Massimo Zanchi

 

Massimo Zanchi: pianista, tastierista, compositore ed arrangiatore, si dedica alla musica elettronica sin dagli anni settanta, utilizzando dapprima i sintetizzatori analogici per passare, negli anni ottanta, a strumenti digitali ed ora anche a strumenti virtuali, che gli permettono non solo di espandere la tavolozza sonora con tecnologie e suoni d'avanguardia ma di recuperare le suggestioni timbriche degli esordi, ovvero di prestigiosi strumenti tra i quali il Moog Modular, il Minimoog e l'Arp 2600 e molti altri strumenti che hanno caratterizzato un'epoca.
La tecnica compositiva di Massimo Zanchi prevede innumerevoli "stratificazioni" sonore che danno origine ad un suono globale articolato, che di volta in volta pare frantumarsi, frammentandosi in una miriade di suoni ed effetti sonori apparentemente disuniti tra di loro per poi condensarsi in un magma spesso ed avvolgente.
L'andamento globale della composizione pare il susseguirsi di una teoria di stanze, di ambienti che evolvono in paesaggi sonori anche in apparente contrasto tra di loro, ma che permettono "ritorni" inaspettati e rassicuranti.
Frequentemente la fine del brano coincide con la sua apertura, rispettando la teoria della "chiusura del cerchio", ovvero l'intenzione di perseguire un desiderio di simmetria,di armonica evocazione .
Negli anni 90 ha creato il progetto  "Art of  Music" che si occupa degli aspetti multimediali della ricerca artistica in generale.
All'esperienza musicale infatti Zanchi, da sempre, affianca quella della pittura, considerata indipendente ma complementare al suo impegno nella musica contemporanea.

 

Inizia a dipingere giovanissimo nel 1971 allestisce la sua prima personale. Le opere giovanili risentono di una forte influenza surrealista.

La fase successiva vede le opere di Zanchi arricchirsi di elementi naturalistici  trattati quasi come emblematici archetipi iconografici che spostano le tematiche dei suoi dipinti verso una "figurazione" che risente ancora di influenze astratte ma che vira verso un criptico, ma codificabile concettualismo.

Gli anni novanta vedono il periodo degli "Interni" che presto si traducono in "Stanze" tematiche, abitate da oggetti esorbitanti ed autonomi, da ombre inquietanti e dove spesso compaiono tracce di paesaggi urbani: squallide e malandate porzioni di periferia cittadina, rappresentate come improbabili finestre o dipinti nel dipinto, e dove appaiono a volte esplicite "citazioni" o personali omaggi ad artisti del passato.

Attualmente la sua ricerca artistica č tesa ad amalgamare le precedenti esperienze degli "Interni"  e delle "Stanze" con immagini pittoriche che riproducono particolari anatomici dell'artista stesso, in una sorta di viaggio nel tempo e nelle mutate fattezze, in contrappunto a segni e cromatismi astratti che proseguono idealmente il linguaggio visivo che proponeva negli anni ottanta.

 

 

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discografia ed area download

 

Massimo Zanchi: "Le Stanze della Pittura/Painting Rooms"

 

 


Le composizioni musicali di Massimo Zanchi vengono effettuate nel  ProjectStudioZ studio residenziale di registrazione nato per pura passione musicale, dotato di tecnologie digitali in grado di realizzare master che danno la possibilitą di finalizzare il lavoro senza dover ricorrere a strutture esterne.

 

per contatti:  massimozanchi@tin.it


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