
Se po' fa'...demose na' mano!
News dalle dittature...
(Metodi di instaurazione del totalitarismo)
1)Il totalitarismo a schiaffo(Problema:reazione- soluzione)
Misure speciali vengono create a partire da una
situazione di crisi creata artificialmente.
Senza far riferimento alle famose stragi del passato(di cui mai
comprensibilmente si è venuti a capo)ecco un esempio attuale e sotto i nostri
occhi.
A Napoli esisteva la discarica per eliminare l’emergenza di tutta la Campania
per 6 mesi.
Dal blog di Beppe Grillo:
Che gioco stanno giocando?Perché eliminare le persone
dai consigli comunali e poi creare
scontri con le forze dell’ordine?
Perché parlare della mozzarella di bufala campana quando i tumori e le malformazioni alla nascita crescono e si ritrova diossina nel latte
materno?
Quali sono gli interessi da difendere al di là della sicurezza sanitaria e del
degrado ambientale?
Forse la ragione sta nei 4 megainceneritori di cui tutti vogliono fare a meno
meno le multinazionali che li installeranno?
30.05.08
Monnezzopoli

Clicca
l'immagine: "Chiaiano, prof.Marfella"
I treni della monnezza vanno a nord. Come uccelli migratori in
primavera. Verso l’accogliente Germania che separa i nostri
rifiuti e li trasforma in materie prime secondarie e in
composti organici per l’industria. I treni dei rifiuti differenziati tornano
quindi a sud. Verso l’Italia ridicola e cialtrona. Messa alla berlina in tutta
Europa da partiti incapaci e corrotti.
Paghiamo la Germania per i rifiuti due volte: una all’andata
e l’altra al ritorno. Per smaltirli come spazzatura e per comprarli come
materia prima secondaria. La portavoce del ministero dell’Ambiente della Sassonia
ha dichiarato: “I rifiuti non sono stati bruciati negli inceneritori, sono
stati separati i rifiuti organici da quelli solidi, che diventeranno materie
prime secondarie, una parte minore è stata trattata in un impianto
meccanico-biologico e verrà venduto alle industrie”.
L’Italia è un ottimo cliente della propria spazzatura, è il terzo
importatore di materie prime secondarie dalla Germania con due milioni
di tonnellate all’anno. Importiamo plastica, metallo, carta dai
tedeschi. La nostra plastica, il nostro metallo, la nostra carta. I tedeschi
fanno i lavori che gli italiani non sanno più fare. Differenziare la spazzatura
è un mestiere troppo complesso per il genio italico. Ma, soprattutto, rende
poco. Gli inceneritori sono invece dei pozzi di
petrolio per chi li fabbrica e per chi li gestisce.
Se dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono le società pubbliche di
gestione dei rifiuti. E’ il richiamo della monnezza, è più forte di loro.
L’emergenza rifiuti è un business, scoprite chi ci guadagna
e avrete trovato la soluzione del problema. Per esempio, ma solo per esempio,
chi è l’azionista principale dell’Impregilo? A chi appartiene la discarica
di Chiaiano?
2)Il totalitarismo a piccoli passi(con degustazione)
Permette di sottrarre libertà in modo celato facendolo in modo non immediato ma progressivo,ciò che verrebbe senz’altro rifiutato all'impronta,viene accettato a piccole dosi e con la scusa di una maggiore sicurezza o di uno stato di emergenza che diventa stazionario.
Ricordate il chiasso che si creò
per “Uccidete la democrazia” ?
Come è stato abilmente appiattito e annullato sarebbe qualcosa da studiare a
fondo:una tecnica sopraffina e studiata con cui si rende appetibile anche la
cosa più inaccettabile ai gusti comuni,se ne parla a raffica e poi si fa
scomparire dalle scene dopo aver passato il caso alle vie legali,dopodiché
tutti tacciono come tante scimmiette,questo perché la generalità dà
importanza a ciò a cui gli altri danno importanza ,ha dei riferimenti fissi e
difficilmente una propria autonomia di giudizio.
Se i riferimenti preferiti diranno che la cosa è irrilevante(o non ne
parleranno) lo sarà anche per loro.
La strategia di base però è riuscire a schedare ogni persona per meglio gestirla,anche qui a piccoli passi...
Siamo sicuri che queste tecniche servano a difenderci e non a renderci tutti schiavi,guardate che cosa progettano le nuove tecnologie :
Dispositivi per l'identificazione di animali persone o
cose costituiti da capsule di vetro bio-compatibili nelle versioni per
animali o persone; la lettura dei dati avviene tramite un apposito lettore.
Grazie alla loro piccola taglia sono adattabili all'uso anche nelle specie
animali più piccole...
....e del nostro DNA che ne vorranno fare visto che il disprezzo della vita è imperante?
Da:
http://www.endoacustica.com/controllo_accessi.htm
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Ecco come si è passati a
piccoli passi dalle impronte digitali per i clandestini non
identificati (giustificatamente) all’estensione ai passaporti(forse anche
carta d’identità digitale?) di tutti e ai lavoratori comunali e, da queste,
alla banca dati DNA.
Altro che tutela della privacy ,questi si inseriscono nelle
notizie che nessuno di noi può conoscere che vengono schedate e
utilizzate chissà per quali fini .
…Hitler forse era meglio,comunque meno subdolo.
1)Fai un passo....
Da:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2002/05_Maggio/29/impronte.shtml
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POLITICA Ritenuta
«inammissibile» la proposta di estendere a tutti il controllo La
Camera: impronte digitali per gli immigrati Passato
con 236 voti a favore l'emendamento messo a punto dalla Commissione Affari
Costituzionali. 168 i voti contrari ROMA - Saranno prese le impronte
digitali a tutti gli stranieri
extracomunitari che chiederanno un permesso di soggiorno in
Italia e a chi ne chiede il rinnovo: lo ha
stabilito l'assemblea della Camera approvando un emendamento messo a punto
dalla commissione Affari Costituzionali.
«È una norma di garanzia - ha replicato la relatrice
Isabella Bertolini - per gli stranieri regolari, perchè assicura loro la
certezza dell'identità». E perchè, ha aggiunto Landi di Chiavenna (An) spesso
si è data ospitalità a criminali con permessi di soggiorno contraffatti. 29
maggio 2002 |
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2)...fanne un altro....
Ricordate i due artisti che misero il sacco alla dea
egiziana dell'Istat:
ARTE AZIONE "NUMERI NEL SACCO"
giannantoni (1 giorno fa)
Vi racconto come è andata dopo l'arresto:
I nostri amici sono stati portati al commissariato di via Farini 40 ; dove
subito dopo sono stati raggiunti da un terzo fermato, un ragazzo estraneo
all'"opera" ma colpevole di essersi complimentato !!
Tutti ad aspettare lì per 2 ore ; poi finalmente li hanno accompagnati
fuori...fuori Roma , con 2 macchine e 4 poliziotti fino a Tor Cervara per le
impronte digitali e la schedatura completa...Altre 3 ore ! Il crimine è
stato servito!!!
3)...fai la riverenza
http://www.rassegna.it/2007/lavoro/articoli/impronte.htm
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Impronte digitali per i dipendenti |
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di Maurizio Minnucci |
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Impronte digitali dei
dipendenti comunali per combattere l’assenteismo. Dalla prossima
settimana a Giugliano - comune di 110 mila abitanti in provincia di Napoli
- accanto al classico badge magnetico, gli impiegati e gli operai del
Comune saranno controllati anche tramite un sistema che tiene in memoria
le impronte dell’indice della mano destra, rendendo impossibile, secondo
le intenzioni del sindaco Tagliatatela, che si marchi il cartellino al
posto di un altro. |
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(www.rassegna.it, 5 aprile 2007) |
Vi sarà inserito un chip con l'immagine del volto e le impronte
digitali
Anche elettronico il nuovo passaporto
(Dm
Esteri 29.11.2005 Gu 17.1.2006)
Il decreto del 29 novembre 2005 del Ministero
degli Affari Esteri, aggiorna il libretto del passaporto ordinario,
presentandone tutte le caratteristiche essenziali. In particolare, nella
revisione dei processi di emissione del passaporto ordinario e degli sviluppi
tecnologici è previsto l'inserimento del microprocessore RF/ID di prossimità
(chip) nella copertina del passaporto, conforme alla direttiva ISO 1443, alle
specifiche ICAO OS/LDS con capacità minima di 64Kb e durabilità di almeno 10
anni. Nel chip verranno memorizzate, in formato interoperativo, l'immagine del
volto e le impronte digitali del dito indice di ogni mano. Inoltre nel chip
verranno memorizzate le informazioni già presenti sul supporto cartaceo
relative al passaporto ed al titolare, nonché i codici informatici per la
protezione ed inalterabilità dei dati e quelle necessarie per renderne
possibile la lettura agli organi di controllo. Gli elementi biometrici contenuti
nel chip potranno essere utilizzati solo al fine di verificare l'autenticità
del documento e l'identità del titolare attraverso elementi comparativi
direttamente disponibili quando la legge preveda che siano necessari il
passaporto o altro documento di viaggio. I dati biometrici raccolti ai fini del
rilascio del passaporto non saranno conservati in banche di dati. Prima del 1°
gennaio 2006 potranno essere emessi passaporti elettronici a fini sperimentali.
I modelli di passaporti già in uso alla data di pubblicazione del decreto
potranno essere rilasciati fino ad esaurimento delle relative scorte. Il decreto
non incide sulla validità dei passaporti precedentemente rilasciati.(26
gennaio 2006)
4)...fai
la penitenza!
Ecco il
pacchetto sicurezza:
Da : http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2104210
Anno XII n. 2869 di mercoledì 31 ottobre
2007 - PI / News
Roma - La Banca Dati del DNA si farà.
Lo ha promesso ieri il Governo, inserendo il disegno di legge per la sua
istituzione nel cosiddetto Pacchetto
Sicurezza, una mossa che non sorprende visti i molti
sì conquistati dal progetto nelle ultime settimane.
Il database genetico, a differenza di quanto avviene in altri
paesi come
il Regno Unito, verrà usato esclusivamente per l'analisi dei soli
"segmenti non codificati del genoma umano, vale a dire quelli dai quali
non siano desumibili informazioni sulle caratteristiche del soggetto
analizzato, quali ad esempio le malattie". In ogni caso lo scopo della
Banca Dati, ovvero di coadiuvare le attività di indagini, pone limitazioni
rilevanti all'utilizzo delle informazioni che conterrà.
Tra i soggetti a cui sarà effettuato il prelievo vi sono
detenuti, persone in stato di fermo (in questo caso solo dopo via libera del
magistrato) e i condannati per reati "non colposi". In buona
sostanza il prelievo dei campioni di DNA non riguarderà la stragrande
maggioranza degli italiani.
Altre garanzie previste dal disegno di legge comprendono un accesso
limitato ai dati, che sarà possibile solo a personale addetto, i cui
accessi al sistemone verranno registrati. Un abuso da parte di un funzionario
potrà essere punito con la reclusione da 1 a 3 anni.
Ma sono decisive anche le modalità di cancellazione dei dati.
Questa avverrà in ogni caso qualora un imputato sia assolto con sentenza
definitiva e perché "il fatto non sussiste", in ogni caso in
cui il prelievo non abbia seguito le procedure di garanzia che verranno
stabilite, dopo 40 anni dal prelievo (un termine "ritenuto congruo per
superare, sulla base dell'esperienza, il periodo di recidiva"). I
campioni di DNA, invece, saranno distrutti dopo massimo 20 anni.
Sul fronte della sicurezza dei dati, una delle grandi
preoccupazioni degli esperti, si è deciso di tenere distinti il luogo dove
avvengono raccolta e confronto dei profili del DNA, ossia la Banca Dati vera e
propria, e il luogo dove si estraggono e conservano i campioni biologici e i
profili, ossia il Laboratorio Centrale. Questo, sostiene il Governo, "ha
evitato una promiscuità che poteva rivelarsi dannosa per la genuinità dei
dati raccolti ed analizzati".
Ma un database del genere serve davvero? Stando alle motivazioni addotte
dal Governo per la sua istituzione, la Banca Dati può rivelarsi decisiva
nell'individuare autori di reati e facilitare la collaborazione tra le diverse
polizie anche in un'ottica anti-terrorismo (come previsto dal trattato di
Prum). In realtà, come spiegava
recentemente Stefano Rodotà, una raccolta di dati genetici già
avviene per finalità investigative, ma al di fuori di qualsiasi
regolamentazione specifica. La speranza, dunque, è che una norma dedicata,
che pone al centro il Garante della Privacy e il il
Comitato nazionale per la Biosicurezza e le biotecnologie, possa
schivare quelle "situazioni di privazione dei diritti" paventate
dallo stesso Rodotà.
Ciò che non viene affrontato dal disegno di legge, anche perché è
evidentemente materia di speculazione, è l'impatto della disponibilità dei
profili genetici sulla preparazione degli inquirenti e sulle modalità di
indagine. Da sempre, infatti, il timore degli esperti di security è
che strumenti biometrici tendano a comprimere procedure e tempistiche delle
indagini in favore della "prova facile" che può essere costituita
da dati solo
in apparenza incontrovertibili come quelli genetici.
1.
Punto Informatico è testata giornalistica quotidiana - Tribunale di
Roma n. 51 del 7.2.1996
2.
Fondato da Andrea De Andreis nel 1995
3.
De
Andreis Editore Srl - P.IVA: 06696301008 - ROC: 7983
Ammesso
che tutti sappiano che cos'è il Dna,tutti d'accordo...!
Da:
http://www.observa.it/view_page.aspx?ID=366&LAN=ITA
Banca del
DNA
Italiani favorevoli, se serve alla lotta alla criminalità.
Accedere
ai dati genetici per una maggiore tutela della sicurezza. È un tema delicato
che anima il dibattito pubblico, contrapponendo le esigenze collettive alle
garanzie di privacy dei singoli. L’annuncio dell’imminente esame da parte
del Consiglio dei Ministri Italiano del provvedimento che vorrebbe istituire la
banca dati nazionale del Dna, lo ha riportato all’ordine del giorno
dell’agenda politica e mediale.
Nonostante le reazioni controverse emerse nell’ambito del dibattito politico,
è molto probabile l’opinione pubblica italiana accolga con favore la
proposta.
Un’indagine promossa dal Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le
Biotecnologie e realizzata da Observa, che ha anticipato molti degli
elementi cruciali del dibattito, evidenzia infatti che la grande maggioranza
degli Italiani è favorevole non solo all’utilizzo degli esami del dna
nell’ambito della lotta alla criminalità (80%) ma anche a conservare i dati
sul DNA di criminali e sospettati in una banca dati a disposizione delle Forze
dell’Ordine.
In vista di una più efficace lotta alla criminalità, la disponibilità degli
Italiani a permettere alle autorità l’utilizzo delle tecniche d’indagine più
sofisticate, tra cui la raccolta e l’esame dei profili genetici è amplissima.
Secondo l’indagine, discussa anche in presenza di Luciano Garofano. Comandante
dei RIS Carabinieri di Parma, il 90% dei cittadini sarebbe disposto a rendere
accessibili le proprie informazioni personali in vista di una maggior tutela
della propria sicurezza: oltre il 60% lo farebbe addirittura su ogni tipo di
informazione relativa alla sua persona.
Sfiora l’80%, come si diceva, la quota di quanti sarebbero nel complesso
favorevoli all’utilizzo degli esami del DNA nell’ambito della lotta al
crimine. Almeno un Italiano su due (57,2%), in particolare, è favorevole al
prelievo della saliva per qualsiasi tipo di crimine, mentre poco meno di uno su
tre (30,6%) ne vincolerebbe l’impiego a particolari tipi di reati, come la
violenza sessuale, l’omicidio o il terrorismo.
Va notato comunque che non sempre la disponibilità all’utilizzo degli esami
del DNA si accompagna ad una piena comprensione della loro natura e delle loro
potenzialità. Se quasi il 90% individua nei campioni di sangue e saliva un
materiale suscettibile di essere usato per estrarre il DNA, oltre il 30% ritiene
che anche un’impronta digitale possa prestarsi a fornire lo stesso tipo di
informazioni; inoltre per una quota non trascurabile di intervistati, questi
esami sono potenzialmente in grado di rivelare anche predisposizioni a svolgere
certi lavori o inclinazioni a compiere atti criminali.
L’indagine mette poi in luce come la grande maggioranza degli Italiani
(l’85%) consideri effettivamente giusto conservare i dati del DNA di criminali
e sospettati in una speciale banca dati a disposizione delle forze
dell’ordine. La percentuale di favorevoli resta al 60% anche quando si parla
di creare una banca dati del DNA a scopo identificativo estesa a tutti i
cittadini.
Il motivo principale dei contrari ad un simile archivio è il rischio di
violazione della privacy (59,2% dei contrari); ma non manca chi teme che la
creazione di un archivio centrale possa “aprire la strada alla schedatura di
massa” (20,6%) oppure possa favorire la discriminazione nell’ambito del
lavoro (18%).
Chi invece è favorevole ne consentirebbe l’accesso in primo luogo alle Forze
dell’Ordine (90% dei favorevoli) e in secondo luogo alla Protezione Civile
(74%) per l’identificazione delle vittime nel caso di calamità naturali e
agli scienziati (71%) per migliorare le loro conoscenze da utilizzare poi in
ambito investigativo.
Il rapporto completo della ricerca è disponibile qui
L’ indagine è stata condotta tramite interviste telefoniche su un campione
di 1011 casi rappresentativo della popolazione italiana sopra i 15 anni; la
supervisione scientifica è di Federico Neresini (Università di Padova),
Massimiano Bucchi (Università di Trento) e Giuseppe Pellegrini (Università di
Padova) in collaborazione con Valeria Arzenton.