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                                                                            Se po' fa'...demose na' mano!

                                                              News dalle dittature...

                        (Metodi di instaurazione del totalitarismo)

                                               

 1)Il totalitarismo a schiaffo(Problema:reazione- soluzione)

Misure speciali vengono create a partire da una situazione di crisi creata artificialmente.

Senza far riferimento alle famose stragi del passato(di cui mai comprensibilmente si è venuti a capo)ecco un esempio attuale e sotto i nostri occhi.
 
A Napoli esisteva la discarica per eliminare l’emergenza di tutta la Campania per 6 mesi.

 Dal blog di Beppe Grillo:

1 Giugno 2008

Monnezzopoli/ 3 Bokassa Bassolino

Intervista a Ganapini

Che gioco stanno giocando?Perché eliminare le persone dai consigli comunali  e poi creare scontri con le forze dell’ordine?
Perché parlare della mozzarella di bufala campana quando i tumori e le malformazioni alla nascita crescono e si ritrova diossina nel latte materno?
Quali sono gli interessi da difendere al di là della sicurezza sanitaria e del degrado ambientale?
Forse la ragione sta nei 4 megainceneritori di cui tutti vogliono fare a meno meno le multinazionali che li installeranno?

 30.05.08
Monnezzopoli

video_marfella.jpg
Clicca l'immagine: "Chiaiano, prof.Marfella"

I treni della monnezza vanno a nord. Come uccelli migratori in primavera. Verso l’accogliente Germania che separa i nostri rifiuti e li trasforma in materie prime secondarie e in composti organici per l’industria. I treni dei rifiuti differenziati tornano quindi a sud. Verso l’Italia ridicola e cialtrona. Messa alla berlina in tutta Europa da partiti incapaci e corrotti.
Paghiamo la Germania per i rifiuti due volte: una all’andata e l’altra al ritorno. Per smaltirli come spazzatura e per comprarli come materia prima secondaria. La portavoce del ministero dell’Ambiente della Sassonia ha dichiarato: “I rifiuti non sono stati bruciati negli inceneritori, sono stati separati i rifiuti organici da quelli solidi, che diventeranno materie prime secondarie, una parte minore è stata trattata in un impianto meccanico-biologico e verrà venduto alle industrie”.
L’Italia è un ottimo cliente della propria spazzatura, è il terzo importatore di materie prime secondarie dalla Germania con due milioni di tonnellate all’anno. Importiamo plastica, metallo, carta dai tedeschi. La nostra plastica, il nostro metallo, la nostra carta. I tedeschi fanno i lavori che gli italiani non sanno più fare. Differenziare la spazzatura è un mestiere troppo complesso per il genio italico. Ma, soprattutto, rende poco. Gli inceneritori sono invece dei pozzi di petrolio per chi li fabbrica e per chi li gestisce.
Se dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono le società pubbliche di gestione dei rifiuti. E’ il richiamo della monnezza, è più forte di loro. L’emergenza rifiuti è un business, scoprite chi ci guadagna e avrete trovato la soluzione del problema. Per esempio, ma solo per esempio, chi è l’azionista principale dell’Impregilo? A chi appartiene la discarica di Chiaiano?

 


 2)Il totalitarismo  a piccoli passi(con degustazione)

 Permette di sottrarre libertà in modo celato facendolo in modo non immediato ma progressivo,ciò che verrebbe senz’altro rifiutato all'impronta,viene accettato a piccole dosi e con la scusa di una maggiore sicurezza o di uno stato di emergenza che diventa stazionario.

 Ricordate il chiasso che si creò per “Uccidete la democrazia” ?
Come è stato abilmente appiattito e annullato sarebbe qualcosa da studiare a fondo:una tecnica sopraffina e studiata con cui si rende appetibile anche la cosa più inaccettabile ai gusti comuni,se ne parla a raffica e poi si fa scomparire dalle scene dopo aver passato il caso alle vie legali,dopodiché tutti tacciono come tante scimmiette,questo perché la generalità dà importanza a ciò a cui gli altri danno importanza ,ha dei riferimenti fissi e difficilmente una propria autonomia di giudizio.
Se i  riferimenti preferiti diranno che la cosa è irrilevante(o non ne parleranno) lo sarà anche per loro.

La strategia di base  però è riuscire a schedare ogni persona per meglio gestirla,anche qui a piccoli passi...

Siamo sicuri che queste tecniche servano a difenderci e non a renderci tutti schiavi,guardate che cosa progettano le nuove tecnologie :


Dispositivi per l'identificazione di animali persone o cose costituiti da capsule di vetro bio-compatibili nelle versioni per animali o persone; la lettura dei dati avviene tramite un apposito lettore.
Grazie alla loro piccola taglia sono adattabili all'uso anche nelle specie animali più piccole...

....e del nostro DNA che ne vorranno fare visto che il disprezzo della vita è imperante?

Da:
 http://www.endoacustica.com/controllo_accessi.htm

 

Le nuove tecniche del riconoscimento biometrico


The new biometric identification technologies

Le nuove tecniche di riconoscimento biometrico

Le nuove tecniche di riconoscimento biometrico stanno facendo il loro ingresso nelle banche, nelle aziende e in alcuni enti pubblici. Ma presto sbarcheranno anche sui nostri personal computer, trasformando la password in un cimelio da modernariato.

Tecnologie fino ad ora adottate soltanto dall’FBI o di cui si è sentito parlare nei film di fantascienza incominciano ad essere alla base di progetti affascinanti e soprattutto attuabili. Il tutto all’insegna e a favore della sicurezza.

Le tecnologie biometriche, infatti, codificano digitalmente le caratteristiche della voce, degli occhi, il viso e le mani, e associano l’identità con gli attributi biologici memorizzati in un file. Negli Stati Uniti, alcune società che sviluppano il loro business su Internet, come Drug Emporium, ING Direct Canada e Election.com hanno dato il via a sperimentazioni di questo tipo, per controllare l'identità degli utenti durante la prescrizione di farmaci, l'accesso a conti bancari o il voto online. Sicuramente la biometria ha caratteristiche di sicurezza migliori dell’utilizzo di password e la sua funzionalità, con l’evoluzione dei software e dell’hardware, non dovrebbe deludere le aspettative.

Ma cosa si intende esattamente con biometria?

La scienza biometrica si basa sull’utilizzo delle caratteristiche fisiche di una persona per la sua identificazione. A differenza dei badge, delle key cards o delle password, la biometrica non può andare persa, non può essere utilizzata da più persone né venire contraffatta e fornisce una identificazione assoluta e certa.
Tutti i sistemi biometrici prevedono una fase iniziale di registrazione durante la quale vengono analizzate le caratteristiche fisiche dell’utente, in modo da memorizzare un codice che verrà poi ogni volta confrontato con quello ottenuto al momento del tentativo di accesso.
Tra le tecniche più conosciute e tradizionali, c’è la rilevazione delle impronte digitali. Coloro che vedono i film polizieschi sanno che nessun individuo ha le stesse impronte digitali. Chi si sottopone a questo test deve appoggiare un dito, di solito il pollice, su uno schermo. L’immagine dell’impronta scannerizzata viene confrontata con quella memorizzata nel database e fornisce l’autenticazione dell’identità.
Sul mercato sono già disponibili sistemi di analisi delle impronte digitali "domestici", per controllare ad esempio l’accesso a un PC. Con il tempo, sono state introdotte altre tecniche, come quelle legate al riconoscimento del viso o della voce.
In quest’ultimo caso, il riconoscimento vocale si basa sulle differenze biologiche e sulle caratteristiche della voce umana, caratteristiche che non possono essere imitate. È sufficiente pronunciare una password in un microfono o in un ricevitore telefonico e il software per l’identificazione della voce confronta la pronuncia con quella registrata e contenuta in un database.

 

Fingerprint

Serratura di sicurezza
Serratura di sicurezza

Questa serratura, dotata di un bel design, è sicura ed affidabile. Adatta per ville, uffici, aree militari e luoghi di divertimento. E' provvista di diversi metodi di sbloccaggio ad alta sicurezza e di un sistema di controllo elettronico indipendente di ingresso-uscita. Facile da imparare, usare ed installare. Usa corrente extra a 9 volt in caso di mancanza di alimentazione. La maniglia è disponibile nel tradizionale modello ad U ed in altri modelli...

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cod. art.: Fingerprint 6600-92 / 6600-86


IT 100A / IT 100M / IT 100H / HFC-400

Transponder

Trasponder

Dispositivi per l'identificazione di animali persone o cose costituiti da capsule di vetro bio-compatibili nelle versioni per animali o persone; la lettura dei dati avviene tramite un apposito lettore.
Grazie alla loro piccola taglia sono adattabili all'uso anche nelle specie animali più piccole...

 

 

Clicca sulla foto o su dettagli per saperne di più.

Trasponder
cod. art.: IT 100A / IT 100M / IT 100H / HFC-400

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Incredibile dispositivo di nuova generazione, progettato per mettere la parola fine, una volta per tutte, al problema della cancellazione sicura dei dati del vostro hard disk, in pochissimi secondi! A differenza di altre soluzioni incerte, come quelle derivanti dall'utilizzo di software di cancellazione dati, il DH fora il disco rigido in due punti con una pressione di due tonnellate, lasciando i dischi interni completamente distorti e inutilizzabili. Disponibile in quattro diversi modelli con differenti caratteristiche...

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sistema di cancellazione sicuro dei dati da supporti magnetici (prototipo)

Sistema di cancellazione totale ed immediato dei dati incisi su dischi magneto-ottici!

Proteggete voi stessi e le vostre informazioni dal  recupero nocivo attraverso i vostri supporti magnetici (Hard Disk, VHS, BETACAM, ZIP etc.),  con il nuovissimo sistema di cancellazione immediato dei dati !! Forse non tutti sanno che i  comuni dischi magnetici permettono di recuperare i dati in essi contenuti, anche se questi sono stati precedentemente cancellati con programmi specifici di pulizia...

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Ecco come si è passati a piccoli passi dalle impronte digitali per i clandestini  non identificati (giustificatamente) all’estensione ai passaporti(forse anche carta d’identità digitale?) di tutti e ai lavoratori comunali e, da queste, alla banca dati DNA.
Altro che tutela della privacy ,questi si inseriscono nelle  notizie che nessuno di noi può conoscere che vengono schedate e utilizzate chissà per quali fini .
…Hitler forse era meglio,comunque meno subdolo.

 

 1)Fai un passo....  

Da: 
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2002/05_Maggio/29/impronte.shtml

 


 

POLITICA

Ritenuta «inammissibile» la proposta di estendere a tutti il controllo

La Camera: impronte digitali per gli immigrati

Passato con 236 voti a favore l'emendamento messo a punto dalla Commissione Affari Costituzionali. 168 i voti contrari

ROMA - Saranno prese le impronte digitali a tutti gli stranieri

Le impronte digitali prese in un carcere

extracomunitari che chiederanno un permesso di soggiorno in Italia e a chi ne chiede il rinnovo: lo ha stabilito l'assemblea della Camera approvando un emendamento messo a punto dalla commissione Affari Costituzionali.
La norma sarà operativa dopo l'approvazione dell'intero provvedimento Fini-Bossi sull'immigrazione, anche da parte del Senato, che dovrà riesaminare il testo. La maggioranza ha votato a favore dell'emendamento, mentre le opposizioni si sono espresse contro.

I CONTRARI - Secondo Ulivo e Prc le impronte andrebbero prese a tutte le persone non identificabili (per esempio a quanti sono privi di documenti), mentre sarebbe «discriminatorio» rilevarle in base al fatto di avere o meno la nazionalità italiana. «Così dovremo rilevare le impronte anche ai cittadini Usa o svizzeri con i documenti in regola», ha sottolineato il socialista Enrico Buemi. «Creerete un incidente diplomatico internazionale», ha aggiunto il diessino Alberto Nigra.

Impronte digitali

«È una norma di garanzia - ha replicato la relatrice Isabella Bertolini - per gli stranieri regolari, perchè assicura loro la certezza dell'identità». E perchè, ha aggiunto Landi di Chiavenna (An) spesso si è data ospitalità a criminali con permessi di soggiorno contraffatti.

I VOTI - L'emendamento è stato approvato con 236 voti a favore, 168 contrari e due astenuti. Maura Cossutta (Pdci) ha annunciato che avrebbe abbandonato l'aula al momento della votazione contro una proposta discriminatoria.
Ieri l'Udc aveva presentato un suo emendamento alla legge sull'immigrazione: prevedeva di prendere le impronte digitali a tutte le persone presenti in Italia, sia italiane che straniere ma non è stato messo in votazione in aula alla Camera perchè ritenuto «inammissibile». La motivazione tecnica per respingere la proposta Udc dice che la Bossi-Fini riguarda «esclusivamente la condizione giuridica dello straniero», mentre l'emendamento dell'Udc avrebbe modificato il decreto legislativo del 2000 sul contenuto della carta di identità elettronica.

29 maggio 2002

LA CURIOSITA'


Beffati i sensori per il riconoscimento delle impronte

DAL CORRIERE DELLA SERA

D'Ambrosio: «Attenti alle schedature» (10 maggio)

DALL'ARCHIVIO DI CORRIERE.IT

La Margherita: «Prendiamo le impronte digitali agli immigrati» (9 maggio)

 

2)...fanne un altro....

 

Ricordate i due artisti che misero il sacco alla dea egiziana dell'Istat:

ARTE AZIONE "NUMERI NEL SACCO"

 

giannantoni (1 giorno fa)

Vi racconto come è andata dopo l'arresto:
I nostri amici sono stati portati al commissariato di via Farini 40 ; dove subito dopo sono stati raggiunti da un terzo fermato, un ragazzo estraneo all'"opera" ma colpevole di essersi complimentato !!
Tutti ad aspettare lì per 2 ore ; poi finalmente li hanno accompagnati fuori...fuori Roma , con 2 macchine e 4 poliziotti fino a Tor Cervara per le impronte digitali e la schedatura completa...Altre 3 ore ! Il crimine è stato servito!!!

 

3)...fai la riverenza

http://www.rassegna.it/2007/lavoro/articoli/impronte.htm

 

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Impronte digitali per i dipendenti
del Comune di Giugliano

 

di Maurizio Minnucci

 

Impronte digitali dei dipendenti comunali per combattere l’assenteismo. Dalla prossima settimana a Giugliano - comune di 110 mila abitanti in provincia di Napoli - accanto al classico badge magnetico, gli impiegati e gli operai del Comune saranno controllati anche tramite un sistema che tiene in memoria le impronte dell’indice della mano destra, rendendo impossibile, secondo le intenzioni del sindaco Tagliatatela, che si marchi il cartellino al posto di un altro.

Dura la reazione dei sindacati: “Una decisione inaccettabile. In un Comune medio-piccolo come Giugliano, in cui tra l’altro non si sono mai registrati particolari problemi di assenteismo, questo ci pare solo uno spreco di risorse, che per gli enti locali sono già poche”, spiega Antonio Santomassimo, segretario generale della Fp Cgil di Napoli. Le priorità, secondo il sindacato, sono ben altre: “A noi giungono continuamente richieste per migliorare servizi inefficienti, e mai avremmo pensato che si potesse ‘sprecare’ denaro pubblico in questo modo. In tutte le strutture pubbliche, penso a ospedali o Comuni ben più grandi di quello di Giugliano, il badge elettronico funziona benissimo. Solo qui, e non si sa perché, è considerato inefficiente”.

Oltre a non condividere il fine, la Fp Cgil critica anche il metodo adottato: “La concertazione è rimasta sulla carta, siamo di fronte a un comportamento nella pratica anti-sindacale. Un esempio? Noi non sappiamo neanche quanto sia costato il macchinario, e come spesso accade le decisioni le apprendiamo dai giornali a cose fatte”. C’è poi il problema di tutelare la privacy dei dipendenti: “All’interno di un Comune, non solo quello di Giugliano, sparisce di tutto, dalle carte d’identità alle cartucce per le stampanti. Ci preoccupa il fatto che le impronte digitali possano essere sottratte”, conclude Santomassimo.

Le Rsu del Comune avevano chiesto al sindaco di sospendere l'entrata in vigore del provvedimento in attesa di avere un parere dal Garante della privacy, ma il primo cittadino ha già fatto sapere che non c’è ragione di non attendere: “Abbiamo una relazione di un tecnico particolarmente abilitato a dare pareri in merito– spiega il sindaco -, si tratta di un mezzo moderno e a questa vicenda è stato dato un rilievo mediatico eccessivo. Frequento la Pubblica amministrazione da anni – conclude Tagliatatela - e come sempre le novità determinano preoccupazione, tensioni e difficoltà. Comunque la settimana prossima si parte”.

D’accordo con il sindaco è Pietro Ichino, professore ordinario di Diritto del lavoro all'Università Statale di Milano, intervistato sull’argomento da Labitalia: “L'uso dell'impronta digitale per l'identificazione elettronica del lavoratore, in ingresso e in uscita, non contrasta con alcuna disposizione dello 'Statuto dei Lavoratori', né con alcuna norma a tutela della privacy del lavoratore stesso. È una forma di controllo dell'adempimento contrattuale del tutto legittima. La sola differenza con il badge magnetico - conclude il giuslavorista - sta nel fatto che col nuovo sistema la frode è impossibile”.

 

(www.rassegna.it, 5 aprile 2007)

 

 

Vi sarà inserito un chip con l'immagine del volto e le impronte digitali

Anche elettronico il nuovo passaporto

(Dm Esteri 29.11.2005 Gu 17.1.2006)

Il decreto del 29 novembre 2005 del Ministero degli Affari Esteri, aggiorna il libretto del passaporto ordinario, presentandone tutte le caratteristiche essenziali. In particolare, nella revisione dei processi di emissione del passaporto ordinario e degli sviluppi tecnologici è previsto l'inserimento del microprocessore RF/ID di prossimità (chip) nella copertina del passaporto, conforme alla direttiva ISO 1443, alle specifiche ICAO OS/LDS con capacità minima di 64Kb e durabilità di almeno 10 anni. Nel chip verranno memorizzate, in formato interoperativo, l'immagine del volto e le impronte digitali del dito indice di ogni mano. Inoltre nel chip verranno memorizzate le informazioni già presenti sul supporto cartaceo relative al passaporto ed al titolare, nonché i codici informatici per la protezione ed inalterabilità dei dati e quelle necessarie per renderne possibile la lettura agli organi di controllo. Gli elementi biometrici contenuti nel chip potranno essere utilizzati solo al fine di verificare l'autenticità del documento e l'identità del titolare attraverso elementi comparativi direttamente disponibili quando la legge preveda che siano necessari il passaporto o altro documento di viaggio. I dati biometrici raccolti ai fini del rilascio del passaporto non saranno conservati in banche di dati. Prima del 1° gennaio 2006 potranno essere emessi passaporti elettronici a fini sperimentali. I modelli di passaporti già in uso alla data di pubblicazione del decreto potranno essere rilasciati fino ad esaurimento delle relative scorte. Il decreto non incide sulla validità dei passaporti precedentemente rilasciati.(26 gennaio 2006)

 

 4)...fai la penitenza!

 

Ecco il pacchetto sicurezza:

Da : http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2104210


Anno XII n. 2869 di mercoledì 31 ottobre 2007 - PI / News

Il Governo vara la Banca Dati del DNA

Con il Pacchetto Sicurezza è stata approvata anche la realizzazione di quel database genetico che le autorità ritengono indispensabile. Nella Banca Dati finiranno i dati di molti, ma non di tutti

 

Roma - La Banca Dati del DNA si farà. Lo ha promesso ieri il Governo, inserendo il disegno di legge per la sua istituzione nel cosiddetto Pacchetto Sicurezza, una mossa che non sorprende visti i molti sì conquistati dal progetto nelle ultime settimane.

Il database genetico, a differenza di quanto avviene in altri paesi come il Regno Unito, verrà usato esclusivamente per l'analisi dei soli "segmenti non codificati del genoma umano, vale a dire quelli dai quali non siano desumibili informazioni sulle caratteristiche del soggetto analizzato, quali ad esempio le malattie". In ogni caso lo scopo della Banca Dati, ovvero di coadiuvare le attività di indagini, pone limitazioni rilevanti all'utilizzo delle informazioni che conterrà.

Tra i soggetti a cui sarà effettuato il prelievo vi sono detenuti, persone in stato di fermo (in questo caso solo dopo via libera del magistrato) e i condannati per reati "non colposi". In buona sostanza il prelievo dei campioni di DNA non riguarderà la stragrande maggioranza degli italiani.

Altre garanzie previste dal disegno di legge comprendono un accesso limitato ai dati, che sarà possibile solo a personale addetto, i cui accessi al sistemone verranno registrati. Un abuso da parte di un funzionario potrà essere punito con la reclusione da 1 a 3 anni.

Ma sono decisive anche le modalità di cancellazione dei dati. Questa avverrà in ogni caso qualora un imputato sia assolto con sentenza definitiva e perché "il fatto non sussiste", in ogni caso in cui il prelievo non abbia seguito le procedure di garanzia che verranno stabilite, dopo 40 anni dal prelievo (un termine "ritenuto congruo per superare, sulla base dell'esperienza, il periodo di recidiva"). I campioni di DNA, invece, saranno distrutti dopo massimo 20 anni.

Sul fronte della sicurezza dei dati, una delle grandi preoccupazioni degli esperti, si è deciso di tenere distinti il luogo dove avvengono raccolta e confronto dei profili del DNA, ossia la Banca Dati vera e propria, e il luogo dove si estraggono e conservano i campioni biologici e i profili, ossia il Laboratorio Centrale. Questo, sostiene il Governo, "ha evitato una promiscuità che poteva rivelarsi dannosa per la genuinità dei dati raccolti ed analizzati".

Ma un database del genere serve davvero? Stando alle motivazioni addotte dal Governo per la sua istituzione, la Banca Dati può rivelarsi decisiva nell'individuare autori di reati e facilitare la collaborazione tra le diverse polizie anche in un'ottica anti-terrorismo (come previsto dal trattato di Prum). In realtà, come spiegava recentemente Stefano Rodotà, una raccolta di dati genetici già avviene per finalità investigative, ma al di fuori di qualsiasi regolamentazione specifica. La speranza, dunque, è che una norma dedicata, che pone al centro il Garante della Privacy e il il Comitato nazionale per la Biosicurezza e le biotecnologie, possa schivare quelle "situazioni di privazione dei diritti" paventate dallo stesso Rodotà.

Ciò che non viene affrontato dal disegno di legge, anche perché è evidentemente materia di speculazione, è l'impatto della disponibilità dei profili genetici sulla preparazione degli inquirenti e sulle modalità di indagine. Da sempre, infatti, il timore degli esperti di security è che strumenti biometrici tendano a comprimere procedure e tempistiche delle indagini in favore della "prova facile" che può essere costituita da dati solo in apparenza incontrovertibili come quelli genetici.

1.   Punto Informatico è testata giornalistica quotidiana - Tribunale di Roma n. 51 del 7.2.1996

2.   Fondato da Andrea De Andreis nel 1995

3.  De Andreis Editore Srl - P.IVA: 06696301008 - ROC: 7983

 Ammesso che tutti sappiano che cos'è il Dna,tutti d'accordo...!  

Da:

http://www.observa.it/view_page.aspx?ID=366&LAN=ITA

Banca del DNA
Italiani favorevoli, se serve alla lotta alla criminalità.

Banca DNAAccedere ai dati genetici per una maggiore tutela della sicurezza. È un tema delicato che anima il dibattito pubblico, contrapponendo le esigenze collettive alle garanzie di privacy dei singoli. L’annuncio dell’imminente esame da parte del Consiglio dei Ministri Italiano del provvedimento che vorrebbe istituire la banca dati nazionale del Dna, lo ha riportato all’ordine del giorno dell’agenda politica e mediale.
Nonostante le reazioni controverse emerse nell’ambito del dibattito politico, è molto probabile l’opinione pubblica italiana accolga con favore la proposta.

Un’indagine promossa dal Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie e realizzata da Observa, che ha anticipato molti degli elementi cruciali del dibattito, evidenzia infatti che la grande maggioranza degli Italiani è favorevole non solo all’utilizzo degli esami del dna nell’ambito della lotta alla criminalità (80%) ma anche a conservare i dati sul DNA di criminali e sospettati in una banca dati a disposizione delle Forze dell’Ordine.


In vista di una più efficace lotta alla criminalità, la disponibilità degli Italiani a permettere alle autorità l’utilizzo delle tecniche d’indagine più sofisticate, tra cui la raccolta e l’esame dei profili genetici è amplissima.
Secondo l’indagine, discussa anche in presenza di Luciano Garofano. Comandante dei RIS Carabinieri di Parma, il 90% dei cittadini sarebbe disposto a rendere accessibili le proprie informazioni personali in vista di una maggior tutela della propria sicurezza: oltre il 60% lo farebbe addirittura su ogni tipo di informazione relativa alla sua persona.
Sfiora l’80%, come si diceva, la quota di quanti sarebbero nel complesso favorevoli all’utilizzo degli esami del DNA nell’ambito della lotta al crimine. Almeno un Italiano su due (57,2%), in particolare, è favorevole al prelievo della saliva per qualsiasi tipo di crimine, mentre poco meno di uno su tre (30,6%) ne vincolerebbe l’impiego a particolari tipi di reati, come la violenza sessuale, l’omicidio o il terrorismo.

Va notato comunque che non sempre la disponibilità all’utilizzo degli esami del DNA si accompagna ad una piena comprensione della loro natura e delle loro potenzialità. Se quasi il 90% individua nei campioni di sangue e saliva un materiale suscettibile di essere usato per estrarre il DNA, oltre il 30% ritiene che anche un’impronta digitale possa prestarsi a fornire lo stesso tipo di informazioni; inoltre per una quota non trascurabile di intervistati, questi esami sono potenzialmente in grado di rivelare anche predisposizioni a svolgere certi lavori o inclinazioni a compiere atti criminali.

L’indagine mette poi in luce come la grande maggioranza degli Italiani (l’85%) consideri effettivamente giusto conservare i dati del DNA di criminali e sospettati in una speciale banca dati a disposizione delle forze dell’ordine. La percentuale di favorevoli resta al 60% anche quando si parla di creare una banca dati del DNA a scopo identificativo estesa a tutti i cittadini.
Il motivo principale dei contrari ad un simile archivio è il rischio di violazione della privacy (59,2% dei contrari); ma non manca chi teme che la creazione di un archivio centrale possa “aprire la strada alla schedatura di massa” (20,6%) oppure possa favorire la discriminazione nell’ambito del lavoro (18%).
Chi invece è favorevole ne consentirebbe l’accesso in primo luogo alle Forze dell’Ordine (90% dei favorevoli) e in secondo luogo alla Protezione Civile (74%) per l’identificazione delle vittime nel caso di calamità naturali e agli scienziati (71%) per migliorare le loro conoscenze da utilizzare poi in ambito investigativo.

Il rapporto completo della ricerca è disponibile qui


L’ indagine è stata condotta tramite interviste telefoniche su un campione di 1011 casi rappresentativo della popolazione italiana sopra i 15 anni; la supervisione scientifica è di Federico Neresini (Università di Padova), Massimiano Bucchi (Università di Trento) e Giuseppe Pellegrini (Università di Padova) in collaborazione con Valeria Arzenton.

rassegna stampa

 

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