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                                                                         Il massacro di Gaza     

Qualcuno fa notare che la tregua è stata violata da Hamas, come effettivamente appare ma, nella parte da me sottolineata dei sottostanti articoli risulta anche che ad assenza di  vittime(solo danni)ne sono  seguite 1200 palestinesi, perloppiù civili e che sono state anche usate armi irregolari.
Mi sembra (ma posso sbagliare) che i palestinesi non dispongano di aviazione o altri mezzi di offesa paragonabili a quelli israeliani, se non i razzi ,per cui si potrebbe anche  arrischiare qualche dubbio circa le reali intenzioni di chi spara questi razzi ed ottiene in cambio una simile carneficina.
Dietro le guerre viaggiano sempre interessi di tipo molto diverso che non compaiono e  trascendono le spiegazioni più immediate(casus belli),molto spesso un innesco è l'occasione richiesta per manovre ben diverse da quelle più accessibili e logiche.
                                                                le evidenziature in rosso sono mie

Da :http://ipsnotizie.it/nota.php?idnews=1361

MEDIO ORIENTE: Il massacro di Gaza infiamma la West Bank
Mel Frykberg

La protesta fuori dalla sede del governo a Ramallah
Foto: Mel Frykberg

RAMALLAH, West Bank, 30 dicembre 2008 (IPS) - Rabbia, shock e repulsione di fronte alla massiccia carneficina che ha colpito Gaza hanno innescato disordini e manifestazioni spontanee nella West Bank e in Israele, sollevando il timore di una possibile terza rivolta palestinese, o Intifada.


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Più di 300 palestinesi sono rimasti uccisi e almeno 900 feriti nel massiccio bombardamento aereo israeliano sulla striscia di Gaza lo scorso week-end.

Il raid è seguito al fuoco di fila di missili lanciati nelle ultime settimane dai combattenti palestinesi contro città e insediamenti israeliani al confine con la striscia, che avevano provocato danni ma nessuna vittima.

Il leader di Hamas in esilio a Damasco, Khaled Meshaal, ha esortato i palestinesi a ribellarsi contro Israele. L’autorità palestinese (AP) nella West Bank ha convocato uno sciopero di tre giorni in segno di solidarietà per la situazione disperata di Gaza.

Subito dopo il raid aereo di Israele, sabato pomeriggio, un israeliano è stato ucciso e diversi feriti da alcuni missili lanciati da Gaza per rappresaglia. È stata la prima vittima israeliana in diversi mesi.

La prima Intifada palestinese scoppiò nel dicembre 1987, con lo scontro tra i profughi palestinesi di un accampamento a nord di Gaza e alcuni soldati israeliani, dopo la morte di diversi palestinesi provocata dall’impatto con l’automobile di un colono israeliano che era andata a schiantarsi contro il loro veicolo.

Secondo i palestinesi, le vittime erano state uccise intenzionalmente, mentre per gli israeliani si era trattato di un semplice incidente.

Lo scontro iniziale diede il via a proteste e disordini spontanei in tutta Gaza e nella West Bank, generando una rivolta popolare durata diversi anni. E questo dopo anni di risentimento e di amarezza dei palestinesi nei confronti della brutale occupazione israeliana.

Sabato scorso, gli arabi israeliani discendenti dei palestinesi si sono scontrati con la polizia israeliana in tutto il territorio di Israele.

Nel villaggio beduino di Rahat nel deserto del Negev, circa 400 residenti hanno contestato gli attacchi, mentre le moschee di tutto il paese diffondevano preghiere di cordoglio. Diversi beduini, discendenti di una tribù nomade, si sono uniti all’esercito d’Israele, dove sono apprezzati per le loro capacità di inseguimento. Gli altri gruppi palestinesi li considerano traditori.

Diverse centinaia di israeliani di sinistra hanno marciato per le strade di Tel Aviv verso il ministero della difesa israeliano, cantando lo slogan: “No alla guerra, sì alla pace”. I manifestanti portavano cartelli con scritto: “Il governo di Israele commette crimini di guerra”, “i negoziati non il massacro”, e “togliete l’assedio da Gaza”.

Diversi dimostranti israeliani sono stati arrestati. Matan Kaminer, uno studente israeliano che ha preso parte al corteo, ha commentato al quotidiano israeliano Haaretz “non ci vengano a dire che massacrare i cittadini di Gaza serve a proteggere i cittadini di Sderot e Ashkelon (due città israeliane al confine con la striscia di Gaza)”.

Un agente di polizia israeliano è stato investito di proposito da un palestinese a Gerusalemme Est, mentre in tutta la città gruppi di giovani palestinesi si scontravano con la polizia, lanciando pietre e dando fuoco ai cassonetti dei rifiuti.

Dimostranti palestinesi dai campi profughi e dalle città della West Bank si sono messi in marcia verso i checkpoint e gli insediamenti israeliani. Molti sono rimasti feriti dai proiettili di gomma - pallini di metallo ricoperti da mezzo millimetro di gomma - e dai gas lacrimogeni sparati dagli agenti delle Forze di difesa israeliane (IDF).

A Ramallah, centinaia di manifestanti appartenenti a diverse fazioni palestinesi hanno agitato striscioni e bandiere, deplorando il massacro di Gaza. Hanno invocato l’unità, e chiesto che il leader di Hamas a Gaza Ismail Haniyeh e il leader dell’autorità palestinese della West Bank Mahmoud Abbas mettano da parte le loro differenze, considerando la causa palestinese al di sopra delle loro politiche personali.

Diverse persone nella folla sventolavano le bandiere di Fatah, insieme a quelle di Abbas e dell’AP, esprimendo una chiara solidarietà con i loro compagni nonostante le divisioni politiche tra i due territori palestinesi.

L’IPS si è unita al corteo giunto a Ramallah. Tra la folla, persone di ogni settore della società palestinese - si vedevano eleganti signore di mezza età della minoranza cristiana di Ramallah marciare al fianco di giovani duri provenienti dai vicini campi profughi.

Nonne, giornalisti, leader di diverse fazioni e madri con i loro piccoli camminavano a braccetto con i simpatizzanti stranieri che risiedono nella capitale cosmopolita della West Bank. Molti paesi hanno i loro uffici di rappresentanza presso l’AP a Ramallah.

È stata una delle più imponenti manifestazioni che si siano mai viste a Ramallah negli ultimi anni di conflitto.

”Non potevo restarmene seduto a casa. Ero infuriato per la situazione a Gaza e avevo bisogno di manifestare la mia solidarietà”, ha raccontato all’IPS Munther, un giovane programmatore informatico del Consiglio legislativo palestinese che ha votato per Abbas alle ultime elezioni.

Mentre il corteo raggiungeva il centro della città, la polizia palestinese lo guardava sfilare con tranquillità, tenendosi a distanza. Ma quando i manifestanti hanno marciato verso il palazzo della Muqata, sede del governo dell’AP e dove in quel momento si trovava Abbas, l’umore delle forze di sicurezza palestinesi è cambiato.

All’ingresso della Muqata, la folla è stata fermata da alcuni soldati palestinesi che avevano preso posizione e imbracciato le armi. Ma gli shebab, i giovani in arabo, hanno deciso di dirigersi verso il vicino checkpoint militare israeliano di Beit El.

Mentre i più cauti rimanevano indietro, i giovani si sono diretti verso i carri e le jeep militari israeliane cominciando a lanciare pietre contro di loro e ad incendiare le gomme per bloccare la strada.

Gli israeliani hanno risposto sparando proiettili di gomma e gas lacrimogeni, e ferendo alcuni giovani poi trasportati di corsa nei vicini ospedali dalle ambulanze palestinesi.

Il corrispondente dell’IPS ha aiutato due giovani feriti dai proiettili di gomma a raggiungere l’ospedale. Gli avevano sparato contro mentre lanciavano pietre sui soldati.

Mentre una dozzina di agenti antisommossa palestinesi arrivava sulla scena per disperdere i dimostranti, uno di questi ha fatto notare che l’arrivo della polizia era stato coordinato con i colleghi israeliani dall’altro lato del checkpoint.

”Sono solo collaborazionisti e milizie degli israeliani. Centinaia di palestinesi sono stati uccisi a Gaza, e contro chi puntano le loro armi? Non contro gli israeliani ma contro di noi, i loro fratelli che protestano contro la carneficina”, ha detto uno dei giovani.

”Domani ci saranno altre proteste e io sarò di nuovo qui”, ha aggiunto, scendendo dal taxi e zoppicando verso il pronto soccorso.(FINE/2008)

 

 

Da :http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_850044239.html

 

» 2009-01-18 10:24
PRIMO RAID DI ISRAELE DOPO I RAZZI SU SDEROT
TEL AVIV - L'esercito israeliano ha compiuto un primo raid aereo su Gaza dopo il lancio di razzi palestinesi su Sderot che avevano interrotto la tregua unilaterale proclamata ieri sera ed entrata in vigore alla 02:00 ora locale. Secondo fonti dell'esercito israeliano "sono stati colpiti i siti dai quali in mattinata erano stati lanciati razzi verso il sud di Israele".

Razzi sono stati lanciati questa mattina a partire dalla striscia di Gaza sul sud di Israele. Complessivamente, ha affermato la radio isrealiano, sono stati sparati da Gaza sei razzi, che non hanno provocato vittime in Israele. I razzi, ha precisato la radio militare, sono esplosi nella zona della città di Sderot e degli insediamenti agricoli vicini. Nel sud di Israele, nelle località distanti fino a 40 chilometri da Gaza, la maggior parte delle scuole sono rimaste oggi chiuse per ragioni di sicurezza. Da Gaza si ha intanto notizia di due scontri a fuoco avvenuti in mattinata fra miliziani palestinesi e reparti della brigate di fanteria Golani. Non si ha notizia di vittime.

Un miliziano palestinese è stato ucciso oggi da soldati israeliani durante uno scontro a fuoco. Lo riferiscono fonti locali secondo cui l'incidente è avvenuto nella zona di Khuzaa, presso Khan Yunes, a sud di Gaza. In Israele l'episodio non è stato ancora commentato.

La tregua è fragile e deve essere costantemente valutata e aggiornata, ha detto il premier israeliano Ehud Olmert aprendo una riunione del suo governo. Per Olmert "Hamas ha provato ancora che la tregua è fragile e deve essere rivalutata di minuto in minuto". Il presidente palestinese Abu Mazen, l'agenzia di stampa egiziana Mena, ha definito la tregua unilaterale proclamata da Israele "insufficiente" poiché deve essere accompagnata dal ritiro delle truppe israeliane dal territorio palestinese.

JIHAD ISLAMICA RIVENDICA LANCI RAZZI E SPARI
La Jihad islamica ha rivendicato il lancio di alcuni razzi avvenuto oggi da Gaza verso il Neghev, alcune ore dopo l'annuncio di un cessate il fuoco unilaterale da parte delle forze armate israeliane. Lo riferiscono fonti palestinesi secondo cui la Jihad islamica ha inoltre rivendicato la paternità di un attacco lanciato dai suoi miliziani contro forze di fanteria israeliane a Jabalya, presso Gaza. Nel frattempo da Gaza sono stati sparati anche alcuni colpi di mortaio in direzione del Neghev. Secondo le fonti in mattinata colonne di mezzi blindati israeliani sono state viste arretrare. Ma a quanto pare si trovano ancora all'interno della striscia di Gaza.

La tregua unilaterale proclamata da ieri sera Israele nella Striscia di Gaza e' entrata formalmente in vigore alle 02:00 locali, le 01:00 italiane. Giunge dopo 22 giorni di operazioni militari che tra i palestinesi hanno provocato piu' di 1.200 morti. Poco prima dell'ora stabilita, un portavoce militare israeliano aveva nuovamente ammonito che lo stato ebraico ''rispondera' a qualsiasi attacco contro civili o militari israeliani''.

Il movimento integralista Hamas ieri sera ha detto che non terra' conto dell'annuncio israeliano, affermando che ''la resistenza continuera'' se lo stato ebraico con richiamera' tutti i suoi militari dalla Striscia e non riaprira' tutti i valichi, circostanze al momento escluse dalle autorita' israeliane. Nella serata di ieri, dopo l'annuncio di Olmert, otto razzi sono stati lanciati sul sud di Israele dalla Striscia di Gaza senza provocare ne' vittime ne' danni. Di almeno sei Hamas si e' assunto la responsabilita'.

L'Egitto ha intensificato il proprio impegno diplomatico affiancando alla mediazione bilaterale separata con Israele e con Hamas un vertice internazionale - annunciato gia' per oggi a Sharm el Sheikh - con inviti rivolti ai leader dei maggiori Paesi europei (come Italia, Francia e Germania), destinati poi a trasferirsi in giornata a Gerusalemme da Olmert. Sul tappeto resta d'altronde una miriade di problemi. E non solo quello prioritario di trasformare un cessate il fuoco armato in una tregua duratura o quello del contrabbando di armi. Sullo sfondo, si staglia infatti la questione del futuro di Gaza, una terra disastrata che in queste settimane ha subito ulteriori danni per centinaia di milioni di dollari. In una guerra che - fonti mediche alla mano - si conclude con 1200 palestinesi (410 bambini e 108 donne) e 13 israeliani (10 militari e tre civili) uccisi.

Riporto qui per documentazione l'articolo sull'uso del fosforo bianco:

Da :http://www.guardian.co.uk/world/2009/jan/16/phosphorus-bombs-video-israel-gaza

Video shows evidence of phosphorus bombs in Gaza

Gaza doctors detail burns to entire victims' bodies from chemical that is forbidden to be used as a weapon

A doctor shows phosphorus bomb injuries in Gaza. Warning: contains graphic footage of war injuries Link to this video

Video showing injuries consistent with the use of white phosphorus shells has been filmed inside hospitals treating Palestinian wounded in Gaza City.

Contact with the shell remnants causes severe burns, sometimes burning the skin to the bone, consistent with descriptions by Ahmed Almi, an Egyptian doctor at the al-Nasser hospital in Khan Younis.

Almi said the entire body of one victim was burned within an hour. It was the first time he had seen the effects of what he called a "chemical weapon".

The Israeli military has denied using white phosphorus during the assault on Gaza, but aid agencies say they have no doubt it has been used.

"It is an absolute certainty," said Marc Garlasco, a senior military analyst at Human Rights Watch. He had seen Israeli artillery fire white phosphorus shells at Gaza City, Garlasco said.

The shells burst in the air, billowing white smoke before dropping the phosphorus shell.

Garlasco said each shell contains more than 100 incendiary rounds, which ignite and pump out smoke for about 10 minutes.

Severe respiratory problems can result in anyone exposed to the smoke and burning chemical particles that rain down over an area the size of a football pitch.

According to the International Solidarity Movement, many patients at the hospital near Khan Younis were suffering from serious breathing difficulties after inhaling smoke.

Human Rights Watch compares the use of white phosphorus shells over Gaza to the impact of cluster munitions, which scatter "bomblets" over a wide area. Children may kick and play with a lump of phosphorus, stirring up the embers and producing more fire and smoke.

The use of white phosphorus as a weapon – as opposed to its use as an obscurant and infrared blocking smoke screen – is banned by the UN's third convention on conventional weapons, which covers the use of incendiary devices. Though Israel is not a signatory to the convention, its military manuals reflect the convention's restrictions on using white phosphorus.

Israel initially claimed that it was not using white phosphorus. It later explained that shells being loaded for a howitzer, identified from photographs as phosphorus rounds, were empty "quiet" shells used for target marking. However, images of exploding shells and showering burning fragments are now acknowledged by independent observers as having been phosphorus.

At the centre of the controversy is the way white phosphorus air burst shells have been used in heavily built-up urban areas, with an overwhelmingly civilian population.

The M825A1 rounds, which are the kind identified as being fired by Israeli forces, are made primarily for use as a smokescreen in a way that limits their effect as an incendiary weapon, experts say.

Neil Gibson, a technical adviser to Jane's Missiles and Rockets magazine, said the shells did not produce high-velocity burning fragments like conventional white phosphorus weapons once did.

Instead, he said, they produced a "series of large slower burning wedges which fall from the sky". The wedges would then ignite spontaneously in the air and fall to the ground, burning for five or 10 minutes, he said.

e la documentazione del sito :http://usticaemafie.splinder.com/

 

sabato, 17 gennaio 2009

Fosforo bianco su gaza


Video shows proof of phosphorous bombs in Gaza


Gaza doctors detail burns to entire victims' bodies from chemical that is forbidden to be used as a weapon

- by Richard Norton-Taylor - 2009-01-16
postato da laura56 alle ore 17:34 | link | commenti
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sabato, 17 gennaio 2009


The Genocide of a Nation, With the Full Support of the United States Government


postato da laura56 alle ore 17:31 | link | commenti
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sabato, 17 gennaio 2009

Da Peacelink: 2003 http://lists.peacelink.it/pace/msg05175.html


Molti attivisti contro la guerra non sono a conoscenza del fatto che le

successive amministrazioni USA negli ultimi 20 anni hanno sostenuto il

terrorismo islamico, compresa al Qaeda. Quest'ultima è una creatura della

CIA. Essa è uno strumento chiave della politica estera USA.



Utilizziamo queste informazioni per smantellare i piani di guerra

dell'amministrazione Bush:  Sensibilizziamo i nostri concittadini.

Esponiamo i collegamenti. Perché, quando la verità comincia a gocciolare, i

piani di guerra dei capi non avranno un briciolo di legittimazione agli

occhi di milioni di americani che credono che al Qaeda sia "Una minaccia

per l'America" e che il loro presidente sia impegnato per la loro sicurezza.



Come rimuovere i criminali di guerra e rovesciare la

marea della guerra?



Esporre i collegamenti tra al Qaeda e

l'amministrazione Bush



di Michel Chossudovsky

http://globalresearch.ca/



15 marzo 2003



Quando negli USA la gente scoprirà che al Qaeda non è collegata a Saddam ma

è di fatto una creatura della CIA e che gli allarmi terroristici sono

fabbricati la legittimazione dell'amministrazione Bush crollerà come un

castello di carte. Il nemico percepito non sarà più Saddam, ma saranno

Bush, Cheney, Rumsfeld, Powell, e tutti gli altri. Perché ciò è importante

per il movimento contro la guerra?



Questa relazione dell'amministrazione Bush con il terrorismo

internazionale, che è materia di documentazione pubblica, punta

indelebilmente alla criminalizzazione degli alti gradi dell'apparato dello

stato USA.



Utilizziamo queste informazioni per smantellare i piani di guerra

dell'amministrazione Bush. Sensibilizziamo i nostri concittadini. Esponiamo

i "dubbi collegamenti". Perché, quando la verità comincia a gocciolare, i

piani di guerra dei capi non avranno un briciolo di legittimazione agli

occhi di milioni di americani che credono che al Qaeda sia "Una minaccia

per l'America" e che il loro presidente sia impegnato per la loro

sicurezza. In questo cruciale punto di svolta della nostra storia, dobbiamo

comprendere che il sentimento contro la guerra in se stesso non mina

l'agenda di guerra. Lo stesso vale per l'impasse al Consiglio di Sicurezza

dell'ONU. L'amministrazione Bush ha intenzione di fare la guerra con o

senza l'approvazione dell'ONU.



L'unico modo per prevenire che questa guerra abbia luogo nelle prossime

settimane è spodestare i governanti, che sono criminali di guerra. Una

precondizione per infrangere la legittimazione dell'amministrazione Bush è

il rivelare completamente i suoi legami con il terrorismo internazionale e

la sua complicità nei tragici fatti dell'11/9. Questo obiettivo può essere

raggiunto solamente piegando efficacemente la sua campagna di propaganda e

spargendo la verità attraverso una campagna di

informazione delle associazioni di base dei cittadini. Per fronteggiare

l'impasse al Consiglio di Sicurezza dell'ONU, l'ultimo disperato tentativo

di Washington è stato quello di collegare l'Iraq ad al Qaeda.



Al Qaeda di Osama bin Laden -- ora "sostenuta da Baghdad" -- viene

annunciata ad nauseam sia nelle dichiarazioni ufficiali che nei media come

un "Nemico dell'America", responsabile degli attacchi

terroristici dell'11/9. Le verità vengono contorte e rivoltate: Al Qaeda,

sostenuta da Baghdad, che

"prepara un attacco all'America", che giustifica una "preventiva" invasione

dell'Iraq per "difendere la

patria".



In un sondaggio d'opinione della CNN-Time Magazine il mese di fabbraio, il

76% degli intervistati riteneva che "Saddam fornisce assistenza ad al

Qaeda". In un altro sondaggio dove veniva chiesto "Saddam Hussein è stato

personalmente coinvolto negli attacchi dell'11settembre"? il 72% diceva

"che era vero o alquanto probabile" che Saddam fosse coinvolto. (CNN, 11

March 2003)

http://www.cnn.com/2003/WORLD/meast/03/11/Iraq.Qaeda.link/index.html



Ma chi è questo nemico esterno?



Mentre Colin Powell -- senza il sostegno di prove -- nel suo discorso

all'ONU indica "il sinistro nesso tra l'Iraq e la rete terroristica al

Qaeda", documenti ufficiali, rapporti della stampa e dell'intelligence

confermano che successive amministrazioni degli USA hanno sostenuto ed

assistito la rete militante islamica. Tale relazione è un fatto accertato,

corroborato da numerosi studi, riconosciuto dai think tanks ufficiali di

Washington:

http://globalresearch.ca/articles/CHO109C.html



Nel 1980 gli Stati Uniti combatterono un'altra guerra in questa regione con

mezzi simili, una guerra segreta contro l'Unione Sovietica ed una serie di

regimi sostenuti dai sovietici in Afghanistan. Bin Laden ed i suoi compari

terroristi, i loro ospiti afgani e le forze armate pakistane, fanno tutti

parte di questa storia passata degli U.S.A... Data un'opportunità per

minare l'Unione Sovietica, gli Stati Uniti divennero degli associati della

guerra per procura del Pakistan. ( Samina Ahmed, The United States and

Terrorism in

Southwest Asia; September 11 and Beyond, International Security, inverno

2001/2002)



Con l'attivo incoraggiamento della CIA e dell'ISI [Inter Services

Intelligence] del Pakistan, che voleva

trasformare la jihad afgana in una guerra globale di tutti gli stati

musulmani contro l'Unione Sovietica,

tra il 1982 ed il 1992 circa 35.000 radicali musulmani da 40 paesi islamici

si unirono alla lotta in

Afghanistan. Altre decine di migliaia vennero a studiare nelle madrasahs

pakistane. Alla fine, più di

100.000 musulmani radicali stranieri vennero influenzati direttamente dalla

jihad afgana. (Ahmed

Rashid, The Taliban: Exporting Extremism, Foreign Affairs,

novembre-dicembre 1999).



Al Qaeda è stata creata e sostenuta dalla politica estera USA. Nondimeno,

secondo Powell nella sua

"autorevole" presentazione del 5 febbraio all'ONU:



"Questi affiliati ad al Qaeda, con base a Baghdad, ora coordinano il

movimento di persone, denaro e

rifornimenti verso ed attraverso l'Iraq per la loro rete, ed operano

liberamente nella capitale da più di

otto mesi". Mentre i media USA applaudono, l'ex direttore della CIA

asserisce che "Sappiamo che a [l campo di addestramento terrorista iracheno

di] Salman Pak vi erano terroristi islamici in addestramento per dirottare

aeroplani in gruppi di quattro o cinque con piccoli coltelli", (News.max,

13 marzo 2003 ).

http://newsmax.com/showinsidecover.shtml?a=2003/3/13/112209





Ora, si dà proprio il caso che, come direttore della CIA durante la

presidenza Reagan, William Casey era il responsabile per l'invio di aiuti

segreti alle brigate islamiche in Afghanistan. In altre parole, Casey fu

uno degli architetti del terrorismo islamico.



La grande menzogna



Nei mesi che precedono l'invasione dell'Iraq le menzogne della politica

estera sono divenute sempre

più grottesche. Nondimeno, né i media, né i governi stranieri (compresi

quelli di Francia, Germania e

Russia) hanno avuto il coraggio di accusare apertamente l'amministrazione

Bush di mentire al

Consiglio di Sicurezza dell'ONU, di fabbricare un pretesto per fare la

guerra in violazione della carta

dell'ONU.



Secondo un "documento top secret britannico" citato dalla BBC, "non vi è

altro che inimicizia tra l'Iraq

ed al Qaeda. La BBC ha detto che la rivelazione è trapelata da funzionari

dell'intelligence [britannico]

sconfortati dal fatto che il loro lavoro venisse usato per giustificare la

guerra". (citato in Daily News,

New York, 6 febbraio 2003). Ironicamente, i documenti del Dipartimento di

Stato come anche quelli del

potente Council on Foreign Relations (CFR), che svolge un ruolo da dietro

le scene nella pianificazione

militare USA, suggeriscono che le dichiarazioni di Colin Powell all'ONU

sono fabbricate:



"La questione dei collegamenti iracheni ad al Qaeda rimane oscura, sebbene

alti funzionari dell'amministrazione Bush insistano che tali legami

esistono... Tutti gli esperti e funzionari del

Dipartimento di Stato notano che tutta la presenza di al qaeda in Iraq si

trova probabilmente nelle regioni del Nord al di fuori del controllo di

Saddam. Molti esperti dicono che vi sono indizi superficiali di

legami tra al Qaeda e l'Iraq, notando che il disprezzo di al Qaeda per i

governi arabi "empii" ne fa un

improbabile compagno di letto del regime secolare di Saddam".

Council on Foreign Relations (CFR) at

http://www.cfrterrorism.org/groups/alqaeda3.html



Inoltre, in una conferenza stampa tenuta assieme con il Primo Ministro

britannico Tony Blair alla fine del gennaio 2003, il Presidente Bush negò

categoricamente l'esistenza di collegamenti tra Baghdad ed al Qaeda,

controvertendo perciò le dichiarazioni del suo Segretario di Stato:

http://www.thememoryhole.org/war/no-saddam-qaeda.htm

[Adam Boulton, Sky News (London):] Una domanda per entrambe. Crediate che

vi sia un collegamento tra Saddam Hussein, un collegamento diretto, e gli

uomini che attaccarono l'11 settembre?



IL PRESIDENTE: Non posso fare questa affermazione.



IL PRIMO MINISTRO: Ciò risponde alla vostra domanda.



La risposta del presidente contraddice la dichiarazione fatta meno di un

mese dopo dal Segretario Colin Powell al Consiglio di Sicurezza dell'ONU

quando ha accusato Saddam di dare rifugio ad al Qaeda.



Allarmi terroristici fabbricati.



Il giorno seguente la floscia presentazione di Colin Powell al Consiglio di

Sicurezza dell'ONU

l'amministrazione Bush ha dichiarato un allarme terrorismo "codice

arancione". La disinformazione

veniva fabbricata in maniera totalmente improvvisata. Vennero

immediatamente dispiegati missili antiaerei attorno a Washington. I media

vennero inondati da storie sul sostegno iracheno ad un imminente attacco di

al Qaeda.



"La nazione ora è in Allarme Arancione perché le intercettazioni

dell'intelligence e la pura logica

suggeriscono che i nostri nemici islamici conoscono il modo migliore per

colpirci con il terrorismo sul suolo USA" (New York Post, 11 Feb 2003).



Era stata impiantata nella catena delle notizie (ABC News, 13 Feb 2003) una

storia fabbricata proveniente dalla CIA sulle cosiddette 'bombe sporche

radioattive'. Il Segretario Powell avvertì che "per i terroristi sarebbe

facile preparare bombe 'sporche' radioattive da far esplodere negli USA ...

'Non posso dire quanto facile sia... Ma penso che per noi sia saggio fare

in modo che il popolo americano sia almeno a conoscenza di questa

possibilità'". (ABC This Week quoted in Daily News (New York), 10 Feb.

2003).



Nel frattempo le reti TV avvertivano che "Gli hotel, i centri commerciali o

i condomini americani potrebbero essere già la prossima settimana bersagli

di al Qaeda ...". In seguito all'annuncio, decine di migliaia di americani

corsero ad acquistare nastro isolante, fogli di plastica e maschere antigas.



Più tardi trapelò che l'allarme terrorismo era stato fabbricato dalla CIA,

con tutta probabilità di

concerto con il Dipartimento di Stato (ABC News, 13 Feb. 2003). Per la

prima volta l'FBI aveva puntato il

dito contro la CIA. Mentre tacitamente riconosceva che l'allarme era un

falso, il Segretario della Homeland Security Tom Ridgedecideva di mantenere

l'allarme 'codice arancione'.



"Nonostante il rapporto fabbricato, non vi sono progetti di cambiare il

livello di minaccia. I funzionari hanno detto che sono state confermate

altre informazioni e che l'alto livello di precauzioni è pienamente

valido". ( ABC News, 13 Feb. 2003 )

http://abcnews.go.com/sections/wnt/US/terror030213_falsealarm.html



Pochi giorni dopo, in un'altra fallita iniziativa della propaganda, venne

presentato dal Segretario Colin Powell al Congresso USA un misterioso

nastro audio di Osama bin Laden come 'prova' che i terroristi islamici

"stanno facendo causa comune con un brutale ditttatore". (Un funzionario

USA citato dal The

Toronto Star, 12 Feb. 2003). Curiosamente, il nastro audio era in possesso

di Colin Powell prima che

venisse trasmesso dalla rete TV Al Jazeera. (Ibid.) , Il ruolo di Colin

Powell: dall'Iran-Contra all'11 settembre



Sia Colin Powell che il suo vice Richard Armitage, che con nonchalance

accusano Baghdad ed altri governi stranieri di "dar rifugio" ad al Qaeda,

hanno giocato un ruolo diretto, in momenti diversi delle loro carriere, nel

sostenere organizzazioni terroriste. Entrambe erano implicati -- operando

dietro le scene -- nello scandalo Irangate Contra durante l'amministrazione

Reagan, che comportò la vendita illegale di armi all'Iran per finanziare

l'esercito paramilitare Contra nicaraguense. Il Colonello Oliver North mise

in piedi una squadra comprendente [Richard] Secord; Noel Koch [vice di

Armitage], allora assistente segretario al Pentagono responsabile per le

operazioni speciali; George Cave, un ex capo stazione della CIA a Teheran,

e Colin Powell, assistente militare del Segretario alla Difesa USA Caspar

Weinberger...(The Guardian, December 10, 1986)



Sebbene Colin Powell non fosse direttamente coinvolto nei negoziati sul

trasferimento delle armi, che erano stati affidati a Oliver North, era tra

i "minimo cinque uomini al Pentagono che sapevano che le armi venivano

trasferite dalla CIA". (The Record, 29 December 1986). Il Ten. Gen. Powell

era  direttamente strumentale nel dare "luce verde" ad ufficiali di livello

inferiore dell'Irangate in aperta violazione delle procedure del Congresso.

Secondo il New York Times, Colin Powell prese la decisione (al livello di

presa di possesso), di permettere la consegna delle armi all'Iran:

Affrettatamente, uno degli uomini più vicini al Segretario alla Difesa

Weinberger, il Magg. Gen. Colin Powell, passò oltre le procedure di

"sistema di punto focale" ed ordinò alla Defense Logistics Agency

<http://www.dla.mil/about.asp>http://www.dla.mil/about.asp



[responsabile della presa in consegna] di dare il

primo di 2.008 missili TOW alla CIA, che agiva come

tramite per la consegna all'Iran" (New York Times, 16

February 1987)



Richard Armitage



Richard Armitage deteneva la posizione di Assistente Segretario alla Difesa

nell'amministrazione Reagan. Era a capo del coordinamento delle operazioni

militari che comprendevano l'operazione Iran-Contra. Era in stretto

collegamento con il Colonnello Oliver North.Il suo vice e funzionario capo

dell'antiterrorismo Noel Koch faceva parte della squadra messa su da Oliver

North. In seguito alla consegna dei missili anticarro TOW all'Iran, i

ricavi di queste vendite venivano depositati in conti bancari numerati ed

il denaro era usato per finanziare i Contra nicaraguensi. (UPI. 27 November

1987). Un rapporto classificato israeliano fornì ai comitati di indagine

Iran-Contra del Congresso la conferma che Armitage "era nello schema della

faccenda iraniana". (New York Times, 26 May 1989): "Con una posizione al

Pentagono che lo poneva a capo della sezione operazioni segrete, Armitage

fu parte negli affari segreti sulle armi dall'inizio. Era anch! e associato

all'ex aiutante alla sicurezza nazionale Oliver L. North in un gruppo

antiterrorismo della Casa Bianca, un'altra area che sarebbe stata pure

oggetto probabile di un'indagine del Congresso". (Washington Post, 26 May

1989) Il Direttore della CIA William Casey con la collaborazione di Richard

Armitage al Pentagono "condusse la guerra segreta dei mujahideen contro

l'Unione Sovietica..." (citato in Domestic Terrorism: The Big Lie The

"War") "Contragate was also an off-the-shelf drug-financed operation run by

Casey." (Ibid ).

http://www.ratical.org/ratville/CAH/AOPof911p11.html



Il finanziamento delle brigate islamiche



La procedura Iran Contra fu simile a quella usata in Afghanistan, dove

l'aiuto segreto veniva inviato alla brigata militante islamica (US News and

World Report, 15 dicembre 1986). Infatti parte dei ricavi delle vendite di

armi all'Iran erano stati diretti al finanziamento dei mujahideen. : "Il

Washington Post riportò che i profitti dalle vendite di armi all'Iran

venivano depositati in un conto gestito dalla CIA nel quale gli USA e

l'Arabia Saudita avevano versato 250 milioni di dollari ciascuno. Quel

denaro venne passato non solo ai contras in America centrale ma anche ai

ribelli che combattevano le truppe sovietiche in Afghanistan."(U.S. News &

World Report, 15 dicembre 1986) L'insabbiamento dell'Irangate Il

Consigliere per la Sicurezza Nazionale di Reagan, Contrammiraglio John

Pointdexter, più tardi incriminato con accuse di cospirazione e di avere

mentito al Congresso, venne sostituito come Consigliere per la Sicurezza

Naziona! le da Frank Carlucci. Ed il Magg. Gen. Colin Powell venne nominato

vice di Carlucci, ufficialmente il "numero due" della squadra della

Sicurezza Nazionale. "Entrambe arrivarono alla Casa Bianca dopo le

rivelazioni sull'Iran Contra e la pulizia [cioè insabbiamento] all'NSC che

seguì [lo scandalo Irangate]" (The MacNeil/Lehrer NewsHour, 16 giugno 1987).



Non è necessario dire che la pulizia fu un insabbiamento: Colin Powell era

nell'affare Irangate. Mentre diversi ufficiali dell'Irangate, compresi John

Pointdexter e Oliver North, vennero accusati di  comportamento criminale, i

principali attori alla CIA ed al Pentagono, cioè Armitage e Casey, non

vennero mai accusati, né lo fu il Tenente Generale Colin Powell che

autorizzò la presa in consegna dei missili TOW dalla Defense Logistics

Agency. http://www.dla.mil/about.asp



Inoltre, mentre le armi venivano segretamente vendute all'Iran, attraverso

canali ufficiali Washington stava anche fornendo armi a Baghdad. In altre

parole, Washington stava armando entrambe le parti della guerra Iran-Iraq.

E chi era incaricato dei negoziati per quelle vendite di armi a Baghdad?

Donald Rumsfeld. http://www.gwu.edu/~nsarchiv/NSAEBB/NSAEBB82/index.htm



La criminalizzazione dello Stato: i collegamenti tra i funzionari USA ed al

Qaeda Questi collegamenti storici alle organizzazioni terroriste non sono

che la punta dell'iceberg. Prove recenti suggeriscono che Colin Powell ed

il suo vice Richard Armitage furono coinvolti nell'insabbiamento politico

degli attacchi dell'11 settembre. Infatti, le prove puntano alla complicità

politica dei più alti livelli dell'amministrazione Bush.

http://www.globalresearch.ca/articles/CHO111A.html



E' l'amministrazione Bush piuttosto che il governo iracheno ad avere

collegamenti con il terrorismo islamico. Ma nessuna di queste informazioni

è arrivata al più vasto pubblico ed i media considerano largamente

irrilevante il collegamento di successive amministrazioni USA alla rete

militante islamica. (Per dettagli ed analisi vedi gli ampi riferimenti

bibliografici indicati più sotto). Vi sono documentati collegamenti tra al

Qaeda ed alti funzionari dell'amministrazione Bush, compresi il Segretario

Colin Powell ed il Vicesegretario Richard Armitage. Documentati dal

Congresso USA, vi sono dati dei collegamenti tra il Presidente Clinton ed

al Qaeda.

http://www.globalresearch.ca/articles/CHO206A.html

http://globalresearch.ca/articles/DCH109A.html



Il presidente della Commissione d'inchiesta sull'11/9 Thomas Kean nominato

dal Presidente Bush era socio d'affari di un potente membro della famiglia

bin Laden (V. Fortune Magazine, 22 gennaio 2003; Xymphora,

dicembre 2002 V. anche Global Outlook, No. 4, 2003 ).

http://www.fortune.com/fortune/print/0,15935,410237,00.html

http://www.globalresearch.ca/articles/XYM212A.html

http://www.globalresearch.ca/articles/CHO212A.html



Vi sono prove di dubbi collegamenti che coinvolgono membri del Congresso

USA, compresi il Senatore Bob Graham ed il Rep. Porter Goss, presidenti dei

Comitati di intelligence del Senato e della Camera. Colin Powell e Richard

Armitage hanno avuto colloqui di alto livello con l'ex capo dell'ISI

Generale Mahmoud Ahmad subito dopo l'11/9. Ora si dà proprio il caso che,

secondo l'FBI e l'intelligence indiano, il Generale Mahmoud, capo

dell'intelligence militare del Pakistan e presunto "pagatore" dietro gli

attacchi dell'11/9, aveva trasferito fondi al capo banda dell'11/9 Mohammed

Atta. Vi è anche ampia prova di collegamenti d'affari tra le famiglie Bush

e bin Laden (V. George W. Bush Financial Scams: selezione di articoli del

CRG ).

http://www.globalresearch.ca/articles/CHO206A.html

http://www.globalresearch.ca/articles/CHO111A.html

http://globalresearch.ca/articles/CRG207A.html



Nelle tavole in basso vi sono molti dei documentati "collegamenti" di alti

funzionari USA e politici eletti con la rete terrorista islamica. Le fonti

delle informazioni e le URL (dove disponibili) sono indicati nella colonna

di destra. Queste informazioni sono cruciali in un momento nel quale

l'amministrazione Bush accusa Baghdad di avere collegamenti con il

terrorismo internazionale. Quella che viene fornita in basso è una tavola

sinottica basata su numerosi studi, documenti e rapporti. Per un'analisi in

profondità ed anche per una rassegna storica della vasta relazione tra il

governo USA ed il terrorismo islamico il lettore è rinviato alla

bibliografia indicata più sotto.



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sabato, 17 gennaio 2009

Normanna Albertini sent a message to the members of Gaza: basta stragi!



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Subject: Padre Manuel Musallam, parroco di Gaza, 15 gennaio



«Vediamo Gaza soffrire.



Insieme ai civili sta morendo la pace»



Padre Manuel Musallam, parroco di Gaza, 15 gennaio



«Io sono ancora vivo, ma la pace lo è sempre meno; rispetto all’ultima volta che ci siamo sentiti c’è più odio, più sofferenza, più distruzione; non c’è acqua, non c’è pane, non c’è cibo; c’è più paura, ci sono più aeroplani, carri armati, soldati, guerra, violenza e morte.



Trascorriamo notte e giorno con la paura di essere colpiti da una bomba israeliana, con un rombo continuo e ossessivo che non ci lascia mai in pace.



I soldati israeliani distruggono tutto ciò che si regge in piedi, ordinano alla gente di uscire e abbattono le nostre case, una dopo l’altra; sono decine di migliaia gli sfollati, disperati nella confusione più generale.



I carri armati non sono ancora entrati nel cuore della città di Gaza, in questo momento si stanno accanendo sulla periferia da dove la gente è fuggita.



Gli israeliani sostengono che i combattenti Di Hamas si nascondono nelle moschee, negli ospedali e usano i civili come scudo umano?



Io chiedo loro di dimostrarlo. Perché io stesso vado negli ospedali, visito le moschee e non vedo un solo combattente.



Hamas è per strada, non si sta nascondendo, negli ospedali ci sono i 4.000 feriti colpiti dall’artiglieria e dalle bombe israeliane.



Quando questa guerra finirà, ci ritroveremo senza case, senza scuole, senza ospedali e questi feriti sono dei disabili che non potremo assistere e molti di loro sono solo dei bambini».



Link a questa pagina :



http://www.facebook.com/l.php?u=http://www.terrasantalibera.org%2FGazaSoffre-PadreMusallam.htm
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