVI E NON HANNO CAUSATO I FORI SULL'ALA E SU ALTRI
REPERTI, DETERMINATI INVECE DA CORROSIONE. * NON VI E' ALCUNA
POSSIBILITA' CHE ESSE SIANO PENETRATE NEL LUOGO OVE SONO STATE
RINVENUTE ATTRAVERSO UN FORO, INDIVIDUATO DAI CONSULENTI DI
PARTE COME PRODOTTO DELLA PENETRAZIONE DI UNA SCHEGGIA
GENERATA DA UNA TESTATA: NON E' NEPPURE IMMAGINABILE CHE LE
NUMEROSE SFERE ABBIANO SEGUITO IL FRAMMENTO PERINFILARSI
NEL BUCO, SENZA CAUSARE AUTONOMAMENTE ALTRI DANNI.
SOSTENERE
ANCORA CHE LE SFERE POSSANO AVER AVUTO UN QUALCHE RUOLO
NELL'EVENTO SMINUISCE IL VALORE DEI SERI TENTATIVI DI
INDIVIDUARE LE CAUSE DEL DISASTRO.
RESTANO
ALCUNI ELEMENTI NON UNIVOCI, PERCHE' CONTESTATI NELLA LORO
SIGNIFICATIVITA' E ATTRIBUIBILI COMUNQUE ANCHE AD ESPLOSIONE
INTERNA.
GLI
UNICI REPERTI SIGNIFICATIVI AI FINI DELL'AFFERMAZIONE DI
UN'ESPLOSIONE ALL'ESTERNO DELL'AEREO SONO DUNQUE COSTITUITI
DAI DUE FRAMMENTI 52-1Mii E 6- 4Mii, DI CUI S'E' A LUNGO
DISCUSSO. ESSI INFATTI SONO COSTITUITI DA LEGHE CHE DOVREBBERO
COSTITUIRE IL MATERIALE DI BASE DEL RIVESTIMENTO ESTERNO E
DELLE ORDINATE DELLA FUSOLIERA. NON E' IPOTIZZABILE UNA
TRAIETTORIA DALL'ESTERNO VERSO L'INTERNO PER OGGETTI DI TALE
PROVENIENZA, SE ESSI FOSSERO EFFETTIVAMENTE STATI ESPOSTI
DIRETTAMENTE A UN'ESPLOSIONE. DOVREBBE QUINDI CONCLUDERSI CHE
ESSI SONO STATI PROIETTATI ALL'INTERNO DA UN'ESPLOSIONE
ESTERNA ASSAI PROSSIMA, CHE NE HA DETERMINATO MODIFICAZIONI
MORFOLOGICHE E MICROSTRUTTURALI.
TALE
CONCLUSIONE E' PERO' CONTRASTATA NON TANTO DALLE OSSERVAZIONI
SULL'INCERTEZZA CIRCA LA PROVENIENZA DEI REPERTI AL MOMENTO
DELLA LORO INTRODUZIONE NELLE BUSTE NEI LABORATORI
DELL'AERONAUTICA MILITARE, FRANCAMENTE ECCESSIVE, QUANTO DALLA
INCERTEZZA O MEGLIO DALLA NON ASSOLUTA SICUREZZA CIRCA
L'IMPIEGO DI TALE GENERE DI LEGHE ESCLUSIVAMENTE PER LE PARTI
SOPRA INDICATE DELLE STRUTTURE DELL'AEREO.
NON
SONO PER NULLA CONVINCENTI LE NOTAZIONI CRITICHE DELLA
RELAZIONE SANTINI CIRCA IL FATTO CHE "LE SEGNATURE SUI
FRAMMENTI IN OGGETTO DOVREBBERO INTERPRETARSI COME INDIZI DI
ESPLOSIONE INTERNA AL VELIVOLO [IN QUANTO] I SEGNI RILEVATI E
IN PARTICOLARE I SEGNI DI GAS-WASH E DI PARZIALE MELTING...
POSSONO PRODURSI SU FRAMMENTI CHE SI SONO TROVATI A STRETTO
CONTATTO CON L'ORDIGNO ESPLOSIVO", TANTO DA DOVER ESSERE IN
GENERE ATTRIBUITI AL CONTENITORE DELL'ESPLOSIVO O, QUANTO
MENO, A STRUTTURE A DIRETTO CONTATTO CON L'ESPLOSIONE
[RELAZIONE SANTINI, VIII, PAG. 13].
CIO'
E' SICURAMENTE VERO, MA NON IN CONTRASTO CON IPOTESI DI
ESPLOSIONE DELLA TESTATA IN PROSSIMITA' DELLA FUSOLIERA O DI
PROVENIENZA DEI FRAMMENTI DA COMPONENTI STRUTTURALI DEL
MISSILE. TALE ATTRIBUZIONE E' COMUNQUE, A PARERE DI QUESTO
UFFICIO, DA ESCLUDERSI, MA SULLA BASE DELL'INESISTENZA DEI
VASTISSIMI DANNI CHE SAREBBERO STATI CERTAMENTE OSSERVABILI
SUL RELITTO, QUALORA L'ESPLOSIONE SI FOSSE VERIFICATA A
DISTANZE MOLTO BREVI DALLA FUSOLIERA.
SI
SOTTOLINEA QUESTO ASPETTO NON PER AMORE DI DISCUSSIONE, MA
PERCHE' I FRAMMENTI IN QUESTIONE SONO EFFETTIVAMENTE UN PUNTO
DIFFICILE DA CHIARIRE E CHE E' INVECE CENTRALE PER LA
RISOLUZIONE DELLA CONTROVERSIA SULLE CAUSE DEL DISASTRO: DA UN
LATO PARE INDUBBIO CHE ESSI RECHINO I SEGNI DELLA DIRETTA
ESPOSIZIONE A UN'ESPLOSIONE; DALL'ALTRO LA LORO COMPOSIZIONE
E' TALE DA DOVER ESSERE ATTRIBUITA A COMPONENTI STRUTTURALI
POSTE COMUNQUE SULLA PARTE ESTERNA DELL'AEROMOBILE.
LA
LORO LOCALIZZAZIONE NEI CUSCINI, POI, E' INCOMPATIBILE CON IL
FATTO - INDUBITABILE - CHE NESSUNA ESPLOSIONE EBBE LUOGO
ALL'INTERNO DELLA CARLINGA, GIACCHE' L'UNICO DUBBIO RESIDUO
CONCERNE IL VANO TOILETTE E NON CERTO LA CABINA DEI
PASSEGGERI.
NON
VI SONO INOLTRE DANNI SU ELEMENTI STRUTTURALI CORRISPONDENTI,
CHE POSSANO FAR RITENERE CHE IN PROSSIMITA' DELLA FUSOLIERA VI
SIA STATA LA DETONAZIONE DI UNA TESTA DI GUERRA.
DEI
DANNI RIPORTATI DAI TAPPETI SI PARLERA' TRA BREVE.
NON
E' STATO POSSIBILE APPURARE L'ORIGINE DEI FRAMMENTI DI VETRO
RINVENUTI NELLA CENTRALINA ELETTRICA E DEFINITI "ANOMALI" DAL
DRA; L'AGENZIA BRITANNICA HA PERO' CHIARITO CHE IL TERMINE
"ANOMALO" E' STATO UTILIZZATO CON RIFERIMENTO ALLA
COMPOSIZIONE DEL VETRO E NON AL SUO POSSIBILE USO, TANT'E'
VERO CHE COMPONENTI ANALOGHE POSSONO TROVARSI ANCHE IN
BOTTIGLIETTE PER PROFUMI, DI PARTICOLARE PREGIO [NOTA A
CHIARIMENTI DEL DRA IN DATA 29.11.93].
NON
VI SONO COMUNQUE ELEMENTI CHE CONSENTANO DI ATTRIBUIRE I
FRAMMENTI ALLA COPERTURA DELLA TESTA DI RICERCA DI UN ORDIGNO
MISSILISTICO.
QUESTA
SOSTANZIALE ASSENZA DI ELEMENTI ATTRIBUIBILI AD ESPLOSIONE
ESTERNA, CHE DEVE ESSERE CONSIDERATO UN DATO DI FATTO, VIENE
SPIEGATA CON LA POSSIBILITA' CHE LA TESTATA DI GUERRA DEL
MISSILE SIA ESPLOSA A DISTANZA, A CAUSA DELL'ANGOLO DI
AVVICINAMENTO ALLA FUSOLIERA DEL DC9, E CHE QUINDI SOLI POCHI
FRAMMENTI ABBIANO COLPITO IL DC9.
GIA'
NEL 1992, A RECUPERO E RICOSTRUZIONE DEL RELITTO NON COMPLETI,
PROTHEROE OSSERVAVA:
"LA
RICOSTRUZIONE DEL RELITTO A PRATICA DI MARE E' STATA ESAMINATA
MOLTO ATTENTAMENTE PER TROVARVI EVENTUALI TRACCE DI
DANNEGGIAMENTO PROVOCATO DA FRAMMENTI DI UNA TESTATA A
FRAMMENTAZIONE O AD ASTE DISCRETE O CONTINUE. QUESTE TESTATE
DI GUERRA AD ELEVATA ENERGIA GENERALMENTE PRODUCONO DANNI
CHIARI, MOLTO CARATTERISTICI E FACILMENTE IDENTIFICABILI. I
DANNI PROVOCATI DALLE ASTE O DAI FRAMMENTI A BASSA ENERGIA DI
UNA TESTATA DI GUERRA, OPPURE DALL'INVOLUCRO DEL MISSILE O DA
ALTRI COMPONENTI, SULLA STRUTTURA DELL'AEREO NON LASCIANO
TRACCE ALTRETTANTO UNIVOCHE E FACILMENTE IDENTIFICABILI, ANCHE
SE SAREBBERO COMUNQUE EVIDENTI AD UN OCCHIO
ALLENATO.
NON
SONO STATE TROVATE TRACCE DEI DANNI PROVOCATI DA UN MISSILE
SUI FRAMMENTI VISIBILI DELLA RICOSTRUZIONE DEL RELITTO" [ANCHE
IN QUESTO CASO APPARE NECESSARIO, OLTRE A CITARE AMPIAMENTE
DALLA TRADUZIONE, RIPRODURRE IL TESTO IN INGLESE: "THE WHOLE
OF THE WRECKAGE AT PRATICA DI MARE WAS EXAMINED WITH SOME
CONSIDERABLE CARE FOR EVIDENCE OF POSSIBLE MISSILE DAMAGE
CAUSED BY WARHEAD FRAGMENTS, DISCREET RODS, OR CONTINUOUS ROD.
THESE HIGH ENERGY WARHEAD ELEMENTS TYPICALLY PRODUCE CLEAR AND
VERY CHARACTERISTICS DAMAGE SIGNATURES WHICH ARE READILY
DETECTABLE. THE DAMAGE PRODUCED BY LOW ENERGY WARHEAD ROD OF
FRAGMENTS, OR BY MISSILE CASINGS AND OTHER MISSILE PARTS
IMPACTING AIRCRAFT STRUCTURE, DOES NOT LEAVE SUCH A CLEARLY
DEFINED DAMAGE SIGNATURE BUT SUCH DAMAGE SHOULD NEVERTHLESS BE
EVIDENT TO A TRAINER EYE.
NO
EVIDENCE WAS FOUND OF MISSILE DAMAGE ON THE VISIBLE SECTIONS
OF WRECKAGE RECONSTRUCTION" RAPPORTO 15.04.92, PAG.
15].
E
ANCORA, DEFINITIVAMENTE:
"I
DANNI DI ELEVATA ENERGIA PRODOTTI DA TESTATE MISSILISTICHE
GENERALMENTE MOSTRANO TRACCE CARATTERISTICHE CHE SONO
ABBASTANZA FACILI DA RICONOSCERE, MA EVENTUALI PENETRAZIONI A
BASSA VELOCITA' E DANNI PROVOCATI DAL CORPO DEL MISSILE SONO
PIU' DIFFICILI DA DIFFERENZIARE DAGLI ALTRI TIPI DI
DANNEGGIAMENTO. LO STUDIO DEL RELITTO NON HA RIVELATO LE
TRACCE TIPICHE DEL DANNEGGIAMENTO PROVOCATO DA UN MISSILE -
SIA ESSO A FRAMMENTAZIONE O AD ASTE DISCRETE O
CONTINUE.
IL
DANNEGGIAMENTO PROVOCATO DA MISSILI CON TESTATA AD ASTE O A
FRAMMENTAZIONE ASSUME LA FORMA (ALL'INCIRCA) DI UN CONO,
PRODOTTO DALLE TRAIETTORIE DELLE ASTE O DEI FRAMMENTI MENTRE
SI IRRADIANO VERSO L'ESTERNO E IN AVANTI DALLA TESTATA
MISSILISTICA CHE AVANZA. L'ANGOLO DI QUESTO CONO, MAN MANO CHE
LE PARTI DELLATESTATA
SI PROPAGANO ESTERNAMENTE VERSO L'OBIETTIVO (IN QUESTO CASO,
IL DC9) VIENE CONTROLLATO DAL VETTORE RISULTANTE DELLA
VELOCITA' DEL MISSILE RISPETTO ALL'OBIETTIVO E DELLA VELOCITA'
DI PROPAGAZIONE RADIALE DELLE ASTE O DEI FRAMMENTI.
LE
ASTE COLLEGATE DEI MISSILI CON TESTATA AD ASTE CONTINUE
PRODUCONO UN CONO CON PARETE RELATIVAMENTE SOTTILE, QUANDO SI
ESPANDONO ESTERNAMENTE DALLA TESTATA DEL MISSILE. IL CONO
PRODOTTO DALLE ASTE DISCRETE O DALLE TESTATE A FRAMMENTAZIONE
E' PIU' SPESSO, CON I FRAMMENTI O LE ASTE CHE EMERGONO IN CONI
INTERNI ED ESTERNI E FORMANO UNA FASCIA MENO
CONCENTRATO.
E'
IMPROBABILE CHE UNA TESTATA A FRAMMENTAZIONE POSSA AVER
PRODOTTO DANNI SULLA SEZIONE MANCANTE DELLA FUSOLIERA
SUPERIORE DELLA ZONA 3 SENZA AVER LASCIATO ANCHE TRACCE
CARATTERISTICHE SULLA STRUTTURA CIRCOSTANTE, SOPRATTUTTO LE
ALI, LE SUPERFICI DELLA CODA E LE GONDOLE DEI MOTORI. E'
IMPROBABILE ANCHE CHE IL MISSILE CON TESTATA AD ASTE CONTINUE
POSSA AVER PRODOTTO SIMILI DANNI, MA DATO CHE LA FASCIA DELLE
ASTE CONTINUE E' PIU' PULITO, IL POTENZIALE E' ANCHE MAGGIORE
RISPETTO AI MISSILI A FRAMMENTAZIONE.
UNO
STUDIO PRELIMINARE PER MEZZO DI UN MODELLO CAD DEL DC9 E UN
MISSILE AD ASTE CONTINUE TIPO, FACENDO L'IPOTESI DELL'APERTURA
DEL CONO DI 120? SUGGERISCE CHE POTREBBE ESSERE POSSIBILE PER
UNA TESTATA AD ASTE TAGLIARE LA PARTE POSTERIORE DELLA
FUSOLIERA DA SOPRA SENZA DANNEGGIARE I MOTORI, LE ALI O LA
CODA. DA QUESTO STUDIO MOLTO LIMITATO SEMBRA CHE CIO' POSSA
SUCCEDERE SOLO ENTRO UN INTERVALLO MOLTO LIMITATO DI VETTORI
DI INTERCETTAZIONE E DI POSIZIONI DI LANCIO DELLA TESTATA -
TUTTE RELATIVE AD UN MISSILE CHE SI AVVICINA DA DAVANTI E DA
SOPRA IL DC9. LA FIG. 11 MOSTRA IL DIAGRAMMA CON LA
VISUALIZZAZIONE DI QUESTE CONDIZIONI. IL DIAGRAMMA MOSTRA IL
CONO CHE SI SOVRAPPONE APPENA ANCHE ALLE ALI, OLTRE CHE ALLA
FUSOLIERA, MA SE LA TESTATA DOVESSE DETONARE UNA FRAZIONE DI
SECONDO PIU' TARDI IL CONO INTERSECHEREBBE LA SOLA FUSOLIERA.
A QUESTO STADIO DELLE ANALISI NON SEMBRA PROBABILE CHE LA
TRAIETTORIA DI AVVICINAMENTO DEL MISSILE DA DIETRO IL DC9
POSSA EVITARE DI PRODURRE DANNI DI SOVRAPPOSIZIONE ALLE ALI,
ALLA CODA O AI MOTORI, CHE SAREBBE EVIDENTE ANCHE SULLA
RICOSTRUZIONE DEL RELITTO. NON SONO STATE ANCORA ADEGUATAMENTE
VALUTATE ALTRE TRAIETTORIE DI AVVICINAMENTO, PER ESEMPIO, DA
SOTTO IL DC9.
BISOGNA
SOTTOLINEARE IL FATTO CHE I GIUDIZI ESPRESSI SOPRA SONO
PRELIMINARI E BASATI SU UNA VALUTAZIONE PREVALENTEMENTE
INTUITIVA DAI PARAMETRI DEL CONO DELLA TESTATA. UN'ANALISI
PIU' DETTAGLIATA POTREBBE MODIFICARE QUESTE CONCLUSIONI"
["HIGH ENERGY DAMAGE PRODUCED BY MISSILE WARHEADS TENDS TO
DISPLAY HIGHLY CHARATTERISTIC SIGNATURES WHICH ARE RELATIVELY
EASY TO DETECT, BUT LOWER ENERGY PENETRATION AND DAMAGE FROM
MISSILE BODY PARTS ARE MORE DIFFICULT TO DIFFERENTIATE FROM
OTHER TYPES OF DAMAGE. A STUDY OF THE WRECKAGE REVELEAD
NOEVIDENCE OF TYPICAL WARHEAD DAMAGE - WHETHER FRAGMENT,
DISCREET ROD OR CONTINUOUS ROD.
THE
DAMAGE SWATH FROM ROD OR FRAGMENT MISSILE TYPES WILL TAKE FROM
(APPROXIMATELY) OF A CONE OF DAMAGE, PRODUCED BY THE PATHS OF
THE RODS OR FRAGMENTS AS THEY EXPAND RADIALLY OUTWARDS AND
FORWARDS FROM THE MOVING WARHEAD. THE ANGLE OF THIS CONE, AS
THE WARHEAD PARTS PROPAGATE OUTWARDS TOWARDS THE TARGET (THE
DC9 IN THIS CASE), WILL BE CONTROLLED BY THE VECTOR RESULTANT
OF THE MISSILE VELOCITY RELATIVE TO THE TARGET AND THE ROD OR
FRAGMENT RADIAL PROPAGATION VELOCITY.
CONTINUOUS
ROD MISSILES PRODUCE A RELATIVELY 'THIN WALLED' CONE OF DAMAGE
AS THE LINKED RODS EXPAND OUTWARDS FROM THE MISSILE WARHEAD.
THE CONE OF DAMAGE BY DISCRETE RODS OR FRAGMENTATION WARHEAD
IS 'THICKER', WITH THE FRAGMENTS OR RODS EMERGING WITHIN INNER
AND OUTER CONE BOUNDARIES, FORMING A LESS CONCENTRATED
SWATHE.
IT
IS UNLIKELY THAT A FRAGMENTATION WARHEAD COULD PRODUCE DAMAGE
TO THE MISSILE SECTION OF UPPER FUSELAGE FROM ZONE 3 WITHOUT
ALSO LEAVING CHARACTERISTIC DAMAGE ON ADJOINING STRUCTURE,
PARTICULARY THE WINGS, TAIL SURFACE AND ENGINE COWLS. IT IS
ALSO UNLIKELY THAT CONTINUOUS ROD WOULD PRODUCE SUCH DAMAGE,
BUT BECAUSE THE DAMAGE SWATH PRODUCED BY CONTINUOUS ROD IS
CLEANER, THE POTENTIAL TO DO SO IS GREATER THAN FOR
FRAGMENTATION DEVICES.
A
PRELIMINARY STUDY USING A SIMPLE CAD MODEL OF THE DC9 AND
NOTIONAL CONTINUOUS ROD TYPE MISSILE WITH AN ASSUMED CONE
ANGLE OF 120 DEGREES SUGGEST THAT THE MIGHT BE POSSIBLE FOR A
ROD WARHEAD TO CUT THE REAR FUSELAGE FROM ABOVE WITHOUT
OVERLAY DAMAGE TO THE ENGINES, WINGS OR TAIL. FROM THIS VERY
LIMITED STUDY IT WOULD APPEAR THAT THIS COULD ONLY OCCUR
WITHIN A STRICTLY LIMITED RANGE OF INTERCEPT VECTORS AND
WARHEAD TRIGGER POSITIONS - ALL INVOLVING A MISSILE APPROACH
FROM AHEAD AND ABOVE THE DC9. A DIAGRAM SHOWING THIS CONDITION
IS GIVEN THE FIGURE 11. THIS DIAGRAM SHOWS THE CONE OF DAMAGE
JUST OVERLAYING THE WINGS AS WELL THE FUSELAGE, BUT IF THE
WARHEAD WERE TO DETONATE FRACTIONALLY LATER, THE CONE WOULD
INTERSECT ONLY THE FUSELAGE. AT THIS STAGE OF THE ANALYSIS, IT
WOULD NOT SEEM LIKELY THAT A MISSILE APPROACH PATH FROM BEHIND
THE DC9 COULD AVOID PRODUCING OVERLAY DAMAGE TO THE WINGS,
TAIL OR ENGINE, WHICH WOULD BE VISIBLE ON THE RECONSTRUCTION.
OTHER MISSILE APPROACH PATHS, EG FROM BELOW, HAVE NOT YET BEEN
FULLY ASSESSED.
IT
MUST BE EMPHASISED THAT THE ABOVE JUDGEMENTS ARE PRELIMINARY,
BASED ON A LARGELY INTUITIVE ASSESSMENT WARHEAD CONE
PARAMETERS. A MORE REFINED ANALYSIS MAY MODIFY THESE
CONCLUSIONS" RAPPORTO 15.04.92 PAG. 24].
LA
VALUTAZIONE DI PROTHEROE, BASATA SULLA DETERMINAZIONE
"INTUITIVA" DEL CONO DI FRAMMENTI, E' STATA IN REALTA'
CONFERMATA DAI SUCCESSIVI APPROFONDIMENTI, BASATI SULLA
FORMULAZIONE DI MODELLI DI PROIEZIONE DELLE SCHEGGE, NELLE
PIU' DIVERSE CONFIGURAZIONI E CON DIFFERENTI MODALITA' DI MOTO
RELATIVO CON IL DC9.
QUESTE
INDAGINI SONO STATE CONDOTTE SIA DALLO STESSO PROTHEROE CHE
NELL'AMBITO DELLE PERIZIE DISPOSTE DALL'UFFICIO CHE DAI
CONSULENTI DELLE PARTI PRIVATE. NON E' STATA INDIVIDUATA
ALCUNA IPOTESI DI ESPLOSIONE DI UNA TESTATA MISSILISTICA CHE
POTESSE AL CONTEMPO DETERMINARE I DANNI PATITI DAL DC9 E
CAUSARE I DANNI (NON) RISCONTRATI SULLA SUPERFICIE ESTERNA
DELL'AEREO.
DELLA
SECONDA SERIE DI INDAGINI PERITALI SI DARA' CONTO IN
PROSIEGUO. SIN DAL MAGGIO 1992 FU ESPLORATA LA POSSIBILITA'
CHE UN MISSILE AVESSE ABBATTUTO IL DC9, SENZA LASCIARE TRACCE
RILEVABILI SULLE PARTI DELL'AEREO RECUPERATE.
C.
PROTHEROE, INCARICATO DI QUESTO ACCERTAMENTO, PARTI' DALLA
CONSTATAZIONE DELL'ASSENZA DI TRACCE SULLE COMPONENTI
RECUPERATE ED UTILIZZO' UN PROGRAMMA DI SIMULAZIONE DEGLI
EFFETTI DI UNA TESTATA BELLICA, AL FINE DI INDIVIDUARE UNA
GEOMETRIA DI SCOPPIO E UN ANGOLO DI APPROCCIO DEL MISSILE, CHE
POTESSERO AVER CAUSATO DANNI SULLE PARTI MANCANTI, SENZA
GENERARNE IN QUELLE RINVENUTE. AL TEMPO DELLA SIMULAZIONE,
L'UNICA AREA CHE PRESENTASSE VASTE PARTI MANCANTI ERA QUELLA
DELLA FUSOLIERA POSTERIORE (ZONA 3 DELL'AEREO NELLA
RICOSTRUZIONE PROTHEROE). IN REALTA', LE SUCCESSIVE OPERAZIONI
DI RECUPERO NELLE ZONE E E F HA CONSENTITO DI AGGIUNGERE ALTRI
FRAMMENTI, ALCUNI DEI QUALI DI NOTEVOLE DIMENSIONE, COSICCHE'
I RISULTATI OTTENUTI DAL TECNICO BRITANNICO DOVREBBERO ESSER
VALUTATI CON ANCORA MINORE POSSIBILITA'.
FU
PRESCELTO UN TIPO DI TESTATA CHE PROIETTASSE I FRAMMENTI A
"FASCIO CHIUSO", COSI' DA GIUSTIFICARE UNA LOCALIZZAZIONE DEL
DANNO E LA MANCANZA DI DIFFUSIONE DELLE SCHEGGE. SONO STATE
POI DEFINITE LA VELOCITA' DEL MISSILE E DIVERSE IPOTESI DI
ANGOLO RELATIVO CON IL DC9. E' STATO QUINDI COSTRUITO UN
MODELLO DI "CONO" DI PROIEZIONE DEI FRAMMENTI.
SI
ILLUSTRANO IN ALLEGATO LE DIVERSE IPOTESI. "I RISULTATI
MOSTRANO CHE VI SONO PROSPETTIVE MOLTO LIMITATE PERCHE' UN
MISSILE A FASCIO CHIUSO ABBIA DANNEGGIATO LA PARTE MANCANTE
DELLA FUSOLIERA SENZA DANNEGGIARE ANCHE ALTRE PARTI
DELL'AEROMOBILE, IN PARTICOLARE LE ALI LE NAVICELLE [CIOE' LE
GONDOLE DEI MOTORI] E SENZA LASCIARE PROVE DI TALI DANNI. LA
POSSIBILITA' DI UN COINVOLGIMENTO DI UN MISSILE CON TESTATA A
FRAMMENTAZIONE E' PERTANTO ANCORA PIU' LIMITATA [RAPPORTO
02.05.92, IL CUI APPARATO ICONOGRAFICO SI ALLEGA].
VA
ESAMINATA PERO' LA POSSIBILITA' CHE IL MISSILE NON ABBIA
LASCIATO TRACCE RILEVABILI DEI SUOI EFFETTI. ESSA,
CONTRARIAMENTE A QUANTO RILEVATO DAI CONSULENTI DI PARTE
CIVILE, E' STATA APPROFONDITAMENTE ESAMINATA DAL COLLEGIO
PERITALE SANTINI SIN DAL 1991, COME RISULTA DAI VERBALI DELLE
RIUNIONI DEL
COLLEGIO
E DAI MATERIALI DI DISCUSSIONE PREDISPOSTI PER LE
RIUNIONI.
IN
MOLTI DRAFTS SI DISCUTE APPROFONDITAMENTE DI TALE IPOTESI,
CERCANDO DI RICOSTRUIRE TRAIETTORIE DEL MISSILE, GEOMETRIE DI
DIFFUSIONE DEI FRAMMENTI, TRAIETTORIE DELLE PARTI DEL MISSILE
RESIDUE, DOPO L'ESPLOSIONE DELLA TESTATA, COMPATIBILI CON LE
CARATTERISTICHE DI FUNZIONAMENTO DEI SISTEMI DI RICERCA E
GUIDA DEL MISSILE E CON I DANNI RIPORTATI DAL DC9.
TALE
POSSIBILITA' POTREBBE DIPENDERE:
*
DALL'ESPLOSIONE DI UNA TESTATA DI GUERRA IN POSIZIONE TALE CHE
NE' I FRAMMENTI DELLA TESTATA NE' IL BLAST ABBIANO COLPITO LA
STRUTTURA DEL DC9 IN PARTI RECUPERATE
*
DALL'IMPATTO DIRETTO DEL MISSILE CON LA STRUTTURA DELL'AEREO *
DA UNA COMBINAZIONE DEI DUE CASI SOPRA INDICATI
LE
DIVERSE IPOTESI SONO ANCHE STATE PROSPETTATE DA CONSULENTI
TECNICI DI PARTE, O PER SOSTENERLE O PER
CONTRASTARLE.
BENCHE',
COME SI E' VISTO, SIN DAL 1992 SI FOSSE GIA' APPROFONDITA LA
TEMATICA, IN PARTICOLARE ATTRAVERSO LO STUDIO DI PROTHEROE DI
CUI S'E' DATO AMPIO CONTO, SI E' RITENUTO OPPORTUNO
RIESAMINARE QUELLE CONCLUSIONI ALLA LUCE ANCHE DELLE
PROSPETTAZIONI DI PARTE CIVILE.
IL
COLLEGIO PERITALE SANTINI HA ESCLUSO CHE TUTTE QUESTE IPOTESI
POSSANO TROVARE FONDAMENTO NEGLI ELEMENTI DI FATTO DERIVANTI
DALL'ESAME DEL RELITTO. QUESTA CONCLUSIONE E' CONDIVISA DEI
REQUIRENTI, PER LE RAGIONI CHE APPRESSO SI
EVIDENZIERANNO.
UN
ESPERTO INTERPELLATO DAI CONSULENTI DI PARTE CIVILE, SEWELL,
HA IPOTIZZATO CHE IL DC9 SIA STATO COLPITO DAL CORPO DI DUE
MISSILI, IN SEQUENZA, DOPO CHE LA TESTA DI GUERRA ERA ESPLOSA
PER AZIONAMENTO DELLA SPOLETTA DI PROSSIMITA'. QUESTA IPOTESI
E' STATA RIPRESA, CON SOSTANZIALI MODIFICHE, DAI CONSULENTI
DELLA PARTE CIVILE ITAVIA.
SI
TRATTEREBBE DI UN EVENTO RARISSIMO, SIA PER GLI EFFETTI CHE
L'ESPLOSIONE DELLA TESTA DI GUERRA HA SULLE ALTRE PARTI DEL
MISSILE (SI VEDANO IN PROPOSITO LE OSSERVAZIONI DEI CT DI
PARTE IMPUTATA), SIA PER IL FUNZIONAMENTO DELLA SPOLETTA DI
PROSSIMITA', CHE DOVREBBE ESCLUDERNE L'ATTIVAZIONE QUANDO LA
TRAIETTORIA E' TALE DA DETERMINARE L'IMPATTO DIRETTO. ESSO,
POI, AVREBBE DOVUTO VERIFICARSI PER ENTRAMBE I MISSILI,
RENDENDO LA POSSIBILITA', GIA' MOLTO BASSA, ANCORA
MINORE.
CIO'
NONOSTANTE E' OPPORTUNO ESAMINARE ACCURATAMENTE LA TESI
PROSPETTATA, SIA PERCHE' PROVIENE DA PERSONA CHE - COME
ATTESTA IL CURRICULUM PRESENTATO - HA UNA NOTEVOLE ESPERIENZA
IN MATERIA, SIA PERCHE' E', INSIEME A QUELLO INNANZI
ESAMINATO, L'UNICO TENTATIVO ORGANICO DI SUPERARE GLI ELEMENTI
IN CONTRASTO CON L'IPOTESI DI UN EVENTO ESTERNO.
TRATTANDOSI
PERALTRO DI UN DOCUMENTO ASSAI BREVE, ESPOSTO NELLA RIUNIONE
PERITALE DEL 25.06.93, E CHE NON EBBE ULTERIORI SVILUPPI, LO
SI RIPRODUCE INTEGRALMENTE:
"TUTTI
GLI ELEMENTI CHE HO POTUTO OSSERVARE DURANTE LE MIE VISITE AL
RELITTO DEL DC9 CONSERVATO NELL'HANGAR BATTLER DELL'AEROPORTO
DI PRATICA DI MARE INDICANO CHE LA PRINCIPALE CAUSA DEL
DANNEGGIAMENTO DEL VELIVOLO E' STATA LA DETONAZIONE DI UNA O
FORSE DUE TESTATE MISSILISTICHE DI GRANDE POTENZA, DETONAZIONE
AVVENUTA DAVANTI ALLA PARTE ANTERIORE DELLA FUSOLIERA, E LA
PERFORAZIONE DELLA FUSOLIERA STESSA DA PARTE DEL CORPO
MISSILE.
NEI
RELITTI DA ME OSSERVATI NON VI SONO SEGNI DI IMPATTO DI
SCHEGGE DELLA TESTATA SULLA FUSOLIERA. SIMULAZIONI
DELL'ATTACCO MISSILISTICO DA ME EFFETTUATE HANNO MOSTRATO CHE
QUESTO RISULTATO E' OTTENIBILE CON UN OPPORTUNO ORIENTAMENTO
DEL MISSILE E DELLA POSIZIONE DELLA TESTATA AL MOMENTO DELLA
DETONAZIONE. LA PROBABILITA' DI IMPATTO DELLE SCHEGGE SUL
BORDO DI ATTACCO DELL'ALA DESTRA E' PICCOLA MA FINITA; LA
PROBABILITA' DI INDIVIDUARE I FORI DI QUESTE SCHEGGE SUL BORDO
FORTEMENTE DANNEGGIATO DELL'ALA E' MOLTO PICCOLA.
LA
DIREZIONE DI IMPATTO DEL MISSILE PARE ESSERE CIRCA
PERPENDICOLARE ALLA LINEA DI VOLO DEL DC9 ED IL PUNTO DI
ESPLOSIONE ESSERE DISTANTE CIRCA 5,5 MT. DALLA
FUSOLIERA.
IL
DANNO PRODOTTO DALLA TESTATA ALLA FUSOLIERA DELL'AEREO DIPENDE
DA VARI FATTORI QUALI IL TEMPO CRITICO DELLA SUPERFICIE DELLA
FUSOLIERA, L'ANGOLO DI INCIDENZA DELL'ONDA D'URTO SULLA
FUSOLIERA (ONDA DI MACH) E LA GEOMETRIA DELLA TESTATA
ESPLOSIVA. ANCHE LA VELOCITA' DELL'AEREO INFLUENZA IL DANNO
SUBITO DALLE PARTI DI AEREO CHE SI MUOVONO DIRETTAMENTE VERSO
LA SORGENTE DELLA DETONAZIONE.
UN
ATTENTO ESAME DELLA FUSOLIERA DOVREBBE PERMETTERE DI
INDIVIDUARE SULLA FUSOLIERA I SEGNI DI PENETRAZIONE LASCIATI
DALLE ALETTE DI GUIDA DEL MISSILE; ULTERIORI SEGNI POSSONO
ESSERE INDIVIDUATI DALLA LACERAZIONI SUBITE DAL
TAPPETINO.
L'AEREO
ATTACCANTE, IN VOLO VERSO SUD SU UNA ROTTA DISTANTE CIRCA 20
MIGLIA DA QUELLA DEL DC9 ED INDIVIDUABILE DALLA TRACCIA DEL
RADAR DI FIUMICINO, VIRA VERSO EST ED EFFETTUA UNA MANOVRA DI
LANCIO PERFETTAMENTE COMPATIBILE CON LE PRESTAZIONI DEGLI
AEREI IN SERVIZIO NEGLI ANNI 80. LA "FATTIBILITA'" DI UN TALE
ATTACCO E' DIMOSTRATA DALLE SIMULAZIONI DA ME
EFFETTUATE.
BASANDOMI
SUI SEGNI DI IMPATTO SULLA FUSOLIERA, SUI DANNI CHE APPAIONO
SUL TAPPETO, SUI PLOTS RADAR, SULLE SIMULAZIONI DA ME
EFFETTUATE E SULLA MIA ESPERIENZA PROFESSIONALE, ESPRIMO LA
MEDITATA OPINIONE CHE IL DC9 ITAVIA E' STATO COLPITO DA ALMENO
UN MISSILE E FORSE DUE LANCIATI DALL'EMISFERO DESTRO
ANTERIORE; LE TESTATE MISSILISTICHE SONO DETONATE ALL'ESTERNO
DELL'AEREO A POCHI METRI DALLA FUSOLIERA" [NOTA DELL'ING.
SEWELL DEL 29.06.93].
L'ELABORATO
DELL'ESPERTO STATUNITENSE E' STATO ESAMINATO APPROFONDITAMENTE
[SI VEDANO AD ESEMPIO LE NOTE DI G. LILJA DEL 13 E 15.07.93 E
POI DELL'11.10.93, A SEGUITO DELL'ESPOSIZIONE ORALE DEL
09.10.93, DA PARTE DI SEWELL, DELLE SUE CONCLUSIONI. LILJA HA
INFINE RACCOLTO LE SUE OSSERVAZIONI NELLA NOTA IN DATA
27.11.93. CIO' VA SOTTOLINEATO, GIACCHE' NON SEMBRANO FONDATE
LE OSSERVAZIONI CRITICHE, SPESSO AVANZATE DAI CONSULENTI DI
PARTE CIVILE, CIRCA UNA SORTA DI PREGIUDIZIALE RIFIUTO DEL
COLLEGIO SANTINI AD APPROFONDIRE L'IPOTESI
MISSILISTICA].
DEVE
INNANZITUTTO ESCLUDERSI CHE VI SIANO SUL RELITTO SEGNI DI
ALCUN GENERE CHE POSSANO ESSERE ATTRIBUITE ALL'ATTRAVERSAMENTO
DELLA FUSOLIERA DA PARTE DI UNO O PIU' OGGETTI.
CERTAMENTE
ERRONEA E' L'IDENTIFICAZIONE DI UN TALE EVENTO NELLA MANCANZA
NELLA PELLE DELL'AEREO DI PARTI LA CUI SAGOMA APPARE
CORRISPONDENTE A QUELLA DELLE ALETTE STABILIZZATRICI DI UN
MISSILE. ESSA INFATTI FU DA SEWELL OPERATA ESCLUSIVAMENTE
SULLA PROIEZIONE SU CARTA, DA ELABORAZIONE MAGNETICA, DI
UN'IPOTESI DI RICOSTRUZIONE DEL RELITTO, CHE PERO' NON AVEVA
PRETESA DI DESCRIZIONE ACCURATA DI OGNI SINGOLO PEZZO. SUL
PUNTO E' ASSAI CHIARO IL COLLEGIO PERITALE, SIA NEI VERBALI
DELLE RIUNIONI SIA NELLA RELAZIONE CONCLUSIVA.
D'ALTRA
PARTE LA LINEA DI CONGIUNZIONE TRA I PUNTI INDIVIDUATI DA
SEWELL COME FORI DI ENTRATA E DI USCITA DEL CORPO DEI MISSILI
ATTRAVERSA PARTI DEL RELITTO CHE, QUANDO RECUPERATA, NON
RECANO ALCUNA TRACCIA DI DANNEGGIAMENTI COMPATIBILI CON
L'IPOTESI. AD ESEMPIO, I TAPPETI DELLA FUSOLIERA SONO STATI
QUASI
INTEGRALMENTE
RECUPERATI E LA LORO DEFINITIVA LOCALIZZAZIONE [NELLA RIUNIONE
PERITALE DEL 26.11.93, ALLA PRESENZA DEI CONSULENTI DI PARTE
PRIVATA, SI PROCEDETTE INFATTI A RIVALUTARE LA POSIZIONE DEI
FRAMMENTI DEI TAPPETI, CHE FURONO QUINDI NUOVAMENTE
"RICOSTRUITI" SECONDO UNA NUOVA DISPOSIZIONE. INFINE,
NELL'ESPERIMENTO GIUDIZIALE DEL 07.02.95 SI E' PROCEDUTO A
VERIFICARE LA POSIZIONE DEI TAPPETI INDICATA NELLA RELAZIONE
DELLA PERIZIA SANTINI (PARTE IV, PAG. 50), ACCERTANDOSI CHE
L'ERRATA COLLOCAZIONE DEL GALLEY AVEVA INFLUITO SULLA
POSIZIONE RELATIVA DELLE DIVERSE PARTI DEI TAPPETI. SI E'
DUNQUE IPOTIZZATA UNA PARZIALE MODIFICA NELLA LORO
DISPOSIZIONE, A PARTIRE DALLA SEZIONE 200 ANZICHE' 158] FA
ESCLUDERE CHE RECHINO TRACCE, QUALI QUELLE CHE SAREBBE STATE
NECESSARIO INVECE RINVENIRVI.
DA
ULTIMO IL 18.02.95 I CONSULENTI DI PARTE CIVILE HANNO
SOTTOPOSTO AL PROF. HELD NEL CORSO DI UNA SEDUTA PER
ESPERIMENTO GIUDIZIALE, UN'IPOTESI DI CONNESSIONE TRA I DANNI
RISCONTRABILI SUI TAPPETTI E L'IMPATTO DI PARTE DI UN MISSILE,
MA CON ESITO NEGATIVO ["IL GENERALE CINTI MOSTRA AL PROF. HELD
I TAPPETINI DELLA MOQUETTE CHIEDENDO SE IL BUCO ESISTENTE NEL
TAPPETINO NR. 3 POSSA ESSERE STATO PRODOTTO DA UN MOTORE DI UN
MISSILE CHE AVREBBE POI PRODOTTO ANCHE LO STRAPPO ESISTENTE
SUL TAPPETO NR. 5 E INOLTRE SE IL TAGLIO DISTANTE CIRCA 1
METRO, SEMPRE SUL TAPPETO NR. 5, POSSA ESSER STATO CAUSATO
DALL'ALA DEL MISSILE STESSO. IL PROF. HELD RISPONDE CHE IL
BUCO E LO STRAPPO ESISTENTI SUI TAPPETINI 3 E 5 POTREBBERO
ESSERE TEORICAMENTE STATI PRODOTTI DAL MOTORE DI UN MISSILE,
MA CHE IL SECONDO STRAPPO O TAGLIO DEL TAPPETINO NR. 5 NON E'
CORRELABILE CON I PRIMI DUE"].
PER
COMPLETEZZA VA RICORDATO CHE UNA PRIMA RICOSTRUZIONE DELLA
POSIZIONE DEI FRAMMENTI DEI TAPPETI AVEVA FATTO RITENERE A
SEWELL CHE I DANNI RIPORTATI COSTITUISSERO UNA CONFERMA ALLA
SUA IPOTESI. TUTTAVIA, LA RICOSTRUZIONE INFINE OPERATA DAL
COLLEGIO APPARE CONVINCENTE, SOPRATTUTTO DOPO LE CORREZIONI
EFFETTUATE SULLA BASE DEI RILIEVI DELLA PARTE CIVILE. SI E'
DATO AMPIAMENTE CONTO SIA DELLA CORRELABILITA' TRA LORO DELLE
DIVERSE PARTI TERMINALI DEI FRAMMENTI, SIA DEGLI ELEMENTI
RICAVABILI DALLE SCRITTE O DALLE SEGNATURE ESISTENTI SUGLI
OGGETTI.
IN
OGNI CASO, QUAND'ANCHE SI RITENESSE ERRONEA TALE ULTIMA
DISPOSIZIONE DEI FRAMMENTI DEI TAPPETI E SI RITORNASSE A
QUELLA ORIGINARIA, CIO' NON DI MENO DOVREBBE ESCLUDERSI CHE I
DANNI EVIDENZIATI SIANO RICONDUCIBILI ALL'ATTRAVERSAMENTO
DELLA FUSOLIERA DA PARTE DEL CORPO DI MISSILI. ESSI, INFATTI,
PRESENTANO LACERAZIONI CHE APPAIONO COMPATIBILI CON L'EVENTO
CATASTROFICO E CHE IN NESSUN CASO POSSONO VENIR POSTE IN
RELAZIONE, PER CONTINUITA', VASTITA', DIREZIONE, CON QUELLE
CHE DOVREBBERO ATTENDERSI PER L'ATTRAVERSAMENTO DI OGGETTI DI
NOTEVOLE MASSA E CON ALTA VELOCITA'.
I
PICCOLI FORI CON GLOBULARIZZAZIONE DELLE FIBRE, DI CUI S'E'
DETTO ALTROVE, NON POSSONO CERTAMENTE ESSER POSTI IN
CORRELAZIONE CON UN'ESPLOSIONE DI UNA TESTATA BELLICA: SE CIO'
FOSSE AVVENUTO ALL'INTERNO DEL VELIVOLO, DOVUTO RISCONTRARSI
TRACCE DEGLI EFFETTI DEVASTANTI E NON LA MERA
GLOBULARIZZAZIONE DI ALCUNE FIBRE. MA ALTRETTANTO NEGATIVA
DEVE ESSERE L'ATTRIBUZIONE DEI FORI E DEGLI EFFETTI SULLE
FIBRE A FRAMMENTI PROIETTATI ALL'INTERNO DA UN'ESPLOSIONE
AVVENUTA ALL'ESTERNO: SI E' GIA' VISTO CHE UN'ESPLOSIONE
RAVVICINATA, TALE CIOE' DA POTER PROIETTARE MINUSCOLI
FRAMMENTI INCANDESCENTI ALL'INTERNO DELL'AEREO, AVREBBE
COMPORTATO EFFETTI MACROSCOPICI SULLA FUSOLIERA; UN'ESPLOSIONE
A DISTANZA DI OLTRE 12 METRI (E CIOE' OLTRE LA LUNGHEZZA
DELL'ALA, CHE NON NE RECA SEGNI) NON AVREBBE POTUTO PROIETTARE
TALI FRAMMENTI, LA CUI VELOCITA' SAREBBE RAPIDAMENTE DECADUTA
E CHE COMUNQUE SAREBBERO STATI BLOCCATI DALLA FUSOLIERA,
CERTAMENTE INTEGRA AL MOMENTO DEL LORO IMPATTO (GIACCHE' LA
VELOCITA' RESIDUA - INFERIORE AI 700 MT./SEC. - DEL CORPO DEL
MISSILE, UNICO OGGETTO CHE AVREBBE POTUTO APRIRE VARCHI NELLA
FUSOLIERA, NELLA PROSPETTAZIONE DATA, E' DI MOLTO INFERIORE A
QUELLA DELLE SCHEGGE ACCELERATE DALL'ESPLOSIONE).
L'IPOTESI
SEWELL E' STATA ESAMINATA, CON LA CONSUETA ACCURATEZZA E
APERTURA MENTALE, DAL PROF. HELD [RELAZIONE DEL 22.09.93, PAG.
35 E SS.].
HELD
HA INNANZITUTTO ANALIZZATO L'IPOTESI DI SEWELL, DERIVANDONE
GLI ANGOLI DINAMICI CONSEGUENTI DELLE TRAIETTORIE DEI MISSILI
E DEL DC9.
CONSIDERATA
POI LA VELOCITA' DEL DC9 (IPOTIZZATA COSTANTE A 240 M/S) E
QUELLA DEI MISSILI (TRA I 600 E GLI 800 M/S), EGLI HA
ELABORATO UNA TAVOLA DELL'"ANGOLO AZIMUTALE STATICO", E
DELL'"ANGOLO DI ELEVAZIONE STATICO" PER L'IMPATTO DEI DUE
ORDIGNI.
"L'INTERSEZIONE
(ANGOLI STATICI) PER IL PRIMO MISSILE SECONDO SEWELL DOVREBBE
AVERE UN ANGOLO AZIMUTALE DI CIRCA 40?E UN ANGOLO DI
ELEVAZIONE DI CIRCA 15? IL SECONDO MISSILE DOVREBBE AVERE UN
ANGOLO AZIMUTALE DI CIRCA 20?E UN ANGOLO DI ELEVAZIONE DI
CIRCA 11? GLI ANGOLI INFERIORI PER IL SECONDO MISSILE
SIGNIFICANO CHE L'AEROMOBILE "NEMICO", IL QUALE HA LANCIATO
DUE MISSILI UNO DOPO L'ALTRO, DOVREBBE AVER CONSEGUITO CON IL
SECONDO MISSILE UNA SITUAZIONE ANTIPARALLELA PARAGONATA AL
PRIMO MISSILE.
LA
TRAIETTORIA DINAMICA DEL PRIMO MISSILE MOSTRA CHE IL MISSILE
AVREBBE DOVUTO COLPIRE ANCHE IL MOTORE SINISTRO!" [LA
RICOSTRUZIONE E' BEN ILLUSTRATA NELLE FIGURE 15, 16 E 17,
ALLEGATE ALLO STUDIO DEL PROF. HELD].
L'IPOTESI
PROSPETTATA DALL'ING. SEWELL NON E' DUNQUE
SOSTENIBILE.
SI
E' POI SOSTENUTO CHE GLI EFFETTI DELL'ESPLOSIONE DI UNA
TESTATA MISSILISTICA IN PROSSIMITA' DELLA PARTE ANTERIORE
DESTRA DELLA FUSOLIERA SAREBBERO COMUNQUE DESUMIBILI
DALL'ESAME DELLA LOCALIZZAZIONE DI ALCUNI REPERTI.
IN
EFFETTI, PARTI DELLA FUSOLIERA CHE, SECONDO L'IPOTESI DI
SEPARAZIONE DELLE DIVERSE COMPONENTI DELL'AEREO, AVREBBERO
DOVUTO TROVARSI INSIEME AI RESTI DELLA PARTE ANTERIORE E
CENTRALE DELLA FUSOLIERA, FURONO RECUPERATE IN ZONE DIVERSE E
TALI DA FAR RITENERE CHE SI FOSSERO SEPARATE IN
VOLO.
SI
CONDIVIDE L'OSSERVAZIONE DELLA PARTE CIVILE CIRCA
L'IMPOSSIBILITA' DI CONSIDERARE CASUALI TALI RINVENIMENTI. IL
PRESUPPOSTO DELL'INTERA OPERA DI RICOSTRUZIONE DEL VELIVOLO E'
CHE I SINGOLI PEZZI DELL'AEREO SIANO CADUTI IN MARE SEGUENDO
LE LEGGI FISICHE NOTE E RICOSTRUIBILI, COSICCHE' SIA POSSIBILE
RICOSTRUIRE, ATTRAVERSO LA LOCALIZZAZIONE SUL FONDO MARINO E
LA CONOSCENZA DI ALCUNE CIRCOSTANZE ESTERNE (VENTO, CORRENTI
MARINE, FORMA E PESO DEI SINGOLI REPERTI, GALLEGGIAMENTO)
ANCHE LA DINAMICA DI CADUTA E QUINDI ANCHE IL PUNTO
APPROSSIMATIVO DI SEPARAZIONE DAL CORPO DELL'AEREO.
RINVENIRE
UN OGGETTO IN UNA ZONA DIVERSA DA QUELLA CHE SAREBBE STATA
PROSPETTABILE SULLA BASE DI TALI PARAMETRI IMPONE
L'INDIVIDUAZIONE DELLE CAUSE CHE HANNO DETERMINATO LA DIVERSA
LOCALIZZAZIONE.
DI
ALCUNI DI TALI OGGETTI IL COLLEGIO PERITALE SPIEGA LE
POSSIBILI CAUSE DI TRASFERIMENTO IN PUNTO DIVERSO DEL FONDO
MARINO, RISPETTO A QUELLO IPOTIZZABILE IN CONSIDERAZIONE DEL
MOMENTO DELLA SEPARAZIONE DALL'AEREO (AD ESEMPIO, L'ESTREMITA'
DELL'ALA SINISTRA). DI ALTRI, INVECE, NON E' STATO POSSIBILE
DAR CONTO E SI SONO IPOTIZZATI ERRORI NEL CORSO DELLE
OPERAZIONI DI RECUPERO.
SI
VEDANO I FRAMMENTI AZ32/A202 (FASCIA FINESTRINI DESTRA,
STAZIONE 280) AZ227 (PARTE DI LAMIERA DELLA FUSOLIERA ALLA
STAZIONE 689) [NON DEVONO INVECE ESSER CONSIDERATI ANOMALI I
RINVENIMENTI DI PARTI DELLA FUSOLIERA ANTERIORE NELLA ZONA B,
IN QUANTO TALE ZONA CONFINA CON LA C E I RINVENIMENTI IN
QUESTIONE [AZ39/B350 (FASCIA FINESTRINI DESTRA, STAZIONE 430)
AZ241/B2342 (FASCIA SUPERIORE DESTRA FINESTRINI, STAZIONE
351), AZ308 (FRAMMENTO LAMIERA DI FUSOLIERA, STAZIONE 470)
AZ74 (FRAMMENTO DI ORDINATA DI FUSOLIERA, STAZIONE 544)]
APPARTENGONO ALLA FASCIA DI CONFINE, SOLO CONVENZIONALMENTE
ATTRIBUITA ALL'UNA PIUTTOSTO CHE ALL'ALTRA ZONA; CFR. MEMORIA
DEI PROF.RI CASAROSA E HELD IN DATA
09.06.95].
IL
COLLEGIO HA CONDOTTO UN ESAME MOLTO ATTENTO SUI REPERTI AZ32,
AZ204 E AZ227 [SE NE VEDA LA RAFFIGURAZIONE GRAFICA SULLA
FUSOLIERA DEL DC9 NELLA FIGURA ALLEGATA, TRATTA DALLA PERIZIA
SANTINI, FIG. III-17 PARTE IX, CAP. 2]. "INFATTI, NOTANO I
PERITI,... ESSI, PUR APPARTENENDO AL RIVESTIMENTO ESTERNO
DELLA FUSOLIERA DEL VELIVOLO, SONO STATI RECUPERATI IN ZONA A,
DOVE SONO STATI RECUPERATI IL TRONCO DI CODA E FRAMMENTI A
ESSO APPARTENENTI. UNA POSSIBILE INTERPRETAZIONE DI QUESTA
CARATTERISTICA DI RITROVAMENTO POTREBBE ESSERE CHE I TRE
FRAMMENTI SI SIANO DISTACCATI IN VOLO A CAUSA DEL DANNO
PRODOTTO DAL MISSILE (O DAI MISSILI) E SIANO RIMASTI POI
INTRAPPOLATI NEL TRONCO DI CODA, ANCH'ESSO DISTACCATOSI IN
VOLO, PRECIPITANDO INSIEME A ESSO NELLA ZONA A". [RELAZIONE
PERITALE SANTINI, PARTE IX, CAP. 2].
PER
IL FRAMMENTO AZ227 E' FACILE PERO' ACCERTARE CHE SI TRATTO' DI
UN ERRORE DI ETICHETTATURA. ALTRETTANTO NON PUO' DIRSI PER GLI
ALTRI DUE FRAMMENTI, CORRETTAMENTE SCHEDATI. NESSUNA
RAGIONEVOLE SPIEGAZIONE E' STATA TROVATA DEL RECUPERO DEI DUE
OGGETTI IN UN'AREA DIVERSA DA QUELLA PREVISTA E COMPORTANTE
UNA SEPARAZIONE DALLA FUSOLIERA IN TEMPI ANTECEDENTI
ALL'IMPATTO DELL'AEREO CON IL MARE.
OSSERVANO
PERO' I PERITI CHE TUTTI GLI ELEMENTI CIRCOSTANTI AI DUE
FRAMMENTI PREDETTI SONO STATI RECUPERATI EFFETTIVAMENTE NELLA
ZONA C E NON RECANO SEGNO ALCUNO DI EVENTI RICONDUCIBILI AD
EFFETTI DI UN MISSILE [LE INDAGINI METALLOGRAFICHE E
FRATTOGRAFICHE E L'ESAME DELLE CARATTERISTICHE DELLE
DEFORMAZIONI PORTA ANCHE AD ESCLUDERE CHE IL DISTACCO POSSA
ESSERSI VERIFICATO PER CEDIMENTO SPONTANEO; CFR. RELAZIONE
PERITALE SANTINI, PARTE IX, CAP. 3].
I
CONSULENTI DI PARTE CIVILE DEI FAMILIARI DELLE VITTIME,
NELL'ELENCARE I REPERTI, PROVENIENTI DALLE PARTI ANTERIORE E
CENTRALE DESTRA DELL'AEREO, CHE APPARIREBBERO ESSERSI SEPARATI
PRIMA DELL'IMPATTO DELL'AEREO CON LA SUPERFICIE MARINA,
EVIDENZIANO ANCHE LA POSSIBILITA' DI OSSERVARE SU ALTRI
REPERTI DELLE MEDESIME ZONE GLI EFFETTI DI UNA PRESSIONE
ESERCITATA DALL'ESTERNO VERSO L'INTERNO. TALI EFFETTI
SAREBBERO PARTICOLARMENTE EVIDENTI SU DI UN SERBATOIO DI
ACQUA. SECONDO IL COLLEGIO DEI CONSULENTI "QUESTA PRESSIONE HA
LA SUA ZONA DI MASSIMA INTENSITA' LUNGO UNA LINEA SITUATA POCO
AL DI SOTTO DELLA ZONA DEI FINESTRINI E VA RAPIDAMENTE
ATTENUANDOSI... LUNGO LA CURVA DELLA FUSOLIERA".
LA
PERIZIA TECNICA AVEVA CONCLUSO ATTRIBUENDO LA PRESSIONE, COSI'
COME DESCRITTA INNANZI, ALLE MODALITA' DI IMPATTO DEL RELITTO
DELL'AEREO SULLA SUPERFICIE DEL MARE. QUESTA INTERPRETAZIONE
NON E' CONDIVISA DAI CONSULENTI DI PARTE, I QUALI OSSERVANO
COME I DATI DI RILEVANTE PRESSIONE ESTERNA SI ACCORDINO CON IL
NUMERO DI FILE DI SEDILI CHE - A GIUDICARE DALLE INTRUSIONI
MASSIVA IN CIRCA TRE CUSCINI - POTREBBERO ESSERE STATI
INTERESSATI DALL'ONDA D'URTO DI UN'ESPLOSIONE ESTERNA.
COORDINANDO TALI ELEMENTI AI REPERTI RINVENUTI IN ZONE NON
COMPATIBILI CON L'IMPATTO IN MARE DEL RELITTO E QUINDI
SEPARATISI IN VOLO, SE NE DEDURREBBE CHE L'AEREO FU INVESTITO
DA UN'ONDA D'URTO DI UN'ESPLOSIONE ESTERNA, CHE CAUSO' LA
SEPARAZIONE DI ALCUNI PEZZI, LA PROIEZIONE DI FRAMMENTI DEL
RIVESTIMENTO INTERNO DELLA FUSOLIERA E LE DEFORMAZIONI SULLA
FUSOLIERA.
SECONDO
I CONSULENTI DI PARTE, TALI EFFETTI POTREBBERO ESSER STATI
CAUSATI DA UN ORDIGNO ESPLOSIVO A CIRCA 4 METRI DALLA
FUSOLIERA E CON UN ANGOLO DI CIRCA 40?
RESTA
PERO' NON CONTROVERSO, ANCHE PER QUESTA RICOSTRUZIONE, CHE SU
NESSUN REPERTO VI E' SEGNO ALCUNO DI ESPOSIZIONE AD ESPLOSIONE
(SEGNATURE DA SCHEGGE O FRAMMENTI, PENETRAZIONI AD ALTA
VELOCITA', GAS WASH, PITTING, MODIFICAZIONI MICROSTRUTTURALI).
IN PARTICOLARE, NESSUNA SEGNATURA DI TAL GENERE E'
RISCONTRABILE NE' SUI FRAMMENTI CHE SI SAREBBERO SEPARATI
ANTICIPATAMENTE, NE' SUI MOLTISSIMI RECUPERATI DELLA FIANCATA
DESTRA, CHE NE HANNO CONSENTITO LA PRESSOCHE' COMPLETA
RICOSTRUZIONE. ANCHE LE INTRUSIONI NEI CUSCINI, SENZA VERSO
PREFERENZIALE, SONO NELLA QUASI TOTALITA' NON RICONDUCIBILI A
FENOMENI ESPLOSIVI, CON LA SOLA ECCEZIONE DEI FRAMMENTI 52M E
6-4M, DI CUI S'E' A LUNGO
DETTO.
CONSAPEVOLI
DELLA NECESSITA' DI UN COERENTE APPROCCIO CRITICO AL MATERIALE
DI PROVA, LA CUI ASSENZA AVEVANO PIU' VOLTE RIMPROVERATA AL
COLLEGIO PERITALE, I CONSULENTI DI PARTE HANNO IPOTIZZATO CHE
L'ASSENZA DI TALI SEGNATURE DERIVASSE DALLE CARATTERISTICHE
DELLA TESTA, TALE DA GENERARE UN'ONDA D'URTO, SENZA MASSICCIA
FORMAZIONE DI SCHEGGE. QUESTA IPOTESI, PERO NON E' STATA
SVILUPPATA IN SUCCESSIVE INDAGINI, CHE PURE I CONSULENTI
AVEVANO ANTICIPATO. NON V'E' DUNQUE ALCUNA PROVA POSITIVA CHE
UNA SIFFATTA TESTATA, SE ESISTENTE NEL 1980, POTESSE
DETERMINARE I DANNI SOPRA INDICATI.
IN
OGNI CASO, LA RICOSTRUZIONE DEL RELITTO RENDE EVIDENTE,
PERSINO AL PROFANO, GLI EFFETTI DI DANNEGGIAMENTI A
FISARMONICA SUL LATO DESTRO E DI COMPLETA FRANTUMAZIONE DEL
LATO SINISTRO, CHE CORRETTAMENTE - E SENZA ADEGUATO CONTRASTO
- IL COLLEGIO PERITALE RITIENE PROVA DELL'IMPATTO DELL'AEREO
INTEGRO NELLA PARTE ANTERIORE E CENTRALE CON IL
MARE.
DEVE
DUNQUE CONCLUDERSI CHE DALL'ESAME DEL RELITTO E DEI REPERTI
NON EMERGONO ELEMENTI CHE POSSANO FAR RITENERE CHE L'AEREO SIA
STATO COLPITO NELLA PARTE ANTERIORE DELLA FUSOLIERA DAGLI
EFFETTI DELL'ESPLOSIONE DI UNA TESTATA DI GUERRA O DAL CORPO
DEL VETTORE.
A
CIO' DEVE AGGIUNGERSI CHE LA LOCALIZZAZIONE DELL'EVENTO NELLA
PARTE ANTERIORE DELLA FUSOLIERA - LUOGO OVE E' IPOTIZZATO CHE
SIA STATO RAGGIUNTO DALL'ESPLOSIONE - NON POTREBBE IN ALCUN
MODO SPIEGARE LE MODALITA' DI COLLASSO DELLA STRUTTURA DEL
DC9, QUALI EMERGENTI DALL'ESAME DEI REPERTI, DALLA LORO
LOCALIZZAZIONE AL MOMENTO DEL RECUPERO E DA TUTTI GLI ALTRI
ELEMENTI CHE SI SONO INDICATI NEL PARAGRAFO A TALE ASPETTO
DEDICATO E FATTE SALVE LE RISERVE CHE SI SONO GIA'
EVIDENZIATE.
PARTICOLARE
ATTENZIONE ALLA FORMULAZIONE DELL'IPOTESI DELL'ABBATTIMENTO
DEL DC9 DA PARTE DI MISSILI E' STATA PRESTATA DAI CONSULENTI
DELLA PARTE CIVILE ITAVIA, MARIO CINTI E LUIGI DI STEFANO.
ESSI, INFATTI, PARTONO ESSENZIALMENTE DALL'IPOTESI SEWELL, MA
LA MODIFICANO IN PUNTI NON SECONDARI AL FINE DI SUPERARE LE
OBIEZIONI CHE AD ESSA ERANO STATE MOSSE.
IN
UN AMPIO CONTRIBUTO, DEPOSITATO IL 23.12.95, E IN SUCCESSIVE
NOTE DI RISPOSTE AD ALCUNE OSSERVAZIONI CRITICHE, I CONSULENTI
HANNO SVILUPPATO GLI ELEMENTI SULLA BASE DEI QUALI DOVREBBE
AFFERMARSI DETTA IPOTESI, SEGUENDO UN PERCORSO LOGICO SOLO IN
PARTE COINCIDENTE CON QUELLO DEL COLLEGIO DEI CONSULENTI DEI
FAMILIARI DELLE VITTIME.
ESSI
PARTONO DA PRESUPPOSTI IN PARTE DIVERSI DA QUELLI POSTI DA
HELD: INNANZITUTTO RITENGONO CHE ANCHE MISSILI A GUIDA IR
AVESSERO, NEL 1980, CAPACITA' DI ATTACCO LATERALE. INDICANO
POI, PER UN ESEMPLARE DI TAL GENERE DI MISSILE, L'AIM9L
SIDEWINDER, UNA PORTATA UTILE MOLTO SUPERIORE A QUELLA STIMATA
DALL'ESPERTO TEDESCO. UTILIZZANO PARAMETRI PER IL CALCOLO
DELLA DIFFUSIONE DELLE SCHEGGE IN PARTE DIVERSI. DI CIO',
TUTTAVIA, NON SI TERRA' CONTO IN QUANTO SI RITIENE CHE, ANCHE
ACCETTANDO PER VERI I PARAMETRI INDICATI DALLA PARTE CIVILE,
DEVE COMUNQUE GIUNGERSI ALLA CONCLUSIONE CHE NON VI SIANO
PROVE DELL'IMPATTO DI UNO O PIU' MISSILI.
VA
SOTTOLINEATO CHE ESSI, REPLICANDO A OSSERVAZIONI CRITICHE
RIVOLTE LORO DA UNO DEGLI IMPUTATI, IL GENERALE MELILLO [CFR.
OSSERVAZIONI DI G. MELILLO], CONTESTANO CHE L'IPOTESI DEL
MISSILE POSSA VENIR FORMULATA SOLO A PARTIRE DAI DATI
RADARISTICI, E IN PARTICOLARE DALL'ESAME DEI PLOTS -17 E -12,
E CHE LA RICOSTRUZIONE SIA IN REALTA' OPERATA A RITROSO,
PARTENDO ODA TALI DATI PER INDIVIDUARE ANGOLI DI IMPATTO E
CARATTERISTICHE DELL'ORDIGNO CON ESSI COMPATIBILI. PER LA
VERITA', QUAND'ANCHE LE CRITICHE PER TALE RAGIONE RIVOLTE ALLA
MEMORIA DEI CONSULENTI FOSSERO FONDATE, NON SE NE VEDREBBE
L'ASPETTO NEGATIVO: E' INFATTI DEL TUTTO RAGIONEVOLE E
CORRETTO COME PROCEDIMENTO
LOGICOCHE,
A PARTIRE DA UN DATO DI FATTO ASSUNTO COME VERO, SI COSTRUISCA
UN'IPOTESI DI RICOSTRUZIONE DELL'EVENTO CON QUEL DATO
COMPATIBILE. SI TRATTERA', CERTAMENTE, SOLO DEL PRIMO PASSO,
GIACCHE' L'IPOTESI DOVRA' ESSERE SOTTOPOSTA A CONTROLLO E
POTRA' ESSERE ACCETTATA SOLO SE NON CONTRADDETTA, MA ANZI
CORROBORATA DA ALTRI ELEMENTI.
SECONDO
I CONSULENTI, COMUNQUE, IL RAGIONAMENTO VA RIBALTATO, GIACCHE'
E' PROPRIO DAL RELITTO DEL DC9 CHE SI TRAGGONO I PRINCIPALI
ELEMENTI DI FATTO A SOSTEGNO DELL'IPOTESI MISSILISTICA, MENTRE
I DATI RADARISTICI NON NE SAREBBERO CHE UNA CORROBORAZIONE,
NON INDISPENSABILE [MEMORIA CINTI-DI STEFANO DEPOSITATA IL
10.06.96].
IN
PRIMO LUOGO, I CONSULENTI CONTESTANO LA SUCCESSIONE DEL
COLLASSO DELL'AEREO, PER LE RAGIONI CHE SI SONO GIA' VISTE A
PROPOSITO DELL'IPOTESI FORMULATA DALLA PERIZIA SANTINI. IN
SINTESI, IL RINVENIMENTO DI FRAMMENTI DI PARTI ANTERIORI DEL
VELIVOLO NELLA ZONA DI RECUPERO DEI MOTORI E L'ESAME DEL
MATERIALE INGERITO DAI MOTORI INDICHEREBBERO CHE IL VELIVOLO
E' GIUNTO INTEGRO ALL'IMPATTO CON IL MARE E CHE, IN OGNI CASO,
I DUE MOTORI NON SI SONO SEPARATI PRIMA DI QUESTO EVENTO.
SEMPRE DALL'ESAME DELLA MAPPA DEI RITROVAMENTI DISCENDEREBBE
POI LA LOCALIZZAZIONE DELL'ORIGINARIO VARCO NELLA FUSOLIERA
NELLA SUA PARTE ANTERIORE E NON POSTERIORE; TALE ESAME VIENE
CONDOTTO A PARTIRE DALLA CRITICA DELLA DISTRIBUZIONE IN MAPPA
OPERATA DAL COLLEGIO SANTINI, CHE NON AVREBBE TENUTO CONTO DEI
RINVENIMENTI IN PASSATO SCHEDATI DAL COLLEGIO BLASI. NON
SAREBBE STATO, IN PARTICOLARE, DATO IL DOVUTO PESO AL
RINVENIMENTO NON SOLO DI PARTI ESTERNE (COME AD ESEMPIO DI
PARTE DEL VANO CARRELLO ANTERIORE) MA SOPRATTUTTO DEL TROLLEY,
CIOE' DEL CARRELLO PER I RIFIUTI, SITUATO NELLA GALLEY
ANTERIORE E RINVENUTO NELLA ZONA A NORD DEI REPERTI SUL FONDO
MARINO: "IL RITROVAMENTO DEL REPERTO IN QUELLA POSIZIONE E'
UNA CHIARA INDICAZIONE CHE IL DANNO AL VELIVOLO E' AVVENUTO
NELLA ZONA ANTERIORE".
ESSI
RICONSIDERANO, POI, LE CONCLUSIONI CUI ERA GIUNTA LA PERIZIA
BLASI. ANCHE PER QUESTI ASPETTI SI RINVIA A QUANTO SI E'
OSSERVATO IN PRECEDENZA: ALCUNE DELLE OSSERVAZIONI DEI
CONSULENTI SONO EFFETTIVAMENTE DI RILIEVO E NON PAIONO
ADEGUATAMENTE CONTRASTATE DAL COLLEGIO PERITALE. TRA QUESTE,
LE CARATTERISTICHE DELLE SCHEGGE 64 M E 52 1M E IL
RINVENIMENTO DI ESPLOSIVO TNT E T4. ASSAI MENO CONVINCENTI LE
RIVALUTAZIONI INTERPRETATIVE DEI FORI SUL PORTELLONE O LA
RICONDUZIONE A QUALCHE FATTORE, MA NON SI COMPRENDE QUALE,
CONNESSO CON UN'ESPLOSIONE INTERNA DELLE SFERULE RINVENUTE
NELL'ALA DEL DC9; NESSUN ELEMENTO NUOVO, POI, VIENE DALLE
OSSERVAZIONI IN TEMA MEDICO-LEGALE.
IL
PUNTO NODALE E', IN REALTA', COSTITUITO DALL'INDIVIDUAZIONE DI
DANNI SULLA FUSOLIERA ANTERIORE, CHE VENGONO CONSIDERATI
EFFETTO DELL'IMPATTO DEI MOTORI DI DUE MISSILI, ESPLOSI A
DISTANZA DALLA FUSOLIERA DEL DC9. SI RIPRENDE, DUNQUE, LA TESI
PROSPETTATA DA SEWELL, MA CON SIGNIFICATIVI APPROFONDIMENTI E
CON SOSTANZIALI MODIFICAZIONI.
I
CONSULENTI ITAVIA INDICANO QUINDI LE CARATTERISTICHE CHE
DOVETTE AVERE L'ORDIGNO UTILIZZATO DALL'AEREO ATTACCANTE, PER
RISPONDERE CONTEMPORANEAMENTE A TUTTI I FATTI ACCERTATI:
PROVENIENZA DELL'AEREO ATTACCANTE DA ROTTA ORTOGONALE RISPETTO
AL DC9; ASSENZA DI DANNI LOCALIZZATI NEI MOTORI; ASSENZA DI
DANNI DIFFUSI DERIVANTI DA BLAST O DA SCHEGGE; PRESENZA
ALL'INTERNO DELL'AEREO DI RESIDUI DI ESPLOSIVO TNT E T4; VASTO
DANNEGGIAMENTO DELLA PARTE ANTERIORE DELLA
FUSOLIERA.
ESSI
PARTONO DA UN'ATTENTA RASSEGNA DELLE CARATTERISTICHE
ESSENZIALI DEI MISSILI AVIOPORTATI, IN SERVIZIO NELLE
PRINCIPALI FORZE ARMATE NEL 1980. SI TRATTA DI UN LAVORO
ACCURATO, CHE ANALIZZA IN PRIMO LUOGO LE POSSIBILI MODALITA'
DI ATTACCO E QUINDI I PUNTI PRESUMIBILI DI IMPATTO. PASSA POI
AD ESAMINARE I DANNI CHE E' RAGIONEVOLE ASPETTARSI, IN
CONSIDERAZIONE DI ALCUNI PARAMETRI: "DETTI DANNI SARANNO
DIVERSAMENTE LOCALIZZATI A SECONDA DEL TIPO DI GUIDA DEL
MISSILE (IR - INFRAROSSO - O SARH - GUIDA RADAR), A SECONDA
DEL SISTEMA DI PUNTAMENTO DEL MISSILE ("CURVA DEL CANE",
"PROPORZIONALE" O "PUNTO FUTURO") E SARANNO VARIAMENTE ESTESI
A SECONDA DELLA DIMENSIONE DEL MISSILE (TESTE DI GUERRA
DA
CIRCA
10 KG. PER I MISSILI DA DOGFIGHT O TESTE DA 30 KG. IN POI PER
I MISSILI PIU' GROSSI) E A SECONDA DELLA DISTANZA ALLA QUALE
IL MISSILE E' ESPLOSO DALL'AEREO CIVILE, CIOE' SE SI E' AVUTO
UN COLPO DIRETTO O L'ESPLOSIONE DELLA TESTA DI GUERRA E'
AVVENUTA NELLE VICINANZE A SEGUITO DELL'ATTIVAZIONE DELLA
SPOLETTA DI PROSSIMITA'".
POSTA
QUESTA PREMESSA I CONSULENTI RICOSTRUISCONO ROTTE E POSIZIONI
RELATIVE DEL DC9 E DELL'AEREO ATTACCANTE, IPOTIZZANDO DI
CONSEGUENZA CHE AL MOMENTO DEL DISASTRO QUEST'ULTIMO SI
TROVASSE A 10 KM A OVEST DEL DC9, CON VELOCITA' AL SUOLO DI
CIRCA 330 MT/SEC. ASSEGNATA AL MISSILE UNA VELOCITA' MEDIA AL
SUOLO DI 700 MT./SEC., IL PUNTO DI LANCIO DEL MISSILE VIENE
STIMATO A CIRCA 14 KM. DI DISTANZA DAL PUNTO DI LOCALIZZAZIONE
DEL DISASTRO. IL TEMPO DI VOLO DEL MISSILE FU DI 20 SECONDI.
DI CONSEGUENZA, AL MOMENTO DEL LANCIO IL DC9 (CHE VOLAVA ALLA
VELOCITA' DI 240 MT./SEC.) SI TROVAVA DI 5 MILA METRI
ARRETRATO RISPETTO A DETTO PUNTO.
I
CONSULENTI UTILIZZANO QUESTO MODELLO, PUR CONSAPEVOLI DELLE
FORTI POSSIBILITA' DI VARIAZIONI DERIVANTI DAI MARGINI DI
ERRORE DEI DATI RADAR IN AZIMUT, AL FINE DI DESCRIVERE UN
QUADRO DI MASSIMA, A PARTIRE DAL QUALE EFFETTUARE QUEL
CONTROLLO DI COMPATIBILITA' DI CUI SI DICEVA INNANZI: ESSA
INFATTI IPOTIZZANO LE DIVERSE CONDOTTE CHE AVREBBERO DOVUTO
TENERE MISSILI DOTATI DI DIVERSI SISTEMI DI GUIDA, IN
CONSIDERAZIONE DELLE POSIZIONI RECIPROCHE TENUTE DAGLI AEREI,
SIA NELLA FASE DI SCOPERTA E DI ACQUISIZIONE DEL BERSAGLIO,
SIA IN QUELLA DI VERO E PROPRIO ATTACCO.
LE
CONCLUSIONI DEL COLLEGIO SONO, A NOSTRO PARERE, MOLTO
RILEVANTI, GIACCHE' CONTRIBUISCONO A PORRE DEI PUNTI FERMI,
PER ESCLUSIONE. LA DISAMINA ATTENTA E ONESTA SGOMBRA IL CAMPO
DA NUMEROSE IPOTESI, CONSENTENDO CHE LA DISCUSSIONE SI
CONCENTRI SUI PUNTI DI EFFETTIVO DISACCORDO
INTERPRETATIVO.
ESCLUSI
SUBITO I MISSILI DI TIPO IR DI VECCHIA GENERAZIONE, LE
POSSIBILITA' SI FOCALIZZANO IN UN PRIMO MOMENTO SU MISSILI A
GUIDA IR AVANZATA E SU MISSILI A GUIDA RADAR SEMIATTIVA. I
PRIMI SONO, COME NOTANO I CONSULENTI, DI ASSAI IMPROBABILE USO
CON LE MODALITA' DI ATTACCO IPOTIZZATE, GIACCHE' LE TECNICHE
USUALMENTE UTILIZZATE COMPORTANO L'IMMEDIATO DISIMPEGNO
DELL'AEREO, SUBITO DOPO IL LANCIO, GIACCHE' - A DIFFERENZA
DEGLI ORDIGNI A GUIDA RADAR - NON E' NECESSARIO CHE IL
BERSAGLIO RESTI ILLUMINATO DAL RADAR DELL'ATTACCANTE. QUESTA
MANOVRA EVERSIVA NON VIENE EFFETTUATA NEL CASO DI SPECIE,
GIACCHE' LA ROTTA INDIVIDUABILE A PARTIRE DA -17 E -12
PROSEGUE, ATTRAVERSANDO QUELLA ORIGINARIA DEL DC9.
MA
IL SISTEMA DI GUIDA A RAGGI INFRAROSSI VA ESCLUSO PER UN PIU'
RADICALE MOTIVO: SIA IPOTIZZANDO UN SISTEMA DI PUNTAMENTO E
GUIDA A "PUNTO FUTURO DI IMPATTO", CHE QUELLI DETTI "CURVA DEL
CANE" E "PROPORZIONALE", LA FONTE PRINCIPALE DI CALORE, VERSO
LA QUALE SI SAREBBE INDIRIZZATA LA TESTATA AUTOCERCANTE,
SAREBBE RIMASTO IL MOTORE DESTRO. SAREBBE CERTAMENTE CAMBIATO
L'ANGOLO E LA DIREZIONE DI IMPATTO: NEL PRIMO CASO INFATTI IL
MISSILE AVREBBE RAGGIUNTO L'AEREO CON DIREZIONE AVANTI-DIETRO,
MENTRE NEGLI ALTRI DUE CASI CON DIREZIONE DI INSEGUIMENTO E
QUINDI DIETRO-AVANTI. COMUNQUE CIO' NON AVREBBE MODIFICATO IL
PUNTO DI IMPATTO, DETERMINATO DALLA FONTE PRINCIPALE DI CALORE
(MOTORE DESTRO). A QUESTO PROPOSITO I CONSULENTI ESAMINANO
ANCHE, PER ESCLUDERLI, POSSIBILI EFFETTI DI CATTURA DEL
SISTEMA DI PUNTAMENTO DERIVANTI DALLA RIFLESSIONE DEL SOLE SUI
FINESTRINI E SULLA SUPERFICIE DELLA FUSOLIERA, PER
ESCLUDERLI.
"IN
CASO DI IMPATTO DI MISSILE A GUIDA IR AVANZATO DOVREMMO
TROVARE I DANNI NELL'INTERNO DEL MOTORE DESTRO, CON IL VERSO
PRIMA DESCRITTO".
NETTAMENTE
DIVERSO VERREBBE ESSERE IL PUNTO DI IMPATTO DI UN MISSILE A
TESTATA RADAR, LANCIATO CON LE MODALITA' CHE SI SONO VISTE. IN
QUESTO CASO IL SISTEMA DI PUNTAMENTO E' ATTRATTO NON DAL
CALORE, MA DALLA SUPERFICIE RIFLETTENTE. SECONDO I CONSULENTI,
NEL CASO DI ATTACCO LATERALE, LA PARTE POSTERIORE DELL'AEREO,
CARATTERIZZATA DA SUPERFICI CON ANGOLI DIVERSI, AVREBBE UNA
CAPACITA'RIFLETTENTE
MOLTO INFERIORE RISPETTO A QUELLA DELLA FUSOLIERA, COSTITUITA
DA UN TUBO E QUINDI CON PROPRIETA' RIFLETTENTI ASSAI
SUPERIORI. IN QUESTO CASO, DUNQUE, IL MISSILE AVREBBE SEGUITO
UNA TRAIETTORIA SOSTANZIALMENTE ANALOGA A QUELLE DESCRITTE IN
PRECEDENZA (DIPENDENDO CIO' DAL SISTEMA DI ELABORAZIONE DEL
DATO ASSOCIATO A QUELLO DI GUIDA) MA CON PUNTO DI IMPATTO DEL
TUTTO DIVERSO: LA PARTE ANTERIORE DELLA FUSOLIERA.
IN
CONCLUSIONE, IPOTIZZANDO UN MISSILE DI TIPO SARH "DOVREMMO
TROVARE I DANNI NELLA ZONA DI FUSOLIERA COMPRESA TRA
L'ATTACCATURA DELLE ALI E LA CABINA DEL PILOTAGGIO, CON
ENTRATA SUL LATO DESTRO E USCITA SU QUELLO SINISTRO", CON
ANGOLI E DIREZIONI DIVERSI A SECONDA DEL SISTEMA DI
ELABORAZIONE.
POSTE
QUESTE PREMESSE, I CONSULENTI STABILISCONO ANCHE I PARAMETRI
DI FUNZIONAMENTO DELLA SPOLETTA DI PROSSIMITA', INDICANDO UNA
DISTANZA DAL BERSAGLIO DI 10 METRI (OTTENUTA
CONVENZIONALMENTE, PER MEDIA DELLE DISTANZE DI 5/15 METRI ALLE
QUALI VENGONO ABITUALMENTE TARATE LE SPOLETTE) E CONSIDERANDO
CHE I SENSORI DELLE SPOLETTE SONO INDIRIZZATI RADIALMENTE, IN
CORRISPONDENZA CON L'ANGOLO DI PROIEZIONE DELLE
SCHEGGE.
I
CONSULENTI DETERMINANO POI IL PESO EFFETTIVO IPOTIZZABILE
DELLE CARICHE ESPLOSIVE (DEDOTTO, DAL PESO COMPLESSIVO DELLE
TESTATE, QUELLO DELLE ALTRE COMPONENTI) E CIO' AL FINE DI
CALCOLARE IL DIAMETRO DELL'ONDA ESPLOSIVA (BLAST) [IL GENERALE
MELILLO HA SOTTOPOSTO A UNA SERRATA CRITICA ANCHE LA SCELTA
DEL COMPLESSO DEI PARAMETRI SUDDETTI E SOPRATTUTTO DELLE
CARATTERISTICHE DEI MISSILI, UTILIZZATE PER LA
ESEMPLIFICAZIONE DEL MODELLO DI RICOSTRUZIONE. COME SI VEDRA',
LE CONCLUSIONI DEI CONSULENTI ITAVIA NON SONO CONDIVISIBILI
NEPPURE QUANDO SI UTILIZZANO I PARAMETRI INDICATI NEL LORO
STESSO ELABORATO. IN SINTESI, MELILLO CONTESTA CHE ESISTESSERO
NEL 1980 MISSILI ARIA-ARIA CHE AVESSERO CONTESTUALMENTE LE
CARATTERISTICHE PRESE A RIFERIMENTO: PORTATA SUPERIORE A 14
CHILOMETRI, GUIDA RADAR SEMIATTIVA O AD INFRAROSSO CON
CAPACITA' DI ATTACCO LATERALE E PESO DELLA TESTATA DI 10
CHILOGRAMMI. I MISSILI CON TAL PESO DI TESTATA, INFATTI,
APPARTENGONO A CLASSI CON PORTATA UTILE ASSAI INFERIORE A
QUELLA STIMATA DAI CONSULENTI; ALLA PORTATA SUPERIORE AI 10
KM, CORRISPONDONO MISSILI DI RILEVANTE DIMENSIONE, CON
ADEGUATA TESTATA BELLICA, NELL'ORDINE DELLE DECINE DI
CHILOGRAMMI. CIO' NATURALMENTE INFLUENZA IN MANIERA NOTEVOLE
LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI DELL'ESPLOSIONE SULLA STRUTTURA
DELL'AEREO-BERSAGLIO E IN PARTICOLARE IL CALCOLO DEGLI EFFETTI
DEL BLAST E DELLA PROIEZIONE DELLE SCHEGGE, OLTRE A QUELLO
DELLA MASSA DEL CORPO DEL MISSILE DOPO LA DETONAZIONE DELLA
TESTATA. CFR. MELILLO, MEMORIA DEL 23.12.95].
SULLA
BASE DEI PARAMETRI SUDDETTI (VELOCITA' E DIREZIONE DEL
MISSILE, DIAMETRO DEL BLAST ECC.) ESSI AFFERMANO CHE I SENSORI
DELLA SPOLETTA DI PROSSIMITA' - NELL'IPOTESI DI ATTACCO
LATERALE - SAREBBERO ATTIVATI DALL'ESTREMITA' DELL'ALA DESTRA,
CHE SAREBBE LA PRIMA PARTE DEL DC9 A ENTRARE NEL CONO DI
ATTIVAZIONE DEL SISTEMA. POICHE' L'ALA SI PROTENDE DALLA
FUSOLIERA PER CIRCA 12 METRI, NELLE IPOTESI CONSIDERATE (ED
ESCLUDENDO QUI QUELLA DI DIRETTO IMPATTO CON L'ALA) IL MISSILE
SAREBBE DOVUTO ESPLODERE A 12 METRI DALLA PARTE POSTERIORE
DELLA FUSOLIERA, NEL CASO DI MISSILE IR, E A 14 METRI DALLA
PARTE ANTERIORE DELLA FUSOLIERA, NELL'IPOTESI DI TESTATA SARH.
IN UN'ACCURATA RICOSTRUZIONE GRAFICA I CONSULENTI DETERMINANO
ANCHE LA POSIZIONE, NELLE DUE IPOTESI, E DI CONSEGUENZA
CALCOLANO I POSSIBILI EFFETTI DEL BLAST, PER I PESI DELLE
TESTATE DI GUERRA SOPRA IPOTIZZATI.
SECONDO
I CONSULENTI, LE POSIZIONI COSI' CALCOLATE DEI DUE PUNTI DI
ESPLOSIONE NON AVREBBERO IN OGNI CASO DOVUTO DETERMINARE
RILEVANTI EFFETTI SULLE STRUTTURE DEL DC9 MA AL PIU' SULLA SUA
"PELLE" (SKIN).
PIU'
COMPLESSA E' INVECE LA VERIFICA DEI DANNI CHE AVREBBERO DOVUTO
ESSER INDOTTI DALLE SCHEGGE E DALLE COMPONENTI RESIDUE DEL
MISSILE. I CONSULENTI ELABORANO INFATTI UN MODELLO
TRIDIMENSIONALE DEL DC9, SVILUPPANDONE LE PARTI RICOSTRUITE E
QUELLE MANCANTI E APPLICANDO A TALE MODELLO LE IPOTESI DI
IMPATTO DI UN MISSILE CHE SI SONO INNANZI
DESCRITTE.
PER
CIO' CHE CONCERNE LE SCHEGGE, IL MODELLO RICOSTRUTTIVO
PROPOSTO DAI CONSULENTI CONCENTRATA LA POSSIBILITA' DI IMPATTO
SUL DC9 ESCLUSIVAMENTE NELLA PARTE POSTERIORE E
NELL'ESTREMITA' DELL'ALA DESTRA, PER ENTRAMBE LE IPOTESI DI
GUIDA DEL MISSILE. INFATTI LA SPOLETTA DI PROSSIMITA' SAREBBE
ATTIVATA A DISTANZA TALE DALL'AEREO CHE LA GEOMETRIA DI
PROIEZIONE DELLE SCHEGGE DETERMINEREBBE UN CONO CHE
ESCLUDEREBBE LA QUASI TOTALITA' DELL'AEREO. DI CONSEGUENZA,
SECONDO QUESTA RICOSTRUZIONE, SUL DC9 DOVREBBERO ESSERE
RILEVABILI ESCLUSIVAMENTE EFFETTI SECONDARI DEL BLAST E UN
QUANTITATIVO NON PRECISATO DI SCHEGGE NELLE DUE PARTI
INDICATE.
E'
SINGOLARE CHE NON SIA PROSPETTATA, IN UNA COSI' ACCURATA
RICOSTRUZIONE, ANCHE UNA QUANTIFICAZIONE STATISTICA DELLE
SCHEGGE NELLE ZONE INTERESSATE. MELILLO, IN UNA SUA MEMORIA,
COMPLETERA' QUESTA PARTE DELL'ANALISI, INDICANDO UNA
DISTRIBUZIONE PRESUMIBILE DELLE SCHEGGE INCOMPATIBILE CON I
DANNI RILEVABILI SULL'ALA E SULLA FUSOLIERA.
STA
DI FATTO CHE L'ESAME DELLE PARTI INTERESSATE, SECONDO I
CONSULENTI ITAVIA, DA' UN RISULTATO CHE DOVREBBE ESSER
CONSIDERATO NEGATIVO E CHE AVREBBE DOVUTO PORTARE A
CONSIDERARE L'IPOTESI "FALSIFICATA": INFATTI I CONSULENTI NON
RIESCONO A INDIVIDUARE CHE DUE POSSIBILI FORI. UNO PERO' E' UN
FORO DI USCITA, NELLA PARTE SINISTRA ED E' INDICATO COME
PRODOTTO DA UNA SCHEGGIA ESCLUSIVAMENTE PERCHE' CON PETALATURA
VERSO L'ESTERNO.
ANCHE
LE RICERCHE, PROSEGUITE ANCHE CON UN'APPOSITA NUOVA ISPEZIONE
DEL RELITTO CHE HA AVUTO LUOGO IL 15.10.96, DI FORI O TRACCE
DI IMPATTI SULLE PARTI ALTE DELLA DERIVA E DEI PIANI
POSTERIORI HA AVUTO ESITO NEGATIVO.
L'UNICO
FORO CHE POTREBBE ESSER EFFETTIVAMENTE RICONDOTTO A
PENETRAZIONE DI UN OGGETTO ESTERNO AL DC9 E' QUELLO
INDIVIDUATO SUL FLAP DELL'ESTREMITA' DELL'ALA DESTRA, CHE HA
FORMATO OGGETTO DI SPECIFICO ACCERTAMENTO PERITALE, ATTRAVERSO
LA SOTTOPOSIZIONE DI UN QUESITO AL COLLEGIO
METALLOGRAFICO-FRATTOGRAFICO. LA CONCLUSIONE DEL COLLEGIO
PERITALE E' IN TERMINI CHE QUESTO UFFICIO NON RITIENE
COMPATIBILI CON L'IPOTESI CHE A CAUSARLO SIA STATA UNA
SCHEGGIA PROVENIENTE DALLA TESTATA DI GUERRA DI UN MISSILE. VA
BEN TENUTO PRESENTE, INFATTI, CHE IN QUESTO CASO NON VI
SAREBBE DUBBIO CIRCA LA NECESSITA' DI ATTRIBUIRE LA SCHEGGIA
NON AL CORPO DEL MISSILE O A ELEMENTI DI COPERTURA DELLA
TESTA, MA AI FRAMMENTI APPOSITAMENTE COSTRUITI PER CAGIONARE
EFFETTI LETALI. LA VELOCITA' DI PROIEZIONE DI QUESTI
FRAMMENTI, ALLA DISTANZA MINIMA DALL'ESPLOSIONE DERIVANTE
DALLA LOCALIZZAZIONE NELL'ESTREMITA' DELL'ALA E QUINDI NEL
PUNTO PIU' VICINO A QUELLO DI DETONAZIONE, AVREBBE DOVUTO
ESSER SUPERIORE A QUELLA ("MEDIO - ALTA") INDICATA NELLA
PERIZIA. NON VA POI SOTTOVALUTATO CHE IL COLLEGIO NON HA
POTUTO AFFERMARE CON CERTEZZA NEMMENO CHE LA VELOCITA' FOSSE
MEDIO-ALTA, LIMITANDOSI A UNA VALUTAZIONE
PROBABILISTICA.
E'
OPPORTUNO CITARE L'INTERO BRANO DELLA RELAZIONE
PERITALE:
"SULLA
LAMIERA DORSALE E SU UN FLAP SONO STATI INDIVIDUATI I SEGNI DI
DUE FORI CAUSATI DA OGGETTI PRESUMIBILMENTE PROVENIENTI
DALL'ESTERNO DELL'ALA STESSA... IL FORO SUL FLAP... E' STATO
SOTTOPOSTO AD ANALISI PARTICOLARI DAI COMPONENTI DEL COLLEGIO.
IL REPERTO, INDIVIDUATO COL NR. 627, MOSTRA CHE IL FORO HA UNA
SUPERFICIE DI FRATTURA PREVALENTEMENTE NORMALE ALLA SUPERFICIE
ESTERNA, MOLTO LISCIA, PROBABILMENTE DOVUTA A TENSIONE
TANGENZIALE; SI PUO' IPOTIZZARE L'AZIONE DI UN OGGETTO A
VELOCITA' MEDIO-ALTA" [RELAZIONE DEPOSITATA IL 30.07.94,
DATATA 29.07.94].
PARTICOLARMENTE
SIGNIFICATIVA E' L'INDIVIDUAZIONE DELLE CARATTERISTICHE DELLA
FRATTURA, SIA PER LA DIREZIONE ("PREVALENTEMENTE NORMALE ALLA
SUPERFICIE ESTERNA") CHE PER IL MODO DI PROPAGAZIONE DELLA
FRATTURA (APPARTENENTE AL C.D. MODO III, DESCRITTO NELLA
RELAZIONE DI PERIZIA FRATTOGRAFICA ["LA FRATTURA E' UN
PROCESSO DI NUOVE SUPERFICI PER DISTACCO DI DUE LEMBI DI UN
MANUFATTO LA CUI PROPAGAZIONE SI SCHEMATIZZA SECONDO UNO DEI
MODI ILLUSTRATI NELLA FIGURA SEGUENTE [SI ALLEGA LA FIGURA
TRATTA DA PAG. 19 DELLA RELAZIONE PERITALE"]. REL. UL. CIT.]).
TALI CARATTERISTICHE APPAIONO INCOMPATIBILI CON QUELLE CHE
SAREBBERO LOGICO
ASPETTARSI IN CONSIDERAZIONE DEI PUNTI DI ESPLOSIONE DELLA
TESTATA, INDIVIDUATI DAI CONSULENTI E, PERALTRO, ALMENO NEL
CASO DI QUELLO ANTERIORE, E' ANCHE L'UNICO COMPATIBILE CON
L'IMPATTO DEL CORPO DEL MISSILE CON LA FUSOLIERA, CHE
COSTITUISCE L'ULTERIORE PASSAGGIO DELLA RICOSTRUZIONE DEI
TECNICI DELLA PARTE CIVILE.
PER
QUESTO ASPETTO I CONSULENTI SI BASANO SULL'IPOTESI DI
RICOLLOCAZIONE DEI DIVERSI FRAMMENTI RECUPERATI DELL'AEREO,
FORMULATA DAL COLLEGIO PERITALE E CHE HA PORTATO ALLA
RICOSTRUZIONE SIA SU MAPPA CHE IN SIMULACRO DEL DC9. A TALE
RICOSTRUZIONE E' STATO APPLICATO IL MODELLO TRIDIMENSIONALE DI
CUI S'E' DETTO, CHE EVIDENZIA LE PARTI MANCANTI DELLA
FUSOLIERA E QUINDI I POSSIBILI VARCHI APERTI DALL'IMPATTO CON
IL CORPO DEL MISSILE, CHE SI IPOTIZZA ABBIA PROSEGUITO LA SUA
CORSA DOPO L'ESPLOSIONE DELLA TESTATA DI GUERRA.
DELLE
DUE TRAIETTORIE CONSIDERATE, QUELLA CHE ATTINGE LA ZONA
POSTERIORE (CORRISPONDENTE A UN MISSILE A GUIDA IR AVANZATA)
VIENE SCARTATA, PER L'ASSENZA DI DANNI COMPATIBILI CON
L'IMPATTO DEL MISSILE.
LA
SECONDA, INVECE, CORRISPONDEREBBE A DANNI RILEVABILI SULLA
FUSOLIERA E CHE IL MODELLO TRIDIMENSIONALE CONSENTIREBBE DI
MEGLIO RICONOSCERE.
SI
POSSONO "ISOLARE DUE PROBABILI ZONE DI IMPATTO, LOCALIZZATE LA
PRIMA (CHIAMATA D'ORA IN POI IM1) NELLA PARTE ANTERIORE FRA LE
STAZIONI 200 E 313, LA SECONDA (IM2) PIU' ARRETRATA, VICINO
ALL'ATTACCATURA DELLE ALI, FRA LE STAZIONI 380 E
489.
*
IM1 CORRISPONDE ALL'IMPATTO DI UN MISSILE IN ARRIVO
PERPENDICOLARE ALLA RADIALE DELLA FUSOLIERA, DAL BASSO, CON UN
ANGOLO DI 20?* IM2 CORRISPONDE ALL'IMPATTO DI UN MISSILE IN
ARRIVO PERPENDICOLARE ALLA RADIALE DELLA FUSOLIERA, DAL BASSO,
MENTRE IL DC9 HA MUTATO IL SUO ASSETTO E STA SALENDO O
RUOTANDO VERSO SINISTRA O TUTTE E DUE LE COSE
CONTEMPORANEAMENTE".
I
CONSULENTI NOTANO CHE LO SCHEMA UTILIZZATO DA SEWELL E'
COMPLETAMENTE DIVERSO E CHE NON SE NE COMPRENDE LA
GIUSTIFICAZIONE; IN REALTA' SEWELL UTILIZZO', PER LA
FORMULAZIONE DELLA SUA IPOTESI, SOLO UNA TRASPOSIZIONE
PROVVISORIA DEI FRAMMENTI SULLA PROIEZIONE DEL DC9, CHE FU POI
RADICALMENTE MUTATA.
L'IPOTESI
DI CORRELAZIONE DELLE ZONE DI IMPATTO CON DUE MISSILI SAREBBE
CONFORTATA DA TRE ELEMENTI:
1.
L'ASSENZA DI SEGNI DI IMPATTO SULLE ALTRE PARTI DELLA
FUSOLIERA DEL DC9
2.
LA COMPATIBILITA' DELLA VELOCITA' DEGLI OGGETTI CHE AVREBBERO
IMPATTATO CONTRO IL VELIVOLO, RISULTANTE DA DETTA
RICOSTRUZIONE, CON QUELLA RESIDUA DI UN MISSILE LANCIATO ALLA
DISTANZA DI 14 KM.
3.
LA "COERENTE SIMILITUDINE FRA LE DIMENSIONI E LE FORME DELLE
ZONE DI IMPATTO RISPETTO ALLE DIMENSIONI E LE FORME DEL
MODELLO DI MISSILE PROIETTATO CHE, SE ANCHE POTREBBE ESSER
DEFINITA CAUSALE IN UN CASO, DIFFICILMENTE LO PUO' ESSERE NEI
DUE "CASI" (E CIOE' PER ENTRAMBE LE APERTURE CORRELATE AI DUE
MISSILI).
VA
PERO' OSSERVATO CHE L'ELEMENTO SUB 1. NON PUO' ESSERE PORTATO
A CORROBORAZIONE DELL'IPOTESI, GIACCHE' E' SEMPLICEMENTE UN
ELEMENTO NEGATIVO PER L'IPOTESI DI IMPATTO IN ALTRE ZONE, MA
NULLA CI DICE POSITIVAMENTE CIRCA LA POSSIBILITA' CHE I VARCHI
INDIVIDUATI NELLA ZONA ANTERIORE SIANO GENERATI DAL CORPO DEL
MISSILE. PER TALE ASPETTO DELL'ACCERTAMENTO SI TRATTA DUNQUE
DI UN ELEMENTO NEUTRO, IRRILEVANTE.
IL
SECONDO PUNTO E' STATO OGGETTO DI RILIEVI CRITICI DA PARTE
DELL'IMPUTATO MELILLO. I CONSULENTI HANNO REPLICATO INDICANDO
I PARAMETRI UTILIZZATI PER CALCOLARE LA VELOCITA' RESIDUA DI
UN MISSILE, DELLA CLASSE IN ESAME, DOPO 20 SECONDI DAL LANCIO
E PRESUPPONENDO UNA VELOCITA' DELLA PIATTAFORMA QUALE
DESUMIBILE DALLA ESTRAPOLAZIONE DEI DATI RADARISTICI. TALI
PARAMETRI, SOTTOPOSTI ALL'UNICO CONTROLLO CHE PUO' COMPETERE
ALL'A.G. IN SEDE DI VALUTAZIONE DI ARGOMENTI TECNICI,
POTREBBERO PERO' ESSER IN CONTRASTO CON ALTRI
ELEMENTIACQUISITI.
INFATTI,
BENCHE' LA PUBBLICAZIONE SPECIALIZZATA JANE'S, PRESA A
RIFERIMENTO DAI CONSULENTI DI PARTE CIVILE, ACCREDITI IL
SIDEWINDER AIM9L DI UNA PORTATA DI 18 CHILOMETRI, LO STUDIO
DEL PROF. HELD INDICA UN RAGGIO DI AZIONE DI 7.5 CHILOMETRI
[CFR. LE TABELLE ALLEGATE ALLA RELAZIONE "MISSILI ANTIAEREI"
DEL 22.09.93, CHE SI ALLEGANO]. CIO' SI RIFLETTEREBBE ANCHE
SUI CALCOLI SULLA VELOCITA' RESIDUA AL MOMENTO DELL'ESPLOSIONE
DELLA TESTATA. TALE VALORE, PERALTRO, E' INDICATO
NELL'ORIGINARIO ELABORATO DELLE PARTI CIVILI IN 700 M/S,
MENTRE NELLA MEMORIA DI REPLICA ALLE OSSERVAZIONI
DELL'IMPUTATO SI UTILIZZATA UN PARAMETRO DIFFERENTE (400
M./S.)
IN
SOSTANZA, NON SI HANNO ELEMENTI CERTI PER VALUTARE APPIENO
TALE ASPETTO DELL'IPOTESI RICOSTRUTTIVA.
TALE
CONTROLLO HA INVECE ESITO CERTAMENTE NEGATIVO, A PARERE DEGLI
REQUIRENTI, PER CIO' CHE CONCERNE IL PUNTO 3. APPARE DAVVERO
INSOSTENIBILE IPOTIZZARE CHE POSSANO ESSERE INDIVIDUATI - CON
PRETESA DI FONDATEZZA, CORRELAZIONI TRA LA FORMA E LA
DIMENSIONE DEI VARCHI E QUELLE DEL MISSILE. TRA L'ALTRO,
QUESTA PRETESA CONTRADDICE IL PRESUPPOSTO DA CUI ERA PARTITA
L'INDAGINE DEI CONSULENTI ITAVIA E CIOE' CHE L'INDICAZIONE DI
UN PARTICOLARE TIPO DI MISSILE FOSSE FINALIZZATA
ESCLUSIVAMENTE ALLA ESEMPLIFICAZIONE. E INFATTI NEL CORSO
DELL'ESPOSIZIONE VENGONO CONSIDERATI DIVERSI MODELLI DI
MISSILE, SENZA CHE SIA EFFETTUATA UN'OPZIONE CIRCA L'EFFETTIVO
MISSILE UTILIZZATO NEL CASO REALE (SIDEWINDER, DI VARIE SERIE,
SPARROW, APEX, MATRA S530, ATOLL SARH).
ANCHE
QUEST'ASPETTO E' STATO OGGETTO DI OSSERVAZIONI CRITICHE DA
PARTE DEL GENERALE MELILLO. I CONSULENTI HANNO REPLICATO
PROPONENDO UN MODELLO DI GENERAZIONE DEI VARCHI E DELLE
DEFORMAZIONI DELLE LAMIERE, DESUNTO DALL'ESAME DEL DISASTRO DI
LOCKERBIE. PARTICOLARE RILIEVO VIENE DATO AGLI EFFETTI DELLA
DECOMPRESSIONE ESPLOSIVA NELLA DETERMINAZIONE DI
ESTROFLESSIONI NEL VARCO DI USCITA. TALI DEFORMAZIONI PERALTRO
CARATTERIZZEREBBERO ANCHE I MONTANTI DELLA PORTA ANTERIORE
SINISTRA DI ACCESSO DEI PASSEGGERI, CRITICANDOSI LA MANCANZA
DI SPECIFICI ACCERTAMENTI FRATTOGRAFICI SUL PUNTO.
QUESTA
CRITICA E' DEL TUTTO INFONDATA, PERCHE' FU PROPRIO IL COLLEGIO
FRATTOGRAFICO A INDICARE, GIA' NEL VERBALE DELLE OPERAZIONI
PERITALI DEL 17.01.92, COME OGGETTO DEGLI ACCERTAMENTI PROPRIO
LE "ZONE DI ROTTURA E DI DEFORMAZIONE DELLE TRAVI CHE FORMANO
IL TELAIO DELLA PORTA PASSEGGERI". LA RELAZIONE PERITALE
[RELAZIONE DI PERIZIA METALLOGRAFICA-FRATTOGRAFICA DEL
29.07.94, DEPOSITATA IL SUCCESSIVO 30 LUGLIO] DA' CONTO DELLE
INDAGINI SVOLTE PROPRIO SUL TELAIO DELLA PORTA PASSEGGERI, LE
CUI DEFORMAZIONI VENGONO ACCURATAMENTE DESCRITTE E ANCHE
DOCUMENTATE FOTOGRAFICAMENTE E PER LE QUALI SI INDIVIDUA
UN'"AZIONE DI DIREZIONE AVANTI-DIETRO" E QUINDI INCOMPATIBILE
CON L'IPOTESI PROSPETTATA DAI CONSULENTI DI PARTE.
ANCHE
QUESTE OSSERVAZIONI, TUTTAVIA, NON REGGONO AL VAGLIO CRITICO.
ANDREBBE INFATTI DIMOSTRATO CHE I GRAVISSIMI DANNI CAGIONATI
NELLA PARTE DESTRA DELLA FUSOLIERA DALL'IMPATTO SEQUENZIALE DI
DUE CORPI DI MISSILI, CON DEVASTANTI CONSEGUENZE SULLA
INTEGRITA' DI TALE PARTE DELLA PARETE, POTESSERO COMUNQUE
CONSENTIRE IL PERMANERE NELLA FUSOLIERA DI UN VALORE DI
DIFFERENZA DI PRESSIONE RISPETTO ALL'ESTERNO TALE DA
DETERMINARE EFFETTI DA DECOMPRESSIONE ESPLOSIVA SUL LATO
SINISTRO. NEL PARALLELO CON LOCKERBIE, A QUESTO PROPOSITO, NON
VANNO CONFUSI I DANNI DA DECOMPRESSIONE ESPLOSIVA, CONSEGUENTI
ALLA RAPIDA DEPRESSURIZZAZIONE CAUSATA DALL'APERTURA DI UN
VARCO, CON QUELLI DELLA CANALIZZAZIONE DELL'ONDA ESPLOSIVA NEI
CONDOTTI DI AERAZIONE E NELLE INTERCAPEDINI, CHE SONO POI
QUELLI CHE HANNO CAUSATO LA RAPIDISSIMA DECOMPOSIZIONE DEL
747.
MA
MOLTE ALTRE SONO LE RAGIONI CHE PORTANO AD ESCLUDERE CHE LA
RICOSTRUZIONE PROPOSTA DAI CONSULENTI DI PARTE ITAVIA POSSA
ESSERE ACCETTATA.
1.
E' ARDUO IMMAGINARE CHE ENTRAMBI I MISSILI ABBIANO COLPITO IL
DC9, DOPOL'ESPLOSIONE
DELLA TESTATA. SI TRATTA INFATTI DI UN EVENTO RARO, ANCHE SE
NON ECCEZIONALE, E DI CONSEGUENZA LA PROBABILITA' CHE SI
REITERI CASUALMENTE IN IMMEDIATA SUCCESSIONE APPARE
IMMEDIATAMENTE ASSAI POCO RAGIONEVOLE.
2.
IL MODELLO PROPOSTO E' STATICO, PER LA PARTE RELATIVA
ALL'APPROCCIO DEI MISSILI AL DC9, MENTRE DIVIENE DINAMICO
NELLA PARTE RELATIVA ALLA VALUTAZIONE DEI DANNI: LA
COMPATIBILITA' DEI VARCHI INDIVIDUATI CON L'IMPATTO DEL CORPO
DEL SECONDO MISSILE E' INFATTI CONDIZIONATA ALLA ROTAZIONE E
ALL'INNALZAMENTO DELL'AEREO, SUBITO DOPO IL PRIMO IMPATTO. LA
MODIFICAZIONE DEL MODELLO AVREBBE PERO' IMPOSTO CHE SI
CALCOLASSE ANCHE LA RESIDUA COMPATIBILITA' IN TERMINI
TEMPORALI, DI ANGOLO E DIREZIONE DI IMPATTO, DI LOCALIZZAZIONE
DEGLI EFFETTI PRIMARI E SECONDARI DELL'ESPLOSIONE (BLAST,
SCHEGGE ECC.) DI TALI REPENTINI MUTAMENTI DI ASSETTO DEL DC9.
TANTO PIU' CHE SI IPOTIZZA CHE LE DUE ARMI SIANO STATE
LANCIATE IN TEMPI MOLTO RAVVICINATI.
3.
COME APPROFONDIMENTO DEL PUNTO 2, DOVREBBE POI ACCETTARSI CHE
TRA IL MOMENTO DI IMPATTO DEL PRIMO MISSILE E QUELLO DEL
SECONDO (CHE SONO INDICATI COME RAVVICINATISSIMI, TANTO CHE SI
ASSERISCE CHE AVREBBERO PRODOTTO ADDIRITTURA LA MEDESIMA
IMPRONTA, SE NON VI FOSSE STATA UNA VARIAZIONE DI ASSETTO DEL
DC9) SI SIA POTUTO VERIFICARE DETTO MUTAMENTO DI ASSETTO,
CAUSATO EVIDENTEMENTE DALLA PERDITA DI PESO E DALLA
MODIFICAZIONE DELLE CARATTERISTICHE AERODINAMICHE DEL
VELIVOLO, OLTRE CHE DALLE FORZE DIRETTAMENTE AGENTI
SULL'AEREO, A CAUSA DELL'IMPATTO TRASVERSALE. APPARE, POI,
VERAMENTE NON ACCETTABILE CHE LA STRUMENTAZIONE DEL MISSILE
ABBIA POTUTO PERCEPIRE LA VARIAZIONE DI ASSETTO E SEGUIRLA,
COSI' COME E' NECESSARIO IPOTIZZARE PER GIUSTIFICARE LA
RELAZIONE TRA IL PUNTO DI ENTRATA DEL MISSILE E QUELLO
INDIVIDUATO COME FORO DI USCITA ["DALLA PROIEZIONE OTTENUTA
NEL DISEGNO IMPATTO 1, SI HA L'INDICAZIONE CHE QUESTO SECONDO
MISSILE SIA ARRIVATO SULL'AEREO CIVILE QUANDO QUESTO AVEVA
MUTATO IL SUO ASPETTO RISPETTO AL VOLO LIVELLATO.
L'INDICAZIONE E' RELATIVA A UN ASSETTO IN SALITA E A UNA
TRAIETTORIA DEL MISSILE ANCH'ESSO IN SALITA, A SEGUIRE L'AEREO
CIVILE" MEMORIA CINTI-DI STEFANO DEPOSITATA IL
10.06.96].
4.
NON SONO STATI RINVENUTI SEGNI DEI DANNI CHE L'ATTRAVERSAMENTO
DEI DUE OGGETTI AVREBBE DOVUTO CAUSARE AGLI ARREDI DEL DC9 (AD
ESEMPIO DEI TAPPETI, CHE SONO STATI RINVENUTI NELLA LORO QUASI
TOTALITA') E CIO' BENCHE' SI IPOTIZZI CHE UNO ALMENO DEI
MISSILI ABBIA ATTRAVERSATO IL PAVIMENTO.
5.
LA TRAIETTORIA INTERNA DEI DUE OGGETTI NON E' IN GRADO DI
GIUSTIFICARE LA REPENTINA INTERRUZIONE DEI CIRCUITI ELETTRICI
[NON PUO' CERTO CONSIDERARSI ESAUSTIVA IN PROPOSITO CHE
"L'INTERRUZIONE TOTALE DELL'ENERGIA ELETTRICA SIA STATA DOVUTA
ALL'AZIONE DEL PRIMO MISSILE CHE PUO' AVERE INTERROTTO I CAVI
ELETTRICI E/O DANNEGGIATO LA CENTRALINA DI CONTROLLO"] (TALE
DA IMPEDIRE LA REGISTRAZIONE DELL'EVENTO SUL CVR) E L'ARRESTO
DEI MOTORI; ANCHE QUESTO, PERALTRO, DEVE ESSERE AVVENUTO IN
TEMPI BREVISSIMI, GIACCHE' GLI OGGETTI INGERITI NON HANNO
CAUSATO DANNI RILEVANTI ALLE TURBINE E NON SONO STATI, A LORO
VOLTA, OGGETTO DI DANNI DA ELEVATA TEMPERATURA E DA
TRITURAMENTO.
6.
L'ESPLOSIONE DELLA CARICA A 14 METRI DI DISTANZA DALLA
FUSOLIERA E QUINDI BEN OLTRE GLI EFFETTI DEL BLAST RENDE
ANCORA PIU' ARDUO RITENERE CHE PARTICELLE INCOMBUSTE POSSANO
ESSER STATE PORTATE ALL'INTERNO DEL DC9, SIA CON IL MECCANISMO
DELLA NUBE ESPLOSIVA, SIA CON QUELLO DELL'ADESIONE A FRAMMENTI
DEL MISSILE. LA LOCALIZZAZIONE DELL'ESPLOSIVO (IN BAGAGLI E IN
PUNTI INTERNI DEI SEDILI) E' INCOMPATIBILE CON TALE
DINAMICA.
7.
DEL TUTTO PRIVI DI SPIEGAZIONE RESTANO I FENOMENI RILEVABILI
SU ALCUNI OGGETTI RECUPERATI, PRIMO FRA TUTTI IL VESTITO DI
BAMBOLA. ESSO RISULTA ATTRAVERSATO DA FRAMMENTI AD ALTA
VELOCITA', CHE HANNO PROVOCATO LA FUSIONE DELLE FIBRE, INSIEME
AI NOTI FENOMENI DI GLOBULARIZZAZIONE, VISIBILI ANCHE SU ALTRI
REPERTI. ANCHE IN QUESTO CASO, LA DISTANZA DI DETONAZIONE E LA
GEOMETRIA DELLE SCHEGGE SONO TALI DA ESCLUDERE QUALUNQUE
POSSIBILITA' CHE FRAMMENTI CONSERVANTI ALTA VELOCITA' E
TEMPERATURA POSSANO AVER SUPERATO LA "PELLE" DELL'AEREO E
QUINDI ATTRAVERSATO GLI OGGETTI
CITATI.
A
QUESTI ELEMENTI, STRETTAMENTE LEGATI ALLA DIRETTA CRITICA
DELL'IPOTESI PROPOSTA, ALTRI SE NE AGGIUNGONO DI NON MINORE
SPESSORE, ATTINENTI ALLE CARATTERISTICHE DELLE DEFORMAZIONI
PATITE DALLA PARTE ANTERIORE DESTRA DELLA FUSOLIERA, CHE
INDICANO CHE TALE PARTE DOVEVA ESSERE INTEGRA AL MOMENTO
DELL'IMPATTO CON IL MARE. SI E' POI GIA' DETTO COME ALTRI
ELEMENTI, CHE PURE I CONSULENTI RIPRENDONO QUALI
CORROBORAZIONE DELL'IPOTESI, SIANO INVECE NON UTILIZZABILI
COME TALI. TRA QUESTI OCCORRE SOLO RICORDARE I DUE FORI SUL
PORTELLO PORTA BAGAGLI, PER AGGIUNGERE A QUANTO GIA' OSSERVATO
CHE DEVE ESCLUDERSI LA COMPATIBILITA' TRA LA POSI