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N.B- Su facebook è stato postato un video e altre notizie sul caso Marcucci e la sua riapertura,siccome non sono riuscita a copiarlo e a inserirlo metto il link :
 http://www.facebook.com/video/video.php?v=1120291135195&ref=mf

                                                               La truffa legalizzata

A volte le cose importanti si perdono in una miriade di notizie.

L'importanza di questa  ricerca sulla chemioterapia e dei  suoi risultati andrebbe sbandierata da ogni genere di informazione  degna di chiamarsi tale.

Come è possibile curare non avendo presenti e fissi questi dati?:

http://www.mednat.org/Nacci%20libro.pdf

Da pag.92 :

Per meglio definire la questione si riporta un lavoro scientifico australiano che prende in esame dieci anni di statistiche

mediche australiane e americane (gennaio 1994-gennaio 2004) sui risultati della CHEMIO nella cura del cancro.

I risultati sono catastrofici : su oltre 270.000 casi clinici considerati, in media solo il 2% dei pazienti sottoposti alla

Chemio risulta essere ancora vivo dopo 5 anni dall’inizio del trattamento “terapeutico”.

L’articolo è molto semplice come impostazione e, sia in tabella 1 (pp.551) che in tabella 2 (pp.552) sono riportate, in

ultima colonna, queste percentuali di sopravvissuti alla CHEMIO dopo 5 anni dall’inizio del trattamento:

percentuale di sopravvissuti dello zero per cento: cancro del pancreas, cancro dell’ utero, cancro della prostata, cancro

della vescica, cancro del rene, Melanoma, Sarcoma e Mieloma Multiplo;

percentuale di sopravvissuti dell’1% : cancro dello stomaco e del colon;

percentuale di sopravvissuti del 2% : cancro della mammella e del polmone;

percentuale di sopravvissuti del 3-5% : cancro del retto;

percentuale di sopravvissuti del 4-5% : tumori al cervello;

percentuale di sopravvissuti del 5% : cancro dell’esofago;

percentuale di sopravvissuti del 9% : cancro dell’ovaio;

percentuale di sopravvissuti del 10% : linfoma NON Hodgkin;

percentuale di sopravvissuti del 12% : cancro della cervice uterina;

percentuale di sopravvissuti del 40% : Seminoma del testicolo e Linfoma di Hodgkin.

L’articolo in oggetto, disponibile in PDF, è il seguente: Morgan G.: The contribution of cytotoxic chemotherapy to 5-

year survival in adult malignancies, Clinical Oncol., 2004, 16, pp.: 549-560

www.mednat.org/cancro/MORGAN.PDF

 Sono il resoconto di una truffa che si perpetua da decenni sotto i nostri occhi e che produce morte più di una guerra.
E' chiaro che chi si interessa di medicina e specificamente della materia non può non conoscerla o comunque dovrebbe conoscerla  ,ne consegue che chi svolge la professione secondo i canoni ufficiali invece che curare uccide.

Non c'è da stupirsi che chi ha coscienza sia stato bandito come indesiderabile dalla comunità medica ,anche ufficialmente, perchè ne compromette gli obiettivi che non sono quelli della salute generale.

E' un tale scandalo che è difficile da credere per chi istintivamente o necessariamente si fida del genere umano e  pensa che  certe strade vengano scelte per spontanea vocazione.

Le parole possono essere fraintese,male interpretate,falsate ma i numeri  hanno una verità intrinseca che nessuno può alterare.

Un tema d'italiano può essere valutato nei modi più disparati ma un problema di matematica o un calcolo  sono insindacabili,se sono giusti nessuno può dire di no e qui sta la giustizia  associata alla vera scienza.

Da questi dati consegue che una classe medica è stata interamente raggirata o corrotta,niente di nuovo se siamo a conoscenza dei traffici legati al comparaggio venuti alla luce nei primi anni duemila e di altre mostruosità che  sono rimaste celate ma sarebbe ora che certi valori facessero rapidamente il giro dei giornali e passassero agli utenti di una sanità che uccide invece che curare.

Ciò che si ricava dalla  tabella è che  le terapie  che vengono usate per curare  sono probabilmente la causa della morte e che non usarle lascerebbe come minimo le cose invariate,tranne forse i profitti di molti.

Che valore curativo o migliorativo ha una terapia che ha 0 successi quando viene applicata?

Chi ha sotto controllo questi malati non si accorge che gli esiti negativi si sommano senza tregua e che sopravvive solo una % irrisoria per resistenza al male o ai veleni che vengono insistentemente somministrati a fisici progressivamente debilitati con accanimento e senza tregua?

Questi tipi di cure sono oggettivamente illegali ,fuori legge ,inapplicabili per principio, visto che esistono regole  che rendono utilizzabile un farmaco soltanto a certe condizioni che sono specificate e fanno parte proprio del bagaglio della professione, non possono non essere conosciute da chi esercita la professione medica.

L'uso ufficiale di un farmaco è lecito quando usato su un campione di pazienti che hanno accettato la sperimentazione risulta più efficace del placebo e credo proprio che il placebo, il nulla condito di un appoggio psicologico, sia senz'altro più efficace di questi veleni elaborati e costosissimi.

L'evoluzione in negativo della medicina spiega come tutte le tecniche naturali siano state bollate quando, al contrario, nella loro  piccola esperienza ed economicità hanno avuto effetti strabilianti difficilmente negabili.
Qualche anno fa ho letto per caso il libro di un frate sugli effetti curativi dell'aloe una pianta originaria di una zona dell'America latina dove il cancro è praticamente sconosciuto e che ha ,oltre a questo effetto anticancro, un ampio spettro curativo(ne parla anche il testo del dottor Nacci) ,sono rimasta  sorpresa di come nessuno a livello ufficiale se ne fosse mai interessato visto che erano presenti molti riferimenti a persone contattabili  con documentazione clinica difficilmente falsificabile.

La stessa cosa ho pensato quando ho trovato altre tecniche che avevano avuto molti successi senza suscitare nessuna seria considerazione da parte dell'ufficialità come l'uso della VIT C endovena o  abbinata a prolina  e ad altri micronutrienti oppure il trattamento con bicarbonato del dott.Simoncini.

Purtroppo si sono creati dei cicli chiusi che renderanno queste malattie inestirpabili grazie al ciclo di soldi che si è creato e che ritorna nelle stesse casse di chi questi meccanismi perversi alimenta.
 
Le organizzazioni,fondazioni che sopravvivono grazie alla loro persistenza sono spesso  concausa di morte visto che devono,per forza di cose,produrre assolutamente nulla se non vogliono sparire,bisognerebbe indagare che parte delle loro entrate viene distribuita per il fine e quanta per le loro necessità.

Chiunque legga i valori sopra riportati dovrebbe chiederne ragione ai propri medici ,soprattutto se è coinvolto, pretendere risposte non evasive,ipocrite, non fondate sulla fiducia a priori medico-paziente riguardo a  temi di tali gravità.


A proposito di Big Pharma,ecco le ultime novità da qualcuno che ne aveva parlato in Report e che è stato abbandonato alla sua sorte dal sistema :

Da :http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=133

Carogna mangia carogna.

Avete letto? La RAI toglie la copertura legale a Report e ai suoi inviati. Presumo che Milena Gabanelli sia pienamente d'accordo, visto che proprio lei ha alacremente lavorato assieme alla RAI per negare la copertura legale a quello che era un suo giornalista di punta; ha cioè per anni avvalorato e controfirmato il medesimo abbandono in caso di grane giudiziarie che oggi i suoi dirigenti decretano per i suoi collaboratori. Ma bando alle ciance.

Milena Gabanelli, la falsa paladina della libera informazione RAI, si comportò da carogna con Paolo Barnard, tradendolo dopo 10 anni di fedeltà, tradendo tutto il libero giornalismo italiano, e schierandosi come uno stuoino ai piedi dei suoi padroni di viale Mazzini quando negarono al giornalista di Report qualsiasi appoggio legale in occasione di una citazione per danni. La vicenda è narrata per intero qui http://www.paolobarnard.info/censura.php e fu ripresa dalla Rete per mesi.

Oggi, a Gabanelli e ai suoi codazzi di redazione capita esattamente la stessa cosa. Accade che la RAI tradisce Gabanelli. La carogna RAI mangia la carogna Gabanelli. Sul Corriere della Sera del 05/09/2009 Aldo Grasso scrive:

… Non è un mistero che una trasmissione come quella di Milena Gabanelli sia a rischio. Non solo per compatibilità con la nuova dirigenza ma anche perché il dg Masi le ha tolto lo scudo dell'assistenza legale nonostante non abbia mai perso una causa (ogni autore dei servizi sarà responsabile in proprio di eventuali azioni legali, un sistema per togliere coraggio anche ai più coraggiosi)”.

Brutta notizia. Ma quando, come si diceva, la medesima cosa, e molto peggio, fu fatta dalla RAI a Paolo Barnard nel 2005, Gabanelli e i suoi codazzi di redazione non solo rimasero muti, non solo aggredirono le proteste di Barnard dandogli del vigliacco e del bugiardo, ma appoggiarono in pieno la condotta della RAI. Peggio: Barnard si trovò appunto senza copertura legale da parte dell'Azienda in un procedimento giudiziario originato da una sua inchiesta di Report - vale a dire abbandonato a pagare spese ed eventuali danni - ma scoprì che oltre tutto RAI e Gabanelli si accanivano contro di lui in aula di tribunale, nonostante quell’inchiesta di Barnard fosse stata da loro approvata, trasmessa, lodata e replicata.

La mia protesta di allora parlava proprio di Censura Legale, quella che Grasso ha sintetizzato fra parentesi, e lanciavo un allarme sul suo potenziale di strangolamento della libera informazione. Ma poiché a quel tempo era la 'paladina'  Gabanelli a infliggere Censura Legale, nessuno fra le 'belle anime' dell'Antisistema italiano volle muovere un dito. Travaglio pur di difendere la sua amica Milena mi diede pubblicamente del bugiardo. Oggi Censura Legale si abbatte sulla signora di Report, e tutti gridano allo scandalo. Che ipocriti.

Oggi carogna mangia carogna. Giusto. Che altro dire? Ah, sì, una cosa. Barnard all’epoca si rivolse anche ad Aldo Grasso per chiedergli di parlare di quell'ignobile ingiustizia che subiva. Grasso gli rispose: “Ma… sai… io sono amico della Gabanelli, e prima di attaccare un’amica dovrei vedere meglio...”. Barnard gli inviò le prove. Grasso non scrisse nulla. Oggi invece… Che pietà.

P.s. Grasso, non è vero che Gabanelli non abbia mai perso una causa. Ha perso proprio quella dove si accanì contro di me.

 

 

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