
Ecco una proposta di interessante circuito escursionistico (o di mountain-bike, con un po’ di esperienza) che possiamo chiamare “anello delle Tagliate” perché unisce il maggengo delle Tagliate sopra Sacco all’alpe Tagliata sopra Piantina. Esso si sviluppa, infatti, da Sacco con salita alle Tagliate, traversata della valle del Rio Cosio, approdo all’alpe Tagliata, discesa per i Bagni dell’Orso, secondo attraversamento del Rio Cosio, prosecuzione della discesa fino a Candeggia, da cui si risale, a chiudere l’anello, a Sacco. L’anello può essere percorso a piedi in circa 5 ore di cammino (il dislivello approssimativo in salita è di 1100 metri), oppure con la mountain-bike (con discesa di sella nell’attraversamento della valle del Rio Cosio) in due ore e mezza.
Da Morbegno imbocchiamo la strada provinciale della Val Gerola, salendo a Sacco, dove parcheggiamo
l’automobile, iniziando la salita alle Tagliate. Se siamo a piedi, procediamo così. Dalla piazza del paese proseguiamo seguendo la via Pra di Rüss; dopo una curva a sinistra ed una semicurva a destra, giungiamo ad un bivio, al quale prendiamo a destra, trovando un parcheggio nei pressi di un campo di calcio a 5: qui dobbiamo lasciare l’automobile, perché il transito sulla successiva pista sterrata è chiuso ai veicoli non autorizzati.
Poco più avanti vediamo, sulla sinistra, la bella cappelletta di San Bernardo. Alla sinistra della cappelletta vediamo la partenza di un largo sentiero, che ci permette di risparmiare un buon tratto della pista sterrata. Imboccato il sentiero, proseguiamo all’ombra di una selva, fino a giungere al punto nel quale si stacca sulla destra il sentierino che porta all’oratorio del Calvario, nascosto alla vista dalle piante, su un piccolo poggio roccioso. Non possiamo mancare di visitarlo, anche se la vegetazione ha chiuso lo splendido panorama che un tempo da qui si godeva.
Tornati sul sentiero principale, proseguiamo fino a sbucare sul limite di un prato con un rustico, attraversato il quale intercettiamo la pista sterrata che abbiamo lasciato pochi minuti prima. Procediamo, ora, salendo lungo la pista e passando a sinistra di una fontana; superato uno slargo, con un casello dell’acqua, continuiamo la salita, ignorando una pista secondaria che, appena prima del casello, si stacca, sulla destra, dalla principale. Ora la pista ha un fondo in cemento, con un muretto sul lato sinistro, ed è piuttosto ripida; superata una fascia di prati, a valle ed a monte della pista, torniamo
all’ombra di una selva.
Dopo una semicurva a destra, giungiamo in vista del punto nel quale la ripida salita ha termine; appena prima di questo punto, osservando il lato destro, vediamo, presso un grande traliccio, un cartello che segnala “Corte Tagliate 1 h – Rifugio della Corte”: da qui parte la bella e storica mulattiera in risc che sale alla Corte ed al maggengo delle Tagliate. Essa fungeva anche da pista da strascico per il legname, cosa che giustifica il suo andamento sempre ripido e la sua particolare conformazione con leggero avvallamento centrale. Dopo qualche tornantino, affrontiamo un traverso a sinistra; al successivo tornante dx lasciamo alla nostra sinistra una baita, nel cuore del bosco, con un muretto di fronte alla facciata. Dopo il successivo tornante sx affrontiamo un tratto molto ripido, fino al tornante dx, dove ci raggiunge, da sinistra, un largo sentiero. Il successivo traverso verso destra ha una pendenza decisamente meno severa; intorno a noi, gli abeti, rossi e bianchi, si fanno sempre più frequenti. Sul lato destro possiamo scorgere alcuni prati, seminascosti dalle piante. La mulattiera piega gradualmente a sinistra ed diventa di nuovo abbastanza ripida: ormai siamo in una splendida pecceta; al fondo in risc si sostituisce il tipico fondo tappezzato da aghi dei larghi sentieri di pecceta. Poi volgiamo leggermente a destra, la pendenza si attenua e la sede della mulattiera si
restringe un po’, anche se rimane ben visibile. Salendo, procediamo più o meno diritti e piegando a sinistra, e superiamo un sentiero che prosegue, con andamento pianeggiante, alla nostra destra. Raggiungiamo, poi, un secondo bivio: prendendo a sinistra, dopo un ultimo tratto quasi pianeggiante, intercettiamo, in corrispondenza di un cassonetto, la strada asfaltata (chiusa al traffico dei veicoli non autorizzati) che, staccandosi dalla strada asfaltata Rasura-Bar Bianco, porta alla Corte ed alle Tagliate; se, invece, prendiamo a destra saliamo, in breve, ad un gruppo di baite (qui troviamo un cartello escursionistico ed un secondo cartello che disegna una semplice ma efficace mappa per la salita al pizzo di Olano), alle quali scende una brevissima pista, che, percorsa in salita, intercetta anch’essa la strada asfaltata, in corrispondenza di un tornante sx. Memorizziamo questo punto, perché ci sarà utile per ritrovare senza troppi giri la mulattiera al ritorno.
Seguiamo, ora, la strada, che, con fondo in cemento, dopo un tornante dx porta al Rifugio della Corte (m. 1250). Nel medesimo edificio è ricavata una cappelletta; una targa vi ricorda don Agostino Clerici, parroco a sacco dal 1902 al 1951, anno della morte, vero e proprio personaggio la cui figura è rimasta ben scolpita nella memoria della gente; la cappelletta fu, infatti, voluta ed inaugurata da lui nel 1928. Sulla targa si legge: “A don Ernesto Clerici prevosto di Sacco per 48 anni che alla Corte questa chiesa volle ed edificò, il Comune, la Parrocchia e gli amici a memoria posero. 1961”. Un’altra targa ricorda don Ernesto Zugnoni; vi si legge: “Qui aleggia lo spirito di don Ernesto Zugnoni che troppo presto è stato improvvisamente strappato a questo lembo di paradiso terrestre a lui tanto caro. 7.11.1921 30.8.1988”. Una terza targa è dedicata, dagli amici che vollero restaurare la cappella, alla memoria di Giovan Battista del Curto, nato a Piuro nel 1924 e morto a Sondrio nel 1964. Nei pressi del rifugio un cartello escursionistico segnala la partenza del sentiero per l’alpe Olano e le Tagliate di Sopra; troviamo anche l’edicola del Parco delle Orobie Valtellinesi. Siamo in cammino da circa un’ora ed un quarto ed abbiamo superato un dislivello approssimativo in altezza di 480 metri.
Vediamo, ora, come giungere fin qui pedalando. In questo caso dalla piazza S. Lorenzo di Sacco ridiscendiamo alla strada provinciale della Val Gerola e saliamo fino a Rasura; qui, lasciata la provinciale, portiamoci nella parte alta di Rasura, dove troviamo subito un primo bivio, al quale prendiamo a sinistra, seguendo le indicazioni per il rifugio Bar Bianco. Saliamo, così, lungo una strada asfaltata, che, dopo poche centinaia di metri, ci porta, oltrepassata l'edicola del Parco delle Orobie Valtellinesi (a 890 metri, in località Piazza), ad un primo tornante destrorso.
Qui troviamo un cartello che indica la chiesetta di san Rocco: vale la pena di lasciare per una decina di minuti l'automobile e, seguendo un comodo sentiero in leggera salita, raggiungere la bella chiesetta, edificata nel 1613 e restaurata nel 1995. Alla chiesetta giunge anche una bella mulattiera che parte dal
paese, e che è segnalata come percorso di mountain-bike. Torniamo, quindi, all'automobile. La strada, dopo altri 2 km circa, ci propone un secondo bivio, al quale lasciamo la strada principale ed imbocchiamo la stradina che se ne stacca sulla destra, supera il torrente Rio Fiume e raggiunge i maggenghi di Ronchi, Corte e Tagliate.
Giunti fin qui a piedi o su due ruote, vediamo, ora, come procedere dal rifugio della Corte. Proseguiamo lungo la pista sterrata, fino ad un parcheggio posto a valle dei prati della Tagliata di Mezzo. Poco oltre, un bivio: mentre la pista principale prosegue diritta, una pista secondaria scende ad alcune baite (le Tagliate di Sotto) su una fascia di prati. Un cartello dà l’alpe Tagliata ad un’ora. Scendendo al limite dei prati, prendiamo subito a sinistra e, oltrepassata una fontana, imbocchiamo, ad una quota di 1350 metri circa, un sentierino che prosegue pianeggiante, in un bel bosco di larici.
Qui, se siamo in bike, dobbiamo scendere di sella e procedere con cautela, in leggera discesa. Il sentiero è piuttosto stretto, in qualche punto un po’esposto, ma sempre ben visibile e con fondo buono, ed attraversa alcune splendide peccete. Dopo un primo tratto in discesa, attraversiamo una prima vallecola a quota 1256 metri, quindi, tagliato un dosso, ne superiamo una seconda, ad una quota di circa 1245 metri. Tagliato un secondo ampio dosso, attraversiamo una zona caratterizzata da smottamenti, che si sono accentuati in seguito alle eccezionali precipitazioni del luglio del 2008 (dobbiamo, quindi, prestare attenzione alla presenza di eventuali cartelli che segnalano l’interruzione del sentiero per smottamento). Superato un punto protetto da un corrimano in legno, eccoci, infine, al solco principale della valle del Rio Cosio, che attraversiamo ad una quota di circa 1250 metri. Sul lato opposto il sentierino comincia a salire, proponendo anche qualche saliscendi, sempre circondato da alti e splendidi abeti. Nell’ultimo tratto si allarga a pista, esce dal bosco, passa a destra di un casello dell’acqua ed intercetta la pista sterrata che risale, con ampi tornanti, l’alpe Tagliata, poco sotto la casera quotata 1573 metri.
Inizia, ora, la discesa, con diversi tornanti, lungo l’ampia e panoramicissima alpe, fino alla località dei Bagni dell’Orso (m. 1170), splendido cocuzzolo boscoso che deve il nome ai plantigradi un tempo presenza non rara in questi luoghi. Da qui inizia l’ultima parte della discesa, su pista con fondo in cemento, nel primo tratto, in asfalto, poi, che taglia tutto il medio versante del Rio Cosio; una serie di tornanti ci porta, dapprima, alla località di Piantina (m. 723), dove si trova una piccola chiesetta. Poi, riattraversato, su un ponticello, il Rio Cosio, continuiamo a scendere, fino a Canleggia (m. 508), dove la strada si congiunge con la strada provinciale della Val Gerola. Inizia l’ultima parte dell’anello, che
purtroppo è in salita: prendendo a destra, saliamo lungo la provinciale, fino a Sacco, dove abbiamo parcheggiato l’automobile (se siamo a piedi, ci stacchiamo dalla provinciale quando troviamo la pista (segnalazione per Sacco) che porta al cimitero di Sacco e di qui alla chiesa parrocchiale di S. Lorenzo, facendoci risparmiare venti minuti buoni di cammino.