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                                                            Vittime senza giustizia.

 

Perchè prendere in considerazione  i casi in cui la giustizia viene sotterrata magari insieme a uno o più corpi?

Vorrei che in tutti sopravvivesse fino all'ultimo il senso di giustizia che rende bello ogni essere umano ma se questo fosse sparito magari temporaneamente per rassegnazione o per il ghiaccio polare in cui siamo costretti a vivere c'è un altro motivo,questi casi si ripetono sempre più frequentemente e ciò che li causa  li renderà ancora più pericolosi fino a raggiungere quello che è il nostro nucleo familiare se ancora non lo ha fatto e credo  sia piuttosto difficile.

So che molti non si rendono conto di questo e che preferiscono difendere come cagnolini il proprio pensando che guardare  qualche metro più in là tolga qualcosa a quelli di famiglia ma se veramente tenessero a quel qualcuno come dicono si interesserebbero di ciò che minaccia tutti ormai in modo esplicito.

Domande:

Qual è la famiglia in cui la giustizia non ha fatto capolino almeno una volta e ha mostrato quanto poco sia credibile?
Qual è la famiglia stretta o estesa in cui una persona non sia crollata sotto l'effetto di cure sbagliate per incuria o per protocolli che le hanno sottratto vita e salute?
Qual è la famiglia  dove il lavoro di qualcuno non sia stato toccato proditoriamente e sia stato usato come ricatto?

Aggiungete voi altre domande che ora non mi vengono spontanee.

Questa mafia che gestisce il potere e la giustizia è la causa di tutto,a volte i problemi  vengono appositamente creati per rendere inoffensive persone che hanno capacità di vedere e coscienza per opporsi ma chi è che prima o poi comunque non incapperà almeno in un errore involontario?

Tutti siamo esseri umani e non sempre siamo al meglio delle nostre capacità ma un conto è l'errore involontario di persona effettivamente capace e un conto è l'errore volontario o dovuto magari a negligenza.

Assumersi le proprie responsabilità è ciò che difende il nostro io più di qualsiasi potere e di qualsiasi ricchezza.

Quando tutto viene svolto secondo coscienza e seguendo le regole è giusto che anche un grave errore sia considerato,seppur in sede ufficiale, con indulgenza ma quando volontariamente si agisce contro la morale e fuori dalle regole si tratta di colpa grave e come tale deve essere giudicata.

Il reperimento di adepti presso certe strutture di aggregazione avviene secondo queste modalità,se tu sei dei nostri non paghi,se non sei dei nostri paghi dieci volte anche per una semplice svista e anche se non hai fatto niente, basta che hai visto qualcosa che non andava visto e che diventi pericoloso.
Non è difficile anche presso una procura trovare le persone giuste e oso dire che sono più numerose quelle che si prestano che quelle che non lo fanno(ricordate come sono finiti i magistrati di Salerno che hanno a ragione difeso l'operato di de Magistris?E lo stesso de Magistris?).

Vogliamo cambiare questo stato di cose?
Si tratta di dare ad ognuno ciò che gli spetta secondo le proprie abilità e il proprio lavoro rendendolo cosciente che è depositario di una responsabilità e che sta a lui sceglierne l'entità che più si adegua alla sua persona.

Es. se ritengo guidare la macchina qualcosa di facile e che non mi richiede un'attenzione esagerata posso farlo senza problemi ma se non è così è meglio che vada in bicicletta.

Credo che il numero dei ricattati sia ormai diventato enorme e che in giro ci siano persone non solo disposte a commettere reati comuni ma anche gravissimi per ringraziare del silenzio con cui è stato coperto il loro passato.

Chiediamo le persone giuste al posto giusto e che il lavoro sia svolto davvero e non per finta come sembra accadere ormai ovunque.

Ecco l'ultimo caso che si è aggiunto alla foresta di giustizia negata:

 http://www.facebook.com/note.php?note_id=228302433039&id=1357147152&ref=mf

 

Mariella Zotti chiede soltanto Giustizia per la morte di Daniele!!!
 Dom alle 20.21
Chi è Mariella Zotti? Di lei non sappiamo molto come persona.
È una donna, la sua data di nascita ci indica essere una giovane donna, classe 1972. Sicuramente è una donna ferita, una donna cui è stato fatto un enorme male. Una donna combattiva però, che da questo male sta cercando di curarsi. Con l’unica medicina possibile: avere Giustizia.
Mariella Zotti ha dei figli, dei piccoli-grandi figli bellissimi. Mariella li ha avuti con Daniele, Daniele Vito.
Daniele però non c’è più.
Daniele l’ha abbandonata, abbandonata sola a crescerli, aiutata e confortata da parenti e amici, ma intimamente sola.
Daniele non l’ha lasciata per un’altra donna, o per chissà cosa. Daniele è morto. Ed è morto per una mano incapace, forse esaltata. Di certo una mano che, anche se in perfetta buonafede, ha sbagliato. Ed ha sbagliato tanto.
Quel maledetto 9 maggio del 2008 Daniele e la mano di chi lo ha consegnato alla “nera Signora” si sono incrociati casualmente. O per meglio dire si sono affiancati, dove non dovevano. Sull’autostrada Napoli-Canosa, all’altezza dello svincolo di uscita per Pietradefusi un comune dell’avellinese. Non è la storia di un banale incidente stradale però…
È la storia di uno strano incidente stradale. In quel punto, su un’auto privata viaggiava solitario e in abiti civili il tenente della Guardia di Finanza Roberto Russo, dirigente della caserma di Ariano Irpino. Un uomo esperto, un uomo che conosce bene il suo mestiere e da cui non ci si aspetterebbe un così grave errore. Ma è un uomo. E sbaglia.
Sbaglia, una, due… tre volte.
Forse avrà visto il commettere di un’infrazione da parte di Vito, non esita: lo costringe ad accostare in corsia d’emergenza, una stretta corsia d’emergenza, immediatamente dopo una curva.
E già… devo dire che se un’auto civile dovesse darmi l’alt in autostrada mostrando solo un distintivo, questo mi sembra abbastanza problematico. Io credo non avrei esitato a evitare di fermarmi e sgommando sarei andato via. Comunicando ai Carabinieri la targa di quell’auto che, per quanto mi riguarda, può anche essere quella di un rapinatore solitario. E non mi si dica che ha mostrato il distintivo, perché a 70 come a 200 Km/ora non credo di poter distinguere così bene un distintivo attraverso dei finestrini o una paletta d‘ordinanza che può essere contraffatta…
Ma Daniele Vito era comunque una brava persona (così descritto anche dallo stesso tenente che ne giustifica l’abbandono per le verifiche del caso dicendo “aveva una faccia pulita”), consegna i documenti richiesti e rimane in attesa. In attesa dietro quella maledetta curva, in attesa fuori dall’auto, ossequioso di quel distintivo, almeno temporaneamente, incapace.
Così sbuca fuori un tir, non saprei dire se il camionista fosse ubriaco, lo falcia, lo lascia sull’asfalto come nulla. Credo sia un dramma anche per il camionista stesso. Magari era ubriaco, nessuno si è premurato di far le verifiche, ma certo il ricordo dev’essere tristissimo.
Un soccorritore, giunto poi sul luogo dell’incidente suggerisce al tenente di spostare l’auto (di servizio…) per proteggere il cadavere di Daniele in attesa del medico legale e dell’autosalma che ne avrebbe trasportato la salma all’obitorio.
Ma quell’auto che è all’origine dell’incidente, non andava mossa. Il tenente Russo non contento del danno provocato, forse preso dal panico o forse incosciente delle stesse regole che lui per primo dovrebbe far applicare, la sposta.
Il resto è storia semplice. Una prima versione dei fatti non coincidente con le ferite riportate, una seconda versione 24 ore dopo che è invece compatibile con le ferite riportate… il colonnello Mario che dichiara come il tenente fosse in servizio e come avesse disposto proprio lui quei controlli (in autostrada?) sin dal mezzogiorno. Senza un ordine di servizio scritto, con un semplice colloquio telefonico. Strano… di solito gli ordini di servizio sono scritti, male, anche su carta riciclata, ma scritti…
E infine non risulta che il tenente abbia contattato la centrale prima di fermare Daniele Vito, dichiarerà poi che stava per farlo ma la radio gli è caduta. Quindi cosa fa? La riprende? No, continua il suo fermo di polizia e lascia a terra la radio.

Lo scrivente non vuol ipotizzare che Daniele sia stato volontariamente ucciso, come non lo ipotizza Mariella, ma l’imperizia lo ha tolto all’Amore di Mariella e al sorriso dei suoi piccoli.
Questa imperizia merita Giustizia. Fate girare questa nota, condividetela. Ma soprattutto è importante che contattiate tutti Mariella per coordinare con lei un’azione.
Il Comando Generale della Guardia di Finanza potrà proteggere i suoi uomini fin quando vuole, ma non potrà negare risposte a migliaia di cittadini che da nord a sud CHIEDONO GIUSTIZIA PER DANIELE VITO.
E chiunque di noi che leggiamo potremmo essere quel Daniele Vito fermato quel maledetto 9 maggio 2008.
Luigi Asero

 

Lettera di Mariella Zotti al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sulla assurda morte del marito

http://www.reti-invisibili .net/retinvisibili/article s/art_13434.html

Il testo della lettera inviata dalla signora Mariella (moglie di Daniele Vito) al Generale di Corpo d'Armata Cosimo D'Arrigo in merito al trattamento delle indagini. Molto interessante per comprendere la vicenda e gli assurdi metodi utilizzati quando la vittima è un cittadino e il carnefice (pur involontario) un ufficiale delle forze dell'ordine.
http://www.facebook.com/lu igi.asero?ref=profile#/pho to.php?pid=111195&id=10000 0299648448&ref=mf





Nessun caso di cui sia venuta a conoscenza è mai stato risolto a livello di giustizia,ciò che ho visto è solo un'infinità di carta senza risposte moltiplicatasi negli anni per dare l'illusione a chi era tenace di poter ottenere qualcosa ma i responsabili di errori volontari e di colpe gravissime non sono mai stati toccati.
Avrò avuto sott'occhio solo il peggio?Non credo...

Il cambiamento non verrà da innovazioni pensate ad hoc per i recidivi abituali che sono diventati i padroni di tutto ma scalzandoli dai posti che hanno occupato proditoriamente da cui dirigono il loro seguito infame.




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