indietro sketch.jpg (274497 byte)                                  478                          JavaScript scaricato da HTML.it avanti    

 

                      L'Iran ha bisogno dell'Italia e l'Italia ha bisogno dell'Iran

La dittatura occidentale ha forme alternative come quelle che qui compaiono e vengono denunciate,la differenza è che in quella classica  tutti ravvisano i chiari segni  del potere assoluto  mentre da noi la corruzione ha preceduto ogni rivalsa e ha messo i cittadini gli uni contro gli altri,quelli che difendono i diritti di tutti contro quelli che difendono il tornaconto personale e gli ignari.
Ciò che contraddistingue la nostra situazione è la doppiezza, più difficile da sconfiggere dell'aperta malvagità:

10 domande per gli italiani

Premio Paolo Borsellino. Fuori la mafia dallo Stato
(9:38)
Pescara_premio_Borsellino.jpg

A Pescara hanno sbagliato a porre 10 domande a Tom Tom Gasparri, invitato come oratore al premio Paolo Borsellino insieme a Clemente Mastella. Come poteva rispondere il camaleonte strabico? Ogni domanda iniziava con: "Pensa...". Tom Tom che pensa? Siamo seri.
Le 10 domande dovrebbero essere poste agli italiani, tutti. Sono loro, siamo noi, i responsabili della mattanza della democrazia. Non vorremmo dare veramente la responsabilità solo a Tom Tom o allo psiconano? La Repubblica fa domande sulle puttane, i giornali governativi sui trans. Il sesso è diventato l'arma di distrazione di massa. Il puttaniere è di destra, il frocio di sinistra. Perché Pdl e Pdmenoelle si attaccano su futili motivi di orifizi e non sulla morte di Borsellino, sui mafiosi in Parlamento e sul conflitto di interessi? Marrazzo contro D'Addario, Papi contro Boffo.
La merda nel ventilatore serve a nascondere la realtà di un comitato di affari trasversale. Se togli una carta, il castello crolla. Molti italiani sanno tutto questo, provano disgusto per la politica, ma non muovono un dito. La maggioranza degli italiani non merita Borsellino e Falcone. Galantuomini (una parola di cui si è perso il senso) morti per nulla. In un sistema mafioso, gli onesti sono i veri criminali.

LE 10 DOMANDE CHE IL POPOLO DELLE AGENDE ROSSE VOLEVA PORRE A GASPARRI:
1) Pensa che Borsellino sarebbe d’accordo con la presenza di circa 10 parlamentari condannati in via definitiva tra le fila del Pdl?
2) Pensa che Borsellino sarebbe d’accordo sulla presenza di Dell’Utri in Parlamento?
3) Pensa che Borsellino avrebbe condiviso l’affermazione di Berlusconi per cui Mangano era un eroe?
4) Pensa che Borsellino avrebbe condiviso l’eventualità di una candidatura come quella di Cosentino in Campania?
5) Pensa che Borsellino avrebbe condiviso la candidatura di Mastella, già indagato, alle europee e la sua elezione?
6) Si ricorda che nel 1994 lei affermò che: “Di Pietro è un mito” anche quando i giudici del pool entrarono negli uffici della Fininvest? Ha forse cambiato idea?
7) Che ne pensa del lodo Alfano? Sarà dunque contento della sua bocciatura? Se Berlusconi ha tempo per andare con le escort troverà anche il tempo per difendersi, non crede?
8) Perché l’Italia è stata condannata 4 volte dai tribunali (Corte di Giustizia europea, Corte Costituzionale, Tar del Lazio, Consiglio di Stato) per la vicenda Europa 7/Rete 4 anche dopo la legge che porta il suo nome? E perché l’Italia in quanto a libertà d’informazione è scesa al 49° posto nel 2009?
9) Pensa che Borsellino sarebbe stato d'accordo con il mancato scioglimento del Comune di Fondi per infiltrazioni mafiose come richiesto dal Prefetto di Latina e dallo stesso ministro Maroni?
10) Pensa che Borsellino avrebbe condiviso i continui attacchi alla magistratura da parte di Berlusconi (si ricorda “fare i giudici è da disturbati mentali” da Repubblica 2003) e degli esponenti del PDL, tra cui l’accusa di follia ai magistrati che indagano sulla strage di via D’Amelio?

Sito ufficiale del popolo delle agende rosse: http://www.ilpopolodelleagenderosse.it

Postato il 4 Novembre 2009 alle 15:18 in | listen_it_it.gifAscolta | Commenti (479) |
Commenti piu' votati | Scrivi | Invia il tuo video | Newsletter | Regìstrati |
Invia ad un amico | Condividi | Stampa | GrilloNews | Le opinioni sui Blog
Tags: Berlusconi, Dell'Utri, Europa 7, Fondi, Gasparri, Mangano, Maroni, Mastella, premio Paolo Borsellino

4 Novembre 2009

Droga e istituzioni: i cittadini devono sapere

drogaistituzioni.jpg

Pubblico il video e il testo della mia intervista rilasciata durante la puntata di "Il fatto del giorno", di martedi 3 novembre in onda su Rai2, dove rispondo alle domande della mia intervistatrice, Monica Setta, sul caso Marrazzo e il legame tra droga e Istituzioni.

Testo dell'intervista

Monica Setta: È un momento caldissimo per la politica. “I soldi servivano anche per la droga, tre ore dal Pubblico Ministero, sono stato rapinato, ma non ci fu nessun ricatto. Piero Marrazzo”. Antonio Di Pietro, lei è stato tra i primi ad avviare quella grande indagine che fu tangentopoli: Mario Chiesa, lo ricordiamo tutti, nel 1992 è stato in prima linea contro la corruzione ed è un po’ l’apripista della questione morale. Che sta succedendo? Sono vere le cose che leggiamo sui giornali sui politici corrotti e corruttori?
Antonio Di Pietro: Non confondiamo le due cose: Marrazzo con tangentopoli. Da una parte abbiamo a che fare con un drammatico fatto privato, dall'altra abbiamo a che fare con mazzette che giravano. Detto questo, vorrei dire subito cosa penso dell’uso della droga da parte degli amministratori pubblici e dei politici: la droga offusca il cervello, distrugge il corpo, non fa comprendere l’importanza delle cose. Un politico drogato, un amministratore drogato, non fa bene il suo mestiere, oltre al fatto che può essere ricattato, poiché gestisce risorse pubbliche. Sono contro la droga e, per questa ragione, sottoporrei al test antidroga ogni persona che voglia fare politica, che voglia amministrare la cosa pubblica, per sapere se è drogato o meno. Anche in Parlamento, perché in Parlamento gira.

Monica Setta: Ne gira molta?
Antonio Di Pietro: Gira, gira, ricordiamoci il servizio delle Iene.

Monica Setta: Senta, ma secondo lei c’è una classe politica veramente così volgare, così corrotta, così - mi passi il termine, che forse è forte - depravata, come la raccontano in questi giorni i giornali? Cioè scandali a sfondo sessuale, cocaina, auto blu: ieri Ferrero, il segretario di Rifondazione Comunista, ha denunciato proprio qui, nel nostro studio, che ci sono auto blu che portano politici che vanno in giro a comprare la cocaina.
Antonio Di Pietro: Se è per questo, ci sono anche politici che trasportano con l’aereo di Stato le escort in qualche residenza privata, quindi, voglio dire, è una situazione drammatica. Personalmente ritengo che le due cose vadano separate: la corruzione sistematica e sistemica nel nostro Paese c’è e riguarda tutti, ma non bisogna generalizzare perché ci sono politici che hanno fatto il loro dovere e sono morti per servire il Paese (Mattarella, La Torre, Moro) e ci sono politici che, invece, si sono riempiti le tasche alle spalle dei cittadini. Bisogna sempre fare una distinzione, analizzando caso per caso. Una cosa è certa: che nell’intimo e nel privato ogni persona può fare tutto quello che le pare e piace, senza commettere reati, e tenendo conto, però, che se amministra la cosa pubblica, deve fare una scelta di campo. Non può andare a battere i marciapiedi se fa l’amministratore: o fa l’uno o fa l’altro poiché le due cose non si conciliano, altrimenti l’esempio che si dà è un esempio schifosissimo. I bulli di cui si parla a scuola non sono figli di chissà chi, sono figli di un sistema che, a cominciare da una certa televisione, per finire con certi comportamenti di chi amministra la cosa pubblica, fa credere loro che il più forte e il più furbo vince nella giungla: nella giungla, non in un Paese civile!

Monica Setta: Senta, Di Pietro, ha avuto anche lei in mano questa famosa lista che contiene i nomi di politici, di personaggi della tv, dello spettacolo che sarebbero coinvolti nello scandalo degli incontri con i transessuali?
Antonio Di Pietro: No, grazie a Dio non ce l’ho e non la voglio. Non vado appresso a queste cose! cose!

Monica Setta: Secondo lei è giusto - glielo chiedo anche da ex Pubblico Ministero - avendole in mano, dare questi nomi o no? Cioè dove finisce e dove inizia il diritto di cronaca? Dove finisce il diritto di cronaca e dove inizia invece il diritto alla privacy?
Antonio Di Pietro: Il diritto alla privacy è sacrosanto per tutti ma l’esercizio di questa privacy è diverso tra chi è una persona che non ha incarichi e ruoli pubblici e chi lo è. E' bene che il cittadino, quando va a votare, sappia se va a votare un drogato, un tossicomane o una persona perbene, abbia pazienza!

Monica Setta: Però, mi scusi, se un cittadino vota un suo rappresentante che ha una volontà, un’inclinazione sessuale diversa da quella eterosessuale, secondo me non dovrebbe interessare.
Antonio Di Pietro: Scusi, però lei mi ha fatto un’altra domanda prima: lei mi ha parlato di droga, non di inclinazioni sessuali. Io sono un cattolico ma quando amministro, quando faccio politica la faccio in uno Stato laico e rispetto coloro che la pensano diversamente. Per me essere omosessuale o eterosessuale indica, semplicemente, due modi e due stati dell’essere, non c’è alcuna differenza: il problema non è che l’eterosessuale va bene se va a prostituite e l’omosessuale va male; tutti e due, se fanno spaccio di droga o se fanno un utilizzo indebito delle proprie autovetture di servizio, sono da condannare, sia che siano eterosessuali sia che siano omosessuali.

Postato da Antonio Di Pietro in | Scrivi | Stampa | Iscriviti
Commenti (59) | Cita sul tuo sito | Diffondi il post di Antonio Di Pietro nel tuo account Facebooktwittericon.jpgDiffondi il post di Antonio Di Pietro su OkNotizie Diffondi il post di Antonio Di Pietro su Segnalo.com Diffondi il post di Antonio Di Pietro su Technorati Diffondi il post di Antonio Di Pietro su Digg Diffondi il post di Antonio Di Pietro su Diggita

30 Ottobre 2009

Processo Dell'Utri: Spatuzza deporra' in aula

spatuzza.jpg

Secondo il pentito Gaspare Spatuzza i referenti politici della mafia dopo le stragi del '92 sarebbero stati Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri. Queste sono "parole nuove", ma di elementi per arrivare a questa conclusione ve ne sono a bizzeffe, basta leggersi, uno per tutti, la sentenza di primo grado di condanna di Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa (leggi la sentenza).

Caro senatore Dell’Utri, fondatore di Forza Italia ora Pdl, la sua speranza di un’assoluzione auspicata nella scorsa udienza, come vede, è oggi ancor più una Neverland di ieri. Chissà se una leggina “alla Ghedini”, o un lodo “alla Alfano” potranno qualcosa in più delle sue speranze che si vanno dissolvendo nella realtà dei fatti e della storia.


Testo del video servizio.

Il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza sarà invitato a deporre nel Processo d’Appello a carico del Senatore del Popolo della Libertà, Marcello Dell’Utri che si svolge a Palermo.

Lo ha deciso la Corte seconda sezione penale, presieduta da Claudio Dall’Acqua, dopo tre ore di camera di consiglio, accogliendo la richiesta formulata dal Procuratore Generale Nino Gatto.
All’udienza del 23 ottobre, infatti, il PG aveva chiesto la sospensione della sua requisitoria – giunta quasi alla formulazione della richiesta di condanna – e depositato i verbali delle dichiarazioni rese da Spatuzza ai pubblici ministeri della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo il 6 ottobre scorso.

Nell’ordinanza i Giudici hanno parlato della “assoluta necessità” di procedere all’audizione del collaborante facendo un esplicito riferimento al capitolo della sentenza di primo grado riguardante i risvolti politici provocati dalle presunte collusioni con Cosa Nostra dell’inventore di Forza Italia, Marcello Dell’Utri, riconosciuto, in primo grado, colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa e condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione.

La decisione, seppur limitatamente, riapre di fatto il dibattimento con delle nuove prove che aggravano il quadro – già inquietante – cristallizzato dal Tribunale.

Ai PM di Palermo Spatuzza ha raccontato che il boss Graviano tra il 93 ed il 94 lo aveva rassicurato sulla possibilità di accordi di tipo politico per ottenere benefici perché sarebbero nati dei buoni contatti tali tra il “paesano” Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi, che proprio in quel periodo cominciava a fare il pieno di consensi in Sicilia.

Gaspare Spatuzza sta collaborando con le Procure di Caltanissetta e Firenze proprio per l’individuazione dei mandanti occulti delle stragi in cui persero la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che un numero sempre maggiore di testimonianze riconducono alla trattativa tra lo Stato e Cosa Nostra. Un’inchiesta già condotta dalla Procura di Caltanissetta in cui furono indagati lo stesso Dell’Utri e Berlusconi, archiviata nel 1998 e che grazie alle nuove rivelazioni è stata riaperta. Oggi le piste investigative appaiono meno incerte e più concrete.

E’ anche grazie al pentito Spatuzza che si è potuta dimostrare la falsità della testimonianza di un altro pentito, Scarantino, che si era autoaccusato della partecipazione al delitto Borsellino riducendone la portata e le implicazioni istituzionali.

La Corte ha disposto l’acquisizione di tutti i verbali delle dichiarazioni di Spatuzza, comprese quelle rese ai magistrati di Firenze e di Caltanissetta.

Unica decisione, sostanzialmente, in linea con le richieste della difesa che si era opposta all’ipotesi formulata dal Procuratore Generale ed accolta oggi dalla Corte d’Appello.

Bocciata anche l’ipotesi di sollevare una questione di legittimità costituzionale dell’articolo 430 del codice di procedura penale relativo alle attività integrative di indagine. Secondo gli avvocati di Dell’Utri la Procura starebbe turbando il giudizio d’Appello. Secondo la Corte, invece, si tratta di una rigorosa applicazione dell’articolo 603 che invece disciplina l’acquisizione di nuove fonti di prova sopravvenute.

Nella prossima udienza saranno stabilite le modalità con cui il pentito Spatuzza sarà esaminato ed il calendario delle audizioni.

Postato da Antonio Di Pietro in | Scrivi | Stampa | Iscriviti
Commenti (152) | Cita sul tuo sito | Diffondi il post di Antonio Di Pietro nel tuo account Facebooktwittericon.jpgDiffondi il post di Antonio Di Pietro su OkNotizie Diffondi il post di Antonio Di Pietro su Segnalo.com Diffondi il post di Antonio Di Pietro su Technorati Diffondi il post di Antonio Di Pietro su Digg Diffondi il post di Antonio Di Pietro su Diggita



    indietro sketch.jpg (274497 byte)                                  478                          JavaScript scaricato da HTML.it avanti